Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

N. 4 Gennaio – Febbraio 2004

La gioia

 

SOMMARIO

12 La gioia di vivere con Cristo - VEGLIA

pag. 17 Le sorelle povere del Vangelo

pag. 19 Scuola Materna Alterini

pag. 20 Spettacolo di Natale dei Giovani

pag. 21 Mercato di beneficenza

pag. 22 Gruppo giovani

pag. 23 Statistica

pag. 24 Festa del Santo Patrono

 

 

Editoriale

I luoghi della gioia

 

Tutti cercano la gioia nella vita, ma le strade del mondo sono tappezzate di prove, difficoltà, malattie, sofferenze... che non accendono nel cuore dell'uomo quiete e serenità. La gioia è una realtà interiore che l'uomo riesce ad avere se il suo sguardo si porta a Dio, fonte della gioia umana e se si immerge nel suo progetto d'amore a favore dell'umanità.

La gioia cristiana parte da Dio attraverso Gesù Cristo e nello Spirito Santo colora il tempo della Chiesa. Potremo parlare della gioia come di un mistero che va avvicinato conosciuto, fatto proprio per poi vivere di esso.

"Il regno di Dio è giustizia, pace, gioia nello Spirito Santo" afferma S. Paolo nella lettera ai Romani (14,17)

Il grande teologo San Tommaso proclama "gaudium ex caritate" ( la gioia proviene dalla carità) ed il pensatore Sant'Agostino "gaudium de veritate" (la gioia deriva dalla verità). Questi grandi personaggi del pensiero cristiano cattolico ci suggeriscono due itinerari percorribili per arrivare alla gioia: la carità e la verità.

Più un cristiano fa esperienza di ricerca della verità e vive di concreta carità con Dio e con il prossimo, più potrà arrivare a rivestirsi dell'abito della gioia vera.

Il Vostro Parroco, Don Roberto

Spiritualità

 

LA GIOIA NELLA BIBBIA

 

Il cristianesimo è religione di gioia. Che la gioia sia cardine del progetto di Dio sull’uomo è Lui stesso a dimostrarlo. Facciamo parlare direttamente il Signore. Come? Ad esempio cercando nella Sacra Scrittura tutte le volte che è nominata la parola gioia. Ci togliamo questa curiosità?

Nm 10,10Dt 28,47Gdc 15,14Gdc 16,25Gdc 19,22Gdc 19,3Rt 3,71Sam 11,91Sam 18,62Sam 6,121Re 1,401Re 8,661Cr 15,161Cr 15,251Cr 29,171Cr 29,222Cr 7,102Cr 20,272Cr 23,182Cr 30,212Cr 30,232Cr 30,26Esd 3,12Esd 3,13Esd 6,16Esd 6,22 (2)Ne 8,10Ne 8,17Ne 12,27Ne 12,43 (2)Tb 5,10 (2)Tb 7,17Tb 8,17Tb 11,17Tb 11,20Tb 13,11Tb 13,16Gdt 8,6Gdt 12,14Gdt 12,17Est 4,17Est 8,12Est 8,15Est 8,17Est 9,17Est 9,18Est 9,19Est 9,22 (2)Est 10,31Mac 3,451Mac 4,561Mac 4,581Mac 4,591Mac 5,231Mac 5,541Mac 7,481Mac 10,662Mac 3,302Mac 10,62Mac 15,112Mac 15,28Gb 8,19Gb 8,21Gb 20,5Gb 29,13Gb 35,10Sal 4,8Sal 100,2Sal 104,34Sal 105,2Sal 105,43Sal 106,5Sal 109,28Sal 112,1Sal 119,111Sal 119,14Sal 119,143Sal 119,16Sal 119,174Sal 119,24Sal 119,35Sal 119,74Sal 119,77Sal 119,92Sal 122,1Sal 126,2Sal 126,3Sal 132,16Sal 132,9Sal 137,3Sal 137,6Sal 16,11Sal 18,50Sal 21,7Sal 27,6Sal 30,12Sal 30,6Sal 31,8Sal 35,9Sal 37,4Sal 42,5Sal 43,4Sal 45,16Sal 47,2Sal 48,3Sal 51,10Sal 51,14Sal 63,6Sal 63,8Sal 65,14Sal 65,9Sal 66,6Sal 68,4Sal 68,7Sal 70,5Sal 90,15Sal 95,2Sal 97,11Sal 98,4Pr 5,18Pr 10,28Pr 12,20Pr 14,10Pr 14,13Pr 15,21Pr 15,23Pr 21,15Pr 28,12Qo 2,1Qo 2,2Qo 2,26Qo 5,19Qo 9,7Ct 3,11Sap 2,9Sap 8,16Sir 1,10Sir 1,20Sir 1,9Sir 3,5Sir 4,12Sir 6,28Sir 14,16Sir 15,6Sir 26,2Sir 30,16Sir 30,20Sir 30,22Sir 31,27Sir 31,28Sir 35,8Sir 50,23Is 5,14Is 9,2Is 12,3Is 14,7Is 16,10 (2)Is 24,11Is 24,8 (2)Is 30,29Is 32,13Is 32,14Is 35,10Is 35,2Is 35,6Is 44,23Is 48,20Is 49,13Is 49,7Is 51,3Is 52,8Is 52,9Is 54,1Is 55,12 (2)Is 56,7Is 60,15Is 65,14Is 65,18Is 66,10Is 66,5Ger 7,34Ger 11,15Ger 15,16Ger 16,9Ger 20,15Ger 25,10Ger 31,13Ger 31,7Ger 33,11

Ger 33,9Ger 48,33 (3)Lam 2,15Lam 5,15Bar 2,23Bar 3,35Bar 4,11Bar 4,22Bar 4,23Bar 4,29Bar 4,34Bar 4,36Bar 5,9Ez 24,25Ez 36,5Dn 6,24Dn 13,60Os 9,1Gl 1,12Gl 1,16Abd 1,12Gn 4,6Ab 3,14Sof 3,13Sof 3,17 (2)Zc 8,19Mt 2,10Mt 13,20Mt 13,44Mt 25,21Mt 25,23Mt 28,8Mc 4,16Lc 1,14Lc 1,44Lc 2,10Lc 8,13Lc 10,17Lc 12,19Lc 15,10Lc 15,7Lc 19,6Lc 24,41Lc 24,52Gv 3,29 (2)Gv 4,45Gv 15,11 (2)Gv 16,20Gv 16,21Gv 16,23Gv 16,24Gv 17,13At 2,28At 8,39At 8,8At 12,14At 13,52At 15,3At 16,34At 20,35Rm 12,15Rm 12,8Rm 14,17Rm 15,13Rm 15,322Cor 1,242Cor 2,32Cor 7,132Cor 7,42Cor 7,72Cor 8,22Cor 9,7Gal 5,22Fil 1,25Fil 1,4Fil 2,2Fil 2,29Fil 4,1Fil 4,10Col 1,121Ts 1,61Ts 2,19Ts 2,201Ts 3,92Tm 1,4Fm 1,7Eb 10,34Eb 12,11Eb 12,2Eb 13,17Gc 5,131Pt 1,61Pt 1,81Gv 1,42Gv 1,123Gv 1,

…Così adesso abbiamo del buon materiale, e con calma possiamo controllare di tanto in tanto queste voci per parlare con il Signore della gioia. Intanto diciamoci che ricorre 297 volte in 285 versetti. Mica male!

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, inoltre, al numero 425 riporta queste parole:

<<La trasmissione della fede cristiana è innanzitutto l’annuncio di Gesù Cristo, allo scopo di condurre alla fede in lui. Fin dall’inizio i primi discepoli sono stati presi dal desiderio ardente di annunciare Cristo <<Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato>> (At 4,20). Essi invitano gli uomini di tutti i tempi ad entrare nella gioia della loro comunione con Cristo>>

Queste parole devono radicarci nel desiderio di conoscere veramente il Signore Gesù, il suo cuore, il suo modo di agire, di manifestare l’amore di Dio per poi comunicarlo: è lì che sorge spontanea la gioia che proviene dalla fede in Lui. Il messaggio evangelico è sempre messaggio di speranza, di fiducia, di giustizia per tutti, che già oggi viene e vuole venire nel mondo. Credere, è credere per parlare e agire in modo diverso, in modo cristiano, che è il modo pienamente umano, perché Cristo è la pienezza di ogni uomo. Se ci conformiamo a lui raggiungiamo il nostro massimo, la pienezza della nostra vita. Vivere nella consapevolezza e nella ricerca di essere sempre in comunione con il Signore è vivere la gioia di amare ed essere amati, è scoprire la bellezza racchiusa nel mistero della vita, di ogni vita; è cercare il bene piuttosto che arrendersi alle ingiustizie; è la certezza che mai siamo soli, ma sempre sotto lo sguardo di un Dio che dona continuamente vita nuova, vita che genera vita nell’amore.

Come non sprizzare gioia da tutti i pori all’udire questo? Come non desiderare di prendere questa rotta, la rotta del Signore, piuttosto che quella di una vita solitaria, dell’egoismo, di un falso bene che esclude gli altri e che allontana da noi stessi?

7 Molti dicono: "Chi ci farà vedere il bene? ".

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

8 Hai messo più gioia nel mio cuore

di quando abbondano vino e frumento.

9 In pace mi corico e subito mi addormento:

tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare. ( Salmo 4)

 

 

Per recuperare la gioia il primo passo da fare è quello di recuperare un rapporto personale quotidiano con il Signore, confrontandoci prima di tutto con la sua Parola. La sua Parola è la Sacra Scrittura, che è "Parola viva ed efficace": una parola che non appena viene ascoltata inizia ad operare in noi mettendoci in movimento e in dialogo con il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.

La gioia fondamentale è quella di scoprirsi sempre amati e accolti dal Padre, mai soli ad affrontare i problemi della vita; problemi dunque che vengono e verranno sempre risolti e dissolti nel mistero di Cristo che unisce la nostra vita alla sua. È la gioia di Qualcuno che si prende cura di noi e ci lascia liberi dentro un amore grande, è gioia di un mondo che ci viene donato per portare frutti di bene; è gioia delle piccole cose, di ritrovarci fratelli gli uni gli altri, di chi sa che non ci sono limiti nel cuore di Dio, che l’amore è sempre più forte della morte, di qualsiasi morte.

 

La gioia è un atteggiamento interiore che fa cambiare i lineamenti scuri del nostro volto per farli diventare lineamenti di luce. Basta poco per ripartire se ci siamo arenati: il vento dello Spirito soffia sempre, basta spiegare le vele. Le paure non ci conducono mai a nessun porto.

Pertanto, quale migliore conclusione che aprirsi alle parole che ci vengono dal libro del Siracide?

 

La gioia

21 Non abbandonarti alla tristezza,

non tormentarti con i tuoi pensieri.

22 La gioia del cuore è vita per l’uomo,

l’allegria di un uomo è lunga vita.

23 Distrai la tua anima, consola il tuo cuore,

tieni lontana la malinconia.

La malinconia ha rovinato molti,

da essa non si ricava nulla di buono.

24 Gelosia e ira accorciano i giorni,

la preoccupazione anticipa la vecchiaia.

25 Un cuore sereno è anche felice davanti ai cibi,

quello che mangia egli gusta.

Le preghiere del mese

PREGHIERE

 

Sono un uomo di speranza

Sono un uomo di speranza
perché credo che Dio
è nuovo ogni mattina.

Sono un uomo di speranza
perché credo che lo Spirito Santo
è all'opera nella Chiesa
e nel mondo.

Sono un uomo di speranza
perché credo che lo Spirito creatore
dà a chi lo accoglie
una libertà nuova
e una provvista di gioia e di fiducia.

Sono un uomo di speranza
perché so che la storia della Chiesa
è piena di meraviglie.

Sperare è un dovere e non un lusso.
Sperare non è sognare,
ma è la capacità
di trasformare un sogno in realtà.

Felici coloro che osano sognare
e che sono disposti
a pagare il prezzo più alto
perché il loro sogno prenda corpo
nella vita degli uomini.

 

Preghiera per il buon umore

Signore, donami una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo
e il buon umore necessario per mantenerla.
Donami, Signore, un'anima semplice
che sappia far tesoro
di tutto ciò che è buono
e non si spaventi alla vista del male
ma piuttosto trovi sempre il modo
di rimetter le cose a posto.
Dammi un'anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri, i lamenti,
e non permettere
che mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo ingombrante
che si chiama "io".
Dammi, Signore, il senso del buon umore.
Concedimi la grazia
di comprendere uno scherzo
per scoprire nella vita un po' di gioia
e farne parte anche agli altri.
Amen.

(Tommaso Moro)

 

Amore

Amore in ogni parola
che si spegne sul mio labbro;
amore in ogni lacrima solitaria
sparsa nella disperazione impotente
di esistere singolarmente;
amore in ogni desiderio che fugge veloce
verso l'impossibile;
amore in ogni sguardo di bimbo
spensierato e libero;
amore in ogni amarezza che inonda
la mia gola e la mia vita,
arsa dal peso di essere me stesso;
amore in ogni paura di non essere
ciò che vuole l'Altissimo;
amore nella vanità di ogni sforzo sincero;
amore nella dolcezza e nei ricordi
della fanciullezza passata;
amore nella sera grigia
di questo qualsiasi giorno.
Ma al di sopra, e al di dentro
di questo amore voglio la pace
che supera ogni senso.

(don Primo Mazzolari)

 

Cosa dice la Chiesa

GAUDETE IN DOMINO

 

Fratelli e figli carissimi, non è forse normale che la gioia abiti in noi allorché i nostri cuori ne contemplano o ne riscoprono, nella fede, i motivi fondamentali? Essi sono semplici: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito; mediante il suo Spirito, la sua presenza non cessa di avvolgerci con la sua tenerezza e di penetrarci con la sua vita; e noi camminiamo verso la beata trasfigurazione della nostra esistenza nel solco della risurrezione di Gesù. Sì, sarebbe molto strano se questa buona novella, che suscita l’alleluia della chiesa, non ci desse un aspetto di salvati.

La gioia di essere cristiano, strettamente unito alla chiesa, "nel Cristo", in stato di grazia con Dio è davvero capace di riempire il cuore dell’uomo. Non è forse questa esultanza profonda che dà un accento sconvolgente al Mèmoriale di Pascal: "Gioia, gioia, gioia, pianti di gioia "? E vicinissimi a noi, quanti scrittori sanno esprimere in una forma nuova - pensiamo per esempio a Georges Bernanos - questa gioia evangelica degli umili, che traspare dappertutto in un mondo che parla del silenzio di Dio. La gioia nasce sempre da un certo sguardo sull’uomo e su Dio: "Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce". Noi tocchiamo qui la dimensione originale e inalienabile della persona umana: la sua vocazione al bene passa per i sentieri della conoscenza e dell’amore, della contemplazione e dell’azione. Possiate voi cogliere quanto c’è di meglio nell’anima dei fratelli e questa presenza divina tanto vicina al cuore umano.

Che i nostri figli inquieti di certi gruppi respingano dunque gli eccessi della critica sistematica e disgregatrice. Senza allontanarsi da una visione realistica, le comunità cristiane diventino luoghi di ottimismo, dove tutti i componenti s’impegnano risolutamente a discernere l’aspetto positivo delle persone e degli avvenimenti. "La carità non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta".

Questo sguardo positivo sulle persone e sulle cose, frutto di uno spirito umano illuminato e dello Spirito santo, trova presso i cristiani un luogo privilegiato di arricchimento: la celebrazione del mistero pasquale di Gesù. Nella sua passione, morte e risurrezione il Cristo ricapitola la storia di ogni uomo e di tutti gli uomini, col loro peso di sofferenze e di peccati, con le loro possibilità di superamento e di santità. Perciò la nostra ultima parola in questa esortazione è un appello pressante a tutti i responsabili e animatori delle comunità cristiane: non temano di insistere, a tempo e fuori tempo, sulla fedeltà dei battezzati a celebrare nella gioia l’eucaristia domenicale. Come potrebbero essi trascurare questo incontro, questo banchetto che Cristo ci prepara nel suo amore? Che la partecipazione ad esso sia insieme degnissima e gioiosa. È il Cristo, crocifisso e glorificato, che passa in mezzo ai suoi discepoli, per trascinarli insieme nel rinnovamento della sua risurrezione. È il culmine, quaggiù, dell’alleanza d’amore tra Dio e il suo popolo: segno e sorgente di gioia cristiana, tappa per la festa eterna. Là il Padre, il Figlio e lo Spirito santo vi guidino! Noi di gran cuore vi benediciamo.

 

Dall’esortazione apostolica "Gaudente in Domino"

Paolo VI, 9 maggio 1975

 

La ragione e la fede

LA GIOIA:

QUALCUNO NE PARLA

Sembra che abbiamo dimenticato questa parola: gioia. Non viene molto usata nel quotidiano, e a volte pare che ci dica poco e che non possiamo conoscere il suo significato. I suoi "apparenti sinonimi" sono più in voga: diciamo di essere sereni, contenti. Diciamo che tutto va bene, che siamo tranquilli: diciamo mai che siamo nella gioia, che proviamo gioia per qualcosa? <Ho gioito di poterlo incontrare> , <Il tuo volto comunica gioia>, <Sei sempre gioioso>: sono frasi che ormai stonano quasi un po’. Peccato.

Solo ai bambini sembra ormai poter dire <Che gioia ci danno!>, sempre che non segua la frese deleterea: <Poverini, chissà quale sarà il loro futuro…>. Probabilmente il loro futuro dipenderà da come noi già oggi glielo dipingiamo e creiamo.

Frasi che sanno d’antiquariato quelle della gioia, valgono di più dell’antiquariato, eppure non sono così commerciabili.

Allora dobbiamo tornare alla realtà: <Che tristezza incontrarlo>, <Sei sempre triste>, <Hai un volto triste>. È la tristezza, il contrario della gioia. Frasi più quotidiane delle precedenti, frasi che ci accompagnano e che vediamo accompagnano gli altri. Questa sì che è vita!!!

Forse dobbiamo correggere il tiro: gioia non è euforia, non è felicità, non è serenità, non è contentezza, non è "va tutto bene", non è indifferenza al dolore,… Ma cos’è?

Credo possiamo affermare che notiamo una "crisi di gioia" direttamente proporzionale alla "crisi di spiritualità vera" che ci accompagna. Dico "spiritualità vera" per distinguerla da un certo spiritualismo psicologizzante che va di moda oggi, che vuole compensare le nostre vite divise dal fare, dagli impegni, separate dal bisogno di darci del tempo, di guardare a ciò che è semplice, essenziale, importante. Va distinta anche da quello spiritualismo stile "caccia alle streghe" che dovrebbe essere già passato da tempo. Occorre recuperare la nostra identità di uomini, di uomini che hanno bisogno di curarsi fuori e dentro, di modo che curarsi fuori sia curarsi dentro, e curarsi dentro sia curarsi fuori.

Aristotele nell’Etica Nicomachea diceva che la gioia è una delle "affezioni fondamentali"dell’uomo, come desiderio, collera, paura, coraggio, invidia, amicizia.

Cicerone distingue la gioia dalla letizia: la differenza sta nel fatto che la letizia è legata alla casualità e all’improvvisazione, mentre la gioia dipende anche dall’equilibrio della ragione.

Locke mette in evidenza che la gioia indica il possesso del bene, che è oggetto e motivo di gioia.

Questi pensatori che si sono interrogati sulla gioia ci fanno comprendere come questa passione ci debba animare, che essa è indispensabile tanto quanto il desiderio e la paura, che quindi nasce spontanea in noi a seconda delle situazioni; che sgorga ogni qual volta incontriamo il bene, il bene vero, ciò che ci tocca nel profondo. Essa non è un sentimento qualsiasi, ma è legata alla regione, e la sua stessa presenza indica equilibrio della ragione, la capacità di distinguere il buono che è presente nella nostra vita.

La crisi di gioia che viviamo indica una crisi di spiritualità proprio perché ci fa capire che non siamo più capaci di dirigerci, di scegliere, di guardare ciò che è veramente bene per noi, e quello che c’è di buono dietro ogni realtà. Navighiamo sempre in superficie e di fretta, mai in profondità. Nella rapidità della vita non ci diamo il tempo di scegliere di fermarci a fare il punto della situazione della nostra esistenza.

 

La gioia viene definita come "qualità propria e caratteristica dell’essere spirituale; espressione o reazione corrispondente al possesso del vero bene o stimato tale, specialmente spirituale". E’ messo in evidenza come essa si distingua dal piacere che è legato a beni materiali e sensibili.

Per gioire bisogna avere fiducia nella realtà che viviamo, bisogna credere che la nostra presenza è necessaria. Dobbiamo sapere che siamo liberi di scegliere come compagne la gioia o la tristezza.

I bambini sono i depositari della fiducia nella vita, ma la loro serenità dipende anche dall’ambiente in cui vivono. I bambini sono i depositari della gioia perché si fidano istintivamente, perché non sono sopraffatti dai timori, perché sanno stupirsi delle piccole cose, sanno incuriosirsi della vita, sanno che la novità li aspetta ogni momento, che la vita è una festa, che le brontolate dei genitori passano, che le arrabbiature non pregiudicano il bene che è loro voluto. La strada della gioia è quella del ritorno alla semplicità e alla fiducia nella vita.

Nella gioia si nasce, tristi si diventa. Ci sono sempre dei buoni motivi per sperare, e per aiutare chi ha perso la speranza a sperare: diamoci del tempo per una cura migliore di noi stessi. Abbiamo bisogno di volti aperti alla speranza perché sono animati da una passione buona per la vita.

 

La gioia di credere

Poiché le parole non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per prenderci e correre il mondo in noi,
lascia, o Signore, che di quella lezione di felicità,
di quel fuoco di gioia che accendesti un giorno sul monte,
alcune scintille ci tocchino, ci mordano, c'investano, ci invadano.
Fa' che da essi penetrati come "faville nelle stoppie"
noi corriamo le strade di città accompagnando l'onda delle folle
contagiosi di beatitudine, contagiosi di gioia.
Perché ne abbiamo veramente abbastanza
di tutti i banditori di cattive notizie, di tristi notizie:
essi fan talmente rumore che la tua parola non risuona più.
Fa' esplodere nel loro frastuono il nostro silenzio che palpita del tuo messaggio.

(Madeleine Delbrel)

Proposte per la preghiera

PROPOSTA PER LA PREGHIERA PERSONALE

"1 Entrato in Gerico, attraversava la città. 2 Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3 cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. 5 Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse:

"Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". 6 In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: andato ad alloggiare da un peccatore! ". 8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto". 9 Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anchegli è figlio di Abramo; 10 il Figlio delluomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto". (Luca 19,1-10)

Questo brano segue la guarigione di un cieco di Gerico da parte di Gesù. Anche Zaccheo è "cieco" in un certo senso: il suo stato, la sua situazione non gli permette di vedere Gesù che sta passando, non gli permette di conoscerlo, di sapere quali sono i suoi atteggiamenti, i suoi gusti, le sue abitudini. Si trova in una situazione difficile; tanti al contrario di lui riescono a vedere bene Gesù: sono bravi e buoni, osservanti della legge, e hanno tutte le carte in regola per stare vicino a lui, e perché lui desideri stare con loro.. Ma Zaccheo non si arrende, e sale su un grande albero per vedere Gesù. Ma prima che lui possa abbassare lo sguardo per cercarlo, è Gesù stesso che lo alza, che lo cerca e si autoinvita da lui.

Zaccheo ci è di esempio: al Signore non importa se siamo degni o meno di incontrarlo, non ci vuole giudicare sul nostro operato, ma vuole che lo cerchiamo così come siamo. Cercando di incontrarlo ci scopriremo a nostra volta attesi al momento dell’incontro.

Zaccheo lo accoglie pieno di gioia: lui sa di essere rifiutato da molte persone… a ragione! È uno che non ci va tanto per il sottile, che riscuote le tasse e spesso si approfitta della gente, che non si cura delle povertà altrui, anzi: col suo agire ha ridotto una quantità di persone alla fame. Insomma: Zaccheo è un grossissimo farabutto, e Gesù lo sa bene: e tutta la gente lì intorno lo sa. Ma il Signore quando lo vede, non è pronto a prefigurargli le fiamme dell’inferno! Non si dice che gli abbia fatto alcuna catechesi a effetto, ma solo che si sia invitato a casa sua, come faremmo noi incontrando un amico con cui abbiamo tanta confidenza da considerare casa sua come casa nostra, un amico con cui ci troviamo bene e desideriamo trascorrere del tempo con lui.

Zaccheo ha incontrato il vero bene, e questo lo ha riempito di gioia: un bene che si è manifestato nello sguardo di una persona come accoglienza, attenzione, non giudizio, vicinanza, desiderio di farsi vicino. Questo è stato il Signore per Zaccheo, questo è il nostro Dio: pronto a prendersi cura di noi se lo cerchiamo con desiderio vivo, non facendoci bloccare dai nostri limiti o da quelli che ci mettono gli altri. Molte persone buone c’erano lì, ma Gesù ha preferito chi aveva più peccato, chi nel suo cuore era aperto all’incontro con lui.

La verità dell’incontro è dimostrata dagli effetti. Pentirsi non è solo un sentimento: Zaccheo ci ricorda che i pentiti si riconoscono dalle cifre, non solo dalle buone intenzioni! Restituisce ciò che aveva rubato, più di quello che aveva rubato, non cerca di farsi un conto in Svizzera all’insaputa di Gesù! Amore, perdono e giustizia si richiamano a vicenda: Zaccheo dà spontaneamente, perché l’amore non ha bisogno di trattenere; perché non ha più bisogno di beni in eccesso, di tesori terreni a discapito degli altri, chi ha cercato e trovato il vero bene.

 

Veglia di preghiera

LA GIOIA DI VIVERE CON CRISTO

 

Gesti di introduzione alla preghiera:

 

ANNUNCIO DEL TEMA

"La gioia di vivere" è il tema del nostro incontro questa sera.

La tensione che ogni uomo, ogni donna, ognuno di noi, prova e vive nell’esistenza, è quella di scoprire le vie che conducono alla felicità. Una gioia ricercata in tanti modi, in tante direzioni. Una gioia qualche volta assaporata, poi perduta, ricercata di nuovo. Una gioia che ci è proposta anche propagandata e svenduta in mille maniere.

La "gioia di vivere" appare come l’ideale di tutti, eppure, spesso, quasi sempre, è una realtà che sfugge, un appuntamento mancato. Noi siamo qui per interrogare la PAROLA. Per prendere coscienza di ciò che in noi ostacola o favorisce l’esperienza della gioia. Di ciò che è in noi fonte di tristezza o d’angoscia oppure di speranza e felicità. Vogliamo incontrarci con lei con fiducia, perché ci conduca verso ciò che non conosciamo ancora, perché faccia luce nella nostra vita e quindi al nostro cammino. E’ su questi cammino, che Gesù, ad ogni tappa, vuole offrirci il riposo e la felicità. Egli ci dice:

"Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20).

Sarà questa la nostra gioia! "La gioia di vivere".

Iniziare con un Canto

Grazia da chiedere: "Donaci Signore di contemplare la ricchezza della tua rivelazione, in queste parole dell’evangelista Giovanni. Donaci di lasciarci invitare alle nozze della tua Parola, perché possiamo gustare abbondantemente il tuo vino. Donaci di penetrare alcuni momenti fondamentali e alcuni insegnamenti decisivi di questo brano evangelico che è messaggio del tuo amore, della tua attenzione a ciascuno di noi nell’offerta della tua gioia".

Lettura della parola di Dio: Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,1-11)

1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4 E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5 La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".

6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7 E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8 Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9 E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10 e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". 11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Esposizione Eucaristica – Canto

 

Lettore 1: Vogliamo ora cogliere insieme e sottolineare, soprattutto, il carattere gioioso e appagante della vita donata da Cristo, che emerge da questo brano di Cana.

La GIOIA, contraddistingue, appunto, il momento che Gesù sta vivendo: un banchetto di nozze. L’invito che tutto il Vangelo ci fa, è un invito a nozze, di incontro dell’uomo con Dio, di un incontro di festa tra gli uomini. Non ci dimentichiamo. E’ in questa relazione, in questo incontro, che emerge la tonalità della gioia. Una gioia che spesso ci viene a mancare.

(Tra le letture intervallare il canto di un canone)

Lettore 2: Quello che accade a Cana può avvenire per ogni esperienza di cammino di fede. Lo possiamo immaginare per ogni esperienza di Amicizia, di Amore, cioè per ogni esperienza di vita significativa. Queste esperienze cominciano spesso nell’entusiasmo (il vino presente alle nozze abbiamo detto è simbolo di questa gioia e di questo Amore che ne è la causa). Ma l’amore e la gioia (come il vino di Cana) col passare del tempo, con l’abitudine, con le esperienze di paura, di dubbio, di incapacità di Amare, si consumano e vengono meno.

Non dimentichiamo che ogni sentimento umano, proprio perché tende a "bruciarsi" e ad esaurirsi, ha bisogno di essere continuamente alimentato. L’abitudine riduce in polvere i nostri sentimenti. E allora scende una nube di tristezza, di noia. Ci si trova a vivere le esperienze di chiusura, di sospetto, rigidità, permalosità, suscettibilità, malumore, pessimismo, critica corrosiva, acidità...

Lettore 3: Non si ha più vino. "Non hanno più vino" (dice la madre di Gesù). E’ un’amara constatazione, è la presa di coscienza che manca la bellezza della vita, che forse è stata annacquata, manca l’entusiasmo. È quando nella interpretazione della mia vita alla luce dello stile di Gesù, nella fiducia in lui e anche nell’Amicizia, nell’Amore, nell’impegno (cioè, ancora, nelle esperienze fondamentali della mia vita), manco di scioltezza, quando sono spaventato, pigro, timoroso, affannato per il futuro. Vuol dire che arranco nella vita e che forse, questa mia vita, in molte occasioni e situazioni, è fatta più di amarezza che di soddisfazioni. E’ venuto a mancare il vino (appunto) al mio banchetto di nozze.

Lettore 4: E’ in queste situazioni che si ha la sensazione davvero di non aver più nulla da offrire se non la propria stanchezza, la propria freddezza e spesso la propria amara delusione: sono le giare di pietra vuote. Ma a Cana c’è stato un intervento della potenza di Dio, del suo Amore. A Cana mi viene detto simbolicamente, di "andare oltre". Di andare ancora a contemplare Gesù sulla croce, dove ci aveva svelato la vita nell’amore per ognuno di noi. Lì, in quell’esperienza, mi viene detto ancora qualcosa, mi viene comunicata la strada, un percorso di gioia, forse. Mi viene comunicato un contenuto di gioia.

Lettore 5: Per far scaturire il vino della gioia, bisogna riempire abbondantemente il vuoto che sentiamo e viviamo, con l’acqua della vita. Vanno riempite le nostre amarezze, pigrizie, delusioni, paure, con la ricchezza che lui propone e ci offre. Cioè: Va riempita la mia vita con la sua luce, i suoi progetti. Va iniettata la "vita divina". Bisogna fare quello che dice facendogli credito. Fidandoci. E poi fare "assaggiare" quello che abbiamo messo dentro la nostra vita, cioè investirlo, donarlo, farlo provare, comunicarlo, condividerlo.

 

Con pace e serenità mi chiedo:

* Signore, che cosa manca alla mia gioia?

* Che cosa turba la mia gioia?

* Signore, tu quale aumento di gioia mi vuoi dare?

* Quale gioia hai in serbo per me?

* Quale passo voglio fare, Signore, per dare spazio al tuo dono di gioia?

Spazio di silenzio per la contemplazione Eucaristica alla luce della Parola ascoltata.

Preghiera finale da leggere insieme:

Cristo,
Signore del dono senza contraccambio,
illumina le nostre giornate.
Nel vuoto di questo mondo che passa
apri il nostro cuore al tuo amore.
Sì, insegnaci ad ascoltare
nella gioia dell'adorazione.
Ci vuoi felici,
concedici di renderti grazie!
Cristo, tu sei il capo e la vite,
noi le membra e i tralci.
Il tuo Spirito ci irrighi,
perché portiamo frutto.
Cristo, solo nella lode
possiamo riconoscere
questo mondo che passa
e il regno di gloria
che viene per chiamarci
alla gioia senza nome.

Canto finale: Te al centro del mio cuore

Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore
di trovare Te di stare insieme a Te
unico riferimento del mio andare
unica ragione Tu unico sostegno Tu
al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

Anche il cielo gira intorno e non ha pace
ma c'è un punto fermo è quella stella là
la stella polare fissa ed è la sola
la stella polare Tu, la stella sicura Tu
al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

Tutto ruota attorno a Te, in funzione di Te
e poi non importa il come, il dove e il se...

Che Tu splenda sempre al centro del mio cuore
il significato allora sarai Tu
quello che farò sarà soltanto amore
unico sostegno Tu, la stella polare Tu
al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

 

Musica

OFFESO

Dillo pure che sei offeso

da chi distrugge un entusiasmo

da chi prende a calci un cane

da chi è sazio e ormai si è arreso

da tutta la stupidità

chi si offende tradisce il patto

con l’inutile omertà

rimane senza la protezione

del silenzio, dell’assenso,

del "tanto dobbiamo sopravviverci

qui dentro"

Quando vivere diventa un peso,

quando nei sondaggi il tuo parere

non è compreso

quando dire amore diventa sottinteso

quando davanti al sole la mattina

non sei più sorpreso

Dillo pure che sei offeso

dalle donne che non ridono

dagli uomini che non piangono

dai bambini che non giocano

dai vecchi che non insegnano

e se hai qualcosa da dire

tu dillo adesso

non aspettare che ci sia un momento

più conveniente per parlare

Quando vivere diventa un peso,

quando nei sondaggi il tuo parere

non è compreso

quando dire amore diventa sottinteso

quando davanti al sole la mattina

non sei più sorpreso

dillo pure che sei offeso

(Niccolò Fabi– La cura del tempo – 2003)

Spunti per la riflessione

Non è proprio un canto di gioia… o forse si? Che sia un canto di speranza verso qualcosa che può cambiare, per una vita che non si vuole arrendere ma che desidera essere autentica? Sta ad ognuno di noi se arrenderci di fronte alle ingiustizie della vita o offenderci positivamente.

 

"Dillo pure che sei offeso da chi distrugge un entusiasmo…": capita che quando abbiamo le migliori intenzioni per fare qualcosa di buono, per accendere una luce in un momento buio, ci viene fatta una bella doccia fredda che atterra le nostre iniziative.

Mi arrendo in questi momenti o cerco ugualmente di riprendere fiducia in me stesso?

Ho delle persone che mi possono aiutare, degli amici che mi sono vicini e con cui mi posso confrontare liberamente?

 

"tanto dobbiamo sopravviverci qui dentro": offendersi, protestare contro ciò che non va, che non è giusto è scegliere di vivere e non di sopravvivere, è scegliere di costruirsi una vita libera, di scegliere la responsabilità e non il menefreghismo.

►Credi che ci sia bisogno di persone che lottano per costruire un mondo migliore? Lo credi possibile?

"quando davanti al sole la mattina non sei più sorpreso" : è importante la capacità si sorprendersi la mattina davanti al sorgere del sole, per non dare scontato nessun giorno che mi si dona.

►Ogni giorno è una nuova opportunità che devo cogliere con gioia ed entusiasmo, che può scrivere il capolavoro, o la brutta copia della mia vita che passa.

"quando dire amore diventa sottinteso": ecco una parola da non tralasciare mai!

► A che cosa associ questa parola nella tua vita?

► E’ una frase a effetto quando tutto va bene, o a volte può essere faticoso amare e dire di amare?

 

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET

 

Con la preghiera farete cose grandi

Se un gruppo di preghiera è mancante del sacerdote, piano piano si sgretola.

Ma la cosa più importante perché un gruppo parrocchiale possa progredire è la preghiera all'interno delle famiglie (piccola e prima chiesa domestica).

Come il sacerdote protegge e guida il gruppo, anche nella famiglia è molto importante che sia per primo il padre, insieme alla madre, a pregare per poter proteggere la propria famiglia.

Una preghiera molto importante ed efficacissima è l'Adorazione al "Santissimo"; almeno una volta la settimana: trenta minuti si possono sempre trovare come si trova tanto tempo per le cose più inutili e negative.

Ricordiamo che Gesù si ritirava la notte a pregare per evangelizzare il giorno.

Dopo la resurrezione gli apostoli con Maria S.ma si chiusero nel cenacolo come Gesù aveva loro ordinato e per no ve giorni (novena) pregarono e lo Spirito santo scese su di loro. Quelli che uscirono dal cenacolo non erano più gli uomini paurosi ed ignoranti, ma uomini nuovi coraggiosi e senza paura di testimoniare quello che Gesù aveva loro insegnato.

Nella famiglia tutti i membri sono importanti e chiamati a collaborare tra di loro per salvaguardare la pace e la concordia. Così anche nella parrocchia se ogni membro mette i suoi talenti a disposizione, la comunità vedrà una nuova primavera. Tuttavia è bene ricordarsi che si deve lavorare sempre e solo per la Gloria di dio e non per il proprio "Io".

RINGRAZIAMENTI

Esprimo il mio più vivo grazie ai giovani e tutte le persone che nel 1° anniversario della dipartita da questa vita del mio Stefanino, hanno dimostrato con la loro presenza tanto affetto.

Ancora un ringraziamento a don Gualberto, trasferito a Fiesole, che ha guidato il gruppo per diverso tempo. Rimane l'incontro di preghiera mensile a Ristonchi, secondo la disponibilità di don Gualberto, nel giorno da stabilire mese per mese. Il gruppo è aperto a tutti.

APPUNTAMENTI

Nel mese di Maggio ci sarà la consacrazione ufficiale alla Madonna; la preparazione sarà guidata da don Roberto.

PELLEGRINAGGIO CIVITAVECCHIA

MADONNA DELLE LACRIME

LUNEDI' 2 FEBBRAIO 2004

Partenza da Strada ore 5.45

Quota: €. 40,00 viaggio +ristorante

PELLEGRINAGGIO MEDJUGORJE

DA 17 AL 22 Aprile

Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani

Tel. 0575 570124

 

Notizie della nostra Comunità

LE SORELLE POVERE DEL VANGELO

 

Se un giorno vieni nel Casentino, nella provincia aretina, verso Poppi, e continui la strada verso Firenze, sulla sinistra trovi un Villaggio: Pagliericcio, frazione del Comune di Castel San Niccolò. Dicono che qui si fermasse a dormire su un pagliericcio, chi doveva attraversare i monti.

Attraversi il paesino e ti trovi davanti, in mezzo alla piccola strada, una Chiesa con annessa la Casa Parrocchiale. Vicino alla porta della casa c'è una scritta e un campanello: Sorelle Povere del Vangelo.

Ci chiamiamo Francesca e M. Benedetta, siamo religiose consacrate a Dio con i voti di povertà, castità e obbedienza. Il vescovo di Fiesole, mons. Luciano Giovanetti, ci accolse nella sua diocesi nel 1995, mettendo a nostra disposizione la casa canonica dove attualmente viviamo. La nostra vita è contemplativa e attiva, desideriamo vivere il Vangelo in fraternità e povertà, sulle orme di S. Francesco e S. Chiara d'Assisi.

La casa che abitiamo è diventata un piccolo convento dove la vita è ritmata dalla preghiera, dal lavoro (manutenzione della casa, pittura, cucito, icone, ostie, chiesa), dall'accoglienza e dai servizi più umili alla gente dei vari villaggi intorno.

Vorremmo affermare con la vita la priorità di Dio nel mondo di oggi, per questo motivo cerchiamo di custodire quel clima di preghiera che noi riteniamo essenziale e prioritario. Senza un contatto continuo e diretto con Dio, porteremmo agli altri soltanto noi stessi. Viviamo di Provvidenza del lavoro delle nostre mani, non abbiamo stipendi e rendite fisse. La gente ci ha accolto e ci considera quasi…loro foglie. E sapendo che viviamo di ciò che la Provvidenza dona, ci aiutano con le cose più semplici, più elementari, dal pane, alle uova, all'insalata. Abbiamo il necessario, viviamo in modo essenziale, ... non accumuliamo nelle credenze, condividiamo con chi ha bisogno. Raggiungiamo gli anziani e i malati con l'Eucarestia, abbiamo formato un piccolo coro per la liturgia. Crediamo che il ruolo della donna nella Chiesa è vitale, è importante vivere totalmente il nostro essere donne. Il nostro ruolo è portare l'amore, vivere l'amore, un amore dilatato dalla verginità. Ospitiamo nella piccola foresteria sacerdoti e suore bisognose di silenzio e riposo; persone in ricerca che vogliono dare una svolta alla loro vita, prendere decisioni importanti (a livello coniugale e di consacrazione) e persone che vogliono pregare. Il tempo massimo che stanno da noi è una settimana in autogestione.

Vicino alla vecchia canonica scorre un torrente meraviglioso…Ti fa compagnia. Un vento, quasi ...come lo spirito, accarezza gli alberi. Sembra il luogo ideale dove Dio è un respiro.

Francesca e M. Benedetta

Per chi desidera conoscere meglio l'esperienza può scrivere o telefonare a:

Sorelle Povere del Vangelo

Loc. Pagliericcio, 37

52018 Castel S. Niccolò (Ar)

tel. 0575 570494 e-mail: pagliericcioconvento@virgilio.it

 

Notizie della nostra Comunità

SCUOLA MATERNA "ALTERINI"

Il tempo corre veloce, l'Autunno è ormai inoltrato, la Vendemmia si è conclusa con l'assaggio del vino e della marmellata.

Ora si progetta la costruzione di una casa per Pollicino, personaggio fantastico che gode la stima di tutti i bambini per il ruolo che ricopre nella conduzione del Programma Educativo Didattico. E' sempre Pollicino che invita i bambini a fare alcune escursioni in cortile ,alla ricerca di foglie e sassolini per fare il bosco con i sentieri che lo percorrono per arrivare dove?… alla Casa di Pollicino che ancora non esiste.

Si creano i laboratori per l'applicazione delle foglie sul cartellone e si giunge così a preparare tutto il materiale necessario per la costruzione di una vera casa dove Pollicino possa accogliere i bambini per giocare. Pollicino è personalizzato in ogni bambino che a turno entrerà nella casa e ne prenderà possesso per un giorno. Sul tetto infatti saranno scritti i nomi di tutti i bambini. Perciò, tutti al lavoro: chi taglia, chi incolla, chi cerca di spandere la pittura a grandi pennellate su grandi fogli di cartone per fare le pareti; altri ancora colorano il tetto di rosso e il soffitto azzurro e vi applicano le stelle con la luna. E' una meraviglia vederli lavorare così attenti e interessati, piccoli pittori e costruttori in erba.

Quando tutto è pronto, alle insegnanti la fatica di metterla in piedi; c'è voluta tanta fantasia e molte assicelle di legno per renderla consistente. Per darle sicurezza c'è stata anche la mano babbo Lido che, ringraziamo di cuore. I bambini poi si sono divertiti con gli addobbi e con L'allestimento di piccoli mobili. Pollicino, soddisfatto, presta ogni giorno la sua casetta a un bambino che, la gestisce a suo piacere. Si festeggiano i compleanni, si suonano gli strumenti musicali, si preparano le feste.

C'è in prospettiva il Natale. Si imparano i canti natalizi, gli Auguri e Pollicino è sempre attento, ha sentito alcuni canti e ha capito che Gesù Bambino non ha una casa per nascere ed Abitare. Allora la scelta viene da sé: Caro Gesù Bambino, se proprio il posto non c'è, la mia casetta io ti presterò...

E, presa la valigia dice: "Ciao bambini ci rivedremo a Gennaio!" I bambini battono le mani e iniziano la costruzione del presepio con tanta gioia. Accanto alla Capanna addobbano anche un bellissimo albero regalato dalla mamma di Federico Rossi e tutti insieme fanno la danza dei pastori.

Sr. Pellegrina e Sr. Elide

 

Notizie della nostra Comunità

SPETTACOLO DI NATALE DEI GIOVANI DELLA PARROCCHIA

Domenica 21 dicembre nel teatro parrocchiale di Strada in Casentino, tutti i giovani della parrocchia, dai bambini della scuola materna Parrocchiale, ai ragazzi del catechismo in preparazione alla Comunione e alla Cresima fino al gruppo giovani del dopo-cresima, si sono esibiti davanti all'intera comunità. Tutto il paese degli adulti ha avuto da imparare da questi ragazzi, che hanno parlato di Gesù, del suo amore fatto bambino, del suo amore fatto pace, del suo amore fatto carità. Ogni gruppo si è preparato una propria rappresentazione per un totale di otto momenti, nei quali, in mezzo a gioia e sorrisi, ognuno con le proprie capacità e la propria maturazione, è riuscito anche a trasmettere un messaggio di testimonianza cristiana.

Mi piacerebbe citare tutti i ragazzi, tutte le catechiste, le suore, descriverli ad uno ad uno per riuscire a far vedere dietro ad ogni nome, quei volti illuminati di gioia e speranza nel futuro, che sotto i riflettori del teatro, vi assicuro, hanno fatto commuovere. Gli animi semplici dei giovani, non induriti dall'esperienza della vita adulta, dalle miserie del quotidiano, fanno trasparire con più chiarore la gioia e la serenità che la buona novella di Gesù può portare nella nostra vita. Tutti i ragazzi domenica ce lo hanno ricordato: Gesù non può riprendere il posto nel nostro cuore solo nelle sconfitte, nei dolori della vita, come ultima ancora di salvezza, ma può e deve diventare motivo di ogni gioia del quotidiano.

Alcuni titoli: "se proprio un posto non c'è per Te, Gesù bambino, lo troverò nel mio cuore" hanno cantato i bambini della scuola materna e della seconda classe del catechismo; "Gesù non fa doni, ma si dona" hanno recitato i bambini della prima catechismo; partendo da Betlemme "casa del Pane" i bambini della terza catechismo ci hanno parlato di un sito internet fatto apposta per Gesù; "Gesù il bambino della pace" è stato il motivo della recita della quarta catechismo.

Un messaggio di più forte spessore ci è arrivato dal gruppo giovani, che ha interiorizzato a pieno il concetto carità cristiana, non tanto come gesto di solidarietà laica, filantropica, ma come espressione di una condivisione con l'altro che è immagine di Cristo. E hanno finito col proporre un gesto concreto, tramite una raccolta di generi alimentari di prima necessità che è stato abbracciato con entusiasmo anche dal parroco, don Roberto, che lo ha esteso a tutte le feste di questo Natale, organizzandolo come raccolta e destinazione alle realtà di bisogno locali, come suggerite dalla assistente sociale del comune e alle case famiglia della diocesi.

Ringraziamoli con il cuore questi ragazzi, noi adulti; stanno dando una nuova linfa vitale alla parrocchia di Strada; la loro partecipazione massiccia al mercatino di beneficenza del 14 dicembre, alla veglia e digiuno per la pace del 19 dicembre, il desiderio di creare un gruppo di servizio per la comunità, ci fanno sperare di essere, sebbene solo all'inizio, sulla buona strada. Per lo meno si è capito che solo seminando si può sperare di raccogliere.

 

IL MERCATINO DI NATALE CON DECOUPAGE

Domenica 14 Dicembre, giorno della fiera dell'albero, come tutti avranno potuto notare, tra le bancarelle sparse qua e là, si intravedeva una vendita di beneficenza per le suore dell'Asilo. Inaspettato è stato il successo dell'iniziativa, promossa e portata aventi da un gruppo di MAMME del paese. Nata come segno tangibile di riconoscenza alle suore per quello che fanno per i nostri bambini, continuata per il fraterno lavoro del gruppo, che, fra l'altro, si è divertito molto cimentandosi nel "Decoupage", è sfociata in un successo innegabile. Sono stati consegnati alle suore €. 425,10.

Un plauso quindi alle promotrici e instancabili MAMME, le quali nonostante le innumerevoli prese di giro di "cassandriana memoria" di mariti e amici, che paventavano una sottoscrizione interna per lo smaltimento dei manufatti, hanno dimostrato di aver scelto un articolo, quello del Decoupage, che, specialmente in calendario natalizio, ha attirato molto.

Ringraziamo di cuore le MAMME che hanno collaborato (e sono davvero tante) M. Giulia che ha impartito loro i primi rudimenti in quest'arte, e tutti voi che acquistando di buon cuore, avete contribuito a pieno titolo alla riuscita dell'iniziativa.

 

Notizie della nostra Comunità

GRUPPO GIOVANI

Salve a tutti.

Il 21 dicembre è stata per noi una giornata molto importante; noi ragazzi, insieme ai bambini dell'asilo e a tutti i bambini del catechismo ci siamo riuniti in vari spettacoli per festeggiare il Natale e farci portatori di un insegnamento d'amore: "Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi"

Questo dobbiamo stampare nel nostro cuore e amare il nostro prossimo come noi stessi. Lo sappiamo tutti che il mondo che ci circonda piange e non possiamo chiudere gli occhi, la nostra piccola recita s'intitolava: "Gesù è in mezzo a noi". La nostra emozione prima di entrare faceva battere il cuore sempre più forte.

Sì, eravamo agitati, ma allo stesso tempo felici perché Gesù era in mezzo a noi; inoltre avevamo la speranza nel cuore che la nostra proposta di raccogliere alimenti potesse aiutare tante famiglie in difficoltà e soprattutto facesse capire che dietro l'affamato, l'assetato, l'anziano, il bambino, il prigioniero, c'è Gesù che tende la mano per chiedere aiuto ed aiutarci al tempo stesso. Perché aiutare chi ha bisogno ti dona e ti infonde serenità e tanta gioia.

E di questo noi siamo testimoni!

Quindi aiutiamo chi soffre, facendoci portatori di pace e amore. Dio ha donato la Vita e noi dobbiamo donare il nostro aiuto a chi ne ha bisogno.

Elena Zampella, per il gruppo giovani

 

Statistica

DAI REGISTRI PARROCCHIALI…

Battesimo

LORENZO TINTI di Fabrizio e Anna Polverini: 5/1/2003 (n. 27/10/2002)

TOMMASO DANESI di Giovanni e Marzia Ceccherini: 16/3/2003 (n. 25/11/2002)

ALOIGI ARIANNA di Daniele e Sara Fani: 4/5/2003 ( n. 21/9/2002)

BAMBAGINI MARIA di Luca e Lia Biondi: 1/6/2003 (n. 6/5/2003)

CATERINA CECCARELLI di Gabriele e Lorenza Francioni: 29/6/2003 (n 29/1/2003)

FABIO ED EMMA AGOSTINI di Luca e Graziella Paoli: 28/9/2003 (n. 15/8/2003)

Comunione: 15 giugno 2003

ELENA ACCIAI - NICCOLO' BABAZZI - DANIELE BUCARELLI

MARILU' CORSETTI - FEDERICA E MICHELA NIBI - ELEONORA PAGGETTI

Cresima: 6 aprile 2003

ANDREA ALTERINI - JESSICA BENUCCI - NICCOLO' BENICCI

MARCO CIAPETTI - SIMONE DELLI SANTI - EMANUELE GIORGI

GIANMARCO LANINI - GIUSEPPE PISCARDI - MARZIA VACCA

Matrimoni

MASSIMILIANO CELLI - VERONICA VIGNOLI: 3 maggio 2003

MASSIMILIANO SANTO BIANCHI - SILVIA CENNI: 24 maggio 2003

LORENZO MANTINENTI - TIZIANA GIANNOTTO: 2 giugno 2003

VINICIO DINI - LUISA PECORINI: 14 giugno 2003

MARCO MARIANI - SILVIA GIANNOTTI: 26 luglio 2003

Hanno lasciato questa vita…

CATERINA FERRI: 15/1/2003 (n. 03/2/1923)

FRANCA TAPINASSI: 25/1/2003 ( n. 7/8/1922)

LINA CARLA PAGGETTI: 12/4/2003 (n. 03/5/1917)

GINO FOLLI : 25/5/2003 (n. 18/4/1920)

GIUSEPPE RIALTI: 05/06/2003 (n. 10/08/1932)

MARIA NOCENTINI: 16/8/2003 (n. 06/04/1907)

MARIA BAGNOLI : 17/08/2003 (n. 13/08/1907)

ROSA PARRINI : 31/08/2003 (n. 24/04/1910)

MADDALENA FRANCIONI: 08/09/2003 (n. 24/06/1909)

PASQUINA BASSI: 12/10/2003 (n. 02/04/1920)

GIOVANNI FOLLI: 18/10/2003 (n. 11/05/1935)

FERDINANDO BAGNOLI: 18/10/2003 (n. 25/04/1949)

SETTIMIA SERI: 19/11/2003 (n. 02/10/1916)

GIUSEPPINA DEL SERE: 01/12/2003 (n. 01/06/1911)

ALDO PAGGETTI: 13/12/2003 (n. 12/07/1926)

 

Notizie della nostra comunità

FESTA DEL SANTO PATRONO

"…Il povero di Spirito, poiché nulla si è tenuto, ha tutto; è povero di se stesso e ricco di Dio…vale la parola evangelica: date e vi sarà dato: diamo quanto abbiamo e ci viene dato nientemeno che il Regno dei cieli. (Chiara Lubich)

In questa frase tratta dalla "Parola di Vita" di Novembre, si ritrova il messaggio che, durante il concerto e le testimonianze, molti giovani del movimento dei Focolari hanno trasmesso con forza ed entusiasmo martedì 11 novembre, festa del santo Patrono San Martino.

Nell'anno in cui le scelte pastorali diocesane mirano ad una attenzione particolare verso i giovani, la testimonianza dei ragazzi di Loppiano ha avuto un effetto vocazionale di forte presa verso i tutti gli intervenuti, specie le nuove generazioni; e per vocazione intendo la semplice scoperta che Gesù ci aiuta ad essere migliori ad ogni età.

Il tema della serata - "Sulle Orme di San Martino…Le scelte dei giovani di oggi" - trova pieno riscontro nella vita dei focolarini, e questa presenza, e questa testimonianza, da giovani ad altri giovani, attualizzano il messaggio di Gesù, sottolineando la modernità senza tempo della Sua Sequela.

Ed io che più tanto giovane non sono, (33 anni sono per i ventenni una eternità!) non nascondo di essermi emozionato nel vedere un gruppo di ragazzi, in una Chiesa, cantare dell'amore del Padre dei Cieli, sullo sfondo di un altare e di una Croce, contornati da altrettanti giovani che applaudivano entusiasti.

A don Roberto parroco, ai collaboratori del Consiglio Pastorale, in particolare ad Emiliana ed Elisa, un sentito ringraziamento, con la speranza che nel paese delle "rievocazioni" l'esperienza della fede sia stata testimoniata anche con uno "spettacolo" moderno.

 

 

Per i più piccoli

FIABA: Il flauto del pastore

Era quasi la fine di dicembre. La notte era fredda e il cielo splendente di mille e mille stelline. A Betlemme un vecchio pastore osservava la volta celeste quando vide un stella con la coda luminosa. Vicino a lui c'era anche il suo nipotino, bravissimo suonatore di flauto. Il nonno disse: Lui verrà , l'ha promesso, ormai è giunta l'ora, la stella con la coda luminosa è il suo segnale.

Il nipotino rispose: ma avrà una corona d'oro ed una spada d'argento? Certo rispose il nonno: E' il Re dei Re.

Il nipotino non ci credeva molto, ma prese il suo flauto e cominciò a suonare. Si allenava per far festa al grande Re.

Il nonno lo ascoltava felice per la sua bravura e gi chiese: Suoneresti così anche per un Re senza corona?

No di certo - rispose il nipotino - suonerò solo per un Re ricco e potente.

Il nonno era dispiaciuto ma sperava…

Arrivò la notte del 24 dicembre. La stella con la coda luminosa si fermò sopra una povera grotta. Il nonno svegliò il bambino e gli disse: Presto è nato il Re dei Re, vieni a suonare per Lui.

Il nipotino prese il suo flauto e corse verso la grotta. Con grande sorpresa vide sopra una mangiatoia un piccolo bambino che piangeva tanto e neppure il babbo e la mamma riuscivano a calmarlo. Il nonno guardò il nipotino e indicò il flauto. Il nipotino cominciò a suonare una ninna nanna così bella e dolce che il bambinello finalmente si calmò e sorrise. Il nonno pianse di lacrime di gioia vedendo che il nipotino aveva finalmente capito che "il sorriso di un bambino è il più bel regalo che si può avere e che la vera gioia nasce dal cuore e dalla bontà".

Anna e Adriana

Risolvi il gioco e scoprirai la parola chiave del racconto.

Per ogni definizione scrivi solo la prima lettera nel riquadro

  1. E' nato in una mangiatoia fra un bue ed un asinello
  2. Cresce nell'orto e si condisce con olio e aceto
  3. Fa "qua qua"
  4. Facevano segnali di fumo
  5. Vola sui fiori e fa il miele

 

Varie

IL CERCHIO DELLA GIOIA

 

Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la pesante porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo, un magnifico grappolo d'uva.
"Frate portinaio" disse il contadino "sai a chi voglio regalare questo grappolo d'uva che è il più bello della mia vigna?".
"Forse all'Abate o a qualche frate del convento".
"No, a te!".
"A me?" Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. "Lo vuoi dare proprio a me?"
"Certo, perché mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d'uva ti dia un po' di gioia!".
La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui.
Il frate portinaio mise il grappolo d'uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un'idea: "Perché non porto questo grappolo all'Abate per dare un po' di gioia anche a lui?".
Prese il grappolo e lo portò all'Abate.
L'Abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c'era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: "Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco". Così il grappolo d'uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate ai fornelli, e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano (per dare un po' di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro.
Finché, di frate in frate il grappolo d'uva tornò dal frate portinaio (per portargli un po' di gioia). Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia.

(Bruno Ferrero, 40 storie nel deserto)

 

Non aspettare che inizi qualche altro. Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia. Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme. Basta una scintilla di bontà e il mondo comincerà a cambiare.

L'amore è l'unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l'unico dono che aumenta quanto più ne sottrai. E' l'unica impresa nella quale più si spende, più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai più di prima.

 

Per finire…

AFORISMI SULLA GIOIA

 

Più profondamente scava il dolore nel vostro essere, e più è la gioia che potete contenere.

(Kahlil Gibran)

Dio non turba mai la gioia ai suoi figli se non per prepararli ad una più certa e più grande. (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi)

Ci vuole più sforzo anche solo per conquistare una piuma delle ali dell’uccello della gioia, che per lasciarsi trascinare dalla corrente del dolore (Z.M. Randive)

 

Cristo vuole fare di noi degli esseri limpidi, trasparenti, come un cielo di primavera, aperti alla gioia. (R. Schutz)

 

Maria ci apre il cuore alla speranza ricolma di conforto e di gioia (Giovanni Paolo II)

 

La gioia vera è l’incontro con qualcuno che ci ha fato sentire amati nel profondo (E.Olivero)

 

Dio è gioia, se ti abbandoni a Dio ti abbandoni alla gioia (Thomas Merton)

 

Dio ama chi dona con gioia (San Paolo)

Bisogna cercare di conoscere ciò che Dio vuole e, una volta conosciutolo,

cercare di farlo con gioia o almeno con coraggio. Ma questo non basta.

Bisogna amare questa volontà di Dio… In qualunque salsa ci metta il buon Dio, non deve importarci un bel nulla! (San Francesco di Sales)