Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino
Anno II N. 9 Novembre – Dicembre 2004
Maschio e femmina li creò
SOMMARIO
pag. 16 Gruppo giovani
pag. 17 Avvenimenti
pag. 20 Ricorrenze
pag. 21 Scuola Materna Alterini
pag. 22 Ricordi…don Bosco
Editoriale
ESSERE UOMO, ESSERE DONNA…
Stiamo vivendo in un mondo che cambia ed il cambio è molto rapido e profondo.
Chi avrebbe mai pensato che il progetto di Dio sull'uomo e sulla donna venisse posto in discussione e che quello che è scritto in natura, cioè nella parte costitutiva dell'essere umano - "essere uomo" "essere donna" - potesse avere concretizzazioni opposte nel tessuto del vivere concreto?
Eppure la cultura radicale odierna e la cultura dell'esaltazione estrema della libertà individuale arriva ad accettare che ci possa essere matrimonio tra due 'lui' e due 'lei' e, costituendo famiglia, possano essere soggetti idonei e capaci di adottare e far crescere figli.
Dove vanno a finire le attese fondamentali del bambino che vede nel padre e nella madre i modelli di identificazione dell'essere uomo e dell'essere donna?
Come rispondere alla maturazione integrale e completa che l'essere umano necessita con una famiglia a due padri o a due madri?
Anche se l'eccezione o deviazione nell'epoca moderna merita comprensione; l'eccezione non deve diventare norma da accogliere incondizionatamente.
I cristiani, in questo mondo mutevole, devono ribadire e mantenere la visione del matrimonio e della famiglia che hanno ricevuto dalla rivelazione.
Quel progetto e quei principi, oltre ad essere stati manifestati da Dio, sono anche scritti nelle profondità della natura umana.
Il vostro parroco, don Roberto
Spiritualità
LA VISIONE BIBLICA DELL’UOMO
Probabilmente ci meraviglieremmo molto se andassimo a leggere e studiare in maniera più approfondita qual è la visione dell’uomo che viene fuori dalla Bibbia. Per quel che ci riguarda possiamo cercare di fare un rapido excursus delineandone le caratteristiche principali, sperando di attivare la curiosità di ciascuno e il desiderio di informarsi di più. Dio ci ha parlato e dato le Sacre Scritture perché possiamo conoscere qual è lo stile di vita che è più conforme alla nostra vera natura, che ci fa essere pienamente uomini. Un confronto diretto e approfondito con la Parola di Dio è utile più che mai in questo momento, momento in cui si stanno perdendo i valori fondamentali che riguardano la dignità e il rispetto umano a tanti livelli.
La Bibbia ci presenta una antropologia unitaria: noi siamo stati spesso abituati a pensarci come composti di anima e di corpo, quasi fossero due entità separate che si trovano a stare insieme. È stato un modo semplice (derivante anche dall’assunzione di altre correnti di pensiero estranee al mondo giudaico-cristiano) per indicare che la vita dell’uomo ha qualcosa di Eterno, che le prospettive del nostro agire non si possono limitare ai profitti immediati. Ciò che però esiste di fatto è l’uomo: l’uomo che ha bisogno di prendersi cura di se stesso in modo integrale, non tralasciando la dimensione interiore a scapito di quella esteriore, ma neppure viceversa. L’uomo non è chiuso in se stesso, ma è "persona", cioè se stesso in dialogo con gli altri e con Dio.
Parlando dell’uomo nell’Antico Testamento si nominano queste caratteristiche fondamentali: l’uomo è basar (corpo), ruah (Spirito), nefesh (anima-principio vitale), leb (cuore). Nessuna di queste caratteristiche da sola potrà mai fare l’uomo, ma la persona esiste proprio in quanto è tutto questo insieme. Più l’uomo si prende cura e coltiva ogni aspetto, più è uomo nel senso pieno del termine. Tutto è importante, perché Dio ci ha fatti interamente a sua immagine e somiglianza. Ogni aspetto è benedetto e giudicato bello dal Signore: ogni persona per stare bene con se stessa deve curare il proprio corpo e vivere in armonia con esso, deve assicurarsi di mantenere il dialogo con il Signore sapendo che questo è fondamentale per una giusta comprensione della sua vita, deve approfondire quegli interessi che lo arricchiscono interiormente, deve sviluppare dolcezza, sensibilità del cuore e attenzione verso gli altri.
Queste sono le caratteristiche essenziali, dice l’Antico Testamento: l’uomo quindi non ha un corpo, ma è il proprio corpo. Spesso nei libri della Bibbia è cantata la bellezza della figura umana; il suo valore è positivo, così come la possibilità di generare vita, vista in luogo della partecipazione stessa all’attività creatrice di Dio. L’uomo che dall’amore fa nascere altra vita contribuisce già con questo a realizzare il disegno di Dio.
Dio ha creato l’uomo maschio e femmina (Genesi 1,27): solo dall’unione dei due si realizza in modo completo l’immagine e somiglianza di Dio, solo nella relazione d’amore si spezza la solitudine (Dio pose la donna accanto all’uomo perché non era bene che l’uomo si sentisse solo – Genesi 2,18) e l’uomo comprende che la sua vita rimane incompleta se non ama totalmente qualcuno che gli è complementare.
Un abominio agli occhi di Dio risulta la prostituzione, simbolo del tradimento dell’Alleanza tra il popolo e Dio, della fedeltà al suo amore. È la denigrazione del valore della persona, la riduzione ad oggetto e merce di scambio. L’amore chiama ad una relazione unica: cosa dire allora delle "coppie aperte" e cose di questo genere? Se c’è amore, è facile comprendere che a nessuno piace essere tradito, chi è innamorato capisce bene che non ci può essere posto per terzi, non ci può essere posto per l’infedeltà. Il tradimento rompe la fiducia e l’alleanza che si costituisce con l’altro, rompe il dialogo.
Nel Nuovo Testamento Dio si fa uomo in Gesù: il nostro corpo è importante perché è il canale che ci permette di compiere ogni gesto d’amore, dal più piccolo, come fare una carezza a qualcuno o dire una parola delicata, al gesto più grande che è il dono totale di se stessi, dove si realizza una intimità e corrispondenza d’amore totale. Nessuna religione può dire di avere uno sguardo di fondo più positivo nei riguardi dell’uomo che non la religione cristiana: Dio che si incarna accetta in tutto questa debolezza e forza, la sceglie come la sua stessa condizione. Il Nuovo Testamento ci conduce poi fino alla resurrezione di Gesù: il sepolcro è vuoto. Dopo la morte non risorge solo la sua anima, ma è Gesù stesso in persona, con unn corpo glorificato, che è ancora con noi e ci regala di partecipare in futuro a questa sua condizione.
Anche San Paolo ha una visione positiva sulla corporeità: l’uomo è addirittura tempio dello Spirito. È il custode dello Spirito di Dio su questa terra, del suo amore; anche dopo la morte conserveremo la nostra unità e personalità, avremo un "corpo spiritualizzato", non un’anima vagante. Non ci è dato di comprendere chiaramente questo mistero (come altri del resto!!); la cosa che sappiamo è che ritroveremo l’amore che abbiamo donato, perché Dio è amore. San Paolo nelle sue lettere condanna i piaceri della carne: questi però non sono una accusa della sessualità o del piacere umano, ma è l’invito a rinnovare tutta la propria vita, ad abbandonare quei piaceri che non ci edificano interiormente e sono puramente terreni quali invidia, gelosie, tradimenti, inganni, bugie, malignità, maldicenze,… Questo è ciò che veramente corrompe e allontana dal Dio-Amore e dall’amore per chi ci è accanto.
È il mondo greco che ha posto l’accento sulla negatività del corpo, quasi fosse contraria e di ostacolo alla vita dello Spirito. Queste concezioni hanno influenzato anche la storia della Chiesa, ma dalla Bibbia non traspare mai un giudizio negativo sulla corporeità o sulla sessualità umana, a meno che questa non diventi una merce, un abuso d’amore: così è la persona stessa che viene usata e non amata. La Sacra Scrittura non presenta moralismi, ma dà le indicazioni per imparare ad amare come Dio ci ama. Lì possiamo trovare tutte le informazioni che ci servono.
Le preghiere del mese
Cosa dice la Chiesa
IL CAPOLAVORO DEL CORPO
Basta che tu rientri in te stesso e dalla tua stessa natura conoscerai il Creatore. Che cosa, infatti, è stato mai creato nel tuo corpo, che sia meritevole di biasimo?
Padroneggia te stesso e nulla di male apparirà dalle tue membra. In principio Adamo era nudo con Eva nel paradiso; eppure non meritava di essere cacciato a causa delle sue membra nude. Pertanto, non le membra sono causa del peccato, ma coloro i quali se ne servono male.
Sapiente, infatti, fu l’artefice delle membra. Chi è colui che ha predisposto le cavità dell’utero alla procreazione dei figli? Chi ha animato in esso il feto inanimato? Chi ci ha provvisto di nervi e di ossa circondandoci, poi, di pelle e di carne; e, non appena il bambino è nato, fa uscire dalle mammelle fontane di latte? In qual modo il bambino, crescendo, diventa adolescente, da adolescente si muta in giovane, successivamente in uomo e infine in vecchio, senza che nessuno riesca a cogliere il giorno preciso nel quale si verifichi il mutamento? In che modo l’alimento si converte parzialmente in sangue, parte viene espulso come escremento, parte si trasforma in carne? Chi è che fa muovere il cuore con un battito incessante? Chi ha munito tanto sapientemente la delicatezza degli occhi circondandoli di palpebre? Infatti, ponderosi volumi di medici rendono conto appena a sufficienza intorno alla varia e mirabile composizione degli occhi. Chi ha distribuito un’unica respirazione in tutto il corpo? Stai vedendo, o uomo, l’artefice; stai vedendo il sapiente Creatore...
Inginocchiandoti piamente davanti al Creatore universale, cioè delle cose sensibili e di quelle intelligibili, della realtà visibile e di quella invisibile, con lingua grata e benedicente, incessantemente e con le labbra e il cuore loderai Dio, dicendo: Quanto mirabili sono le tue opere, o Signore. Ogni cosa hai fatto con sapienza (Sal 103,24). A te, infatti, conviene onore, gloria e magnificenza, ora e nei secoli.
Cirillo di Gerusalemme, Catechesi battesimale, 9,15-16
Mirone, Discobolo
, (480-460 a.C.) copia romana,marmo, alt m. 1,56, Museo Nazionale Romano, Roma
La ragione e la fede
CRESCERE PER AMARE
I tempi della vita stanno cambiando: si cresce rapidamente, si apprendono più cose, si matura in modo diverso, le prospettive di vita si sono allungate,… Contemporaneamente diventa più difficile fare delle scelte di vita a lungo termine, diventare adulti, rendersi indipendenti, creare una famiglia… quando ci si crede ancora. Molti sostengono che si sta verificando un radicale cambiamento antropologico: l’uomo sta cambiando non solo nel suo stile di vita, ma nel suo essere. Come conciliare queste sfasature cronologiche nella nostra vita senza creare scompensi, frustrazioni, rimorsi, sensi di colpa,e quanto altro? Fare delle analisi sociologiche sarebbe troppo complesso; possiamo dare delle linee guida che siano in accordo con la ragione e la fede che ci viene dal Signore Gesù.
Crescere è un fatto fisico-psicologico-spirituale. Sicuramente oggi si guarda più al corpo e al crescere fisico pensando che tutto il resto venga in automatico. Il corpo è considerato come un oggetto più di quanto lo sia mai stato prima, è diventato fonte di ricchezza e di commercio, un ingranaggio dei consumi e dello spettacolo; dal mondo dell’informazione, della "cultura", viene costantemente banalizzato, ridotto ad un calcolo di circonferenze muscolari e superfici: sarà necessario istituire nuovi piani regolatori? Abbiamo ormai un corpo che deve essere in grado di trasformarsi e di eseguire le prestazioni che gli vengono richieste, anche a prezzo della nostra salute. Lo usiamo così, ma non è questo. Cercare di essere accettati esternamente non significa accettarsi. Pervertendo il significato della corporeità, miniamo anche a tutta la nostra persona, al nostro equilibrio.
Noi non abbiamo semplicemente un corpo, ma siamo il nostro corpo. Ciò di cui bisogna parlare non è tanto di corporeità e di sessualità, ma di cura integrale della persona. Stiamo bene quando ci sentiamo in armonia con noi e con gli altri, amati per quello che siamo e capaci di amare: solo allora ogni cosa piacevole è vissuta pienamente.
La posizione della Chiesa quando affrontiamo l’argomento corpo e sessualità, inutile tacerlo, ci risulta sempre un po’ "bigotta e bacchettona": guai a fare questo, guai a fare quest’altro, il peccato sta sempre in agguato, …e così per non crescere frustrati non bisogna darle troppo retta! La Chiesa dà delle motivazioni alle sue posizioni, ma frequentemente non sembrano credibili: anzi, pure un po’ stantie. In realtà, oltre alle motivazioni che ci appaiono "dogmatiche"(e che tralasciamo in questa sede), se ne possono intravedere altre che fanno scoprire una saggezza oltre la rigidità di posizione. Ci siamo dimentichiamo che il cristianesimo è anche veicolo di una sana e produttiva cultura umana, di valori, e non solo di una morale repressiva. Perciò guardiamole un po’.
Il primo punto da mettere in rilievo è che ci sono dei tempi di crescita che vanno rispettati: la maturazione affettiva e psicologica è diversa da una persona all’altra ed è un processo lento. La maturità sessuale, di fatto, non coincide con quella integrale, ma la precede di gran lunga.
Un’esperienza sessuale precoce è un fatto coinvolgente, che rischia di prendere troppo campo nel mondo interiore di un giovane che non ha raggiunto un livello sufficiente di crescita affettiva, polarizzando le sue energie solo su ambiti ristretti e rallentandone una vera maturazione integrale. Di fatto oggi ci troviamo davanti dei giovani cresciuti con rapidità ma sempre più fragili interiormente, perché meno abituati darsi il tempo di stare con se stessi e ad amarsi senza grandi pretese. L’amore è subito buttato all’esterno, non lasciando il tempo di fortificarsi dentro.
L’esperienza sessuale è inoltre il dono più grande di sé che si può fare ad un altro: oltre al fatto fisico, è simbolo di un affidamento totale, di un mettersi totalmente disarmati nei confronti dell’amato/a dentro una intimità completa. Si instaura una relazione che di per se stessa si pretende esclusiva, che richiede fiducia all’altro e dà fiducia, un atto d’amore, che come ogni atto d’amore fa la storia di ciascuno, dà l’avvio ad un progetto di vita. Lo sguardo è al presente, ma anche al futuro: ci si sente amati e si ama, accogliendo la diversità dell’altro perché siamo capaci di accogliere noi stessi. Chi non è maturo, chi non ha ancora una sufficiente stima di sé rischia di vivere in realtà un amore di dipendenza; nel dialogo e nella condivisione delle cose più semplici si arriva ad amare l’altro per quello che è. È questo che fortifica l’amore: il dono totale di sé è un punto di arrivo, non può essere un punto di partenza.
Voler bene a qualcuno è una scelta, e non solo il un piacere a tempo determinato. Questo è il vero incontro e il vero amore che completa e che libera dal vuoto e dalla solitudine: sapere che la nostra vita può amare, affidarsi e fidarsi di un’altra vita. Solo se si partecipa a tutta la vita dell’altro ci si sente accolti, amiamo e ci sentiamo amati.
Non si finisce mai di crescere e di imparare: tutti siamo in cammino, e si può anche cadere per imparare a camminare. Non ci si deve dimenticare però di mettere in rilievo le piccole cose importanti, di costruire solide basi (cfr. Luca ), di orientare di volta in volta la direzione di vita verso valori importanti. E poi l’amore è sempre una relazione tra pari e coinvolge non solo te: perciò prendiamoci cura l’uno dell’altra in modo totale, e non parziale.
Veglia di Preghiera
HO SCELTO TE
CANTO INIZIALE:
Ultimo frammento (
di Raymond Carver, Il nuovo sentiero per la cascata)Dal Cantico dei Cantici
Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.
Una richiesta per il momento di preghiera di questa sera: il Signor ci conceda di vivere ogni amore con intensità, dolcezza, fedeltà, passione, attenzione all’altro e di comprendere la portata dell’amore vero.
Canto di invocazione allo Spirito Santo
Dal Vangelo secondo Matteo (19, 3-12)
Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: "È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo? ". Ed egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola ? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi". Gli obiettarono: "Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via ? ". Rispose loro Gesù: "Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio". Gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi". Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".
Silenzio – Canone Ubi Caritas
Lettore 1
:Il primo invito di Gesù è a diventare una sola persona con l’altro, una scelta da fare per sempre, in una fedeltà assoluta e totale. È un punto di arrivo; la prima unità da fare è quella con se stessi per poter accogliere totalmente nella propria vita qualcun altro. Il dono è tra due che si amano: non possono essere ammessi terzi che pretendono di gestire la relazione e che si intromettono in un rapporto d’amore che sta crescendo. Silenzio – Canone Ubi CaritasLettore 2:
<Per la durezza del vostro cuore…> Il Signore sembra dire che a mali estremi ha posto estremi rimedi, ma il male rimane. Il problema non sono gli effetti e le soluzioni, ma le cause che portano alle divisioni. Bisogna sempre verificare su quali basi poniamo la costruzione di un rapporto, non dimenticando che l’edificazione di qualsiasi cosa ha bisogno di gradualità. Silenzio – Canone Ubi CaritasLettore 3:
Conviene non sposarsi? Non hanno ancora compreso che l’amore e le scelte di convenienza non vanno di pari passo. Ogni nostra scelta deve e può essere motivata solo dall’amore, e in questo caso rimane una scelta cristiana, che si radica nella fede nel Signore Gesù che ci insegna ad amare come il Padre ci ama. L’amore non evita i problemi. Silenzio – Canone Ubi CaritasDallo scritto "La verginità" di Sant’Ambrogio
Nessuno di chi ha scelto le nozze biasimi la verginità, e nessuno di chi segue la verginità condanni le nozze. Tutti gli avversari di questa norma già da tempo sono stati condannati dalla Chiesa, quelli cioè che osano sciogliere il vincolo coniugale. Udite pertanto quello che dice la Chiesa sacrosanta: Vieni, fratello mio, usciamo nel campo, riposiamo nei villaggi, rechiamoci all`alba nella vigna e guardiamo se la vite è fiorita. Il campo ha molti frutti, ma è più bello quello che è pieno di frutti e di fiori. Il campo della Chiesa, dunque, è ricco di beni diversi. Qui vedi fiori olezzanti nel fulgore della verginità, lì, come nei prati silvani, la matura gravità della vedovanza, là invece le ricche messi delle nozze nella Chiesa, che riempiono il granaio del mondo e fanno traboccare, come fecondi frutti delle viti, i torchi del Signore Gesù.
Silenzio – Canto
L'isola dei sentimenti
C'era una volta un'isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini: la Ricchezza, l'Orgoglio, la Tristezza, il Buon Umore, il Sapere... così come tutti gli altri, incluso l'Amore. Un giorno venne annunciato ai Sentimenti che l'isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro navi e partirono. Solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento. Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, l'Amore decise di chiedere aiuto. La Ricchezza passò vicino all'Amore su una barca sfavillante e lussuosa e l'Amore le disse: "Ricchezza, mi puoi portare con te?", rispose: "Non posso, c'è molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te".
L'Amore decise allora di chiedere all'Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello: "Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?", "Non ti posso aiutare, Amore...", rispose l'Orgoglio, "qui è tutto ordinato e perfetto, potresti rovinare la mia barca". L'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto: "Tristezza ti prego, lasciami venire con te", "Oh amore", rispose la Tristezza "sono così triste che ho assoluto bisogno di stare sola". Anche il Buon Umore passò di fianco all'Amore, ma era così contento che non sentì la voce dell'Amore che lo stava chiamando.
All'improvviso una voce disse: "Vieni amore, ti prendo con me" Era un vecchio che aveva parlato. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma il vecchio che aveva parlato se ne andò. L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere: "Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?", il Sapere rispose: "È stato il Tempo". "Il Tempo?" si domandò l'Amore, "Perché mai il Tempo mi ha aiutato?", il Sapere, con la sua saggezza rispose: "Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto l'amore sia importante nella vita".
Silenzio – Canto
Intenzioni di preghiera:
Altre preghiere…
Amore e casa(Madre Teresa di Calcutta)
<<Bisogna amarsi in casa, spartire l'amore in casa per imparare a donare agli altri. E poi imparare a dare deve costare, deve farci male perché valga! L'amore che non ci fa soffrire non è vero. La rinuncia a qualcosa che vogliamo avere... questo è amore!>>
Canto finale
Musica
♫
TRA SESSO E CASTITA’Andando a caso consideravo
girando per strade vuote
che l’equilibrio si vede da sé
si avverte immediatamente:
ribussa ai miei pensieri
il desiderio di ieri
ed è l’eterna lotta tra sesso e castità
Chissà com’è la tua vita oggi
e chissà perché avrò abdicato…
Scorrono gli anni nascosti dal fatto
che c’è sempre molto da fare,
e il tempo presente si lascia fuggire
con scuse condizionali;
ribussa ai miei pensieri
il desiderio di ieri
ed è l’eterna lotta tra sesso e castità
Chissà com’è la tua vita oggi
e chissà perché avrò abdicato…
Tra i silenzi, l’indolente presa
di ascendere e cadere,
qui, tra la vita e il sonno,
tra la luce e il buio, dove forze oscure
da sempre si scatenano.
Felici giorni, quel fato ti riempie
di lacrime e di arcobaleni,
della lussuria che tenta i papaveri
con turbini e voglie…
Chissà perché avrò abdicato,
con te riproverei,
per capriccio, gioco o necessità,
mi divido così
tra continenza e pentimenti,
tra sesso e castità….
Franco Battiato
Spunti per la riflessione
Da un po’ di tempo stiamo ascoltando questa canzone alla radio: ma sono così contraddittorie queste due parole?
"L’equilibrio si vede da sé…":
siamo tutti un po’ in ricerca di un equilibrio, e anche di un grande amore in cui riposarsi e che non sia fonte di stress..►Ti senti in equilibrio con te stesso? Come vivi la solitudine in mezzo agli altri?
► Ti poni il problema dello "scontro" tra sesso e castità? Cosa ne pensi?
"Scorrono gli anni…": siamo sempre un po’ in corsa e abbiamo poco tempo per conoscere davvero chi ci sta accanto
► Ti dai tempo per pensare alle tue scelte o ti lasci portare da quello che viene e dai tuoi impegni?
► Hai più rimorsi o rimpianti?
"Chissà perché avrò abdicato…": se si vuol costruire un vero rapporto d’amore ci vuole impegno, energie, costanza, fiducia nel superare i problemi, non basta solo un’intesa e neppure un grande innamoramento iniziale.
► Quanto sei disposto a rinunciare in amore? Quanto sei disposto ad attendere?
► Credi in un amore che possa durare per tutta la vita?
► Cosa pensi del matrimonio?
Notizie della nostra Comunità
RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO
Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET
Con la preghiera farete cose grandi
UN APPELLO URGENTE: AFFERRIAMO IL ROSARIO!
La madonna a Medjugorje: "Afferrate il Rosario: ormai solo il Rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita" (25-1-1991).
"Vi invito tutti a recitare il Rosario, con il Rosario vincerete tutti i mali che Satana intende infliggere... (25-6-1985).
Papa Giovanni Paolo II in Germania, a Fulda, quando i giornalisti di tutto il mondo lo incalzavano insistendo per avere qualche rivelazione sul segreto di Fatima, ha estratto dalla tasca il Rosario e tenendo lo alto ha esclamato: "A cosa serve tanta curiosità per eventi che si ritengono minacciosi? L'importante è sapere che questa è l'arma del momento a portata di tutti per salvare l'umanità".
Lucia di Fatima: "Per il potere che il Padre ha dato in questi ultimi tempi al Rosario. non c'è problema personale né familiare. né nazionale. né internazionale che non si possa risolvere con il Rosario".
Padre Jozo Zovko da Medjugorje: "Ricordate quando il Papa S. Pio V ha inviato tutti i popoli dell'Europa cristiana a prendere in mano il Rosario perché non cadessero nelle mani dei Turchi invasori e come Dio miracolosamente salvasse l'Europa dalla battaglia del Lepanto? Così anche oggi è necessario che la Chiesa organizzi tutto il mondo cattolico per ascoltare l'invito della Madonna alla preghiera del Rosario".
Maria ci ha affidato l'arma, il Rosario, che, recitato con amore, lega Satana e gli impedisce di nuocere. Ognuno è invitato a recitare almeno una corona al giorno, ma chi desidera partecipare al Rosario continuato basta che scelga la propria mezz'ora giornaliera da donare a Maria, Regina della Pace. Formeremo una catena di preghiera ininterrotta e sempre più vasta.
Non con la lotta, non con le armi, non con l'umana potenza, ma con l'aiuto divino, ottenuto per mezzo del Santo Rosario, l'umanità avrà pace. (Pio XII).
Quando in famiglia si recita il Santo Rosario, state pur certi che in quella famiglia otterranno di morire santamente. (Il Venerabile G. Alberione).
Alla sera preghiera in comune (se è possibile la recita del Santo Rosario) e Dio sarà nella tua famiglia. Ce l'assicura Gesù: "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, sono io in mezzo a loro". (Mt. 18, 20).
Avremo giorni di sofferenze e di dure prove anche in Italia, ma beati gli apostoli del cuore di Maria "l'eccelsa figlia di Sion" perché è lei che "aiuta tutti i suoi figli a trovare in Cristo la via verso la casa del Padre". (Sac. Stefano Lamera)
APPUNTAMENTI
Il 13 di ogni mese alle ore 15.00 a Ristonchi Rosario Meditato e S. Messa.
Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani
Tel. 0575 570124
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO GIOVANI
Anche per quest'anno sono cominciati gli incontri del gruppo giovani. Ebbene sì, siamo al terzo anno! Con nostra grande nostalgia è arrivato l'autunno per riprendere sotto mano i libri di scuola, per fortuna che c'è il gruppo giovani! Quest'anno abbiamo anche le new entry: Alessandra, Sara, Valentina, Letizia ed Ilaria che hanno finito il percorso del catechismo con la Cresima. Quindi il gruppo si allarga ancora di più: a loro ben arrivate e buon divertimento!
Dobbiamo ricordare che abbiamo iniziato con vari scopi che svolgeremo durante l'anno. Come ad esempio animare la messa domenicale, portare avanti la nostra adozione che seguiamo con entusiasmo e successo; ancora tanti altri propositi che abbiamo in mente e che vogliamo mettere in pratica appena ne avremo la possibilità.
Quest'anno inoltre, la parrocchia di strada ha intenzione di effettuare incontri e ritrovi con altri gruppi parrocchiali della nostra zona e che prevedono l'allargamento del gruppo anche a tutti quei ragazzi delle frazioni che vorranno aderire. Quindi si prospetta davanti a noi un anno impegnativo, ma entusiasmante e significativo. Concludiamo la nostra "pagina" ringraziando tutti coloro che ci hanno sostenuto, hanno creduto in noi e che ci aiutano tuttora. Grazie.
FESTA DEL CATECHISMO
Domenica 24 ottobre, giornata dedicata alle Missioni, in tema di "missionari ovunque", si è svolta la festa del catechismo, come già consuetudine affermata da alcuni anni. Particolarmente suggestiva è stata la celebrazione domenicale della S. messa, a cui erano presenti tutti i bambini, ragazzi e giovani della parrocchia, che hanno animato guidando la liturgia della Parola, i canti e la processione offertoriale.
Spontaneo il desiderio di poter vedere realizzata sempre, una partecipazione come quella di domenica.
Nel pomeriggio la festa si è svolta nei locali della Scuola Materna che sono anche sede degli incontri in preparazione a Comunione e Cresima e del gruppo Giovani. Festa grande, partecipata e ben riuscita, anche grazie al bel tempo. I Giochi hanno visto genitori, bambini adolescenti e giovani sfidarsi all'insegna del divertimento; le gare, suddivise in squadre formate da coppie di genitori e bambini o di ragazzi e bambini hanno occupato buona parte del pomeriggio assolato. Alla fine le premiazioni "ufficiali" fatte da don Roberto con medaglie di bronzo argento e oro per le coppie baciate dalla fortuna della sorte, con una bella "novità" per le mamme: quest'anno è stato premiato il "Dolce Più" fra i tanti che i genitori avevano portato per il rinfresco, con targa personalizzata. Infine "abbuffata" di ristoro con dolce e salato, insieme a bibite e grigliata di salsicce offerta dalla parrocchia.
Un ringraziamento, non di rito ma sentito, a tutte le famiglie che sentono, pur nei sacrifici di mille impegni, il desiderio di far partecipare i figli alle attività ludico formative della parrocchia, per un cammino di crescita nei principi etico morali e sociali dell'insegnamento cattolico. Un grazie anche a chi sempre collabora "fisicamente" alle nostre attività.
Avvenimenti
PELLEGRINAGGIO DA SANTA RITA
Il resoconto
Domenica 26 settembre ho partecipato al pellegrinaggio a S. Rita da Cascia organizzato dal gruppo di preghiera santa Maria delle grazie, un gruppo interparrocchiale, e direi anche interdiocesano, visto che c'erano persone da tutta la provincia di Arezzo.
Eravamo 110 persone, in due pullman, tutte ben affiatate e molto attente e partecipi al pellegrinaggio. Sono rimasta molto colpita, visto che in questi ultimi tempi siamo circondati da molta violenza, nel vedere la partecipazione alla Via Crucis di molti giovani e tante coppie di sposi con i figli piccoli salire la via che porta allo scoglio dove S. Rita andava a pregare.
Mi sono sentita ripagata da tutte le sofferenze che ogni giorno arrivano da tante parti. Non ho parole nel ringraziare lo Spirito Santo che guida questi pellegrinaggi e chiedo al Signore Gesù che, grazie a questi esempi, possano essere sempre di più le adesioni, anche da parte di lontani alla vita delle parrocchie; il pellegrinaggio infatti è una forma di testimonianza che può operare là dove non arriviamo in altri modi.
Amalia
La Basilica di Cascia
La Basilica Santuario di S. Rita in Cascia offre a tutti i visitatori una significativa occasione di riflessione e di preghiera.
Il Signore infatti ci ha dato in S. Rita un singolare esempio di amore.
L’amore è stato la sua forza vitale e dall’amore venne sempre guidata nei vari momenti della sua vita prima come moglie e madre e poi come monaca agostiniana.
Grande è in verità la sua disponibilità al perdono, il suo desiderio di pace, la sua capacità di vivere la sofferenza. Chiunque si accosta al suo messaggio non può non restare attratto dalla ricchezza delle sue virtù. Virtù che ella attinse alla grande scuola spirituale del suo protettore S. Agostino. Allieva del Beato agostiniano Simone da Cascia, che riposa accanto a lei, ed affascinata da S. Nicola da Tolentino, anch’egli agostiniano, Rita è una gloria della Famiglia agostiniana, che da sempre continua la sua opera presso la Basilica Santuario di Cascia. Basilica Santuario rinnovata e arricchita, a metà del secolo scorso, dalla Beata Maria Teresa Fasce, Superiora del Monastero, che è venerata anch’essa accanto a Rita.
La Santa
La Santa nata nel 1381 nella vicina Roccaporena e battezzata con il nome di "Margherita", per il volere del padre si sposò rinunciando, in un primo tempo, ad entrare in un convento Agostiniano secondo quelle che erano invece le sue più intime aspirazioni. Dopo 18 anni di un matrimonio travagliato e violento, la sua esemplare condotta spinse il marito a convertirsi. In un periodo di lotte comunali intestine il marito fu ucciso dalla famiglia dei Casciani; "Margherita" per evitare sanguinose e infinite vendette trasversali, perdonò i propri compaesani e trovò accoglienza nel Monastero delle Suore Agostiniane di Maria Maddalena. Nel 1442, la notte del Venerdì Santo, ricevette le stimmate da una spina della corona del Crocefisso, che secondo la tradizione, le si conficcò in fronte. Si spense il 22 maggio del 1447, e benché fosse oggetto di venerazione già negli ultimi anni della sua vita, solo nel 1628 fu beatificata da Papa Urbano VIII e solo il 24 maggio del 1900 fu santificata da Papa Leone XIII.
A Santa Rita da Cascia
Santa Rita da Cascia,
modello delle spose e delle madri di famiglia,
io ricorro alla tua intercessione nei momenti più difficili della mia vita.
Tu sai come spesso la tristezza mi opprime,
perché non so trovare la via di uscita in tante situazioni dolorose.
Ottienimi dal Signore le grazie di cui ho bisogno,
e specialmente la serena fiducia di Dio e la calma interiore.
Fa' che io possa imitare la tua dolce mansuetudine,
la tua fortezza nelle prove
e la tua eroica carità.
Fa' che le mie sofferenze possano giovare a tutti i miei cari
e che tutti possiamo essere salvi per l'eternità.
Amen.
Avvenimenti
SAN MARTINO E LA RASSEGNA
Siamo alle soglie del 14 novembre, la domenica in cui nella nostra pieve romanica, ci sarà la presentazione delle testimonianze arrivate alla segreteria della rassegna "In cammino con Gesù". Ricordiamo che questo avvenimento è stato volutamente abbinato alle celebrazioni in onore del nostro Santo Patrono Martino che cade l'undici novembre. Nonostante che l'organizzazione sia partita solamente in agosto, e che sarebbe stato più opportuno far scadere il bando magari in primavera per dare maggiori opportunità di pubblicizzare e tempo per partecipare, si è voluto comunque accelerare perché la rassegna si legasse, fin dal suo nascere, alla festa di San Martino. Questo perché tutti i parrocchiani la sentissero ancor più loro e vi fosse una cadenza annuale da non potersi dimenticare.
Siamo abbastanza soddisfatti del risultato ottenuto in così poco tempo. Sono arrivate diversi componimenti, anche se ci sono sezioni in alcune fasce di età un po' disertate. Comunque la qualità e l'entusiasmo di quelli che vi hanno partecipato sono elevati. Inoltre, tramite Internet ed il sito parrocchiale, il bando è venuto a conoscenza un po' da tutte le parti e siamo orgogliosi di presentare componimenti da tutta Italia.
Stiamo organizzando la giuria che vi presenteremo domenica 14 novembre, giorno della premiazione. In merito a ciò vi anticipiamo che tutte le testimonianze arrivate saranno raccolte in un libretto distribuito agli intervenuti per ringraziare indistintamente ogni partecipante. Infatti, a prescindere da chi sarà premiato, ogni testimonianza, per la sua spontaneità e immagine di vissuto, ha un suo valore, visto che sul "cammino personale verso Gesù" non ci possono essere "giudizi". La premiazione sarà incentrata nell'individuazione di quelle testimonianze che, pur avendo una valenza personale per l'autore, rivestano anche una potenzialità comunicativa per gli altri.
Infine parliamo un po' dell'aspetto pubblicitario che ha avuto l'iniziativa. Devo dire che siamo stati abbastanza fortunati. Notizie della rassegna sono apparse su diversi giornali: Toscana oggi, Casentino 2000, Il Corriere Aretino, Avvenire, Ruah, 30 Giorni, Vita nostra. Passaggi televisivi ci sono stati su Tele San Domenico e su alcune radio locali. Don Roberto ha rilasciato una intervista in diretta, tramite telefono, su Radio Padre Pio.
Per finire non ci resta che invitarvi tutti a partecipare alla giornata di premiazione, domenica 14 novembre ore 15,30 alla Pieve; ci saranno molti intervenuti da fuori, forse anche da lontano (Per i partecipanti è stata messa disposizione la casa di accoglienza delle suore Orsoline di Prato) e quindi la presenza dei parrocchiani di Strada farebbe senz'altro un bell'effetto.
Ricorrenze
I NOSTRI DEFUNTI
Un astratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica
1681 Il senso cristiano della morte si manifesta alla luce del Mistero pasquale della Morte e della Risurrezione di Cristo, nel quale riposa la nostra unica speranza. Il cristiano che muore in Cristo Gesù "va in esilio dal corpo per abitare presso il Signore" ( 2Cor 5,8 ).
1682 Il giorno della morte inaugura per il cristiano, al termine della sua vita sacramentale, il compimento della sua nuova nascita cominciata con il Battesimo, la "somiglianza" definitiva "all'immagine del Figlio" conferita dall'Unzione dello Spirito Santo e la partecipazione al banchetto del Regno anticipato nell'Eucaristia, anche se, per rivestire l'abito nuziale, ha ancora bisogno di ulteriori purificazioni.
1683 La Chiesa che, come Madre, ha portato sacramentalmente nel suo seno il cristiano durante il suo pellegrinaggio terreno, lo accompagna al termine del suo cammino per rimetterlo "nelle mani del Padre". Essa offre al Padre, in Cristo, il figlio della sua grazia e, nella speranza, consegna alla terra il seme del corpo che risusciterà nella gloria [Cf 1Cor 15,42-44 ]. Questa offerta è celebrata in pienezza nel Sacrificio eucaristico; le benedizioni che precedono e che seguono sono dei sacramentali.
Notizie della nostra Comunità
SCUOLA MATERNA "ALTERINI":
Con l'apertura del nuovo anno scolastico, la Scuola materna Alterini ha dato inizio alle attività didattiche- nell'Ambito dell'Accoglienza. L'inserimento è stato il principale obiettivo dei primi giorni di scuola.
La bella stagione autunnale ha favorito l'utilizzo della vasta area all'aperto dal piazzale al cortile, dove i bambini hanno potuto rivivere momenti di gioia e di serenità, come quelli vissuti al mare. Tanti giochi: nella sabbia. sullo scivolo sull'altalena, sul girello, sui cavalli e sulle biciclette, senza perdere i momenti d'incontro per raccontarsi e per raccontare i propri vissuti.
In mezzo a tanti giochi però, i bambini da bravi esploratori ed osservatori, non si son lasciati sfuggire le novità apportate al cortile durante l'Estate che rendono più luminoso l'ambiente scolastico. Il rifacimento dell'intonaco e verniciatura delle pareti che circondano il piazzale, ma. più suggestiva ancora, la Statua di S. Francesco d'Assisi collocata accanto alla grande altalena. S. Francesco, è una statua marmorea, regalata dal Sig. Landi Silvano promotore della Mostra della pietra lavorata e che ,il 4 ottobre, giornata da non dimenticare, la statua è stata benedetta da Don Roberto Bresciani, Parroco di Strada e Presidente della Scuola Materna Alterini.Alla Cerimonia di benedizione ,avvenuta prima dell'uscita della Scuola, verso le 15,50 erano presenti i bambini della Scuola Materna e due classi di catechismo con i loro genitori e catechisti, presente anche il donatore Signor Landi Silvano, al quale Don Roberto ha rivolto parole di riconoscenza per il bel dono fatto ai bambini. La Cerimonia si è conclusa con la preghiera a San Francesco e il Cantico delle creature imparato per l'occasione. A tutti, Don Roberto ha distribuito l'Immagine di San Francesco da portare a casa come ricordo.
Nella Scuola Materna, le figure dei Santi molto rappresentativi come San Francesco conosciutissimo nel Casentino, hanno molto da dire e da insegnare sulla scala dei valori. E proprio sulla linea dei valori educativi, la Scuola di Ispirazione Cristiana come la nostra propone i suoi obiettivi.
Come tutte le Scuole Paritarie, anche la nostra Scuola soggetta alla vigilanza da parte della Pubblica Amministrazione competente. Giovedì 7 ottobre c'è stata una visita da parte del C. S. A. di Arezzo nella persona del Dott. Idelfonso Mangiacasale, il quale ha potuto constatare che l'andamento scolastico funziona a pieno ritmo in conformità ai Programmi Ministeriali: Il Registro delle presenze, Il P.O.F e il fascicolo del Piano di apprendimento personale sono già in atto. E' una bella Scuola, con tutti gli spazi e i requisiti richiesti per il Funzionamento. Infine, salutando, il DOtt. Mangiacasale ha fatto i suoi complimenti, augurando continuità e buon lavoro nella missione educativa.
Suor Pellegrina, Coordinatrice
Ricordi…
DON BOSCO: ricordi di un'ottantenne…
Quando la RAI annunciò il film di don Bosco, provai un grande sollievo e come me, l'avranno provato tante persone della terza, quarta età: "Finalmente, dopo tante notizie tristi!" Era come dire torna a casa una persona cara di famiglia. Si perché don Bosco, molti anni fa,, venne da noi, tramite i suoi figli. I salesiano giunsero a Strada negli anni '20, dopo la partenza dei Gesuiti. Da allora, Maria ausiliatrice, Don bosco e Mamma margherita, fecero parte della nostra vita. I salesiano erano poveri, ma seppero darci tante cose importanti. Ci aiutarono a crescere nella fede e a vivere una vita veramente cristiana. Quanta grazia di Dio distribuirono in quei confessionali don santini e don Collini! Come non ricordare le processioni del 24 maggio con la bellissima immagine di Maria Ausiliatrice? E i concerti di musica nel piazzone, con i giovani di don Alpino Laurenti. E le recite nel loro teatro? Don Bosco aveva trasmesso ai suoi figli un dono particolare, quello che Dio aveva dato a lui: la capacità di stare con i giovani e così bastò "passo volante" una "giostra" e un "piazzale" per giocare, e ben presto, i giovani di Strada, furono conquistati. E insieme al divertimento giovane e pulito iniziò la loro crescita spirituale. Decine e decine di giovani della Toscana e oltre la Toscana, salirono a quel collegio per studiare e pregare. Anche i ragazzi del nostro seminario minore diocesano frequentarono la scuola media dei salesiani, così pure alcuni ragazzi di Strada come esterni. I salesiani seppero prendere parte ai nostri problemi e specialmente durante la terribile guerra don Borro fu il nostro avvocato presso i tedeschi perché conosceva la loro lingua. Il suo aiuto fu particolarmente prezioso durante la detenzione dei nostri uomini presi come ostaggi e nei rapporti con i partigiani perché non venissero a provocare i tedeschi. Il giorno del bombardamento essi furono i primo, insieme a don Conti, a correre a casa Patriarchi a portare aiuto ai feriti e la benedizione ai morti. Purtroppo col tempo sorsero le difficoltà. L'edificio aveva bisogno di grandi restauri, i superiori erano cambiati e…forse noi non meritavamo tanta grazia di Dio. Fu loro donata una nuova dimora a Pietrasanta ed essi partirono nel 1960. Presto ebbero molte difficoltà e i giovani e le vocazioni diminuirono fortemente, persero qualche persona in incidenti, e si disse: forse don Bosco voleva rimanere a Strada!
Non giudico il film: credo sia molto difficile interpretare la spiritualità e la santità di don Bosco. Quando è finito mi sono ritrovata, quasi commossa, a canterellare: "Don Bosco ritorna fra i giovani ancor, t'invochiam frementi di gioia e di amor!". Tornare sarà difficile, ma almeno rimani con noi con la Tua protezione.
Ti abbiamo voluto bene!!
Natalina Salvadori
Notizie dal Casentino
Rubrica VIVERE IN CASENTINO
A cura di Silvia PECORINI
Voglio inaugurare questa pagina ringraziando la redazione del giornalino parrocchiale "In cammino" per avermi concesso questo spazio. Infatti a partire dal presente numero troverete una rubrica che parlerà del Casentino e dei Casentinesi. Vorrei inoltre sottolineare che se il lettore desiderasse avere dettagli su qualsiasi argomento inerente la vita in Casentino non dovrà far altro che segnalarcelo, come detto nella pagina dei lettori, e noi provvederemo ad informarci.
ALUNNI STRANIERI IN CASENTINO
L’osservatorio della Provincia ha recentemente pubblicato un rapporto relativo alla presenza degli alunni stranieri presenti nella Provincia di Arezzo e ci sembra interessante darne notizia anche alla comunità di Castel San Niccolò, proprio come soggetto attivo. Il numero degli immigrati nell’ultimo anno è aumentato del 25%, il Casentino si conferma come la zona con la più alta incidenza di immigrati e l’anno scolastico 2003/2004 ha fatto registrare un ulteriore forte incremento della presenza degli studenti stranieri con una crescita del 17 % rispetto allo scorso anno. Un notevole aumento si è proprio registrato nel Distretto scolastico del Casentino con un + 30%. Infatti, in Casentino, su 100 studenti 13 sono di nazionalità straniera e sono i piccoli paesi di provincia a presentare i livelli più alti di concentrazione di alunni stranieri come Chitignano, Talla, Stia, Pratovecchio, Ortignano, Bibbiena, Castel Focognano e Chiusi della Verna. Quest’ultimo dato rappresenta il segnale che si sta procedendo verso una maggiore scolarizzazione anche dei ragazzi stranieri più grandi, ma è da segnalare che circa la metà di questi alunni sono collocati nella prima superiore, il che lascia pensare ad un forte abbandono dopo il primo anno di corso. Altro aspetto del fenomeno migratorio è quello delle provenienze.
Si tratta di un dato importante poiché le problematiche che la scuola deve affrontare per attuare la piena integrazione degli alunni stranieri non dipendono solo dal progressivo aumento di questi, ma anche dalla loro eterogenea provenienza. Nell’ultimo anno scolastico erano presenti 70 nazionalità straniere diverse contro le 129 nazionalità estere presenti sul territorio. Se il gruppo più numeroso risulta essere quello rumeno, nelle scuole prevale ancora quello albanese, seguito dal rumeno, in fortissima crescita il marocchino, lo jugoslavo e il bengalese. La nostra comunità sta diventando una società multiculturale, ma la convivenza con persone e gruppi di razza e cultura diversa può essere occasione di crescita, ma anche di conflitto per gli atteggiamenti indifferenti che può suscitare verso i valori morali e religiosi. Ecco quindi la necessità che la nostra comunità e gli stessi immigrati siano educati ad affrontare la realtà sociale che si sta costituendo. In questo caso la scuola occupa un ruolo determinante per chi accoglie e per chi viene accolto, anche se ancora risulta impreparata ad assolvere questo ruolo. Non tocca a noi individuare degli eventuali responsabili, ma solo fare una considerazione: quanto noi, prima come cittadini e poi come cristiani siamo pronti al dialogo, alla solidarietà e a guardare all’altro con rispetto per la sua diversità in quanto persona, creatura di Dio?
Pagine aperte…
LA PAGINA DEI LETTORI
Vi preghiamo di scriverci, di darci vostri
Suggerimenti!!!
Le cassette in fondo alle chiese del paese
Non sono per offerte!!
SONO PER LE VOSTRE LETTERE!!
Troverai una cassetta, sia alla Pieve che alla Cappella, dove inserire i tuoi messaggi ad In Cammino che vuoi vedere pubblicati.
Per i più esperti: potete mandare un e-mail alla redazione al seguente indirizzo di posta elettronica: parrocchia.strada@libero.it
Ricordiamo che il giornalino si può scaricare in formato elettronico sul sito parrocchiale: www.parrocchiastrada.net
Per i più piccoli
FILASTROCCA
FILA, FILASTROCCA 1, 2 e 3 FILA, FILASTROCCA 1, 2 e 3
FILA, FILASTROCCA 1, 2 e 3 FILA, FILASTROCCA 1, 2 e 3
FILA, FILASTROCCA 1, 2 e 3 FILA, FILASTROCCA 1, 2 e 3
A cura di Anna Polverini
Varie
AMARE:
LA PREGHIERA DELL’ADOLESCENTE
Signore, vorrei amare, ho bisogno d'amare. Tutto il mio essere non è che desiderio:
il mio cuore, il mio corpo, si protendono nella notte verso uno sconosciuto da amare.
Le mie braccia brancicano nell'aria verso uno sconosciuto da amare.
Sono solo mentre vorrei essere due. Parlo e nessuno è presente ad ascoltarmi.
Vivo e nessuno coglie la mia vita.
Perché essere così ricco e non aver nessuno da arricchire?
Da dove viene quest'amore? Dove va?
Vorrei amare, Signore, ho bisogno d'amare.
Ecco stasera, Signore, tutto il mio amore inutilizzato.
Ascolta, mio caro, fermati, fai, in silenzio, un lungo pellegrinaggio fino in fondo al tuo cuore. Cammina lungo il tuo amore nuovo,
così come si risale un ruscello per scoprirne la sorgente.
E al termine, laggiù in fondo, nell'infinito mistero della tua anima turbata, Mi incontrerai, perché io mi chiamo Amore piccolo,
ed Io non sono altro che Amore, da sempre, e l'amore è in te. Io ti ho fatto per amare, per amare eternamente. Ed il tuo amore sarà un altro te stesso.
Lei sta cercando; rassicurati, è già sulla tua strada, In cammino da sempre,
sulla strada del Mio Amore.
Bisogna aspettare il suo passaggio, lei si avvicina, tu ti avvicini, vi riconoscerete,
perché Io ho fatto il suo corpo per te, ho creato il tuo per lei, ho fatto il tuo cuore per lei, ho creato il suo per te, e voi vi state ricercando nella notte,
nella mia notte che diventerà luce se voi avrete fiducia in Me.
Conservati per lei, piccolo mio, come lei si conserva per te. Io vi custodirò l'uno per l'altra, e, giacché hai fame d'amore,
ho posto sul tuo cammino tutti i tuoi fratelli da amare.
Credimi, è un lungo tirocinio l'amore, e non vi sono diverse specie di amore:
amare, vuol sempre solo dire abbandonare se stessi per darsi agli altri .....
Signore, aiutami a dimenticarmi per gli uomini miei fratelli,
perché dando me stesso impari ad amare.
Michel Quoist, Preghiere
Buon Umore
L'ATLETA
Il colmo per un atleta?
Farsi in quattro per arrivare primo e trovarsi terzo per pochi secondi!!!
OLIMPIADI
Finali olimpiche di tuffi: i concorrenti attendono il proprio turno a bordo piscina. Parte il primo, sale la scaletta, si tuffa: tutto OK!
Tocca al secondo. Si tuffa ma il suo corpo torna a galla, spaccato esattamente a metà.
Poi si tuffa il terzo concorrente: tutto OK!
All'indomani riprendono le competizioni. Parte il primo, sale la scaletta, si tuffa: tutto OK!
Tocca al secondo. Si . tuffa ma il suo corpo torna a galla, spaccato esattamente a metà.
Poi si tuffa il terzo concorrente: tutto OK!
I giudici discutono i a lungo, poi uno si alza e mostrando il cronometro annuncia: - Adesso ho capito! Il cronometro spaccava il secondo!
BASTA PENSARE AL CALCIO
Un famoso allenatore di calcio di serie A è molto stressato.
Si presenta dal suo medico, il quale lo visita accuratamente e poi gli dice:
"Troppo stress. Lei ora si prenda una bella vacanza, faccia una bella dieta e soprattutto, per un bel po' non pensi più al calcio!
Gli scrive la ricetta, e mentre gliela consegna gli dice: "A proposito, era proprio il caso di schierare Maldini domenica scorsa?"
Per finire…
COS’è PER TE L’AMORE?
1. L'amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l'altro le dia a te. (Gianluca, 6 anni)
2. Quando nonna aveva l'artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l'artrite pure lui. Questo è l'amore. (Rebecca, 8 anni)
3. L'amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)
4. L'amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)
5. L'amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)
6. L'amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)
7. L'amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)
8. L'amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)
9. L'amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l'ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)
10. Non bisogna mai dire "Ti amo" se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni)
Essere creduti