Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino
Anno II N. 10 Gennaio – Febbraio 2005
Aborto o Incarnazione?
SOMMARIO
pag. 16 Gruppo giovani
pag. 17 Avvenimenti
pag. 20 Consiglio Pastorale
Editoriale
IL DIRITTO ALLA VITA
Nel nostro tempo la "cultura della morte" si sta nascondendo sotto un conclamato e nuovo umanesimo, sotto un falso pietismo che risponda al grido d'aiuto del sofferente, sotto una pretesa libertà soggettiva dell'individuo singolo che vuole agire in modo autonomo, sotto una concezione della vita collettiva in cui la maggioranza determina anche la moralità di un comportamento.
Noi cristiani non possiamo accettare queste motivazioni che portano alla privazione del diritto più fondamentale: il diritto alla vita.
L'impegno di un credente deve essere quello di ANNUNCIARE, DIFENDERE e PROPORRE SEMPRE il " Vangelo della vita".
Nella Rivelazione cristiana la vita è UN DONO di Dio che va sempre accolto con amore; UNA REALTA' SACRA che va rispettata anche quando non possiede tutti i parametri di una vita piena; UNA CHIAMATA ED UN PROGETTO DI DIO che richiede una risposta personale per una sua concreta realizzazione.
Il Magistero della Chiesa Cattolica ha espresso più volte la profonda convinzione che ogni volontaria distruzione di una vita umana mediante aborto procurato è in disaccordo con il comandamento di Dio.
Il vostro parroco, don Roberto
Spiritualità
MARIA SCEGLIE DI ESSERE MADRE
La questione sull’aborto può porsi in questi termini: c’è un momento in cui il concepito inizia ad essere uomo, o anche in forma di embrione il nascituro ha in sé tutto ciò che lo porterà a essere persona a tutti gli effetti?
La nascita di Gesù che contempliamo in questi giorni in cui il Natale è appena trascorso ci rimanda a considerare la preziosità della vita e la grande dignità che ci ha dato il Signore. quella di essere chiamati figli di Dio, Figli nel Figlio. Dio si spoglia della sua assoluta divinità e onnipotenza entrando nel mondo, per farsi uomo tra gli uomini. Il desiderio di Dio di divenire uomo è un desiderio che arde d’amore, che accoglie nell’amore tutta la debolezza e fragilità della nostra condizione.
Ricordiamo il passo del Vangelo Luca nel momento dell’annunciazione: <<Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.>> (Lc1,31) . Possiamo dire che c’è stato un momento dal concepimento di Gesù in cui lui è stato solo un mucchietto di cellule, ma non è stato il Figlio di Dio? No, non è assolutamente pensabile per la nostra fede una cosa del genere, non è sicuramente ciò che possiamo cogliere dalle Scritture. Quell’embrione è Dio dall’inizio. È quel Gesù che nasce, vive e cresce
come un bambino qualunque, acquistando forse col tempo consapevolezza della sua missione nel mondo.
Ma oggi quante vite sono state uccise, quanti Gesù non sono nati?
Così racconta il libro del profeta Geremia: <<Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato>> (Ger 1,5). Non possiamo pensare a un Dio che metta dall’esterno l’anima in un corpo che di per sé sarebbe senza vita, o meglio senza quel principio vitale che lo fa essere pienamente ciò che è. Non è un Dio che rimane un po’ indietro negli eventi, o che peggio ancora ha un set di anime da inserire in corpi adeguati. Ogni uomo è pensato da Dio da sempre, e nel momento in cui inizia ad esistere nell’utero di una madre è la persona che Dio da sempre ha amato e pensato, unica e irripetibile.
Voglio invitare ciascuno a porsi una domanda agghiacciante e senza mezzi termini: cosa sarebbe successo se Maria avesse detto di no a quel figlio? Oggi sarebbe diversa la nostra vita? Un discorso ai limiti del pensabile, ma può essere una buona cartina tornasole per valutare la nostra vita di fede.
Maria di fatto è libera di scegliere o rifiutare il bimbo che sta per essere concepito in lei e la sua scelta non sarà indolore. Possiamo mettere Maria tra le donne che hanno una "gravidanza imprevista", e non poche difficoltà da superare: tante incertezze, forse troppe; un uomo da sposare, ma ormai non sa più se accetterà. Sicurezza economica? Zero.
Non dobbiamo pensare che Dio le abbia spianato la strada: le ha dato solo tanto amore per portare avanti la vita era nata in lei, amore corrisposto alla sua scelta d’amore.
Non possiamo neppure pensare che Dio abbia scelto Maria predeterminando la sua risposta, altrimenti sarebbe stata tutta una farsa. Certo è che l’amore sceglie sempre l’amore, e da un punto di vista non sarebbe potuto essere diversamente: ma il motore dell’acconsentire non è stato determinato dalla onnipotenza di Dio, ma dall’amore. Dio non pone mai dei vicoli ciechi, la libertà che ci dona è effettiva: poi siamo noi che orientiamo la nostra libertà secondo scelte che rispecchiano quello che siamo.
Chi ama la vita non può acconsentire all’aborto.
La venuta di Gesù non può aggiungere solo qualche festa al calendario: la nascita di quel bambino immette tutta la vita in un orizzonte di speranza e di verità, ci insegna l’amore vero, che sa accogliere il sacrificio per non cedere all’odio e alla morte. Se l’essere cristiani non segna nel profondo la nostra esistenza, non con gesti eclatanti, ma con uno stile di vita che educa alla vita, poco conta.
Cosa dice la Chiesa
OBBEDIRE ALLA RAGIONE
Per quale motivo siamo omicidi noi perché diciamo che uccidono coloro i quali usano pratiche abortive e ne rendono conto a Dio? Non è della stessa persona ritenere che un feto sia un essere vivente di cui Dio abbia cura, e poi ucciderlo una volta venuto alla luce; non esporre il neonato essendo quelli che lo espongono degli infanticidi, e sopprimere quello che a sua volta è cresciuto.
Noi, invece, siamo in tutto e per tutto costanti e uguali, obbedendo alla ragione, non comandando ad essa.
Atenagora,
Supplica per i cristiani, 35,6
Alla donna che deliberatamente si procura un aborto sia imposta la pena dell’omicidio. Non si sottilizzi tra di noi se il feto è formato o no. In questo modo si fa giustizia non solo della creatura non nata, ma anche della medesima donna che ha insidiato se stessa, perché per lo più quelle che perpetrano tali cose, ci rimettono la vita.
All’uccisione del feto, perciò, si aggiunge un altro omicidio, almeno secondo il divisamento di quelli che osano compiere tali azioni. Non si deve tuttavia farli restare in stato di penitenza fino alla morte, ma tenersi dentro la misura dei dieci anni: la loro guarigione interiore si stabilisca non per il tempo, ma per la qualità della penitenza.
Basilio il Grande,
Lettere, 188,2 (ad Anfilochio)
La ragione e la fede
PENSATI E CHIAMATI PER NOME
PRIMA DEL BIG BANG
Se alla base di ogni vita c'è il DNA, ancor prima deve esserci il progetto di Dio su di essa. Lo si può negare da atei, lo si può misconoscere da agnostici, ma è così, altrimenti, quella persona, non sarebbe mai venuta all'esistenza, altrimenti non vivrebbe. Lo sappia o non lo sappia. E, visto che siamo dotati di ragione, è infinitamente meglio per noi esserne consapevoli. Non esiste vita senza una chiamata alla vita da parte del Creatore della vita. Ognuno di noi nasce con una chiamata ed un progetto di Dio. Anche l'individuo apparentemente più inutile, più limitato, meno autosufficiente di tutti. Se viviamo, non viviamo a caso e siamo un "unicum" sulla terra e nella storia. Siamo stati chiamati per nome da Dio. Grazie alla rivelazione cristiana comprendiamo il suo meraviglioso piano per ogni creatura, progettato prima della creazione del mondo: prima del Big bang, esistevamo nel progetto di Dio. Eravamo stati già pensati e chiamati per nome da Lui, dall'Autore dell'impulso primordiale dell'universo. Lo spiega nel meraviglioso esordio della Lettera ai cristiani di Efeso: Dio ci ha voluti dall'inizio del mondo figli del Figlio suo. Il suo disegno è quello di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra. Ancora : In Cristo siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera.
Tale chiamata e tale progetto si chiama vocazione. Un termine che, a furia di essere usato per alcune chiamate particolari, come quella di essere prete o suora, ha perso il suo valore universale. Dio chiama tutti e ciascuno. In alcuni casi, anche in modo esteriormente irresistibile, come fu per Amos, un pecoraio costretto a diventare profeta in Israele. La vocazione non avviene per scelta personale o per decisione autonoma, ma è un lasciarsi afferrare da Dio. Non esiste chiamata senza missione, come non esiste corpo che non si muova. La missione, come la vocazione, non riguarda solo alcune persone, ma tutti, solo per il fatto di essere cristiani. La prima e più comune forma è quella di "spiegare" a chi ce lo chiede o è disposto ad ascoltare, quel meraviglioso piano divino, il perché speriamo in Cristo, chi è Gesù per noi, come mai ci siamo convertiti alla fede. A patto di esserlo: convinti e convertiti. Il dove? Il luogo del lavoro, le amicizie e la stessa cerchia familiare.
Tratti da un articolo di Orazio Petrosillo
Partendo dall’affermazione del valore incomparabile della vita umana, il Papa nell’Enciclica Evangelium Vitae, evidenzia le minacce a cui è sottoposta riproponendo la sua estrema dignità, l’impegno di accoglierla e difenderla, dal suo inizio fino al suo naturale compimento, rispettando e non manipolando con mezzi tecnici il suo concepimento. Pressante e ripetuto invito ad annunciare, difendere e proporre in ogni circostanza il "Vangelo della Vita". Proponiamo qui uno specchio riassuntivo della struttura riguardante il tema dell’aborto. Un consiglio? L’invito a leggere l’enciclica stessa per entrare nell’amore che anima la Chiesa alla difesa della vita.
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Oggetto specifico |
Giudizio morale |
Argomentazione motivazione |
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La soppressione volontaria di una vita innocente. |
E’ sempre una grave negazione di un dono che viene direttamente da Dio. |
Sacralità della vita in quanto creata da Dio stesso e destinata all’eternità. |
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"Soggettivismo etico " e "relativismo etico". |
Determinano un offuscamento della verità naturale. |
Materialismo pratico, nel quale proliferano l’individualismo, l’utilitarismo e l’edonismo. |
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La Tradizione della Chiesa. |
Sempre in linea con la sacralità della vita e la sua inviolabilità. |
L’uomo non può gestire a suo piacimento ciò che gli è stato semplicemente affidato: la vita. |
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Contrasto tra la legge civile e quella morale. |
Lo stato non ha diritto sulla vita dei singoli , pertanto non ne può legalizzare la soppressione. |
Come si reagisce dinanzi ai crimini commessi contro l’umanità da singoli, occorre reagire contro i crimini permessi dalla Stato nei confronti degli indifesi. Il consenso popolare non legittima una uccisione. |
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" Il Vangelo della vita" |
Va annunciato con coraggio, coerenza e determinazione in ogni circostanza favorevole e sfavorevole, è troppo alto il contenuto proposto per essere sottaciuto. |
La famiglia che è " il santuario della vita" deve essere la culla, in ogni senso della vita. Occorre proporre la " cultura della vita" in alternativa della " cultura della morte". |
Veglia di Preghiera
L’ALBERO DELLA VITA
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Canto: Tu sei la mia vitaLettore: Questa sera siamo alla presenza del Signore per elevare a Lui la nostra comune preghiera per ringraziarlo del dono della vita che ha fatto a ciascuno di noi, per chiedergli di continuare ad assistere noi e le nostre famiglie, e perché anche nei momenti di sofferenza, di malattia, di sfiducia, ci ricordiamo sempre che Lui non ci abbandona mai.
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Canto ed esposizione Eucaristica(Restiamo in ginocchio per alcuni minuti,
silenziosamente adoriamo il Signore)
Insegnaci il silenzio
(Alice Claire Mansfield)Silenzio
Lettore: Qui davanti a te, metto da parte tutte le preoccupazioni, le ansietà, le paure e la sfiducia. Ti offro tutto ciò che mi fa soffrire.
Lettore: Mettiamoci alla presenza del Signore, che dispone e permette tutto, in atteggiamento di abbandono.
Lettore: Signore, mi metto nelle tue mani. Fa’ di me quel che vuoi. Per tutto ciò che farai di me, ti ringrazio.
(qualche minuto di silenzio)
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CantoDal libro della Sapienza (1-2)
Guardatevi pertanto da un vano mormorare, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto, una bocca menzognera uccide l’anima. Non provocate la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani, perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, perché la giustizia è immortale. Gli empi invocano su di sé la morte con gesti e con parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza, perché sono degni di appartenerle.
Dicono fra loro sragionando: "La nostra vita è breve e triste; non c’è rimedio, quando l’uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi. Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati.
È un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore. Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera. Il nostro nome sarà dimenticato con il tempo e nessuno si ricorderà delle nostre opere. La nostra vita passerà come le tracce di una nube, si disperderà come nebbia scacciata dai raggi del sole e disciolta dal calore. La nostra esistenza è il passare di un’ombra e non c’è ritorno alla nostra morte, poiché il sigillo è posto e nessuno torna indietro. Su, godiamoci i beni presenti, facciamo uso delle creature con ardore giovanile! Inebriamoci di vino squisito e di profumi, non lasciamoci sfuggire il fiore della primavera, coroniamoci di boccioli di rose prima che avvizziscano; nessuno di noi manchi alla nostra intemperanza.
Silenzio e riflessione personale
"Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia
"Abbiamo bisogno di cristiani con una fede adulta, costantemente impegnati nella conversione, infiammati dalla chiamata alla santità, capaci di testimoniare con assoluta dedizione, con piena adesione e con grande umiltà e mitezza il Vangelo. Ma ciò è possibile solo se nella Chiesa rimarrà assolutamente centrale la docile accoglienza dello Spirito, da cui deriva la forza capace di plasmare i cuori e di far sì che le comunità divengano segni eloquenti a motivo della loro vita diversa.
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CantoL'amore del dono
(Madre Teresa di Calcutta)dell'amore con cui lo diamo. C'è qualcosa in più di cui vi posso parlare: della mia esperienza con i Poveri più poveri. Devo ancora trovare la prima donna Povera disposta ad abortire. Senza dubbio darà alla luce suo figlio. È possibile che abbandoni la sua creatura sulla strada, ma non sarà lei a eliminare suo figlio. È un qualcosa che dobbiamo imparare dai Poveri: la grandezza del loro amore per il figlio. Preghiamo. Chiediamo a nostro Signore che non si allontani dal nostro fianco nel momento della tentazione. Perché allo stesso modo in cui fu tentato Gesù, il diavolo tenterà anche noi. Non dobbiamo aver paura, perché Dio è amore. Se Dio ci ama, dal momento che lui è Padre amoroso, non smetterà di aiutarci. Quando ci rendiamo conto di aver commesso un errore, andiamo da lui e diciamogli: "Dio mio, mi spiace! Sono pentito!".
Ascolto della canzone "L’incontro" di Andrea Bocelli
Recitiamo a cori alterni le Lodi Di Dio altissimo (San Francesco)
Tu sei santo, Signore, solo Dio che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, tu sei grande, tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, tu padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, tu sei sapienza
Tu sei umiltà, tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, tu sei mansuetudine
Tu sei sicurezza, tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, tu sei la nostra speranza, tu sei giustizia
Tu sei temperanza, tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, tu sei refrigerio,
Tu sei la nostra speranza, tu sei la nostra fede, tu sei la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna,grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
…possiamo continuare a lodare liberamente il Signore
Benedizione finale e canto
Musica
♫
L’INCONTROMentre come un gigante tra le braccia
fiero e felice stringo il mio piccino
e il corpo tenero e innocente ,
fragile e vivo come un uccellino
contro il mio petto preme abbandonato, quieto e sicuro mezzo addormentato, per qualche istante quasi dolcemente mi appare come un sogno
il mio destino;
così mi vedo vecchio e rassegnato seduto là nel canto del camino
ad aspettar con l’ansia di un bambino
la sera per vederlo all’improvviso rientrare col dono d’un sorriso,
d’una parola, d’una gentilezza:
è come una promessa che consola,
la gioia immensa di una sua carezza. Poi mi scuoto e ho già dimenticato,
ma dentro di me l’anima rapita m’avverte che qual bimbo appena nato già vale più della mia stessa vita.
… e restai davanti a lui per un po’,
e ascoltai nell’aria, poi l’afferrai.
Lui aprì la mano e poi i toccò il naso, sfiorò la bocca.
Io l’abbracciai ed il mondo girò di più, intorno a noi ogni cosa poi fiorì.
E restai fermo così per un po’, e fu lì che il tempo ci ritrovò: lui aprì la mano e poi mi toccò il naso, ed io sorrisi:
io l’abbracciai ed il mondo girò di più
e intorno a noi ogni cosa poi fiorì.
Il mondo è un puntino di luce blu,
che gira e va con il soffio degli angeli.
Io l’abbracciai e restai così, così.
Andrea Bocelli – Cieli di Toscana
Spunti per la riflessione
Questa canzone, scritta nel testo da Andrea Bocelli e dedicata ai suoi figli, ci parla della gioia della paternità: gesti ed emozioni che danno significato alla propria vita.
"E’ come una promessa che consola…":
abbiamo bisogno di tenerezza e di sapere che in futuro non saremo soli.► Riesco nella mia giornata a "perdere del tempo" per stare vicino con tenerezza alle persone a cui voglio bene?
► Spesso dividiamo la realtà familiare in due categorie: o quella dei figli ingrati, o quella dei genitori assenti. Ma non sarà che le due sono un po’ collegate?
"… già vale più della mia stessa vita": amore e responsabilità sono i due atteggiamenti che dovrebbero guidare le nostre azioni.
► Quando penso che la vita di un altro debba iniziare ad essere rispettata?
► Ci sono persone per cui penso sarei disposto a dare la vita?
"e restai davanti a lui per un po’…": forse, oltre alla tenerezza, all’amore e alla responsabilità vale la pena aggiungere qualche momento di silenzio nella nostra vita.
► Ho dei momenti di silenzio pacifici? Quanto tempo dedico all’ascolto?
Notizie della nostra Comunità
RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO
Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET
Con la preghiera farete cose grandi
I SACRAMENTI
Tutti i Sacramenti sono stati istituiti da Gesù Cristo. Il Battesimo è il primo grande sacramento che generalmente riceviamo nei primi giorni di vita. Essendo però troppo piccoli per capire il significato di questo sacramento ed apprezzare la grandezza di questo dono del Signore, la Chiesa ha voluto che in quel momento così solenne, con noi vi fossero i Genitori, il Padrino e la Madrina che si assumono la responsabilità di essere guida delle nostre anime.
Quando però, più grandicelli, ci accostiamo, per la prima volta alla S. Comunione, allora sappiamo benissimo che Gesù è realmente presente in quella piccola Ostia Santa.
E' Lui che venendo ad abitare in noi con il suo Corpo e con il suo Sangue diventa una cosa sola con noi e ci invita a seguire i suoi esempi e quelli della sua SS. Madre.
Attraverso la lettura del Vangelo e della Sacra Scrittura ci insegna ad amare tutti senza eccezione di sorta per portare l'amore e la grazia di Dio nel cuore degli uomini.
La Madre di Gesù e Madre nostra ci dona continuamente con tanto amore i suoi messaggi.
Ascoltiamoli, e facciamo come Ella ci insegna, perché vuole che tutti i suoi figli si salvino. Lei desidera portarci tutti in Paradiso quando arriverà per ciascuno di noi l'ora della partenza da questa vita.
Mettiamo tutta la nostra volontà per ascoltare anche le persone che in nome di Dio ci istruiscono: Prima di tutti il Santo Padre, i nostri Sacerdoti e tutti i Religiosi, per costruire un mondo migliore, una terra nuova, rinnovata dalla presenza dello Spirito sento, dove regni veramente l'amore con l'A maiuscola, nonostante le difficoltà che possiamo incontrare nel nostro cammino terreno.
Abituiamoci a dire spesso durante la giornata, anche mentalmente "Gesù ti amo" e rendere omaggio alla Madre di Dio "e Madre nostra con l'Ave Maria, e meglio ancora recitando il Santo Rosario tutti i giorni nelle nostre famiglie. Diciamo al Signore: "Grazie Gesù per tutto l'amore che ci doni e ci donerai sempre nonostante i nostri peccati.
APPUNTAMENTI
Il 13 di ogni mese alle ore 15.00 a Ristonchi Rosario Meditato e S. Messa.
Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani
Tel. 0575 570124
Notizie della nostra Comunità
A livello di incontri del gruppo, i ragazzi hanno affrontato in questo periodo l'argomento dell'aborto. L'articolo che segue, dimostra come spesso la traduzione comportamentale dei principi morali, sia abbastanza complessa, specialmente nei giovani e possa suscitare interpretazioni e risposte non del tutto rispondenti al principio stesso. È il caso dell'aborto "giustificato" nella condizione di "madre per violenza".
Eppure il rispetto pieno della vita, impone il suo totale accoglimento, anche in queste situazioni estreme.
GRUPPO GIOVANI
In questo numero vorremmo parlare di un argomento di notevole interesse sociale: l'aborto. Ne parliamo a scuola, in famiglia e in chiesa, ma l'opinione di noi giovani viene spesso tenuta in disparte. In molte situazioni siamo in contrasto con il mondo degli adulti, ma in una cosa siamo tutti d'accordo: nessuno ha il diritto di togliere la vita! La vita è un bene prezioso. L'uomo non se la conquista: la riceve! E come dono ricevuto, dobbiamo averne il massimo rispetto. Spesso si decide di abortire, perché in quel momento un figlio è un "intralcio", rovina i progetti, ma in quest'egoismo testardo non ci si rende conto che un figlio è anche un'esperienza bellissima. Il grande miracolo della vita, molti non se lo sanno ancora spiegare. Non è una semplice questione di molecole e DNA. In questa lunga catena, fra le molecole ed il bambino, manca un "anello"; e quell'anello è l'intervento divino. Tutto ciò che ci circonda ha la mano di Dio, ma nella nascita di un figlio l'impronta è più evidente.
Tuttavia pensiamo che in alcune situazioni sia "giustificato" l'aborto, ovvero quando un figlio non è il frutto dell'amore, ma il frutto di una violenza sessuale. In tal caso, noi giovani del gruppo pensiamo che l'aborto sia comprensibile, perché a quel punto la madre, scioccata fisicamente e mentalmente, potrebbe rivedere nel volto del figlio, la violenza subita e non amare il bambino come una madre ama il proprio figlio. La scelta sta dentro di noi, nella coscienza di ognuno. Ma abortendo, non uccidiamo solo il bambino, ma anche una parte di noi stessi.
Vorremmo fare gli auguri ad ELENA che si è laureata in Lettere.
Ciao Ele, un bacione!!!
PS: Noi aspettiamo che ci offri la cena, eh?!
AUGURI ANCHE DA TUTTO IL GIORNALINO !!
Avvenimenti
Andrea: amore per la vita.
Ho avuto la grazia di conoscere in questi anni Alina, originaria di Prato di Strada, dove ha ancora la mamma Teresa, Gennaro e il loro figlio Andrea; mia moglie AnnaLisa, amica di infanzia di Alina, è stata la madrina di battesimo di Andrea. Alina e Gennaro, mamma e babbo di un portatore di handicap, sono stati genitori, protettori e difensori di una vita, quella di Andrea, che ha saputo dare tanto a tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato. Andrea, segnato fin dall'infanzia da una grave forma di distrofia muscolare, che lo costringeva a dipendere in tutto dagli altri, ha avuto l'opportunità di fare tutte le esperienze di crescita formativa di un ragazzo; dalla scuola, alla parrocchia, al tempo libero.
Soprattutto in questo modo, secondo me, i genitori hanno dato una testimonianza forte al tempo in cui viviamo. Infatti, a parte la cura fisica del quotidiano, non poco faticosa ed impegnativa, profusa con affetto e dedizione che mai hanno fatto pesare a chiunque si avvicinasse loro, Alina e Gennaro, hanno sempre cercato di far fare ad Andrea tutte le esperienze possibili, per una sua partecipazione attiva alla vita sociale, pur aggiungendo a loro stessi altre fatiche alle non poche della routine quotidiana.
Per questo lo abbiamo visto raggiungere nella scuola, traguardi importanti; nella parrocchia percorrere il cammino verso quel Gesù che lui incarnava nelle sue "differenze e sofferenze" fino al giorno della sua prima comunione: una delle foto lo ritrae in Chiesa dopo la cerimonia. È stata una esperienza che non potrò mai dimenticare. Nei rapporti con gli altri, me lo ricordo sorridente in tante occasioni: alla "Festa della ciliegia", al teatrino delle Suore per le commedie dei ragazzi o vestito da carnevale. In tutte queste situazioni ha lasciato il segno di un suo sguardo profondo che ti arrivava dentro l'anima, ti scrutava e ti amava, con la sua semplicità ed innocenza.
Andrea è stato un bambino prima ed un ragazzo poi, che si entusiasmava per tutto ciò che vedeva e lo circondava. Il suo mondo era fatto di tante piccole cose ed occasioni: i viaggi in automobile per andare a trovare la nonna a Prato di Strada, le gite con gli amici di scuola, l'esperienza del treno, del cavallo da lui amatissime, i suoi giochi, i suoi affetti, i suoi sorrisi.
Andrea, pur con i suoi limiti fisici, ha lasciato un segno del suo passaggio fra di noi, un insegnamento di vita, di vero amore per la vita.
Avvenimenti
SAN MARTINO E LA RASSEGNA
C'è stata una gran festa il 14 novembre a Strada. E' stata l'occasione in cui Gesù era nel cuore del paese. Ha suscitato meraviglia quella composta partecipazione di tutte le componenti: il Sindaco, il servizio d'ordine, don Roberto, gli altri sacerdoti e tutti i collaboratori che, in fondo, avevano dato il loro tempo, perché la gente, incantata, respirasse la danza del cuore.
Quel pomeriggio sono stati presentati ben 115 scritti, provenienti non solo dal paese, ma da Poppi. Bibbiena, Porrena, Garliano, Montevarchi, Perugia, Orvieto, Roma, Monterotondo, Milano, Como, Pieve di Cadore (Belluno), Sestri Levante (Genova), la Thuille (Aosta) Catania e Acireale. Le loro espressioni di cammino hanno dato voce al cammino di tutti.
Quel giorno nel paese di Strada c'era proprio Gesù a firmare l'amore con il popolo, a dare occhi nuovi e forza nuova. Ha fatto pulsare il cuore di tutti in perfetta sintonia.
La gente ha riscoperto, all'interno della splendida pieve romanica, quel sentimento religioso che aveva spinto a costruirla. Quel giorno sembrava uscita di recente dal lontano restauro, più bella, meravigliosa nelle sue semplici forme pulite, nuovamente pronta a raccontare con una lettura affascinante la raffigurazione dei suoi capitelli.
Da un lato la storia della creazione fino alla creazione dell'uomo, dall'altra l'uomo sfiduciato che viene riportato a Dio. Un altro ambiente non sarebbe stato più adatto ad accogliere tanta gente che desiderava quell'incontro e ne era disposta emotivamente.
Claudia Koll, invitata per la premiazione e per la lettura delle numerose poesie, insieme all'attore Rolando Milleri, hanno messo a disposizione le loro elevate capacità recitative ed offerto una musica di parole nuove che sono entrate nelle vie del cuore.
La voce di Claudia, dolcissima e sicura, ha favorito il clima di elevazione spirituale. La voce di Rolando Milleri, profonda, perfetta nella dizione, coinvolgente nell'interpretazione, ha sostanziato di bellezza quei pensieri che avevano già la bellezza di Dio.
Prima di iniziare, Claudia ha comunicato la sua gioia di testimoniare a tutti gli amici del paese, l'amore di Dio nei suoi riguardi, un amore che può giungere a tutti. Ha detto che è stato Gesù a prendere l'iniziativa in lei, Lui è la luce.
Non per caso Gesù l'ha restituita alla felicità primordiale, alla sua serenità dell'infanzia e dell'adolescenza vissuta con le suore Orsoline di Somasca, anche nei luoghi di Strada. Prato di Strada è sempre un bellissimo ricordo.
Quel pomeriggio la Pieve aveva il calore della partecipazione. Tutti i presenti hanno vissuto il tempo di aprirsi alla gioia, di vere coraggio di amare proprio perché si è amati da Dio, di essere buoni perché Lui è buono.
Le note dell'organo e del violino ( Paolo Cavigli e Alessandro Nencetti) hanno tessuto di bellezza quel tempo che volgeva a sera mentre i cuori esprimevano con gli sguardi quel coraggio di sentirsi poveri per ricevere un dono senza misura da Gesù, più grande dei problemi di ciascuno e di tutta la vita nelle sue difficoltà.
I volti ascoltavano protesi e asserivano la verità che Gesù è dove la propria vita si apre e dona con sorriso il proprio pane a chi non l'ha.
La commozione era la risposta visibile alla condivisione: occhi e cuore attenti a non sprecare il tempo che passava. Fuori c'era un vento mai sentito così forte, ci rendeva più vicini l'uno all'altro, disposti a lasciarci scaldare l'anima da Lui. Molti erano in piedi in fondo alla pieve, erano ugualmente felici di continuare l'ascolto. Era proprio la commozione a farci ciascuno presente con gli altri allo stesso sentire. Nessuno era solo a gestire le proprie emozioni. Sulle pareti dell'anima si disegnava la verità: Gesù è il sapore della bontà, della pace nelle mani di ciascuno.
La pieve di Strada oggi è ancora capace di raccontare la pace di quella sera. La pieve è un itinerario da dove partire ala ricerca di Gesù. Lui , la vita, in ogni tempo del dubbio e della notte. Ciascuno dei presenti ha sentito lo sguardo di Dio dentro. La sua parola è stata come un granello di senape e come il grano che cresce.
La pieve, quel 14 novembre, ha diffuso la fama del paese mai così grande come quella sera, grazie a coloro che hanno permesso lo spezzare del pane dal buon sapore che dura, che tutti si raccontano.
Sr. Felicina Arisci - Suore Orsoline di Roma
Notizie della nostra Comunità
CONSIGLIO PASTORALE
Riprendendo una recente nota pastorale dei Vescovi italiani, la nostra Diocesi ha emanato per l'anno in corso, 2004/2005, il suo PIANO PASTORALE. In particolare il vescovo, Mons. Luciano Giovannetti, nella introduzione, ha invitato tutti i fedeli a ripensare alla fisionomia delle parrocchie in un mondo che cambia e a riscoprirne il volto essenzialmente missionario, che risponde all'accorato appello di Cristo:
« Andate e rendete discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19).In questa ottica Don Roberto, vicario della II zona pastorale del Casentino, ha proposto l'iniziativa di riunire tutti i Consigli Pastorali delle parrocchie dei Comuni di Strada e Montemignaio, accolta favorevolmente dai parroci Don Enzo, Don Igino, Don Bruno.
La prima esperienza di riunione collegiale si è svolta giovedì 25 ottobre, ripresa poi venerdì 10 dicembre; dopo una introduzione di don Roberto, si è cercato di evidenziare le difficoltà pastorali delle singole parrocchie, proponendo, cammini comuni nelle nuove realtà comunicative (giornalino, veglie di preghiera) e di formazione (gruppo giovani). Si è rimandato la scelta ad operare insieme ai singoli consigli pastorali e sacerdoti, che valuteranno se aderire a tutti o a parte delle iniziative proposte.
In quella sede era stato rivolto l'invito a partecipare alla veglia di preghiera, allegata al giornalino, che si è svolta alla cappella della visitazione mercoledì 1 dicembre. Con grande nostra sorpresa, che ci ha trovati anche impreparati organizzativamente per il numero delle persone, tanti hanno accolto l'invito: da Borgo alla Collina, con la presenza di Don Ghirelli e le suore, da Pagliericcio con le veterane suore, da Prato, da Rifiglio, da Cetica. Una bella emozione per noi che speriamo abbia coinvolto anche i venuto da fuori. Se l'esperienza sarà ben accolta, c'è il proponimento di far divenire itinerante la veglia, per toccare in un anno, tutte le parrocchie. Iniziativa collegiale simile è stata l'incontro del 18 dicembre a Prato di Strada per una serata di formazione in preparazione al Natale.
Notizie dal Casentino
Rubrica VIVERE IN CASENTINO
A cura di Silvia PECORINI
IL CASENTINO E I SUOI PRESEPI
Quando il Natale si avvicina lentamente alla frenesia della nostra quotidianità, c’è chi pensa all’albero da addobbare per la festa e chi ai regali da comperare, chi al freddo dell’inverno e chi al calore insostituibile della famiglia, chi alla realizzazione del presepe, un misto di fantasia, fede, preghiera e semplicità, ma soprattutto una straordinaria tradizione scritta indelebilmente nelle pagine del libro della storia niente meno che 2000 anni fa quando Gesù Bambino venne alla luce nella mangiatoia di Betlemme. La parola presepe deriva dal nome latino praesepium, mangiatoia, la greppia dove fu collocato il bambino Gesù alla sua nascita. La sua origine è legata alle sacre rappresentazioni del Medioevo. Secondo la tradizione ad esse si sarebbe ispirato San Francesco realizzando a Greggio, nel Natale del 1223, il primo presepe. La più antica rappresentazione risale alla fine del 1200 ed era in legno, in seguito nel 1400 la tradizione si diffuse soprattutto nell’Italia Centrale e Meridionale. Napoli divenne il centro di una vera e propria arte che produsse opere in legno e in terracotta che raffiguravano immagini pagane accanto a quelle cristiane. Nel Seicento e Settecento gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione un'impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà, della borghesia e del popolo, colti nelle loro occupazioni giornaliere o nei momenti di svago. Oggi il presepe è una tradizione che coinvolge tutti i paesi cristiani dove ogni popolo ha una propria raffigurazione, realizzata con materiali diversi e ambientato in luoghi particolari come grattacieli e periferie di grandi città. Nel periodo natalizio in Casentino, come altrove, si rinnova l’antico rito di andar per presepi, allestiti in ogni chiesa della vallata, in modo più o meno spettacolare. Cristianamente parlando, ogni presepe, piccolo o grande che sia, ha un significato profondo, non è e non deve diventare un simbolo pagano. Quali sono allora le offerte casentinesi più straordinarie dal punto di vista scenografico? Il Presepe della Badia di San Fedele (Poppi), è di tipo tradizionale, meccanico con movimenti artigianali realizzato da più di 25 anni dalla
Compagnia di San Torello, sarà esposto dalla Notte di Natale fino a tutto il mese di Gennaio. Il Presepe di Ponte a Poppi, la cui prima realizzazione risale a 6 anni fa, ad opera di un gruppo di persone che gravitavano intorno alla Parrocchia di Ponte a Poppi. Il presepe è nato allo scopo di riprodurre i mestieri casentinesi e lo scenario tipico della terra del Casentino. Si può trovare il fabbro, il falegname ed altri intenti nelle loro opere, le case sono fatte a mano con i sassi raccolti lungo le rive dell’Arno, sono rappresentati episodi di vita quotidiana all’alba, al sorger del giorno, al tramonto e al calar della notte. Il significato è quello di un Gesù che nasce in ogni luogo e in ogni dove. Il Presepe dei Frati Cappuccini di Poppi, realizzato a partire dagli anni ’50, di tipo classico con movimenti che utilizzano pulegge, rotelle in legno ed altri meccanismi. E’ un presepe che richiama ogni anno un numero notevole di visitatori forse per il fatto di essere diventato generazionale, così è nel cuore di molti. Per i francescani rappresenta un punto di riferimento alla figura di Gesù come l’ha vissuta San Francesco a Greggio, una continuità con la tradizione. Il Presepe dell’Oratorio di Santa Maria a Bibbiena, organizzato dal Gruppo di Amici di Camaiore in collaborazione con gli Amici locali di Santa Maria da circa 40 anni ed occupa lo spazio di tutta la terza Chiesa, cappelle comprese. Ogni anno cambia l’allestimento, il titolo di quest’anno è "Nel grande tendone del mondo si è attendato il figlio di Dio". Tutto apparirà come sotto una grande tenda da circo con al centro una piccola tenda della natività dove verranno indicati anche i 5 continenti. Apertura dalla Notte di Natale fino al 2 Febbraio. II edizione Presepe Vivente Pratovecchio, realizzato dalla Parrocchia del Santissimo Nome di Gesù, dalla Proloco, dal Comune e dalla Venerabile Confraternita di Misericordia di Pratovecchio. Il presepe vivente con più di 100 comparse si svolge nella piazza vecchia Jacopo Landino, che per l’occasione prenderà le sembianza della Terra Santa. Rimarrà aperto il 26 dicembre, il 2 gennaio, il 6 gennaio dalle 16.30 alle 19.00 al calar del crepuscolo. Verranno riproposte alcune scene come il palazzo di Erode, le rovine romane, alcuni carovan serraglio, il campo dei pastori dove si potrà assistere alla mungitura delle pecore e alla produzione del formaggio, la natività, le bettole. Mostra dei "Presepi nel Mondo" organizzata dalla Proloco di Strada in collaborazione con il Comune che raccoglie più sezioni. La prima, che richiama al titolo dell’evento, è composta da presepi di un collezionista della Romagna, che ha raccolto nei suoi numerosi viaggi per il mondo. Poi la sezione dedicata ai presepi dell’Associazione italo – polacca di Firenze che rappresentano il folclore popolare cittadino della città di Cracovia, riproducendo il panorama delle città e delle Chiese. L’ultima sezione raccoglie i presepi degli hobbysti, tradizionali, inseriti nelle grotte oppure quelli di origine napoletana.
Pagine aperte…
LA PAGINA DEI LETTORI
In questo periodo i nostri bambini sono stati i protagonisti, vedi la rassegna Letteraria In cammino con Gesù e con la scuola per la festa della Toscana sul tema della pace.
Mi è tornato in mente , perché mi ha molto colpito, un messaggio che il Pontefice Giovanni Paolo II ha inviato ai bambini africani ma che è un messaggio universale.
"E' al bambino di questo grande paese, al bambino dotato di dignità umana e di diritti inalienabili, al bambino che riflette l'amore di Dio nei suoi occhi e lo esprime attraverso il suo sorriso che lascio il mio messaggio di fratellanza, di amicizia e di amore.
Io ti chiedo, bambino caro che mi stai ascoltando, di trasmettere questo messaggio ai tuoi fratelli e alle tue sorelle e ai bambini che verranno dopo di te. Chiunque tu sia, questo messaggio d'amore appartiene alla tua religione come appartiene alla mia.
Dico che tu e ogni altro bambino siete amati da Dio, e questo amore deve diffondersi dovunque e prendere possesso di ogni cosa, l'amore di cui ti sto parlando significa che devi amare Dio in contraccambio del suo amore e questo lo fai amando ogni altro figlio di Dio su questa terra.
Questo amore vuol dire che non vi è posto per l'egoismo, la meschinità, la discriminazione, la violenza in questo mondo, significa che tu e ogni altro bambino sulla terra avete la stessa dignità agli occhi di Dio qualunque sia la vostra età, la vostra razza, la vostra nazionalità, che siate maschi o femmine, ricchi o poveri, forti o deboli, sani, malati o handicappati.
L'amore che vi chiedo di avere per ogni fratello e sorella per ogni persona vivente, è l'amore di generosità, di bontà, di sacrificio, di giustizia e di pace.
Caro bambino agendo in questa maniera hai più potere di tutte le centrali nucleari del mondo perché hai li potere di portare pace e felicità al mondo.
Parlo del potere che è tuo e che ti viene da Dio ed è il potere di amare.
Caro bambino Dio ti ha amato ora devi essere tu ad amarlo.
Una lettrice
Per i più piccoli
Creiamo uno strumento musicale! |
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una scatola di dentifricio vuota colla carta colorata un taglierino qualche elastico di diversa misura Come si realizza: Avvolgere in un foglio di carta colorata la scatola del dentifricio vuota e chiuderlo come se fosse un pacchetto regalo. Fissare la carta alla scatola con la colla e lasciare asciugare, prima di procedere oltre con il lavoro. Quindi con l'aiuto del taglierino, incidere la scatola di dentifricio sul lato lungo più largo e praticare un buco lungo 5/6 cm e largo 2 cm. Infine tendere gli elastici intorno alla scatola (in modo che siano "paralleli" al buco praticato con il taglierino) e quindi suonare lo strumento come se fosse una piccola chitarra. |
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A cura di Anna Polverini
Varie
LA MERAVIGIOSA STORIA DELL’ELFANTE
Un tempo antico in un paese dell'Arabia regnava il califfo Omar, ricco e benvoluto perché era saggio. Era di larghe vedute e non si arrestava all'apparenza delle cose. Prima di esprimere dei giudizi si sforzava sempre di comprendere le relazioni e i legami che ci sono tra i fatti anche se a prima vista potevano apparire isolati e diversi. Egli era perciò rattristato per la grettezza di spirito dei suoi ministri che non vedevano più in là del loro naso. "Va in giro per il mio regno" disse un giorno il califfo ad un servo fidato "e trova, se ti riesce, tutti gli uomini sfortunati dalla nascita che non hanno mai potuto vedere e che non hanno mai sentito parlare degli elefanti". Il servo fedele eseguì l'ordine e dopo qualche tempo ritornò con alcuni ciechi fin dalla nascita. Essi erano cresciuti sperduti in piccoli villaggi tra le montagne perciò degli elefanti non avevano mai sentito parlare e non ne supponevano nemmeno l'esistenza. Il califfo fece un gran ricevimento con tutti i suoi ministri e alla fine del banchetto fece entrare un grosso elefante da una porta di bronzo e i ciechi da un'altra porta più piccola. "Mi sapreste dire che cosa è un elefante?" chiese il califfo ai ciechi. "No, mai sentita questa parola", risposero i ciechi. "Ebbene, davanti a voi c'è un elefante: toccatelo, cercate di comprendere di che cosa si tratta. Colui che darà la risposta esatta riceverà in premio 100 monete d'oro". I ciechi si affollarono intorno all'animale e cominciarono a toccarlo con attenzione soffermandosi sulle sensazioni che ricevevano. Un cieco stava lisciando da cima a fondo una zampa, la pelle dura e rugosa gli sembrava pietra e la forma era di un lungo e grosso cilindro. "L'elefante è una colonna!" esclamò soddisfatto. "No, è una tromba!" disse il cieco che aveva toccato solo la proboscide. "Niente affatto, è una corda!" esclamò il cieco che aveva toccato la coda. "Ma no, è un grosso ventaglio" ribatté chi aveva toccato l'orecchio. "Vi sbagliate tutti: è un grosso pallone gonfiato!" urlò il cieco che aveva toccato la pancia. Tra loro c'era il più grande scompiglio e disaccordo perché ciascuno, pur toccando soltanto una parte credeva di conoscere l'intero elefante. Il califfo, soddisfatto, si rivolse ai suoi ministri: "Chi non si sforza di avere della realtà una visione più ampia possibile, ma si accontenta degli aspetti separati e parziali senza metterli in relazione tra loro, si comporta come questi ciechi. Egli potrà conoscere a fondo tutte le righe della zampa dell'elefante, ma non vedrà mai l'animale intero, anzi, non saprà mai che esiste un siffatto animale".
Bisogna andare oltre le apparenze; anche noi siamo ciechi se tentiamo di ingabbiare il mistero della vita nella comprensione del DNA di poche cellule. La vita non può essere totalmente svelata da poche regole scientifiche: sin dal concepimento è già un mistero inesauribile che ha appena iniziato a mostrarsi.
Buon Umore
Ghiaccio Bollente
I politici, è realtà, parlano una lingua strana che a capirne la metà
Ti fan credere alla Befana.
E' la loro abilità quella di voltar gabbana(se ce n'è necessità)
Giorni due la settimana.
E la "non sfiducia" è niente tale e qual "ghiaccio bollente".
La Lucciola e la Luna
La luna, assai saccente, sdegnosa ed altezzosa
Credeva di illuminar tutta la gente e di questo sentivasi orgogliosa.
Un dì vide una lucciola piccina serena sulla culla di un bebè
La sfotte mettendola in berlina: "certo molta luce io do più di te!"
Ma una nube nel cielo , passò sì che di colpo sconparve;
allor la lucciola fra sé pensò: "Almeno io quando il cielo è coperto
do la speranza e molto diverto".
Il cavallo e l'Asino
C'era un gramo somarello assunto a tirare il carrello in un'ampia scuderia
Tronfio andava lo scemetto tra cavalli di gran razza
Persuaso oltre misura di uguagliarne la bravura.
Lo sgridò qui lo stallone: "il ciuco senza vergogna di esser cavallo sogna".
Per finire…
LETTERA DELLA MAMMA
Grazie, figliola carissima, per avermi dato l'opportunità di fare ancora formine di sabbia, di andare in barca, di spingere in mare barchette giocattolo, di salire sulla giostra, e di accarezzare le caprette allo zoo.
Grazie per avermi dato la scusa per fare in casa la marmellata e per cuocere torte di compleanno; grazie per aver riportato il divertimento nella mia esistenza...
Grazie per aver creduto che le mie torte di compleanno fossero magiche, i miei disegni sorprendenti e le mie storie le più belle del mondo. A volte, quando sono particolarmente giù, mi rincuori - proprio come facevo io a te. E questo mi incoraggia e mi rallegra.
Grazie per tenermi d'occhio, amore. E' sempre una sorpresa scoprire di avere una figlia giovane come te. Grazie, cara, per non pensare che io sia vecchia. O, almeno, non così vecchia... La cosa più bella che mi hai dato è l'amicizia.
Grazie per i denti di leone appassiti, per i ciottoli bagnati, per le caramella già succhiate, per i baci appiccicosi. Grazie per amarmi... Grazie per raccontarmi quando il tuo ragazzo ha dei problemi, anche se non c'è niente che io possa fare per aiutarlo. Grazie per telefonarmi avvertendo che sta iniziando un documentario alla tele e per chiedermi ricette in cucina.
Grazie per i tuoi bigliettini di buon compleanno, che arrivano sempre puntuali. Grazie per darmi consigli. Grazie per lasciarmi entrare nella tua vita.
...Grazie per avermi mostrato, quando pensavo che i miei giorni di mamma fossero finiti, che la stagione migliore per noi sta iniziando adesso...