Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino
N. 6 Maggio – Giugno 2004
Rinnovati dallo Spirito
SOMMARIO
pag. 16 Gruppo giovani
pag. 17 Avvenimenti
pag. 19 Per educare
pag. 20 I valori
pag. 21 Fraternità ROMENA
pag. 23 Passione di Cristo
Editoriale
IL TEMPO DELLO SPIRITO
Quando un cristiano si alza al mattino e traccia su se stesso il segno della Croce afferma la sua fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Chiama cioè in aiuto per la giornata l'opera della Santissima Trinità, ma in modo particolare invoca l'azione dello Spirito Santo, che è il più attivo nel tempo della Chiesa.
Per tanti cristiani lo Spirito Santo resta un illustre sconosciuto, ma non dovrebbe essere così. E' vero che tra le Persone divine è quella che non possiede una analogia corrispondente a livello terreno, ma è intimo al cristiano come le altre. Il Padre celeste è rivelato dalla figura del padre terreno; il Figlio Gesù Cristo è manifestato da tutte le immagini che l'arte, lungo il corso dei secoli, ha costruito. Lo Spirito Santo per averne un'idea ed immagine, anche secondo il dato biblico, occorre agganciarlo ad un numero vasto di simboli che rendono la Sua persona si comprensibile, ma meno immediata, più misteriosa e sfuggente delle altre.
Tuttavia dobbiamo tentare di conoscere meglio la 3° Persona della Trinità per accogliere la Sua opera in noi nel tempo che ci viene concesso sulla terra
Analizzando i simboli possiamo, seguendo il dettato biblico, ricavarne un volto più vero e preciso e più aderente ad una persona.
Nella Bibbia è descritto con il simbolo del vento, che in natura è segno di forza e potenza e tale è lo Spirito di Dio in nostro favore. Tale immagine rivela anche la libertà della sua azione. Gesù diceva: Lo Spirito soffia come il vento: ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va. Gli uomini non possono fissare allo Spirito dei canali prestabiliti.
Un altro simbolo è l'Acqua. Per chi vive ai margini del deserto l'acqua è simbolo della vita. Lo Spirito Santo è colui che dà la vita. Ma non si intende quello che Nietzche aveva teorizzato con 1'ideologia della salute né il desiderio dell'uomo moderno che vuole prolungarla il più possibile. S'intende la vita soprannaturale: la vita di Dio riversata in noi nel Battesimo. Un altro simbolo ancora è il fuoco. Fiammelle di fuoco si posano sul capo degli apostoli a Pentecoste. Il fuoco purifica anche più dell'acqua. L'oro si purifica con il fuoco. Lo Spirito Santo ci purifica accendendo in noi il rimorso del peccato, come attaccandosi al legno il fuoco lo libera dalle incrostazioni e dall'umidità. Il fuoco scalda ed arroventa i metalli, così lo
Spirito è colui che toglie la freddezza, l'indifferenza e ci infiamma dell'Amore di Dio.
E' simboleggiato anche dall'olio. L'olio profuma ed irrobustisce. Nell'antichità veniva usato per l'atletica e per l'estetica: per rendere agili e forti nella lotta, per essere belli e splendenti nel volto. Lo Spirito Santo ci dà splendore e forza nella lotta contro i nemici spirituali e ci riveste delle virtù cristiane.
Nella Bibbia l'azione dello Spirito Santo è descritta sotto due differenti orizzonti. Il primo è un'azione carismatica cioè che investe alcune persone per far svolgere loro alcuni compiti o missioni particolari a favore della collettività( vedi sacerdoti, re, profeti…). Il secondo è un'azione interiore rivolta a trasformare la persona dall'interno, a creare un cuore nuovo e sentimenti nuovi. In questo caso l'azione è finalizzata al singolo e non alla collettività.
Mi piace terminare queste considerazioni affermando che Lo SPIRITO SANTO è la persona divina che noi tutti dobbiamo cercare di scoprire nel tempo della Chiesa e della nostra esperienza cristiana. Dice San Gregario Nazianzeno: nell'Antico Testamento abbiamo conosciuto chiaramente il Padre ed abbiamo cominciato a conoscere il Figlio( i testi profetici parlano di Lui); nel Nuovo Testamento abbiamo conosciuto chiaramente il Figlio perché si è fatto carne ed è venuto in mezzo a noi. Gesù ha iniziato a parlare dello Spirito Santo, a dire che sarebbe arrivato dopo di Lui; il Paraclito, lo Spirito Consolatore, lo Spirito di verità.
Finalmente, dice S. Gregorio, nel tempo della Chiesa è in mezzo a tutti noi. Passando di luce in luce siamo arrivati alla luce della Trinità.
Il vostro parroco, don Roberto
Spiritualità
LO SPRITO RINNOVATORE
E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. [Rm 8,10-11]
Questo brano di S. Paolo è rivolto alla Chiesa di Roma; in esso troviamo un’ ulteriore rivelazione dell’azione dello Spirito Santo nel mistero della Risurrezione. Nei Vangeli non vi è cenno alle modalità della Risurrezione, ma S. Paolo, ispirato dallo Spirito, compie questa riflessione: è lo stesso Spirito di Dio che ha risorto il signore Gesù. Colui che era Figlio di Dio da quando è stato inviato nel mondo, riceve mediante lo Spirito, i pieni poteri nel momento della sua glorificazione quando risorto siede alla destra di Dio.
"Senza corpo, Gesù non poteva morire; senza lo Spirito, non poteva risorgere. [...] Lo Spirito sembra essere la condizione trascendente manifestata o confermata nella risurrezione".
La convinzione che lo Spirito di potenza, che fa nuove tutte le cose, agisca nella Risurrezione, è già presente in tutta la riflessione dei primi anni della Chiesa. Lo Spirito Santo, che ha creato col Padre e col Figlio il mondo; lo Spirito Santo che ha reso col Padre carne il Figlio; lo stesso Spirito non poteva essere il grande assente nel momento "cruciale" della Salvezza, la Risurrezione, senza la quale non trovava compimento la promessa da Dio.
Così come la vita di ogni uomo è legata al respiro (l’alito di Dio), così la sua vita eterna, la sua salvezza, è legata allo Spirito Santo. E allora se è vero che il Cristo " è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito" [1Pt 3,18] lo stesso Spirito di Dio risusciterà anche coloro in cui abita il suo Spirito.
Questa azione non è solo escatologica; è presente qui oggi nel nostro tempo, perché questo Spirito, capace di farci vivere, che ci dona la fede e ci rinnova nella conversione, è già in noi. I cristiani sono già principio di vita nuova e definitiva; possiedono già lo Spirito di Dio come primizia, sono già figli ed eredi che attendono la pienezza. Il nostro corpo mortale, per mezzo dello Spirito e di Gesù Cristo, un giorno sarà riscattato dalla morte; allora si manifesterà pienamente la condizione dei figli di Dio: "Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati." [Rm 8,22-24]
Nella pentecoste descritta da S. Luca negli Atti degli Apostoli vengono riproposti i due simboli dello Spirito: il Vento e il Fuoco. Gesù come aveva promesso, dona alla comunità dei discepoli il Consolatore: " Pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi." [Gv 14,16-18]
Nel dono dello Spirito Santo si consolida la nuova alleanza, gli uomini ricevono lo Spirito di Dio in una modalità sorprendente e con una potenza del tutto nuova, tutti capiscono cosa accade pur parlando lingue diverse. La Chiesa pur parlando mille lingue diverse tra loro, proclama un unico messaggio, il Vangelo di Cristo. Nella differenza delle razze, nella differenza dei doni, nelle diverse modalità e stili di vita si coglie oggi un valore importante e cioè che lo Spirito elargisce tuttora carismi e vocazioni differenti all’interno della Chiesa e tutte trovano in essa una collocazione. Lo Spirito, proprio perché è Spirito di "Libertà" soffia nelle direzioni più impensate e suscita i doni più inattesi. In questo suo agire noi troviamo la nostra consolazione, la capacità di penetrare in profondità la Parola, il sostegno nella testimonianza apostolica e missionaria della Chiesa. Lo Spirito è colui che riempie i nostri cuori e ci aiuta a risollevarci dalle nostre debolezze.
In ogni tempo nella Chiesa la presenza vitale e consolatrice dello Spirito Santo suscita la preghiera In ogni parte del mondo dove esistono persone che pregano, c’è la presenza dello Spirito Santo, germe e soffio vitale; apertura alla Salvezza. Lo Spirito è colui che fa prendere coscienza all’uomo di aver bisogno di un Altro, che è al di fuori di lui, per essere salvato.
Lo Spirito Santo è il dono che arriva nel cuore dell’uomo insieme alla preghiera. E’ anche colui che proclama la nostra preghiera perché mette sulle nostre labbra quelle parole che altrimenti siamo incapaci di pronunciare per supplicare e intercedere presso Dio. Lo Spirito che ci conosce intimamente, agisce in noi.
"Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili." [Rm 8,26]
La preghiera, per azione dello Spirito Santo, diviene l’espressione più alta dell’agire dell’uomo quando le sue forze vengono meno. In un’epoca come la nostra in cui si cerca tanta "spiritualità" ma in realtà c’è un affannoso desiderio di intimismo, lo Spirito di Cristo apre frontiere impensate: nessuno nella Chiesa agisce egoisticamente e anche il monaco di clausura nel suo pregare porta il suo Spirito al mondo. " Lo Spirito è dato alla Chiesa, affinché per la sua potenza tutta la comunità del popolo di Dio, per quanto largamente ramificata e varia, perseveri nella speranza: in quella speranza nella quale siamo stati salvati"[66].
Le preghiere del mese
PREGHIERE
Preghiera davanti al Crocifisso di S. Damiano
O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen.
(S. Francesco d'Assisi)
La resurrezione
Signore, Dio della vita,
rimuovi le pietre dei nostri egoismi,
la pietra che soffoca la speranza,
la pietra che schiaccia gli entusiasmi,
la pietra che chiude il cuore al perdono.
Risuscita in noi la gioia
la voglia di vivere,
il desiderio di sognare.
Facci persone di resurrezione
che non si lasciano fiaccare
dalla morte, ma riservano sempre
un germe di vita in cui credere.
(Il Vangelo secondo Jonathan)
Eterno è il suo amore per noi
Poter dire anche noi, ognuno di noi:
egli si è degnato di chiamarci alla vita,
chiamando ciascuno per nome:
eterno è il suo amore per noi.
E ci ha dato una mente e un cuore,
e occhi e mani, e sensi;
e la donna ha dato a perfezione dell'uomo:
eterno è il suo amore per noi.
E pur se provati da mali e sventure,
potati come vigne d'inverno,
visitati dalla morte,...
almeno qualcuno riesca a dire:
eterno è il suo amore per noi.
Che tutti gli umiliati e offesi del mondo,
questo immenso oceano di poveri,
possano un giorno insieme urlare:
eterno è il suo amore per noi.
(David Maria Turoldo)
Cosa dice la Chiesa
UN AIUTO ALLA VITA
Quando, sotto l'influsso del Paraclito, gli uomini scoprono questa dimensione divina del loro essere e della loro vita, sia come persone che come comunità, essi sono in grado di liberarsi dai diversi determinismi derivati principalmente dalle basi materialistiche del pensiero, della prassi e della sua relativa metodologia. Nella nostra epoca questi fattori sono riusciti a penetrare fin nell'intimo dell'uomo, in quel santuario della coscienza dove lo Spirito Santo immette di continuo la luce e la forza della vita nuova secondo la "libertà dei figli di Dio".
La maturazione dell'uomo in questa vita è impedita dai condizionamenti e dalle pressioni, che su di lui esercitano le strutture e i meccanismi dominanti nei diversi settori della società. Si può dire che in molti casi i fattori sociali, anziché favorire lo sviluppo e l'espansione dello spirito umano, finiscono con lo strapparlo alla genuina verità del suo essere e della sua vita - sulla quale veglia lo Spirito Santo - per sottometterlo al "principe di questo mondo". Occorre una liberazione ad opera dello Spirito, che solo può aiutare le persone e le comunità a liberarsi dai vecchi e nuovi determinismi, guidandole con la "legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù", così scoprendo e attuando la piena misura della vera libertà dell'uomo. Infatti - come scrive san Paolo - là "dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà".
Anche nelle comuni condizioni della società i cristiani, come testimoni dell'autentica dignità dell'uomo, per la loro obbedienza allo Spirito Santo, contribuiscono al molteplice "rinnovamento della faccia della terra", collaborando con i loro fratelli per realizzare e valorizzare tutto ciò che nell'odierno progresso della civiltà, della cultura, della scienza, della tecnica e degli altri settori del pensiero e dell'attività umana, è buono, nobile e bello. Ciò fanno come discepoli di Cristo, che - come scrive il Concilio - "con la sua risurrezione costituito Signore,... opera nel cuore degli uomini con la virtù del suo Spirito, non solo suscitando il desiderio del mondo futuro, ma per ciò stesso anche ispirando, purificando e fortificando quei generosi propositi, con i quali la famiglia degli uomini cerca di rendere più umana la propria vita e di sottomettere a questo fine tutta la terra".
Così essi affermano ancor più la grandezza dell'uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, grandezza che s'illumina al mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio, il quale "nella pienezza del tempo", per opera dello Spirito Santo, è entrato nella storia e si è manifestato vero uomo, lui generato prima di ogni creatura, "in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui".
Dall’Enciclica "Dominum et vivificantem" di Giovanni Paolo II
La ragione e la fede
PENTIMENTO, PERDONO, CONVERSIONE
<Non sono cattolico, per cui non mi ritrovo nel concetto di pentimento>.
Queste parole sono state dette il 30 marzo scorso da Cesare Battisti, ex terrorista, condannato in Italia per vari omicidi commessi tra il 1978 e il 1979; è evaso nel 1981 dal carcere e si è rifugiato in Francia riuscendo a scampare anche ai quattro ergastoli che avrebbe dovuto scontare.
Tralasciando la particolarità della vicenda, per non entrare in troppi dettagli, ciò che possiamo fare è fermarci a riflettere sulla frase da lui detta, sconcertante. Una provocazione che tocca molti, che ferisce provocando un moto di rabbia, un desiderio di giustizia: come se pentirsi del male commesso, degli sbagli fatti fosse un problema di cultura, un limite della fede, una pura scelta individuale e un segno di debolezza,
Non si può parlare in senso così semplicistico e noncurante della realtà degli avvenimenti: le persone uccise non erano "solo cristiani", erano uomini a cui è stata tolta la vita violentemente. Il pentimento dipende dalla religione professata? Anche, ma se veramente il pentimento appartenesse solo alla fede cattolica, sarebbe ancora più manifesta la necessità assoluta della nostra fede nel mondo. Nel vangelo Gesù ha parlato molto di conversione; ci invita spesso a lasciare le strade sbagliate che abbiamo preso e a incamminarci nuovamente nella via in cui è l’amore di Dio a sostenerci. Questo richiede coraggio, affidamento nel Signore e nelle persone che ci sono accanto, capacità di guardare fuori dall’io egoistico per prendere la responsabilità della relazione con l’altro.
Ma pentirsi dei propri errori, a maggior ragione quando si è fatto del male grave, e le nostre azioni sono state causa della sofferenza di altre persone, è un’esigenza pienamente umana. Non riconoscere questo è una lotta persa con se stessi e con la vita che abbiamo ricevuto, un nascondersi dietro false maschere, in vicoli ciechi e bui illudendoci di essere al sicuro. Il pentimento vero porta a chiedere perdono dei propri atti, ed è uno dei gesti più necessari e allo stesso tempo più nobili che un uomo possa compiere. Cosa può bloccare tutto questo? La paura del giudizio, degli altri, delle tante ferite che ci condizionano.
Ci vuole coraggio per mostrarsi forti e all’altezza di tante situazioni, eppure spesso questo è niente in confronto al coraggio che ci può venir richiesto dall’ammettere di aver sbagliato.
Non è un problema solo di fede pentirsi o meno: bisogna ascoltarlo dentro di sé e volerlo; anche se Gesù ha annunciato "conversione e perdono" (due atteggiamenti che non possono essere scissi, ma che vivono l’uno dell’altro), lo ha fatto perché è ciò che di più umano ci possa essere. È la nostra natura umana, il nostro essere persone e non animali che lo richiede. Non viviamo sotto la legge della selezione naturale: umanamente siamo soggetti a una legge morale, in cui anche il pentimento è necessità di giustizia. Cristianamente siamo sotto la legge dell’amore, in cui sta la perfezione di ogni legge umana.
Uno dei processi che può bloccare il bisogno di riconoscere il proprio male fatto può essere quello di credere di vivere in una terra di nemici, in cui ognuno fa il giudice intransigente di se stesso e degli altri, il padrone indefettibile del proprio bene e del proprio male. C’è la contrario bisogno di aprirsi agli altri, di uscire dagli ideali vuoti per abitare in questo mondo fatto di uomini, fatto di amore e fatto di sofferenze che sono reali. La narrazione biblica del peccato originale è fonte di saggezza a cui tutti possiamo attingere: di fronte alle vicende quotidiane in cui sappiamo ben dividerci tra buoni e cattivi, tra belli e brutti, tra alti e bassi, tra giusti ed ingiusti, tra cattolici e mussulmani, … Dio ci pone davanti alla realtà che siamo tutti farina dello stesso sacco. Siamo tutti figli di Adamo ed Eva, tutti con gli stessi limiti e soggetti alle stesse debolezze di fronte al peccato. Tutti figli di disobbedienza.
La vita richiede giustizia e amore: non si può avere giustizia senza amore, né amore senza giustizia.
Il pentimento è per tutti, è alla portata di tutti: Gesù ne ha parlato molto, ed è un punto cardine del pensiero cristiano, perché Dio è il Padre della misericordia e del perdono. È il Padre che ci sa commuovere con la sua accoglienza amorosa che disarma. L’Amore che dona l’eroico coraggio della debolezza, e svela in verità tutti i nostri peccati.
Ecco allora che, volendo, i cristiani hanno una via preferenziale per accogliere l’esigenza del pentimento e la conversione: la via della scoperta del perdono di Dio, che ci fa accorgere del grande amore che rifiutiamo con il nostro peccato. La conversione vera è una risposta a Dio, un’iniziativa personale ma che risponde al dono d’amore che nello Spirito ci è fatto dall’Alto.
Un modo per creare un mondo migliore per tutti.
Veglia di Preghiera
PACE A VOI
CANTO INIZIALE: Vieni, vieni Spirito d’amore
Lettore
- Tempo fa un grande maestro indiano di vita spirituale scrisse: "Sono seduto sulla riva di un ruscello e osservo un sasso rotondo immerso nell'acqua. Da quanti anni il sasso è bagnato dall'acqua? Forse da dieci, forse da cento? Ma l'acqua non è riuscita a penetrare nel sasso. Se spacco quella pietra, dentro è asciutta". Così è anche per noi, che viviamo immersi in Dio e non ce ne lasciamo penetrare: Dio rimane alla superficie della nostra vita, non ci trasforma perché non siamo disposti a lasciarci penetrare e trasformare dall'amore di Dio. Siamo come un sasso nel ruscello che nel suo interno rimane asciutto.Lettore - Il cuore è l’apertura di tutto l’essere all’esistenza degli altri, la capacità di intuirli, di comprenderli. Una tale sensibilità vera e profonda rende vulnerabili. Per questo taluni sono tentati a disfarsene e a chiudersi in se stessi. Amare è dunque essenzialmente donarsi agli altri. Lungi dall’essere un’inclinazione istintiva, l’amore è una decisione cosciente della volontà di andare verso gli altri. Per poter amare in verità, bisogna staccarsi da molte cose e soprattutto da se, dare gratuitamente, amare fino alla fine. Questo cammino di conversione, di vera adesione a Cristo non possiamo farlo contando solo sulle nostre forze. Con i suoi doni, Lo Spirito Santo, eredità di Dio per gli uomini, ci indica la strada per trasformare il nostro cuore.
Salmo da recitare insieme
Rit cantato: Vieni spirito creatore
Tu vuoi la sincerità del cuore
e nell’intimo m’insegni la sapienza.
Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa che hai spezzato. Rit.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
non privarmi del tuo santo spirito. Rit.
Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.Rit.
Lettore - Vieni, o Spirito Santo, e da' a noi un cuore nuovo, che ravvivi in noi tutti i doni da Te ricevuti con la gioia di essere Cristiani, un cuore nuovo sempre giovane e lieto. Vieni, o Spirito Santo, e da' a noi un cuore puro, allenato ad amare Dio, un cuore puro, che non conosca il male se non per definirlo, per combatterlo e per fuggirlo; un cuore puro, come quello di un fanciullo, capace di entusiasmarsi e di trepidare.
Lettore - Vieni, o Spirito Santo, e da' a noi un cuore grande, aperto alla Tua silenziosa e potente parola ispiratrice, e chiuso ad ogni meschina ambizione, un cuore grande e forte ad amare tutti, a tutti servire, con tutti soffrire; un cuore grande, forte, solo beato di palpitare col cuore di Dio.
Canto
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".
Parola del Signore
Lettore - Alla luce di Gesù risorto la nostra vita si colora. Non è più possibile, se l’annuncio che abbiamo ricevuto è vero, ed entra a far parte come vero nella nostra vita, continuare a far finta che nulla sia accaduto... Deve entrare in gioco quest’elemento di "novità" e deve poter manifestare tutta la sua potenza salvifica. Sì, si tratta di sperimentare, nella concretezza dei nostri giorni, il volto nuovo che c’è stato donato e le nuove possibilità che abbiamo acquisito in forza del Battesimo che ci ha uniti a Cristo. Dovremmo tutti sperimentare come possibile l’affermazione di San Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me!".
Lettore - Il modo più chiaro e semplice per verificare se la Risurrezione di Gesù è un "fatto concreto" che ha toccato la nostra vita è chiederci dove puntano i nostri occhi. Se siamo risorti, dice sempre S. Paolo, automaticamente i nostri occhi puntano in alto! Dove è orientato il nostro sguardo?
Se già abbiamo sperimentato la gioia nello Spirito di vivere nella pace e sentiamo che nessuno e nulla non potrà mai separarci dall’amore che Dio ci ha dimostrato in Cristo Gesù, allora abbiamo la conferma di essere sulla buona strada; si tratterà solo di essere sempre più chiari con noi stessi e coerenti nelle nostre scelte.
Alla luce della Pasqua vogliamo, con coraggio, accettare questo criterio di revisione e ci mettiamo davanti al Risorto in profonda preghiera.
Alcuni minuti di silenzio per la meditazione e preghiera personale
Canto
Preghiamo insieme a cori alterni
Grazie, Padre: il Tuo Santo Spirito,
dono del Figlio Tuo risorto, abita in me! Grazie, Padre:
mediante lo Spirito che dà la vita
mi hai liberato dalla morte e dal
peccato.
Concedimi, Padre,
di ascoltare la voce dello Spirito
e di fare sempre quello che Gli è gradito.
Donami, Padre Santo, il Tuo Spirito di fortezza, per camminare sempre nell’amore, sola via che conduce alla vita ed alla pace.
Grazie, Padre, per il dono dello Spirito
che mi fa appartenere a Cristo,
fino ad essere una cosa sola con Lui. Grazie, Padre, perché nello Spirito Santo mi hai reso figlio nel Tuo Figlio Gesù.
Grazie, Padre, perché nello Spirito che mi hai
donato posso chiamarti "Papà".
Grazie, Padre, per lo Spirito che abita in me: Egli che ha risuscitato Gesù dai morti darà anche a me la vita che non muore!
Grazie, Padre,
perché, per la forza dello Spirito Santo,
mi hai donato di poter vivere
non nella schiavitù e nella paura,
ma nella libertà e nella gioia dei figli di Dio. O Spirito Santo,
vieni in aiuto alla mia debolezza
ed insegnami a pregare.
Canone: Se uno è in Cristo, è una creatura nuova. Le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuove. Alleluia!
Orazione finale
Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per Tua grazia, ciò che sappiamo che Tu vuoi, e di volere sempre ciò che a Te piace, affinché purificati nell’anima, interiormente illuminati ed accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del Figlio Tuo, il Signore nostro Gesù Cristo, e a Te, o Altissimo, giungere con l’aiuto della Tua sola grazia. Tu che vivi e regni glorioso nella Trinità perfetta e nella semplice unità, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen
.(S. Francesco, Lettera al Capitolo)Canto Finale
Musica
♫
Come mi vorrestiCome mi vorresti vediamo un po'
un disegno usa l'ingegno...
Come mi vorresti io non lo so
non giocare troppo è meglio di no
non più di tanto lasciami un neo
la forma del mento...
Più fantasia che puoi
nessun condizionamento
prenditi il tempo lo spazio che vuoi
fammi più bello e più interessante
che mai esagera anche tu!
Lo so che poi vivrei di nuova luce
io non sarei più io, non mi do pace...
mi sembra che...
sia una vendetta atroce! Rinascere così come d'incanto senza memoria io
non mi orizzonto non cambierò...
la trama al mio racconto!
Volendo essere onesti c'è molto di più
mi sforzo di piacerti ci provo ma tu
tu invece insisti che vuoi trasformami
tu credi che basti...
Come mi vorresti davvero lo sai
un mare di difetti non ci giurerei
pensaci bene se ti conviene
stravolgermi il cuore...
Ti mostrerò come si può cambiare faccia ed aspetto, quella penombra confondere sa la più palese
delle verità un ibrido sarei!
Più muto di così più esasperato
che l'uomo che tu vuoi non è mai nato
io sono io il solito Renato!
Ho scelto te così senza riserve
l'anagrafe con me vedrai non serve, l'anima sì
e guai a chi la perde...
(Renato Zero– Cattura – 2003)
Spunti per la riflessione
Parliamo di… lifting! Esterno, sì, perché si vede senza fatica. Ma forse avremmo bisogno di un bel lifting fattoci dallo Spirito Santo: costa meno, e ci rimette veramente al mondo!
"Come mi vorresti vediamo un po'…":
passiamo tanto tempo, e facciamo tanti sforzi per piacere agli altri, per essere sempre alla moda, rischiando forse di perdere la nostra identità.►Come i sentirei se domani svegliandomi non avessi più tutte le mie belle cose?
► Secondo te è giusto farsi fare da un bravo chirurgo qualche ritoccatina?
► Credi che una persona che si fa togliere qualche difettuccio si senta meglio in mezzo agli altri? E poi: come credi che la vedano gli altri?
"Volendo essere onesti c’è molto di più…":
► Quali credi siano le cose importanti per vivere bene? Scrivine dieci.
"Ho scelto te così senza riserve": ad eliminare i difettucci esterni si fa presto, è più difficile accettare gli altri così come sono, e farli sentire bene per come sono.
► Credi sia giusto, con i tanti problemi che ci sono nel mondo, con tutti quelli che fanno fatica a sopravvivere, perdere tempo, soldi ed energie per questo? Forse stiamo perdendo la parte migliore di noi…
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO GIOVANI
Ciao a tutti!
In questo numero vorremmo parlarvi di un'iniziativa che ultimamente abbiamo preso molto a cuore: Abbiamo deciso d adottare un bambino a distanza. In Mozambico recentemente sono "scomparsi" circa 200 bimbi, di cui i genitori non sanno niente, non hanno tracce, scomparsi, come nel nulla. E nessuno Stato, nessun governo sa placare le loro suppliche di riavere i propri figli. Dietro questo silenzio lacerante, non c'è un volto, ma ce ne sono mille, che rapiscono uccidono e con la stessa indifferenza "vendono". Così si stronca una vita. Così se ne stroncano tante. E senza saperlo questi bambini ne fanno vivere altri; e questi ultimi quando si sveglieranno, chi dovranno ringraziare? Si sa che un genitore quando ha un figlio in bilico tra la vita e la morte è pronto a fare di tutto, anche a comprare al mercato nero; ma che valore può avere l'essere uccisi per ridare un'altra vita? Smetterebbero di piangere quelle madri che si sono trovate senza un figlio, sapendo che adesso ce n'è un altro vivo? Sicuramente no!
Ecco, noi non crediamo che adottando un bambino, tutto questo scompaia, ma speriamo almeno di farli vivere una vita migliore. Al giorno d'oggi mantenere un bambino a distanza non costa molto, sarebbe una cosa accessibile a tutti!
Noi vogliamo che almeno uno di loro riesca a vivere meglio, perché non è giusto che qualcuno scelga il loro destino! Nessuno a il diritto di decidere sulla vita o sulla morte, solo il Signore può farlo.
Quindi ci rivolgiamo a tutti: fatelo anche voi, aiutate un bambino a crescere, ricordando e mettendo in pratica il comandamento di Gesù: "Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi"
Avvenimenti
CORSO DI FORMAZIONE PER ADULTI
Domenica 28 marzo, quinta domenica di Quaresima, nei locali parrocchiali del circolo MCL e della scuola materna Alterini, si è tenuto un "Corso di formazione per adulti", primo nel suo genere in quest'anno liturgico, organizzato dal Consiglio Pastorale. La proposta in termini logistici è stata quella di una giornata, iniziata alle 10.30 e conclusa alle 18.00, con momenti di approfondimento, confronto e condivisione; durante gli incontri di formazione, per i bambini e gli adolescenti sono stati organizzati giochi guidati da Elena e Sara del gruppo giovani, per poi condividere tutti insieme il pranzo e la S. Messa del pomeriggio, presieduta da don Roberto. Questa formula, sperimentata ormai già da qualche anno, mostra i suoi primi effetti positivi: i veterani iniziano ad aprirsi con sincera spontaneità di fronte agli altri, le matricole si esprimono con apprezzamenti positivi.
Il tema affrontato ha avuto come traccia: "Le parabole di Gesù: un linguaggio per noi". Nell'incontro si è andati alla ricerca, nella cecità di chi nota solo le pagliuzze negli occhi degli altri (Lc. 6, 39-41), del "buon cuore" del Centurione (Lc. 7, 1-10), del "buon cuore" di Gesù-Uomo che si commuove nel dramma della morte (Lc. 7, 11-17), del cuore dubbioso del più grande fra i nati di donna (Lc. 7, 18-35); tutto questo per arrivare alla parabola che Gesù rivolge tramite Simone (Lc. 7, 36-50) a tutti noi che, farisei nella quotidianità della fede, siamo sempre pronti a giudicarlo ed imprigionarlo nei nostri schemi umani, per giustificare le nostre mancanze. Avremo forse poco da essere perdonati, ma avremo comunque poco amato.
L’incontro è stato guidato da Sr. Silvana, suora di Nostra Signora del Cenacolo, che ringraziamo di cuore. Un pensiero affettuoso anche per Amalia che ha lavorato molto per la riuscita dell'ottimo pranzo e ancor di più perché ci è stata molto vicina con la preghiera. Un grazie a don Roberto e al gruppo Giovani che, a Strada, è divenuto centro vivo di tutta la comunità parrocchiale e che è sempre disponibile a partecipare anche ad esperienze di servizio come ha fatto domenica con i nostri bambini.
Domenica delle palme: fra tradizione ed allegria
La Domenica delle Palme è stata una bellissima giornata per la nostra parrocchia. Prima di tutto l'esperienza un po' nuova della S. Messa con la processione e la benedizione l'olivo fatta partendo dal piazzale delle suore insieme a tutti i bambini; la riflessione di don Roberto ci ha riportato ad immaginare davvero Gesù in mezzo ai nostri bambini come lo era stato fra quelli di Gerusalemme 2000 anni fa. Poi i giovani hanno animato la Messa con passione e dedizione e ci hanno davvero commosso insieme a tutti i bambini al momento del padre Nostro, quando sparsi fra le navate della chiesa, ci hanno preso per mano; una catena ininterrotta di adulti, riconciliati per mezzo di Cristo e per mezzo del cuore dei bambini ( "se non ritornerete come bambini non entrerete nel regno di Dio"…); come sempre ripeto: quanto li dobbiamo ringraziare!
Il pomeriggio poi si è animato di "dolci" emozioni alla tombola organizzata nel giardino della Scuola Materna Alterini da un gruppo di mamme. Le solite della fiera di beneficenza?… si, le solite. Anche questa volta ci ha sorpreso l'allegria che hanno portato nel cuore di tutti. Grandi e piccini, con le tensioni di sportiva competizione che può portare una tombola, hanno sfidato la sorte sulla ruota imprebedibile dei numeri, per guadagnarsi gli ambiti premi: tante dolci, colorate, simpatiche…"cariogene" uova di cioccolata! Vorrà dire che anche questa volta i dentisti guadagneranno ! !
A parte gli scherzi un ringraziamento alle suore che ci hanno ospitato, alle organizzatrici, a tutti gli intervenuti e che ci facciano buona pubblicità perché possiamo essere numerosi anche la prossima volta. Infatti queste iniziative si ripeteranno prossimamente: il gruppo ha in animo di aiutare il parroco per l'acquisto di un impianto di amplificazione che manca alla cappella della Visitazione.
Notizie della nostra Comunità
SCUOLA MATERNA "ALTERINI":
P E R E D U C A R E
C'è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.
C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato.
C'è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo che c'è nel mondo,
aperto ad ogni sviluppo, ma cercando
d'essere, fianco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono
:ciascuno cresce solo se sognato.
I valori
I genitori hanno il compito di proporre ai figli i valori in cui credono, lasciandoli poi liberi di aderirvi.
Ma quali sono i valori più importanti?
C'è un valore fondamentale che permette una morale comune, ed è la consapevolezza che l'essere umano è importante in sé.
In effetti quando uno sa di essere "importante", unico e irripetibile, non si disprezza, non si autodistrugge, ma resta consapevole di essere un individuo con i propri diritti e doveri.
Gesù nell'educare la gente non teme di capovolgere la scala dei valori consueti, come quando annuncia le beatitudini: Gesù chiama beati quelli che non appaiono tali. Anche i genitori debbono avere il coraggio di dire ciò che veramente vale.
Il progetto di vita che i genitori possono presentare ai loro figli deve essere profondo, arduo, limpido. E non importa se esso è difficile. L'importante è far comprendere che c'è sempre la possibilità di migliorare, di rialzarsi, di continuare il cammino verso la meta.
Il progetto infatti, oltre a contemplare come valore assoluto il rispetto della persona, deve comprendere anche il perdono e la tolleranza verso chi sbaglia.
Occorre dunque imitare Gesù o meglio ancora lasciarlo "vivere" in noi.
Se Gesù vive nella persona del genitore, il comportamento educativo sarà ineccepibile.
Forse, l'esperienza educativa più significativa, oltre a quella del figlio prodigo, può essere quella ove Gesù rivolgendosi agli apostoli dice: "Lasciate che i bambini vengano a me
Í .Eh, sì, in questo modo l'educazione è l'attrattiva reciproca fra gli esseri umani: un'attrattiva frutto di un amore puro e disinteressato.
Sr. Evelina Bolis
Notizie dal Vicariato
Fraternità Romena
<<Alberico plebanus fecit hanc opram, tempore famis MCLII>>: scolpita sul capitello di una delle colonne della pieve, questa frase sembra sigillare la vocazione della pieve e dei tanti che ruotano intorno a Romena. Una pieve tirata su a fatica in tempo di carestia, col sudore di chi credeva in un cambiamento possibile, di chi sperava che quel tempo di fame finisse e non tornasse più. Oggi siamo tutti ben pasciuti, quel tempo di fame è finito, ma sentiamo la mancanza di altro pane per vivere.
E’ così che tredici anni fa ha iniziato a prendere nuova vita la pieve di Romena, grazie ad un’intuizione di don Luigi Verdi, per tutti Gigi. Approdato anche lui a Romena dopo un tempo di crisi, sulla crisi ha costruito la possibilità di un cambiamento. Dopo tanto lavoro, questo è un luogo di sosta per i tanti che desiderano riprendere in mano autenticamente la propria vita. Ma c’è ospitalità per chiunque arrivi: c’è un abbraccio per chiunque. Tutti a Romena si sentono a casa, coinvolti dall’armonia, dalla semplicità, dalla libertà che si respira in ogni luogo e in ogni gesto. Si è costituita una fraternità di persone che collaborano per mandare avanti le tante iniziative che sono presenti: i tre corsi tenuti nei fine settimana sono un cammino di riconciliazione con sé e con gli altri, di scoperta della leggera presenza di Dio nella vita, di attenzione alle persone che ogni giorno troviamo accanto. Ci sono poi giornate mensili di preghiera, incontri biblici, incontri per coppie, per famiglie che hanno subito la perdita di un figlio, o altri corsi a tema, pubblicazioni di libri e cd musicali, vendita di lavori artigianali, "feste per ogni
stagione",… per poi ritrovarsi al punto centrale di ogni settimana che dà vita a tutto questo: la messa della domenica pomeriggio alle 17.
Quello che Romena propone non è qualcosa di straordinario, ma un contatto vero e semplice, magari seduto in mezzo a tanti altri su una stuoia, davanti ad un sacerdote che sui gradini della pieve ti parla di Dio, e di te. Un messaggio che invita a riscoprire lo straordinario nell’ordinario della nostra vita, a rientrare in noi stessi per togliere le maschere, a vivere la vita che davvero desideriamo. Due parole chiave, essenzialità e cammino: lasciare il di più della vita, la zavorra di cui abbiamo riempito le nostre giornate, e sostare dandoci del tempo per riprendere il viaggio. Romena è un "porto di terra": si attracca per poi proseguire la meta di quell’oltre del mare che è ogni vita. (Antonella)
www.romena.it
Don Gianni Marmorini è attivo frequentatore di Romena e coadiuva don Luigi nelle varie attività; è stato presente nella nostra parrocchia in occasione della celebrazione penitenziale per i giovani che si è svolta il martedì santo nella cappella di piazza.
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" L'uomo è il capolavoro di Dio, ma credo anche che Dio abbia nascosto le pagine del manuale della vita negli angoli più belli del nostro mondo. Penso che Romena sia una di queste pagine".Gianni Marmorini |
Notizie dalla nostra comunità
RIEVOCAZIONE STORICA
DELLA PASSIONE DI CRISTO
La rievocazione della passione di Cristo è ormai divenuta un simbolo del nostro paese, un evento che ci rappresenta. E l'interesse e l'impegno dimostrato verso la rappresentazione anche dall'amministrazione comunale, testimonia questa valenza.
Fa piacere quindi a tutte le persone che gravitano intorno alla Parrocchia e che hanno iniziato dal nulla questa avventura, vedere che tutto continua, si perfeziona, migliora. Anche quest'anno, nonostante il brutto tempo, alla fine ogni cosa si è svolta nel migliore dei modi; la sera del venerdì santo, per le vie del paese sono riecheggiati i tradizionali, ritmici suoni dei tamburi, ormai entrati a far parte dell'atmosfera della rievocazione e che riaprono nel cuore di ciascuno "la memoria".
Proprio in quei giorni, il tema che per la tredicesima volta a Strada si ripercorreva e ricordava, è stato anche l'evento cinematografico dell'anno: un film che, pur riproponendo in modo laico e forse "scenografico" il percorso verso la Croce del Gesù-uomo di Nazaret, ha dimostrato che comunque si vogliano immaginare, rappresentare, riprodurre gli eventi tragici di quel "Calvario", si finisce per emozionare dentro, emozionare il cuore, emozionare la coscienza. E' impossibile non fermarsi a riflettere sulla propria vita, sulle proprie scelte, di fronte ad una sofferenza innocente, sofferenza piena di amore e dignità, sofferenza mistica.
A tal proposito mi hanno colpito le parole di don Roberto quando, in un nostro colloquio, parlando della passione, mi diceva come qualsiasi "omelia" dopo il Passio sarebbe superflua, perché il mistero si svela personalmente in ognuno; e continuava:
« anche i ragazzi rimangono ammutoliti all'ascolto dei Vangeli sulla Passione»Tutto ciò per dire, che pur in mezzo alla confusione della serata, alle distrazioni dei figuranti, alle chiacchiere degli spettatori, pur inconsapevolmente, la forza del sacro che c'è in quegli avvenimenti sicuramente prevale e corona a pieno l'impegno e la passione che animano le buone volontà di molti.
Un ringraziamento doveroso esprimiamo infine alla ProLoco che da alcuni anni sovrintende alla organizzazione.
Pagine aperte…
LA PAGINA DEI LETTORI
Lettera non firmata
Veramente non ci sono parole per esprimere al Signore Gesù il ringraziamento e la lode più grande nel vedere che nel nostro paese sta nascendo una nuova primavera. Grazie al giornalino parrocchiale che io aspetto con gioia perché è molto interessante, aiuta a crescere nella fede attraverso le belle preghiere e spunti per la meditazione.
Continuate così; pregherò che lo Spirito Santo vi guidi in ogni circostanza.
Ringrazio i giovani per la loro partecipazione attenta e numerosa alla Veglie e alla S. Messa domenicale.
Grazie a don Roberto e a tutti collaboratori del giornalino. Il Signore vi ricompensi per il bene che seminate.
Grazie per questa bella lettera che abbiamo trovato nella cassetta dei messaggi. Per noi è bello sentire che il nostro impegno serve a qualcuno!
Speriamo nel prossimo numero di poter pubblicare altre vostre lettere!!
Vi preghiamo di scriverci e di darci i vostri
Suggerimenti ! ! !
Le cassette in fondo alle chiese del paese
Non sono per offerte ! !
SONO PER LE VOSTRE LETTERE ! !
Troverai una cassetta, sia alla Pieve che alla Cappella, dove inserire i tuoi messaggi ad In Cammino che vuoi vedere pubblicati.
Per i più esperti: potete mandare un e-mail alla redazione al seguente indirizzo di posta elettronica: parrocchia.strada@libero.it
Per i più piccoli
FILASTROCCA
Per cominciare...uno SCIOGLILINGUA
FILASTROCCA SCIOGLIGROVIGLI
CON LA LINGUA TI CI IMPIGLI
MA POI TE LA SGROVIGLI
BASTA CHE NON TE LA PIGLI!
E adesso leggi: CON IL RITMO CHE TI PARE
INCOMINCIA A CANTICCHIARE FILASTROCCA DA INVENTARE
CE NE SON QUANTE TI PARE
NOI CANTIAMO SENZA SOSTA FILASTROCCA UN PO' NASCOSTA
E' NASCOSTA E NON SI VEDE
FILASTROCCA CHE SI SIEDE CHE SI SIEDE CON LA PALLA
FILASTROCCA CHE SI BALLA
BALLA E CORRE VERSO IL VENTO
FILASTROCCA DI UN MOMENTO
UN MOMENTO MUSICALE
FILASTROCCA DELLE SCALE
SCALE DURE DA SALIRE
FILASTROCCA DA RIDIRE
DA RIDIRE A GENTE BUONA
FILASTROCCA CHE SI SUONA
SUONA E CANTA UN BEL MATTINO
FILASTROCCA DEL BAMBINO
IL BAMBINO NON S'INGANNA
FILASTROCCA DELLA NANNA
MA LA NANNA E' DEL LETTINO
DORMI DORMI TESORINO
TOCCA A TE ADESSO BEL BAMBINO
METTI IN MOTO IL CERVELLINO
E METTI IN RIMA UN PENSIERINO
METTILO IN CHIESA NELL' APPOSITA CASSETTA
E NEL PROSSIMO NUMERO AVRAI UNA BELLA SORPRESETTA
CHE NESSUNO SE L'ASPETTA!
ED ORA TOCCA A TE!
Anna Polverini
Varie
I DUE SPECCHI
Un giorno Satana scoprì un modo per divertirsi. Inventò uno specchio diabolico che aveva una magica proprietà: faceva vedere meschino e raggrinzito tutto ciò che era brutto e cattivo. Satana se ne andava in giro dappertutto con il suo terribile specchio. E tutti quelli che ci guardavano dentro rabbrividivano: ogni cosa appariva deformata e mostruosa. Il maligno si divertiva moltissimo con il suo specchio: più le cose erano ripugnanti più gli piacevano. Un giorno, lo spettacolo che lo specchio gli offriva era così piacevole ai suoi occhi che scoppiò a ridere in modo scomposto: lo specchio gli sfuggì dalle mani e si frantumò in milioni di pezzi.
Un uragano potente e maligno fece volare i frammenti dello specchio in tutto il mondo. Alcuni frammenti erano più piccoli di granelli di sabbia ed entrarono negli occhi di molte persone. Queste persone cominciarono a vedere tutto alla rovescia: si accorgevano solo di ciò che era cattivo e vedevano cattiveria dappertutto.
Altre schegge diventarono lenti per occhiali. La gente che si metteva questi occhiali non riusciva più a vedere ciò che era giusto ed a giudicare rettamente.
Non hai, per caso, già incontrato degli uomini così?
Qualche pezzo di specchio era così grosso, che venne usato come vetro da finestra. I poveretti che guardavano attraverso quelle finestre vedevano solo vicini antipatici, che passavano il tempo a combinare cattiverie. Quando Dio si accorse di quello che era successo si rattristò. Decise di aiutarli. Disse: "Manderò nel mondo mio Figlio. E' Lui la mia immagine, il mio specchio. Rispecchia la mia bontà, la mia giustizia, il mio amore. Riflette l'uomo come io l'ho pensato e voluto.".
Gesù venne come uno specchio per gli uomini. Chi si specchiava in Lui riscopriva la bontà e la bellezza e imparava a distinguerle dall'egoismo e dalla menzogna, dall'ingiustizia e dal disprezzo. I malati ritrovavano il coraggio di vivere, i disperati riscoprivano la speranza. Consolava gli afflitti e aiutava gli uomini a vincere la paura della morte. Molti uomini amavano lo specchio di Dio e seguirono Gesù. Si sentivano infiammati da Lui.
Altri invece ribollivano di rabbia: decisero di rompere lo specchio di Dio. Gesù fu ucciso. Ma ben presto si levò un nuovo possente uragano: lo Spirito Santo.
Sollevò i milioni di frammenti dello specchio e li soffiò in tutto il mondo.
Chi riceve anche una piccolissima scintilla di questo specchio nei suoi occhi comincia a vedere il mondo e le persone come li vedeva Gesù: si riflettono negli occhi prima tutto le cose belle e buone, la giustizia e la generosità, la gioia e la speranza; le cattiverie e le ingiustizie invece appaiono modificabili e vincibili.
Per finire…
DIALOGO CON LO SPIRITO SANTO
La nonviolenza, forza dello spirito
Non sono un visionario. Mi ritengo un idealista pratico.
La religione della nonviolenza non è intesa soltanto per i saggi indù e per i santi.
E' intesa anche per la gente comune.
La nonviolenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge dei bruti.
Lo spirito giace in letargo, nel bruto, ed egli non conosce altra legge
che non quella della forza fisica.
La dignità umana chiede che si obbedisca a una legge più alta: alla forza dello spirito.
(Gandhi)
Ho detto a Dio
Ho detto a Dio
che la sua Pentecoste non valeva gran cosa
e che il suo Spirito Santo non era tanto efficace
con tutte queste guerre, queste divisioni,
questa gente che muore di fame,
questa droga e tutti questi omicidi.
Ma Dio mi ha risposto:
E' a te che ho donato
Il mio Spirito.
Che cosa ne hai fatto?
Chi farà la giustizia
se tu non incominci ad essere giusto?
Chi farà la verità
se tu stesso non sei vero?
Chi farà la pace
se tu non sei in pace con te stesso e con i tuoi fratelli?
Sei tu che io ho inviato
per portare
la buona notizia.
(Jean Debruynne)