Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino
Anno II Numero 7 Luglio - Agosto 2004
In cammino… buon compleanno!
Da un anno…In cammino…
SOMMARIO
11 Cammino di santità
pag. 16 Gruppo Giovani
pag. 17 Gruppo donne del ricamo
pag. 18 Gruppo Azione cattolica
pag. 19 Avis
pag. 20 Il Catechismo
pag. 22 Scuola Materna Alterini

Editoriale
IL CAMMINO…
Per entrare più profondamente nell'ambito della fede, bisogna comprendere alcune cose essenziali della sua natura e del cammino individuale che porta ad essa.
La fede è prima di tutto un dono di Dio, Un dono offerto ad ogni persona umana: anche se non si sa quando in concreto il Signore lo porge all'individuo singolo.
A uno gli potrebbe essere offerto anche nell'imminenza della morte.
La fede tuttavia è anche cammino e ricerca dell'uomo. Questi sono due momenti ed aspetti che concorrono all'atto di fede umano.
E quando diciamo che è un cammino ed una ricerca dell'uomo, affermiamo che la persona viene raggiunta nelle sue capacità razionali, volitive, sentimentali e quindi la stessa fede prende il percorso di tutto ciò che è umano.
Prendendo il percorso di tutto ciò che è umano, l'atto di fede fa appello alla ragione ed alla socialità umana.
La fede, dice S. Paolo, è "ex auditu"( nasce dall'ascolto): sorge cioè dall'aver ascoltato l'annuncio cristiano, dal quale deriva come risposta il proprio assenso ed atto di fede.
L'individuo singolo è soggetto nelle esperienze umane ad alti e bassi; è soggetto a paure, tentennamenti e dubbi. E proprio per questo la fede dell'individuo singolo deve essere aiutata dalla fede dell'intera comunità. In modo particolare deve essere aiutata dalla fede di chi nella comunità ha più responsabilità (i capi) e dalla fede di chi è arrivato ad un livello adulto e quindi ha una fede forte e robusta ed è sostenuta dalla sua ragione.
Ecco perché nel Vangelo Gesù ha chiesto a S. Pietro di confermare i suoi fratelli nella fede. La fede del singolo, per concludere, deve essere aiutata e confortata dalla fede degli altri credenti e della Chiesa e dalla conoscenza teologica, che è riflessione umana sul dato rivelato.
Il nostro giornalino parrocchiale In Cammino…, ad un anno dalla sua prima uscita, vuole realizzare tutto questo.
Il Vostro Parroco, Don Roberto
Spiritualità
IL CAMMINO DELLA FEDE PERSONALE
E IL CAMMINO COMUNITARIO NELLA CHIESA
Per il credente la fede ha origine nell’incontro personale con Cristo Gesù salvatore che cambia la vita e trasforma una persona: "Se uno è in Cristo è una creatura nuova" (2Cor 5,17).Il sì della fede avviene per il dono dello Spirito ed è un sì a Cristo morto e risorto, è un accettare liberamente la comunicazione che di Dio avviene in Cristo e vivere un rapporto nuovo con gli altro e la creazione tutta. Questo incontro avviene dunque nella storia che è il luogo dell’incontro (nelle logica dell’incarnazione) e coinvolge il centro della persona, per cui poi tutta la sua realtà ne viene coinvolta (ragione, sentimento, affetto, coscienza etc.).La presenza di Cristo nella storia e nella chiesa, grazie allo Spirito, garantisce una eterna contemporaneità della possibilità dell’incontro. L’atto di fede è un atto pienamente umano, dunque coinvolge la volontà e l’intelletto, suppone la libertà ed ha per oggetto un sapere. L’atto di fede è così frutto della grazia, del dono dello Spirito ("nessuno può dire Gesù e il Signore se non sotto l’azione dello Spirito Santo" 1Cor 12,3), ma è anche esercizio di ragione, soggetto della fede è infatti l’uomo nella sua interezza, quindi nel pieno possesso delle sue capacità razionali. La ragione dice poi all’uomo la credibilità dell’atto che pone. Per lo stesso motivo l’atto di fede deve essere un atto libero, perciò la fede è adesione libera alla verità della rivelazione. L’adesione alla fede dell’uomo ragione/libertà si giustifica con il fatto che ragione/libertà sono costitutivamente orientate all’atto di fede.
La fede è allo stesso tempo un atto esistenziale che coinvolge tutto l’uomo ed esprime il suo credere: fides qua, la fede con la quale si crede ( dimensione personale della fede).
Al tempo stesso l’atto di fede è un atto intellettuale che comprende dei contenuti, la stessa fede è anche il contenuto del credere che si esprime nell’assenso ad una dottrina che per i cattolici è quella del Magistero della Chiesa: fides quae (dimensione oggettiva -assertiva della fede).
Fides qua e quae non sono però due momenti separabili, ma entrambi convergono nell’unico atto di fede.
Se la teologia, la scienza che aiuta la conoscenza di Dio nella Chiesa, presuppone la fede, la quale a sua volta presuppone l’annuncio (fides ex auditu, Rm 10,17), la testimonianza, l’ascolto, il credere, la confessione… essa è sempre una teologia confessante, necessita dell’ascolto delle fonti: Spirito Santo, tradizione, magistero, vita della chiesa etc.. La teologia indaga il Dio che si rivela, parte cioè dalla Parola di Dio e non può essere altrimenti.
Poiché non c’è fede senza conoscenza, fede e teologia vanno insieme. Per definizione, inoltre, la fede contiene in sé il concetto di speranza, e noi dobbiamo rendere ragione della speranza che è in noi (1Pt 3,15).
Dice S.Giovanni che solo chi ama ha conosciuto Dio (1Gv 4, 7b-8) dunque la carità è indispensabile per una piena conoscenza di Lui. Chi ama poi attesta di essere figlio di Dio, non basata la fede, ci vuole una fede che poi diventi vita nell'amore, nella carità. Così sappiamo che Dio-amore si rivela in Cristo. La teologia esprime poi concettualmente il dato della carità parlando di "opzione preferenziale per i poveri", così essa esce definitivamente dal pericolo (a volte presente in passato) di astrattezza e inutile fumosità. Così la teologia è "docta fides, docta spes, docta caritas".
Le preghiere del mese
PREGHIERE
Io e l'altro
Se qualcuno ti chiede
di andare con lui per un miglio,
va' insieme per due miglia.
Quando uno
sarà tentato di stanchezza,
l'altro l'aiuterà a non fermarsi,
e quando uno
smarrirà per un istante il cammino,
l'altro sarà pronto
a dare la vita per lui.
Cammina con qualunque tempo:
il grano matura
con il sole e con la pioggia.
Il viaggio
Padre, tu non sei un Dio frenetico:
non ti lasci prendere dall'agitazione
di chi è in perenne lotta con il tempo.
Regala qualche sosta al tuo popolo
perché si fermi sotto la tua "nube"
per riassaporare, nella gratitudine,
la freschezza della tua ombra
e ritrovare l'agilità di un buon passo
sulla strada che ancora ci resta da fare.
Nella tua tenerezza, tu non sei avaro
di ristoro e di pace per quanti ami.
Quando ci fermiamo per pigrizia,
per incapacità o per colpa, la tua nube
sosti sul nostro capo e resti con noi
finché ci rialziamo di nuovo.
Mandaci la brezza leggera dello Spirito,
che offre suggerimenti interiori
produce mentalità senza ricorrere alla forza
e spinge al cambio senza creare traumi.(Don Tonino Bello)
Santa Maria, compagna di viaggio
Santa Maria,
Madre tenera e forte,
nostra compagna di viaggio
sulle strade della vita,
ogni volta che contempliamo
le grandi cose che l'Onnipotente
ha fatto in te,
proviamo una così viva malinconia
per le nostre lentezze,
che sentiamo il bisogno
di allungare il passo
per camminarti vicino.
Asseconda, pertanto, il nostro desiderio
di prenderti per mano,
e accelera le nostre cadenze
di camminatori un po' stanchi.
Divenuti anche noi pellegrini nella fede,
non solo cercheremo il volto del Signore,
ma, contemplandoti quale icona della
sollecitudine umana verso coloro
che si trovano nel bisogno,
raggiungeremo in fretta "la città"
recandole gli stessi frutti di gioia
che tu portasti un giorno
a Elisabetta lontana.
(Don Tonino Bello)
Cosa dice la Chiesa
VIVERE L’AMORE COMUNQUE E DOVUNQUE
<<La sera dell’Assunzione del 1975 fui arrestato nel palazzo della presidenza e mi portarono in una parrocchia vicino alle montagne, a 15 Km dal vescovado. Mi resi conto che non avevo ormai alcuna possibilità di decisione e mi ricordai di un vescovo americano che fu prigioniero in Cina e che quando fu rilasciato non poteva più camminare. Arrivato in America, fu intervistato e la prima cosa che disse fu di avere passato il suo tempo ad aspettare. In carcere tutti attendono ad ogni istante la liberazione, ma io mi sono detto, mentre mi stavano accompagnando, che era un’illusione sperare di tornare a Roma e di fare un lavoro importante perché la cosa più probabile, nelle condizioni in cui mi trovavo, era che sopraggiungesse la morte. Decisi quindi che non avrei aspettato, che avrei vissuto il momento presente e che lo avrei colmato di amore."
"E’ vivendo il presente che si possono adempiere bene i doveri di ogni giorno. E’ vivendo il presente che le croci diventano sopportabili; è vivendo il presente che si possono cogliere le ispirazioni di Dio, gli impulsi della sua grazie. E’ vivendo il presente che possiamo costruire fruttuosamente la nostra santità. Bisogna essere l’amore nel momento presente, con Dio e con tutti. Si possono fare grandi cose, ma è difficile fare bene tutto; solo nella santità si può farlo. L’uomo realizza se stesso nella comunione con Dio dicendo di sì a Lui in ogni momento della sua vita, rispondendo al sì che Dio ha detto creandolo per amore. Se non posso fare nulla in una data circostanza, o per una persona cara in pericolo o malata, posso però fare quello che si vuole da me in quel momento: studiare bene, pulire bene, pregare bene… Basta vivere nell’amore." "Anche quando sono uscito dalla prigione ho continuato a dirmi: "Io non aspetterò. Vivo il momento presente colmandolo di amore". Ciascuna parola, ciascun gesto, ciascuna telefonata, ciascuna decisione è la cosa più bella ed importante della mia vita. Riverso in ogni azione il mio amore, il mio sorriso, ho paura di perdere un secondo, vivendo senza senso.
Credo che anche per te il momento più bello è il momento presente. Vivilo in pieno nell’amore di Dio. La tua vita sarà meravigliosamente bella se sarà un cristallo formato da milioni di istanti vissuti con amore. I doveri di ogni istante, sotto le loro oscure apparenze, nascondono la verità del divino volere. Essi sono come il sacramento del momento presente. Per fare una linea retta, bisogna fare migliaia di punti e, se facciamo bene ogni punto, essa diventa una bella linea retta. La nostra vita è formata da milioni di minuti; se viviamo bene ogni minuto abbiamo una vita santa. Non si può essere santi con intervalli, non si può vivere respirando ad intervalli perché bisogna respirare sempre."
Card. F.X.N. Van Thuan
La ragione e la fede
LA TEOLOGIA COME INTELLIGENZA DELLA FEDE
DA S. AGOSTINO A S. ANSELMO
Nel pensiero greco di Platone ed Aristotele il termine teologia si trova inteso quale discorso mitologico sugli dei. Il termine si trova per la prima volta in Platone. Teologi sono così i poeti, Omero, Orfeo, Esiodo, che spiegano le cose ancora facendo ricorso alla mitologia (perciò non sono filosofi).La teologia e filosofia cristiana si sforza di comprendere la rivelazione attraverso la ragione; ciò la differenzia da una teologia islamica che relativizza l’uso della ragione (con l’eccezione delle correnti mistiche) e si limita a ripetere il dato assoluto della rivelazione. In questo senso, poi, non vi è teologia nelle religioni orientali come buddismo e induismo perché in esse la ragione è condannata a tacere di fronte al mistero del divino: l’Assoluto è infinitamente Altro e non può essere detto da alcuna parola umana. Inoltre non c’è la presenza di un Dio personale come nel cristianesimo, che dialoga con l’uomo in modo attivo, che è presenza costante nella storia individuale.
Agostino (354-430) ha coniato alcune formule celebri per parlare del rapporto fede - ragione: intelligenza della fede, credo ut intelligam = credo per capire. Intelligo ut credam = capisco per credere.
Credo ut intelligam esprime il fatto che a monte della comprensione teologica ci deve essere la professione di fede, punto di partenza è sempre la fede,il mistero di Dio che si rivela nella storia. Gesù Risorto ci comunica il vero volto del Padre nel dono dello Spirito, e questo apre le nostre menti ad una nuova comprensione.
A sua volta l’uso dell’intelligenza rende possibile una fede profonda e consapevole: perciò intelligo ut credam. Dunque l’intelligenza ricerca sempre e di continuo un contenuto che comunque è dato nella fede. Per questo è estremamente importante evidenziare il ruolo della ragione all’interno della fede: non è essere creduloni, ma credenti. E per credere veramente è fondamentale conoscere ciò in cui riponiamo la nostra fiducia. "La speranza non delude" dice San Paolo; la nostra certezza è fondata sulla roccia. Ma bisogna sapere rettamente, perché la nostra speranza sia fondata.
A S. Anselmo si fa risalire l’espressione per cui la teologia è una fides quaerens intellectum, cioè una fede che cerca la ragione. Una volta compiuto l’atto di fede, si deve capire ciò in cui crediamo. Dunque la teologia presuppone la fede, la quale nasce prima di tutto da Dio che si rivela, e poi dall’uomo che, liberamente, dice il proprio sì a questa realtà che scopre.

Proposte per la preghiera
TESTI PER UNA RIFLESSIONE PERSONALE
Partire
Partire è anzitutto uscire da sé.
Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro "io".
Ma c'è cammino e cammino: partire è mettersi in marcia e aiutare gli altri a cominciare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto e umano
(Helder Camara, Camminiamo la speranza)
La domanda
Allora Mika con voce limpida e chiara scandì alcune parole che non ho mai più dimenticato: "Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare non dobbiamo mai inchinarci ad una risposta".
Annuii con un cenno della testa, pentendomi immediatamente perché Mika poteva pensare che mi ero inchinato alla sua risposta.
"Chi s'inchina si piega" continuò Mika. "Non devi mai piegarti davanti ad una risposta".
"E perché no?"
"Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre".
(J. Gaarder)
Veglia di preghiera
CAMMINO DI SANTITA’
1° momento – LA FEDE
La fede è un atto personale: è la libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela. "Il giusto vivrà mediante la fede" (C.C.C. § 166)
CANTO INIZIALE
Lettore: Noi Crediamo, Signore. Dentro le cose è nascosta la vita che tu hai deposto
come un seme e chiede di crescere e portare frutto. Noi crediamo che anche
centro di noi scorre e chiede di farsi viva la vita.
Tutti: Per questo ci sentiamo operai della creazione E non architetti
del mondo,Ci sentiamo servi, ma non padroni.Tu sei il misterioso
Signore della vita.
L. Noi speriamo, Signore.All’inizio di un nuovo giorno speriamo:
nonostante tutto la vita vincerà per tuo dono. Tu lo hai promesso nel
Cristo risorto.
Noi speriamo perché tu hai promesso nuova umanità.
Speriamo per oggi,perché il nostro lavoro non sia inutile,
ma già un pregustare la gioia del tuo Regno.
L. Noi amiamo, Signore. Noi amiamo questo mondo. Noi amiamo questa
vita per tutto quello che essa contiene. Solo per l’amore vivono le cose
facendosi dono tra uomo e uomo. Solo con l’amore quel seme di vita
che hai posto nell’uomo porta il suo frutto.
T. Noi amiamo te, Signore, dentro ogni cosa e dentro ogni vita,
nella fatica e nella gioia di questo giorno. E tu non dimenticarti di noiE del mondo che hai creato.
PROFESSIAMO LA NOSTRA FEDE "CREDO IN TE DIO AMORE"
Credo in Te, Padre, Dio di Gesù Cristo,/ Dio dei nostri Padri e nostro Dio:Tu, che tanto hai amato il mondo / da non risparmiare il Tuo Figlio Unigenitoe da consegnarlo per i peccatori.
Sei il Dio, che è Amore./ Tu sei il principio dell’Amore,
Tu ci hai fatti per Te, / imprimendo in noi la nostalgia del Tuo Amore,
e contagiandoci la Tua carità, / per dare pace al nostro cuore inquieto.
Credo in Te, Signore Gesù Cristo, Figlio eternamente amato,
mandato nel mondo per riconciliare i peccatori col Padre.
Tu sei la pura accoglienza dell’Amore,
I giorni della Tua carne, / totalmente vissuti in obbedienza al Padre,
il silenzio di Nazareth, la primavera di Galilea,
il viaggio a Gerusalemme, la storia della passione,
la vita nuova della Pasqua di Resurrezione,
ci contagiano il grazie dell’amore, / e fanno di noi, nella sequela di te,
coloro che hanno creduto all’Amore, / e vivono nell’attesa della Tua venuta.
Credo in Te, Spirito Santo, Signore e datore di vita,
Tu sei il vincolo della carità eterna, / l’unità e la pace dell’Amato e dell’Amante,
nel dialogo eterno dell’Amore.
Tu sei in noi ardente speranza, Tu che unisci il tempo e l’eterno,
la Chiesa pellegrina e la Chiesa celeste,
Tu che apri il cuore di Dio all’accoglienza dei senza Dio,
e il cuore di noi, poveri e peccatori, al dono dell’Amore, che non conosce tramonto.
Credo in Te, unico Dio d’Amore, eterno Amante, eterno Amato,
eterna unità e libertà dell’Amore.
In Te vivo e riposo, donandoti il mio cuore,
e chiedendoti di nascondermi in Te e di abitare in me.
Amen.
2° momento - LA SPERANZA
La virtù della speranza risponde all’aspirazione alla felicità, che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo; essa assume le attese che ispirano le attività degli uomini; le purifica per ordinarle al Regno dei cieli; salvaguarda dallo scoraggiamento; sostiene in tutti i momenti di abbandono; dilata il cuore nell’attesa della beatitudine eterna. (C.C.C. § 1818)
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Dalla Prima Lettera di S.Pietro apostolo (1,13-21)
Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d’un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo. E se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi. E voi per opera sua credete in Dio, che l’ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio.
SILENZIO DI RIFLESSIONE
(Sei ottimista o pessimista? Hai fiducia nell’uomo, nella sua intelligenza e responsabilità oppure sei senza speranza? Attendi qualcosa dal futuro, alla luce di un ideale personale, oppure sei rassegnato?)
(Credi che si possa fare qualcosa per i grandi problemi dell’umanità, dalla fame alla guerra, alla lotta tra paesi dell’est e paesi dell’ovest, tra popoli dell’emisfero nord (più ricco) e popoli dell’emisfero sud (più povero)?)
INVOCAZIONE COMUNITARIA
(dalla Salmodia di speranza di Peguy)(lettura alternata dal un canone ripetuto per 3 volte)
Dona la pace Signore a chi confida in te.
Dona, dona la pace Signore, dona la pace.
La fede che preferisco, dice Dio, è la speranza.Una fiamma tremolante attraversa lo spessore dei mondi.Una fiamma vacillante attraversa lo spessore dei tempi.
Una fiamma affannosa attraversa lo spessore delle notti.
La piccola speranza avanza tra le sue due grandi sorelle, ma non le si fa attenzione.
Sulla strada che sale, trascinata, appesa al braccio delle sue due grandi sorelle,
che la tengono per mano, la piccola speranza avanza. E in mezzo alle sue due grandi sorelle ha l’aria di lasciarsi trascinare come una bambina che non avesse forza di camminare e si facesse trascinare su quella strada suo malgrado.
In realtà è lei che fa camminare le altre due, e le trascina, e fa camminare tutti quanti.
La giovane speranza... è la sorgente della vita, perché è lei che costantemente ci disabitua. E’ lei che fa sgorgare e zampillare la grazia, perché costantemente ci spoglia dell’abito morale dell’abitudine.La fede senza di lei prenderebbe l’abitudine del mondo, e senza di lei la carità prenderebbe l’abitudine del povero.
La fede senza di lei e la carità senza di lei prenderebbero, ognuna da parte sua, l’abitudine stessa di Dio.Ciò che mi stupisce, dice Dio, è la speranza.
Questa piccola speranza che ha un’aria da nulla. Questa giovane speranza: immortale.
3° momento – LA CARITA’
Gesù fa della carità il comandamento nuovo. Essa è la virtù per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio."Come il Padre ha amato me così anch’io ho amato voi". (C.C.C. § 1822-23)
TESTIMONIANZA DI VITA
Il povero Pedro ricco di Dio
È duro, di questa stagione, lavorare alla canna da zucchero nel Nord-Est del Brasile quando il caldo non scherza. Pedro ha chiesto un permesso; e non è perché batte la fiacca: sua moglie, all’ospedale, sta per mettere al mondo un bambino. Non sarà un parto facile, Pedro lo sa: vorrebbe proprio starle vicino; ma il padrone è inflessibile: "Andrai questa sera".
L’uomo finge di accettare, ma ha già pensato che la farà franca: alla fine, in mezzo a tanti operai, chi potrebbe notare la sua assenza? Invece non è così; e la sera, quando rincasa, lo aspetta la punizione: due "giustizieri" lo pestano fino a farlo svenire.
Quando Pedro riapre gli occhi, è nella sua baracca, e sopra di lui è il cielo stellato: gli hanno scoperchiato il tetto. Il sangue gli monta alla testa: quei due li conosce, sa dove rintracciarli per farsi giustizia da sé. E infatti non tarda a scovarli; addirittura, quando li scorge, gli stanno voltando le spalle; è fin troppo facile, pensa, sparare e scomparire nel buio. Ma la mano che è corsa ad impugnare la rivoltella, raccoglie anche un foglietto in fondo alla tasca. Pedro rivede in un lampo una scena, quei giovani che gli hanno dato il foglietto: lo avevano letto insieme. "Amate i vostri nemici", ci stava scritto sopra. E vero che Pedro credeva allora di non avere nemici; neppure però avrebbe mai immaginato di incontrare amici come questi, che lo avevano invitato ad amare chiunque, così come si amavano fra loro.
Gli pare di averli attorno adesso, che lo trattengono e gli ricordano che il bambino che è nato avrà bisogno del suo lavoro, non certo di un padre ricercato per omicidio.
La pistola è già scivolata di nuovo in fondo alla tasca e Pedro, mentre ritorna verso la sua baracca scoperchiata, stringe fra le mani quel foglio stampato al ciclostile: "Parola di vita". Mai così vere forse come questa volta: parole di vita, certo, perché lasciano la vita ai suoi nemici; e parole di vita nuova anche per lui, cui il perdono ha dato una serenità ed una gioia che non aveva conosciute mai.
SILENZIO DI RIFLESSIONE
PADRE NOSTRO……
BENEDIZIONE e CANTO FINALE
Notizie della nostra Comunità
RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO
Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET
Con la preghiera farete cose grandi
PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORIE
Raccontare il pellegrinaggio di cinque giorni svoltosi nel mese di Aprile a Medjugorie è come dipingere un quadretto a colori. Si è formato da subito un gruppo vacanze per MARIA, con dentro le "donne di strada" in Casentino, "le veline" di Sansepolcro, il "regista Mel Ghibson" di Giovi, " l'autisto" di Soci, la "mascot" di Stia, "cicciobello" di Poppi. Da perfetti sconosciuti i pellegrini sono divenuti un team affiatato ed eterogeneo grazie alla guida di padre LUIGI un francescano DOC, di quelli che quando parlano ti colpiscono dentro, ti leggono nell'animo e ti solleticano il cuore.
Scrivo ciò per rispondere al "alcuni" convinti che queste siano COSE serio se e monotone e perciò riservate a quelli FISSATI (forse frustrati) che vanno tutte le Sante Domeniche alla Santa Messa.
Mentre Medjugorie si è svolto all'insegna della gioia di esserci. Ognuno di noi ha portato a casa una valigia con racchiuse una miriade di emozioni che come flash ricompaiono all'improvviso nella vita quotidiana e aiutano a non dimenticare, a riportare serenità. In preghiera nella chiesa parrocchiale di San Giacomo apostolo, in raccoglimento nel PODBRDO, luogo dove i sei veggenti hanno visto per la prima volta la Madonna e dove è stata innalzata la statua della Regina della Pace, in via crucis nel KRIZEV AC, monte sul quale si erge una croce memoriale di cemento armato alta 8,5 m, incontrando uno dei veggenti JACOV COLO, è successo qualcosa di miracoloso.
Nel profondo di ognuno si è aperta una porta ed è entrato un fascio di luce. Dentro una consapevolezza: "con Dio si vive meglio" "la vita umana è una stupenda avventura quando su di essa splende il sole di Dio ed è accompagnata e protetta dall'amore materno di Maria".
E tornate a casa le donne di strada in Casentino hanno messo in atto un primo bel frutto: una raccolta di euro, guidata da Silvana e capeggiata da Amalia , che ha già portato un po' di ossigeno a che ne ha veramente bisogno.
Antonella e Monica
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO GIOVANI
Ciao a tutti!
Già un anno è passato e noi non ce ne siamo accorti. E' il compleanno del Giornalino e vogliamo festeggiare anche noi. Speriamo che questa nostra pagina sia stata un mezzo per conoscerci a farvi compagnia. Visto che dal prossimo numero inizia un nuovo anno, abbiamo una proposta per tutti i genitori del ragazzi del gruppo: da oggi nasce l'angolo dei genitori, uno spazio per le vostre considerazioni, i vostri consigli e i vostri pensieri. Già un genitore ha accettato la nostra idea: sarà lui ad inaugurare questo spazio. Chiunque voglia scrivere qualcosa sul giornalino può rivolgersi ad uno di noi.
Tanti auguri giornalino!!
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO DONNE DEL RICAMO
Riprendiamo il discorso interrotto dopo la Fiera di Natale, parlando sia del risultato della Fiera di Pasqua e anche come avevamo annunciato in precedenza, dei nostri bambini adottai a distanza nel Burchina-Faso.
I bambini sono stati da noi adottai nel 1999. Sono tre femmine ed un maschietti, l'età varia dai 12 ai 14 anni. Ogni anno noi ci impegniamo a versare una cifra per l'adozione, più altre offerte che servono per libri, quaderni e quanto altro loro necessita per studiare. ci mandano ogni anno le loro foto ringraziandoci per ciò che facciamo per loro.
Per quanto riguarda la Fiera di Pasquetta, il ricavato dei nostri ricami è stato soddisfacente e ci ha permesso di mandare del denaro, non solo ai nostri soliti missionari, ma di allargarci ancora, inviando un'offerta ad un missionario che opra in Cambogia. A questo proposito mi piace riportare qui una frase che è inclusa nella lettera di ringraziamento, che ci è pervenuta da parte di Padre Francesco Padovan, il missionario di cui parlavo.
"…Se la fame si potesse combattere a parole, di certo il mondo sarebbe più che sazio"
Con queste parole vorremmo riuscire a trasmette l'importanza del nostro lavoro, finalizzato a realizzare, seppur piccoli, contributi fatti non solo di "parole"; tutto per invogliare anche altre persone a mettere a disposizione un po' del loro tempo all'interno del gruppo del ricamo.
Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Giuliana RISTORI
Notizie della nostra Comunità

GRUPPO FEMMINILE AZIONE CATTOLICA
Con l'approssimarsi delle vacanze estive, molti pensano ad organizzare questo momento di riposo, per recuperare le fatiche e ritemprare il fisico. Da tanti anni l'A.C. programma per tutti, dai ragazzi agli adulti, incontri che siano non solo riposo fisico, ma anche formazione spirituale: sono i campi scuola. Vengono scelti con cura i luoghi per godere la pace silenziosa delle vette alpine, oppure per godere il sole e l'immensità del mare.
In particolare, puntualizza il presidente dell' A.C., "la qualità del campo-scuola è determinata da molti fattori tutti importanti e decisivi: la preparazione degli educatori; la presenza continua degli assistenti; la scelta del tema da trattare; la preparazione del materiale adatto all'età dei partecipanti; la cura delle celebrazioni e dei momenti di ritiro e di preghiera; l'attenzione ai momenti di gioco e di vita comunitaria."
Ai campi-scuola vi hanno partecipato negli anni passati alcuni adolescenti e adulti della nostra parrocchia. Sono ritornati carichi di entusiasmo e di voglia di lavorare. Vorrei che anche quest'anno l'invito a partecipare a questi campi-scuola estivi di A.C. fosse raccolto da giovani e coppie giovani. Il programma di quest'anno è il seguente (lo troverete anche esposto alle porte delle chiese):
Altri appuntamenti:
1'A.C. offre un'altra occasione forte dedicata alla figura di Maria, il Pellegrinaggio - Festa Nazionale a Loreto il 5 e 6 Settembre.
Sarà un momento nel quale tutti gli associati e no si affideranno a Maria. In preparazione a questo evento è stata organizzata una "Peregrinatio Mariae" con l'immagine della Madonna di Loreto che toccherà tutte le regioni Italiane. Nella Diocesi di Fiesole sarà a Vallombrosa il 21 Luglio. Sarà un'occasione di incontro per tutte le associazioni intorno a Maria che nel programma formativo del prossimo anno sarà "l'immagine del cristiano".
Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Laura PIANTINI
Notizie della nostra Comunità
A.V.I.S. Castel San Niccolò
Un anno fa, all'uscita del primo numero del giornalino, ci presentammo anche noi, come realtà di volontariato che svolge il suo servizio all'interno della comunità del paese di Strada in Casentino e dell'intero comune. Ad un anno di distanza questo il consuntivo della nostra sezione.
La necessità di sangue non è diminuita, ma la disponibilità ad aiutare gli altri forse si.
"Fare un'azione buona è una cosa importante perché di quelle brutte se ne fanno già tante" (Gyo Futikawa).
E donare il sangue è una buona azione, ma i nostri impegni, la fretta,…ci distraggono e ci fanno dimenticare di compierla, con questo gesto si semplice solidarietà.
Nella nostra sezione La situazione è piuttosto in calo. E le donazioni negli ultimi anni si stanno attestando intorno alla 300 l'anno. E' con rammarico che si può constatare che molti donatori non rispondono alle nostre ripetute chiamate e che in 25.000 ore (2/3 anni) non hanno trovato solo 2 ore per questa lodevole azione. E' forse perché questa associazione agisce nel silenzio e nell'anonimato?
Vorrei sperare di no anche o perché ci sono donatori che non solo due volte, ma quattro o cinque all'anno si rendono disponibili e senza tante chiacchiere e problematiche vanno a donare il sangue.
Un vero grazie da tutti questi donatori!!!
Anche da queste pagine, seguendo la strada percorsa l'anno precedente, un caloroso invito a tutti, a continuare o a riprendere o ad iniziare a
DONARE SANGUE!!!
Presidente: Agostino Fabbri

Notizie della nostra Comunità
IL CATECHISMO
Il gruppo di coloro che si impegnano nello svolgere l'attività catechistica, ricopre un ruolo di grande responsabilità nella vita pastorale della comunità. A loro è affidata la formazione e la crescita dei ragazzi nel cammino di iniziazione cristiana. Un ringraziamento per l'attività che svolgono.
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° Elementare: Laura Piantini2° Elementare: Suor Pellegrina
3° Elementare: Suor Elide
4° Elementare: Cristina Del Sere e Antonella Scipioni
5° Elementare: Luigina Trapani e Maria Luisa Biondi
1° Media: Don Roberto e Simonetta Bertini
2° Media: Don Roberto e Eleonora Eleonori
Gruppo adolescenti - Dopo Cresima : Elena Zampella
I Bambini che sono passati a Comunione il 6 Giugno:
GIUSEPPE FALCONE - BENITO FALCONE
ELISA BATISTONI - ALICE VERLATO

E' bello realizzare, dopo quattro anni di lavoro e come prima esperienza, di aver portato in dono a Gesù sei bellissimi "fiori". Domenica 6 giugno, prima comunione a Strada in casentino di Alice, Elisa Giuseppe e Benito. Sabato 12 giugno prima comunione alla Torre di Marco e Marta. Domenica 20 giugno prima comunione a Pagliericcio di Stefano.
Un grazie, e dal profondo del cuore, a questi sei bambini adorabili, che con la loro semplicità ed il loro entusiasmo, ci hanno insegnato ad aprire il cuore all'amore per Gesù. E vi garantiamo che continueremo tutti insieme per questa strada.
Cristina

I Ragazzi che hanno ricevuto la S. Cresima dalle mani del Vescovo Luciano Giovannetti il 12 Giugno:
ACCIAI DIEGO - AGOSTINI ALESSANDRA
AGNELLI MICHAEL - BATISTONI NICOLO'
CECCARELLI LETIZIA - GERINI SARA
MISURI VALENTINA - NANNI ILARIA
TAMBORRINI ILARIA - SERENI SERENA
Notizie della nostra Comunità
SCUOLA MATERNA "ALTERINI"
Nella domenica soleggiata del 30/05/04 si è svolta presso la Scuola Materna Alterini la Festa di fine Anno 2003/2004, dove hanno partecipato tutti i bambini della scuola Materna con i propri genitori.
La Festa è
iniziata con il saluto cantato dai bambini in lingua Inglese ( Hallo-Hallo ), seguito poi da Teddy Train ed i Numbers. Hanno ballato, cantato e recitato poesie per la mamma e per il babbo assistiti dalle insegnanti Suor Pellegrina e Suor Elide, la Prof. d’inglese Vanna Lanini e l’Insegnante di Educazione Psicomotoria Sara.Al canto della pace, espresso con tanto entusiasmo dai bambini, è seguito il suggestivo e commovente lancio dei palloncini col messaggio di pace per tutto il mondo. Dopo l’esibizione simpatica ed allegra dei bambini è arrivata l’ora dei giochi per i bambini e per i genitori, con il tiro alla fune, i palloncini alla caviglia ed il più divertente al Mordi la Mela.
E’ giunta poi l’ora della merenda per tutti, con leccornie portate dai genitori degli alunni. La partecipazione è stata numerosa, in un clima di serenità, gioia e puro divertimento che sarà difficile da dimenticare sia per i piccoli che per i più grandi. Un ringraziamento da parte dei genitori per la riuscita della Festa va alla Professoressa Vanna Lanini che ha insegnato loro la Lingua Inglese per tutto l’anno e all’Insegnante di Educazione Psicomotoria Sara Cipriani, che hanno instaurato con loro un bellissimo rapporto, ma un ringraziamento particolare va a Suor Pellegrina e a Suor Elide che, con la loro voglia di fare e, soprattutto con tanto e tanto amore, hanno seguito i bambini nel loro percorso di crescita.
Francesca Danesi (segretaria)
Pagine aperte…
LA PAGINA DEI LETTORI
ANCHE QUESTO MESE NESSUNA LETTERA
: PECCATO!!!PURTROPPO UNO DEI PIU' GROSSI FALLIMENTI DEL GIORNALINO (SPERIAMO L'UNICO!) E' STATO QUELLO DI NON AVER SAPUTO SUSCITARE SPUNTI DI DIALOGO
CON I LLETTORI
QUESTA PAGINA E' STATA
QUASI SEMPRE VUOTA!!
A NOI PERO' SEMBRA IMPORTANTE ED ANCORA INSISTAMO NEL METTERLA!!!

Vi preghiamo di scriverci, di darci vostri
Suggerimenti!!!
Le cassette in fondo alle chiese del paese
Non sono per offerte!!
SONO PER LE VOSTRE LETTERE!!
Troverai una cassetta, sia alla Pieve che alla Cappella, dove inserire i tuoi messaggi ad In Cammino che vuoi vedere pubblicati.
Per i più esperti: potete mandare un e-mail alla redazione al seguente indirizzo di posta elettronica: parrocchia.strada@libero.it
In Chiesa…
IN CHIESA…COME COMPORTARSI…
. La chiesa è anche tua, perché è "casa di Dio", e quindi dei suoi figli. Comportati dignitosamente nel luogo sacro, e abbine cura.
. Quando vi entri, spengi, per favore, il cellulare.
. Fa' bene il segno della Croce con l'acqua benedetta, che ti ricorda il tuo Battesimo: quel sacramento ti "lavò" l'anima e ti fece cristiano, cioè figlio di Dio.
. Entrato in chiesa, saluta Colui che ti ospita, il tuo Signore; poi vengono la Madonna ed i Santi.
. C'è un altare, dove si conserva l' Eucarestia, segnalato da una lampada rossa accesa, simbolo della tua fede; inginocchiati, per adorare Gesù Cristo presente; se vi passi davanti, fai genuflessione, piegando il ginocchio fino a terra.
. Certi modi di vestire (scollature, calzoncini, minigonne, ecc.) tu sai che non sono mai consone al "tempio dello Spirito Santo" che è il tuo corpo (cfr. 1 Cor 6,19) e alla casa di Dio, dove sei entrato.
. Sii puntuale alle celebrazioni e non "fuggire" prima del congedo, aspettando che il sacerdote sia tornato in sacrestia.
. Nelle funzioni liturgiche occupa, senza preferenze, i posti che trovi liberi; stare vicini agli altri e in prossimità dell'altare permette di pregare uniti e scambiarsi i gesti liturgici.
In Chiesa…
. Nel partecipare alla preghiera comune: - unisci la tua voce, senza gridare,
- non precipitare,
- va' a "tempo", pregando con gli altri.
. Se propriò sei "stonato", quando gli altri cantano tu fallo sottovoce, o solo col cuore: è meglio così.
. . Accendendo una candela, cerca di non sgocciolare la cera; ma, soprattutto, accendi il tuo cuore con la fede e con la preghiera.
. Se è indispensabile parlare, fallo sottovoce. La casa di Dio deve essere un'oasi di religioso silenzio: non è un luogo qualunque o, peggio, un mercato.
. Se ti confessi (a proposito: quant'è che non lo hai fatto?), non prepararti questionando per il turno.
Approfitta dell'attesa per pregare e per fare il tuo "esame di coscienza". Fa' il possibile per tenere distinto il tempo della tua Confessione e quello in cui partecipi alla S. Messa.
Varie
LA FORESTA
Durante le vacanze, un uomo era uscito a passeggio in una foresta che si estendeva ai margini del villaggio dove si trovava. Errò per un paio d'ore e si perse. Girò a lungo nel tentativo di trovare la strada per tornare al villaggio, provò tutti i sentieri, ma nessuno lo portava fuori dalla foresta.
Improvvisamente si imbatté in un'altra persona che come lui stava camminando nella foresta e gridò: "Grazie a Dio c'è un altro essere umano. Mi può indicare la strada per tornare in paese?".
L'altro uomo gli rispose: "No, purtroppo anch'io mi sono perso. Ma c'è un modo per poterci essere d'aiuto: è quello di dirci quali sentieri abbiamo già provato inutilmente.
Questo ci aiuterà a trovare quello che ci porterà fuori". Un giorno, in un bosco molto frequentato scoppiò un incendio. Tutti fuggirono, presi dal panico. Rimasero soltanto un cieco e uno zoppo. In preda alla paura, il cieco si stava dirigendo proprio verso il fronte dell'incendio.
"Non di là!" gli gridò lo zoppo. "Finirai nel fuoco!".
"Da che parte, allora?" chiese il cieco.
"Io posso indicarti la strada" rispose lo zoppo "ma non posso correre. Se tu mi prendi sulle tue spalle, potremmo scappare tutti e due molto più in fretta e metterci al sicuro".
Il cieco seguì il consiglio dello zoppo. E i due si salvarono insieme.
Se sapessimo mettere insieme le nostre esperienze, le nostre speranze e le nostre delusioni, le nostre ferite e le nostre conquiste, ci potremmo molto facilmente salvare tutti.
Da Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù
Per finire…

Signore, che tipi quei tuoi ‘apostoli’,
sono stati dei camminatori instancabili,
dei pellegrini del Vangelo;
hanno macinato chilometri su chilometri
e seminato migliaia di gesti.
Diesel che sfrecciava sulle strade del mondo
per portare la tua buona notizia.
Un ‘andare’ alla massima velocità
quello degli apostoli e dei tuoi santi.
E il segreto?
Avevano nei polmoni lo Spirito Santo,
il respiro forte di Dio.
Vieni soffio di Dio, entra nei nostri polmoni.
Vieni, vento di Dio, sospingici, mettici le ali ai piedi,
perché possiamo ‘andare’
e correre per te incontro a tutti.
Vieni, soffio d’amore, e vinci ogni nostra fiacchezza,
che ci porta a fare le cose tanto per farle,
che ci priva di quello slancio
e entusiasmo nel cammino della vita,
che non ci permette di tenere il passo di Gesù.
Mettici nel gioco di Dio che è
quello della testimonianza forte, coraggiosa, audace.