Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

 

Anno II N. 8 Settembre – Ottobre 2004

Famiglia:

la libertà di imparare ad amare

 

SOMMARIO

 

pag. 14 Rinnovamento dello Spirito

pag. 15 Gruppo Giovani

pag. 16 Avvenimenti

pag. 18 Le nostre veglie

pag. 19 Oltre l'amore…

pag. 21 Una splendida Annunciazione

 

 

Editoriale

MODERNITA' NELLA FAMIGLIA

Nessuno può negare che il nostro tempo è un tempo di grande trasformazione sociale e culturale e tale cambiamento porta forti ripercussioni sull'istituto familiare. Basta pensare alle trasformazioni funzionali della famiglia moderna. E' in corso una ridefinizione dei ruoli e modelli di comportamento tra i membri della stessa. Il ruolo della moglie dedicata alle faccende domestiche ed all'educazione dei figli non è più adeguato alla condizione attuale della donna che cerca pariteticità e competitività con il marito trovando realizzazioni a livello professionale e di lavoro estradomestico. Basta pensare alle principali trasformazioni strutturali che oggi la famiglia presenta nella concretezza delle odierne situazioni: le libere convivenze che si stanno formando tra i giovani che vorrebbero avere uguale dignità rispetto al matrimonio; l'aumento delle domande di separazione e di divorzio in seguito alle frequenti crisi di coppia; le famiglie costituite dalla coppia senza figli in seguito alla perdita del valore della fecondità e della visione privatistica ed egoistica dell'amore coniugale; l'instaurarsi della famiglia nucleare in contrapposizione alla famiglia patriarcale del passato....

Tutto questo produce un nuovo modo di vedere e concepire la realtà familiare ed i ruoli da vivere all'interno di essa.

Da quanto abbiamo sinteticamente presentato, si capisce l'importanza di una riflessione nuova sulla famiglia e di una ripresentazione dei valori che la caratterizzano a livello religioso. Nell'epoca contemporanea soprattutto due fenomeni portano i loro effetti dirompenti sui valori dell'unita della comunione, della fedeltà, della crescita dell'amore tra gli sposi: sono l'individualismo esasperato e la libertà sradicata dalla responsabilità.

I cristiani - afferma la Gaudium et Spes - si adoperino per sviluppare i valori del Matrimonio e della famiglia, tanto con la testimonianza della propria vita, quanto con un'azione concorde con gli uomini di buona volontà" (n.28).

Questo è anche il nostro intento nel proporre la riflessione di questo numero.

Il vostro parroco, don Roberto

Spiritualità

SAPER SCEGLIERE PER COSTRUIRE

Beatitudini della famiglia

e che cammina alla sua presenza.

programmi costruttivi.

nel rispetto, nella benevolenza,

nell’allegria e nel perdono vicendevole.

e si impegna per la costruzione di un mondo più umano.

trova il suo modello di vita e di comportamento.

Si parla molto della crisi della famiglia, della crisi dei suoi valori. Eppure, pur deteriorata a volte, la famiglia resta sempre un punto di riferimento importante. È lì dove ciascuno di noi impara a vivere, dove apprende le prime cose fondamentali, cosa è importante e cosa non lo è.

La mancanza di tempo è ciò che più spesso si lamenta: eppure le giornate contano sempre le stesse ore. Diventa fondamentale allora il saper scegliere, saper dare una priorità alle cose importanti della giornata, tenendo in conto che il tempo trascorso non ritornerà più, e se trascuriamo le persone che ci vivono accanto corriamo il rischio di creare dei solchi incolmabili, di scoprire vicino presto o tardi qualcuno che non conosciamo più.

 

Ad ogni tappa del cammino occorre riscoprire una gioia che è anche meraviglia, stupore riconoscente per tutte le grandi cose che ha fatto il Signore per noi. Lo scorrere del tempo può essere vissuto quindi come opportunità, come occasione di crescita nella qualità della vita coniugale e familiare.

Il tempo può essere la grande risorsa dell’amore. E’ però anche una prova, una sfida: il nostro amore saprà resistere nel tempo? E’ anche un rischio, quello di farci cadere nella routine, nella noia, nell’abitudine, nello scontato: a farci credere veramente che il matrimonio sia la tomba dell’amore.

La famiglia è perciò un luogo da vivere in ogni momento, da far crescere: non è una realtà immobile, né un’assicurazione stipulata per tutta la vita. Il dialogo con le persone a noi più vicine compie il miracolo visibile della novità e della condivisione, che ci apre alla fiducia e alla voglia di crescere insieme. È però necessari che questo dialogo sia voluto, che ci sia sincerità e attenzione da parte di tutti. Nessuno ha il diritto di chiudersi nei propri mutismi e nella ricerca di false scusanti o acerbi ricatti affettivi.

La famiglia mette in luce la nostra capacità di essere attenti ai particolari: la trascuratezza ha un effetto distruttivo, rendendoci estranei. Al contrario l’attenzione e la semplicità rendono unici i momenti quotidiani, facendo trasparire la bellezza dei piccoli gesti.

Ogni famiglia formata da un uomo e una donna che si amano nella verità, anche se a volte in modo frammentario e sofferente, è espressione del sogno di Dio. La nostra famiglia si configura come "Chiesa in miniatura, viva immagine e storica ripresentazione del mistero stesso della Chiesa comunità salvata e salvante". Tra la Chiesa e le chiese domestiche esiste un legame reciproco e vitale: la Chiesa genera, santifica promuove la famiglia; la famiglia ripresenta in modo attuale il mistero della Chiesa, sposa di Cristo, nella concretezza della propria vita quotidiana.

Comunicare l’esperienza di fede all’interno della famiglia, e poi anche all’esterno, è un elemento fondamentale per la solidità del nucleo familiare, perché permette di condividere la parte più intima di noi, di alimentare la vita domestica con la presenza del Signore stesso e con i valori che la fanno crescere e rinnovare.

Perciò: diamoci da fare!

 

Le preghiere del mese

PREGHIERE

 

 Preghiera della famiglia

O Signore, Ti ringraziamo
per l'amore e per la gioia
della nostra vita comune:
vogliamo viverli come dono Tuo.
Fa' che la nostra famiglia
riviva ogni giorno
la vita della Famiglia di Nazaret
e diffonda sulla terra
l'amore tra gli uomini.
Regni sempre in essa
l'amore scambievole, la pace,
la Tua presenza.
Fa' che essa sia ospitale,
sempre pronta ad accogliere Cristo
che bussa alla nostra porta,
attenta alle necessità dei fratelli,
aperta ai problemi sociali.
Proteggi la nostra salute
e benedici le nostre fatiche.
Ti preghiamo che l'unione fra noi
cresca ogni giorno di più
e che per essa Tu possa essere
sempre presente in mezzo a noi.

 

Cosa dice la Chiesa

LA CHIESA E LA FAMIGLIA

 

1. La famiglia nei tempi odierni è stata, come e forse più di altre istituzioni, investita dalle ampie, profonde e rapide trasformazioni della società e della cultura. Molte famiglie vivono questa situazione nella fedeltà a quei valori che costituiscono il fondamento dell'istituto familiare. Altre sono divenute incerte e smarrite di fronte ai loro compiti o, addirittura, dubbiose e quasi ignare del significato ultimo e della verità della vita coniugale e familiare. Altre, infine, sono impedite da svariate situazioni di ingiustizia nella realizzazione dei loro fondamentali diritti. Consapevole che il matrimonio e la famiglia costituiscono uno dei beni più preziosi dell'umanità, la Chiesa vuole far giungere la sua voce ed offrire il suo aiuto a chi, già conoscendo il valore del matrimonio e della famiglia, cerca di viverlo fedelmente; a chi, incerto ed ansioso, è alla ricerca della verità ed a chi è ingiustamente impedito di vivere liberamente il proprio progetto familiare. Sostenendo i primi, illuminando i secondi ed aiutando gli altri, la Chiesa offre il suo servizio ad ogni uomo pensoso dei destini del matrimonio e della famiglia ("Gaudium et Spes", 52).

 

2. La Chiesa, illuminata dalla fede, che le fa conoscere tutta la verità sul prezioso bene del matrimonio e della famiglia e sui loro significati più profondi, ancora una volta sente l'urgenza di annunciare il Vangelo, cioè la "buona novella" a tutti indistintamente, in particolare a tutti coloro che sono chiamati al matrimonio e vi si preparano, a tutti gli sposi e genitori del mondo. Essa è profondamente convinta che solo con l'accoglienza del Vangelo trova piena realizzazione ogni speranza, che l'uomo legittimamente pone nel matrimonio e nella famiglia. Voluti da Dio con la stessa creazione (cfr. Gen 1-2), il matrimonio e la famiglia sono interiormente ordinati a compiersi in Cristo (cfr. Ef 5) ed hanno bisogno della sua grazia per essere guariti dalle ferite del peccato (cfr. "Gaudium et Spes", 47; "Insegnamenti di Giovanni Paolo II", III, 2 [1980] 388s) e riportati al loro "principio" (cfr. Mt 19,4), cioè alla conoscenza piena e alla realizzazione integrale del disegno di Dio. In un momento storico nel quale la famiglia è oggetto di numerose forze che cercano di distruggerla o comunque di deformarla, la Chiesa, consapevole che il bene della società e di se stessa è profondamente legato al bene della famiglia (cfr. "Gaudium et Spes", 47), sente in modo più vivo e stringente la sua missione di proclamare a tutti il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia, assicurandone la piena vitalità e promozione umana e cristiana, e contribuendo così al rinnovamento della società e dello stesso Popolo di Dio.

Dall’Esortazione Apostolica "Familiaris Consortio"

di Giovanni Paolo II

La ragione e la fede

L’ATTENZIONE DATA DALL’AMORE VERO

La famiglia: ogni giorno dovremmo svegliarci con la voglia di ricominciare, dando sempre la possibilità di ricominciare a noi e agli altri. Ogni mattina bisognerebbe partire con tutto il peso e la ricchezza del bagaglio della nostra storia, ma anche con la consapevolezza che possiamo scegliere cosa fare della nostra giornata.

Ma entro quali limiti possiamo scegliere come essere e cosa fare specialmente all’interno delle relazioni familiari? Qual è la libertà che tanto caratterizza l’essere umano? Non certo la libertà assoluta che molte filosofie e linee di pensiero moderni tentano di affermare, visto i continui condizionamenti a cui di fatto siamo sottoposti. Neanche quella di una negazione assoluta come drastica soluzione opposta.

Credo che la libertà che caratterizza l’essere umano sia la libertà di Gesù: la libertà che accetta di morire per amore.

Sono parole oscure e difficili. Cosa significa questo per noi uomini così piccoli e imperfetti, che abbiamo la dignità di figli di Dio, ma di fatto restiamo sempre con i nostri limiti umani? Cosa può mai significare questo "morire per amore"? Il Dio cristiano non è poi il Dio della vita?

Come uomini siamo sempre di fronte a scelte difficili, a situazioni di sofferenza che disequilibrano la nostra vita, e non è mai semplice trovare delle certezze assolute in queste situazioni. Come non ci è dato di superare i dolori magicamente, così la Resurrezione di Gesù non ha cancellato la sua croce, tanto che anche nel suo corpo trasfigurato rimangono i segni della passione. La Resurrezione ci dice però che la morte e la sofferenza non sono l’ultima parola, anche se costituiscono è un passaggio obbligato. Anche negli errori il Dio cristiano non è un Dio che ci giudica e ci punisce irreversibilmente, ma è il Dio che ci dà un’altra possibilità. Il Dio che nell’Amore apre sempre ad un’altra possibilità.

Libertà, sofferenza – morte, amore: sono le parole su cui tendiamo i fili della nostra vita, così conosciute e così misteriose, soprattutto riguardo alle relazioni più strette, alle persone che ci sono più vicine.

Anche in famiglia, dove spesso i conflitti e le difficoltà sono tante, insieme alle gioie, la libertà che ci è data è quella di imparare ad amare, e non a giudicare. Imparare: contempla e ammette tutti gli errori necessari per imparare. È capire che bisogna usare più amore e attenzione, e una giustizia sempre guidata dall’amore.

Possiamo fare del nostro tempo un’occasione per rendere grandi anche le piccole cose quotidiane, per educarci a scoprire che cosa alimenta davvero la vita delle nostre famiglie, lasciando perdere ciò che ci fa disperdere in inutili acidità e che ne disgrega l’unità.

 

 

Veglia di Preghiera

UOMO NUOVO, NUOVA FAMIGLIA

Canto d’inizio

Lettore 1: Ognuno di noi fa parte in ogni momento della sua vita di una famiglia. Oggi purtroppo le tante divisioni hanno intaccato l’unità di questo importante luogo di affetti e di crescita. Il primo lavoro da fare è sempre quello dentro se stessi per ricostruire le relazioni più vicine, più care, quelle che ci stanno a cuore: ognuno può fare il primo passo del perdono.

Dalla lettera agli Efesini (4, 17-32)

Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

 

Silenzio di riflessione - Canto

Lettore2: La famiglia è una piccola Chiesa, una Chiesa in miniatura; ma è anche la prima cellula della comunità cristiana, perché in essa si vivono le tre dimensioni fondamentali della Chiesa: l’annuncio, la celebrazione e la testimonianza. La famiglia cristiana è chiamata a vivere in miniatura questa triplice dimensione di annuncio, celebrazione e testimonianza.

 

 

Lettore3: Anche la famiglia è chiamata a mettersi alla scuola della Parola per cogliere il progetto di Dio su di essa e per lasciarsi convertire. La famiglia ha una sua liturgia, nella quale sente la presenza di Dio ed entra in dialogo con lui per offrire a lui la sua vita quotidiana perché la trasformi in storia di salvezza. Anche la famiglia, che incontra il Signore nella Parola e nella preghiera, è chiamata a vivere rapporti nuovi, che siano ispirati non soltanto all’amore umano ma alla carità evangelica: cioè all’accoglienza gratuita, alla comunione, al servizio vicendevole.

Canone Cantato

Da uno scritto di madre Teresa di Calcutta

Alcune settimane fa, due giovani sono venuti alla nostra casa dandomi molto denaro per nutrire la gente. A Calcutta prepariamo pasti per 9.000 persone al giorno. Volevano che il denaro fosse speso per nutrire questa gente.
Chiesi loro: "Dove avete trovato così tanto denaro?". Ed essi risposero: "Ci siamo sposati due giorni fa. Prima del matrimonio abbiamo deciso che non avremmo avuto abiti da matrimonio, e neppure feste. Diamo a voi il nostro denaro".
Per un indù di alto ceto sociale questo è uno scandalo. Molti furono sbalorditi nel vedere che una famiglia così elevata non avesse abiti e festeggiamenti per il matrimonio. Poi chiesi loro: "Perché avete fatto questo?". Ed ecco la strana risposta che mi diedero: "Ci amiamo a tal punto che volevamo donare qualcosa ad un altro per cominciare la nostra vita insieme con un sacrificio". Mi ha colpito moltissimo vedere come queste persone fossero affamate di Dio. Un modo per concretizzare l'amore l'uno per l'altra era di fare questo grandissimo sacrificio. Sono sicura che voi non capite che cosa significhi questo. Ma nel nostro paese, in India, sappiamo che cosa significhi non avere abiti e feste per il matrimonio. Tuttavia questi due giovani hanno avuto il coraggio di comportarsi così. Questo è davvero amore in azione.

Pausa di silenzio

Lettura della parabola del buon Samaritano in chiave familiare:

la Chiesa siamo noi e dobbiamo aver cura gli uni degli altri.

Passò per quella strada un sociologo, vide la famiglia, la studiò a lungo e disse: "Ormai è morta!"; e andò oltre. Le venne accanto uno psicologo e sentenziò: "L’istituzione familiare era oppressiva. Meglio così!". La trovò un prete e si mise a sgridarla: "Dovevi opporti ai ladroni! Perchè non hai resistito meglio? Eri forse d’accordo con chi ti calpestava?".

Passò alla fine il Signore, ne ebbe compassione e si chinò su di lei a curarne le ferite, versandovi sopra l’olio della sua tenerezza e il vino del suo sdegno. Poi, caricatala sulle spalle, la portò fino alla Chiesa e gliela affidò, perchè ne avesse cura, dicendole: "Ho già pagato per lei tutto quello che c’era da pagare. L’ho comprata con il mio sangue e voglio farne la mia prima, piccola sposa. Non lasciarla più sola sulla strada, in balia dei Tempi. Ristorala con la mia Parola e il mio Pane. Al mio ritorno ti chiederò conto di lei".

Quando si riebbe, la famiglia si ricordò il volto di Dio chino su di essa. Assaporò tutta la gioia di quell’amore e chiese a se stessa: "Come ricambierò per la salvezza che mi è stata donata?" Guarita dalle sue divisioni, dalla sua aridità, dalla sua solitudine egoistica, si propose di tornare per le strade del mondo e di guarire le ferite del mondo.

Lettore 4: Famiglie e comunità parrocchiali che si ignorano a vicenda tradiscono la loro identità e missione e sono infedeli al disegno di Dio. Noi famiglie abbiamo bisogno della Chiesa per alimentare il nostro amore nell'incontro sacramentale con Cristo. La Chiesa ha bisogno di noi famiglie per rivelare il suo volto credibile.

Silenzio di riflessione e Canto

Preghiamo insieme, anche aggiungendo delle preghiere spontanee sorte dalle nostre riflessioni personali

Fa’ che la nostra famiglia creda in Te, Signore. Dona la fede, Signore.

Fa’ che tutte le famiglie abbiano fede in Te, Signore. Dona la fede, Signore.

Perché amiamo ciò che Tu comandi. Dona la fede, Signore.

Desideriamo ciò che Tu prometti. Dona la fede, Signore.

Donaci Tu forza e decisione. Dona la fede, Signore.

Porta a compimento in noi l’opera che hai iniziato. Dona la fede, Signore.

…………

Preghiera Finale (tutti):

Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi ti benediciamo e ti ringraziamo
per questa nostra famiglia che vuol vivere unita nell'amore. Ti offriamo le gioie e i dolori della nostra vita E ti presentiamo le nostre speranze per l'avvenire. O Dio, fonte di ogni bene, dona alla nostra mensa il cibo quotidiano, conservaci nella salute e nella pace, guida i nostri passi sulla via del bene. Amen.

Canto Finale

 

Musica

UN SENSO

Voglio trovare un senso a questa sera,

anche se questa sera

un senso non ce l’ha.

Voglio trovare un senso a questa vita

anche se questa vita

un senso non ce l’ha.

Voglio trovare un senso

a questa storia, anche se questa storia

un senso non ce l’ha.

Voglio trovare

un senso a questa voglia, anche se questa voglia un senso no ce l’ha

Sai che cosa penso, che se non ha

un senso, domani arriverà,

domani arriverà lo stesso…

Senti che bel vento,

non basta mai il tempo,

domani è un altro giorno, arriverà…

Voglio trovare un senso

a questa situazione, anche se

questa situazione un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso

a questa condizione, anche se

questa condizione un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso, che se non ha

un senso, domani arriverà,

domani arriverà lo stesso

senti che bel vento,

non basta mai il tempo,

domani è un altro giorno, arriverà…

Voglio trovare un senso a tante cose,

anche se tante cose

un senso non ce l’hanno…

(Vasco Rossi– Buoni o cattivi –2004)

Spunti per la riflessione

L’ascolto di questo brano va inserito all’interno dell’ultimo film di Sergio Castellino "Non ti muovere", di cui ne è la colonna sonora. Un film dalle relazioni familiari inquietanti e contraddittorie, in cui sono veramente tante le cose che sembrano non avere senso; eppure in un momento tragico della propria vita il protagonista trova sì il coraggio, ma più è la necessità, di ripercorrere le fila della propria vita.

 

"Voglio trovare un senso a questa vita…": tante volte agiamo senza riflettere troppo, portati più dalle necessità e dai desideri del momento, senza pensare alla direzione che stiamo dando alla nostra vita. Eppure "trovare un senso" forse non è solo questo.

► Credi che la tua vita abbia un senso?

► Che cosa significa per te che la tua vita "abbia un senso"?

►Quale posto pensi che abbiano le persone che ti sono accanto nel "senso" della tua vita?

"…domani arriverà lo stesso": Quando le domande che ci facciamo rischiano di essere troppo complicate è meglio partire dalle cose essenziali.

► La tua fiducia nel domani credi sia una via di fuga dal presente, una attesa di chiarimento di ciò che adesso non capisci, o non hai fiducia nel domani?

"Voglio trovare un senso a tante cose…":

► Nella tua vita ci sono cose che reputi senza senso?

 

Notizie della nostra Comunità

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET

Con la preghiera farete cose grandi

BREVI CONSIGLI…ALLE DONNE

La Sacra Bibbia dice: Una donna silenziosa è un dono di Dio!

Avete mai sentito l'espressione "donna di poche parole"?

Io mai... eppure voi, che siete l'"invenzione" di Dio, siete indicate dal Mondo come troppo parlantine.

Si dice che Gesù affidò la notizia della Resurrezione ad una donna… affinché la novella si potesse diffondere più in fretta.

lo vi consiglio, mie care donne, di usare la lingua per evangelizzare e portare avanti, con la vostra delicatezza, il messaggio di Dio: meglio parlare poco e bene, che molto e per niente.

A voi donne, che cercate la libertà, vi dico:

Non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi.

Se non alzi gli occhi, mia cara creatura donna, crederai sempre di essere nel punto più alto.

Non credere nel destino, il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata. Credi in Dio e nella Sua Volontà!

Infine, mie care, permettetemi di darvi qualche altro consiglio...

Non usate le menzogne per coprire gli errori, ma amate la verità... perché le menzogne sono sempre dette a fin di bene... il proprio.

Mie care, vi assicuro che si può morire a cent'anni senza aver vissuto neanche un giorno.

Imparate, care donne, ad amare voi stesse, la vostra anima, senza seguire mode assurde e disdicevoli, ricordando che chi segue gli altri, non arriva mai primo.

E non preoccupatevi dei pettegolezzi o delle ingiurie, queste sono molto umilianti per chi le dice... quando non riescono ad umiliare chi le riceve.

Non fatevi mai maestre, perché vi assicuro che ci vuole tutta una vita per capire che non è necessario capire tutto.

Non vi sembri strano ciò che dico... io sono una creatura che crede e serve Dio, credo nel Dio che ha creato gli uomini, non nel Dio che gli uomini hanno creato.

Padre Candido (O.S.M.)

 

APPUNTAMENTI

Il 13 do ogni mese alle ore 15.30 a Ristonchi Rosario meditato e S. Messa.

Pellegrinaggio da S. Rita il 26 settembre.

PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE

DA 5 AL 10 Dicembre

Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani

Tel. 0575 570124

 

Notizie della nostra Comunità

GRUPPO GIOVANI

Carissimi lettori,

in questo numero del giornalino, vogliamo parlare dell'estate. Sta finendo e, con lei, se ne vanno le vacanze, il bel tempo e le giornate al fiume o al mare. Inizia di nuovo la scuola (per dispiacere di tutti i bambini), le interrogazioni e la fatica di alzarsi presto la mattina…giusto? Sapete, vi ricordiamo che ricominciano gli incontri del nostri gruppo, anche se, in teoria, non l'abbiamo mai smesso!!!

Quest'estate abbiamo fatto gli straordinari con giornalino per l'edizione speciale e poi ci avete visto anche in giro…vero?

Saremo contenti se il gruppo giovani si ingrandisse….ci sarebbero più opinioni da esprimere, più discorsi da approfondire, più dubbi da chiarire…Noi speriamo che anche quest'anno il gruppo giovani funzioni, anche perché con gioia e soddisfazione abbiamo raggiunto vari scopi; il più importante è quello dell'adozione a distanza di un bambino. Questa cosa sta procedendo benone…meno male!!!

Be…adesso è il vostro momento; intendiamo dire, se volete darci consigli, su noi come gruppo o sul giornalino in generale, c'è l'angolo della posta…che per ora ha ottenuto scarsi risultati!!!

AIUTATECI…

Amy e Marti

 

Avvenimenti

TERZA FESTA DELLA PARROCCHIA

Domenica 8 Agosto, per la terza volta, il Consiglio Pastorale è riuscito a concretizzare un sogno: vedere i locali parrocchiali del circolo MCL vestiti a festa, una festa che ha incarnato lo Spirito di pastorale evangelica tipico di un vero e proprio "Oratorio". Che dire di più: questa è la nostra più grande soddisfazione e, scusateci, se proprio all'inizio di questa cronaca, esprimiamo questa ingenua ma vera gioia!

Il resoconto.

Alle ore 15.00, come da programma, la giornata si è aperta con i giochi: i bambini si sono misurati in una olimpiade di gare tipiche dell'estate con una bella cocomerata finale (con l'aiuto delle instancabili suore), i ragazzi hanno animato tornei di bocce, briscola e scala quaranta ( con l'auto del gruppo giovani). Anche gli adulti non sono stati a guardare: quelli che non erano impegnati nella preparazione della cena, hanno partecipato come i figli.

Alle ore 18.00 si è iniziata la preparazione della S. Messa con le prove dei canti: due chitarre e tanta partecipazione hanno animato la celebrazione delle 18.30, all'aperto nel campetto, presieduta da don Roberto. Un soddisfacente numero di persone e una bella sorpresa inaspettata, un gruppo scout che per caso, si trovava nel paese. Alla fine un bel ricordo per ogni famiglia: una preghiera, una medaglia e un fiore per ricordare e invocare la nostra Mamma del Cielo.

 

Alle ore 20.00 la cena con grandi apprezzamenti di tutti: meravigliosa la carne! Dopo cena finali di bocce, partita di pallavolo "Vecchi"(40enni) contro "Giovani", premiazioni e saluti.

Un po' di soddisfazione.

Siamo riusciti ad attirare persone che non avevano prenotato e che, incuriosite, si sono fermate ed hanno partecipato alla festa.

I ringraziamenti.

Senza fare nomi, un apprezzamento di stima in fraterna amicizia, di riconoscenza da parte del parroco, per chi, veterano, new entry o dolorosamente assente, si impegna per la parrocchia. Si impegna per gli ideali di fede che spingono la comunità dei credenti a rendersi disponibile, oltre che per la specificità dell'evangelizzazione, anche in attività sociali; questo non per fini personali, ma allo scopo di comunicare a tutti senza pudori, a testa alta, i valori di una vita che non perde di vista il "vero tesoro".

Tema della giornata.

"Dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore"

(Luca 12,34)

Gli indimenticabili.

Un particolare apprezzamento per il gruppo giovani, che anche in questa occasione, ha dimostrato un attaccamento alla parrocchia, una sensibilità costante verso le richieste di aiuto, in termini di animazione, fatte da noi "vecchietti".

 

Notizie della nostra Comunità

LE VEGLIE DI PREGHIERA

Ormai da diversi mesi in parrocchia si sta consolidando l'appuntamento bimestrale della Veglia di Preghiera collegata alla pubblicazione del giornalino In Cammino. Dal terzo numero infatti, le pagine della preghiera di gruppo si concretizzano in una veglia che si tiene alla Cappella della Visitazione, di solito un venerdì del mese alle ore 21.00. Un discreto gruppo di persone, abbastanza costante e fedele all'appuntamento partecipa attivamente alla veglia.

Attivamente dico, perché tutti sono chiamati a dare il loro apporto: canti, letture, testimonianze. La struttura della veglia ricalca un po' la bella esperienza fatta per anni dai frati cappuccini di Certomondo.

I canti sono animati dalle suore di Pagliericcio, Suor Francesca e Suor Benedetta con l'aiuto del Gruppo Giovani sempre presente, e dei partecipanti tutti. La veglia comincia alle ora 21.30, perché la prima mezz'ora è dedicata all'ascolto dei canti proposti, per impararli e cantarli attivamente durante l'incontro. In ogni veglia è stato offerto anche un ricordo o un segno da portare a casa, con lo scopo di concretizzare visivamente il pensiero approfondito e la speranza che potesse suscitare una riflessione, un ripensamento nei giorni successivi l'incontro.

Belli sono i ricordi delle veglie passate, ormai cinque in tutto, un bel traguardo! Fra tutte il ricordo dell'indecisione e della trepidazione per la veglia di gennaio sotto un manto di neve e dei bei fiocchi che scendevano minacciosi. Poi la decisione: la facciamo ugualmente! Via a Pagliericcio a prendere le suore, che impaurite non credevano ai loro occhi di vederci; poi a Borgo a cercare Elena; un po' di ragazzi del gruppo giovani c'erano già; le suore Elide e Pellegrina con Amalia non le ferma nessuno!

E poi alla fine…anche le pallate di neve!

Un ringraziamento per la reale testimonianza di fede che rendono, a tutti quelli che partecipano assiduamente; a tutti gli altri un invito ad iniziare a frequentare le veglie, che vogliono essere espressione di un nuovo modo di proporsi alle persone, nell'offerta fatta dalla Chiesa per un incontro con Cristo Risorto presente in mezzo a noi.

 

Il racconto

OLTRE L'AMORE…c'è quello che non tramonta mai

 

Non si poteva parlare del classico colpo di fulmine.

I ragazzi erano cresciuti insieme, avevano frequentato la scuola elementare del paese e stavano bene in compagnia, anzi, sembrava non potessero vivere senza vedersi ogni giorno.

Soltanto dopo il Liceo, Marco e Anna Maria avevano potuto constatare che fra loro c'era qualcosa di più di una semplice amicizia: era sbocciato l'amore.

Amore?

Ma si può parlare di amore a sedici anni?

Sì! Di primi amori, di grandi piani, di sogni smisurati, di avventure impossibili, di sacrifici inauditi per una causa giusta. Di tutto si può parlare a sedici anni.

Marco si era iscritto al primo anno di Medicina e sognava già una vita attiva, quale Medico Distrettuale, accanto ad Anna Maria, quella ragazza dagli occhi profondi, che non sembrava mai pensare a se stessa, ma sempre agli altri.

Lei, Anna Maria, non si sapeva bene cosa volesse: senza dubbio amava il suo Marco, ma amava anche la vita, desiderava o avrebbe desiderato viaggiare in paesi lontani, vedere genti nuove, sacrificarsi per gli altri, dare senza mai chiedere nulla in cambio; così, chissà perché...

I giorni passavano sereni e i due giovani si scambiavano sentimenti presenti e discutevano piani futuri.

Da qualche giorno, Marco e Anna Maria portavano gli anelli di fidanzamento e lei aveva voluto regalargli anche una catenina d'oro con l'immagine di Maria sul davanti e sul rovescio, le parole: "Al mio Marco, con tanto affetto. A.M.".

Ormai sembrava che la barca della loro esistenza stesse per entrare in porto: un porto come ce ne sono tanti nella vita degli uomini, un porto quieto, senza tempeste e pericoli, ma si trattava solo di apparenza.

Anna Maria aveva dei momenti taciturni e notti interrotte da incubi. Di giorno, a volte, la si sorprendeva a ridere come una matta. Non si sentiva bene, forse? Non sarebbe stato meglio consultare qualche bravo medico e fare qualcosa, senza perdere tempo?

Questo era il consiglio dei genitori, che amavano quella figlia unica, come la pupilla dei loro occhi. Questo era il consiglio di Marco, in quanto avrebbe preferito che ella vedesse uno specialista di sua conoscenza.

Anna Maria accettò, al contrario, l'invito di alcune sue coetanee a recarsi ad un ritiro di Orientamento Professionale.

E lì avvenne il tracollo. Ora, le idee erano chiare: rinunciare a tutto, per essere di aiuto ai fratelli più bisognosi.

Ora sapeva ciò che avrebbe dovuto fare: chiedere di essere ammessa ad un Istituto Missionario e partire per l'Africa.

Il punto più difficile da superare era come spiegare tutto ciò a Marco; parlargli di questo nuovo destino, di questo scopo nuovo che le dava un entusiasmo gratificante nella vita banale del paese.

Marco, dapprima, cadde dalle nuvole, pensava fosse uno scherzo; poi pianse, s'irritò, fu sul punto di farsene una malattia e d'impazzire. A nulla valse l'opera di persuasione dei suoi genitori e dei genitori di Anna Maria.

La ragazza diceva di aver trovato la sua strada ed era irremovibile. Si restituirono gli anelli di fidanzamento. Anna disse a Marco: "Tieni per te le catenina d'oro, per mio ricordo. Pregherò per te, affinché tu abbia coraggio e possa comprendere la mia decisione".

E con queste parole si lasciarono per sempre.

Ora, Anna Maria, diventata Suor Anna e patentata Infermiera, era l'angelo consolatore di tanti bambini neri e di vecchi, senza altro aiuto.

Un giorno, una lettera dal paese le annunciò che Marco, appena Laureatosi in Medicina, era entrato in una Congregazione Missionaria ed era partito per il Congo, come Medico Missionario.

Suor Anna trasalì di gioia e la tentazione più forte da cacciare via era quella di chiedere il suo indirizzo, di scrivergli, per congratularsi con lui poiché, finalmente, aveva capito ciò che lei aveva veduto per prima.

Ma un pensiero improvviso la sgomentò in modo tale da renderle l'animo angosciato. Infatti, in quei giorni, su tutti i giornali, primeggiavano le notizie che i Simba incendiavano e distruggevano le Missioni in tutto il Congo, dopo aver ucciso i Missionari superstiti. Quella sera il suo pensiero e, soprattutto la sua Preghiera, erano per Marco, molto più vicino a lei ora che in un tempo passato, quando si tenevano stretti per mano, lungo le rive del fiume.

Il presentimento di paura di Suor Anna non tardò a prendere consistenza.

C'era un modulo da firmare al piccolo Ufficio Postale, presso l'Ospedale del Buon Pastore e, quando aprì il pacchetto, con mani tremanti, vide la sua catenina d'oro con la medaglia di Maria, macchiata di sangue. Una lettera del Superiore spiegava il perché di quel pacchetto indirizzato a lei.

"Padre Marco - diceva la lettera - portava sempre al collo la catenina che lei gli aveva regalato un giorno lontano. La portava con sé anche quando i Simba erano entrati nell'Ospedale diretto da lui e lo hanno trucidato sotto lo sguardo dei malati, per i quali si prodigava con tanto amore.

È morto da eroe e da santo, perdonando i suoi uccisori. A monosillabi mi ha chiesto di esprimere a lei, Suor Anna, la sua gratitudine, perché un giorno, rinunciando all'amore che passa, gli ha fatto trovare l'Amore che non tramonta mai".

Padre TERENZIO BIONDI

Notizie dalla nostra comunità

Una splendida Annunciazione

Fu per caso che eliminando un solaio malandato in un soppalco di una sala del castello apparve una cornice di un affresco. La curiosità mi portò a togliere l'intonaco fatto in epoca successiva (cioè quando il castello ormai rudere fu utilizzato come casa colonica, i saloni furono tramezzati, i soffitti abbassati, le bifore chiuse e in parte trasformate in finestre).

Via via che l'intonaco si staccava, una splendida figura, anche se imbrattata da calce, veniva alla luce. Ci volle il restauro fatto da Lazzeri Silvano, esperto restauratore per conto della Soprintendenza di Arezzo, per dare vita ai colori e alla bella immagine della Madonna: "una annunciazione". L'affresco fa quadro nella luminosa sala di rappresentanza dove altre tracce di figure la decorano.

La soprintendente Anna Maria Maeske lo definì ottimo affresco quattrocentesco di scuola fiorentina. Tanti sono stati gli esperti che lo hanno visto ma nessuno si è pronunciato dopo lo scandalo delle testine di Modigliani, nessuno vuol rischiare la carriera.

Nel guardare questa immagine mi incuriosisce l'atteggiamento della Madonna diverso dalle comuni annunciazione. mi colpì l'interpretazione data da Bensi Silvia, esperta in arte, che mi disse: "nel Medioevo quando un pittore si accingeva a disegnare un'immagine sacra faceva uno studio filosofico-religioso".

La Madonna di questo affresco sembra, con la mano alzata; dica all'angelo che ha di fronte: - non importa che tu dica ciò che io devo fare, perché questo che io devo fare l'ho trovato nelle Sacre Scritture - e con l'indice della mano sinistra indica la pagina del testo.

L'angelo non è in perfetto stato di conservazione, ma da quello che si intravede sembra che dica, con le mani incrociate sul petto, in atteggiamento di umiltà: "so che tu sai!"

L'affresco è in attesa che qualche esperto possa ancora interpretarlo e riconoscere l'autore, potrebbe essere una sorpresa interessante.

Giovanni Biondi

 

Notizie dal Vicariato

CASA PER FERIE "EMMAUS"

Suore Orsoline di Somasca - Prato di Strada

Luogo di incontro per momenti di quiete e serenità

 

La "Casa di Accoglienza" delle Suore Orsoline di Somasca (Bergamo) è situata al centro di Prato di Strada, nel Comune di Castel San Niccolò in provincia di Arezzo.

La data certa delle origini del borgo di Prato di Strada non si conosce, però si sa che la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, fu eretta verso la metà del secolo XV. All'inizio del 1800 il Repetti scrive nel suo "Dizionario storico della Toscana": "Molti abitanti esercitano il mestiere di calzolaio, esitando il lavoro alle fiere e ai mercati del Casentino. Non mancano, però, altri lavori di industrie: tale è una trattura di seta, dove si lavorano circa libbre 1800 di bozzoli, una tintoria che tinge da 600 pezze di panno e diversi panetti, rascette e calissi di altri piccoli lanifici, che somministrano lavoro a 20 uomini e circa 60 donne per anno".

L'attuale casa di accoglienza cominciò a funzionare nel 1922, quando era parroco don Azolino Mecatti. L'Istituto delle suore vanta due primati: è stato il primo ad essere fondato nell'Alto Casentino e il primo della diocesi di Fiesole. Ma al di là dei primati, le suore Orsoline ebbero il grande merito di dedicarsi subito all'istruzione e alla educazione dei giovani, interessandosi anche ai vari problemi della popolazione. Il lavoro fu interrotto nel 1944, quando le bombe della guerra causarono gravissimi danni alla Casa di accoglienza.

Le brave suore tornarono in Prato di Strada dopo un periodo trascorso nel vicino Comune di Montemignaio, nell'anno 1952, quando l'ambiente era stato sistemato. In quello stesso anno ebbero in dono dalla famiglia Tosini il grande palazzo attiguo alla loro "casa". Con l'arrivo a Prato di Strada di suor Isidora, la "cuciniera", la Comunità delle suore era al completo, pronta a riaprire la scuola materna, il doposcuola e un'attività lavorativa femminile. Sempre in quell'anno fece il suo ingresso come parroco don Ezio Ferrantini, il quale pensò subito di accogliere nella ormai grande casa i figli dei boscaioli. In tal modo sarebbe state risolto il vecchio e gravoso problema di molte famiglie della zona che, costrette ad andare a lavorare alla macchia, avrebbero dovuto condurre i loro figli nei boschi di ogni parte d'Italia per otto o nove mesi all'anno, senza possibilità alcuna di far loro frequentare la scuola. Sbrigate le solite pratiche burocratiche, le suore Orsoline aprirono le porte non solo ai figli dei boscaioli ma anche a figli delle famiglie in difficoltà, provvedendo anche alla loro istruzione.

A partire dall'anno scolastico 1972/73 l'Opera della Casa del Boscaiolo cessa l'attività perché, con l'arrivo del gas in bombole, il carbone vegetale non era più richiesto. E così ebbe fine l'antico mestiere del carbonaio, praticato da moltissimi uomini delle zone montane dell'Alto Casentino.

Fino alla metà degli anni '90, le strutture che accoglievano i bambini presero il nome generico di "Casa di accoglienza"; essa era in grado di ospitare gruppi di giovani, soprattutto interni alle scuole delle Suore Orsoline, per trascorrere periodi di vacanza nel fresco Casentino.

Infine negli ultimi anni, in seguito alle mutate esigenze del turismo, agli adeguamenti normativi sulla sicurezza, la casa, attualmente detta Casa per Ferie "EMMAUS", è stata completamente ristrutturata.

Oggi è dotata di spazi più confortevoli, camere singole e doppie con bagno, ascensore e locali adatti a persone con capacità motorie ridotte o portatori di handicap. Tutto questo per l'instancabile opera di Suor Pierina, Suor Evelina, don Eusebio.

Oggi è un ambiente tranquillo, sereno e familiare, dove riposare e approfittare delle bellezze naturali e dei luoghi di fede ed arte vicini.

Come si legge nel registro dei visitatori, è apprezzata la disponibilità all'accoglienza che le suore manifestano a tutti.

Nondimeno le Suore si sono dimenticate del paese di Prato di Strada: animano la vita parrocchiale, seguono il catechismo dei ragazzi, i locali sono sempre aperti a tutti per incontri ed iniziative pastorali. La stessa festa della ciliegia, momento che riporta il borgo di Prato agli antichi splendori delle fiere di un tempo, animata dalla buona volontà dei pratesi, si può svolgere solo grazie alla disponibilità delle suore, che mettono in quei giorni a disposizione i loro ambienti.

 

 

Varie

LA VERA BELLEZZA

 

C'erano una volta, in un paese orientale, due bellissime sorelle. La prima sorella andò sposa al re, la seconda ad un mercante. Con il passare del tempo, però, la moglie del re si era fatta sempre più magra, sciupata e triste. La sorella, che viveva con il mercante accanto al palazzo reale, pareva farsi più bella ogni giorno che passava. Il sultano convocò il mercante nel suo palazzo e gli chiese: "Come fai?". "È semplice: nutro mia moglie di lingua". Il sultano diede ordine di preparare quintali di lingua di montone, di cammello, di canarino per la dieta della moglie. Ma non successe niente. La donna era sempre più smunta e malinconica. Infuriato, il re decise di far cambio. Mandò la regina dal mercante e si prese in moglie la sorella. Nella reggia però, la moglie del mercante, diventata regina, sfiorì rapidamente. Mentre la sorella, a casa del mercante, in poco tempo ridivenne bella e radiosa. Il segreto? Ogni sera il mercante e sua moglie parlavano, si raccontavano storie e cantavano insieme.

 

Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù

 

Credo che quello che tutti dobbiamo capire è l'amore comincia dalla famiglia.
Ogni giorno di più ci rendiamo conto che nel nostro tempo le sofferenze maggiori hanno origine nella famiglia stessa. Non abbiamo più tempo per guardarci in faccia. per scambiarci un saluto, per dividere insieme un momento di gioia, e meno ancora per essere quello che i nostri figli attendono da noi, quel che il marito attende dalla moglie e la moglie attende dal marito. E così apparteniamo ogni giorno meno alle nostre famiglie e i nostri contatti scambievoli diminuiscono sempre più.

Un ricordo personale. Qualche tempo fa arrivò un gruppo numeroso di professori dagli Stati Uniti. Mi chiesero: "Ci dica qualcosa che possa esserci utile".
Dissi loro: "Sorridetevi scambievolmente". Credo di averlo detto con eccessiva serietà. Uno di loro mi domandò: "Lei è sposata?".Gli risposi: "Sì, e a volte mi riesce difficile sorridere a Gesù; perché arriva ad essere troppo esigente".
Credo che l'amore cominci proprio qui: nella famiglia.

Madre Teresa di Calcutta

Buon Umore

 

AL PARCO

Una mamma:- ma lo sa che mio figlio ha quattordici mesi e sono già tre mesi che cammina?

Un Signore molto indifferente, senza alzare gli occhi dal giornale: - Accipicchia! Complimenti! Deve averne fatta di strada!!!

LA FAMIGLIA DEI VERMI

Un piccolo vermiciattolo vede la mamma molto triste.

- Mammina, mammina, perché sei triste? E dove è andato il babbo?

E' andato a pescare, figlio mio…

 

INTELLIGENZA

Due bambini giocano al parco sotto gli occhi vigili delle mamme.

- Ma lo sai che sono così intelligente, ma così intelligente- dice uno- che a dieci mesi sapevo già camminare?

- E tu saresti intelligente? - ribatte l'altro- Io si che sono intelligente. A tre anni mi facevo ancora portare in colo dalla mamma…

ECO

- Babbo, babbo, che cos'è l'eco?

  • L'unica cosa al mondo che impedisce a tua madre di avere l'ultima parola!

 

MOSCHE A TAVOLA

Mamma mosca e suo figlio moschino stanno facendo colazione su una grossa cacca di mucca.

Improvvisamente al moschino sfugge una pernacchietta.

La mamma lo sgrida:- Ti prego, non a tavola!

 

 

Per finire…

FAMIGLIA: CONSIGLI PER L’USO

Il segreto del matrimonio
Robert Anderson

In tutti i matrimoni che hanno più di una settimana ci sono motivi di divorzio. Il segreto sta nel trovare, e nel continuare a trovare, motivi di matrimonio.

Adulti educatori
Adolfo L'Arco

I bambini sono formidabili imitatori: si comportano come i genitori, nonostante tutti gli sforzi per insegnare loro le buone maniere.


Il matrimonio
Fulton Sheen

Bisogna essere in tre, per sposarsi bene: lui, lei e il Signore.


Il matrimonio
Dino Semplici

Il matrimonio è l'unione di due cuori, fra i quali si sente battere il cuore di Dio.


Famiglia, sede della cultura dell'accoglienza
Norberto Galli

La famiglia è la prima sede dove si comprende il significato dell'esistenza.
In un mondo in cui prevalgono i valori del profitto, della ricchezza, del piacere, la cultura dell'accoglienza mira a coltivare i valori del servizio e del dono.

La cosa più bella del papà
Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù

Il papà chiede ad Alessio, 5 anni: "Che cosa ti piace di più del papà?".
E Alessio, dopo aver riflettuto un po':
"La mamma
".