Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

In
Cammino...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 


Anno III - N. 15    Novembre  -  Dicembre  2005



Qual è il disegno di Dio sull’uomo

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                        pag. 3   Ricercato dal Signore

q       Spiritualità                                       pag. 4   Amare e conoscere Dio ogni

   giorno

q       Le preghiere del mese                    pag. 6   Preghiere

q       Cosa dice la Chiesa                        pag. 8   Un metodo per cercare e trovare

q       La ragione e la fede                        pag. 9   Cercare Dio perché cercati da Dio

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 11  Dove lo si lascia entrare

 

q       Lectio Divina                                  pag. 14  Insegnaci a pregare

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 15   Campo estivo Parrocchiale

pag. 17   Donne del ricamo

                                                                  pag. 18   Festa del catechismo

                                                                  pag. 19   A Roma dal Papa

                                                                  pag. 22   Gruppo Giovani

                                                                  pag. 23   La ProLoco e i suoi corsi

 

q       Notizie da Casentino                      pag. 23   Rubrica

 

q       Approfondimenti                             pag. 26   La chiesa può ancora parlare?

q       Avvenimenti                                    pag. 29   Concerto in Pieve

q       Varie                                                         pag. 30   Mi hai fatto proprio bene!

q       Per finire…                                    pag. 31   Come vuoi vivere, felice o

     infelice?

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 
 


 



Editoriale

 

“RICERCATO  DAL  SIGNORE”

 

Alla domanda: qual è il primo impegno religioso dell'uomo, il cristiano risponde che è quello di conoscere ed amare Dio.

Dio è un mistero che ci trascende, ma un mistero che si lascia conoscere da chi accetta di percorrere il cammino della ricerca di Lui.

Un cammino che va compiuto con umiltà, con semplicità ponendo da parte le nostre certezze umane; un cammino che la Rivelazione agevola creando le condizioni valide per procedere; un cammino che ha come sentiero privilegiato LA PREGHIERA.

La preghiera deve diventare l'INCONTRO QUOTIDIANO con il mistero di Dio.

La preghiera autentica genera un'esperienza interiore nella quale si avverte che:

- DIO E' ACCANTO A NOI anche nelle vicende difficili pervase di sofferenza e di ingiustizia;

- CI AMA in maniera gratuita e questo lo ha spinto a farci il dono della vita ed a mandare il Figlio Gesù nel mondo per la nostra Salvezza.

La conoscenza del mistero di Dio produce FIDUCIA in Lui, illumina IL SENSO dell'esistenza che apparirà più bella di come credevamo, spingerà alla CORRISPONDENZA e all'AMORE come risposta al progetto di Dio sulla persona.

L'uomo scaturito dall'Amore, non potrà che praticar l'amore come norma fondamentale nei confronti di Dio e dei fratelli.

Chi percorre con serietà e profondità la ricerca del Dio cristiano, trovandolo, arriverà a fare una meravigliosa scoperta :più che essere egli il ricercatore, si sentirà RICERCATO dal Signore stesso.

 

 

 

Il vostro parroco, don Roberto


Spiritualità

di Antonella Fani

 

AMARE E CONOSCERE DIO OGNI GIORNO

 


Il primo articolo del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica esplicita il disegno che Dio da sempre ha avuto sull’uomo in questi termini: «Dio, infinitamente perfetto e beato in se stesso, per un disegno di pura bontà ha creato l’uomo per renderlo partecipe della sua vita beata. Nella pienezza dei tempi, Dio Padre ha mandato il suo Figlio come redentore e salvatore degli uomini caduti nel peccato, convocandoli nella sua Chiesa e rendendoli figli adottivi per opera dello Spirito Santo ed eredi della sua eterna beatitudine».

Perché dunque la creazione dell’uomo? Qual è la causa che ha mosso Dio nel creare il mondo? La risposta è che Dio ha creato solo la sua bontà, solo il suo amore: questa è l’unica motivazione della nostra esistenza. Ogni uomo, dunque, troverà la sua pienezza di vita solo nella conoscenza di questo Amore che lo ha originato, amore da scoprire e da praticare.

Ognuno di noi, d’altronde, sa quanto nella vita di ogni giorno sia difficile operare conformemente a ciò in cui si crede; quanto non sia affatto scontato, talvolta, aver fiducia in Dio, essere convinti che veramente la nostra vita è sotto il suo sguardo di bene. È proprio per questo, allora, che il Padre ha mandato nel mondo il Figlio, per mostrarci la sua vicinanza ed il suo metro di giudizio, in concreto. Nello Spirito Santo, ancora oggi, ci dona di vivere tale mistero, ci dà la Grazia e la forza per agire secondo quell’amore da cui siamo stati generati e nel quale torneremo.

Per professare la fede cristiana, allora, bisognerà tenere conto di questo presupposto che anima la nostra vita. Dovremmo sempre avere davanti agli occhi l’Altro, agire nella certezza che non siamo soli, ma sempre accompagnati dal Signore, dalla sua Provvidenza, sotto il suo sguardo.

La vita cristiana scaturisce dalla mera conoscenza non di precetti e di regole da osservare, ma dall’esperienza di un Dio che sempre ci ama, per quanto le vicende della vita possano risultare difficili, ingiuste, pervase di sofferenza e malvagità. Difatti, tutte queste cose non arriveranno mai ad intaccare il Mistero di Bene che ci anima, la relazione con Dio che ci dona la vita, nella quale abbiamo  la vita.

Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica è arricchito da molte immagini del ricchissimo patrimonio dell’iconografia perché l’arte e la bellezza sono vie di contemplazione del Mistero. Nella sezione introduttiva si trovano tre immagini particolarmente importanti: il Compendio si apre difatti con l’icona di Cristo Pantocrator. Essa sta a significare che in Gesù, Verbo di Dio che si fa uomo, si manifestano, allo stesso tempo, la pienezza dell’umanità stessa e lo splendore della divinità. È la chiave che apre al mistero della vita.

Segue l’adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, in cui si sottolinea la venuta di Gesù che immette in una dimensione di universalità: tutti sono i prediletti, tutti sono i prescelti. Il messaggio dell’amore di Dio per l’uomo deve raggiungere ogni angolo della terra.

Terza immagine è la raffigurazione di una miniatura sui giorni della creazione: opera grandiosa al cui vertice sta l’uomo.

Ecco allora raffigurata una sintesi del messaggio cristiano e del progetto di Dio sull’uomo. Se porre al centro della propria vita Dio può sembrare alquanto faticoso, inutile e illusorio, ciò significa che ancora conosciamo il Signore “per sentito dire”, ma non lo abbiamo mai sperimentato come Persona che si relaziona con noi, che apre all’amore.

Il luogo per incontrare Dio, ed operare questo scambio di reciproca conoscenza, è in primo luogo la preghiera: condizione necessaria per comprendere chi è Dio per noi, e chi siamo noi per Lui.

L’invito, per chi desidera realmente vivere nel quotidiano questo rapporto con Dio, è quello di praticare ogni giorno quest’incontro. Basterà mettersi per dieci minuti davanti ad un brano di Vangelo, fare silenzio, leggere e ascoltare “dentro” questa Parola di Dio, rapportarla con vita personale, valutare che cosa è conforme e che cosa, invece, non lo è. 

Solo così inizieremo a scoprire che la nostra vita è più bella e misteriosa di quello che credevamo, ed il Signore meno noioso e moralista di quanto avevamo sempre pensato.

 

 


 

 

Le preghiere del mese

PREGHIERE

 


Casella di testo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 


 


Casella di testo: Busso alla porta del tuo cuore
Il mio cuore, è davanti a te, o Signore, 
si sforza ma da solo non può farcela: 
ti prego fa' tu, ciò che egli non può. 
Introducimi nella cella del tuo amore: 
te lo chiedo, te ne supplico, 
busso alla porta del tuo cuore. 

E tu che mi fai chiedere,              concedimi di ricevere. 
Tu che mi fai cercare, fa' che ti trovi. 
Tu che mi esorti a bussare,                  apri a chi bussa. 
A chi darai se non dai a chi ti chiede? 
Chi troverà se chi cerca,                       cerca inutilmente? 
A chi darai se non ascolti chi ti prega? 

O Signore, da te mi viene il desiderio, 
da te mi venga anche l'appagamento. 
Anima mia, sta unita a Dio,                anche importunatamente, 
e tu Signore non la rigettare, 
essa si consuma d'amore per te. 
Ristorala, confortala, 
saziala con il tuo amore                       e il tuo affetto. 

Il tuo amore mi possieda totalmente, 
perché con il Padre                              e con lo Spirito Santo, 
tu sei il solo Dio benedetto nei secoli dei secoli. 
Anselmo d'Aosta

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo:

 



Cosa dice la Chiesa

 

 
UN METODO PER “CERCARE E TROVARE”

«L’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore e per salvare, in questo modo, la propria anima; e le altre cose sulla faccia della terra sono create per l’uomo affinché lo aiutino al raggiungimento del fine per cui è stato creato. Da qui segue che l’uomo deve servirsene tanto quanto lo aiutino a conseguire il fine per cui è stato creato e tanto deve liberarsene quanto glielo impediscano. Per questa ragione è necessario renderci indifferenti verso tutte le cose create (in tutto quello che è permesso alla libertà del nostro libero arbitrio e non le è proibito), in modo da non desiderare da pare nostra più la salute che la malattia, più la ricchezza che la povertà, più l’onore che il disonore, più la vita luunga che quella breve, e con ciò tutto il resto, desiderando e scegliendo solo ciò che più ci porta al fine per cui siamo stati creati».

«Con il nome di esercizi spirituali si intende ogni modo di esaminare la coscienza, di meditare, di contemplare, di pregare oralmente e mentalmente e di altre attività spirituali come più avanti si dirà. Infatti, come sono esercizi corporali il passeggiare, il camminare, il correre, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di preparare e disporre l’anima a togliere da sé tutti i legami disordinati e, dopo averli tolti, di cercare e trovare la volontà divina nell’organizzazione della propria vita per la salvezza dell’anima».

«Non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente».

Ignazio di Loyola, dagli «Esercizi Spirituali»

 




 La ragione e la fede

di Antonella Fani

 

CERCARE DIO PERCHÉ CERCATI DA DIO


 


Casella di testo: Una delle sfide che dobbiamo continuamente affrontare è di rimanere sensibili al rivelarsi del progetto di Dio nella nostra vita, è di dare un assenso libero e aperto al destino che il suo amore ci assegna.         (John Main)Credere che Dio ha un progetto su di noi non è poi così scontato, né così semplice. Talvolta questo pensiero può addirittura infasti­dire: insomma, che cosa vuole lui da noi? Quale libertà abbiamo se ha già pensato il nostro futuro?

Capita di riflettere sul fatto che in molte circostanze ci piace­rebbe un Dio “senza pretese”, che ci garantisse sì una “bella vita eterna”, ma ci lasciasse an­che lo spazio  per vivere il pre­sente come più deside­riamo.

Si fatica a capire che il “progetto di Dio su ciascuno di noi” è proprio quello di farci sco­prire come vivere la vita al me­glio, un meglio proprio per noi. È il Dio della gioia quello che ci sta vicino e ci cerca, il Dio della libertà, il Dio del bene. Il suo desiderio è aiutarci a scoprire come essere felici.

Chi testimonia di aver incontrato nella propria vita il Signore, afferma che, in questa ricerca, non è stato lui in realtà a scoprire il luogo “dove abita” il Dio dei padri; anzi: cer­cando, non ha trovato, ma, allo stesso tempo, si è scoperto cercato ed è stato tro­vato. Dietro questo apparente giro di parole, si nasconde una pro­fonda verità: non siamo noi che per primi cerchiamo Dio, ma è lui che ci cerca e si vuol far conoscere. I desideri, l’inquietudine, l’insoddisfazione e il vuoto che a volte ci abitano, sono il segno che le risposte cercate vanno al di là delle soluzioni che noi stessi possiamo dare. Al contrario dovremmo aprirci a riceverle da un Altro, che saprà stu­pirci positivamente con la sua “soluzione”.

Dovrebbe essere l’amore, nella fiducia che Dio è amore, a spin­gerci a cercare Dio. In realtà, ac­cade quasi sempre che sono il bisogno, le difficoltà, la solitudine, le domande a cui non riusciamo a dare risposta a spingerci  a cercarLo, ad ammettere che nel 2005 abbiamo ancora bisogno di Lui. È nelle delusioni andiamo alla ricerca di quella Speranza che è sempre l’ultima a morire…

E il Signore accetta anche questo. Dio si lascia trovare da chi gli apre la porta, perché siamo noi ad aver issato le barriere a protezione delle tante ferite e delusioni. Non vuole e non può forzare le porte del nostro cuore: però Dio si la­scia trovare da chi accetta di per­correre il cammino della ricerca, da chi accoglie di perdere parte delle proprie certezze per scoprire qualcosa di migliore, da chi corre il rischio del mistero.

Dio si lascia trovare da chi cerca con semplicità l’aiuto di qualcuno che gli dice di essere testimone di un incontro già avvenuto, che gli apra la strada del mistero santo.

Per chi non è disponibile a que­sto, Dio rimarrà sempre ignoto, perché lo cercherà nelle proprie pretese, secondo le condizioni che gli ha già imposto, nelle precomprensioni che si è fatto. E non lo cercherà nel “luogo” in cui abita.

Il filosofo Vincenzo Vitiello, professore di filosofia teoretica all’università di Salerno, afferma che «tra l’essere trovati da Dio e il cercare dell’uomo si apre quell’abisso che taluni denomi­nano “libertà”. Tutto sta nel com­prendere che si tratta di un abisso»[1].  Noi aggiungiamo che solo Dio può mostrarsi in questo abisso; le nostre uniche forze non potranno mai colmare lo spa­zio interposto. Saranno sì necessarie, ma lo sa­ranno proprio nella misura in cui si fa­ranno disponibili ad accogliere l’aiuto: la Rivelazione.

La ricerca di Dio è la ricerca di un senso nuovo da dare alla nostra vita, un senso che sia la risposta al nostro vivere, alla nostra esi­stenza.

Da dove iniziare questa ricerca? In primo luogo, aprendoci alla fiducia che Dio ci vuole felici e vuole il nostro bene, che incontrarlo ci aiuterà a scoprire le tante sfaccet­tature della felicità. Bisognerà poi «cer­care Dio nel cuore, nella Parola, nei sacramenti, nell’amore-carità, nel silenzio»[2]. Il silenzio non sarà un vuoto da riempire, da colmare con domande spesso dettate da una soluzione previa; ma sarà il silenzio di chi si rende disponibile ad arrendersi a lui, a lasciarsi fe­rire per essere guarito.

 

 

 


Veglia di Preghiera

 

DOVE LO SI LASCIA ENTRARE

 

Lettore: Signore, noi ti ringraziamo Perché ci raduni ancora una volta alla tua presenza, ci raduni nel tuo nome. Tu ci metti davanti alla tua Parola: quella che tu hai ispirato ai tuoi profeti. Fa che ci accostiamo a questa Parola con riverenza, con attenzione, con umiltà; fa che non sia da noi sprecata ma  ia accolta  in tutto ciò che essa ci dice. Noi sappiamo che il nostro cuore è spesso chiuso, incapace di comprendere la semplicità della tua Parola.

Tutti: Manda il tuo Spirito in noi perché possiamo accoglierla con verità, con semplicità. Fa, Signore, che non ti resistiamo, che la tua Parola penetri in noi come spada a due tagli; che il nostro cuore sia aperto e che la nostra mano non resista; che il nostro occhio non si chiuda, che il nostro orecchio non si volga altrove, ma che ci dedichiamo totalmente a questo ascolto. Te lo chiediamo o Padre in unione con Maria, per Gesù Cristo nostro Signore.

Canto – Esposizione Eucarisica - Silenzio

 

L: C’è un tempo per lavorare e un tempo per riposare, un tempo per pregare e un tempo per aiutare. Fa’ in modo, Signore, che il mio tempo non sia sprecato, che io possa vivere questa vita nello spirito del pellegrino, che è sempre pronto a prendere la bisaccia e il bastone per partire. Fai che il mio tempo abbia spazio per i miei amici, i miei fratelli, le persone che mi sono care, perché a loro non manchi la mia presenza, e fai che nel mio tempo ci sia posto anche per aiutare, consolare, far sorridere chi ha bisogno di aiuto. Alla fine della giornata aiutami a contare il mio tempo e a rendermi conto di dove l’ho sprecato perché sappia, domani, impiegare meglio la mia vita.

·       Dal Vangelo di Marco

Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno”. Parola del Signore.

Silenzio e riflessione personale davanti a Gesù Eucarestia

 

L 1: Padre, non sappiamo più ascoltare; Padre, nessuno più ascolta nessuno: nessuno sa più fare silenzio. Abbiamo perso il senso della contemplazione, perciò siamo così soli e vuoti, così rumorosi e insensati; e inevitabilmente idolatri. Anche quando l’angoscia ci assale Donaci, o Padre, di non dubitare;  o anche di dubitare, ma insieme di sempre più credere: di credere alla tua fedeltà e al tuo amore al di la di tutte le apparenze; e con il tuo Spirito sempre presente nella nostra storia.

Canone

 

L 2: A volte, Signore, accogliamo con gioia la tua proposta di vita. Ma pietre taglienti intralciano il cammino. Tribolazioni, imprevisti, sofferenze improvvise o dolorose ferite rallentano il cammino. La fede è ripida strada dove ogni segnale è invito suadente a tornare indietro e rinunciare all’impresa. Non è facile credere alla proposta di Cristo: si vince col perdere, donando si riceve, la debolezza è forza. Perdona, Signore, la nostra incostanza. Dona a noi la forza per vincere il male e resistere forti, ponendo in te la fiducia.

L 3: Anche se ti ascoltiamo le preoccupazioni del mondo ci prendono dentro e incapaci noi siamo a trovare la pace. La ricchezza seduce, l’avere è esigente e c’invita a sempre più avere e il cuore diviene di pietra. Cose da possedere, piaceri da consumare, il materialismo ci avvolge con proposte avvincenti. E lo Spirito soffre. Il benessere è esigente, è insaziabile fame, è bramosia crescente che soffoca l’uomo e in catene riduce. Perdona, Signore. Preoccupazioni e ricchezze invadono il cuore, soffocano la Parola, ci rendono spenti, incapaci di ascolto interiore.

Silenzio e riflessione   -   Canto

 

Lettore: Alzo gli occhi verso i monti:

da dove mi verrà l'aiuto?

Tutti: L'aiuto mi verrà dal Signore:

Egli  ha fatto cielo e terra

L:     Non permetterà che il tuo piede vacilli ,

         non si addormenterà il tuo custode.

T:     Ecco non si addormenterà,

         non prenderà sonno il custode d'lsraele.

L :    Il Signore è il tuo custode,

il Signore è l'ombra che ti copre.

T:     Non ti colpirà il sole di giorno, né la luna di notte.

Il Signore ti custodirà da ogni male,

custodirà la tua vita.

L:     Il Signore custodirà la tua partenza e il tuo arrivo,

ora e sempre.

Silenzio e riflessione

 

L: Un giorno in cui riceveva degli ospiti eruditi, Rabbi Mendel di Kozk li stupì chieden­do loro a bruciapelo: "Dove abita Dio?". Quelli risero di lui: Ma che vi prende? II mondo non è forse pieno della sua gloria? " Ma il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda: "Dio abita dove lo si lascia entrare". Ecco ciò che conta in ultima analisi: lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare so­lo là dove ci si trova, e dove ci si trova real­mente, dove si vive, e dove si vive una vita autentica. Se instauriamo un rapporto santo con il piccolo mondo che ci è affidato, se, nell‘ambito della creazione con la quale vi­viamo, noi aiutiamo la santa essenza spiri­tuale a giungere a compimento, allora pre­pariamo a Dio una dimora nel nostro luogo, allora lasciamo entrare Dio. ( M.  Buber)

Preghiere

- Apri il nostro cuore all’ascolto, Signore; fa che pensiamo con i tuoi pensieri. E la tua parola in noi fiorirà.

- Perdona, Signore, la nostra incostanza. Dona a noi la forza per vincere il male e resistere forti, ponendo in te la fiducia.

- Perdona, Signore. Preoccupazioni e ricchezze invadono il cuore, soffocano la Parola, ci rendono spenti, incapaci di ascolto interiore.

Altre preghiere spontanee


 

Preghiamo insieme:

Ogni mattina è una giornata intera

che riceviamo dalle mani di Dio.

Dio ci dà una giornata

da Lui stesso  preparata per noi.

Non vi è nulla di troppo e nulla di non “abbastanza”,nulla di indifferente e nulla di inutile.

È un capolavoro di giornata

che viene a chiederci di essere vissuto .Noi la guardiamo come una pagina d'agenda ,segnata da una cifra e da un mese .

La trattiamo alla leggera come un foglio di carta.

Se potessimo frugare il mondo

e vedere questo giorno elaborarsi

e nascere dal fondo dei secoli,

comprenderemmo il valore di un solo giorno umano. ( M. Delbrel )


 

Benedizione    -   Canto finale


 

Lectio Divina

INSEGNACI A PREGARE

 

1 Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; 3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 4 e perdonaci i nostri peccati, per­ché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».(Lc 11,1-4)

 

Medita

Gesù è un uomo che prega e che ama la preghiera. E' una delle costanti dei vangeli, elemento che affascina gli evangelisti: il rapporto di Gesù con Dio Padre è così esclusivo, così straordinario, che tutti ne restano colpiti. Che bisogno aveva Gesù di pregare? Gesù prega nei momenti cruciali della sua missione: al battesimo, alla Trasfigurazione, prima della croce passa la notte in pre­ghiera. Prega anche nei momenti salienti del suo ministero: prima di chia­mare i dodici, prima della confessione di Pietro e per sostenerlo nella prova. Il fascino di Gesù che prega spinge i discepoli a chiedergli: "Si­gnore insegnaci a pregare". Gesù si ritira durante la notte a pregare e nella preghiera sembra essere il segreto della sua serenità e del suo amore. Il rapporto col Padre è rapporto di fiducia, di lode. Gesù ringrazia il Padre che sempre lo ascolta prima della resurrezione di Lazzaro. Gesù ci svela un aspetto della preghiera che è silenzioso, intenso, intriso di quotidianità, luogo da cui scaturisce la forza per la missione... Ed ora, com'è la mia pre­ghiera? (d. Paolo Curtaz)

 

Prega

O mio Signore, tu sei buono e paziente, lento all'ira e misericordioso: oggi ti prego di infondermi il tuo Spirito, perché io possa avere un cuore simile al tuo e impari ad agire e a pregare secondo l'esempio che ci hai dato nel tuo figlio Gesù…

 

Un pensiero per riflettere

Dio ti ama. Gli interessi personalmente, continuamente, appassionata­mente, prova la tua gioia in te. Gli sei necessario, il tuo cuore lo rallegra, la tua indifferenza lo stupisce, la tua amarezza lo strazia. Vuole con te una relazione continua. Se non credi a questo, se non ti senti sollevato da que­sta certezza significa che non hai capito che Dio è Padre. (Louis Evely)

 


Notizie della nostra Comunità

 

 

 

CAMPO ESTIVO PARROCCHIALE “In Cammino”

 

Domenica 11 settembre si è conclusa l’esperienza del campo estivo parrocchiale, con una partecipata festa a Strada in Casentino. Alle ore 11.30 la Santa Messa animata dai bambini che hanno partecipato al Centro Ricreativo che si è svolto nei locali della Scuola Materna parrocchiale. Partecipazione numerosa delle famiglie che hanno aderito all’iniziativa, nata come risposta alle esigenze che i genitori hanno per la vigilanza dei figli durante il lavoro, anche nel periodo di chiusura delle scuole. I bambini hanno animato un coretto con canti preparati grazie all’aiuto di Sr. Pellegrina; alcuni hanno anche letto le preghiere dei fedeli, altri hanno portato le offerte ed infine ringraziato, a nome dei genitori, con un piccolo pensiero floreale, le animatrici instancabili del campo: Elena e Sara, insieme alle suore per la loro disponibilità.


Poi nel pomeriggio, la festa è continuata con i giochi, che sono stati guidati da animatori della Coop. COMMUNITAS di Pratovecchio (ringraziamo affettuosamente il presidente Andrea Verdi), all’interno del parco della scuola materna parrocchiale; i bambini si sono divertiti moltissimo assistiti dal tempo che, nonostante le previsioni, ci ha regalato una bellissima giornata di soleggiato settembre. Infine animatrici e genitori con i bambini, si sino ritrovati per una cena a buffet organizzata grazie alla buona volontà di tutti.

Il campo estivo parrocchiale “In Cammino…” era iniziato a giugno, l’indomani della chiusura delle scuola. E’ partito come risposta alle esigenze sempre più attuali, delle famiglie in cui sia padre che madre lavorano. Si è poi concretizzato, vista anche la numerosa adesione, come servizio della comunità cristiana agli altri.

Oltre lo slancio, la buona volontà, la pazienza la tenacia, la professionalità della animatrice responsabile, Elena Zampella, aiutata costantemente da Sara, l’esperienza del centro estivo è stata “palestra di servizio agli altri” per tutto il gruppo giovani di Strada in Casentino. I ragazzi, con età compresa fra i 14 ed i 18 anni, hanno lavorato fianco a fianco alle animatrici, con puntuale presenza; è stato bello vederli con i bambini più piccoli in braccio, per i sentieri della fattoria, durante l’uscita esterna che è stata organizzata; vederli attenti mentre i bambini provavano il brivido della cavalcata sul pony; vedere i bambini più grandi orgogliosi e raggianti nel poter giocare insieme ai ragazzi che incontrano tutti i giorni in giro per il paese e che, ovviamente, adorano e cercano di imitare.

Senz’altro tutti questi aspetti insieme, sono stati alla base del successo dell’iniziativa, del positivo accoglimento che avuto in tutta la comunità ed anche dai paesi vicini.

Tutto ciò ha fatto esprimere al parroco, don Roberto, parole di apprezzamento e di voglia di ripetere l’esperienza anche negli anni a venire, cercando sempre di accogliere con il massimo rispetto, suggerimenti e critiche.

 


 

Notizie della nostra Comunità

 

GRUPPO DONNE DEL RICAMO

 

Anche quest’anno la “Mostra della Pietra”, per la prima volta in edizione biennale, ha richiamato nel nostro paese un discreto numero di persone, provenienti sia dai paesi vicini che dalle località più lontane.

Noi “donne del ricamo” che lavoriamo e vendiamo per beneficenza, siamo state presenti come sempre, esponendo i nostri manufatti, che, devo dire con piacere, riscuotono sempre un certo successo.

Specialmente ammirata è stata una coperta da letto interamente ricamata a punto-croce, un lavoro particolare e di fine realizzazione che ha ottenuto un plauso notevole ed unanime.

L’incasso è stato buono e ci ha permesso di inviare una discreta somma a cinque missionari che operano nel mondo, dal Sud Africa, alla Tailandia al Burchina-Faso dove abbiamo quattro bambini adottati. Quest’anno per la prima volta abbiamo aiutato anche una missione di Madre Teresa di Calcutta, tramite la sede di Firenze.

Il mese di Ottobre, come tutti gli anni, ci vede riprendere il nostro quotidiano lavoro, escluso sempre il mercoledì, nel pomeriggio dalle 15 alle 17, presso i locali parrocchiali di Piazza Piave. Ricordo, come fatto più volte, l’invito esteso a tutte le persone, giovani e non, di buona volontà, ad unirsi a noi!

Dal 3 ottobre, appunto, abbiamo ripreso a lavorare in vista della Fiera di natale, che ci permetterà di esporre i lavori a carattere natalizio.

Ringraziamo infine tutti, in modo particolare i nostri compaesani, che, con la loro generosità costante, ci aiutano ad portare avanti il nostro aiuto missionario verso i più bisognosi.

 

 

Coordinatrice del gruppo: Sig.ra Giuliana RISTORI


 

Notizie della nostra Comunità

 

ANNO CATECHISTICO 2005/2006

FESTA DEL CATECHISMO

Domenica 9 Ottobre nella nostra Parrocchia c'è stata "FESTA" per tutti i bambini, ragazzi e giovani che frequentano il Catechismo, presenti anche genitori e catechisti. Alla Messa delle 11,30 sono stati invitati tutti per rendere a Gesù il nostro grazie. All'omelia Don Roberto ha presentato per nome tutti i catechisti impegnati nelle varie classi: Silvia Pecorini classe I elementare; Elena Zampella e Tommaso Cassi classe Il elementare; Laura Piantini classe III elementare; Suor Pellegrina classe IV elementare; Suor Elide e Antonella Scipioni  classe V elementare; Cristina Magni e Antonella Scipioni classe I media; Luisa Biondi e Luigina Trapani classe II media: Elena Zampella e Sara Trapani gruppo giovani. Il Parroco ha poi rivolto un appello caloroso ai genitori perché si rendano conto quanto sia importante per i loro figli la frequenza assidua alla scuola di catechismo per conoscere, amare Dio, nostro Padre. Sarebbe auspicabile che alcuni genitori, più generosi, dedicassero un po' del loro tempo ad aiutare qualche catechista o nell'insegnamento o nell'animazione della Messa domenicale (già alcuni lo fanno). La loro presenza è un grande esempio per i loro figli. Nel pomeriggio alle ore 15,00 tutti dalle Suore. Su una grande tavola c'erano una distesa di torte, pasticcini, schiacciate, pizze che sembrava dicessero: "mangiami!"...Prima dell'abbuffata sono stati fatti vari giochi: il tiro alla fune tra genitori, tra ragazzi piccoli e grandi; il ballo della mela, il gioco della scopa e barattolo... questo ha avuto tanto successo. I piccoli si sono lasciati mascherare fra la gioia di tutti. Un grazie affettuoso a tutti quanti hanno collaborato alla realizzazione della festa e ora buon lavoro nel nome di Gesù e di Maria!      Laura Piantini

 

Notizie della nostra Comunità

 

“Papa-Nipoti” in piazza San Pietro

 

Sabato 15 ottobre il gruppo di bambini della Parrocchia di Strada in Casentino che hanno ricevuto quest’anno la prima comunione, accompagnato da genitori e catechiste, era a Roma. Quasi per caso una mamma e catechista, ha scoperto l’iniziativa alla fine di agosto, sempre per caso siamo riusciti ad avere un contatto con la diocesi di Roma per procurarsi i biglietti. Inaspettatamente ci siamo ritrovati in mezzo ad “un evento”. In questa giornata, figlia del nuovo Papa e dell’anno dell’Eucaristia promosso da Giovanni Paolo II, si è visto nascere un nuovo gruppo all’interno della Chiesa. Dopo i Papa-boys nati con le giornate mondiali della gioventù, ecco i “Papa-nipoti”, ossia tutti quei bambini (migliaia, visto che secondo le stime eravamo in 150.000) che si sono emozionati per il Papa. Un Papa , che ha mostrato un calore umano inaspettato; definito il “nonno del mondo” da Lino Banfi, ha risposto con dolcezza, saggezza e pazienza alle domande dei bambini, domande non di rito, ma, anche se preparate, rispondenti ai pensieri dei bambini, a tal punto che alcuni dei nostri ci hanno detto che anche loro avrebbero voluto chiedere le stesse semplici cose. Curato anche come evento mediatico (la diretta televisiva e i vari personaggi dello spettacolo presenti) ha rappresentato anche la tradizione secolare della Chiesa, attraverso L’adorazione Eucaristica che è stata proposta. Tutto era ben organizzato - come ha detto il Papa ai bambini quando gli hanno chiesto in che cosa sarebbe consistita l’Adorazione – ma non il silenzio e la commozione. Quelli sono stati spontanei e, vi assicuro, sorprendenti. Assaporare il raccoglimento in una piazza con altre 150.000 persone è un’emozione unica, mai provata. Concludo questa cronaca, lasciando a loro, i Papa-nipoti i commenti di questa straordinaria esperienza.

Ero emozionatissimo pensando di incontrare il Papa. La mia sorella l’ha visto ad un metro di distanza, mentre io ho visto un puntino bianco sul sagrato della Basilica. Era bellissimo. Ero felice.                         Oscar

Quando sono andato a trovare il Papa ho provato una forte emozione. Al concerto c’erano anche Meneguzzi e Lino Banfi e un coro che cantava “Quando i bambini fanno oh”. Abbiamo aspettato cinque ore per vedere il Papa; alla fine è arrivato, io gli ho visto solo la testa, ma mi è bastato.                                                                                       Andrea T.

Per me il momento più bello della cerimonia in Piazza San Pietro è stato quando un bambino ha raccontato una storia e ha abbracciato il Papa.                                                                                          Alessandro

Per me è stata veramente bello. Quando hanno fatto vedere Papa Giovanni Paolo II mi sono commossa e stavo per piangere. Quando è arrivato Benedetto XVI tutti sventolavano i fazzoletti ed era bellissimo.                                                                               Francesca B.

E stata una grande emozione. Il nostro papa Benedetto XVI ha partecipato con noi all’adorazione Eucaristica. C’erano tantissimi bambini che avevano ricevuto quest’anno la Prima Comunione.                                                                                                Riccardo L.

Quando ho visto il Papa da vicino dalle transenne ho pensato che scendeva a darmi la mano e quindi ho urlato sventolando il fazzoletto. Al Papa abbiamo fatto tante foto.                                   Simone T.

Quando ho visto il Santo Padre ho provato un’emozione grandissima. Il suo discorso mi è servito molto.                                                Daniela

Il momento che mi ha colpito più di tutti durante la gita a Roma è stato quando il Papa ha alzato l’ostensorio per la benedizione eucaristica. Mi sono sentito battere forte il cuore.                                      Federico C.

Mi è piaciuta molto Piazza san Pietro. C’era un sacco di persone. Quando è arrivato il Papa, mi sono sentita felice. Vorrei rifare questa esperienza.                                                              Francesca T.

Quando siamo entrati in Piazza san Pietro c’era di già tanta gente; dopo un po’ c’era Paolo Meneguzzi e dopo è venuto il Papa e noi abbiamo sventolato il fazzoletto.                                                       Marco C.

Sabato siamo andati a Roma. È stato stupendo. Alle tre è cominciata l’udienza col Papa. Quando tutti si sono seduti è cominciato uno spettacolo. Quando è finito tutti ci siamo girati ed è arrivato il Papa. Era molto lontano e lo guardavamo da un grande schermo. Mi sono emozionata quando sventolavamo i fazzoletti e quando è arrivato il Papa.                                                                                      Marta

A me ha impressionato molto le persone che erano in Piazza S. Pietro: erano più di 100.000.                                                                  Cosimo

A me è piaciuto tanto, mi sono emozionato tanto e ci voglio tornare e c’è cose belle.                                                                                  Marco L.

Quando ho visto il santo Padre ho provato un’emozione grandissima. Il suo discorso, durante la catechesi, mi è servito molto.       Daniela L.

Ho pianto quando hanno fatto vedere il Papa Giovanni Paolo II. Poi l’emozione è passata, ma è tornata quando ho visto Papa benedetto XVI.                                        Maria Laura

 

Sabato 15 ottobre, ho avuto la fortuna, con Paolo, mio marito e Simone, mio figlio, di recarmi a Roma, all’incontro di Papa Benedetto XVI con i bambini che hanno ricevuto quest’anno l’Eucarestia per la prima volta. Non ero mai stata ad un’udienza papale in P.zza S. Pietro e devo dire che sono stata piacevolmente colta da una ridda di sentimenti: la gioia di una così bella giornata, la certezza che la fede è nel cuore di tante, tante persone, l’emozione nel vedere il Santo Padre un po’ sorpreso e con il cuore in subbuglio dal bagno di folla che ha riempito Piazza San Pietro, via Riconciliazione e le strade adiacenti, tutti lì perché LUI ci aveva chiamati. Abbiamo avuto la fortuna di trovare posto in un settore molto vicino al Sagrato e così abbiamo seguito tutta la cerimonia ancora più coinvolti. Questa esperienza mi ha lasciato tanta serenità e credo che porterò sempre nel cuore la gioia e la felicità e anche l’incredulità che ho visto negli occhi di Simone, che appollaiato sulla transenna, ha visto il Papa a dieci metri mentre passava sulla papa-mobile.

Grazie cari genitori dei bimbi che sono passati a Comunione lo scorso maggio di aver pensato alla nostra famiglia per vivere questa giornata indimenticabile.

                                                                                           Serena Ongaro Tarani


Notizie della nostra Comunità

 

GRUPPO  GIOVANI

 

Da giovedì 6 ottobre sono ricominciati i nostri incontri e siamo contenti di comunicare a tutti voi l’entrata nel gruppo di tre nuovi amici: Filippo Rialti, Irene Ceccarelli e Matteo Tizzano che hanno ricevuto quest’anno il sacramento della cresima. Ovviamente speriamo che seguano il loro esempio altri ragazzi e ragazze, in modo che nostri Signore sia contento e fiero del lavoro che svolgiamo nella comunità.

Con questo articolo vogliamo anche fissare un appuntamento molto importante per ricordare un caro amico non più fra noi, Stefano Bonciani. Il 15 dicembre, data dell’anniversario della sua rinascita al cielo, alle ore 21 presso la cappella della Visitazione, vorremmo ricordarlo tutti insieme, pregando per lui e per quei giovani che ci hanno lasciato prematuramente. Vogliamo ricordare la forza di Stefano che combattendo la malattia, ha portato la sua croce sulle spalle, senza perdere fiducia in Dio, avendo sempre un sorriso per tutti; ha sempre guardato alla vita con speranza, apprezzando giorno dopo giorno le piccole cose.

 

 

 

BRUTTE  COSE…

 

Sono ormai molti anni che nel nostro cimitero avvengono fatti molto gravi, di cui nessuno ha mai parlato finora, non dandogli però la giusta importanza.

Dalle tombe dei giovani ragazzi, purtroppo scomparsi, sono state RUBATE piante, oggetti e fiori, portati da genitori amici e parenti come ricordo. Profanare le tombe con questi gesti è un atto di pura cattiveria, di mancanza di sensibilità e soprattutto di mancanza di rispetto per un luogo sacro. Chi vive nel dolore della perdita di un proprio caro, magari di un figlio, dove anche subire questi gesti insani !  Gli oggetti in questione non hanno alcun valore economico, ma un grande valore affettivo. Con questo articolo non stiamo cercando i colpevoli, ma vogliamo mettere a conoscenza la comunità del dolore, che atti come questi, forse solo ragazzate, arrecano a chi già soffre ogni giorno.

Elena Zampilla

Notizie della nostra Comunità

 

PrtoLoco di Strada in Casentino:

Corsi di promozione di creatività e cultura

 

(Nella foto Giuseppe Mangani e Giuliana Fani)

La Pro Loco di Strada con il  patrocinio del Comune di Castel San Niccolò, voluto dall’allora Sindaco Giorgio Trevisan, contribuiva a far nascere, due anni fa, il corso di pittura che tutt'oggi continua con successo. L’esperienza ha visto crescere molti allievi: partendo dalle nozioni di Storia dell'Arte per prendere spunti dalle varie epoche; iniziando con paesaggi o con nature morte; spiegando le luci e le ombre, la prospettiva, la simmetria, il colore per arrivare alla figura umana con l'anatomia ed il movimento. L'impegno degli allievi è stato costante, per arrivare a varie esposizioni nel paese.

Da quest’anno, oltre al consolidato corso di pittura, vorrebbe partire un’esperienza molto interessante, nata dall’impegno che Giuliana Fani insieme a Piero Giangrasso, hanno profuso nell’allestimento della Biennale della Pietra Lavorata che si è svolta a settembre. Stiamo parlando di un CORSO DI SCULTURA. Sicuramente la pietra lavorata è l’elemento culturale, artistico che più rappresenta Strada in Casentino. Un humus di tradizioni ed esperienze artigiane che ci ha portato alla ribalta in questi anni, costituendo il vero biglietto da visita del paese. Ha senso quindi rafforzare l’impegno all’interno del comitato, insieme al fondatore e primo motore, Giannetto Giannotti, per promuovere iniziative collaterali che possano diventare corredo e bagaglio a rinvigorire la mostra stessa.

Per questo l’idea di un corso di scultura, magari germe di una futura accademia, si inserisce a pieno titolo nella tradizione secolare dello “scalpellare”. Ed in effetti, alla serata di presentazione dell’iniziativa, dove è venuta fuori la spiccata personalità artistica del maestro Biggieri, erano presenti anche scalpellini, già maestri in quest’arte. Un augurio perché si ottenga il meritato successo ed un riconoscimento a tutti quelli che, nella ProLoco, si impegnano a far crescere e rendere vivo il nostro paese.


Notizie dal Casentino

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

 

SAPORI D’AUTUNNO:

Raccontare il territorio casentinese e le sue tradizioni

Gli alberi si colorano come per magia, le foglie si spargono ovunque, l’autunno è ormai arrivato e con esso torna sulle nostre tavole la castagna, che farà da protagonista in quest’autunno casentinese. Un alimento povero, pan di legno come lo definivano i nostri nonni, ma ricco di storia, di vita.

Sapori d’Autunno è un’iniziativa, giunta alla quinta edizione, promossa dalla Comunità Montana del Casentino, l’Ecomuseo del Casentino, la Provincia di Arezzo, la Regione Toscana e la Strada dei Sapori, le associazioni locali e il volontariato. Il punto centrale di questo progetto sono gli Ecomusei, simbolo della memoria storica, materiale del luogo, e con esso i piccoli borghi di montagna che non devono essere dimenticati, ma si ripropongono come una realtà da conservare e promuovere proprio per la ricchezza del suo passato. Leggere il passato attraverso la molteplicità dei sapori e la suggestione dei paesaggi del Pratomagno casentinese. Sarà possibile riscoprire luoghi, vicoli, muri, sentieri attraverso la rassegna “Tempo di castagne… tempo di Veglie”. Chi di noi non ha avuto la fortuna di sentirsi raccontare dai nostri nonni storie fantastiche magari intorno al focolare tra una bruciata e l’altra? Ecco i seccatoi, le sale dei castelli, le vecchie cucine e gli antichi mulini si animeranno con le parole ed i racconti dei narratori.


 

Il tema di quest’anno sarà quello del bosco indagato, celebrato attraverso la lettura di storie passate e contemporanee.

Sabato 29 e Domenica 30 Ottobre al Seccatoio del Cavallai Raggiolo saranno di scena “Un bosco di novelle”, Storie fantastiche e aneddoti dal paese dei Corsi, e “Ai margini del bosco”, veglia di storie e fiabe.

Lunedì 31 Ottobre il Mulin di Bucchio Stia e il Palagio di Montemignaio  accoglieranno  “Minipin”, la leggenda della Foresta di Bir.

Martedì 1 e Giovedì 10 Novembre il Castello dei Conti Guidi Poppi ospita “Boschi d’autore” ,“la calza della befana” e “i Nani di Castaganio”.

Venerdì 4 e Sabato 5 Novembre al Seccatoio di Gidio Cetica si racconteranno “Un bosco di novelle” e i “Minipin”, la leggenda della foresta di Bir.

Sabato 26 Novembre a Carda Casa del Gambineri sarà protagonista “L’uomo che cantava gli alberi”.

Un’ulteriore novità è rappresentato da stanze di fiaba, dedicata alla celebre storia di Hansel e Gretel. Si tratta di una riscrittura emotiva e sensoriale della celebre fiaba, parole e gesti da far scivolare sulla pelle, dentro gli occhi, nelle orecchie… nella bocca. Seguiranno le degustazioni a cura della Strada dei Sapori. Le iniziative che si svolgeranno il 29 Ottobre a Raggiolo e il 5 Novembre al Palagio Fiorentino di Stia.

Per informazioni Cred 0575/507272

Casella di testo: Tempo di castagne…
Tempo di veglie…
Approfondimenti

 

LA  CHIESA  PUO  ANCORA  PARLARE ?

 

Nel mondo i cattolici sono più di 1 miliardo e in totale i cristiani sono 2 miliardi.

E’ la fede che unisce la maggior parte degli esseri umani sul pianeta nell’anno 2005. La Chiesa inoltre ha 2000 anni e ha letteralmente partorito la nostra civiltà europea. La Chiesa non impone nulla a nessuno, ma è ancora oggi la realtà più perseguitata nel mondo: nei sistemi comunisti (Cina, Corea del Nord, Vietnam, Cuba, Laos), in quelli islamici e nelle diverse autocrazie asiatiche e africane dove si cerca di estromettere Cristo dalla vita umana con ferocia e violenza fisica. Date queste premesse, ci si chiede: il Sommo Pontefice a cui guardano miliardi di esseri umani può commentare liberamente il Vangelo della domenica, al Sinodo mondiale dei Vescovi sull’Eucarestia, o deve chiedere il permesso di parlare ad altri, facendosi dettare da loro cosa deve dire? Tutto il problema sta qui. La Chiesa che è in Italia da 2000 anni, la Chiesa che ha salvato l’Italia dalla barbarie e l’ha trasformata nel giardino del mondo, può parlare di Dio?

Alcuni pensano che dovrebbe prima chiedere il permesso a loro che approverebbero (stravolgendone il senso) solo le parole del Papa sulla Pace e sulla giustizia sociale. Cosa vuol dire il termine “sana laicità dello Stato” che tutti invocano e che lo stesso Benedetto XVI ha ricordato nell’incontro con Ciampi? Il Papa davanti a Ciampi intendeva dire che senza Dio l’uomo diventa preda di idoli e ideologie e viene schiavizzato, che eliminando Dio dalla vita pubblica i diritti naturali dell’uomo vengono facilmente conculcati dallo Stato e dal Potere, mentre la dignità umana viene prima dello Stato e di ogni potere, come afferma anche la filosofia liberale (per questo Wilhelm Ropke poteva dire che “il liberalismo è il legittimo figlio spirituale del cristianesimo”). E se si ammette che “il Papa ha diritto a dire tutto quello che pensa” lo si fa purchè corrisponda al “politically correct”, altrimenti diventa “lobby politica” ed è interferenza. Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, considera la libertà di parola del Papa sic et simpliciter come una minaccia che mette “in forte pericolo la laicità dello Stato”. Esattamente come pensavano i regimi dell’Est e come accade tuttora in Cina o a Cuba. Dove ai cristiani non è concessa libertà di parola perché ciò, appunto, minerebbe lo Stato. Insomma i cristiani devono stare nelle catacombe. Così sembra pensarla pure Capezzone che a parole indica gli Stati Uniti come esempio di laicità e libertà, ma che dimentica l’eccezionale rilevanza pubblica che ha in America il pensiero cristiano, anche nell’elaborazione delle leggi.

 

DAL SINODO DEI VESCOVI :

POLITICI  E  COMUNIONE  EUCARISTICA

 

“Si può permettere l'accesso alla Comunione eucaristica a coloro che negano i principi e i valori umani e cristiani?” ha chiesto il Cardinale Alfonso López Trujillo prendendo la parola davanti al Sinodo dei Vescovi.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ha posto la questione riferendola in particolare ai politici e ai legislatori, offrendo un “no” netto come risposta. “Non si può separare una cosiddetta opzione personale dal compito socio-politico – ha affermato il porporato colombiano –. Non è un problema ‘privato’, occorre l'accettazione del Vangelo, del Magistero e della retta ragione!”. “Oggi i progetti di legge e le scelte fatte o da fare mettono in grave pericolo ‘la stupenda notizia’, cioè il Vangelo della famiglia e della vita, che formano un'unità inscindibile”, ha affermato. “E' in gioco il futuro dell'uomo e della società e, per tanti aspetti, la genuina possibilità di una evangelizzazione integrale”, ha aggiunto. “Il tessuto sociale è ferito in modo letale”, perché queste leggi, come ha spiegato, attentano contro i diritti più fondamentali, come quello alla vita, “ad iniziare dal delitto abominevole dell'aborto”.

“C'è, come spesso si sente, un'argomentazione spuria per una cosiddetta libera scelta politica, che avrebbe il primato sui principi evangelici ed anche sul riferimento ad una retta ragione”, ha denunciato il Cardinale. In questo modo, ha proseguito, sono state introdotte legislazioni sulle coppie di fatto, “che almeno implicitamente costituirebbero un'alternativa al matrimonio, sebbene queste unioni siano semplicemente una ‘finzione giuridica’”. Per descriverle ha utilizzato un’espressione coniata dalla Conferenza Episcopale Spagnola, “denaro falso messo in circolazione”. “Peggio ancora”, ha aggiunto, quando si tratta di “‘coppie’ dello stesso sesso, cosa finora sconosciuta nella storia culturale dei popoli e nel diritto, anche se non presentate come ‘matrimonio’”, e si offre loro anche “l’adozione di bambini”.

“I politici e i legislatori devono sapere che, proponendo o difendendo i progetti di leggi inique, hanno una grave responsabilità e devono porre rimedio al male fatto e diffuso per poter accedere nuovamente alla comunione con il Signore che è via, verità e vita”, ha concluso il cardinale colombiano.

Antonio FANI

 

Avvenimenti

CONCERTO IN PIEVE

 

Grande emozioni domenica 4 settembre in pieve a Strada per il concerto “omaggio a Boccherini” facente parte della XIX edizione di Pievi & Castelli in Musica (Dir. Art. M. Matteschi) promosso da enti locali e sponsor privati.

Luigi Boccherini, toscano, nato a Lucca nel 1743 morto a Madrid nel 1805, (ricadente quest’anno il 200° anniversario della morte e non della nascita come erroneamente riportato nella brochure e nella guida all’ascolto) è stato testimone del “nuovo” che nel ‘700 prese campo a partire da Haydn e Mozart. In effetti, pur essendo un tipico esponente del rococò settecentesco, non gli si possono disconoscere alcuni tratti che denotano una sensibilità già aperta agli sviluppi posteriori della musica: è il romanticismo che fa capolino in certe vibrate linee melodiche dei suoi archi, o almeno è la scuola classicistica di Vienna che trova in lui, che pure non conosceva la produzione di Haydn e di Mozart, un corrispettivo inaspettato. Abile violoncellista, compose fra l’altro, varie opere di musica sacra, fra le quali lo “Stabat Mater” che è stato offerto al concerto nella Pieve, mirabilmente interpretato dal Soprano Valerìe Girare ed accompagnato da un gruppo di affermati solisti d’archi provenienti dall’orchestra della Toscana.

Casella di testo: Stabat mater, dolorosa. 
justa crucem lacrimosa, 
dum pendebat filus…
Emozioni vibranti, come dicevo in inizio, dettate dalla lirica colorita del soprano che ha fatto riecheggiare squillante l’inno dello “Stabat Mater” ai piedi della “Croce” della pieve sullo sfondo dell’abside che cambiava tinta seguendo l’incedere del tema. Complimenti quindi per l’allestimento di luci della pieve che, risaltando le linee scultoree della pietra serena, ha fatto da perfetta cornice alla esecuzione musicale. Buona la partecipazione di pubblico, ma con poche presenze del paese.


 

 

Varie

 

MI HAI FATTO PROPRIO BENE!

 

Signore, nel realizzare il tuo disegno eterno, mi hai chiamato all'esistenza in quel contesto di dati che sono la mia storia. Perché così e non in altro modo? Ti sei forse sbagliato? No.

Tu non mi hai creato per sbaglio, né per distrazione, né per contrattempo. Al momento giusto, all'ora tua, secondo il tuo disegno e la tua volontà, secondo la tua scelta, tu mi hai formato. Sono fatto bene per essere santo.

Se dicessi di no mi parrebbe di mancarti di riguardo, di dire che neppure a te riescono le cose come le vuoi, che anche a te capitano gli infortuni. Signore, sono fatto bene per te.

Alle volte perdonami se te lo dico, mi trovo fatto un po' meno bene per me. Ma confesso, sia pure con un po' di fatica, che è più importante essere fatto bene per te che per me. I miei limiti non devono essere motivo di cruccio per la mia superbia, né motivo di malumore quando gli altri li vedono.

Signore, ti benedico e ti ringrazio che mi hai fatto come mi hai fatto. Gli altri possono dire quello che vogliono. Io ho solo da dirti: grazie. Ho solo da benedirti, ho solo da sentire una riconoscenza eterna perché mi hai fatto come mi hai fatto. E quando gli altri trovano che sono uno sgorbio, più che una cosa buona, io, Signore, credo a te.

Alle volte mi prende la voglia di vedere come te la caverai con questa povera creatura che io sono.

E penso che la vita eterna sarà beata anche per questo: perché là capirò quello che adesso non capisco e mi spiegherò ciò che adesso è un mistero.

Card. Ballestrero

Casella di testo: Vogliamo esprimere sincere condoglianze e il nostro affetto a don Roberto ed alla sorella, per la morte della mamma avvenuta domenica 16 ottobre. 
A nome di tutti quelli che collaborano con il giornalino e si impegnano con il parroco nelle varie attività pastorali e socioculturali della comunità, un ricordo ed una preghiera, segno di stima per aver svolto con serenità il proprio ministero di sacerdote anche nei mesi duri di assistenza alla mamma.


 Per finire…

 

COME VUOI VIVERE: FELICE O INFELICE?

Voi sarete la generazione più disgraziata
che sia mai esistita
se stupidamente entrate nella vita
con il desiderio mostruoso
che noi abbiamo avuto prima di voi:
«Io, io, io, la mia carriera, la mia ricchezza.
Che mi importa degli altri?».
Sarete infelici,
se metterete il vostro benessere
a vostro esclusivo servizio, indifferenti degli altri.
Sarete invece la più felice generazione
che sia mai esistita nel mondo,
se capirete che soltanto l'amore
è capace di mettere il benessere
al servizio di tutti.
Ma per far questo,
abbiate cura di non vivere neppure un giorno
nella prosperità, nella comodità,
nel benessere, nei piaceri,
senza che il dolore degli altri
sia venuto fino a voi.

Abbè Pierre

Casella di testo: Suprema felicità:
La suprema felicità, nella vita, è la convinzione di essere amati per quello che siamo, o meglio ancora, nonostante quello che siamo. 
Victor Hugo



[1] B. Forte – V. Vitiello, Dialoghi sulla fede e la ricerca di Dio, Roma 2005, p. 15.

[2] Id., p. 17.