Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino
N. 3 Novembre - Dicembre 2003
Il Dono
SOMMARIO
pag. 16 Gruppo giovani
pag. 17 Musica Sacra
pag. 18 Gruppo Donne del Ricamo
pag. 19 Gruppo Azione Cattolica
pag. 20 Testimone di fede
pag. 21 Consiglio Pastorale
pag. 22 Scuola Materna Alterini
pag. 23 Il "Teatrino" di Strada
Editoriale
DONARSI AGLI ALTRI
L'inizio dell'anno liturgico, con l'Avvento, è alle porte. E l'avvento presenta alla considerazione del cristiano vari personaggi della storia della salvezza, tra cui MARIA, la donna scelta da Dio affinché diventasse la Madre del Figlio Gesù. A Noi il dovere, di riflettere sulla risposta data da questa giovane donna ebrea.
Il suo "eccomi" è l'ideale di ogni risposta di Fede. Ella ha donato la sua vita mettendosi al servizio di Dio.
Ha corso il rischio di non conoscere anticipatamente come sarebbe stato quel figlio, quale sarebbe stato il suo ruolo accanto a Lui ("una spada ti trapasserà l'anima" le predisse Simeone).
La Madonna, per il nostro cammino di credenti, ci pone di fronte alla scelta della preghiera-contemplazione del Mistero di Cristo ("Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore") e del dono di sé stessa.
Ognuno di noi deve fare bene le sue scelte e liberare, nel bene, le potenzialità scritte dentro di sé.
Diventiamo veri testimoni dell'amore di Dio nella misura in cui doniamo noi stessi come Maria donò se stessa al Figlio e a Dio.
Il dono di sé caratterizza la risposta ad ogni vocazione nella Chiesa: la scelta di totale consacrazione al Signore, la scelta matrimoniale, la scelta professionale, come ogni altra scelta nel mondo.
Il termine persona lascia trasparire nella sua storia etimologica un legame con la Trinità. Fu attribuito alle tre persone Divine, dopo il concilio di Nicea, per esprimere la circolarità di relazione d'amore che si vive all'interno della Trinità, ed il dono continuo che il Padre ed il Figlio fanno di loro stessi nello Spirito.
Questo fa capire che, chi ha la dignità di persona, deve diventarlo liberandosi da sé stesso e dall'egoismo, divenendo tramite d'amore per gli altri.
Persone si è, se si imbocca la strada del dono della vita, se ci si apre allo scambio, al dialogo, divenendo uomini per gli altri e con gli altri.
Non si è pienamente persone da soli.
Il Vostro Parroco, Don Roberto
Spiritualità
IL CAMMINO DI MARIA
Ci sono dei momenti della vita favorevoli, anche se lì per lì sembrano non esserlo, che per strane circostanze, stati emotivi, situazioni affrontate, dolori percorsi, ci fanno rendere conto di questa semplice novità: la vita ha un senso grande, quello che viviamo deve essere a sua volta "vissuto" perché possa essere per noi significativo. La routine del quotidiano, anche se procede a nostro favore, non è sufficiente, e la vita ci pone sempre delle domande in più: ci mette davanti ad un mistero, quello del perché della nostra esistenza, che deve essere svelato.
Così è stato per Maria: ed in questi mesi che ci conducono al Natale, sembra esserci ancora più vicina con la sua presenza di Madre discreta e solida, delicata e sicura, alla quale possiamo sempre far riferimento. La religione cattolica pone al centro la sua figura perché sia sempre per noi esempio come donna, che ha rischiato e donato la sua vita mettendosi al servizio di Dio, il quale l’ha chiamata a dare alla luce suo Figlio.
Maria, che nella semplicità non ha trattato l’offerta che le era stata fatta dal messaggero di Dio, ma nello stupore di una richiesta tanto più grande di lei ha risposto "eccomi", portando tutta se stessa.
Maria, che non ha chiesta anticipatamente di conoscere il futuro, come sarebbe stato quel figlio che le veniva donato, come avrebbe dovuto comportarsi, come esercitare il suo ruolo di madre,… ma ha creduto che la strada ignota che le si presentava davanti avrebbe avuto uno sbocco grande. Nella preghiera ha ricevuto la forza e la disponibilità per affrontare tutto questo, per credere che ciò che la chiamava non era una suggestione interiore, ma era la voce di Dio, Padre che lasciandoci liberi dialoga con ognuno di noi.
Maria dunque in questi mesi ci pone di fronte alla scelta della preghiera e del dono di noi stessi. Una preghiera che sia quel rapporto quotidiano da stabilire con Dio, un dialogo nel quale possiamo trovare pace e conforto, nel quale scoprire quali sono i desideri profondi che ci abitano, quale direzione dare alla nostra vita per viverla in pienezza, quali rischi affrontare per testimoniare che l’amore è sempre possibile, anche quando tutte le circostanze sembrano affermare il contrario. Maria, chiamata dal Signore, è testimone vera e ci invita a sua volta a donare le nostre vite non secondo un modello facile, ma secondo un modello che risponda pienamente a ciò che già siamo e che dobbiamo costruire vivendo la nostra storia. Liberare nel bene le potenzialità scritte dentro di noi. Dobbiamo imparare a fare delle scelte coraggiose, come ha fatto questa ragazza, sapendo che non scegliere non è indifferente. Se Maria non avesse detto quel sì, il Figlio di Dio non sarebbe nato in mezzo a noi: ed è stata libera di dare la vita o negarla. Dio per primo ha corso il rischio facendo una proposta, senza assicurazioni, ma anche senza obblighi: Egli stesso ci ha creati liberi, e non può rinnegare o agire in modo da raggirare la nostra libertà. Questo ci dà una grande dignità e ci pone di fronte allo stupore di un Dio che ci rispetta, ma ci mette in condizione di sostenere una forte responsabilità riguardo a come prendiamo in mano le nostre vite. Noi stessi scegliamo cosa vogliamo essere: ciascuno di noi è certamente condizionato da quello che vive, ma viene posto ogni volta di fronte ad una possibilità di scelta di vita o di morte, come ben ci ricorda la Parola di Dio nel libro del Deuteronomio 30,15:
<<Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. (…) Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità.>>
Donarsi a qualcuno è sempre una scelta di vita: nessuno può trattenere solo per sé la vita che ha ricevuto, e essa diventa tanto più significativa nella misura in cui è donata agli altri. Una giornata grigia, può diventare luminosa se usciamo dal buio della nostra stanza, per entrare in contatto col volto luminoso di un’altra persona che ci si fa innanzi. Non abbiamo bisogno di andare tanto lontano per aprirci agli altri in modo positivo: basta dare la disponibilità alla risposta. Stando con gli altri rinunciamo alla nostra autosufficienza, a credere che possiamo bastare a noi stessi, che non ci serve niente e nessuno. Dobbiamo sempre prepararci all’attesa della novità, aver fiducia nelle nostre vite e nel progetto buono che Dio ha su ciascuno di noi. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno, qualcuno a cui donare, ma anche qualcuno che ci sorregga nei momenti difficili, che ci aiuti a trovare una via. Per questo dobbiamo costruire rapporti veri e sinceri con gli altri, e un rapporto privilegiato con Dio che comunica con noi tramite la sua Parola, tramite la tradizione della Chiesa e tramite ogni atto d’amore che ci viene fatto e ci interpella nel profondo.
Ognuno di noi nel modo in cui dona se stesso può essere testimone vero dell’amore di Dio, dicendo ancora quel sì alla sua venuta in mezzo a noi per insegnarci a vivere davvero, a non intristirci nei nostri pensieri, ma a guardare sempre oltre attendendo con fiducia la nascita dei semi buoni sparsi.
Ecco l’insegnamento di chi non si è mai risparmiato:
Vivi la vita
La vita è opportunità, coglila;
La vita è bellezza, ammirala;
La vita è una sfida, affrontala;
La vita è preziosa, abbine cura;
La vita è una ricchezza, conservala;
La vita è amore, godine;
La vita è mistero, scoprilo;
La vita è dolore, superalo;
La vita è un inno, cantalo;
La vita è lotta, accettala;
La vita è un'avventura, rischiala;
La vita è felicità, meritala;
La vita è vita, difendila!
Madre Teresa di Calcutta
Le preghiere del mese
PREGHIERE
Vieni sempre Signore
Vieni di notte, ma nel cuore è sempre notte,
e dunque: vieni sempre Signore.
Vieni in silenzio,noi non sappiamo più cosa dirci, e dunque: vieni sempre Signore
Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo, e dunque:
vieni sempre Signore
Vieni, figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace, e dunque: vieni sempre Signore
Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi, e dunque: vieni sempre Signore
Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi, e dunque: vieni sempre Signore
Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti, e dunque: vieni sempre Signore
Vieni, tu che ci ami, nessuno è in comunione col fratello se prima non è con te, o Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo, e dunque vieni sempre Signore.
David Maria Turoldo
Si fece carne
La luce guardò in basso e vide le tenebre.
<Là voglio andare> disse la luce.
La pace guardò in basso e vide la guerra.
<Là voglio andare> disse la pace.
L’amore guardò in basso e vide l’odio.
<Là voglio andare> disse l’amore.
Così apparve la luce e risplendette;
Così apparve la pace e offrì riposo;
Così apparve l’amore e portò la vita.
E il Verbo si fece carne e dimorò fra noi.
Le preghiere del mese
Non temere Maria
Non temere o Maria! Dio ti chiama
e noi ti preghiamo di dirgli
il sì della tua fede.
Non temere o Maria!
E’ giunta l’ora attesa dall’inizio del mondo,
è giunta l’ora della misericordia:
Dio si rivolge a te,
perché egli entra nel mondo
soltanto attraverso il cuore di chi lo accoglie
e liberamente lo ama.
O Maria non dire di no,
perché troppi diciamo di no,
Non chiudere il cuore,
perché noi non abbiamo più cuore.
O Maria interrompi la catena dell’egoismo
e della ribellione che noi abbiamo costruito.
O Maria, tutti aspettiamo il tuo sì,
e Dio, Dio stesso aspetta noi.
O Madre nostra,
in questo mondo che dimentica l’amore,
permetti a noi tuoi figli qui raccolti,
di dirti nella riconoscenza e nell’umiltà,
la più dolce delle preghiere:
Ave o Maria, il Signore è con te,
il Signore viene con te.
Andrè Frossard
Cosa dice la Chiesa
LA TESTIMONIANZA DI GIOVANNI BATTISTA
Per dare testimonianza, occorrono delle doti. Se il testimone è incapace, in qualunque modo sia stato inviato, la sua testimonianza non sarà sufficiente.
Ora, ciò che rende un uomo capace di una certa missione, è la grazia di Dio. "Per grazia di Dio sono quello che sono", dice san Paolo. È Dio " che ci ha resi ministri della Nuova Alleanza". È dunque logico che l’evangelista faccia comprendere le caratteristiche peculiari del Precursore attraverso il significato stesso del suo nome.
"Il suo nome era Giovanni", che significa: colui che ha la grazia. Questo nome non gli è stato dato per caso ma gli fu imposto, prima ancora della nascita, per ordine di Dio. Così Giovanni può applicare a sé le parole di Isaia: "Il Signore dal seno materno mi ha chiamato…".
Ogni creatura è fatta per rendere testimonianza a Dio, perché ogni creatura è un segno della sua bontà. La grandiosità della creazione testimonia a modo suo la forza e l’onnipotenza divina, e la sua bellezza testimonia la sapienza divina. Alcuni uomini ricevono da Dio una missione speciale: rendono testimonianza a Dio non solo dal punto di vista naturale, per il fatto che esistono, ma ancor più in modo spirituale, per le loro buone opere.
Tutti i santi sono testimoni di Dio, perché le loro buone opere glorificano il Signore davanti agli uomini, secondo il consiglio di Cristo: "Risplenda la vostra luce davanti agli uomini perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5,16). Tuttavia coloro che non si limitano ad accogliere i doni di Dio e ad agire bene, ma comunicano questi doni ad altri con la parola, l’incoraggiamento e l’esortazione, sono testimoni di Dio in modo ancor più speciale. Giovanni è uno di questi testimoni; è venuto per diffondere i doni di Dio e proclamare le sue lodi.
La missione di Giovanni e il suo ruolo di testimone sono di una grandezza incomparabile, perché nessuno può rendere testimonianza di una realtà se non nella misura in cui ne è partecipe. Gesù diceva: "Noi annunciamo quello che sappiamo e testimoniamo quello che abbiamo veduto" (Gv 3,11). Rendere testimonianza alla verità divina, suppone una conoscenza di questa verità. Per questo anche Cristo ha avuto questo ruolo di testimone. "Sono venuto nel mondo per dare testimonianza alla verità" (Gv 18,37).
Ma Cristo e Giovanni avevano questa funzione in modo diverso: Cristo possedeva in sé la luce, mentre Giovanni vi partecipava solamente; Cristo rende una testimonianza completa, manifesta perfettamente la verità; Giovanni e gli altri santi lo fanno solo nella misura in cui ricevono questa verità.
Missione sublime quella di Giovanni perché implica la sua partecipazione alla luce di Dio e la sua somiglianza con Cristo il quale, a sua volta, ha adempiuto la stessa missione.
(S. Tommaso d’Aquino: Lectura super Ioannem)
La ragione e la fede
LA PERSONA:
DONO D’AMORE INSIEME AGLI ALTRI
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"Ogni uomo è una persona". Dire questa frase è dire qualcosa di banale, più che scontato, quasi assurdo: un riaffermare la medesima cosa. In realtà la questione è tutt’altro che priva di significato, e possiamo fare un percorso a ritroso nell’etimologia del termine "persona" per evidenziare la sottigliezza di tale parola, e per mettere in luce quanto essa sia legata ala storia del cristianesimo.Persona deriva dal termine greco "prosopon" che significa "maschera". Tale parola infatti indicava la maschera che veniva usata dagli attori in teatro, che aveva una conformazione particolare, tale da servire da cassa di risonanza per la voce dei protagonisti delle rappresentazioni. Questo vocabolo passò a designare l’uomo al momento degli inizi del cristianesimo: Gesù aveva portato una novità sostanziale, inesprimibile e non pensabile, novità che è posta al centro della nostra fede, che è la nostra stessa fede. Oggi pare facile dire (meno facile è tentare di penetrare il mistero che sussiste) Padre, Figlio e Spirito Santo, e affermare che sono Tre Persone e un Unico Dio, ma non fu così facile arrivare a definire la questione fino al 325 dopo Cristo, data del Concilio di Nicea, data in cui fu stabilito il dogma della Trinità e la consustanzialità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il credo che recitiamo alla messa ogni domenica è frutto di quel Concilio. Trecento anni perché il termine di persona iniziasse a segnare la relazione d’amore che unisce le Tre Persone della Trinità. Non tre dei, non tre sostanze chiuse in se stesse e tra le quali ci fossero differenze sostanziali, ma un unico Dio, la stessa natura e sostanza divina, che però indicasse la diversità di relazione che intercorreva tra loro, perché il Padre non è il Figlio, né il Figlio il Padre pur essendo una cosa sola, come Gesù stesso ha affermato.
Non addentrandoci oltre, importante è mettere in evidenza come il termine "persona" lasci trasparire questo legame d’amore che lega la Trinità, questa circolarità di relazioni, questo dono continuo che il Padre e il Figlio fanno di loro stessi nello Spirito.
Persone si è, persone si diventa allargando il cerchio, curando noi stessi nel corpo e nello spirito, perché entrambe le dimensioni ci costituiscono e formano un unico inscindibile. Abbiamo bisogno di curare la nostra vita materiale e la nostra vita spirituale per star bene, allo stesso modo in cui abbiamo bisogno di bere e di mangiare, e non è sufficiente né bere solamente, né mangiare solamente.
Se ascoltiamo i nostri desideri profondi, ci dicono che non si può vivere senza essere amati e senza amare, che possiamo fare a meno di tante cose, ma non di qualcuno per cui essere unici, con cui condividere le gioie e i dolori della vita, di cui prenderci cura e che si prenda cura di noi. Un altro che ci porti oltre la finitezza del nostro essere, e che ci comunichi che la vita va oltre, che l’amore è per sempre, che ci riveli l’Altro, Infinito nel quale vivere e in cui ritrovarsi.
Se guardiamo il nostro corpo anche esso ci dice che non è chiuso in se stesso ma è aperto verso l’altro: lo sguardo che cerca un altro sguardo, le mani pronte a dare e ad accogliere, il camminare in avanti in cerca del nuovo, la parola e la comunicazione, la mascolinità e la femminilità, … niente che si ripieghi su di sé o che dica in se stessa sufficienza e completezza.
Di fatto ognuno di noi sa che non potrebbe vivere da solo: rapportarsi con gli altri è fondamentale, non è qualcosa da cui si può prescindere. Anche un eremita, che apparentemente sembra vivere da solo, è in dialogo stretto con Dio. Nessuno può eliminare questa apertura dell’uomo a diventare uomo con gli altri, questa dimensione personale che implica la dimensione comunitaria. Non si pienamente persone da soli.
Siamo chiamati a favorire e ad accogliere
il dono di buone relazioni,
amicizie che siano veramente tali,
vissute in profondità,
che arricchiscano le nostre vite.
Siamo chiamati ad esserci pienamente,
e ad essere per gli altri,
a prenderci cura di chi ci è vicino,
perché ne siamo responsabili,
perché non possiamo chiuderci.
Prenderci cura in modo da non sostituirci all’altro,
ma aiutando il prossimo a rivalutare se stesso,
ad avere fiducia in sé,
a crescere nella libertà
che solo l’amore vero sa dare.
Proposte per la preghiera
QUALCHE SUGGERIMENTO
PER PREGARE "CONTEMPLANDO"
La preghiera è un mezzo che ci fa entrare in comunione con Dio. Tra i vari modi di pregare, la contemplazione secondo il metodo indicato da S. Ignazio di Loyola aiuta ad entrare con più facilità in questa comunione.
Poiché noi diventiamo quello che contempliamo, se contempliamo Gesù, diventeremo più simili a lui e … poiché siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, diventeremo più simili a Lui come in origine Dio ci ha creati: i sentimenti di Gesù diventano i nostri, i suoi atteggiamenti, criteri di scelta… diventano i nostri.
<<Ma come si fa???>> La contemplazione proposta da S. Ignazio consiste nel farsi presenti alla scena che si sta contemplando: guardando le persone, ascoltando quello che dicono, vedendo ciò che fanno. È farsi presenti alla scena che si sta contemplando con tutta la nostra persona e lasciarci da essa coinvolgere, entrando in dialogo con i personaggi, toccando, odorando, ascoltando…
Inizialmente ci si sente un po’ spettatori della scena contemplata ma man mano che si entra in essa, si diventa parte della scena.
<<Ma non è che sia tutto frutto di fantasia?>> Certo che no! Perché si ascolta la Parola di Dio, si entra in essa che per definizione è viva (Ebrei 4). Grazie alla resurrezione di Gesù, tutta la Parola è una Parola di Vita ed in ogni avvenimento che la Scrittura ci trasmette, c’è tutto il piano di salvezza che Dio ha operato per ogni uomo. È però vero che non tutti i passi del Vangelo si prestano ad una contemplazione, sono più adatti i racconti nei quali Gesù fa degli incontri, il racconto dell’annunciazione, dell’infanzia di Gesù, della sua passione morte e risurrezione, con le apparizioni di Gesù risorto.
La preghiera di contemplazione crea una conversione, ordina gli affetti disordinati, mette il desidero di lasciare ciò che non assomiglia a Gesù perché è una modo di pregare con il quale tutta la persona è coinvolta: i suoi affetti, la sua volontà, il suo intelletto…
Possiamo provare a fare una contemplazione guidata di un incontro di Gesù con un uomo: quando avrete tra le mani questa pagina, non limitatevi a leggerla ma vivetela: prendetevi 30/40 minuti e tuffatevi nel Vangelo!
Proposte per la preghiera
E venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)
Preghiera insieme:
Lettore1: Gesù è venuto al momento giusto; non troppo presto, non troppo tardi. È venuto nella pienezza dei tempi, e ci conduce al Padre nello Spirito Santo. Adesso siamo qui a ripensare al momento in cui Maria ha detto quel sì, un sì che ci riguarda tutti, un sì di cui il mondo sarà sempre debitore. Ma prima di Maria, è stata presa una decisione dall’alto, e possiamo ripensare al perché la Trinità ha deciso che il Figlio si facesse uomo…
Canto: MARIA TU PORTA DELL’AVVENTO
Maria tu porta dell’avvento, Signora del silenzio,
sei chiara come aurora, in cuore hai la parola
Rit:Beata tu hai creduto!Beata tu hai creduto!
Maria tu strada del Signore, maestra nel pregare,
fanciulla dell’attesa, il Verbo in te riposa. (RIT.)
Maria tu madre del Messia, per noi dimora sua,
sei arca d’alleanza, in te Dio è presenza. (RIT.)
Lettore2:Non si parla di questo nei vangeli, ma possiamo immaginare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo prima dell’Incarnazione che guardano il mondo intero, pieno di uomini; immaginare come vedono un mondo privo di speranza, senza prospettive di giustizia e d’amore per tutti, senza cura per i più deboli, senza conoscenza della Parola di Gesù, … Osserviamo la grandezza della terra, la sua capacità, la diversità di uomini e di culture presenti, di riti religiosi,… Persone diverse sia nei vestiti che nei gesti; uomini in pace e uomini in guerra, chi piange e chi ride, sani e malati, chi nasce e chi muore, ecc.
-pausa di silenzio-
(durante la lettura seguente è accesa un’altra luce davanti al cartellone, accanto alla sedia)
Lettore 3:Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo dicono <<Amiamo ancora di più l’uomo, perché riconosca e ritorni alla sua vera immagine, facciamo la redenzione dell’umanità>>.
Possiamo osservare lo sguardo della Trinità che si dirige verso la terra, poi verso il Medio Oriente, poi in Galilea, a Nazareth, lungo le strade di Nazareth, fino a giungere alla casa di Maria, una casa povera, in cui si trova una ragazza semplice. Osservo ancora come lo sguardo di Dio si fa sempre più particolare, come tutto è pervaso dal suo stesso desiderio d’amore.
-pausa di silenzio-
(viene letto il vangelo; poi è spostato accanto alla luce accesa precedentemente)
Dal vangelo secondo Luca (1,26-28)
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
Allora Maria disse all’angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l’angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio".
Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l’angelo partì da lei.
Parola del Signore.
Canto: Niente ti turbi, niente ti spaventi, chi ha Dio niente gli manca;
Niente ti turbi, niente ti spaventi, solo Dio basta.(3 volte)
Aiuto per la riflessione personale:.
Maria si è già seduta su quella sedia, adesso tocca a noi. Tocca a noi far vivere Gesù in gesti concreti. A volte ascoltiamo dei brani del vangelo… che cancelleremmo! E di fatto li cancelliamo dicendo: << Ma questa è roba da santi!... La vita è un’altra cosa!...Poi gli altri chissà cosa pensano!... Bisogna pur scendere a dei compromessi!... Se Gesù fosse venuto ora, ci crederei!>>, così quella sedia rimane vuota. Se quella sedia resta vuota, la luce si spenge, i volti degli uomini e il mondo diventano confusi… Ciò di cui non ti senti all’altezza, ciò che ti resta difficile è dono di grazia: Dio vuole farlo vivere in te. Allora quando dici <<Come è possibile?>> la risposta è <<Se vuoi, lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’altissimo>>.
Silenzio
Dopo si spiega il gesto da fare durante il canto
Canto: Niente ti turbi, niente ti spaventi, chi ha Dio niente gli manca;
Niente ti turbi, niente ti spaventi, solo Dio basta
Spazio per le preghiere spontanee e la condivisione di fede
Canto finale
Musica
♫
LA CURATi proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti
che da oggi incontrerai per la tua via,
dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti
che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò
dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare,
e guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato chissà)
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni,
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto
il silenzio e la pazienza,
percorreremo assieme
le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto
non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto, conosco le leggi del mondo e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale,
ed io avrò cura di te…
Io sì, che avrò cura di te.
(Franco Battiato –
L’imboscata – 1999)
Spunti per la riflessione
Un brano questo di Franco Battiato che ci introduce alla consapevolezza che non siamo mai soli se non vogliamo esserlo, che c’è sempre qualcuno/Qualcuno che si prende cura di noi.
"Ti proteggerò…": non siamo in balia del caso! Tante volte quello che ci spaventa non è l’esterno, ma ciò che si trova dentro di noi, chiuso nelle paure, nei timori del fallimento, nelle ferite. La soluzione non è agire tentando di fuggire da tutto questo, calcolando le nostre mosse e quelle degli altri, ma acquisire la consapevolezza che non siamo soli, che anche se siamo mediocri il Signore e le persone che ci amano sono con noi per sostenerci.
"Perché sei un essere speciale…": sì, ma non solo quando tutto va bene, quando riporti la tua vittoria quotidiana. Sei un essere speciale semplicemente perché sei tu. Noi ci sentiamo speciali quando il nostro orgoglio ci dice che abbiamo fatto qualcosa bene, che qualcuno ci ha notato, che ci distinguiamo. Ma tutto questo passa, e quando è passato non ci rimane un granché delle nostre sicurezze…
► Considerarsi speciali è… considerare gli altri speciali almeno quanto te, soltanto a modo loro
► Considerarsi speciali è… ringraziare di esserlo.
"Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza…" Possiamo imparare ad aver pazienza, la pazienza del tempo che passa.
► Chiedo mai aiuto al Signore nelle difficoltà, non tanto perché con una bacchetta magica le tolga, ma perché mi aiuti a leggerle meglio?
"Io sì, che avrò cura di te": questa frase è un’affermazione sicura. Dobbiamo vincere le paure di vivere una vita senza senso e senza guide. Il Signore veglia su di noi in ogni momento, perché in ogni momento ci ama.
► Quando le cose non vanno come ci aspettavamo, invece di fermarmi a ciò che è successo nelle ultime 24 ore, posso allargare lo sguardo su tutta la mia vita…
Notizie della nostra Comunità
RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO
Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET
Con la preghiera farete cose grandi
OGGI COME IERI
GESU' SALVA LIBERA E GUARISCE
Il messaggio fondamentale del Cristianesimo
Il messaggio fondamentale per un cristiano è che Gesù Salva.
Che cosa significa, da che cosa mi slava?
Gesù ci salva dal peccato originale e dagli effetti del peccato originale, tra cui l'ignoranza, la debolezza della volontà, il disorientamento delle emozioni, la malattia fisica e la morte.
Il nome stesso di Gesù o Jeshua" in aramaico significa "Yahweh è salvezza"
Quindi la guarigione della nostra umanità è una parte essenziale del messaggio della salvezza; in effetti, Gesù lo afferma in molti passi.
Se opera del Cristiano è portare avanti la stessa missione di Cristo, è importante per noi riappropriaci degli elementi chiave di quella missione.
Pensate che cosa significherebbe se ognuno di noi potesse dire: "Dio mi ha consacrato in Spirito santo e potenza, ed io passo beneficando e risanando tutti coloro che stanno sotto il potere del diavolo, perché Dio è con me" ( cfr. At 10,38)
Pensate se potessimo rispondere a chi mette in dubbio il messaggio del vangelo: "Riferite ai dubbiosi ciò che avete visto e udito: i ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano…ai poveri è annunziata la buona novella" (cfr. Lc. 4,22)
Infatti la guarigione più bella è quella del dono della FEDE.
APPUNTAMENTI
Il gruppo di preghiera, guidato da Don Gualberto, si viene a trovare al momento sprovvisto di guida, per il trasferimento del parroco di Montemignaio.
In attesa di trovare un altro sacerdote, rimane l'appuntamento presso la chiesa parrocchiale di Ristonchi, possibilmente il 13 di ogni mese (data dell'apparizione della Madonna a Fatima)
PELLEGRINAGGIO
A MONTENERO
Alla Madonna di Montenero, patrona della Toscana, abbiamo donato una piccola scultura di Suor Mery (Spalanni).La Madonna col Bambino in braccio, segno che tutti noi siamo tenuti in braccio da Lei e che Lei ci ama immensamente. E' stato un pellegrinaggio intenso di preghiera ed una giornata di condivisione con tante persone della Comunità casentinese. Nel pomeriggio siamo andati al santuario di Santa Gemma Galgani e con grande emozione abbiamo potuto visitare la casa dove la Santa ha ricevuto le stimmate.
Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO GIOVANI
Il momento per darci da fare e far vedere chi siamo è arrivato! Purtroppo nel mondo sono molte le cose da cambiare, ma prima di tutto è l'uomo che deve cambiare e camminare lungo la strada del Signore. Non vogliamo dire che siamo eroi che credono di poter togliere il male dal mondo, ma nel nostro piccolo vogliamo riuscire a seguire i comandamenti del nostro Signore e cioè vogliamo amare Lui con tutto il nostro cuore, sopra ogni cosa. E amare il nostro prossimo. Regalare un sorriso a chi ha bisogno è un gesto che tutti possono fare con la gioia nel cuore! Perciò uniamoci e pensiamo a ciò che possiamo fare per cambiare la nostra piccola realtà!
Vi aspettiamo ogni giovedì alle ore 21
presso le sale delle suore!
L'invito è aperto a tutti i ragazzi e le ragazze del nostro paese, dai 14 anni in su e soprattutto ci rivolgiamo ai ragazzi che ci hanno accompagnato a MIRABILANDIA; eravamo tantissimi e tantissimo ci siamo divertiti; potremo farlo ancora, nel nome del Signore, tutti insieme.
(scritto da Elena Zampella)
Musica Sacra
IL CONCERTO DI DON GIOSI CENTO
Questi sono alcuni dei messaggi che il gruppo giovani aveva posto a scenografia della splendida serata a cui la comunità parrocchiale ha potuto assistere: il concerto di don Giosi Cento nella Pieve Romanica.
Abbaimo assistito a momenti di catechesi profonda animati dalla voce e dalla presenza di un Prete che ha fatto di tutto questo una ragione della sua vita, specie nell'incontro con i giovani, alla scoperta di una via di dialogo per diffondere il messaggio di Cristo.
La serata, pur essendo in memoria di un RICORDO doloroso, ha voluto assumere lineamenti di gioia e festa, intercalati da testimonianze che hanno commosso tutti i presenti.
In primo luogo i pensieri letti dai ragazzi del gruppo giovani in memoria di Stefano e Guido; il pensiero commosso del Sindaco; poi le testimonianze dell'associazione A.B.A.R. T.U. che ci hanno fatto riflettere come anche nella sofferenza, l'amore di Gesù Crocifisso per noi, ci possa stimolare a non chiuderci in noi stessi ma ad essere aperti comunque ad un ringraziamento.
E' così che si diventa Chiesa vera, e noi, quella sera, lo siamo stati.
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GRUPPO DONNE DEL RICAMO
Anche quest'anno, si è svolta nel nostro paese la "Mostra della pietra lavorata", mostra attesa con interesse anche da noi facenti parte del "gruppo Missionario del Lavoro"; infatti, nell'ambito della Mostra, esponiamo e vendiamo i nostri ricami, devolvendo il ricavato in beneficenza. I nostri lavori hanno ottenuto attenzione e favori da parte del pubblico, sia paesano sia venuto da fuori.
Nell'arco dei sette giorni, quanto dura la mostra, molte sono state le persone che sono entrate nel nostro "piccolo negozio" per ammirare ed acquistare diversi capi dei nostri lavori, cosa che ci ha gratificato anche moralmente.
I proventi della vendita sono stati già inviati ai nostri missionari, dal Sud-Africa al Burghina-Faso, al Laos e Tailandia e anche a chi si occupa di disabili.
A fine Settembre, riprenderemo il nostro lavoro, nei locali della parrocchia messi a nostra disposizione, per ricominciare a cucire e ideare nuovi lavori in vista della Fiera di Natale.
Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Giuliana RISTORI
"Il 27 febbraio ho lasciato l'Italia sotto la neve. Due giorni dopo sono già qui al sole di una estate africana.
Al gruppo del Ricamo il mio primo saluto ed il ringraziamento sincero per tutto ciò che avete sempre fatto per la mia missione."
P. Terenzio Biondi
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GRUPPO FEMMINILE AZIONE CATTOLICA
Ho letto un articolo intitolato "Provare... per aderire all'A.C." scritto da un giovane di Azione Cattolica. L'ho trovato interessante e ho pensato di riproporlo ai lettori del Giornalino Parrocchiale.
Nell'articolo il giovane racconta: da tanti anni ho aderito all'Azione Cattolica e ogni anno rinnovo la fedeltà a questa associazione. Perché? Perché credo nell'Azione Cattolica, sia come mezzo per arrivare a Cristo, sia per annunciarlo al mondo.
Continua: appartenere all'A.C. è essere cristiani che hanno presente la centralità di Cristo. Sono convinto, inoltre, della bontà delle scelte dell'associazione: scelta democratica, educativa, associativa e religiosa. Credo nel motto dell'A.C. "Preghiera, azione, sacrificio e studio". Aderire ad un'associazione come l'A.C. è un'occasione per trovare un luogo di dialogo e quindi di confronto su Dio e sulle tante problematiche giovanili attuali. Credo fermamente sull'importanza di un'associazione come l'A.C. capace di creare spazi di incontro e confronto per tutti i giovani. L'impegno associativo in A.C. permette ad ogni giovane - e non solo! - di formarsi seguendo il Vangelo e esserne testimone vivo nel mondo. E' un impegno concreto per essere "nel mondo e non del mondo!" Per chi conosce l'A.C., niente di nuovo anche se è sempre bene ricordarsi i
motivi di una scelta; per chi, invece, non la conosce, spero che abbia il coraggio di avvicinarsi a lei nonostante il nome che forse incute un po' di timore: troverà un luogo di incontro con gli altri e con Dio, si sentirà partecipe e magari potrà venirgli voglia di esprimere questa sua appartenenza con un segno, con una tessera. PROVARE…PER ADERIRE.E' l'invito che anche io rivolgo alle iscritte e non per rinnovare l'adesione per l'anno 2003-2004.
Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Laura PIANTINI
COME NASCE "AZIONE CATTOLICA" IN ITALIA
1908 - Nasce l'Unione fra le Donne Cattoliche Italiane
Creata ad opera di Maria Cristina Giustiniani Bandinim, e con la collaborazione di Adelaide Coari, l'Unione Donne si assume la cura dei fanciulli cattolici indirizza la propria azione nel campo della catechesi, dell'istruzione, dell'assistenza, portando fervore e vitalità nuove per la presenza femminile nella Chiesa
1918 - La Gioventù Femminile
Per iniziativa di Armida Barelli, sostenuta da Benedetto XV prima e da Pio XI poi, nasce all'interno dell'Unione Donne la Gioventù Femminile di AC, con il compito di prendersi cura della "formazione religiosa, intellettuale, morale e sociale della giovane".
(…continua nel prossimo numero)
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Testimone di fede: Padre Terenzio Maria Biondi
Cosa si può pensare, dire e credere di questo "Missionario dei Servi di Maria"
ma anche discepolo di Cristo, Padre Terenzio Maria BIONDI?
La risposta è tutta lì: più di cinquant'anni della propria esistenza dedicati alla "Vita Missionaria ".
Non è stato e non è un mestiere il suo, bensì una vocazione.
Un "ambasciatore plenipotenziario" del Signore, convinto di inondare, con tutta la sua Fede, quelle terre aride di Amor di Dio e dei frutti della sopravvivenza.
Cinquant' anni... pensate!
Quanti al giorno d'oggi, anche all'interno della Chiesa, hanno una così grande fibra di "perseveranza, di apostolato, di Fede" nell'amore per i fratelli più diseredati e neppure tanto vicini?
Le comodità, le lotte di potere, le diatribe non toccano minimamente personaggi dello "stampo" di Padre Terenzio.
Quanti Missionari, lontani dalla Terra in cui sono nati, dagli affetti dei propri cari, dalle comodità della vita di città, hanno dedicato la maggior parte della loro esistenza alla "fratellanza senza condizioni", senza "se" e senza "ma"!
Al loro ritorno in terra natia, se ritorno vi è stato, hanno portato con sé quel fardello carico di tante esperienze, tristi e meno tristi, volti della sofferenza, della malattia, della nostalgia, corpi ormai consumati, ma ricchi di quella dignità cristiana che li innalza e li colloca, in ma, davanti al Signore, per riscuotere, meritatamente, quella ricompensa per aver lavorato nella Sua Vigna.
Piero FIORE
La testimonianza viva di persone come Padre Terenzio, ci dimostra quanto l'amore di Dio possa operare in grandezza dentro il cuore degli uomini di buona volontà.
A chi deride noi cattolici praticanti, per le "sciocchezze" in cui crediamo, è provocante e pressante poter rispondere con l'esempio dei nostri missionari.
Padre Terenzio Maria BIONDI, dei Servi di Maria, è nato a Castel San Niccolò, Arezzo, il 6 febbraio 1921.
Già all'età di dodici anni rimase orfano della mamma.
Frequentò le scuole nel "Collegio Accoglienza" dei Servi di Maria della Poggerina.
Fu nominato Sacerdote nel 1944, a Roma.
Nel febbraio del 1948, a 27 anni, partì Missionario nello Swaziland, dove tuttora esercita, da più di cinquant'anni, quella sua vocazione, che ha scelto e a cui crede fermamente, per amore di quel prossimo tanto diseredato e dimenticato.
Padre Terenzio nel 1944
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CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
SECONDA FESTA DELLA FAMIGLIA
Domenica 21 Settembre u.s., a Strada in Casentino, nei locali della Parrocchia gestiti dal circolo MCL, si è svolta la seconda festa della famiglia, organizzata e promossa dal consiglio Pastorale Parrocchiale.
Un momento che ha visto la partecipazione di molte famiglie, giovani e non, unite all'insegna della condivisione di ideali comuni.
L'argomento-tema della giornata, riprendendo il passo del vangelo della domenica, è stato ribadito dal parroco don Roberto, nell'omelia della messa pomeridiana tenuta all'aperto: "Il servizio all'interno della famiglia".
La giornata ha preso il via con un momento di ritrovo per i più piccoli che hanno eseguito molti cartelloni con disegni e slogan sull'argomento tema della giornata; a seguire il pranzo comunitario all'aperto, grazie al contributo di una bella giornata di sole e dell'opera instancabile degli organizzatori. Un particolare ringraziamento a Silvano Bonciani, per la cui esperienza di cucina, sono stati espressi apprezzamenti da tutti. Il pomeriggio è stato animato con giochi di squadre, i cui componenti sono stati sorteggiati fra tutti i presenti. Bambini, adolescenti e genitori, proporzionalmente suddivisi, per un totale di sei gruppi, si sono affrontati in sei competizioni animate dagli organizzatori. La messa all'aperto, nel campo polivalente del circolo, ha riunito giovani e meno giovani, che alla fine, salutandosi, hanno espresso entusiasmo per la giornata trascorsa insieme.
A don Roberto parroco, alle organizzatrici, Cristina, Serena, Luisa ed Amalia un sentito ringraziamento.
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SCUOLA MATERNA "ALTERINI"
LA VENDEMMIA
Siamo nell'ultima settimana di settembre. Il cielo terso raccoglie i primi raggi di sole e li sparge sulla terra dove crescono piante e fiori. Una maestosa vite, oltrepassando i propri confini, allunga i suoi folti tralci, quasi a voler giocare nel cortile con i nostri bambini. Non ci par vero! Con quei tralci si forma una piccola pergola dove i bambini svolgeranno il grande lavoro della vendemmia.
Aiutate dai bambini le insegnanti allestiscono due filari e vi appenderanno l'uva portata dai bambini:
grappoli ...grappoli e grappoli vengono esposti alla luce del sole.
E' impossibile contenere la gioia e la meraviglia dei bambini alla vista di tanta uva. Il lavoro rende…poi, con i cestini e le forbici in mano si avviano al lavoro accompagnati dal suono della fisarmonica e, cantando: "andiamo, andiamo, andiamo a vendemmiar". Tutti, sotto la pergola, tagliano, non c'è limite di età, chi non raggiunge i grappoli si diverte a tagliare l'erba. E' un divertimento unico, un lavoro meraviglioso.
Ma non finisce qui. Anche la presenza del nonno Giorgi, grande agricoltore, è stata sorprendente nel dirigere i lavori di pigiatura per fare il vino.
Nonno Luigi ha fatto capire ai bambini che l'uva si mangia, e con l'uva si fa anche il vino, e se vuoi, anche la marmellata.
Cosi, dopo i tanti passaggi nel corso della lavorazione dell'uva- schiacciare acini, pigiare, far fermentare il mosto - si è giunti a fare anche la marmellata, offerta poi alle mamme in assaggio la mattina seguente.
Per il 23 ottobre, giorno della prima riunione dei genitori, era pronto anche il vino e tutti i presenti ne hanno potuto gustare la squisitezza e il profumo. E' un vino speciale - essi hanno detto - buono, genuino, amabile come i bambini che l'hanno fatto.
Tutta la scuola è soddisfatta di questa bellissima esperienza perché, ha dato modo ai bambini di vivere serenamente all'interno dell'attività scolastica, un momento della vita comune, acquisendo nuovi vocaboli e e coinvolgendo anche attività a carattere psicomotorio.
La collaborazione dei genitori è stata ottima, compresa l'approvazione della buona riuscita.
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO COLLABORATO
Sr. Pellegrina
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IL "TEATRINO" DI STRADA
Storia di come nasce un'opera fatta in fraternità per il bene comune, affinché tutti quelli che oggi possono usufruire di questi locali, si ricordino del disegno di Dio che ha mosso tanta gente di buona volontà.
C'era una volta, direte voi…No! Una volta non c'era niente. Fu nel lontano periodo degli anni '30 che alcuni giovani dell'A.C. pensarono che anche l paese e la parrocchia di Strada dovessero avere un locale per le varie manifestazioni e dove si potessero attirare ed avvicinare i giovani. Nacque così il locale detto "Teatrino". Esso consisteva in un ambiente di forma rettangolare la cui facciata è rimasta immutata fino ad oggi. Una parete intonacata a cemento con una porta centrale ed un finestrino sul lato sinistro(ancora visibile) che serviva in caso di spettacoli per fare i biglietti.
All'interno un ballatoio in legno era la galleria di allora che però veniva volgarmente detta "La Piccionaia" ed i posti a sedere erano semplici panche di legno. Oltre alle commedie vi furono proiettati film fino al momento dello smantellamento avvenuto per causa della guerra ('40-'45). L'ambiente fu occupato in quel periodo dai tedeschi.
Dopo guerra si ripresentò il problema di dare un ambiente sano e nostro alle nuove generazioni.
Fu al tempo del cappellano Don Bonci che alcuni giovani (Gigi Francioni, Aldo Colozzi ed altri) pensarono di riaprire tale locale e farne una sala cinematografica. Fu così che la parrocchia sfruttò tale ambiente come cinema.
In seguito a problemi di gestione, tutte le attrezzature (Macchina e materiale vario) furono passate al Sig. Milanesi che gestiva il Cinema SOLANO nella sala dove ora c'è la caserma dei Carabinieri.
Non essendoci ancora la TV l'unica possibilità di divertimento era il cinema. Sorse allora il problema delle visioni consentite ai giovani. Una commissione cattolica classificava i film in : Tutti - Adulti - Sconsigliati - Esclusi : Le famiglie domandavano se potevano portare i loro figli al cinema.
Nel 1953-54 Don Viviani ed i giovani provenienti dall'Oratorio Salesiano, pensarono di ridare alla parrocchia un
luogo dove non ci fossero problemi di morale. Nacque il "Cinema Piave" che per quasi 40 anni è stato in funzione grazie alla collaborazione di persone adesso adulte e con figli.
Nei periodi estivi fu fatto anche il cinema all'aperto nel prato a confine con il Magni.
Nel frattempo, era nato anche il problema del circolo A.C.L.I. , cioè quello di creare un luogo dove le persone anziane potessero passare alcune ore della giornata giocando a carte, o per poter vedere la TV .
Il locale Bar era un semplice banco in faesite con un lavandino ed al uro alcune mensole con analcolici, bibite, biscotti, caramelle.
Fu terminato l'ampliamento del cinema (In lunghezza) portandolo alle dimensioni di adesso e, su progetto dell'architetto Polesello Si diede inizio al nuovo ambiente. Il cinema fu più volte riadattato alle norme richiesteci (pavimento, soffitto, poltroncine, servizi igienici, impianto elettrico) e si pensò di cerare prefabbricato il palcoscenico attuale. Nel frattempo furono acquistate nuove macchine cinematografiche ed alcuni dovettero prendere la patente nazionale di operatori cinematografici per poter proiettare film a passo normale (35 mm)
Intanto uscivano da terra i fondamenti del nuovo ambiente Polesello.
(Continua nel prossimo numero) Gianfranco CONTICINI
Per i più piccoli
FIABA: IL DONO PREZIOSO DELLA VITA
C'era una volta in un angolino
In mezzo al cielo azzurro e turchino, un angioletto piccino picciò
che dalla sua nuvola la terra guardò.
Vide che il mondo tanto perfetto A ve va ora un grandissimo difetto: sulla Terra non c'era più amore e ovunque regnava il
terrore.C'era la guerra, da Dio maledetta, che distruggeva la Sua opera perfetta da Lui creata con tanto amore
per donare a tutti la gioia del cuore.
Pensa e ripensa un'idea gli balenò e presto presto sulla terrà volò: portò ai bambini un semino piccino da seminare nel loro giardino.
Dal semino cresciuto con amore nacque ben presto un bellissimo fiore:
fiore di pace speciale assai
perché scacciava tutti i guai.
I bambini felici fecero un girotondo che abbracciava tutto il mondo:
la guerra era finalmente finita grazie al dono prezioso della vita.
Anna e Adriana
Varie
PARLACI DEL DARE…
Allora un uomo ricco disse: Parlaci del Dare.
E lui rispose:
Date poca cosa se date le vostre ricchezze.
È quando date voi stessi che date veramente.
Che cosa sono le vostre ricchezze se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani?
E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l’osso nella sabbia senza traccia, mentre segue i pellegrini alla città santa?
E cos’è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso? Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?
Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, e per avere riconoscimento, e questo segreto desiderio contamina il loro dono.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che anno.
Essi hanno la fede nella vita e nella sua munificenza, e la loro borsa non è mai vuota.
Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa.
Vi sono quelli che danno con rimpianto, e questo rimpianto è il loro sacramento.
E vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito.
Essi sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell’aria la sua fragranza.
Attraverso le loro mani Dio parla e attraverso i loro occhi sorride alla terra.
È bene dare quando ci chiedono, ma è meglio comprendere e dare quando niente ci viene chiesto. Per chi è generoso, cercare il povero è gioia più grande che dare.
E quale ricchezza vorreste serbare?
Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.
Perciò date adesso, affinché la stagione dei doni posa essere vostra e non de vostri eredi.
Spesso dite: <<Vorrei dare, ma solo ai meritevoli!>>.
Le piante del vostro frutteto non si esprimono così, né le greggi del vostro pascolo.
Esse danno per vivere, perché serbare è perire.
Chi è degno di ricevere i giorni e le notti, è certo degno di ricevere ogni cosa da voi.
Chi merita di bere all’oceano della vita, può riempire la sua coppa al vostro piccolo ruscello.
E quale merito sarà grande quanto la fiducia, il coraggio, anzi la carità che sta nel ricevere?
E chi siete voi perché gli uomini i mostrino il cuore, e tolgano il velo al proprio orgoglio così che possiate vedere il loro nudo valore e la loro imperturbata fierezza?
Siate prima voi stessi degni di essere colui che dà e allo stesso tempo uno strumento del dare.
Poiché in verità è la vita che dà alla vita, mentre voi che vi stimate donatori non siete che testimoni.
E voi che ricevete – e tutti ricevete – non permettete che il peso della gratitudine imponga un giogo a voi e a chi vi ha dato.
Piuttosto i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme.
Poiché preoccuparsi troppo del debito è dubitare della sua generosità che ha come madre la terra feconda, e Dio come padre.
(Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran)
Per finire…
I
L MEGLIO DI TE
L'uomo è irragionevole,
illogico, egocentrico...
non importa, amalo.
Se fai il bene, diranno che lo fai
per secondi fini egoistici...
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
incontrerai chi ti ostacola...
non importa, realizzali.
Il bene che fai,
forse domani verrà dimenticato...
non importa, fa' il bene
L'onestà e la sincerità
ti rendono vulnerabile,
non importa, sii onesto e sincero.
Quello che hai costruito
può essere distrutto…
non importa, costruisci.
La gente che hai aiutato,
forse non te ne sarà grata...
non importa, aiutala.
Dà al mondo il meglio di te,
forse sarai preso a pedate...
non importa, dà il meglio di te.
Madre Teresa di Calcutta