Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino



Anno
III - N. 15 Novembre -
Dicembre 2005
Qual è il disegno di Dio
sull’uomo
SOMMARIO
q Editoriale pag.
3 Ricercato dal Signore
q Spiritualità pag.
4 Amare e conoscere Dio ogni
giorno
q Le preghiere del mese pag.
6 Preghiere
q Cosa dice
q La ragione e la fede pag. 9 Cercare Dio perché cercati da Dio
q Veglia di preghiera pag.
11 Dove lo si lascia entrare
q Lectio Divina pag.
14 Insegnaci a pregare
q Notizie della nostra comunità pag.
15 Campo estivo Parrocchiale
pag. 17 Donne del ricamo
pag.
18 Festa del catechismo
pag.
19 A Roma dal Papa
pag.
22 Gruppo Giovani
pag.
23
q Notizie da Casentino pag. 23 Rubrica
q Approfondimenti pag. 26 La chiesa può ancora parlare?
q Avvenimenti pag. 29 Concerto in Pieve
q Varie pag. 30 Mi hai fatto proprio bene!
q Per finire… pag.
31 Come vuoi vivere, felice o
infelice?
EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg.
Parrocchia San Martino a Vado) DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino
(AR) Autorizzazione
Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005
Editoriale
“RICERCATO DAL
SIGNORE”
Alla domanda: qual è il
primo impegno religioso dell'uomo, il cristiano risponde che è quello di conoscere
ed amare Dio.
Dio è un mistero che ci
trascende, ma un mistero che si lascia conoscere da chi accetta di percorrere
il cammino della ricerca di Lui.
Un cammino che va
compiuto con umiltà, con semplicità ponendo da parte le nostre certezze umane; un
cammino che
La preghiera deve
diventare l'INCONTRO QUOTIDIANO con il mistero di Dio.
La preghiera autentica
genera un'esperienza interiore nella quale si avverte che:
- DIO E' ACCANTO A
NOI anche nelle vicende difficili pervase di sofferenza e di ingiustizia;
- CI AMA in
maniera gratuita e questo lo ha spinto a farci il dono della vita ed a mandare
il Figlio Gesù nel mondo per la nostra Salvezza.
La conoscenza del
mistero di Dio produce FIDUCIA in Lui, illumina IL SENSO dell'esistenza che
apparirà più bella di come credevamo, spingerà alla CORRISPONDENZA e all'AMORE
come risposta al progetto di Dio sulla persona.
L'uomo scaturito dall'Amore,
non potrà che praticar l'amore come norma fondamentale nei confronti di Dio e
dei fratelli.
Chi percorre con
serietà e profondità la ricerca del Dio cristiano, trovandolo, arriverà a fare
una meravigliosa scoperta :più che essere egli il ricercatore, si sentirà
RICERCATO dal Signore stesso.
Il vostro parroco, don Roberto
Spiritualità
di Antonella
Fani
Il primo articolo del Compendio del Catechismo della Chiesa
Cattolica esplicita il disegno che Dio da sempre ha avuto sull’uomo in questi
termini: «Dio, infinitamente perfetto e
beato in se stesso, per un disegno di pura bontà ha creato l’uomo per renderlo
partecipe della sua vita beata. Nella pienezza dei tempi, Dio Padre ha mandato
il suo Figlio come redentore e salvatore degli uomini caduti nel peccato,
convocandoli nella sua Chiesa e rendendoli figli adottivi per opera dello
Spirito Santo ed eredi della sua eterna beatitudine».
Perché dunque la creazione dell’uomo? Qual è la causa
che ha mosso Dio nel creare il mondo? La risposta è che Dio ha creato solo la
sua bontà, solo il suo amore: questa è l’unica motivazione
della nostra esistenza. Ogni uomo, dunque, troverà la sua pienezza di vita solo
nella conoscenza di questo Amore che lo ha originato, amore da scoprire e da praticare.
Ognuno di noi, d’altronde, sa quanto nella vita di
ogni giorno sia difficile operare conformemente a ciò in cui si crede; quanto
non sia affatto scontato, talvolta, aver fiducia in Dio, essere convinti che
veramente la nostra vita è sotto il suo sguardo di bene. È proprio per questo,
allora, che il Padre ha mandato nel mondo il Figlio, per mostrarci la sua
vicinanza ed il suo metro di giudizio, in concreto. Nello Spirito Santo, ancora
oggi, ci dona di vivere tale mistero, ci dà
Per professare la fede cristiana, allora, bisognerà
tenere conto di questo presupposto che anima la nostra vita. Dovremmo sempre
avere davanti agli occhi l’Altro, agire nella certezza che non siamo soli, ma
sempre accompagnati dal Signore, dalla sua Provvidenza, sotto il suo sguardo.
La vita cristiana scaturisce dalla mera conoscenza non
di precetti e di regole da osservare, ma dall’esperienza di un Dio che sempre
ci ama, per quanto le vicende della vita possano risultare difficili, ingiuste,
pervase di sofferenza e malvagità. Difatti, tutte queste cose non arriveranno
mai ad intaccare il Mistero di Bene che ci anima, la relazione con Dio che ci
dona la vita, nella quale abbiamo la
vita.
Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica è
arricchito da molte immagini del ricchissimo patrimonio dell’iconografia perché
l’arte e la bellezza sono vie di contemplazione del Mistero. Nella sezione
introduttiva si trovano tre immagini particolarmente importanti: il Compendio
si apre difatti con l’icona di Cristo
Pantocrator. Essa sta a significare che in Gesù, Verbo di Dio che si fa
uomo, si manifestano, allo stesso tempo, la pienezza dell’umanità stessa e lo
splendore della divinità. È la chiave che apre al mistero della vita.
Segue l’adorazione
dei Magi di Gentile da Fabriano, in cui si sottolinea la venuta di Gesù che
immette in una dimensione di universalità: tutti sono i prediletti, tutti sono
i prescelti. Il messaggio dell’amore di Dio per l’uomo deve raggiungere ogni
angolo della terra.
Terza immagine è la raffigurazione di una miniatura sui giorni della creazione:
opera grandiosa al cui vertice sta l’uomo.
Ecco allora raffigurata una sintesi del messaggio
cristiano e del progetto di Dio sull’uomo. Se porre al centro della propria
vita Dio può sembrare alquanto faticoso, inutile e illusorio, ciò significa che
ancora conosciamo il Signore “per sentito dire”, ma non lo abbiamo mai
sperimentato come Persona che si relaziona con noi, che apre all’amore.
Il luogo per incontrare Dio, ed operare questo scambio
di reciproca conoscenza, è in primo luogo la preghiera: condizione necessaria per comprendere chi è Dio per noi,
e chi siamo noi per Lui.
L’invito, per
chi desidera realmente vivere nel quotidiano questo rapporto con Dio, è
quello di praticare ogni giorno quest’incontro. Basterà mettersi per dieci
minuti davanti ad un brano di Vangelo, fare silenzio, leggere e ascoltare
“dentro” questa Parola di Dio, rapportarla con vita personale, valutare che
cosa è conforme e che cosa, invece, non lo è.
Solo così inizieremo a scoprire che la nostra vita è
più bella e misteriosa di quello che credevamo, ed il Signore meno noioso e
moralista di quanto avevamo sempre pensato.
Le preghiere del mese




Cosa
dice
«L’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore
e per salvare, in questo modo, la propria anima; e le altre cose sulla faccia
della terra sono create per l’uomo affinché lo aiutino al raggiungimento del
fine per cui è stato creato. Da qui segue che l’uomo deve servirsene tanto quanto lo aiutino a conseguire il
fine per cui è stato creato e tanto deve liberarsene quanto glielo impediscano.
Per questa ragione è necessario renderci indifferenti verso tutte le cose
create (in tutto quello che è permesso alla libertà del nostro libero arbitrio
e non le è proibito), in modo da non desiderare da pare nostra più la salute
che la malattia, più la ricchezza che la povertà, più l’onore che il disonore,
più la vita luunga che quella breve, e con ciò tutto il resto, desiderando e scegliendo solo ciò che
più ci porta al fine per cui siamo stati creati».
«Con il nome di esercizi
spirituali si intende ogni modo di esaminare la coscienza, di meditare, di
contemplare, di pregare oralmente e mentalmente e di altre attività spirituali
come più avanti si dirà. Infatti, come sono esercizi corporali il passeggiare,
il camminare, il correre, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di
preparare e disporre l’anima a togliere da sé tutti i legami disordinati e,
dopo averli tolti, di cercare e trovare
la volontà divina nell’organizzazione della propria vita per la salvezza
dell’anima».
«Non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire
e gustare le cose internamente».
Ignazio di Loyola, dagli «Esercizi Spirituali»
La
ragione e la fede
di
Antonella Fani
CERCARE DIO PERCHÉ CERCATI
DA DIO
Credere che Dio
ha un progetto su di noi non è poi così scontato, né così semplice. Talvolta
questo pensiero può addirittura infastidire: insomma, che cosa vuole lui da
noi? Quale libertà abbiamo se ha già pensato il nostro futuro?
Capita di riflettere sul fatto che in molte
circostanze ci piacerebbe un Dio “senza pretese”, che ci garantisse sì una
“bella vita eterna”, ma ci lasciasse anche lo spazio per vivere il presente come più desideriamo.
Si fatica a capire che il “progetto di Dio su
ciascuno di noi” è proprio quello di farci scoprire come vivere la vita al meglio, un meglio
proprio per noi. È il Dio della gioia quello che ci sta vicino e ci cerca, il
Dio della libertà, il Dio del bene. Il suo desiderio è aiutarci a scoprire come essere
felici.
Chi testimonia di aver incontrato nella propria
vita il Signore, afferma che, in questa ricerca, non è stato lui in realtà a
scoprire il luogo “dove abita” il Dio dei padri;
anzi: cercando,
non ha trovato, ma, allo stesso tempo, si è scoperto cercato ed è stato trovato. Dietro questo apparente giro di parole, si
nasconde una profonda verità: non siamo noi che per primi cerchiamo Dio, ma è
lui che ci cerca e si vuol far conoscere. I desideri, l’inquietudine,
l’insoddisfazione e il vuoto che a volte ci abitano, sono il segno che le
risposte cercate vanno al di là delle soluzioni che noi stessi possiamo dare.
Al contrario dovremmo aprirci a riceverle da un Altro, che saprà stupirci
positivamente con la sua “soluzione”.
Dovrebbe essere l’amore, nella fiducia che Dio è
amore, a spingerci a cercare Dio. In realtà, accade quasi sempre che sono il
bisogno, le difficoltà, la solitudine, le domande a cui non riusciamo a dare
risposta a spingerci a cercarLo, ad
ammettere che nel 2005 abbiamo ancora bisogno di Lui. È nelle delusioni andiamo
alla ricerca di quella Speranza che è sempre l’ultima a morire…
E il Signore accetta anche questo. Dio si lascia
trovare da chi gli apre la porta, perché siamo noi ad aver issato le barriere a
protezione delle tante ferite e delusioni. Non vuole e non può forzare le porte
del nostro cuore: però Dio si lascia trovare da chi accetta di percorrere il cammino
della ricerca, da chi accoglie di perdere parte delle
proprie certezze per scoprire qualcosa di
migliore, da chi corre
il rischio del mistero.
Dio si lascia trovare da chi cerca con semplicità
l’aiuto di qualcuno che gli dice di essere testimone di
un incontro già avvenuto, che gli apra la strada del mistero santo.
Per chi non è disponibile a questo, Dio rimarrà
sempre ignoto, perché lo cercherà nelle proprie pretese, secondo le condizioni
che gli ha già imposto, nelle precomprensioni che si è fatto. E non lo cercherà
nel “luogo” in cui abita.
Il filosofo Vincenzo Vitiello, professore di
filosofia teoretica all’università di Salerno, afferma che «tra l’essere
trovati da Dio e il cercare dell’uomo si apre quell’abisso che taluni denominano
“libertà”. Tutto sta nel comprendere che si tratta di un abisso»[1]. Noi aggiungiamo che solo Dio può mostrarsi in
questo abisso; le nostre uniche forze non potranno mai colmare lo spazio
interposto. Saranno sì necessarie, ma lo saranno proprio nella misura in cui
si faranno disponibili ad accogliere l’aiuto:
La ricerca di Dio è la ricerca di un senso nuovo da dare alla nostra vita, un senso che sia la risposta al nostro vivere,
alla nostra esistenza.
Da dove iniziare questa ricerca? In primo luogo,
aprendoci alla fiducia che Dio ci vuole felici e vuole il nostro bene, che incontrarlo ci aiuterà a scoprire le tante
sfaccettature della felicità. Bisognerà poi «cercare Dio nel cuore, nella
Parola, nei sacramenti, nell’amore-carità, nel silenzio»[2]. Il
silenzio non sarà un vuoto da riempire, da colmare con domande spesso dettate
da una soluzione previa; ma sarà il silenzio di chi si rende disponibile ad arrendersi a lui, a lasciarsi ferire per essere guarito.
Veglia
di Preghiera
L: C’è un tempo per lavorare e un tempo per riposare, un
tempo per pregare e un tempo per aiutare. Fa’ in modo, Signore, che il mio
tempo non sia sprecato, che io possa vivere questa vita nello spirito del
pellegrino, che è sempre pronto a prendere la bisaccia e il bastone per
partire. Fai che il mio tempo abbia spazio per i miei amici, i miei fratelli,
le persone che mi sono care, perché a loro non manchi la mia presenza, e fai
che nel mio tempo ci sia posto anche per aiutare, consolare, far sorridere chi
ha bisogno di aiuto. Alla fine della giornata aiutami a contare il mio tempo e
a rendermi conto di dove l’ho sprecato perché sappia, domani, impiegare meglio
la mia vita.
· Dal Vangelo
di Marco
Di
nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla
enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare,
mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole
e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a
seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli
uccelli e la divorarono. Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta
terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo; ma quando si levò
il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un'altra cadde tra le
spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un'altra cadde
sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta,
ora il sessanta e ora il cento per uno”. Parola del Signore.
Silenzio e riflessione personale davanti
a Gesù Eucarestia
L 1: Padre, non sappiamo più ascoltare; Padre, nessuno più
ascolta nessuno: nessuno sa più fare silenzio. Abbiamo perso il senso della
contemplazione, perciò siamo così soli e vuoti, così rumorosi e insensati; e
inevitabilmente idolatri. Anche quando l’angoscia ci assale Donaci, o Padre, di
non dubitare; o anche di dubitare, ma
insieme di sempre più credere: di credere alla tua fedeltà e al tuo amore al di
la di tutte le apparenze; e con il tuo Spirito sempre presente nella nostra
storia.
Canone
L 2: A
volte, Signore, accogliamo con gioia la tua proposta di vita. Ma pietre
taglienti intralciano il cammino. Tribolazioni, imprevisti, sofferenze
improvvise o dolorose ferite rallentano il cammino. La fede è ripida strada
dove ogni segnale è invito suadente a tornare indietro e rinunciare
all’impresa. Non è facile credere alla proposta di Cristo: si vince col perdere,
donando si riceve, la debolezza è forza. Perdona, Signore, la nostra
incostanza. Dona a noi la forza per vincere il male e resistere forti, ponendo
in te la fiducia.
L 3: Anche se ti ascoltiamo le preoccupazioni del mondo ci prendono dentro e
incapaci noi siamo a trovare la pace. La ricchezza seduce, l’avere è esigente e
c’invita a sempre più avere e il cuore diviene di pietra. Cose da possedere,
piaceri da consumare, il materialismo ci avvolge con proposte avvincenti. E lo
Spirito soffre. Il benessere è esigente, è insaziabile fame, è bramosia
crescente che soffoca l’uomo e in catene riduce. Perdona, Signore.
Preoccupazioni e ricchezze invadono il cuore, soffocano
Silenzio e riflessione - Canto
Lettore: Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Tutti: L'aiuto mi
verrà dal Signore:
Egli ha fatto cielo e terra
L: Non
permetterà che il tuo piede vacilli ,
non si addormenterà il tuo custode.
T: Ecco
non si addormenterà,
non prenderà sonno il custode d'lsraele.
L :
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è l'ombra che ti copre.
T: Non
ti colpirà il sole di giorno, né la luna di notte.
Il Signore
ti custodirà da ogni male,
custodirà la
tua vita.
L: Il Signore
custodirà la tua partenza e il tuo arrivo,
ora e sempre.
Silenzio e riflessione
L: Un giorno in cui riceveva degli ospiti eruditi, Rabbi
Mendel di Kozk li stupì chiedendo loro a bruciapelo: "Dove abita
Dio?". Quelli risero di lui: “ Ma che vi prende? II mondo non è
forse pieno della sua gloria? " Ma il Rabbi diede lui stesso la risposta
alla domanda: "Dio abita dove lo si lascia entrare". Ecco ciò che
conta in ultima analisi: lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare solo
là dove ci si trova, e dove ci si trova realmente, dove si vive, e dove si
vive una vita autentica. Se instauriamo un rapporto santo con il piccolo mondo
che ci è affidato, se, nell‘ambito della creazione con la quale viviamo, noi
aiutiamo la santa essenza spirituale a giungere a compimento, allora prepariamo
a Dio una dimora nel nostro luogo, allora lasciamo entrare Dio. ( M.
Buber)
Preghiere
- Apri il nostro cuore all’ascolto, Signore; fa che
pensiamo con i tuoi pensieri. E la tua parola in noi fiorirà.
- Perdona, Signore, la nostra incostanza. Dona a noi la
forza per vincere il male e resistere forti, ponendo in te la fiducia.
- Perdona, Signore. Preoccupazioni e ricchezze invadono il
cuore, soffocano
Altre preghiere spontanee
Preghiamo
insieme:
Ogni mattina è una giornata intera
che riceviamo dalle mani di Dio.
Dio ci dà una giornata
da Lui stesso
preparata per noi.
Non vi è nulla di troppo e nulla di non “abbastanza”,nulla
di indifferente e nulla di inutile.
È un capolavoro di giornata
che viene a chiederci di essere vissuto .Noi la
guardiamo come una pagina d'agenda ,segnata da una cifra e da un mese .
La trattiamo alla leggera come un foglio di carta.
Se potessimo frugare il mondo
e vedere questo giorno elaborarsi
e nascere dal fondo dei secoli,
comprenderemmo il valore di un solo giorno umano. ( M. Delbrel )
Benedizione -
Canto finale
Lectio
Divina
1 Un giorno Gesù si trovava in un luogo a
pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a
pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed
egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno; 3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 4
e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro
debitore, e non ci indurre in tentazione».(Lc 11,1-4)
Medita
Gesù è un uomo che prega e che ama la preghiera. E'
una delle costanti dei vangeli, elemento che affascina gli evangelisti: il
rapporto di Gesù con Dio Padre è così esclusivo, così straordinario, che tutti
ne restano colpiti. Che bisogno aveva
Gesù di pregare? Gesù prega nei momenti cruciali della sua missione: al
battesimo, alla Trasfigurazione, prima della croce passa la notte in preghiera.
Prega anche nei momenti salienti del suo ministero: prima di chiamare i
dodici, prima della confessione di Pietro e per sostenerlo nella prova. Il
fascino di Gesù che prega spinge i discepoli a chiedergli: "Signore
insegnaci a pregare". Gesù si ritira durante la notte a pregare e nella
preghiera sembra essere il segreto della sua serenità e del suo amore. Il
rapporto col Padre è rapporto di fiducia, di lode. Gesù ringrazia il Padre che
sempre lo ascolta prima della resurrezione di Lazzaro. Gesù ci svela un aspetto
della preghiera che è silenzioso, intenso, intriso di quotidianità, luogo da
cui scaturisce la forza per la missione... Ed ora, com'è la mia preghiera? (d. Paolo Curtaz)
O
mio Signore, tu sei buono e paziente, lento all'ira e misericordioso: oggi ti
prego di infondermi il tuo Spirito, perché io possa avere un cuore simile al
tuo e impari ad agire e a pregare secondo l'esempio che ci hai dato nel tuo
figlio Gesù…
Dio ti ama. Gli interessi
personalmente, continuamente, appassionatamente, prova la tua gioia in te. Gli
sei necessario, il tuo cuore lo rallegra, la tua indifferenza lo stupisce, la tua
amarezza lo strazia. Vuole con te una relazione continua. Se non credi a
questo, se non ti senti sollevato da questa certezza significa che non hai
capito che Dio è Padre. (Louis Evely)
Notizie della nostra
Comunità
CAMPO ESTIVO PARROCCHIALE “In Cammino”
Domenica 11 settembre si è conclusa l’esperienza del campo estivo
parrocchiale, con una partecipata festa a Strada in Casentino. Alle ore 11.30
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Poi nel pomeriggio, la festa è continuata con i giochi, che sono stati guidati
da animatori della Coop. COMMUNITAS di Pratovecchio (ringraziamo
affettuosamente il presidente Andrea Verdi), all’interno del parco della scuola
materna parrocchiale; i bambini si sono divertiti moltissimo assistiti dal
tempo che, nonostante le previsioni, ci ha regalato una bellissima giornata di
soleggiato settembre. Infine animatrici e genitori con i bambini, si sino
ritrovati per una cena a buffet organizzata grazie alla buona volontà di tutti.
Il campo estivo parrocchiale “In Cammino…” era iniziato a giugno,
l’indomani della chiusura delle scuola. E’ partito come risposta alle esigenze
sempre più attuali, delle famiglie in cui sia padre che madre lavorano. Si è
poi concretizzato, vista anche la numerosa adesione, come servizio della
comunità cristiana agli altri.
Oltre lo slancio, la buona volontà, la pazienza la tenacia, la
professionalità della animatrice responsabile, Elena Zampella, aiutata
costantemente da Sara, l’esperienza del centro estivo è stata “palestra di
servizio agli altri” per tutto il gruppo giovani di Strada in Casentino. I
ragazzi, con età compresa fra i 14 ed i 18 anni, hanno lavorato fianco a fianco
alle animatrici, con puntuale presenza; è stato bello vederli con i bambini più
piccoli in braccio, per i sentieri della fattoria, durante l’uscita esterna che
è stata organizzata; vederli attenti mentre i bambini provavano il brivido
della cavalcata sul pony; vedere i bambini più grandi orgogliosi e raggianti
nel poter giocare insieme ai ragazzi che incontrano tutti i giorni in giro per
il paese e che, ovviamente, adorano e cercano di imitare.
Senz’altro tutti questi aspetti insieme, sono stati alla base del
successo dell’iniziativa, del positivo accoglimento che avuto in tutta la
comunità ed anche dai paesi vicini.
Tutto ciò ha fatto esprimere al parroco, don Roberto, parole di
apprezzamento e di voglia di ripetere l’esperienza anche negli anni a venire,
cercando sempre di accogliere con il massimo rispetto, suggerimenti e critiche.
Notizie della nostra
Comunità
Anche quest’anno la “Mostra della Pietra”, per la prima
volta in edizione biennale, ha richiamato nel nostro paese un discreto numero
di persone, provenienti sia dai paesi vicini che dalle località più lontane.
Noi “donne del ricamo” che lavoriamo e vendiamo per
beneficenza, siamo state presenti come sempre, esponendo i nostri manufatti,
che, devo dire con piacere, riscuotono sempre un certo successo.
Specialmente ammirata è stata una coperta da letto
interamente ricamata a punto-croce, un lavoro particolare e di fine
realizzazione che ha ottenuto un plauso notevole ed unanime.
L’incasso è stato buono e ci ha permesso di inviare
una discreta somma a cinque missionari che operano nel mondo, dal Sud Africa,
alla Tailandia al Burchina-Faso dove abbiamo quattro bambini adottati.
Quest’anno per la prima volta abbiamo aiutato anche una missione di Madre
Teresa di Calcutta, tramite la sede di Firenze.
Il mese di Ottobre, come tutti gli anni, ci vede
riprendere il nostro quotidiano lavoro, escluso sempre il mercoledì, nel
pomeriggio dalle 15 alle 17, presso i locali parrocchiali di Piazza Piave.
Ricordo, come fatto più volte, l’invito esteso a tutte le persone, giovani e
non, di buona volontà, ad unirsi a noi!
Dal 3 ottobre, appunto, abbiamo ripreso a lavorare
in vista della Fiera di natale, che ci permetterà di esporre i lavori a
carattere natalizio.
Ringraziamo infine tutti, in modo particolare i
nostri compaesani, che, con la loro generosità costante, ci aiutano ad portare
avanti il nostro aiuto missionario verso i più bisognosi.
Coordinatrice del gruppo:
Sig.ra Giuliana RISTORI
Notizie della nostra
Comunità
ANNO CATECHISTICO 2005/2006
FESTA DEL CATECHISMO
Domenica
9 Ottobre nella nostra Parrocchia c'è stata "FESTA" per tutti i
bambini, ragazzi e giovani che frequentano il Catechismo, presenti anche
genitori e catechisti. Alla Messa delle 11,30 sono stati invitati tutti per
rendere a Gesù il nostro grazie. All'omelia Don Roberto ha presentato per nome
tutti i catechisti impegnati nelle varie classi: Silvia Pecorini classe I elementare; Elena Zampella e Tommaso Cassi classe Il elementare; Laura Piantini classe III elementare; Suor Pellegrina classe IV elementare; Suor Elide e Antonella Scipioni classe V elementare; Cristina Magni e Antonella Scipioni classe I media; Luisa Biondi e Luigina Trapani classe
II media: Elena Zampella e Sara Trapani
gruppo giovani. Il Parroco ha poi rivolto un appello caloroso ai genitori
perché si rendano conto quanto sia importante per i loro figli la frequenza
assidua alla scuola di catechismo per conoscere, amare Dio, nostro Padre. Sarebbe
auspicabile che alcuni genitori, più generosi, dedicassero un po' del loro
tempo ad aiutare qualche catechista o nell'insegnamento o nell'animazione della
Messa domenicale (già alcuni lo fanno). La loro presenza è un grande esempio
per i loro figli. Nel pomeriggio alle ore 15,00
tutti dalle Suore. Su
una grande tavola c'erano una distesa di torte, pasticcini, schiacciate, pizze
che sembrava dicessero: "mangiami!"...Prima dell'abbuffata sono stati
fatti vari giochi: il tiro alla fune tra genitori, tra ragazzi piccoli e
grandi; il ballo della mela, il gioco della scopa e barattolo... questo ha
avuto tanto successo. I piccoli si sono lasciati mascherare fra la gioia di
tutti. Un grazie affettuoso a tutti quanti hanno collaborato alla realizzazione
della festa e ora buon lavoro nel nome di Gesù e di Maria! Laura Piantini
Notizie della nostra
Comunità
“Papa-Nipoti” in piazza San
Pietro
Sabato 15 ottobre il gruppo di bambini della
Parrocchia di Strada in Casentino che hanno ricevuto quest’anno la prima comunione,
accompagnato da genitori e catechiste, era a Roma. Quasi per caso una mamma e
catechista, ha scoperto l’iniziativa alla fine di agosto, sempre per caso siamo
riusciti ad avere un contatto con la diocesi di Roma per procurarsi i
biglietti. Inaspettatamente ci siamo ritrovati in mezzo ad “un evento”. In
questa giornata, figlia del nuovo Papa e dell’anno dell’Eucaristia promosso da
Giovanni Paolo II, si è visto nascere un nuovo gruppo all’interno della Chiesa.
Dopo i Papa-boys nati con le giornate mondiali della gioventù, ecco i “Papa-nipoti”, ossia tutti quei bambini (migliaia, visto che secondo le
stime eravamo in 150.000) che si sono emozionati per il Papa. Un Papa , che ha
mostrato un calore umano inaspettato; definito il “nonno del mondo” da Lino
Banfi, ha risposto con dolcezza, saggezza e pazienza alle domande dei bambini,
domande non di rito, ma, anche se preparate, rispondenti ai pensieri dei
bambini, a tal punto che alcuni dei nostri ci hanno detto che anche loro
avrebbero voluto chiedere le stesse semplici cose. Curato anche come evento
mediatico (la diretta televisiva e i vari personaggi dello spettacolo presenti)
ha rappresentato anche la tradizione secolare della Chiesa, attraverso
L’adorazione Eucaristica che è stata proposta. Tutto era ben organizzato - come
ha detto il Papa ai bambini quando gli hanno chiesto in che cosa sarebbe
consistita l’Adorazione – ma non il silenzio e la commozione. Quelli sono stati
spontanei e, vi assicuro, sorprendenti. Assaporare il raccoglimento in una piazza
con altre 150.000 persone è un’emozione unica, mai provata. Concludo questa
cronaca, lasciando a loro, i Papa-nipoti i commenti di questa straordinaria
esperienza.
Ero emozionatissimo pensando di incontrare il Papa.
La mia sorella l’ha visto ad un metro di distanza, mentre io ho visto un
puntino bianco sul sagrato della Basilica. Era bellissimo. Ero felice. Oscar
Quando sono andato a trovare il Papa ho provato una
forte emozione. Al concerto c’erano anche Meneguzzi e Lino Banfi e un coro che
cantava “Quando i bambini fanno oh”. Abbiamo aspettato cinque ore per vedere il
Papa; alla fine è arrivato, io gli ho visto solo la testa, ma mi è bastato.
Andrea T.
Per me il momento più bello della cerimonia in
Piazza San Pietro è stato quando un bambino ha raccontato una storia e ha
abbracciato il Papa.
Alessandro
Per me è stata veramente bello. Quando hanno fatto
vedere Papa Giovanni Paolo II mi sono commossa e stavo per piangere. Quando è
arrivato Benedetto XVI tutti sventolavano i fazzoletti ed era bellissimo. Francesca B.
E stata una grande emozione. Il nostro papa
Benedetto XVI ha partecipato con noi all’adorazione Eucaristica. C’erano
tantissimi bambini che avevano ricevuto quest’anno
Quando ho visto il Papa da vicino dalle transenne ho
pensato che scendeva a darmi la mano e quindi ho urlato sventolando il
fazzoletto. Al Papa abbiamo fatto tante foto. Simone T.
Quando ho visto il Santo Padre ho provato
un’emozione grandissima. Il suo discorso mi è servito molto.
Daniela
Il momento che mi ha colpito più di tutti durante la
gita a Roma è stato quando il Papa ha alzato l’ostensorio per la benedizione
eucaristica. Mi sono sentito battere forte il cuore. Federico C.
Mi è piaciuta molto Piazza san Pietro. C’era un
sacco di persone. Quando è arrivato il Papa, mi sono sentita felice. Vorrei
rifare questa esperienza. Francesca T.
Quando siamo entrati in Piazza san Pietro c’era di
già tanta gente; dopo un po’ c’era Paolo Meneguzzi e dopo è venuto il Papa e
noi abbiamo sventolato il fazzoletto. Marco C.
Sabato siamo andati a Roma. È stato stupendo. Alle
tre è cominciata l’udienza col Papa. Quando tutti si sono seduti è cominciato
uno spettacolo. Quando è finito tutti ci siamo girati ed è arrivato il Papa.
Era molto lontano e lo guardavamo da un grande schermo. Mi sono emozionata
quando sventolavamo i fazzoletti e quando è arrivato il Papa. Marta
A me ha impressionato molto le persone che erano in
Piazza S. Pietro: erano più di 100.000. Cosimo
A me è piaciuto tanto, mi sono emozionato tanto e ci
voglio tornare e c’è cose belle. Marco L.
Quando ho visto il santo Padre ho provato
un’emozione grandissima. Il suo discorso, durante la catechesi, mi è servito
molto. Daniela L.
Ho pianto quando hanno fatto vedere il Papa Giovanni
Paolo II. Poi l’emozione è passata, ma è tornata quando ho visto Papa benedetto
XVI.
Maria Laura
Sabato
15 ottobre, ho avuto la fortuna, con Paolo, mio marito e Simone, mio figlio, di
recarmi a Roma, all’incontro di Papa Benedetto XVI con i bambini che hanno
ricevuto quest’anno l’Eucarestia per la prima volta. Non ero mai stata ad
un’udienza papale in P.zza S. Pietro e devo dire che sono stata piacevolmente
colta da una ridda di sentimenti: la gioia di una così bella giornata, la
certezza che la fede è nel cuore di tante, tante persone, l’emozione nel vedere
il Santo Padre un po’ sorpreso e con il cuore in subbuglio dal bagno di folla
che ha riempito Piazza San Pietro, via Riconciliazione e le strade adiacenti,
tutti lì perché LUI ci aveva chiamati. Abbiamo avuto la fortuna di trovare
posto in un settore molto vicino al Sagrato e così abbiamo seguito tutta la cerimonia
ancora più coinvolti. Questa esperienza mi ha lasciato tanta serenità e credo
che porterò sempre nel cuore la gioia e la felicità e anche l’incredulità che
ho visto negli occhi di Simone, che appollaiato sulla transenna, ha visto il
Papa a dieci metri mentre passava sulla papa-mobile.
Grazie
cari genitori dei bimbi che sono passati a Comunione lo scorso maggio di aver
pensato alla nostra famiglia per vivere questa giornata indimenticabile.
Serena Ongaro Tarani
Notizie della nostra Comunità
GRUPPO GIOVANI
Da giovedì 6 ottobre sono ricominciati i
nostri incontri e siamo contenti di comunicare a tutti voi l’entrata nel gruppo
di tre nuovi amici: Filippo Rialti,
Irene Ceccarelli e Matteo Tizzano che hanno ricevuto quest’anno il
sacramento della cresima. Ovviamente speriamo che seguano il loro esempio altri
ragazzi e ragazze, in modo che nostri Signore sia contento e fiero del lavoro
che svolgiamo nella comunità.
Con questo articolo vogliamo anche fissare
un appuntamento molto importante per ricordare un caro amico non più fra noi, Stefano Bonciani. Il 15 dicembre, data
dell’anniversario della sua rinascita al cielo, alle ore 21 presso la cappella
della Visitazione, vorremmo ricordarlo tutti insieme, pregando per lui e per
quei giovani che ci hanno lasciato prematuramente. Vogliamo ricordare la forza
di Stefano che combattendo la malattia, ha portato la sua croce sulle spalle,
senza perdere fiducia in Dio, avendo sempre un sorriso per tutti; ha sempre
guardato alla vita con speranza, apprezzando giorno dopo giorno le piccole
cose.
BRUTTE COSE…
Sono ormai molti anni che nel nostro
cimitero avvengono fatti molto gravi, di cui nessuno ha mai parlato finora, non
dandogli però la giusta importanza.
Dalle tombe dei giovani ragazzi, purtroppo
scomparsi, sono state RUBATE piante,
oggetti e fiori, portati da genitori amici e parenti come ricordo. Profanare le
tombe con questi gesti è un atto di pura cattiveria, di mancanza di sensibilità
e soprattutto di mancanza di rispetto per un luogo sacro. Chi vive nel dolore
della perdita di un proprio caro, magari di un figlio, dove anche subire questi
gesti insani ! Gli oggetti in questione
non hanno alcun valore economico, ma un grande valore affettivo. Con questo
articolo non stiamo cercando i colpevoli, ma vogliamo mettere a conoscenza la
comunità del dolore, che atti come questi, forse solo ragazzate, arrecano a chi
già soffre ogni giorno.
Elena Zampilla
Notizie della nostra
Comunità
PrtoLoco di Strada
in Casentino:
Corsi di
promozione di creatività e cultura
(Nella foto Giuseppe
Mangani e Giuliana Fani)
Da
quest’anno, oltre al consolidato corso di pittura, vorrebbe partire
un’esperienza molto interessante, nata dall’impegno che Giuliana Fani insieme a Piero
Giangrasso, hanno profuso nell’allestimento della Biennale della Pietra
Lavorata che si è svolta a settembre. Stiamo parlando di un CORSO DI SCULTURA. Sicuramente la
pietra lavorata è l’elemento culturale, artistico che più rappresenta Strada in
Casentino. Un humus di tradizioni ed esperienze artigiane che ci ha portato
alla ribalta in questi anni, costituendo il vero biglietto da visita del paese.
Ha senso quindi rafforzare l’impegno all’interno del comitato, insieme al
fondatore e primo motore, Giannetto
Giannotti, per promuovere iniziative collaterali che possano diventare
corredo e bagaglio a rinvigorire la mostra stessa.
Per
questo l’idea di un corso di scultura, magari germe di una futura accademia, si
inserisce a pieno titolo nella tradizione secolare dello “scalpellare”. Ed in
effetti, alla serata di presentazione dell’iniziativa, dove è venuta fuori la
spiccata personalità artistica del maestro Biggieri,
erano presenti anche scalpellini, già maestri in quest’arte. Un augurio
perché si ottenga il meritato successo ed un riconoscimento a tutti quelli che,
nella ProLoco, si impegnano a far crescere e rendere vivo il nostro paese.
Notizie dal Casentino
Rubrica VIVERE IN CASENTINO
A
cura del direttore Silvia
PECORINI
SAPORI D’AUTUNNO:
Raccontare il territorio casentinese e le sue tradizioni
Gli
alberi si colorano come per magia, le foglie si spargono ovunque, l’autunno è ormai
arrivato e con esso torna sulle nostre tavole la castagna, che farà da
protagonista in quest’autunno casentinese. Un alimento povero, pan di legno
come lo definivano i nostri nonni, ma ricco di storia, di vita.
Sapori
d’Autunno è un’iniziativa, giunta alla quinta edizione, promossa dalla Comunità
Montana del Casentino, l’Ecomuseo del Casentino,
Il
tema di quest’anno sarà quello del bosco indagato, celebrato attraverso la
lettura di storie passate e contemporanee.
Sabato
29 e Domenica 30 Ottobre al Seccatoio del Cavallai Raggiolo saranno di scena
“Un bosco di novelle”, Storie fantastiche e aneddoti dal paese dei Corsi, e “Ai
margini del bosco”, veglia di storie e fiabe.
Lunedì
31 Ottobre il Mulin di Bucchio Stia e il Palagio di Montemignaio accoglieranno
“Minipin”, la leggenda della Foresta di Bir.
Martedì
1 e Giovedì 10 Novembre il Castello dei Conti Guidi Poppi ospita “Boschi
d’autore” ,“la calza della befana” e “i Nani di Castaganio”.
Venerdì
4 e Sabato 5 Novembre al Seccatoio di Gidio Cetica si racconteranno “Un bosco
di novelle” e i “Minipin”, la leggenda della foresta di Bir.
Sabato
26 Novembre a Carda Casa del Gambineri sarà protagonista “L’uomo che cantava
gli alberi”.
Un’ulteriore
novità è rappresentato da stanze di fiaba, dedicata alla celebre storia di
Hansel e Gretel. Si tratta di una riscrittura emotiva e sensoriale della
celebre fiaba, parole e gesti da far scivolare sulla pelle, dentro gli occhi,
nelle orecchie… nella bocca. Seguiranno le degustazioni a cura della Strada dei
Sapori. Le iniziative che si svolgeranno il 29 Ottobre a Raggiolo e il 5
Novembre al Palagio Fiorentino di Stia.
Per
informazioni Cred 0575/507272

Approfondimenti
Nel mondo i
cattolici sono più di 1 miliardo e in totale i cristiani sono 2 miliardi.
E’ la fede che
unisce la maggior parte degli esseri umani sul pianeta nell’anno 2005.
Alcuni
pensano che dovrebbe prima chiedere il permesso a loro che approverebbero (stravolgendone
il senso) solo le parole del Papa sulla Pace e sulla giustizia sociale. Cosa
vuol dire il termine “sana laicità dello Stato” che tutti invocano e che lo
stesso Benedetto XVI ha ricordato nell’incontro con Ciampi? Il Papa davanti a
Ciampi intendeva dire che senza Dio l’uomo diventa preda di idoli e ideologie e
viene schiavizzato, che eliminando Dio dalla vita pubblica i diritti naturali
dell’uomo vengono facilmente conculcati dallo Stato e dal Potere, mentre la
dignità umana viene prima dello Stato e di ogni potere, come afferma anche la
filosofia liberale (per questo Wilhelm Ropke poteva dire che “il liberalismo è
il legittimo figlio spirituale del cristianesimo”). E se si ammette che “il
Papa ha diritto a dire tutto quello che pensa” lo si fa purchè corrisponda al
“politically correct”, altrimenti diventa “lobby politica” ed è interferenza.
Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, considera la libertà di parola del
Papa sic et simpliciter come una minaccia che mette “in forte pericolo la laicità
dello Stato”. Esattamente come pensavano i regimi dell’Est e come accade
tuttora in Cina o a Cuba. Dove ai cristiani non è concessa libertà di parola
perché ciò, appunto, minerebbe lo Stato. Insomma i cristiani devono stare nelle
catacombe. Così sembra pensarla pure Capezzone che a parole
indica gli Stati Uniti come esempio di laicità e libertà, ma che dimentica
l’eccezionale rilevanza pubblica che ha in America il pensiero cristiano, anche
nell’elaborazione delle leggi.
DAL SINODO DEI VESCOVI :
POLITICI E COMUNIONE
EUCARISTICA
“Si può permettere l'accesso
alla Comunione eucaristica a coloro che negano i principi e i valori umani e
cristiani?” ha chiesto il Cardinale Alfonso López Trujillo prendendo la parola davanti al Sinodo dei Vescovi.
Il Presidente
del Pontificio Consiglio per
“C'è, come
spesso si sente, un'argomentazione spuria per una cosiddetta libera scelta politica,
che avrebbe il primato sui principi evangelici ed anche sul riferimento ad una
retta ragione”, ha denunciato il Cardinale. In questo modo, ha proseguito, sono
state introdotte legislazioni sulle coppie di fatto, “che almeno implicitamente
costituirebbero un'alternativa al matrimonio, sebbene queste unioni siano
semplicemente una ‘finzione giuridica’”. Per descriverle ha utilizzato
un’espressione coniata dalla Conferenza Episcopale Spagnola, “denaro falso
messo in circolazione”. “Peggio ancora”, ha aggiunto, quando si tratta di
“‘coppie’ dello stesso sesso, cosa finora sconosciuta nella storia culturale
dei popoli e nel diritto, anche se non presentate come ‘matrimonio’”, e si
offre loro anche “l’adozione di bambini”.
“I politici e i legislatori devono
sapere che, proponendo o difendendo i progetti di leggi inique, hanno una grave
responsabilità e devono porre rimedio al male fatto e diffuso per poter
accedere nuovamente alla comunione con il Signore che è via, verità e vita”, ha concluso il cardinale colombiano.
Antonio FANI
Avvenimenti
CONCERTO IN PIEVE
Grande emozioni domenica 4
settembre in pieve a Strada per il concerto “omaggio a Boccherini” facente
parte della XIX edizione di Pievi & Castelli in Musica (Dir. Art. M. Matteschi)
promosso da enti locali e sponsor privati.
Luigi Boccherini, toscano, nato a Lucca nel 1743 morto
a Madrid nel 1805, (ricadente quest’anno il 200° anniversario della morte e non
della nascita come erroneamente riportato nella brochure e nella guida
all’ascolto) è stato testimone del “nuovo” che nel ‘700 prese campo a partire
da Haydn e Mozart. In effetti, pur essendo un tipico esponente del rococò
settecentesco, non gli si possono disconoscere alcuni tratti che denotano una
sensibilità già aperta agli sviluppi posteriori della musica: è il romanticismo
che fa capolino in certe vibrate linee melodiche dei suoi archi, o almeno è la
scuola classicistica di Vienna che trova in lui, che pure non conosceva la
produzione di Haydn
e di Mozart,
un corrispettivo inaspettato. Abile violoncellista, compose fra l’altro, varie
opere di musica sacra, fra le quali lo “Stabat Mater” che è stato offerto al
concerto nella Pieve, mirabilmente interpretato dal Soprano Valerìe Girare ed
accompagnato da un gruppo di affermati solisti d’archi provenienti
dall’orchestra della Toscana.
Emozioni vibranti, come dicevo in inizio, dettate dalla lirica colorita
del soprano che ha fatto riecheggiare squillante l’inno dello “Stabat Mater” ai
piedi della “Croce” della pieve sullo sfondo dell’abside che cambiava tinta
seguendo l’incedere del tema. Complimenti quindi per l’allestimento di luci
della pieve che, risaltando le linee scultoree della pietra serena, ha fatto da
perfetta cornice alla esecuzione musicale. Buona la partecipazione di pubblico,
ma con poche presenze del paese.
Varie
MI
HAI FATTO PROPRIO BENE!
Signore, nel
realizzare il tuo disegno eterno, mi hai chiamato all'esistenza in quel
contesto di dati che sono la mia storia. Perché così e non in altro modo? Ti
sei forse sbagliato? No.
Tu non mi hai
creato per sbaglio, né per distrazione, né per contrattempo. Al momento giusto,
all'ora tua, secondo il tuo disegno e la tua volontà, secondo la tua scelta, tu
mi hai formato. Sono fatto bene per essere santo.
Se dicessi di no
mi parrebbe di mancarti di riguardo, di dire che neppure a te riescono le cose
come le vuoi, che anche a te capitano gli infortuni. Signore, sono fatto bene
per te.
Alle volte
perdonami se te lo dico, mi trovo fatto un po' meno bene per me. Ma confesso,
sia pure con un po' di fatica, che è più importante essere fatto bene per te
che per me. I miei limiti non devono essere motivo di cruccio per la mia
superbia, né motivo di malumore quando gli altri li vedono.
Signore, ti
benedico e ti ringrazio che mi hai fatto come mi hai fatto. Gli altri possono
dire quello che vogliono. Io ho solo da dirti: grazie. Ho solo da benedirti, ho
solo da sentire una riconoscenza eterna perché mi hai fatto come mi hai fatto.
E quando gli altri trovano che sono uno sgorbio, più che una cosa buona, io,
Signore, credo a te.
Alle volte mi
prende la voglia di vedere come te la caverai con questa povera creatura che io
sono.
E penso che la
vita eterna sarà beata anche per questo: perché là capirò quello che adesso non
capisco e mi spiegherò ciò che adesso è un mistero.
Card. Ballestrero

Per finire…
COME
VUOI VIVERE: FELICE O INFELICE?
Voi sarete
la generazione più disgraziata
che sia mai esistita
se stupidamente entrate nella vita
con il desiderio mostruoso
che noi abbiamo avuto prima di voi:
«Io, io, io, la mia carriera, la mia ricchezza.
Che mi importa degli altri?».
Sarete infelici,
se metterete il vostro benessere
a vostro esclusivo servizio, indifferenti degli altri.
Sarete invece la più felice generazione
che sia mai esistita nel mondo,
se capirete che soltanto l'amore
è capace di mettere il benessere
al servizio di tutti.
Ma per far questo,
abbiate cura di non vivere neppure un giorno
nella prosperità, nella comodità,
nel benessere, nei piaceri,
senza che il dolore degli altri
sia venuto fino a voi.
Abbè Pierre
