Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

N. 5 Marzo - Aprile 2004

Tempo di Salvezza

 

SOMMARIO

11 La preghiera ci apre al dono e alla fiducia

pag. 17 Gruppo Giovani

pag. 18 Gruppo donne del ricamo

pag. 19 Gruppo Azione cattolica

pag. 21 Il teatrino di Strada

 

Editoriale

Che cosa è il Cristianesimo…

Tutti cercano la gioia nella vita, ma le strade del mondo sono tappezzate di prove. Alla domanda che cos'è il cristianesimo la risposta si fa difficile, complessa e vorrei dire anche misteriosa. Senza ombra di dubbio il cristianesimo non è una filosofia, anche se comporta una visione dell'uomo e della vita e quindi possiede una sua filosofia. Non è neppure una morale, anche se possiede un suo insegnamento morale che guida le scelte del seguace di Gesù. La definizione più vera e valida è quella di affermare che il cristianesimo è una storia di salvezza. E' la storia degli interventi di Dio a favore degli uomini. Una storia che parte da molto lontano: dalla chiamata di Abramo e raggiunge il suo culmine nella venuta di Gesù nel mondo per arricchirlo di valenze di salvezza e di santità.

Questa storia la troviamo descritta nel libro sacro dei cristiani che è la Bibbia.

E proprio perché il cristianesimo è una storia di salvezza, il Mistero cristiano attraverso i segni sacramentali si inserisce nel percorso sinuoso della storia umana per rendere concreta per l'uomo di tutte le epoche la salvezza che porta con sé. Se l'uomo crede in Cristo e lo incontra può far propria la salvezza che Cristo ha meritato morendo sulla Croce. Ora la Chiesa nella liturgia si fa dispensatrice di salvezza per l'uomo di oggi, per ognuno di noi a nome ed al posto di Gesù Cristo. Nell'arco dell'anno liturgico ci sono i tempi così detti "forti" (l'Avvento e la Quaresima); tempi che sono particolarmente adatti a produrre un nuovo inserimento personale nell'oceano della Grazia e della Salvezza cristiana.

Il tempo di salvezza è il tempo di un maggior incontro con il Signore, il tempo di una rinnovata conversione, il tempo di una più sincera fraternità.

Accogliamo l'invito liturgico e rendiamo presente nella nostra vita il tempo di salvezza

Il Vostro Parroco, Don Roberto

Spiritualità

ASCOLTARE IL SIGNORE

CHE CHIAMA A SEGUIRLO

 "La Quaresima è tempo che precede e dispone alla celebrazione della Pasqua. Tempo di ascolto della Parola di Dio e di conversione, di preparazione e di memoria del Battesimo, di riconciliazione con Dio e con i fratelli, di ricorso più frequente alle "armi della penitenza cristiana": la preghiera, il digiuno, l’elemosina ".(cfr. Mt 6,1-6.16-18)

Purtroppo, ancora siamo soliti guardare la Quaresima come un tempo triste da vivere e celebrare; un tempo quasi fine a sé stesso, dove non si intravede per niente la mèta della risurrezione. Questa impostazione, però, non appartiene al nostro tempo. Nel Medioevo, soprattutto a partire dal secolo XI, alla difficoltà di percepire la presenza misterica di Cristo nell’azione liturgica, il popolo cristiano risponde rifugiandosi nelle devozioni. Si scava così, un profondo fossato tra la Liturgia da una parte, clericale, lontana dal popolo, e la pietà popolare dall’altra, decisamente orientata verso forme più "devozionali".

"Gesù si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: "Che cercate?". Gli risposero: "Rabbì (che significa maestro), dove abiti?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui" (Gv 1,38-39).

Quando un’esperienza forte, un’omelia, un discorso di un amico cristiano ci indicano il Cristo, sta a noi muoverci, andargli incontro. In questa Quaresima, infatti, vogliamo proporci di scoprire il significato profondo del tempo di grazia che stiamo celebrando e metterci alla sequela del Cristo, orientandoci, in tutte le nostre dimensioni, verso Lui.

"Che cercate?". Questa domanda fatta da Gesù è il segno che Egli ci vuole conoscere; vuole conoscere proprio noi, che spesso non sappiamo o non vogliamo ancora fare chiarezza nella nostra vita. Il Signore si offre come segnaletica sicura che indica il cammino della vita. Quante volte nella nostra vita ci siamo trovati, o ci troviamo, ad un bivio e non sappiamo che strada imboccare… E’ opportuno guardare bene. Qualcuno ci chiama. E’ Gesù, il quale non si rivolge alla nostra intelligenza e nemmeno alla nostra volontà. Tutti, infatti, siamo in grado di rispondere alla sua chiamata, chi ha un solo talento come il più fragile di volontà, perché il Maestro si rivolge al cuore e pone le sue mani sante dentro il tessuto profondo del nostro essere per farne emergere i pensieri più forti, i desideri più veri.

Nella domanda di Gesù possiamo scorgere che è Lui a fare il primo passo verso la conversione. Sì, perché seguirlo significa abbandonarsi a Lui, dare a Lui piena fiducia.

 

Tutti noi abbiamo una vocazione, una specifica chiamata dal Signore per seguirlo e servirlo in un modo ben preciso e particolare. Spesso, troviamo questo "modo" prima ancora che ci venga in mente che esso ha qualcosa a che fare con la nostra "vocazione". Ciascuno in questo tempo di Quaresima può trarre beneficio dal cominciare a vivere il proprio matrimonio, la propria occupazione professionale e le proprie relazioni sociali come una chiamata da parte del Signore, e come il "luogo" in cui continueranno ad incontrarlo.

Riflettendo ancora sulla domanda di Gesù, "Che cercate?", potremmo a ragione tradurre "Che volete?". Già: cosa cerchiamo quando ci mettiamo alla ricerca di Gesù? Chi cerchiamo veramente? Una domanda all’apparenza dura e che pure rivela il profondo rispetto che Gesù ha nei confronti della nostra umanità. Può succedere, e lo vediamo, che la fede non sia ricerca, ma rifugio; che Dio non diventi Signore ma padrone; che la sua azione non sia grazia ma supplenza alle mie difficoltà... esiste, cioè, un modo di avvicinarsi alla fede che non ci fa crescere come uomini, ma che ci fa fuggire i problemi. Il Signore ci scrolla: vuole accanto a sé degli uomini consapevoli delle loro scelte. La risposta dei discepoli rivela tutta l’insicurezza della loro scelta: "Maestro, dove abiti?". In fondo non è come dire: "Prima di seguirti, facci vedere dove ci conduci"? E’ lui che allora come oggi ci risponde: "Venite e vedrete". La fede non è un "fare", un "sapere", ma un "conoscere". Noi per primi siamo chiamati ad andare a vedere, noi per primi siamo chiamati a fare l'esperienza della sequela. I discepoli, infatti, andarono, videro e restarono con lui.

Per chi incontra il Signore i giorni non sono più uguali, ma diventano impregnati di una luce nuova. Ecco ciò che ci attende nell’ordinarietà del nostro tempo: l’incontro con il Signore, l’esperienza della sequela. Il tempo ordinario è il tempo della salvezza. Se sapremo ogni giorno spalancare gli occhi e riconoscere il Signore Gesù, potremo cambiare la nostra esperienza di vita nell’autenticità e nella luce.

La Quaresima, "tempo favorevole" (cfr. 2 Cor 6,2) per ascoltare l’invito del Maestro a seguirlo, deve vederci impegnati nell’intraprendere un nuovo cammino, dove il cuore si trova totalmente orientato verso il Cristo, da cui deve attingere l’esempio ed ogni insegnamento. Da qui, l’esigenza di andare verso il deserto, ritirarci un po’ nel dialogo della preghiera col Signore, dove meglio possiamo fare esperienza di Dio, luogo che Egli haprescelto per parlarci "cuore a cuore" (cfr. Os 2,16).

 

Le preghiere del mese

PREGHIERE

L'amore copre una moltitudine di peccati

Signore Gesù Cristo,
gli uccelli hanno i loro nidi e le volpi le loro tane,
ma tu non avesti dove posare il capo,
non hai avuto un letto su questa terra.
Tuttavia eri quel luogo segreto, l'unico,
in cui il peccatore potesse trovar rifugio.
E anche oggi tu sei il nascondiglio:
quando il peccatore torna a te,
si nasconde in te, è nascosto in te.
Allora egli è eternamente difeso,
perché il tuo Amore nasconde una moltitudine di peccati.

(Soren Kierkegaard)

Cercate Dio
Cercate Dio, trovatelo e fate di Lui una forza nella vostra vita.
Senza di Lui tutti i nostri sforzi si riducono in cenere e le nostre aurore diventano le più oscure delle notti.
Senza di Lui, la vita è un dramma senza senso a cui mancano le scene decisive.
Ma con Lui noi possiamo passare dalla fatica della disperazione alla serenità della speranza.
Con Lui noi possiamo passare dalla notte della disperazione all'alba della gioia.

(Martin Luther King)

Preghiera per coloro che non sanno pregare

Signore,
aiuta gli uomini e le donne
che vorrebbero pregare,
ma non sanno farlo.
Accetta il loro desiderio di pregare
come una preghiera.

Ascolta il loro silenzio
e incontrali lì nel loro deserto.

 

Tu hai già guidato la gente
fuori dal deserto,
e hai mostrato loro la terra promessa.
Tu, Signore di tutto l'universo, Re dei re.
Amen. (Madre Teresa di Calcutta)

La croce è troppo pesante

Signore,
la croce è troppo pesante per te
e tuttavia tu la porti
perché il Padre lo vuole, per noi.
Il suo carico è superiore alle tue forze
e tuttavia tu non la rifiuti.
Cadi, ti rialzi e prosegui ancora.
Insegnami a capire che ogni vera sofferenza
presto o tardi, in un modo o nell'altro
risulterà alla fine troppo pesante
per le nostre spalle,
perché non siamo creati per il dolore,
ma per la felicità.
Ogni croce sembrerà superiore alle forze.
Sempre si udirà il grido stanco
e pieno di paura: "Non ne posso più!".
Signore, aiutami in quell'ora
con la forza della tua pazienza e del tuo amore
affinché non mi perda d'animo.
Tu sai quanto grande può essere
il peso di una croce.
Non ci imputare il diventar deboli,
ma aiutaci a rialzarci.
Rinnovami nella pazienza,
infondimi la tua forza nell'anima.
Allora mi rialzerò di nuovo,
accetterò il mio peso e andrò oltre.

(Romano Guardini)

 

Ho bisogno di te

Signore
ho bisogno di te.
Ho bisogno di parlarti.
Vengo per sostare,
solo dinnanzi a te,
a bocca chiusa, come Maria.

Riempi il vuoto che mi schiaccia.
Sazia la fame che mi divora.
Rischiara il buio che mi acceca.
Fortifica la debolezza che mi sfibra.

Dammi la tua luce che non si vede;
la tua parola che non si sente;
il tuo amore che non si gusta.

Adesso, Signore,
non sono più solo.

 

Cosa dice la Chiesa

S. TERESA DI LISIEUX

Da quando è stato concesso, anche a me, di comprendere l'amore del cuore di Gesù, confesso che l'amore ha cacciato dal mio cuore ogni timore! Debbo sopportarmi tale e quale sono, con le mie imperfezioni, nondimeno voglio cercare una piccola via tutta nuova. "Se qualcuno è piccolissimo venga a me". Allora sono venuta pensando di aver trovato quello che cercavo... Capii che la Chiesa ha un cuore, e che questo cuore arde d'amore. Capii che l'amore racchiude tutte le vocazioni. Che l'amore è tutto, che abbraccia tutti i tempi. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore!

Nei giorni della Pasqua, Gesù mi ha fatto sentire che esistono davvero anime senza fede. Ha permesso che l'anima mia fosse invasa dalle tenebre più fitte. Le tenebre non hanno capito che quel Re divino era la luce del mondo. Signore, la vostra figlia vi chiede perdono per i suoi fratelli, osa dire a nome proprio e dei suoi fratelli: " Abbiate pietà di noi, Signore, perché siamo poveri peccatori! "

Dio mio, il vostro amore misericordioso da ogni parte è misconosciuto, respinto. I cuori ai quali voi desiderate prodigarlo si volgono verso le creature invece di gettarsi tra le vostre braccia e di accettare il vostro infinito amore. Mi pare che se Voi trovaste anime che si offrissero come vittime di olocausto al vostro amore Voi le consumereste rapidamente.

Mi pare che sareste felice di non comprimere le onde di infinita tenerezza che sono in Voi. Quanto il vostro amore misericordioso desidera incendiare le anime, poiché la vostra misericordia s'innalza fino ai cieli! Gesù mio! Che io sia questa vittima felice

 

Ricordandomi che " la carità copre una moltitudine di peccati ", attingo a questa miniera feconda che Gesù ha aperto dinanzi a me. Nel Vangelo Gesù spiega in che cosa consista il suo " comandamento nuovo ". Dice: "Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano". Ma non basta amare, bisogna dimostrarlo. Ecco che cosa Gesù mi insegna ancora: "Date a chiunque vi chiede"... Se è difficile dare a chiunque domanda, lo è ancor di più lasciar prendere quello che ci appartiene. "Abbandonate anche il vostro mantello a colui che vuol litigare per avere il vostro vestito". Abbandonare il proprio mantello è, mi sembra, rinunziare ai propri ultimi diritti, considerarsi come la serva degli altri. Se prendono una cosa a mio uso, non devo mostrare di rimpiangerla, ma, al contrario, sembrar felice di esserne sbarazzata

 

La ragione e la fede

PREGARE CON LA PASSIONE DELL’INFINITEZZA

<<Ora il problema è questo: da quale parte si ha più verità, da parte di colui che cerca il vero Dio oggettivamente e la verità approssimativa dell’Idea di Dio, o da parte di colui che è infinitamente preoccupato di rapportarsi a Dio con la passione del suo bisogno di Dio? La risposta non può essere dubbia per chiunque non è completamente viziato dalla scienza. Se qualcuno che vive in mezzo al cristianesimo entra nella Casa di Dio, nella casa del vero Dio, con la vera Idea di Dio, e si mette a pregare , ma prega in non-verità; e se uno vive in terra idolatra, ma prega con tutta la passione dell’infinitezza, benché il suo occhio si posi sopra il simulacro dell’idolo: dove c’è più verità? L’uno prega Dio in verità, benché adori un idolo; l’altro prega in non-verità il vero Dio, perciò adora in verità un idolo.>>

(Soren Kierkegaard, tratto da Postilla non scientifica)

Un brano complesso, ma che ci costringe a pensare in verità il nostro rapporto con Dio. Kierkegaard critica chi pensa di avere la verità già in tasca: la verità non si studia, non si apprende come una scienza, non si guarda dall’esterno in modo oggettivo. Ci sono delle verità che si studiano, quelle della scienza, ma in fondo non sono quelle che ci interessano, non sono quelle che ci toccano.

Il senso della vita ci tocca.

Il valore della nostra vita e di quella delle persone che amiamo ci tocca.

Il desiderio di essere per sempre ci tocca.

Kierkegaard ci fa notare che ciò che realmente ci interessa non è la verità in se stessa, ma la verità per noi, la verità che ci costituisce e ci fa diventare uomini da dentro. Quando viviamo delle relazioni importanti, dei rapporti di amicizia veri, o quando ci innamoriamo di qualcuno non acquisiamo un aumento di conoscenze, eppure la nostra vita si arricchisce come non mai. Questo perché le relazioni vere ci costituiscono come soggetti, ci arricchiscono, ci fanno diventare noi stessi.

La relazione con Dio deve posizionarsi tra le relazioni importanti, tra quelle che non si danno come un sistema di conoscenze da catechismo, ma tra quelle che ci cambiano la vita, che ce la donano e ce la rinnovano, che ci arricchiscono. Una relazione da vivere con desiderio e con passione, nel dialogo vero che ci mette in discussione.

Spesso ci rapportiamo a Dio in modo freddo e senza alcun coinvolgimento; guardiamo alla nostra vera Idea di Dio, preoccupandoci di essere bravi cristiani esteriormente, pronti a dare una bella immagine di noi. Spesso finisce che del cristianesimo ci interessano più i concetti che la vita; più lo status esteriore che interiore; più il bisogno di apparire buoni davanti agli altri che quello di crescere interiormente.

Pregare in verità è "esserci" quando si prega, esserci in un dialogo fatto dalle nostre domande o di silenzio, fatto di pace o di turbamento, di gioia o di rancore, di risposte o di continua attesa. Pregare in verità è affidarsi all’amore di Dio più che al giudizio di Dio, credere che siamo un dono d’amore, e che niente altro ci è chiesto se non cercare di imparare ad Amare davvero.

E l’Amore non ha mai fatto male a nessuno.

Proposte per la preghiera

TESTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE

Dal Vangelo secondo Matteo

"L’elemosina non è quella che facciamo noi, quella che intendiamo noi, no! "Elemosyné",cioè l’elemosina, è amore che trabocca. In realtà vuol dire questo. E’ come un vaso pieno il cui contenuto si riversa. L’elemosina è la partecipazione misericordiosa alla condizione dell’altro. Solo allora tu, in questa maniera, entri nella sfera di Dio, perché Dio è l’esser per l’altro." (D.M.Turoldo)

"L’importante non è quanto facciamo, bensì l’amore che poniamo in quello che facciamo. Gesù non ha detto: "Amate il mondo intero", ma ha detto: "Amatevi l’un l’altro". Non si può che amare uno per volta. Se uno guarda la quantità, si perde. E mentre si ferma a parlare della fame, qualcuno al suo fianco sta morendo. La fame non è di solo pane. C’è fame d’amore. Di essere amati. Di amare. Una fame terribile quella dell’amore! La solitudine: un’altra fame terribile!" (M.Teresa di Calcutta)

"Ama il silenzio più di tutto. Poiché esso ti dà di portare frutto. La lingua non sa spiegarlo. Sforziamoci anzitutto di tacere. E' dal silenzio che nasce ciò che ti condurrà al silenzio. perché allora Dio ti fa sentire ciò che nasce dal silenzio. All'inizio, il tacere ci richiede uno sforzo, ma in seguito nasce in noi come da una misteriosa forza che ci attira. Che Dio ti doni di percepire distintamente ciò che nasce dal vero silenzio. Se cominci ad addentrarti in questa via, una non so qual luce zampillerà da te... " (Isacco di Ninive)

"La preghiera, è la chiave che apre la porta del mattino e chiude la porta della sera. Non c'è pace senza la grazia di Dio e non c'è grazia di Dio senza preghiera. Ecco perché chiedo a tutti voi di seguire la consuetudine della preghiera. La preghiera non è il passatempo ozioso di una vecchietta. Compresa nel suo vero valore e ben impiegata, essa è il più potente mezzo di azione. " (Gandhi)

"La gioia specialmente vuol considerarsi come fattore di quella libertà di spirito che sola è atta a unire le qualità apparentemente incompatibili della vita spirituale, allargando le redini alla familiarità dell’amore, e secondariamente come amica inseparabile della mortificazione. Noi dobbiamo essere solleciti della nostra gioia, per mantenere mortificato il nostro spirito: e praticare la mortificazione, per aumentare la nostra gioia. Io dunque debbo conservarmi sempre e invariabilmente lieto, mentre non desisterò mai un momento dal mortificarmi. E’ l’amor proprio che paralizza lo sviluppo dello spirito e infonde la tristezza; la mortificazione richiama la vita, la serenità, la pace. Umiltà, dunque: umiltà è sempre congiunta ad allegria di spirito, ininterrotta, beata." (Papa Giovanni XXIII, 1994)

Veglia di preghiera

LA PREGHIERA CHE CI APRE AL DONO E ALLA FIDUCIA

Canto d’inizio

PREGHIAMO INSIEME

Loda il Signore, anima mia:

loderò il Signore per tutta la mia vita,

finché vivo canterò inni al mio Dio.

Non confidate nei potenti,

in un uomo che non può salvare.

Esala lo spirito e ritorna alla terra;

in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,

chi spera nel Signore suo Dio,

creatore del cielo e della terra,

del mare e di quanto contiene.

Egli è fedele per sempre,

rende giustizia agli oppressi,

dá il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri,

il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge lo straniero,

egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie degli empi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

CI INTRODUCIAMO AL CAMMINO

Lettore1

Quando vedo i bambini che giocano felici nel campo dell’oratorio, quando vedo le mamme che mostrano i loro piccoli tutti imbacuccati nelle carrozzine, quando osservo due giovani che si vogliono bene veramente, quando osservo i nipotini con i loro nonni a spasso… allora capisco che cosa significa essere felici di vivere, essere contenti di esistere ed essere felici per la presenza di persone che ci amano poste al nostro fianco. La lode è questo: stupirsi di tutto il bello e del buono che ci circonda e comprendere il legame profondo che unisce tutti questi segni dell’amore e della vita con il Signore dell’amore e della vita. C’è da rimanere a bocca aperta di fronte a un tramonto dipinto di mille colori, c’è da rimanere meravigliati e felici perché tutto questo è un dono di Dio. Leggiamo insieme allora il vangelo di Luca dove Gesù stesso si insegna a stupirci per come Dio opera continuamente nel nostro mondo, anche oggi.

LEGGIAMO LA PAROLA DI DIO

Dal Vangelo di Luca (4,16-21)

Si recò a Nazareth, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:<< Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in

libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore.>> Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: "Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi". Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non è il figlio di Giuseppe?".

ASCOLTIAMO LA RIFLESSIONE

Alterniamo ai commenti un canone cantato

Loda il Signore anima mia. Quando abbiamo incontrato l’amore della nostra vita dal nostro cuore è sgorgato un canto di gioia e di esultanza. Era più forte di noi: il cuore era come se ci scoppiasse per la gioia; occorreva poter far uscire attraverso le parole e le espressioni del volto questa gioia irrefrenabile. Allo stesso modo il salmista non riesce a trattenere questo istintivo slancio del cuore: Dio mi ha conquistato, mi ha fatto percepire il suo affetto, mi ha circondato delle sue attenzioni.

Non confidate nei potenti. Quante volte anche noi come il salmista abbiamo pensato che la nostra vita fosse più sicura appoggiandoci a qualcuno che conta, a qualche potente. Ma l’uomo non può salvare! Lo dice il salmo. Chi ripone la propria fiducia solo nell’uomo alla fine rimane terribilmente deluso. La logica dei potenti è la logica del mondo, la logica del "quanto ci guadagno!"

Anche della nostra vita e dell’altrui non abbiamo il possesso: basta un nulla per renderci impotenti, basta una malanno per trovarci incapaci di agire e di portare a compimento i progetti studiati e progettati. Non disponiamo di noi stessi: da soli non ci salviamo!.

Beati chi ha per aiuto il Signore. Tutti sappiamo che se non c’è il Signore nella nostra vita, che ci protegge e ci sostiene, siamo belli che a posto! Egli è il creatore del cielo e della terra, del mare e di quanto possiede. L’immensità del cielo, la bellezza dei paesaggi della terra, la potenza del mare rimandano al mistero di Dio, cioè a colui che tutto abbraccia e da cui tutto dipende. Da lui proviene e di lui tutto vive. Sperare in questo Dio significa poter far conto sulla sua Provvidenza che tutto sostiene perché tutto ha creato con amore.

Egli è fedele per sempre. La preghiera ti permette di nuovo di vivere e dialogare con lui, come precedentemente la parola ti ha permesso di farti conoscere e di amarlo. Perché nel Signore esiste solo il " per sempre!".

 

Ascoltiamo una testimonianza:

PAPA GIOVANNI XXIII, la forza della provvidenza e della bontà.

Papa Giovanni si ritrova pienamente nel respiro di questo salmo. Egli ha sentito in modo straordinario l’incontro del volto di Dio come volto d’amore e ha tradotto il volto misericordioso di Dio nei tratti amabili della sua persona.

Papa Giovanni sentì anche la fragilità della condizione umana e la fece maturare in un atteggiamento di grande umiltà: spesso diceva che non gli costava minimamente dichiarare che egli era un niente. E, come sempre, nell’umiltà Dio scrive le pagine memorabili della santità.

Quando il 22 ottobre del 62 il mondo si trovò sull’orlo di un nuovo conflitto mondiale Papa Giovanni si fece forte e si mise in mezzo alle due superpotenze che digrignavano i denti e ostinatamente gridò:"Pace! Pace!". Le navi sovietiche stavano già navigando verso Cuba mentre i missili e gli aerei americani erano pronti ad affondarle. Papa Giovanni con mitezza e forza, confidando nell’aiuto di Dio si fa mediatore di una pace che umanamente sembrava ormai impossibile. Quando conosce dal suo medico che ormai il tumore ha compiuto la sua terribile opera egli esclama:<<Questo letto ora è un altare, l’altare vuole una vittima. Eccomi pronto! Offro la mia vita per la chiesa, la continuazione del concilio, la pace del mondo, l’unione dei cristiani.. Il segreto del mio sacerdozio sta nel Crocifisso… Quelle braccia allargate dicono che egli è morto per tutti, per tutti, nessuno è respinto dal suo amore e dal suo perdono. Per parte mia non ricordo di aver offeso qualcuno, ma se l’avessi fatto, chiedo perdono. La mia giornata terrena finisce, ma Cristo vive e la chiesa continua il suo compito>>.

Momento di silenzio e di riflessione

Ascolto del canto "Ecce Homo" di M. Nava, "Ecco l’uomo", cosi si è…

Aiuto alla riflessione personale

  1. "Loda il Signore anima mia": sono portato alla lode e al ringraziamento nella mia preghiera oppure è più frequente la domanda di aiuto? Ricordo momenti di forte intimità con Dio in cui ho percepito il suo affetto e la sua tenerezza?
  2. Come vivo i momenti in cui sperimento la mia debolezza o l’impotenza, il peso di alcune situazioni personali o dei miei vizi, delle mie cattive abitudini che sembrano invincibili? Come affronto la solitudine, la vedovanza: sento Dio vicino?
  3. Papa Giovanni: forse molti di noi lo hanno conosciuto di persona: che cosa mi ha suggerito la sua vita e la sua testimonianza?

Preghiere spontanee

CONCLUDIAMO CON LA PREGHIERA

Padre Onnipotente e santo, principio di ogni bene e origine di ogni cosa, a te la lode di ogni creatura, a te la gratitudine e la riconoscenza di ogni cuore. Noi confidiamo in te, poniamo in te tutte le nostre speranze. Sii benedetto per la tua provvidenza, per la tenerezza con cui ti prendi cura di ogni vivente. Sii benedetto per il tuo amore gratuito e fedele, per la tua grande misericordia verso di noi. Il segreto del tuo amore onnipotente si è manifestato a noi nel volto del tuo Figlio, che è morto ed è risorto per noi. Contemplando il mistero della sua croce, noi ti lodiamo con tutta la forza della nostra anima e in ogni momento ci affidiamo a te, Padre del Signore Gesù Cristo e padre nostro che sei all’origine di ogni cosa e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Canto finale

Musica

ECCE HOMO

Se ci aspetti alla foce, se ci accendi

la luce, se raccogli una voce.

E preghiere di pace, mentre guardi negli occhi e ti dai da una croce.

Nelle buone intenzioni o mancate promesse, nelle tante intrusioni…

nelle grandi prodezze, nelle mille domande, nelle troppe invenzioni...

Nelle nostre ricchezze

e nelle nostre miserie

mandi ancora più forza

o ci lasci cadere?

Nelle tante bassezze che ti tocca vedere, nelle smanie incessanti

di appagarci e godere..

Assolvici, o condannaci…

Ecce homo, Dio! Ecce homo, Dio!

Sbaglio pure io…

Faccio quello che posso,

ma resto ai confini di me…

Ma è nel fondo di un dolce peccato

che ritrovo te,

abbracciata in quell’angolo caldo

di terra che c’è…

Schiere di viaggiatori, vagabondi

un po’ erranti, e paure ingombranti.

Nelle nostre impotenze, nelle nostre imprudenze, e galere asfissianti…

quando guardi i potenti

che si danno da fare

scuoti il capo e sorridi

o li lasci giocare…

assolvici, o condannaci…

Ecce homo, Dio! Ecce homo, Dio!

Sbaglio pure io…

Faccio quello che posso,

ma resto ai confini di me…

Ma è nel fondo di un dolce peccato

che ritrovo Te…

è in un mare finito e salato

che si specchia il cielo...

Faccio quello che posso ma resto

ai confini di me,

ma è nel fondo di un buio peccato

che riaccendo Te,

attaccata così a questa vita

imperfetta com’è…

(Mariella Nava –

Questa sono io – 2002)

Spunti per la riflessione

"E preghiere di pace…": questo è il giudizio divino. Noi pensiamo sempre di pregare il Signore, mentre è lui che prega per noi, ci è vicino in ogni momento, qualsiasi cosa facciamo, e ci salva amandoci.

"Ma è nel fondo di un dolce peccato…": S. Agostino diceva "felice colpa" del peccato originale. Ecco uno dei modi in cui questo ci riguarda: ogni nostro male-agire può essere l’occasione per ritrovare il Signore che ci ama così come siamo e ci perdona.

► Il male può essere occasione per un bene più grande?

Un consiglio? Comprate qualche CD di Mariella Nava… per una cura, musicale ed interiore, ad alto livello.

Unisco "il commento" che l’autrice stessa ha posto al termine della canzone:

<<… Egli consegnò agli uomini giorni contati, diede loro il dominio di quanto era sulla terra, secondo la Sua natura li rivestì di forza e a Sua immagine li formò…>> (Siracide 17,1-6)

Notizie della nostra Comunità

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET

 

Con la preghiera farete cose grandi

 

IL SACERDOTE

E' il dono più grande, fatto da Gesù il giovedì santo a sera. E' preso in mezzo al mondo, vive nel mondo, non appartiene al mondo, anche se è tale per il mondo. E' figlio di uomini, ma ha il potere di rendere figli di Dio. E' povero, ma può ricolmare di ricchezze infinite. È debole, ma rende forti col Pane della Vita. È servo, ma davanti a lui si inginocchiano i potenti. È mortale, ma dona l'immortalità. È luce e può stare nelle tenebre. È sale e può essere scipito. Porta la fede e può non averla. Deve sostenere e dev'essere sostenuto. Il suo perdono è quello stesso di Gesù. Anche il suo messaggio è quello di Gesù: un messaggio di gioia, di luce e di amore. È detto retrogrado, ma è sempre proteso ad ogni vero progresso. È tacciato di oscurantismo, ma a nessuno più di lui la società è debitrice.

 

Quando è santo lo si ignora. Quando è benefico lo si trascura. Quando pecca volentieri lo si calpesta. A tutti si è disposti a perdonare, tranne che a lui. Sono suoi amici preferiti i sofferenti, i deboli, i vacillanti, i moribondi. È fratello di tutti e deve restare estraneo a tutti. Vive solo, senza formarsi una famiglia. Sorride alla vita che nasce, benedice la morte che viene. Consacra l'amore e non deve conoscere l'amore, perché il suo cuore è di Dio e quindi di tutti i fratelli e non di una creatura soltanto. Quando celebra, solo qualche gradino è più in alto degli altri. Ma lui tocca il cielo! E quando confessa, è chiuso nel buio di un confessionale. Ma quanta luce nelle parole che dice: "Io ti perdono!"

Il sacerdote "è il vertice di tutte le grandezze create" (Sant'Ignazio). È dotato di poteri eccezionali: cose che la Madonna e gli angeli non possono fare; lui le fa: celebra e confessa. Quanti si raccomandano alle sue preghiere e giustamente! Perché lui è l'avvocato dei fratelli presso Dio, è il pontefice (= fa da ponte) tra Dio ed i fratelli.

Per tutte queste ragioni il grande Monsabré diceva: "Potete essere grandi quanto volete, non lo sarete mai quanto questo povero prete che celebra!".

 

Fino alla fine dei tempi il sacerdote sarà l'uomo più cercato e più incompreso, più amato e più odiato, più desiderato e più sfuggito. "segno di immensa invidia e di pietà profonda, di inestinguibile odio e di indomato amore" (Manzoni) - posto come Gesù a "segno di contraddizione".

Il sacerdote deve confortare il suo insegnamento, il suo messaggio più con la vita che con la parola. Una testimonianza la sua tanto più difficile ed impegnativa poiché spesso è chiamato, come Gesù, "a portare non la pace ma la guerra".

Per questo la sua vita è una lotta permanente. Deve vivere a servizio degli altri fino a dimenticare e sacrificare se stesso. Nei momenti più salienti dell'esistenza, gioiosi o tristi, il

sacerdote è sempre accanto all'uomo.

Deve ricordare a sé ed ai fratelli che la meta non è la terra, ma il cielo.

 

 

APPUNTAMENTI

Ogni due mesi Rosario meditato insieme al gruppo giovani alla Cappella della visitazione.

Ogni due mesi, quando non c'è il rosario, veglia di preghiera organizzata dal Consiglio Pastorale e pubblicata nel giornalino.

Nel mese di Maggio ci sarà la consacrazione ufficiale alla Madonna; la preparazione sarà guidata da don Roberto.

Il 28 marzo, domenica, il Consiglio Pastorale organizza una giornata di formazione e catechesi agli adulti, guidata da Sr. Silvana. La giornata prevede anche il pranzo comunitario e sarà svolta nei locali delle suore e circolo.

PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE

DA 17 AL 22 Aprile

Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani

Tel. 0575 570124

 

Notizie della nostra Comunità

GRUPPO GIOVANI

Ciao a tutti!

Questo mese è per noi davvero importante, perché abbiamo una grande novità da dirvi: al nostro gruppo si sono unite tre persone davvero speciali: suor Benedetta, suor Lolita e suor Francesca. Siamo davvero felici perché grazie al loro aiuto vogliamo contattare il Signore attraverso la nostra voce; si, proprio cosi, con loro vogliamo cantare e animare, di Domenica, la Santa Messa.

Non vogliamo formare un coro, ma festeggiare e lodare il Signore con canti, preghiere ed offerte. Speriamo di riuscire nel nostro intento, iniziando piano piano.

Un ringraziamento speciale va ad Antonio, che si interessa sempre a noi, dedicandoci il suo tempo, e seguendoci nella nostra folle idea di imparare a suonare la chitarra e ad Amalia, che ci è sempre vicina con le sue preghiere e soprattutto perché crede molto in noi! Grazie di cuore ad entrambi!

Non smetteremo mai di invitare chiunque voglia unirsi a noi!

Infine vogliamo presentarci, lo sappiamo che di solito si fa all'inizio, ma noi siamo fuori dal comune e quindi lo facciamo adesso.

In ordine alfabetico: Alterini Andrea, Benucci Niccolò, Ciapetti Marco, Danesi Giulia, Danesi Martina, Delli Santi Simone, Fani Arianna, Ferrini lIaria, Giorgi Francesca, Giorgi Tiziana, Piacentino Debora, Piacentino Nicol, Piscardi Giuseppe, Vettori Amanda, Zampella Francesco, Zampella Rosamaria, e poi suor Benedetta, suor Francesca, suor Lolita e Zampella Elena.

Proposito per la Quaresima e la Santa Pasqua è quello di impegnarci sempre più attivamente nella Chiesa e di dare aiuto, nel nostro piccolo, a chi ha bisogno!

Un grande abbraccio a tutti voi!

Notizie della nostra Comunità

GRUPPO DONNE DEL RICAMO

 

Abbiamo ripreso il nostro lavoro, che era stato interrotto per le Feste Natalizie. Abbiamo avuto un buon incasso per la Fiera di Natale, incasso che è stato subito inviato a più missioni, dal Sud-Africa al Burghina Faso, alla Thailaridia al Laos, e a Don Nardi, che da tanto tempo si occupa dei disabili.

Lavoreremo ora per la Fiera di Pasqua, che ci auguriamo sia proficua, come quella di Natale, per poter aiutare altre missioni bisognose.

Un giorno parleremo anche dei nostri quattro bambini adottati nel Burghina Faso.

Per loro confezioniamo vestitini e altri indumenti a loro necessari.

Inviamo annualmente del denaro che serve per la scuola e altre necessità.

Per questo non ci stancheremo mai di invitare altre persone ad aiutarci.

C'è bisogno di tutto e di tutti, non solo per ricamare, ma per altri lavori che possono sembrare di poco conto, ma sono necessari e tutti possono farlo.

Il nostro gruppo è composto da persone che regolarmente si ritrovano nei locali parrocchiali sopra il circolo MCL, il lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 17.00. Inoltre ci sono persone che collaborano esternamente lavorando a casa. L’esperienza del gruppo di lavoro oltre all’aspetto caritativo, coinvolge l’aspetto umano per aver creato un luogo di ritrovo in cui trascorre parte del tempo libero in amicizia fraterna.

Rivolgiamo quindi ancora una volta un invito alla collaborazione, sperando di poter scrivere nel prossimo numero, che le nostre parole sono state ascoltate.

 

Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Giuliana RISTORI

 

Notizie della nostra Comunità

GRUPPO FEMMINILE AZIONE CATTOLICA

 

Il gruppo donne della nostra parrocchia, oggi è costituito d persone della terza età, ma non sempre è stato così. Mi piace ricordare quando l’A.C. è nata e conoscere quanti momenti difficili e belli ha vissuto. Ho chiesto a Natalina Salvadori di aiutarmi e devo dire che è stata una sorpresa anche per me conoscere tante notizie e scoprire episodi interessanti a me sconosciuti.

Nel 1918 il Pontefice Benedetto XV chiamò la Gioventù Femminile ad unirsi alla schiera dei giovani e delle donne di A.C. che già da anni lavoravano per una ricristianizzazione sociale dell’Italia. Il cammino della gioventù femminile iniziò a Milano ma ben presto raggiunse migliaia di Parrocchie in tutta Italia e negli anni ’20 anche nella nostra Parrocchia un gran numero di giovani ragazze si ritrovò intorno ad una bandiera bianca con una barca in mezzo ad un mare azzurro con la scritta "Salpando sicure per nuovo cammino" una frase che voleva dire tutto l’impegno il fervore, la speranza di quelle giovani piene di vita e di ideali. Il programma era ancor più impegnativo, più spirituale, più profondo: "Eucaristia, Apostolato, Eroismo, Fedeltà al Papa e alla Chiesa".

All’inizio c’erano solo le socie effettive da 16 anni in poi finché non passavano al gruppo donne. Poi vennero le Aspiranti (8 – 12 anni), le Beniamine (6 – 8 anni), gli Angioletti (dalla nascita a 6 anni) e finalmente le Giovanissime (da 12 a 16 anni) così si può dire che quasi in ogni famiglia c’era un membro di Azione Cattolica e l’evangelizzazione era più facile.

Per la festa di Cristo Re si iniziava l’anno sociale. Avevamo l’Assistente Ecclesiastico che seguiva la vita delle diverse sezioni. La domenica mattina si riunivano le sezioni minori, le altre nei giorni feriali per le quali si tenevano i ritiri mensili con la Santa Messa e la meditazione,

 

le lezioni di Catechismo, gli incontri zonali e diocesani, la settimana della giovane e non mancava la ricreazione, le feste della patrona, le belle recite nel teatro parrocchiale ampliato e restaurato dopo che durante la guerra era stato occupato dai tedeschi con i loro cavalli. Il nostro saluto era: "Cristo regni"; e l’altro rispondeva: "sempre".

Andava tutto bene per questo giovane ramo della Chiesa? No, nel 1931 arrivò improvvisamente la prova: il governo fascista in carica rifacendosi al D.L. del 9.4.1928 ordinò ai circoli cattolici di sospendere ogni attività, di togliere il distintivo alle socie, di sospendere il giornalino "Squilli di Resurrezione" e qualsiasi manifestazione religiosa. Le socie obbedirono alle direttive dei Vescovi, ma difesero con grande coraggio i loro ideali.

L’11 febbraio 1929 il concordato tra lo Stato e la Chiesa restituì la libertà ai circoli cattolici, tornò il sereno e ripresero le attività con nuovo entusiasmo.

Nel 1938 la Chiesa ebbe il nuovo pontefice Pio XII il Pastore Angelico, il Papa dell’Azione Cattolica, tanto l’amò e fu amato. La sostenne, la incoraggiò, la condusse con vero amore paterno. Chi ha vissuto quegli anni non lo dimenticherà mai!

Nel 1943 Dio concede un altro dono: arrivano le suore Orsoline di Somasca, la loro casa divenne la casa della gioventù femminile e fiorirono numerose vocazioni religiose.

Nel 1946-48 le nostre dirigenti inserite nei Comitati Civici lavorarono e rischiarono molto per la libertà, la democrazia e la pace dell’Italia. La Gioventù femminile visse i suoi anni migliori con i suoi due assistenti: Monsignor Conti Pietro e Don Terzo Bandini.

Nel 1948 la Gioventù Femminile celebra il suo trentennio. Un bel gruppo delle nostre socie è presente in Piazza S. Pietro e per loro è un’esperienza indimenticabile!

Nell’Anno Santo del 1950 una trentina di giovani va a Roma per tre giorni ospiti delle Suore "Cappellone" guidate da monsignor Conti e Suor Piera dell’ordine delle Orsoline. I primi due giorni li passiamo a visitare le tante bellezze di Roma e soprattutto i luoghi più sacri per i cristiani. Ci serviamo del nostro pullman e ci accompagna Remo (del forno) stradino, ma residente a Roma per

 

cui conosceva molto bene la città. Il terzo giorno, il 23 giugno, siamo in Piazza S. Pietro per la santificazione di Maria Goretti, la patrona delle giovanissime di A.C. Che spettacolo! Trecentomila giovani, tutte in piedi dall’una del pomeriggio fino all’imbrunire (allora non c’erano le sedie, ma solo transenne) erano presenti mamma Assunta, la vecchia madre della Santa che seguiva la cerimonia dal terrazzo del Vaticano e Sandro, il pentito assassino di "Marietta" seguiva in processione lo stendardo della sua piccola martire.

Pio XII chiuse la cerimonia, indirizzando alle giovani uno dei suoi toccanti discorsi che suscitò un grande entusiasmo ed esse cantarono più volte il loro inno:

"Bianco Padre che da Roma,

ci sei meta, luce e guida,

su ciascun di noi confida,

su noi tutte puoi contar".

"Che festa, quanta gioia, quanti ricordi!"

 

Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Laura PIANTINI

 

IL "TEATRINO" DI STRADA

Storia di come nasce un'opera fatta in fraternità per il bene comune, affinché tutti quelli che oggi possono usufruire di questi locali, si ricordino del disegno di Dio che ha mosso tanta gente di buona volontà.

(Continua dal numero 3 di In cammino…)

 

 

Il locale dell'attuale Bar MCL continuava a salire; però giunti al primo solaio ci accorgemmo che i soldi erano finiti e perciò con la ditta Paggetti fu deciso di sistemare provvisoriamente un tetto a legno e togolini.

Fu finito così l'ambiente al solo piano terra e si ottenne da un amico di don Viviani che aveva due bar a Firenze, il primo banco bar. Portato da Firenze fu montato e revisionato da Luciano Fani e Aldo Colozzi con un gran lavoro.

Il caffè era pronto e l'acqua? Quella veniva dal tetto provvisorio per gli avvallamenti che si creavano e per questo era richiesta una manutenzione e riparazione che si faceva dalla soffitta con il posizionamento di puntelli. Giorgio Paggetti, Agostino fabbri Roberto Rialti e il "Conte", facevano parte di questa squadra di pronto intervento. Gli anni passarono e poi fu deciso di terminare tutto l'ambiente tra tanti sacrifici, aiuti e anche bastoni fra le ruote. Il bar fu dato in gestione a diverse persone e a più riprese, ma visto che non si rimediava niente per pagare i debiti, fu deciso insieme alle promotrici Gemma Francioni e Natalina Salvadori di gestire direttamente in modo da poter avere almeno qualche guadagno.

 

Furono svariati anni in cui noi soci sacrificammo serate e domeniche ad improvvisarci barristi.

Nel frattempo il cinema aveva cessato di proiettare film per mancanza di pubblico.

Cominciò a sorgere la richiesta di un campo di calcetto e di uno da tennis. L'idea era buona ma i soldi?

Con sacrifici e garanzie di terzi si iniziò in opera quello che ancora è visibile.

Cambiarono presidenti e subentrarono altri ed altri ancora e noi "anziani" ci ritirammo in buon ordine lasciando a queste nuove forze la gestione di questo circolo parrocchiale MCL. Ci consola di vedere in occasione di feste dell'asilo che l'ambiente da noi creato serve ( un po' di rado) a dar vita a qualche serata o pomeriggio per far contenti grandi e piccini.

Nella prima puntata avevo esordito:

C'era una volta, direte voi…No! Una volta non c'era niente.

Bene, ora qualcosa c'è e sarebbe per noi fondatori una grande gioia vederlo funzionare ancora per tanto tempo e se possibile con lo scopo e i programmi per cui era stato realizzato.

Speriamo bene.

Gianfranco CONTICINI

 

Notizie della nostra Comunità

"IN CAMMINO CON I MAGI"

L'epifania è stata per il nostro paese, a detta di tutti, una delle giornate più espressive delle feste natalizie. La rievocazione meditata della venuta dei Magi ha appassionato tutti nel paese riscuotendo un'ammirazione unanime. E lo stupore è stato grande quando ci siamo rivisti in televisione, a Tele102: tutti in paese, quel lunedì sera erano incollati alla TV, avvertiti da Antonella che aveva fatto pubblicità dal Bar Lanini. Tutto questo non è niente se paragonato alla soddisfazione nel constatare che tutti, Consiglio Pastorale e Pro-Loco, ogni singolo figurante e gli organizzatori, hanno lavorato in armonia ed amicizia.

E il vedere la nostra bella Pieve piena di gente come mai ricordavo, ad ascoltare e meditare le parole degli spunti di riflessione che hanno accompagnato il corteo per tutto il tragitto, a baciare tutti il Gesù bambino dalle mani di don Roberto, ha emozionato nondimeno.

L'intento dello slogan di Invito: "Percorso a tappe per ritrovare il vero senso della ricerca del Dio fatto uomo sulla cornice di una rievocazione in costume della venuta dei Magi attraverso le vie del paese" è stato ricercato e speriamo raggiunto. Infatti, la manifestazione, intitolata In memoria di "Giovanni FOLLI", che per primo, insieme alla sorella avevano iniziato questo percorso, ha offerto come momenti forti, pause di riflessione personale, che hanno accompagnato e descritto il percorso nelle varie soste significative.

 

L'arrivo in piazza sotto le Logge dei tre cortei in costume, verso un gruppo di popolani di Gerusalemme che li attendeva; l'arrivo al castello di Erode, in una splendida cornice scenica allestita da Piero Giangrasso; l'incontro con una stella Cometa animata, fatta da un gruppo di venti bambini del catechismo vestiti dalla suore; l'arrivo alla Pieve davanti al presepe vivente.

Infine ecco i ringraziamenti. Per primo alle sarte, Renata e Paola che hanno stimolato l'iniziativa e lavorato in passato e oggi per la realizzazione dei costumi; ai figuranti tutti, dalle guardie, che nonostante la bella giornata hanno preso un bel po' di freddo, al popolo, ai personaggi dei Magi e del loro seguito, alla sacra famiglia. Un ringraziamento anche al gruppo giovani che è stato disponibile per vestirsi e per distribuire a tutti gli intervenuti spettatori, il libretto guida della processione. Non ultima la ProLoco, che si è impegnata con serietà e disponibilità, aggiungendo alla giornata i bei momenti di allegria dati dalla venuta della Befana con le calze per tutti i bambini e dal rinfresco sotto le logge.

Ringraziamo per la collaborazione La direzione della Casa di Riposo che ci ha permesso di poter esprimere un gesto di solidarietà anche nei confronti degli anziani offrendo una presenza a chi spesso crede di essere dimenticato.

Infine un plauso ad Alfredo Fani che ha curato le fotografie ed organizzato le riprese trasmesse su Tele102.

Spero di non aver dimenticato nessuno e nello Spirito degli organizzatori, invito tutti all'appuntamento per l'anno prossimo.

Per i più piccoli

PASTROCCHIO LO SCARABOCCHIO

Pastrocchio, lo scarabocchio più scatenato e pasticcione del mondo, un giorno s'imbatté in un "quaderno" molto ordinato. A fatica riuscì ad entrare e si trovò davanti ad un bellissimo disegno. Nel vedere le casette colorate, il sole splendente, le nuvolette leggere, il mare blu, si sentì fuori posto in mezzo a tutto quell'ordine e decise di andarsene. Ma… improvvisamente dal disegno si sentì chiamare perché avevano bisogno di lui. Incredibile! Ma era tutto vero. Le casette gli chiedevano di far uscire il fumo dal camino, le nuvole di far scendere la pioggia, il sole di pettinargli i raggi ed il mare di disegnare le onde. Pastrocchio si mise al lavoro e riuscì a completare il bellissimo disegno. Pastrocchio fu per la prima volta veramente felice perché capì che anche lui poteva essere utile agli altri.

Anna e Adriana Polverini

Risolvi il gioco e scoprirai l'argomento

di questo numero del giornalino

 

Per ogni definizione scrivi in ordine numerico, solo la prima lettera nel riquadro sottostante

  1. serve per chiudere le bottiglie
  2. ha le pale e vola
  3. ci si va durante le vacanze estive
  4. si usa per giocare a calcio
  5. si apre quando piove
  6. ha sei facce numerate
  7. serve per travasare i liquidi
  8. brilla in cielo e ci riscalda
  9. vola sui fiori e fa il miele
  10. mangia la nonna
  11. è un animale furbo
  12. ha la proboscide
  13. è la firma di Zorro
  14. è l'ultima lettera dell'alfabeto
  15. ha le radici il tronco e i rami

 

Varie

UN LADRO IN PARADISO

 

Un ladro arrivò alla porta del Cielo e cominciò a bussare: "Aprite!". L'apostolo Pietro, che custodisce le chiavi del Paradiso, udì il fracasso e si affacciò alla porta.
"Chi è là?". "Io".
"E chi sei tu?".
"Un ladro. Fammi entrare in Cielo".
"Neanche per sogno. Qui non c'è posto per un ladro".
"E chi sei tu per impedirmi di entrare?".
"Sono l'apostolo Pietro!".
"Ti conosco! Tu sei quello che per paura ha rinnegato Gesù prima che il gallo cantasse tre volte. Io so tutto, amico!".
Rosso di vergogna, San Pietro si ritirò e corse a cercare San Paolo: "Paolo, va' tu a parlare con quel tale alla porta".
San Paolo mise la testa fuori della porta:
"Chi è là?". "Sono io, il ladro. Fammi entrare in Paradiso".
"Qui non c'è posto per i ladri!".
"E chi sei tu che non vuoi farmi entrare?".
"Io sono l'apostolo Paolo!".
"Ah, Paolo! Tu sei quello che andava da Gerusalemme a Damasco per ammazzare i cristiani. E adesso sei in Paradiso!".
San Paolo arrossì, si ritirò confuso e raccontò tutto a San Pietro.
"Dobbiamo mandare alla porta l'Evangelista Giovanni" disse Pietro. "Lui non ha mai rinnegato Gesù. Può parlare con il ladro". Giovanni si affacciò alla porta.
"Chi è là?".
"Sono io, il ladro. Lasciami entrare in Cielo".
"Puoi bussare fin che vuoi, ladro. Per i peccatori come te qui non c'è posto!".
"E chi sei tu, che non mi lasci entrare?".
"Io sono l'Evangelista Giovanni".
"Ah, tu sei un Evangelista. Perché mai ingannate gli uomini? Voi avete scritto nel Vangelo: "Bussate e vi sarà aperto. Chiedete ed otterrete". Sono due ore che busso e chiedo, ma nessuno mi fa entrare. Se tu non mi trovi subito un posto in Paradiso, torno immediatamente sulla Terra e racconto a tutti che hai scritto bugie nel Vangelo!".
Giovanni si spaventò e fece entrare il ladro in Paradiso.

Quando il predicatore tornò sul tema della buona novella, un uomo lo interruppe: "Che razza di buona novella è", domandò, "se è così facile andare all'inferno e tanto difficile entrare in paradiso?".
Il Paradiso è solo questione di misericordia.

(Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi)

Per finire…

LA DOMENICA ATTORNO ALLA MENSA DI FAMIGLIA

Una preghiera prima del pasto

 

* I Domenica di Quaresima

Signore, entriamo nel tempo santo di Quaresima: resta con noi in questi quaranta giorni. Aiutaci a prepararci bene alla grande festa di Pasqua, benedici noi ed il cibo che stiamo per prendere, perché possiamo rallegrarci dei tuoi doni e servirti nei fratelli e nelle sorelle che ci metti accanto. Amen.

* II Domenica di Quaresima

Signore, tu sei la Via, la Verità e la Vita. Apri il nostro cuore alla tua Parola, perché l'uomo non vive di solo pane. La luce della tua Trasfigurazione ci aiuti a riconoscerti come nostro Signore e Salvatore. Amen.

* III Domenica di Quaresima

Signore, che ci hai ricondotti al Padre buono e misericordioso, attiraci a tè, non lasciare che siamo affascinati dal male. Aprici ai bisogni dei fratelli e liberaci dalle chiusure del nostro egoismo. Benedici noi e questa nostra mensa, perché ci rallegriamo sempre per i doni della tua Provvidenza. Amen.

* IV Domenica di Quaresima

Sii benedetto, Signore, per questo spazio di conversione nei giorni di questo tempo di Quaresima. Tu, paziente e misericordioso, attendi sempre che torniamo a te e continui a benedirci con i tuoi doni: fa' che i nostri cuori si aprano agli inviti del tuo Amore. Benedici, Signore, i tuoi figli qui riuniti nella gioia di questa Domenica. Amen.

* V Domenica di Quaresima

Signore Dio nostro, che effondi lo Spirito di Gesù per fare di noi un popolo rinnovato con il perdono dei peccati: sii con noi in questo nostro pasto e fa' che la lode salga a tè dai nostri cuori in Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.