Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino
N. 2 Settembre - Ottobre 2003
La Santità.
SOMMARIO
nella Chiesa
11 La preghiera di gruppo
pag. 15 Gruppo giovani
pag. 16 Musica Sacra
pag. 17 Terz'ordine Francescano
pag. 19 Gruppo Azione Cattolica
pag. 20 Scuola Materna Alterini
pag. 21 Consiglio Pastorale
pag. 22 Appuntamenti
Editoriale
L'IMPEGNO DELLA SANTITA'
La Preghiera Eucaristica affermando nel suo inizio, " Padre Santo, Fonte di ogni santità, santifica…", manifesta che la santità è una prerogativa di Dio, una sua nota caratteristica. DIO E' SANTO. Una condizione alla quale però viene chiamata anche la creatura umana. Nel progetto originario di Dio infatti(cfr il libro della Genesi), l'uomo e la donna sono creati a "immagine e somiglianza di Dio" quindi partecipi di questa Sua Sostanza ed Essenza.
In seguito è intervenuto il peccato di Adamo, la ribellione, la disobbedienza che ha provocato un ribaltamento della situazione.
Gesù è venuto nel mondo per rinnovare la natura umana e la persona, affinché recuperassero la loro vera identità e ritornassero a vivere come prima. Si è immerso nell'acqua del Giordano, prendendo su di sé i nostri peccati per purificarli. Sulla Croce definitivamente c'è stata la nuova creazione ed il dono della Vita Divina.
E' un progetto, quello della santità che parte da Dio, che CERCA e CHIEDE la collabora della persona.
Sorge la domanda: come fa a prendere dimora tra di noi la Santità di Dio?
Il nostro tempo è il tempo non dell'essere ma dell'apparire. L'importante è il culto del corpo, dell'efficienza fisica non della ricchezza del cuore. Oggi chi ruba è un furbo, chi imbroglia è uno che sa fare, chi tradisce la parola data è un buon opportunista, chi sa raggirare è un intelligente, chi sa approfittare dell'altro o delle cose pubbliche è un politico illuminato.
Ecco in un mondo come il presente in cui è caduto in disuso il modo di vivere onesto giusto, benevolo, fraterno, i cristiani devono mirare in alto, corrispondere al dono di Dio ed essere luce per l'umanità nella via della santità.
Il Vostro Parroco, Don Roberto
Spiritualità
LA SANTITÀ
Tutti noi conosciamo dei santi, se non altro perché i loro nomi sono scritti nel calendario! Negli ultimi anni, il nostro papa sforna in quantità Santi e Beati; c’è anche la ricorrenza di tutti i santi, il 1 novembre dove si festeggiano anche quelli che non troviamo nei calendari e che sono i più…
Ma chi sono i santi?
S. Paolo scrive alla <<Chiesa di Dio che è in Corinto e a tutti i santi dell’intera Acaia>> ed <<a quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per vocazione…>> (Rm. 1,7).
Forse i Santi non sono solo quelli che hanno terminato la vita terrena … ma sono santi anche i vivi?
E cosa significa <<essere santo>>?
Il Santo è colui che è separato dal mondo, è cioè altro rispetto al mondo. È una condizione che ci fa entrare nel trascendente, nel mistero di Dio perché <<Santo, Santo, Santo è il Signore degli eserciti Dio>> (Is. 6,3)
Eppure questo mistero trascendente si fa a noi vicino. La storia della salvezza ci rivela il volto di Dio, mostrandoci in tutti i modi che il Dio lontano si è fatto vicino. E questo lo troviamo già nella prima pagina della Scrittura, Dio si fa vicino all’uomo al punto da crearlo simile a lui! E quando l’uomo non ha creduto all’amore di Dio e si è a lui ribellato, Dio non lo ha lasciato a se stesso ma si è fatto a lui vicino tessendo delle pelli all’uomo per rivestirlo e ridargli la dignità perduta, figura della veste battesimale.
Dio si fa poi vicino in un tempo e un luogo preciso ad un uomo preciso che si chiama Abram. Lo chiama e gli dice <<Vattene via da qui… ti benedirò…. Diventerai una benedizione>>. Con lui Dio stipula un’alleanza e gli da, nonostante la sterilità di Sarai e la tarda età di entrambi un figlio.
Il Dio trascendente entra nella storia di un uomo, di una famiglia, già ora si fa carne.
E la storia di questo Dio che entra in relazione con l’uomo continua con Mosè, Davide, Giuseppe… e con tutto il popolo d’Israele. È una storia fatta di tradimenti da parte dell’uomo e perdono da parte di Dio, di incontri e scontri…fino a quando il Santo, il trascendente, "l’altro" si fa uno di noi, nasce da una donna, nella povertà, nel buio di una notte, lontano dalla sua terra…cresce, diventa un bambino, ed impara a camminare, a giocare, a parlare, fa i pasticci…come tutti i bambini. Diventa poi ragazzino, impara a lavorare, ha i primi amici, fa le prime uscite. A 12 va al Tempio di Gerusalemme, in quel luogo, si sente a casa sua, incontra una persona… ma ritorna a Nazareth per altri 20 anni e prosegue la vita normale che anche gli altri giovani facevano.
Fino a quando va la Giordano dove c’è il cugino Giovanni (è un po’ originale come tipo) che battezza: "esorta" caldamente alla conversione ed ad immergersi nelle acque del Giordano come riconoscimento del proprio peccato e gesto di penitenza. Gesù si mette in fila con tanti.
Sta per accadere qualcosa di straordinario: il Santo che per 30 anni fa una vita normale (e già questo è straordinario!), si mette in fila con i peccatori, và a immergersi nell’acqua sporca.
Ma perché? Per prendere sin da quel momento su di sé la sporcizia dei peccatori.
È il Santo, il separato che accorcia le distanze e si fa uno di noi.
Ma dov’è adesso il limite tra Dio e l’uomo, tra l’infinito ed il finito, tra il puro e l’impuro?
E che intenzioni ha questo Dio? Dove vuole arrivare?
<<Io sono il Santo, colui che vuole farvi santi>> (Lv. 19).
Ecco dove vuole arrivare: ci vuole fare santi come lui!
Il battesimo di Gesù indica la commistione di Dio con l’uomo, è la parabola discendente di Dio che dai cieli, viene ad abitare sulla terra perché così può, salendo al cielo portarci a Dio con tutta la nostra umanità. Ma per ascendere è dovuto discendere!
È un progetto straordinario, grande. È il mistero dell’incarnazione che ha come fine la santità: essere come Dio.
Tutto questo è dono e frutto dello Spirito, che proprio per questo viene chiamato "Santo" e "Santificatore" perché è e rende Santi.
I santi sono diventati tali perché hanno accolto questo Dio: hanno permesso a Gesù di incarnarsi nella loro vita e di lasciarsi da lui portare a Dio.
Questa è anche l’esperienza di S. Teresa Couderc che si inserisce nella spiritualità ignaziana; lascio parlare direttamente M. Teresa C. che ha fatto esperienza del Dio che si fa vicino per portarci a Lui. Sapete: non solo noi siamo in cammino, ma anche Dio cammina con noi e dal cielo, ha fatto parecchia strada per trovarci!
Dio discende…
<<Egli sarà sempre con noi per aiutare la nostra debolezza e la nostra buona volontà in tutte le prove e in tutte le difficoltà che possiamo incontrare nel cammino della perfezione e della santità alla quale ci chiama.>>
<<So oramai da tempo che a determinare quel che succede nella Congregazione sono più la Provvidenza e le circostanze che le persone…>>
… fa uso di mezzi…
<<Preghiamo perché tutte le nostre case diventino altrettanti Cenacoli dove lo Spirito di Dio scenda a posarsi per animare ognuna e disporla a compiere perfettamente le opere che le saranno affidate dopo quella della propria personale santificazione che deve sempre avere la precedenza. Desideriamo molto lo Spirito Santo, dove regna lo Spirito di Dio, ivi regna anche la santità.>>
<<Dobbiamo persuaderci che se vogliamo acquistare un po’ di santità è necessario che lavoriamo noi e che essa sia il frutto dei nostri sudori, con il soccorso della grazia beninteso, perché senza di essa non possiamo nulla, mentre con essa possiamo tutto e questo ci deve incoraggiare.>>
… per farci ascendere…
<<Più l’anima si avvicina al suo Dio, più ha fame di accostarsi maggiormente a Lui; più lo gusta e più ha sete di gustarlo e di unirsi più intimamente a Lui; più vede la propria miseria ed imperfezione, e più aumenta il desiderio di identificarsi, se fosse possibile con la santità infinita, sorgente di ogni santità e perfezione. >>
<<La mia attrattiva mi porta sempre verso questa completa dimenticanza di me stessa, questa perfetta sottomissione alla divina Volontà, questo assoluto distacco da tutto ciò che non è Dio, e infatti mi sembra di non esser legata a niente. Non ho che un desiderio: che Dio sia glorificato e soprattutto dalla nostra piccola Congregazione. Non ho che una pene: vedere che Dio è misconosciuto e oltraggiato; non ho che un timore: quello di offenderlo e di recargli dispiacere con qualche infedeltà. Ma dopo avergli detto tutto questo, rimango ancora in pace, perché di tutto ciò che Gli domando, non voglio altro che quello che Lui vorrà darmi. E non abbiamo ragione di abbandonarci così a lui, perché Egli dà sempre di più di quanto gli domandiamo? Ne faccio ogni giorno la gioisca esperienza con l’attrattiva che mi dona di essergli sempre più unita. Anche questa è una delle grazie che non smetto di chiedergli, perché più ci si accosta a Dio e più si desidera accostarglisi; più si è a Lui uniti e più si desidera questa unione, perché si comprende che Dio è il centro del nostro cuore e che solo lui può colmarlo e renderlo felice.>>
La Santità non dipende da noi:
è dono del Signore
che chiede di essere accolto.
Siamo già santi
ma anche chiamati a diventarlo ogni giorno un po’ di più.
Le preghiere del mese
PREGHIERE
Un cuore mendicante
Mi hai fatto povero
tra il sorriso delle stelle,
mi hai dato un cuore
mendicante per le strade…
Passai ramingo di porta in porta
e, quando la mia borsa si riempiva,
tu mandavi a derubarmi.
Al termine della lunga mia giornata
vengo a lagnarmi alla soglia
della tua ricca casa:
ecco la mia sporta vuota!
Ti vidi allora scendere
a prendermi per mano
e mi ritrovai seduto
accanto a te sul trono.
Rabindranath Tagore
Mio Signore
Lascia che io mi sieda
per un momento al tuo fianco;
finirò più tardi il lavoro che mi attende.
Lontano dal tuo sguardo,
io subito mi stanco;
il mio lavoro è pena
e mi sento perduto.
Con te trovo la vita,
i suoi sussurri e sospiri,
ho mille menestrelli
alla corte del tuo amore.
Lascia che io mi sieda
a faccia a faccia;
voglio cantare la gioia
di appartenere a te.
Rabindranath Tagore
Padre!
Padre mio,
io mi abbandono a te,
fa’ di me ciò che ti piace;
qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto,
accetto tutto,
purché la tua volontà
si compia in me
e in tutte le tue creature;
non desidero niente altro mio Dio.
Rimetto la mia anima
nelle tue mani,
te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore,
perché ti amo.
Ed è per me un’esigenza d’amore
il donarmi, il rimettermi nelle tue mani,
senza misura,
con confidenza infinita,
poiché tu sei il Padre mio.
Charles de Foucauld
Cosa dice la Chiesa
UNIVERSALE VOCAZIONE ALLA SANTITÀ
NELLA CHIESA
n. 40 <<La santità della Chiesa si manifesta nella santità dei suoi membri.>>
a) Il Signore Gesù, Maestro e Modello divino di ogni perfezione, a tutti e ai singoli suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato la santità della vita, di cui Egli stesso è autore e perfezionatore:<<Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste>> (Mt. 5, 48). Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr. Mr. 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv. 13, 34; 15,12). I seguaci di Cristo, chiamati da Dio e giustificati in Gesù Cristo non secondo le loro opere, ma secondo il disegno e la grazia di Lui, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l’aiuto di Dio, mantenere e perfezionare, vivendola, la santità che hanno ricevuta …
b) è chiaro dunque a tutti, che tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità: da questa santità è promosso, anche nella società terrena, un tenore di vita più umano. Per raggiungere questa perfezione, i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l’esempio di Lui e fattisi conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Con la santità del Popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato, nella storia della Chiesa, dalla vita di tanti santi.
n. 42 <<Le vie e i mezzi per il perseguimento della sanità da parte di tutti i fedeli>>.
<<Dio è amore e chi sta fermo nell’amore, sta in Dio e Dio in lui>> (1Gv.4,16). Ora Dio ha largamente diffuso il suo amore nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci fu dato (cfr. Rom.5,5); perciò il dono primo e più necessario è la carità, colla quale amiamo Dio sopra ogni cosa e il prossimo per amore di Lui. Ma perché la carità come buon seme, cresca e fruttifichi, ogni fedele deve ascoltare volentieri la parola di Dio e, coll’aiuto della sua grazia compiere con le opere la sua volontà, partecipare frequentemente ai sacramenti, soprattutto a quello dell’Eucaristia, e alle sacre azioni; applicarsi costantemente alla preghiera, all’abnegazione di se stesso, all’attivo servizio dei fratelli e all’esercizio di ogni virtù. La carità infatti quale vincolo della perfezione e compimento della legge (cfr. Col. 3,14 Rom. 13,10), regola tutti i mezzi di santificazione, dà loro forma e li conduce a compimento. Perciò il vero discepolo di Cristo è contrassegnato dalla carità sia verso Dio che verso il prossimo.
Dal cap. V della <<Lumen Gentium>> del 21 Novembre 1964, Documento conciliare su <<LA CHIESA>>
La ragione e la fede
SANTITÀ: IN QUESTO MONDO O NELL’ALTRO?
La Chiesa è anche una grande fabbrica di documenti: documenti che dai più non vengono letti, se non degli stralci molto parziali (e adeguatamente ritoccati secondo la linea politica seguita) riportati dai vari giornali. Ignoriamo spesso che, riguardo a molte proposte portate avanti dalla Chiesa, non possiamo confrontarci in verità se non andiamo direttamente alla fonte. La critica dovrebbe essere sempre costruttiva e fondata su basi più solide di quelle che correntemente usiamo, nella linea del "Si dice che… Hanno ragione su… Non è possibile di…". Sappiamo tutto di tutti, e niente di qualcosa: però abbiamo ragione.
La Santità è il modo di portare la nostra fede oggi: il rapporto con il Signore è sì personale, ma Gesù prima di tutto ci ha chiamato a portare frutti di vita per quest’oggi. Viviamo in un tempo che frequentemente scosso da attacchi reciproci, da violenza: dalla violenza nostra e di quello della porta accanto, alla violenza che scatena le guerre, o ci rende indifferenti ai drammi che accadono ogni giorno sulla Terra.
contribuiamo, in modo diretto o indiretto, allo sviluppo di quei paesi in difficoltà. Ciò che occorre non è solo a livello di alimenti, ma anche di cultura, di possibilità di istruzione, di sviluppo economico nel rispetto e nella compatibilità della loro cultura.
I problemi sono tanti, ma ci sono una buona parte di persone impegnate in questo campo, che si danno da fare a nostra insaputa e con piccoli passi aiutano molti.
La Chiesa, nella dottrina sociale che propone, non fornisce delle soluzioni da instaurare seduta stante, ma indica delle linee da seguire, che siano compatibili al progresso e allo sviluppo integrale della persona umana, che garantiscano il bene personale conformemente al principio della destinazione universale dei beni. Qualcosa di molto concreto insomma, ma di cui l’uomo sia artefice e non vittima, mai, a nessun livello.
Nelle ultime Encicliche che riguardano la dottrina sociale della Chiesa (Laborem Exercens del 1981, Sollecitudo Rei Socialis del 1987, Centesimus Annus del 1991) il Papa ha evidenziato i cambiamenti cui è stata sottoposta la società negli ultimi secoli, il passaggio importante da una ricchezza che proveniva principalmente dal lavoro materiale e dal profitto delle industrie, ad una ricchezza basata della proprietà della conoscenza, della tecnica, del sapere: oggi la principale risorsa dell’uomo è l’uomo stesso, la capacità
che ha di far fruttare le situazioni diverse.
C’è pertanto la necessità di aiutare tutti ad acquisire le conoscenze fondamentali per uno sviluppo adeguato, occorre un libero mercato che promuova e aiuti a svilupparsi i Paesi con più difficoltà economiche, perché non vinca il principio dell’utile proprio, ma il principio di solidarietà.
Ciò che potrà salvarci sarà proprio un’educazione alla solidarietà, la promozione di valori di mutuo sostegno, un’educazione e sensibilizzazione delle coscienze ai problemi di tutti. Il profitto non può essere l’unico criterio di azione economica, né a livello del mercato internazionale, né riguardo allo sviluppo di una piccola azienda. Il primo valore da salvare è la consapevolezza di essere una comunità di persone, poiché un lavoro pienamente umano è un diritto fondamentale dell’uomo, essendo il luogo privilegiato dove ogni persona si forma e si realizza, grazie al quale può progettare la propria esistenza, costruire una famiglia, dal quale può concedersi momenti di riposo.
Si fa sempre più urgente la necessità di unire allo sviluppo economico le dimensioni culturali, trascendenti e religiose, dalle quali derivano i valori profondi, che ci conducono a fare unità tra le necessità e le soddisfazioni materiali di cui abbiamo bisogno ed un retto vivere che garantisce lo sviluppo di tutti.
Il consiglio finale per una maggiore comprensione ed apertura ad un cammino integrale di santità è quello di leggere queste brevi encicliche estremamente ricche, che fanno un’analisi accurata del nostro tempo in modo estremamente coerente e concreto, e che possono aiutarci ad amarci gli uni gli altri nella solidarietà e fraternità.
Il lavoro più importante è educare il cuore di ognuno,
per educarci alla vita di tutti.
Proposte per la preghiera
PROPOSTA PER LA PREGHIERA PERSONALE
< Gesù allora disse ai suoi discepoli: in verità vi dico, difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli. A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: "Chi dunque si potrà salvare?". E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse:"Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile.>. Matteo 19,23-26
"Ve lo ripeto…", a scanso di equivoci. Simpatico questo Gesù che stavolta non sembra proprio voler farcela passare liscia!! Già, perché se tu che leggi sei già passato a ragionare sulla conclusione "a Dio tutto è possibile", non vale. Stai barando, perché prima devi passare per il dubbio, e la legittima fifa, che sono venuti ai discepoli.
Così ti propongo di ripercorrere insieme in breve le fila del discorso: poco prima era successo che un giovane (episodio conosciuto come quello del giovane ricco) si era accostato a Gesù chiedendo "uno scambio": in che senso? Gli aveva detto "Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?", desiderio legittimo, ma dietro questa domanda c’è anche la pretesa di poter meritare la vita eterna compiendo delle buone azioni. Gesù invece lo mette in castagna, dandogli non una nuova regola da osservare, del tipo "non devi fare questo", ma gli propone un nuovo modo di vivere, quello di liberarsi dalle sue ricchezze e di seguirlo. Non necessariamente una sequela fisica, ma una sequela di cuore. E il giovane non comprende che la prima ricchezza di cui si deve liberare è proprio della pretesa che solo dei compiti da svolgere possano donare una vita piena.
Per questo liberarsi dalle ricchezze è fondamentale per vivere una vita santa, una vita gioiosa e libera che è plasmata dall’amore, perché è un rendersi liberi da tutto ciò che ci è di limite nel rapportarci al Signore con fiducia, e non come un esattore esigente. Se siamo ricchi non possiamo entrare nel regno dei cieli, perché già ne siamo fuori. È il paradosso del cammello che non può passare per la cruna di un ago; e a ciò si aggiunge il problema - non indifferente! - delle due gobbe: la riserva autonoma di acqua per sopravvivere… Infatti "è stato dimostrato" che ci sono altissime possibilità che, se anche un cammello riuscisse a passare per la cruna di una ago, poi finirebbe per rimanere incastrato tra gobba e gobba…!. Se non siamo cuore a cuore con Dio, se non lasciamo che le scelte e le parole di Gesù ci feriscano per farci scoprire realmente quello che siamo, siamo noi per primi che ci teniamo ancora distanti. La vita eterna non è un prodotto di boutique, acquistabile solo da chi se lo può permettere, prima di tutto a livello di conoscenze, ma è un bene umano, un bene per tutti. È un dizionario che tutti sanno leggere perché è il dizionario dell’amore vero, che è già stato riversato nei nostri cuori.
"Fissando su di loro lo sguardo…" Ecco che stiamo arrivando al lieto fine e questo ci fa piacere: però a questo "happy end" non viene tolta la responsabilità di dover rispondere alla possibilità di Dio, perché ciò che prima era impossibile ora per te è diventato possibile. Mi sembra rilevante che Dio fissi lo sguardo sui discepoli, così come nel passo corrispondente di Marco10,21 ("Gesù, fissatolo, lo amò, e gli disse…") fissava lo sguardo sul giovane, ricco delle sue pretese e delle sue buone azioni, ma ancora poco disponibile a vivere cuore a cuore col Signore. Infatti che tu sia discepolo, o che tu sia ancora in ricerca, non importa: il problema è sempre il solito, quello della scelta tra l’amore e la pretesa che "basta fare per essere". In realtà basta essere per fare, partendo da uno sguardo d’amore che ci cambia.
Proposte per la preghiera
PER LA PREGHIERA IN GRUPPO
Gesti di introduzione alla preghiera:
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
Canto d’inizio: Sequenza di Pentecoste o altra invocazione allo Spirito Santo
Grazia da chiedere: "La tua Parola o Dio, non sia cibo facile da consumare in un momento; diventi in noi che ascoltiamo sorgente dello spirito di Gesù da accogliere e custodire nella vita"
Restando in piedi tutti insieme si proclama il:
Salmo 15 (16)
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;
presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
Resterà saldo per sempre
(Lasciare che il salmo ci riveli il volto di quest’uomo cercato)
Una voce proclama il Vangelo mentre si resta in piedi fino al comando di Gesù…
Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 3-15)
Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che
una gran folla veniva da lui e disse a Filippo:<< Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare? >>. Diceva così per metterlo
alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo:<<Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo>>. Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:<<C’è qui un ragazzo che ha cinque pani di orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?>>. Rispose Gesù:<<Fateli sedere>>. C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli:<<Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto>>. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: <<Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!>>. Ma Gesù sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo.
Spunti di riflessione (se servono)
* Spesso si abbina questo testo al dono dell’Eucaristia… senza fare altri passi. Proprio come quella gente che preso il pane non aspettava che altre facili occasioni…
* Spesso abbiamo un atteggiamento diffidente o sconsolato verso la santità…qualcosa da Dio…da uomini eccezionali…. o da persone che non hanno occhi per la banale quotidianità…insomma UNA COSA FUORI DAL MONDO
* Spesso ci hanno insegnato che la santità è …una separazione!
* Spesso continuiamo a preferire le leggi, le organizzazioni, i re al dono di comunione che lo Spirito suscita attraverso l’umanità del Figlio di Dio. E questo ingabbiare lo Spirito per le convenienze non ci fa trovare più nel luogo alto delle relazioni d’amore dove anche il più piccolo dono sazia e sovrabbonda.
* Spesso abbiamo bisogno e chiediamo …fuggendo la relazione con Gesù
Nel dono della Legge (Es.19) la distanza umana da Dio era inconciliabile: nessuno poteva salire il monte dell’amore senza rimanere bruciato. A volte ci piace rimanere ancora là, come certe bestie che accettano il cibo e poi scappano. Dio non è rimasto fermo, è sceso molto…moltissimo… ha camminato molto, moltissimo… si è coinvolto molto, moltissimo: ha mostrato la santità (lo splendore, il peso, la gloria, il valore o come lo vuoi chiamare) della vita rendendocela accessibile come un qualunque pasto. Perché santa è la vita non il sovrappiù con la quale la vogliamo giustificare: essa non ha bisogno di giustificazione perché Dio non si giustifica. "In lui era la vita" (Gv.1,4). Solo Cristo ci rivela l’essere umano e ci umanizza, cioè ci fa santi. Tutto è vostro, dirà S.Paolo, ma voi siete di Cristo e Cristo di Dio.
Dopo il tempo di riflessione personale si apre la condivisione sulla Preghiera mangiando i pezzetti di pane che verranno offerti.
Si conclude con un canto di ringraziamento.
Musica
♫
VIVI DAVVEROQuesto è il prezzo che
questo mondo impone a noi,
di vivere senza certezza alcuna,
in bilico nel blu disperati amanti che
non hanno mai trovato amore puro.
Piegati alle regole del buon mercato,
mi pento, mi dolgo per questo peccato,
ma quando respiro mi accorgo
che esisto davvero;
restiamo isolati in cerca di gloria,
mediocri e muti e senza memoria
ma quando l’estate è tornata
speranza c’è ancora.
Ti prego vivi, vivi, vivi davvero
Vivi, vivi, vivi davvero!
Questo è il prezzo che questo tempo
impone a noi,
velocemente vivere una vita;
il frutto del peccato
una donna l’ha mangiato,
e adesso io vorrei un pezzo di torta.
Piegati alle regole del buon partito
nessun pregiudizio è mai stato sanato
raccontami quello che fai per dormire la notte
illusi, delusi dal senso di colpa,
costretti da una morale distorta,
ma fuori c’è un mondo
di anime salve davvero
Ti prego vivi, vivi, vivi, davvero!
I buoni e i cattivi,
i vinti ed i vivi,
non c'è ideale che valga una guerra,
combatti ogni piccolo e grande tormento,
ed esci di fuori a gioire di ogni momento.
(Giorgia – Greatests Hits,
Le cose non vanno mai come credi – 2002)
Spunti per la riflessione
Quest’invito a vivere davvero non può lasciarci indifferenti: chi non desidera una vita che sia sempre pienamente vissuta?
Non basta però desiderarlo: a volte le scelte che facciamo, che ne siamo consapevoli o no, non ci portano a realizzare il meglio di noi e del nostro futuro.
"Questo è il prezzo che…": il mondo in cui viviamo ci impone un prezzo da pagare in ogni cosa. Oggi più che mai le certezze si fanno sempre più fragili; tante volte siamo passivi di fronte a quello che la società ci propone, e non valutiamo le nostre scelte
► Vado secondo la moda… perché non posso fare altrimenti, o perché non me la sento di fare altrimenti?
► Sono protagonista delle mie scelte, o mi sento a mio agio in un copione?
► Tutto costa… è vero, eppure non va poi così male: anch’io forse ho di che sprecare.
"Il frutto del peccato…": <Ma chi l’ha voluto questo benedetto peccato originale? Che c’entro io? > Alzi la mano chi non ha mai pensato questa frase!!! Beh, questa strofa della canzone può farci riflettere sul fatto che in fondo non ci è così estraneo.
► Non mangerò una mela, ma posso compiere un peccato "più sofisticato" per i medesimi motivi, per le stesse radici… (si sa che le torte tirano più che le mele!)
"Illusi, delusi dal senso di colpa…" La morale: è vero che ci frega se facciamo i pedanti moralisti che criticano per la pagliuzza e non vedono la trave; il pericolo opposto è vivere senza regole. Occorrono due domande, per due tipi di persone diverse:
►Tipo1 (La Chiesa che barba): sei sicuro che nei consigli di vita che dà la Chiesa ci siano solo divieti, e non opportunità di una crescita migliore? Li vagli criticamente non solo in modo negativo, ma anche positivo?
► Tipo2 (Chi si potrà salvare in questo mondo senza Dio? … Solo io…): oltre alla risposta evidente, più che evidente, posso chiedermi se i buoni precetti che predico aiutano a scoprire davvero l’amore di Dio. E poi: li applico con amore?
Notizie della nostra Comunità
RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO
Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET
Con la preghiera farete cose grandi
IL PELLEGRINAGGIO
VIA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE
Il pellegrinaggio inteso in senso religioso, non è una semplice gita, ma un'occasione privilegiata per ritemprarsi ed avanzare nel cammino spirituale
Recandosi in pellegrinaggio in un Santuario, si ritorna in qualche modo alle sorgenti della vita; da quel luogo si ricevono grazie materiali ma soprattutto spirituali.
La forza del pellegrinaggio dipende dall'esperienza concreta e viva della propria fede; è un'esperienza che porta l'uomo al di fuori del contesto quotidiano e lo mette in contatto con dio, con la Vergine e con i Santi.
A far sì che il pellegrinaggio contribuisca ad alimentare la vita spirituale del fedele, è di aiuto l'ambiente santo, la natura, il paesaggio, le opere d'arte religiosa.
Il cammino è il nucleo fondamentale del pellegrinaggio; oltre al cammino fisico c'è un cammino interiore, compiuto in condizione di penitenza
Il pellegrinaggio, se ben organizzato, promuove il senso comunitario cristiano e sul piano vissuto favorisce il distacco, la libertà interiore, l'aspetto penitenziale.
Il pellegrinaggio può aiutare molto i fedeli a progredire nel cammino di santificazione, mediante una vita vissuta all'insegna della fede, speranza e carità.
Pellegrinaggio a MONTENERO 8 Settembre per chiedere con insistenza alla Madonna la grazia delle grazie, quella con la "G" maiuscola: LA FEDE!
APPUNTAMENTI
Il gruppo di preghiera si ritrova da Settembre a Strada in Casentino nella Cappella della Visitazione, una volta al mese, guidato da Don Gualberto, parroco di Montemignaio.
Un altro appuntamento ricorrente è presso la chiesa parrocchiale di Ristonchi, possibilmente il 13 di ogni mese (data dell'apparizione della Madonna a Fatima)
Riferimento: Sig.ra Amalia
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO GIOVANI
Qualcuno non ci credeva, non ci sperava, dubitava...
E invece ce l'abbiamo fatta!
Il Gruppo Giovani è iniziato nell'Ottobre 2002: è un gruppo dove noi ragazzi possiamo scambiarci idee, aspirazioni e confrontarci.
Parliamo di quello che pensiamo, delle piccole cose e di quelle più grandi.
Siamo i piccoli uomini del domani che affrontano i problemi fra i libri di scuola e gli amici. Il Gruppo Giovani ci ha aiutato, perché il nostro non è solo un "ritrovarsi", ma anche uno "stare insieme", ed è molto più importante.
Le serate passate al Gruppo Giovani ci hanno dato molte soddisfazioni: abbiamo partecipato al "Presepe Vivente" nella notte di Natale, al "Carnevale" all'asilo Alterini e abbiamo concluso l'anno con una cena! E poi siamo i postini del Giornalino!!
Ovviamente questo gruppo speciale non può essere che opera di persone altrettanto speciali., per cui noi ragazzi del Gruppo Giovani vorremmo ringraziare di cuore Elena, Sara, la "zietta" Imma e suor Elide, per averci fatto passare un anno favoloso.
Ad Ottobre ricominceremo e vorremmo che altri ragazzi vivessero insieme a noi questa bella esperienza, portando nuove idee e tanta voglia di fare! Perciò non ci resta che salutarvi con la speranza di vedervi presto numerosi!
(scritto da Tiziana Giorgi)
Musica Sacra
SAN PIO X ED IL SUO "MOTU PROPRIO"
In questo anno 2003, la Chiesa ricorda i 100 anni dell'anniversario dell'elezione del Papa S. Pio X, al secolo Giuseppe Sarto (4 Agosto 1903).
S. Pio X negli 11 anni di pontificato, ha speso le Sue forze per migliorare l'Educazione dei Chierici nei seminari, per riformare il Catechismo, la Liturgia e in particolare modo, per promuovere il rinnovo della Musica Sacra. Da menzionare la lettera Apostolica o Motu Proprio, che il Santo Papa emanò per correggere e purificare quegli abusi che nella Musica Sacra stavano dilagando.
Il Motu Proprio di San Pio X, inizia sollecitando i Vescovi, Sacerdoti -Parroci e musicisti, a inserire nella liturgia, il canto, definito Sacro, non per appellativo, ma come realtà che eleva lo Spirito a Dio, intesa come colloquio dei Fedeli con il Signore.
San Pio X, così afferma:
"La musica Sacra è parte integrante della Solenne Liturgia, ne partecipa il fine generale che è la Gloria di Dio e la Santificazione e l'edificazione dei fedeli"
San Agostino ci dice che cantare è pregare due volte; definisce il cantore come Colui che ama, costituendo, così, il Canto Sacro, espressione d'amore.
La tradizione musicale della Chiesa, costituisce un patrimonio di inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressione dell'arte, anche in considerazione del fatto che il Canto Sacro unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della Liturgia Solenne.
La Musica Sacra. sarà tanto più Santa quanto più strettamente sarà unita alla celebrazione liturgica, esprimendo così più dolcemente la preghiera e arricchendo di maggior solennità i Riti Sacri.
La Musica, questa suprema manifestazione dell'attività spirituale, ha esercitato non poco influsso nella formazione civile dei popoli fin dai tempi remoti. E non solamente concorse a ingentilire gli animi, educandoli al sentimento del Bello, ma stabilì pure il tramite più diretto di comunione tra gli uomini e Dio.
Con la Riforma Liturgica di San Pio X, è iniziata la vera riforma Musicale in quanto il Concilio Vaticano II, ha promulgato nella costituzione liturgica "Sacrosantum Musicam Sacram" i doveri circa il Ministero che una Corale svolge.
Nell'articolo 19, si legge: "…è degno di particolare attenzione il Coro, o Cappella Musicale o Schola Cantorum". Il suo compito è divenuto di ancor maggior rilievo e importanza tanto da ritenere il servizio del canto come un vero e proprio Ministero: " deve infatti curare la perfetta esecuzione delle parti Sue proprie e favorire la partecipazione dei fedeli al canto".
L'articolo 15 della istruzione "Musicam Sacram", in merito all'ascolto della musica sacra, afferma:" si educhino i fedeli a saper innalzare la loro mente a Dio attraverso la partecipazione interiore, mentre ascoltano ciò che i Ministri o la Schola cantano".
Terminando la mia riflessione auguro a tutte le forme di aggregazione corale, di essere valido strumento di Lode a Dio, con la convinzione che ciò che si offre al Signore deve essere quanto di meglio la mente umana riesca a produrre.
Simone Bonaccorsi
Notizie della nostra Comunità
TERZ'ORDINE FRANCESCANO
Il terz’Ordine è nato dalla risposta di Francesco a coloro che volevano seguirlo pur avendo una famiglia e un lavoro, coloro cioè che vivevano nel mondo. Li chiamò "Fratelli e sorelle della penitenza".
Per penitenza si intende la conversione, il cambiar strada, l’ammettere di aver sbagliato.
Si è chiamato poi terz’Ordine perché si considerava il primo Ordine quello dei frati e il secondo quello delle suore di santa Chiara.
Tutti e tre gli ordini fanno parte della comune famiglia francescana. Da 25 anni è diventato "Ordine Francescano Secolare", OFS, ma lo spirito è rimasto lo stesso. Seguire Gesù , copiando Francesco, con l’aiuto di una fraternità.
E’ bene togliere subito di mezzo un possibile equivoco: l’OFS non è per i santi, ma per coloro che "mezze tacche", conoscendo i propri limiti, vogliono usare a pieno l’aiuto che la Chiesa mette a disposizione per rendere meno aspro il cammino della vita.
L’OFS è un Ordine perché si sceglie una Regola, approvata dalla Chiesa, che dà chiarezza.
E’ Francescano perché si vuol camminare sulla strada percorsa da Francesco.
E’ Secolare perché è formato da persone che vivono nel "secolo", cioè nel mondo; ancora più chiaramente: anziani e giovani, sposati e non, genitori e figli, ciascuno con le sue normali attività lavorative.
Fin qui le informazioni che possono soddisfare la curiosità. Ma, in concreto, chi sono i laici francescani?
Sono coloro che, per caso o grazia, hanno incontrato Francesco nella testimonianza di chi ne vive la spiritualità e – da laici – cercano di copiarlo. I laici francescani tentano di vivere il Vangelo portandolo nella vita, e cercano di rileggere i fatti della vita alla luce del Vangelo. Questo è poi quello che è chiamato a fare ogni cristiano!
I francescani dovrebbero caratterizzarsi per il servizio, la semplificazione delle esigenze materiali, la gioia; ma è la fraternità, che trova la sua ragion d’essere nella riscoperta della paternità di Dio, che più caratterizza.
E’ il:
"Non camminarmi davanti, potrei non seguirti.
Non camminarmi dietro, potrei non esserti guida.
Cammina al mio fianco e sii mio amico".
Accanto alla fraternità OFS che è al convento dei Cappuccini di Poppi da 93 anni, in Casentino c’erano altre 41 fraternità. Ogni angolo è stato toccato da questa spiritualità. Nel nostro Comune, oltre quella di Strada, esistevano fraternità a Borgo alla Collina, Caiano, Cetica, Garliano, Pagliericcio, Prato, Spalanni, Tartiglia, Terzelli, Torre. E’ facile immaginare come una diffusione così capillare abbia fortemente inciso sulla formazione delle persone e anche sulla nascita di vocazioni alla vita consacrata. Molti frati cappuccini provengono da famiglie di terziari. Può dare un’idea dell’incidenza il sapere che, nel 1927, quando fu posta la prima pietra della Croce di Pratomagno, voluta e realizzata dai terziari del Casentino e del Valdarno, vi erano ben 8000 persone!
E’ venuto poi un lungo inverno che ha messo alla prova la tenacia dei terziari rimasti, la loro fedeltà alla vocazione francescana. Dovevano essere ben consapevoli di ciò che custodivano per non farsi tentare da quello che, all’apparenza, brillava e gratificava di più.
E ora? Noi "terziari" siamo ancora qui, segno della mano buona di Dio su di noi e della generosa cura di tante generazioni di frati che ci hanno accolto ed amato. La fraternità continua ad essere la nostra ricchezza.
Insieme è più facile avere occhi per vedere, mani per fare, sensibilità per avere delicatezza, capacità di ascolto e di perdono, cuore per amare. E questo con i limiti che ognuno di noi ha. Insieme è possibile sperimentare che " è buono e soave che i fratelli vivano insieme" (Salmo 132).
Anche a te che leggi proponiamo i nostri momenti di incontro al Convento dei Cappuccini.
Ogni terza domenica del mese, la giornata di fraternità
Ogni giovedì la Messa e la preghiera per le vocazioni
Ogni primo giovedì del mese la formazione.
Se sei giovane…ogni martedì c’è l’incontro dei giovani della Gifra (Gioventù Francescana).
Puoi venire a vedere……
e lasciar lievitare in te la domanda di Francesco: Signore, che cosa vuoi che io faccia?
Per la fraternità OFS di Poppi
Luciana Lachi
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO FEMMINILE AZIONE CATTOLICA
Durante le vacanze estive ho avuto modo di leggere in ACCORDIAMOCI- Periodico di collegamento tra gli aderenti e gli amici dell'Azione Cattolica della Diocesi di Fiesole - un articolo di Gabriele Torrini presidente diocesano di Azione Cattolica.
Scrive che in un incontro con il Vescovo questi ha detto: "l'Azione Cattolica è un'associazione per".
Torrini prosegue: "Ho ripensato a questa parolina per e al suo significato rileggendo gli articoli dello Statuto sul quale si sta riflettendo nel cammino di rinnovamento dell'Associazione.
Essere per vuol dire avere fatto una scelta, fare il tifo per... avere un obiettivo preciso:
L'AC. è per la Chiesa
L'AC. è per i laici
L'AC. è per la formazione dei laici
L'AC. è per la comunione fra i laici, il clero e i vescovi
L'AC. è per la Chiesa locale e per il vescovo
L'AC. è per tutti quegli organismi che promuovono la corresponsabilità nella missione della Chiesa
L'AC. è per la collaborazione
L'AC. è per la famiglia
L'AC. è per i ragazzi, i giovanissimi, i giovani, gli adulti e gli anziani
L'AC. è per il gruppo
L'A C. è per la missione negli ambienti di vita
L'AC. è passione per la comunità degli uomini, per la città
L'AC. è per il Signore.
Essere per vuol dire che la nostra attività, le iniziative che proponiamo non sono per noi, ma vogliono essere un servizio per tutte le persone e per tutte le comunità. Nelle nostre riunioni ci chiediamo come fare per poter essere più vicini e più attenti a tutte le persone, nelle zone e nelle parrocchie nelle quali l'AC. è presente e soprattutto in quelle nelle quali non ci sono aderenti all'associazione, ma senz'altro ci sono laici che desiderano collaborare responsabilmente al cammino della Chiesa e ci sono ragazzi e giovani che desiderano formarsi all'Amore per il Signore e per la Chiesa.
Infine rivolge l'appello, e con lui anch'io, a tutti:
aiutateci ad essere PER...
Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Laura PIANTINI
COME NASCE "AZIONE CATTOLICA" IN ITALIA
1896 - Viene fondata la FUCI
L'idea di una federazione, che sarà il nucleo iniziale della FUCI, viene sviluppata nel corso, che dà vita al primo Circolo Universitario cattolico in Italia (1894). Nel 1896, nel XIV Congresso dei cattolici italiani, viene ufficializzata l'idea, già emersa un paio d'anni prima all'interno del circolo universitario di Roma, nato nel 1894, di creare una federazione nazionale dei circoli universitari cattolici.
Fin dai primi anni la FUCI è impegnata su due versanti: il confronto con la cultura moderna, e l'impegno nell'ambito sociale.
(…continua nel prossimo numero)
Notizie della nostra Comunità
SCUOLA MATERNA "ALTERINI"
All'inizio del nuovo anno scolastico, la Scuola Materna Paritaria ALTERINI, ripropone il suo progetto educativo. L’offerta educativa della scuola materna di ispirazione cristiana, valorizza tutte le dimensioni strutturalmente connaturate nell’uomo nella consapevolezza che l’intervento educativo debba promuovere la formazione di una personalità completa ed equilibrata, anche in armonia coi principi della Costituzione della Repubblica Italiana.
Ci identifichiamo come scuola di democrazia, luogo " di tutti e per tutti ", aperta a tutti i bambini le cui famiglie accettano il progetto educativo della scuola, nel rispetto del vissuto di ogni singolo individuo (adulto - bambino) e in rapporto alle esigenze del territorio.
La scuola è riconosciuta dalla Regione PARITARIA; ha ristrutturato i propri locali nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza delle scuole materne.
La scuola è lieta di comunicare
le iscrizioni di 22 bambini.
Ringrazia per la fiducia e la stima dimostrata dalle relative famiglie, con le quali cercherà sempre un dialogo costruttivo.
L'anno scolastico inizia il giorno 8 settembre.
Insegnanti di base:
Sr. Pellegrina - Sr. Elide
Ed. Fisica: Prof. Giancarlo Paggetti
Ed. Psicomotoria: Sara Cipriani
Inglese: Prof. Vanna Lanini
SCUOLE MATERNE CATTOLICHE
La Scuola Materna di ispirazione cristiana fa propri gli ideali e i valori proposti, testimoniati e diffusi dal Vangelo.
Tramite essi la centralità della persona costituisce il perno ispiratore della prassi educativa nella tutela e nel rispetto dell’integrità del soggetto educante, di ogni singola creatura, concepita nell’insieme dei suoi bisogni e di tutto il suo potenziale umano.
I valori della vita, dell’accoglienza, della condivisione, della solidarietà, della tolleranza, della pace sono i principi di ispirazione della scuola, in quanto favoriscono la maturazione dell’identità umana e cristiana della persona ne sviluppano il senso di appartenenza, ne potenziano l’autonomia vera, conferendo significato ad azioni e comportamenti
"Nella scuola di ispirazione cristiana il bambino come persona, nella sua libertà e dignità, è al centro di tutto l’impegno educativo"
(Don Aldo Basso).
Notizie della nostra Comunità
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
PRIMA FESTA DELLA FAMIGLIA
Domenica 13 luglio u.s., a Strada in Casentino, nei locali della Parrocchia gestiti dal circolo MCL, si è svolta la prima festa della famiglia, organizzata e promossa dal Consiglio Pastorale Parrocchiale. Un momento che ha visto la partecipazione di molte famiglie, giovani e non, unite all'insegna della condivisione di ideali comuni.
L'argomento-tema della giornata, riprendendo il passo del vangelo della domenica, è stato ribadito dal parroco don Roberto, nell'omelia della messa pomeridiana tenuta all'aperto: "Andate e predicate a tutto il mondo il Vangelo della Famiglia".
La giornata ha preso il via con momenti di gioco per i ragazzi, animato dagli organizzatori, a cui hanno partecipato anche i genitori. La messa all'aperto, nel campo polivalente del circolo, ha riunito giovani e meno giovani, ancora insieme subito dopo per la cena comunitaria.
Commenti di piena soddisfazione sono stati espressi da molti alla fine dell'incontro, considerando momenti come questo, punti di partenza fondamentali nella formazione di gruppi di evangelizzazione familiare.
A don Roberto parroco, alle organizzatrici, Cristina, Serena, Luisa un sentito ringraziamento. Un pensiero particolare alla Sig.ra Amalia, che con dolcezza, impegno e serenità sofferta, continuamente ci testimonia cosa l'amore per Gesù possa far compiere di grande nel donarsi al prossimo
E' in programma per domenica 21 Settembre una nuova giornata di Festa: Tutti sono invitati a partecipare !
Appuntamenti
Per ricordare chi non abbiamo mai dimenticato e mai dimenticheremo
SABATO 27 SETTEMBRE, ORE 21
presso la Pieve di San Martino a Vado
uniamoci tutti insieme per tenere vivo in noi il ricordo di chi ci ha lasciato a
causa di un destino crudele, ma è rinato accanto al Signore
CONCERTO DI DON GIOSI CENTO
Nel ricordo di Stefano Bonciani, di Guido Gallai e di tutti i ragazzi e le ragazze del nostro paese, dei paesi vicini e di tutto il mondo che hanno lasciato questa vita per una vita migliore.
Durante la serata interverranno i medici dell'associazione che si occupa della sclerosi sistemica e delle malattie genetiche.
L'ingresso è aperto a tutti, le offerte che saranno raccolte verranno devolute alle associazioni che studiano le malattie genetiche.
Chi è Don Giosi….
Chi conosce, anche solo in parte, il mondo della musica cristiana italiana, conosce don Giosi Cento. Egli è stato il primo sacerdote che, utilizzando il potente strumento della canzone, si è avvicinato alla gente, privilegiando in particolare i giovani.
"Un prete che canta": ecco la sintesi dell'opera pastorale ed artistica di Giosi Cento, che ha voluto farsi pellegrino per incontrare moltissime persone che a lui, proprio perché prete, hanno chiesto di offrire delle risposte alle domande che da sempre si fanno strada nel cuore di chi si affaccia alla vita; domande che sono espressione della "sete di verità" latente in ciascuno di noi, quantunque ci abbeveriamo a diverse fontane.
Le sue canzoni sono semplici e toccano in profondità le corde più intime e profonde del cuore, perché nascono dall'esperienza vissuta, dall'incontro con l'altro che apre all'incontro con Cristo, fine ultimo della missione del "prete che canta" Giosi Cento.
Pagine aperte…
LA PAGINA DEI LETTORI
Una e-mail:
Vi faccio i miei più vivi complimenti per questa iniziativa, attesa da tempo. Spero continui e cresca con l’aiuto di tutta la comunità parrocchiale.Se posso dare un suggerimento, creerei un angolo anche per i più piccoli, in modo da costruire insieme a loro un cammino e crescere insieme.
RISPOSTE
Per la prima osservazione
: diciamo che per un po' di tempo dovrete avere pazienza, perché le cose da dire sono tante e le pagine poche; speriamo in futuro di potervi accontentare. Per ora: AGUZZARE LA VISTA PER LA PAROLA DI GESU' RENDE GIOVANI!!Per la seconda osservazione: tutta la Chiesa è impegnata all'inizio di questo nuovo millennio, alla ricerca di forme nuove per diffondere il messaggio di salvezza in cui crede da duemila anni. I principi non sono cambiati, ma il modo di comunicarli deve poter utilizzare forme nuove. Ecco perché noi crediamo in questo giornalino. SE IN OGNI FAMIGLIA IN QUESTI DUE MESI, TUTTI AVRANNO PRESO IN MANO IL GIORNALINO ANCHE UNA SOLA VOLTA, ED AVRANNO LETTO ANCHE UNA SOLA PAGINA, IL NOSTRO LAVORO AVRA' PORTATO MOLTO FRUTTO.
Risposta alla e-mail: ti ringrazio e come vedi, la pagina che segue è proprio per i piccoli!
Vi preghiamo di scriverci, di darci vostri
Suggerimenti!!!
Le cassette in fondo alle chiese del paese
Non sono per offerte!!
SONO PER LE VOSTRE LETTERE!!
Troverai una cassetta, sia alla Pieve che alla Cappella, dove inserire i tuoi messaggi ad In Cammino che vuoi vedere pubblicati.
Per i più esperti: potete mandare un e-mail alla redazione al seguente indirizzo di posta elettronica: parrocchia.strada@libero.it
Per i più piccoli
FIABA: L'IMPORTANZA DEL SILENZIO
C'era una volta un paese piccolino nella valle tra due colline con un fiume che ci scorreva in mezzo.
Come ogni paese aveva la sua Chiesa con le campane che suonavano quando era festa, l'orologio del comune che scandiva il passare del tempo, la scuola ed il parco giochi sempre pieno di bambini ed una fontana con i pesci nella piazza centrale.
Era un paese come tanti e, a volte, c'era un po' di rumore e tutti alzavano la voce per farsi sentire.
Proprio in uno di questi giorni rumorosi passò di lì MAGO SILENZIO che, come si capisce dal nome, voleva che tutto fosse in silenzio.
Sconvolto da tanto rumore, tirò fuori la sua bacchetta magica e in un attimo tutti i suoni ed i rumori del paese scomparvero per sempre.
Il mago era molto soddisfatto della sua magia ma gli abitanti del paesino, dopo il primo stupore, si disperarono: non si poteva parlare, studiare, ballare, né sapere che ora fosse neanche quando era festa.
Era un vero disastro.
Per fortuna passava di lì un Galletto che, al contrario del mago, amava la musica. Questo Galletto si chiamava RUMORINO e per sconfiggere il mago insegnò a tutti i bambini del paese a leggere e scrivere la musica, a suonare e cantare.
Il mago di fronte a tanta bravura, non poté far altro che scappare, ma lasciò anche lui un suo insegnamento: ogni tanto bisogna anche saper fare un gran bel silenzio!
Anna Polverini
Varie
GIOVANNI PAOLO II
E IL SUO IMPEGNO PER L’AFFERMAZIONE
DEI DIRITTI UMANI
È il 18 maggio del 2003, Giovanni Paolo II compie i suoi 83 anni.
Ad un uomo della sua età, malconcio come lui, ci si può aspettare una bella torta con candeline ed invece ecco l’undicesima pergamena… Gli viene conferita la laurea <<honoris causa>> in giurisprudenza che, dice il papa, <<accolgo volentieri e che considero consegnata alla Chiesa nella sua funzione di maestra anche nel delicato ambito del diritto per quanto concerne i principi di fondo sui quali poggia l’ordinaria convivenza umana>>.
Vi riportiamo alcuni stralci del discorso che Giovanni Paolo II ha pronunciato in questa occasione. Lasciamo parlare direttamente lui che sa muovere le note giuste perché ciascuno di noi passi da affermazioni di principio nelle quali crede a scelte concrete a favore e a tutela della vita.
<<Negli anni di servizio pastorale alla Chiesa, ho ritenuto che facesse parte del mio ministero dare largo spazio all’affermazione dei diritti umani, per la stretta connessione che essi hanno con due punti fondamentali della morale cristiana: la dignità della persona e la pace. È Dio infatti che, creando l’uomo a sua immagine e chiamandolo ad essere suo figlio adottivo, gli ha conferito una dignità incomparabile, ed è Dio che ha creato gli uomini perché vivessero nella concordia e nella pace provvedendo ad un’equa distribuzione dei mezzi necessari per vivere e svilupparsi. Mosso da questa consapevolezza, mi sono adoperato con tutte le forze a servizio di tali valori. Ma non potevo svolgere questa missione, richiestami dall’ufficio apostolico, senza far ricorso alle categorie del diritto.
… il principio che mi ha guidato nel mio impegno è che la persona umana – così come essa è stata creata da Dio- è il fondamento e il fine della vita sociale a cui il diritto deve servire. Infatti <<la centralità della persona umana nel diritto è espressa efficacemente dall’aforisma classico :Hominum causa omne ius constitutum est. Ciò equivale a dire che il diritto è tale se e nella misura in cui pone a suo fondamento l’uomo nella sua verità>> e la verità dell’uomo consiste nel suo esser creato a immagine e somiglianza di Dio.
…la Chiesa ha enucleato la sua dottrina sui <<diritti dell’uomo>> che derivano non dallo Stato né da altra autorità umana, ma dalla persona stessa. I pubblici poteri li devono pertanto <<riconoscere, rispettare, comporre, tutelare e promuovere>> (Pacem in terris, 22): si tratta, infatti, di diritti <<universali, inviolabili e inalienabili>>
…<<La chiesa cattolica ha un contributo insostituibile da offrire, poiché essa proclama che è nella dimensione trascendente della persona che si trova la fonte della sua dignità e dei suoi diritti inviolabili>>. Perciò <<la Chiesa è convinta di servire la causa dei diritti dell’uomo quando, fedele alla sua fede e alla sua missione, proclama che la dignità della persona umana ha il suo fondamento nella sua qualità di creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio>> (discorso al corpo diplomatico nel 1989) La Chiesa è convinta che nel riconoscimento di tale fondamento antropologico ed etico dei diritti umani stia la più valida protezione contro ogni loro violazione e sopraffazione.>>
Ecco i tredici punti indicati dal Papa:
Il Papa ha concluso il suo discorso con questo augurio:
Gli uomini e le donne del terzo Millennio
sappiano iscrivere nelle leggi
e tradurre nei comportamenti
i diritti fondamentali dell’uomo,
di ogni uomo, di tutto l’uomo.
Per finire…
SANTITÀ
"Santo, santo, santo è il Signore!"
Parlare del Dio tre volte santo è parlare della stessa natura di Dio,
del suo mistero profondo.
"Siate santi per me, perché santo sono io, il Signore" (Lev. 20,26).
E’ mai possibile rispondere ad una chiamata
che supera le mie incerte e inconsistenti capacità?
Come essere santi se la santità è
"l’acquisto della gloria del nostro Signore Gesù"?
(1 Tess. 2,14).
"Santificati in Cristo Gesù, siamo chiamati ad essere santi" (1 Cor. 1,2).
Essere chiamati a qualcosa è già, un certo qual modo,
esservi idonei, significa che la strada è aperta;
significa ricevere in potenza ciò a cui la chiamata invita.
Qual è la via attraverso la quale
il Signore vuole che io mi santifichi,
cioè mi <<riveli santo>>?
Santità è vivere di LUI, è vivere con Lui,
è vivere per LUI, sempre.
Perché il dono della santità si riveli, perché io mi santifichi è necessario che io aderisca disarmato, con pace, a tutta quanta la realtà di vita io incontro sul mio cammino.
La riuscita non sta nell’impegnarsi a denti stretti, con tutta la volontà di cui siamo capaci, a vincere il male, il non-amore che c’è in noi: essere santi è lasciarsi liberare dal Signore, è lasciarsi guarire dal Signore.
E’ ricevere da LUI, giorno dopo giorno,
una porzione di eredità, cioè di santità.
E’ lasciare che il suo Amore trionfi sul mio peccato.
E’ lasciarmi inondare dall’Amore di Dio,
per diventare <<profeta >> di questo Amore
e dare al Signore la possibilità di
<<essere glorificato nel suo santo ed essere ammirato>>
(cf 2 Tess.1,10).