Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino

Anno
III - N. 16 Gennaio -
Febbraio 2006
L’uomo capace di Dio
SOMMARIO
q
Editoriale pag.
3 Per arrivare a Dio
q
Spiritualità pag.
4 Homo capax Dei
q
Le preghiere del mese pag. 6 Preghiere
q
Cosa dice
q
La ragione e la fede pag. 9 Dio, la
fede, la ragione
q
Veglia di preghiera
pag. 11 Preghiera per i giovani
q
Lectio Divina pag. 15 Come possiamo crederti?
q
Notizie della nostra comunità pag. 16 Statistica anno 2005
pag. 17 Gruppo
Giovani
pag.
18 Festa del catechismo
pag.
20 Festa della Toscana
pag.
22 Elisa Rialti e
q
Notizie dal Casentino pag. 25 Rubrica del
direttore
q
Notizie dal Vicariato pag. 27 Si riparte
dalle famiglie
q
Approfondimenti pag. 29 RU486 –
Pillola abortiva
q
Varie pag. 31 Signore,
non sono capace…
q
Per finire… pag. 32 Senso della vita e ricerca
EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg.
Parrocchia San Martino a Vado) DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in
Casentino (AR) Autorizzazione Tribunale
di Arezzo n° 3 del 23/02/2005
Editoriale
“Per arrivare a Dio…”
Nell'ambito
dell'ateismo, molti pensatori hanno affermato che parlare di Dio, ammettere la
sua esistenza, ricercarLo significhi impoverire l'uomo, mortificare la sua
posizione nell'universo; ma non c'è niente di più sbagliato di questo pensiero.
La realtà è completamente all'opposto. L'uomo ha dentro di sè una capacità di
Dio, un'apertura al Trascendente, al dialogo con Lui, un desiderio una sete
insaziabile che porta ad abbeverarsi
alla sua Presenza. Se poi una persona tralascia questa potenzialità, questa
componente spirituale che lo abita, nella vita non farà che vivere a metà
aumentando quel senso di insoddisfazione che tante volte opprime l'animo umano.
La conoscenza naturale
di Dio è una strada da tutti percorribile, tuttavia possiede varie difficoltà.
Possiamo conoscere e
parlare di Dio perchè Lui per primo si è fatto conoscere rivelando chi era. E'
Dio che si è manifestato nel Figlio fattosi uomo; è Dio che si è rivelato nella
storia di un popolo e continua a farsi presente nella storia personale di
ognuno.
Il vostro parroco, don Roberto
Spiritualità
di Antonella
Fani
È un titolo emblematico quello di questa sezione di
spiritualità, nonché filone portante del corrente numero del giornalino. La
frase latina, traducibile ―anche a senso― con “l’uomo è capace di
Dio” ha un significato molto pregnante, decisamente più esteso del breve
enunciato con cui si propone. In poche parole, di quale “capacità” umana stiamo
parlando?
Dire che l’uomo è capace di Dio significa affermare
che è costitutivamente aperto al Trascendente, a porsi in dialogo con Dio, ad
aprirsi alla Rivelazione. È una capacità che indica una “potenzialità da attualizzare”: una disposizione naturale
che, se non viene attualizzata, crea inevitabilmente una frattura. Scegliere di tralasciare la componente spirituale che ci
abita significa, dunque, vivere a metà,
lasciare spazio a quel senso di insoddisfazione che tante volte rischia di
opprimere l’animo umano.
Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore di ogni
uomo, proprio perché fatto a sua immagine e somiglianza e creato da Lui. L’uomo
ha inoltre la capacità di conoscere un Dio che è personale, e non un’entità sovrannaturale astratta; conosce il Dio
che è Padre creatore, che è Figlio che si incarna, che è Amore che dona la
vita. Non a caso, l’Apostolo Paolo affermava davanti al popolo ateniese: «Ho
trovato anche un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo
annunzio» (At 17,23).
Possiamo asserire, allora, che l’uomo ha una conoscenza naturale di Dio: questa è
ravvisabile nel desiderio di eternità e di infinito presente in ognuno, nel
bisogno umano di far riferimento ad un Dio. È inoltre dettata dall’esistenza
del mondo stesso che richiama alla necessità di un “artefice” che l’abbia
creato, che sia più grande della sua precarietà, ma nel quale si possa anche
rispecchiare la bellezza di ciò che esiste.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che
questa conoscenza naturale di Dio contiene molte difficoltà. Sebbene tanti
aspetti richiamino alla necessità di un Principio divino da cui tutto
l’esistente possa provenire, rimane la trascendenza assoluta di Dio, quel totalmente altro racchiuso nel mistero. Le sue vie non coincidono mai
perfettamente con le nostre vie. Non a caso, Tommaso d’Aquino (ma non solo) affermava
che siamo più vicini al vero nell’affermare “cosa Dio non è”, piuttosto che nel
dire quali possano essere le “caratteristiche” di Dio. Dio, difatti, sarà
sempre oltre gli schemi rigidi dei nostri concetti, la nostra mente non potrà
mai arrivare a comprenderlo, le nostre parole saranno sempre insufficienti di
fronte alla sua grandezza.
Più perfetta della conoscenza naturale, allora, sarà
quella che abbiamo ricevuto dalla Rivelazione
di Dio. Possiamo dunque conoscere e parlare di Dio perché Lui per primo si
è fatto conoscere rivelando chi era: è Lui che si è manifestato nel Figlio
fattosi uomo; è Dio che si è rivelato nella storia e che continua a farsi
presente nella storia personale di ognuno.
Questa capacità di conoscenza dovrà poi riversarsi in una
capacità di manifestazione e di azione, nel mettere in pratica
quell’amore che trasforma la vita. Se, difatti, ogni nuovo sapere che
acquisiamo modifica il nostro modo di essere, quanto più dovrà modificarlo la
consapevolezza stessa di Colui dal quale abbiamo origine e che abita la nostra
vita?
La conoscenza di Dio non potrà mai essere quella di un
concetto vuoto, di una parola a cui
non corrisponda un significato
esperienziale. La conoscenza di Dio sarà veritiera solo quando si rifarà a
quella del Padre rivelatoci da Gesù. Se Dio è amore, sarà la conoscenza di
quell’amore abissale che tutto opera solo per amore e della sua successiva
manifestazione in gesti concreti.
L’uomo ha dunque la capacità di conoscere, accogliere,
manifestare, parlare,… di Dio; ma la prova più alta di tutto questo non sta in
una possibilità umana che può diventare più o meno adeguata a ciò a cui è
chiamata, ma nell’evento stesso di Dio
che si fa uomo, di un uomo totalmente Dio. L’uomo può conoscere Dio, in
ultima analisi, perché Dio stesso ha accettato di assumere tutta la fragilità e
precarietà dell’esistenza umana, di “sottomettersi” alla creazione per riportare l’uomo alla sua vera dignità.
Conoscere Dio è conoscere il vero uomo tra gli uomini.
Le preghiere del mese
Cosa
dice la Chiesa
LA
VERA RICERCA DI DIO
Come interpretare ciò che in molti passi dice la Scrittura e cioè che
essi “invocheranno e io non li
esaudirò” (Pr 1,28)?
Sicuramente tu sei misericordioso con tutti coloro che ti invocano; ma loro,
pur invocando qualcuno, non invocano lui. Di costoro è detto: “Non hanno invocato Dio” (Sal 13,5). Invocano, ma non Dio.
Tu invochi ciò che ami; invochi ciò che chiami a te; invochi tutto ciò che
vuoi venga a te. Se tu pertanto invochi Dio perché venga a te il denaro o una
eredità o una dignità terrena, tu invochi queste cose che vuoi vengano a te.
Quanto a Dio, lo consideri un mezzo
per conseguire le tue voglie, non colui che esaudisce i tuoi desideri...
Che cosa dovrai chiedere? Ciò che ti ha
insegnato il Signore, il maestro celeste. Invoca Dio in quanto è Dio, ama Dio
in quanto è Dio. Non c'è nulla meglio di lui! Desidera lui, e a lui anela!
Guarda uno che invoca Dio in quell`altro salmo: “Una cosa ho chiesto al Signore, e questo richiederò. Che cosa ha
chiesto? Di abitare nella dimora del
Signore per tutti i giorni della vita mia. Per fare che cosa? Per contemplare il gaudio del Signore”
(Sal 26,4).
Se dunque vuoi amare Dio, amalo con tutte le tue viscere e con casti
sospiri. Siine innamorato, ardi per lui, anela a colui del quale non troverai
niente di più gioioso, niente di più eccellente, niente di più lieto, niente di
più duraturo. Che cosa infatti potrà durare più di ciò che è eterno? E non aver
timore che, a un certo momento, se ne vada da te colui per il quale tu non vai
perduto. Se dunque tu invochi Dio in quanto Dio, sta sicuro, sei esaudito!
Agostino,
Esposizioni sui Salmi, 85,8
La
ragione e la fede
di
Antonella Fani
DIO, LA FEDE, LA RAGIONE
Quando
affermiamo la capacità dell’uomo di credere in Dio, molto spesso pensiamo che
dipenda tutto dalla fede e
quasi niente dalla ragione.
Quante volte, difatti, sentiamo dire: «Beato te che hai fede!» oppure «Eh no,
io non riesco a credere, a me la fede non è stata data…».
Sebbene
si possa e debba considerare la fede come un requisito indispensabile
nell’accostarsi a Dio, d’altro canto ciò non può essere visto come una
contrapposizione tra questa virtù teologale
(donata da Dio) ed un uso adeguato
della ragione. Infatti,
sarebbe ben strano questo Dio che da un lato ci invita ad amarlo perché
possiamo vivere con pienezza la vita, e dall’altro si diverte a dare solo ad
alcuni la chiave di accesso a questo privilegio! No, questo non è il Dio di cui
ci parla la fede cristiana, e non sarebbe neppure un Dio accettabile dalla
nostra ragione.
La
Tradizione della Chiesa ha affermato diversi modi per arrivare a credere in
Dio. Non ha mai negato che esistesse una via naturale,
accessibile a tutti. Questa conoscenza di Dio nasce in noi dallo stupore verso
ciò che esiste, dalla bellezza che riscontriamo nel mistero dell’esistenza del
mondo e della vita, dall’amore, dal desiderio di infinito e di una vita eterna,
dalla speranza, dall’esistenza del bene, e così via. Una via, dunque, tutta razionale
e ragionata.
Un’altra
via per arrivare alla conoscenza di Dio, è quella soprannaturale che,
invece, scopriamo accogliendo ciò che ci viene detto tramite la Rivelazione di
Dio nella storia, ascoltando il messaggio di Gesù. Questa via non può essere facilmente
“liquidata” solamente come frutto di una fede infusa e concessa a pochi eletti.
Il Padre desidera che il suo amore sia per tutti, rivolto a tutti
indistintamente e, dunque, accolto da tutti.
Quest’accoglienza
attiva della Rivelazione ci viene presentata dalla Tradizione tramite il
duplice principio dell’auditus
fidei e dell’intellectus fidei. Il primo è l’“ascolto della fede” come
acquisizione dei contenuti della Rivelazione trasmessi nella Sacra Scrittura,
nella Tradizione, nel Magistero della Chiesa. Tali contenuti sono appresi con
fiducia e non per essere messi, a-criticamente, in discussione.
Il
secondo è un “ragionamento
sulla fede” che si esplicita nella comprensibilità stessa delle verità
di fede, nella loro comunicabilità, poiché esse hanno un preciso significato e
un senso. Tali verità, dunque, oltre ad essere compatibili con l’intelligenza
umana, se accolte ed indagate ragionevolmente, lasciano poi intravedere la
pienezza di vita a cui siamo chiamati da Dio, pienezza di vita che si realizza
nella conoscenza e pratica di
tutto ciò che è bene e amore, e che ha origine nel Primo Bene e Amore.
L’esistenza
della filosofia
cristiana, come disciplina di studio, si aggiunge a testimonianza
della veridicità di ciò che stiamo dicendo.
L’enciclica
di Giovanni Paolo II Fides
et ratio (ovvero “Fede e ragione”, che nella sua stesura ha raccolto
il cospicuo contributo dell’allora cardinale Ratzinger) traccia alcune linee
guida per la comprensione di questa disciplina che nei suoi due termini
apparentemente in contrapposizione ―il
termine “filosofia” e il termine “cristiana”― si presta ad essere facilmente
equivocata, sia da parte dei credenti (che la liquidano come una indebita
razionalizzazione di ciò che spetta solo alla fede), sia da parte dei non
credenti (secondo i quali si vuol far passare inopportunamente come ragionamento
ciò che invece è solo frutto della fede). Riportiamo allora la chiarificazione
data nell’articolo 76 della Fides et Ratio: «[Con “filosofia cristiana”]
non si deve alludere ad una filosofia ufficiale della Chiesa, giacché la fede
non è come tale una filosofia. Non ci si riferisce quindi semplicemente ad una
filosofia elaborata dai filosofi cristiani, i quali nella loro ricerca non
hanno voluto contraddire la fede, [ma] si intendono abbracciare tutti quegli
importanti sviluppi del pensiero filosofico che non sarebbero stati realizzati
senza l’apporto, diretto o indiretto,
della fede cristiana».
La
problematica sulla filosofia cristiana è in se stessa molto complessa e
dibattuta, e sicuramente non esauribile in questo breve articolo. Dobbiamo per
prendere atto come il mistero di Dio in cui siamo immersi possa diventare la
chiave di lettura per ripensare, ragionevolmente, il mondo in cui viviamo.
Veglia di Preghiera
Canto ed esposizione:
Lett~Quanti desideri dentro
di me…grandi sogni! Ma c’è anche la paura di non farcela. La fatica, il dover stringere
i denti, lottare per ottenere ciò che mi sta a cuore… Quante scelte da fare! La
scuola, il mio futuro e chi mi dice che la scelta che farò sarà quella giusta?
Se poi sbaglio potrò tornare
indietro?Qual è la mia strada? Il mio futuro?
Lett~Più si va avanti negli anni e si cresce più le nostre
decisioni diventano importanti. Scegliere bene è segno di crescita. Non siamo
però mai soli a scegliere: Gesù è sempre con noi; possiamo tenere davanti agli
occhi e nel cuore le sue scelte perché prendano luce e forza le nostre. Egli
con il dono dello Spirito guida i nostri pensieri e le nostre scelte.
Lett~Il mestiere di seguire
Gesù è molto impegnativo: non consente distrazioni; un’occupazione a tempo
pieno. Il Cristo è un maestro diverso dagli altri: l’aderire a lui non si
presenta come un sedersi attorno ad una cattedra ma come un camminare dietro:
un instancabile protendersi in avanti. Bisogna seguirlo e diventare suoi
discepoli con pronta decisività: è una vita difficile, di disagio, di povertà,
di stenti, ma è anche la via sicura. Non possiamo mai dimenticare chi è colui
che chiama, chi seguiamo, dove egli vuole condurci, quali strumenti di grazia
egli ci offre per renderci possibile seguirlo.
Lett~Se qualcuno vuol venire dietro me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce
e mi segua.
Canto
Lett~Dall’Omelia di
Giovanni Paolo II in occasione della Santa Messa di chiusura della XV GMG
…Sono
certo che anche voi, cari amici, sarete all’altezza di quanti vi hanno
preceduto. Voi porterete l’annuncio di Cristo nel nuovo millennio. Tornando a
casa non disperdetevi. Confermate ed approfondite la vostra adesione alla comunità
cristiana a cui appartenete.
Da
Roma, dalla città di San Pietro e di Paolo, il Papa vi accompagna con affetto
e, parafrasando un’espressione di Santa Caterina da Siena, vi dice: se sarete
quello che dovete essere, metterete a fuoco tutto il mondo!…...
tutti: Eccomi,
eccomi, Signore io vengo; eccomi, eccomi, si compia in me la tua volontà.
1Lett~Dalle Fonti
Francescane
La
regola fondamentale di vita è questa, cioè vivere in obbedienza, in castità e
senza nulla di proprio, e seguire la dottrina di Nostro Signore Gesù Cristo, il
quale dice: “Se vuoi essere perfetto va, vendi tutto quello che hai e dallo ai
poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”.
tutti: Eccomi,
eccomi, Signore io vengo; eccomi, eccomi, si compia in me la tua volontà.
2Lett~Dal Vangelo di
Giovanni
Allora
Gesù domandò ai Dodici: “Forse volete andarvene anche voi?” Simon Pietro gli rispose:
“Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole che danno la vita eterna. E ora
noi crediamo e sappiamo che tu sei quello che Dio ha mandato.”
tutti: Eccomi,
eccomi, Signore io vengo; eccomi, eccomi, si compia in me la tua volontà.
Pausa di silenzio per la riflessione e preghiera personale davanti a
Gesù Eucarestia
¯Canto:
Lett~Gesù tu sei la nostra
via. La via che ci indica i progetto del Padre. La via che ci porta alla
felicità vera. Gesù Tu sei la nostra
verità. Fra le tante proposte di vita che ci vengono offerte e che ci vogliono
sedurre, Tu ci riveli quella vera, quella che ci permette di costruire la
nostra vita sulla roccia. Gesù Tu sei la nostra vita. Tu sei sempre vicino a
noi, ci dai forza per vivere come Tu sei vissuto. Tu ci dai il coraggio e le
energie sufficienti per fare ogni giorno, in ogni situazione, la volontà del
Padre. Gesù Tu sei: il nostro campione, il nostro progetto, la nostra forza, la
nostra gioia.
Lett~ Dalla lettera di
Giovanni Paolo II – Febbraio 2000
Se
vivere alla sequela del Signore diventa il valore supremo, allora tutti gli
altri valori ricevono da questo la loro giusta collocazione ed importanza.
Chi
punta unicamente sui beni terreni, risulterà perdente, nonostante le apparenze
di successo: la morte lo coglierà con un cumulo di cose ma con una vita
mancata. La scelta è dunque tra essere e avere, tra una vita piena e un’esistenza vuota, tra la verità e la menzogna.
tutti: Eccomi,
eccomi, Signore io vengo; eccomi, eccomi, si compia in me la tua volontà.
Lett~Dalle Fonti Francescane
Ascoltate,
miei signori, figli e fratelli, e prestate orecchi alle mie parole. Inclinate
l’orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del figlio di Dio. Custodite
nella profondità del vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i
suoi consigli. Lodatelo poiché è buono ed esaltatelo nelle opere vostre, poiché
per questo vi mandò per il mondo intero, affinché rendiate testimonianza alla
sua voce con la parola e con le opere e facciate conoscere a tutti che non v’è
potente all’infuori di lui. Perseverate nella disciplina e nella santa
obbedienza, e adempite con proposito buono e fermo quelle cose che gli avete promesso.
Il Signore Iddio si offre a noi come a figli.
Pausa di silenzio per la riflessione e preghiera personale davanti a
Gesù Eucarestia
¯Canto
Lett~ Mi fido del Signore oppure alle volte ho un po’ paura
di lui?
Signore alle volte faccio fatica a fidarmi di te,
perché non ti vedo, non sento la tua voce. Fidarsi di te è un po’ come
lanciarsi nel buio. Eppure io credo che tu sei l’amico che mi vuol bene, che
non mi lasci mai. Il tuo sguardo mi accompagna ovunque, il tuo amore mi
sostiene e mi fa andare avanti, anche quando non capisco più niente. Ti prego Signore
donami occhi limpidi perché io sappia vedere il tuo volto amico nelle persone
che mi metti a fianco e che mi aiutano a crescere.
TUTTI:
Chiesi a Dio d’essere forte per eseguire
progetti grandiosi:Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà. Domandai a
Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio. Gli
domandai la ricchezza per possedere tutto:Mi ha fatto povero per non essere
egoista. Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me: Egli
mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro. Domandai a Dio tutto
per godere la vita: Mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, Ma mi hai dato tutto
quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà. Le preghiere che non
feci furono esaudite. Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini nessuno
possiede quello che ho io!"
1Lett~Dalla catechesi
del Card. Carlo Maria Martini in occasione della XV GMG
…
Per realizzare questo impegnativo progetto di vita, rimanete in ascolto della sua
parola, attingete vigore dai sacramenti, specialmente dalla Eucaristia e dalla
Penitenza. Sono due atteggiamenti fondamentali, che nutrono la nostra santità,
anzitutto l’ascolto della Parola. Diventi il Vangelo il vostro tesoro più
prezioso nello studio attento e nell’accoglienza generosa; nella Parola del
Signore troverete alimento e forza per la vita d’ogni giorno, troverete le ragioni
di un impegno senza soste nella edificazione della civiltà dell’amore….
Ø
Ti presentiamo Signore
questa candela che con la sua fiamma rappresenta la vita, vita che Tu ci hai
donato e che ogni giorno ci cresce tra le mani.
Ø
Questi libri
simboleggiano il nostro presente, la scuola, l’attività in cui siamo maggiormente
impegnati e che ha il compito di formarci e di prepararci per il nostro futuro.
….altre
cose da presentare simbolicamente al Signore
Preghiere spontanee
Benedizione finale e reposizione
Canto
Lectio
Divina
Gli dissero:
“Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera
compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto:
Diede loro da mangiare un pane dal cielo”.
Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il
pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal
cielo e dà la vita al mondo”. Allora
gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane”. Gesù rispose: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non
avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”. Intanto i Giudei
mormoravano di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal
cielo”. E dicevano: “Costui non è forse
Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può
dunque dire: Sono disceso dal cielo?”.
(Gv 6,30-35.41-42)
Medita
Abbiamo dei segni concreti che ci aiutano a credere,
che ci aprono alla vera fede. Il segno fondamentale è cercare ciò che veramente
ci aiuta a vivere bene le nostre giornate, ciò che ci sazia, che toglie il velo
della precarietà all’esistenza e della inutilità. In Cristo abbiamo la vita per
sempre e solo lui è in grado di saziare la nostra fame di infinito…
Il Figlio di Dio è venuto come uno di cui abbiamo
potuto conoscere il padre e la madre, un Dio che si è abbassato al nostro
livello. Troviamo Dio proprio nella banalità del quotidiano, non nei grandi
eventi della vita. E spesso, possiamo trovarlo dove non avremmo mai pensato…
Tu sei la Sapienza che ha creato il mondo,
Tu sei il principio e la fine, Tu sei l’amore inesauribile nel quale ho la
vita.
Non abbiamo un altrove verso cui dirigerci.
Apri i nostri occhi: dischiudici i misteri
della vita, la profondità dell’essere.
Fede è cercare colui che
non conosci, conoscere colui che non vedi, vedere colui che non tocchi, toccare
colui che non ami, amare colui che già ti ha cercato, ti ha conosciuto, ti ha
visto, ti ha toccato, ti ha amato. E’ fidarsi di chi si è già fidato di te,
affidando alle tue fragili mani un dono d’amore che vale ogni rischio......Il dono del “suo pane”.
Notizie
della nostra Comunità
BATTESIMI
CANDIA FRABCESCO
20/02:2005; FALCONE NICOLA 20/03/2005
GIUDI DAVIDE 27/03/2005; PELUSO ALESSIA l7/04/2005
BENUCCI EMMA
l5/05/ 2005; CANDIA
LORENZO 10/07/2005
FORZINI STEFANO e
NICCOLO’ 10/07/ 2005
CAROTA ELISABETTA 24/07 /2005
COMUNIONI 22 MAGGIO 2005
BIONDI FRANCESCA, CECCARELLI
FEDERICO, LANINI RICCARDO, MORADEI NICCOLO', Paggetti oscar, PAGGETTI MANUEL TAPINASSI ANDREA, TRIBOLINI
FRANCESCA, TRIBOLINI LORENZO, VETTORI ALESSANDRO
CRESIME
30 APRILE 2005
CANDIA GIULIA, CECCARELLI
ANDREA, CECCAREKLI IRENE PISCARDI MIRIANA, RIALTI FILIPPO, RIALTI LUCA, TIZZANO
MATTEO
MATRIMONI
COLOZZI LEONARDO PECORINI SILVIA 3 aprile 2005
CIAMPELLI CLAUDIO BONDI ILENIA 7 maggio 2005
FABBRI RAFFAELE COLOZZI ELENA 16 luglio 2005
SABATINI DANIELE COLOZZI MICHELA 31 luglio 2005
CAMPRIANI IACOPO PAGGETTI ARIANNA 4 settembre 2005
DEFUNTI
(Nome, data morte, età)
LACHI ELISA 17-01 anni 94; RUSPONI CORRADO 22-02 anni 91
GIUSTI ANNA 07-03 anni
94; GIANNOTTI CLORINDA 13-03
anni 96
FRANCIONI MAURO 15-03 anni
79; FARSINI ALBA 31-03 anni
84
CONTICINI GIANFRANCO 19-04
anni 74;
GIANNOTTI NORISA 28-04 anni 81; GARGIANI ELlA 16-10 anni 82
GLORIOSI GIUSEPPE 06-05
anni 73; LUZZI SABATINA 02-l2
anni 78
PIERALLI ALFIERO 04-11 anni
56; GIANNOTTI VELIA 23-11 anni
79
BRUNELLI ANGIOLO 02-12 anni
73; BERTINI RAFFAELLO07-12 anni 89
Notizie della nostra
Comunità
GRUPPO GIOVANI: Volontari
al Centro Commerciale
Siamo ormai meravigliati
continuamente dalla volontà e dalla disponibilità del gruppo giovani; molte
volte li abbiamo ringraziati, fino a sembrare ripetitivi. Eppure ancora continuano
a stupirci.
Cosa hanno fatto questa volta,
vi chiederete. Una cosa non da poco. Ci hanno rappresentato tutti, come
comunità cristiana e civile, presso la comunità allargata del Casentino, partecipando
ad una iniziativa organizzata a livello di vallata presso il centro commerciale
di Bibbiena.
Grazie alla proposta iniziale
della Prof. Daniela Francioni, si sono resi disponibili nella raccolta di
alimenti organizzata dall’Associazione Fondazione Banco Alimentare Onlus,
organismo sovranazionale, che localmente è presieduto dal Prof. Roberto Rossi.
Con la loro dedizione, hanno contribuito a raccogliere alimenti donati dagli
acquirenti della COOP, che saranno distribuiti alle associazioni cattoliche che
gestiscono mense italiane (una è presso la parrocchia zona Giotto di Arezzo)
che accolgono barboni, extracomunitarii ecc.
Gli organizzatori, vista la
disponibilità dei nostri ragazzi superiore alle migliori aspettative, hanno
deciso di offrire una cena di ringraziamento che si svolgerà a gennaio. Tutta
la comunità di Strada in Casentino, davvero, vi deve molto. Grazie anche ad
Elena e Sara.
Ma non è finita qui. Oltre ai
soliti impegni con gli incontri del gruppo in parrocchia (abbiamo visto i
risultati allo spettacolo di Natale), i ragazzi stanno collaborando con
Il vostro impegno stimola
anche noi adulti ad andare avanti pur nelle difficoltà. Tanti auguri ragazzi e
grazie.
Notizie della nostra
Comunità
NATALE 2005: FESTA DEL CATECHISMO
Natale, sempre più momento di estremo consumismo,
momento di ostentazione di immagini ormai del tutto espropriate del sacro che
hanno rappresentato per secoli; gli stessi presepi corrono questo rischio,
messi alla stregua di alberi addobbati, di candele e lucine sfavillanti che si
rincorrono per le strade di città e paesi, in mezzo a panettoni e beni di consumo,
messi alla stregua di babbi natale e befane sempre più “firmati” a cui non
credono più nemmeno gli stessi bambini, o meglio, smettono di crederci sempre
più presto. In mezzo all’imperante nichilismo e relativismo culturale che si
appropria di tutto e tutti, animi e coscienze, laiche e non, denunciato ormai
quotidianamente dal Papa e dai vescovi, proporre momenti di riflessione
all’interno delle comunità cristiane diventa sempre più difficile, in modo particolare
avvicinandosi al Natale.
Domenica 18 dicembre nel teatro parrocchiale, la
scuola materna Alterini, ha dato il via, con lo spettacolo di Natale dei
bambini dell’asilo, ad una giornata di festa per l’intera comunità dei
credenti. Il pomeriggio di una fredda ultima domenica di avvento è stato scaldato
dalla gioia e dall’entusiasmo di tutti i ragazzi della parrocchia, che si sono
preparati per questo evento. Infatti insieme ai bambini della scuola materna
parrocchiale, anche tutte le classi del catechismo, corrispondenti alla prima
elementare fino alla seconda media, si sono esibiti in canti, poesie e piccole
recite, preparati negli incontri in parrocchia. Anche il gruppo giovani non è
mancato, dimostrando piena disponibilità alle richieste della parrocchia, in
un’età, quella fra i 14 ed i 18 anni, nella quale non è facile salire in un
palco e presentarsi ad un pubblico.
In particolare Sr. Pellegrina e Sr. Elide hanno
preparato una piccola recita sulla famiglia di Natale e sugli auguri a babbo e
mamma; la prima elementare, con Silvia Pecorini, ha proposto poesie dal titolo
“Ho nel cuore un presepe”; la terza elementare poesie dal titolo “
Alla fine, comunque, il dubbio rimane: il messaggio
che si cercato di trasmettere, con parole sincere da parte dei bambini e
ragazzi, avrà superato i confini del “tutto uguale”, del “basta ritrovarsi e
far festa”, “dei saluti e degli auguri formali” spogliati della gioia data
dall’evento di un Dio che nasce, oggi come allora? Sarà passato il messaggio
che il ridare vita e forma, recitata ed esposta, alla grotta di Betlemme con
Maria e Giuseppe, il bue e l’asinello, i pastori e gli angeli, è qualcosa di
più di una commemorazione, di una drammatizzazione, di una esposizione, ma
significa e deve rappresentare una accoglienza attuale di Gesù che nasce oggi
nel cuore di ognuno, se cercato e accolto?
Questo abbiamo
sperato di trasmettere a tutti, ed anche a chi legge su queste colonne,
auguriamo un Natale di “gioia piena” che nasce per chi Gesù lo incontra “dal
vero”.
Notizie della nostra
Comunità
FESTA DELLA TOSCANA ED EUROPA: A Strada in Casentino si rinsalda la
collaborazione fra ProLoco e Parrocchia
Scriveva
Jean Monnet, francese, uno dei padri fondatori dell’Europa: “Uniamo uomini, non
Stati”. Personalmente penso che siano utili entrambe le cose, anche se la prima
deve senz’altro precedere la seconda perché la collaborazione diventi efficace.
Collaborare all’interno di piccole comunità come la nostra di Strada in
Casentino, può sembrare facile, ma spesso si rivelano le medesime problematiche
viste al macroscopico. La manifestazione di domenica 27 novembre che si è
tenuta nel nostro paese, all’interno delle celebrazioni che la regione ha promosso
in occasione della festa della Toscana, porta in sé un risultato, anche se indiretto,
proprio in questa direzione.
La festa
della Toscana, che nasce in memoria di un primato di non poco conto lasciatoci
in eredità dall’austriaco Pietro Leopoldo, cioè l’abolizione della pena di
morte del 1786, quest’anno aveva come tema L’Europa.
Ma in
tutto questo cosa c’entra la parrocchia? A prima vista niente, se non che
E il
risultato, sotto gli occhi di tutti, mostra un successo sopra le migliori
previsioni, ma soprattutto suggella quell’unione sincera fra uomini, auspicata
nel pensiero di Jean Monnet.
Le basi
di unione e collaborazione gettate in questi giorni, portano i germi per
riproporre una fattiva cooperazione per manifestazioni storiche per la comunità
di Strada in Casentino, promosse dalla parrocchia, come la rievocazione dei Magi
e
Antonio FANI
Notizie della nostra
Comunità
ELISA RIALTI e
Iniziativa del servizio
nazionale per la pastorale giovanile della C.E.I.
Conferenza Episcopale
Italiana
Ho
partecipato, grazie all’invito di alcuni amici a questa esperienza
indimenticabile e significatamene formativa. Si tratta di un seminario per
interpreti (
Giornate
“full immersion”: dalle 07.30 del mattino, alle 09.00 della sera all’insegna
della musica. (ed anche dopo le 21.00 non c’è stato un attimo di tregua!
Dovevamo preparare gli spettacoli per la sera, ad esempio duetti, vari accompagnamenti
corali e musicali, vari commenti e varie riflessioni. Insomma, un piccolo
“grande fratello” musicale. Per tutta la settimana non sapevamo cosa succedesse
al di fuori di “Villa Campitelli” (struttura situata in Frascati – Roma adibita
ad albergo, sala conferenze, auditorium, casa vacanze.. che ci ha ospitato per
il nostro seminario). Primi tre giorni di seminario (domenica pomeriggio,
lunedì e martedì mattina) lezioni di logopedia e foniatria con la dott. Federica
Calvi, sul corretto uso della voce e della respirazione. Lezione del martedì
pomeriggio con la cantante Tosca (ha dettato con Ron, vincendo Sanremo con
“vorrei incontrarti fra cent’anni” ed ha cominciato a cantare quand’era piccola
nel coro parrocchiale!). Persona deliziosa, molto schietta che ha ancora
qualche perplessità riguardo i “trabocchetti” della celebrità… Diventare famoso
può risultare molto pericoloso alle persone “deboli” e che non hanno abbastanza
fiducia nei propri mezzi. Per questo la cosa fondamentale, in ogni campo, è la
fiducia in se stessi.
Lezione
del mercoledì (mattina) Luca Ingelosanti e Francesco Morettini (collaborano con
Mercoledì
(pomeriggio Gatto Panceri (attualmente collabora con Gianni Moranti, Mina,
Mietta, Giorgia, Renato Zero, autore tra l’altro di “vivo per lei”, canzone che
ha venduto sei milioni di copie in giro per il mondo, interpretata da Bocelli e
Giorgia).
Gatto
Panceri: ho avuto l’impressione che fosse stato “scottato” dal successo. Ha
costantemente la puzza sotto il naso ed una giustificazione per qualunque cosa
dice.. però un ottimo professionista: mi sono trovata a cantare davanti a Lui
solo con chitarra e microfono (stile Carmen Consoli) con una grinta che non ho
mai avuto prima. Mi ha messo a mio agio e di conseguenza avrei potuto cantare
per ore ininterrottamente..non ero emozionata e neanche nervosa; ero lì per
fare ciò che amo di più in assoluto: la musica.
P.S.
è venuta a trovarci anche “Linda” ma è andata via subito dopo per un impegno
urgente.
Spettacolo
serale presentato da Giampiero Perone (umorista, comico di Zelig) ci ha fatto
morire dal ridere.
Giovedì
(mattina): Vincenzo Incenso (collabora con Renato Zero, di Cataldo, Patty
Pravo; autore di testi per Zarrillo). Più che “raccontare” una canzone bisogna
“raccontarci” attraverso la canzone.
Vincenzo
mi ha chiesto cosa mi sarei aspettata da questa esperienza: in tutta risposta
gli ho detto che gli amici e docenti che ho imparato a conoscere in 3-4 giorni
è come se l’avessi conosciuti da anni. Di natura, sono una persona poco
espansiva e timida, eppure qui dentro riesco ad “aprirmi”, prendo iniziative,
mi apro all’altro..una volta tanto ho fiducia in me stessa!
Giovedì
(pomeriggio): Luca Barbarossa (cantautore romano, vincitore di Sanremo con
“portami a Ballare”). Ogni volta che ci cimentiamo in un pezzo cosiddetto
“inarrivabile” dobbiamo mettere in conto il coefficiente di difficoltà: bisogna
imitare un cantante fino ad un certo punto.
Giudizio
strettamente personale su Luca Barbarossa: non bada molto alla capacità tecnica
od intonazione dell’interprete. Essendo cantautore non si sbilancia molto sulle
critiche. Avrei preferito qualche giudizio in più.
Venerdì:
Sergio Bardotti (autore televisivo: canzonissima ad esempio. Per nove anni direttore
artistico di Sanremo. E’ stato colui che ha introdotto la musica brasiliana in
Italia. Autore di canzoni per i New Trolls “quella carezza della sera”,
collaboratore e coautore di testi per Dario Baldambembo “amico è” e Segio
Endrigo “per fare un albero, ci vuole un fiore”; attualmente è un critico
musicale).
Che
cosa ho capito con la lezione di Bardotti? Che Sanremo è un grande teatrino
pieno di insidie con i giochi già fatti. Il suo motto è: “chi mena per primo,
mena due volte” immaginatevi un po’..
Sabato:
lezione con Stefano Cenci (compositore, arrangiatore, consulente musicale di
programmi e sigle televisive, autore della canzone “brivido felino”, duetto di
Mina e Cementano). *Una lezione di vita la sua…
Ore
19.00, tutti alla Messa, celebrata da Padre Beppe (soul tutor e nostro punto di
riferimento in questa settimana. Ex allievo Hopete e polistrumentista). Abbiamo
cantato tutti insieme, con quattro chitarre e due organi: una festa per il
Signore!
Domenica:….è
tempo di saluti: vorrei ringraziare ogni singola persona perché tutti quanti,
nessuno escluso mi hanno fatto sentire persona e non personaggio. Finalmente ho
trovato la sorgente dove poter attingere quella che si chiama “fiducia in se
stessi e nei propri mezzi”. Sta a me farne un fiume in piena. Grazie Hope,
grazie ragazzi, perché niente è per caso, ognuno è parte di un progetto.
Dovrei
aprire un capitolo a parte per quanto riguarda i miei “compagni di viaggio” 22
ragazzi, venuti da tutta Italia con il progetto comune di fare musica. Con
alcuni di loro sono in costante contatto: ci vedremo presto a Loreto per un
concerto e sicuramente ci sarà la “rimpatriata” a fine gennaio e a fine marzo:
i cosiddetti “work shop”, seminari formativi di approfondimento (per vedere se
abbiamo lavorato bene a casa). Non vedo l’ora di rimettermi a lavoro!
Notizie dal Casentino
Rubrica VIVERE IN
CASENTINO
A cura del direttore Silvia PECORINI
Per secoli ha scandito le ore degli abitanti di
Strada, oggi giace maestosa sotto la torre che un tempo l’ha ospitata e rimane
lì a ricordo dei tempi che furono.
Vi voglio raccontare una storia che forse i più
giovani non conosceranno, la storia di una campana, per la precisione la
campana posta nel villaggio del castello di Strada. Triste e solitario veglia
su Castel San Niccolò l’antico maniero, con i suoi resti abbraccia e domina il
suo villaggio. Quello che un tempo fu uno dei più potenti feudi del Casentino
oggi è stato salvato dalla totale rovina dal maestro Giovanni Biondi, che con
la sua dedizione ha permesso al castello dei Conti Guidi di sopravvivere nel
tempo. Ed è proprio da Giovanni Biondi che ho appreso la storia della
“Campana”, così cara al popolo di Strada. Si racconta che quando
La storica campana aveva un suono bellissimo, dalla
forma simile ad una gonna di una dama medievale e fatta con una lega speciale:
bronzo, oro e argento. Dove questa sia stata fusa non se ne ha certezza anche
se alcuni ipotizzano a Doccia, una delle frazioni che guarda al castello;
probabilmente quel luogo aveva delle fonderie, infatti un tempo le comunità
erano autonome, ad esempio al castello, si sa, che c’era un mulino, un forno ed
alcune fonderie per le armi, si produceva tutto il necessario per vivere e per
difendersi. C’è una leggenda che parla di una campana da un suono così forte
che può essere percepito anche da lontano. Si racconta che una certa Matelda
moglie di Tigrino il Vecchio, signore di Strada si dovette trasferire a Firenze
e chiese ai suoi sudditi di non suonare la campana, ma essi a causa del suo
mancato ritorno disobbedirono; la campana suonava e lei che si trovava alla
Consuma ne riconobbe il suono e dal dolore svenne. A questa Matelda era
particolarmente legata e sembra che vi avesse riversato tutti i suoi oggetti
preziosi. La campana della leggenda non è quella di Nannotto Da Doccia perché
Matelda è vissuta nel 1300 ed è quindi antecedente di due secoli. E’ stato trovato un documento del 1350 circa
in cui si legge che si deve restaurare una torre per issarvi una campana che
sembra essere quella della leggenda. La campana, quella della municipalità, nel
1948 per inneggiare alla vittoria di un partito in un clima di totale
liberazione si ruppe. Il martello dell’orologio e il batacchio della campana si
incontrarono e poiché questa era surriscaldata si staccò; per il paese l’evento
fu sinonimo di tristezza, c’era ormai un legame affettivo con quel suono
divenuto familiare. Alcuni tentarono di risaldarla, ma non fu possibile, altri
pensarono di prendere un’impronta e rifonderla, ma sembra che così facendo i
metalli preziosi sarebbero vaporizzati privando la campana del suo
caratteristico suono. Fino a quando nel 1983 per iniziativa di Giovanni Biondi
e Roberto Ristori fu istituito un Comitato per
La vecchia campana fu sistemata inizialmente
all’ingresso del municipio, poi su richiesta dei castellani fu riportata sotto
le mura del castello, sulla piazzetta antistante
Notizie dal Vicariato
Vicariato del Casentino:
si riparte dalle famiglie
Domenica 4 dicembre, a Prato di Strada, nel
Casentino fiesolano, incontro per le famiglie organizzato dal vicariato del
Casentino in collaborazione con
Venendo alla cronaca della giornata, voglio
iniziare con un abbraccio fraterno a tutte le famiglie che da pioniere si sono
tuffate in questa esperienza: da Pratovecchio (6 coppie) da Stia (1 coppia) da
Strada (4 coppie) da Prato di Strada (1 coppia), le famiglie si sono
confrontate, dopo la recita delle lodi mattutine, basandosi su un canovaccio
offerto da don Roberto BRANDI, parroco di Contea e Presidente della Commissione
diocesana per la famiglia. Don Roberto, a cui va dato merito di enorme
disponibilità, visto che ha sostituito Mons Andrea Lombardi all’ultimo momento,
ha saputo stimolare tutte le famiglie a riflettere sull’essenza stessa del
sacramento del matrimonio, proponendo una chiave di lettura per molti segno di
novità e stimolo a ripensarsi come coppia. Consapevoli di non voler assumere
identità a modello per gli altri, sentendo la necessità di rispondere prima di
tutto alle proprie miserie interne alla coppia, è nata tuttavia l’esigenza di
porsi domande su come rispondere ad interrogativi sui problemi di coppia più
estremi: l’attenzione ai separati ed alla loro possibilità di continuare a
seguire un cammino di fede all’interno delle comunità. L’incontro è stato
vitale e partecipato attivamente in generale: a parte i soliti “chiacchieroni”,
compreso chi scrive, ciascuno ha trovato l’interesse e il clima adatto per
esprimersi e confrontarsi.
Questo è stato per me forse l’aspetto più
rilevante: essere riusciti a instaurare un rapporto aperto, direi quasi confidenziale,
subito al primo incontro. E, cosa non da poco, essersi salutati con la
richiesta e la voglia di ritrovarsi al più presto. In effetti già un programma
tematico e di date è stato fissato, con l’auto e la direzione dei gruppi
famiglia della diocesi. È stato preso anche l’impegno di essere presenti alla
giornata diocesana della famiglia, in calendario per il 2 giugno
Particolarmente lieto di questa nuova realtà
dovrebbe essere il nostro vescovo, che ci chiede, in vista della imminente
visita pastorale alla diocesi, di organizzare missioni popolari delle famiglie
alle famiglie. L’incontro di domenica potrebbe divenire un punto di partenza e
di forza, fondamentale in questa direzione.
Un grazie alle suore orsoline di Parto di Strada
che ci hanno accolto nella loro casa (approfitto dell’occasione per fare i
migliori auguri a Sr. Rosina, nuova madre superiora della casa); un grazie a
don Guido Pratesi, che ci ha circondato col suo affetto traboccante di simpatia
e la sua premura pastorale e liturgica.
Infine un augurio: un arrivederci su queste colonne
per poter descrivere gli sviluppi ed i progressi del gruppo, perché, grazie
alla preghiera di ciascuno, il Signore ci sia vicino e ci stimoli a continuare
per la promozione prima di tutto sacramentale, ma anche culturale e sociale
della famiglia nel nostro territorio. E davvero tutti siamo testimoni
dell’attualità di questa esigenza promozionale.
Approfondimenti
Le recenti notizie riportate dagli organi di informazione
inerenti la sperimentazione della pillola abortiva RU486 nel nostro paese e la
ventilata possibilità che essa, su sollecitazione di un primario di un ospedale
della regione Toscana, diventi pratica abortiva routinaria rendono necessario
puntualizzare la questione dell'aborto chimico e più in generale dell'aborto
nel suo complesso, considerando sia i risvolti medici, che quelli etici e
giuridici. La possibilità di effettuare
l'aborto mediante la somministrazione dell'associazione
mifepristone-misoprostol, più conosciuta come RU486, è stata da talune parti
prospettata come un avanzamento della tecnica al servizio della salute della
donna. Alcune fonti hanno persino introdotto il termine "aborto
dolce". D'altra parte, come afferma il medico tedesco, dottor Alblas,
"il modo in cui i medici spiegano le differenti opzioni è in grado di
influenzare in maniera talora decisiva la scelta della donna". Edulcorare
la procedura abortiva con RU486 collide con la verità accertata dalla letteratura
medico-scientifica. La pillola abortiva, scoperta all'inizio degli anni '80, è
stata per la prima volta commercializzata in Francia nel 1988. Benché il prodotto
sia stato inserito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lista
di "farmaci essenziali", nel mondo occidentale le strutture sanitarie
sono tali da rendere inutile l'uso della RU486 per la prevenzione delle
complicanze infettive o emorragiche a seguito dell'aborto chirurgico (la
mortalità dell'aborto chirurgico in anestesia locale è pari a 0,15 casi ogni
100.000 aborti). Non risultano quindi chiare le motivazioni mediche in base
alle quali taluni personaggi spingono affinché sia consentita la pratica
dell'aborto mediante RU486. Sotto nessun profilo è possibile dimostrare la superiorità
della metodica chimica rispetto a quella chirurgica. Gli effetti collaterali
che la donna deve patire dopo aver assunto
La legge
Dunque, oggi
Varie
SIGNORE,
NON SONO CAPACE…
Credo, Signore, che sarei capace di
compiere una volta, qualche atto straordinario. Un'azione che impegnerebbe
tutto me stesso, se fossi sconvolto da una sventura, colpito da un'ingiustizia,
se uno dei mie cari fosse in pericolo...
Ma ciò che mi umilia e spesso mi
scoraggia, e che non sono capace di donare la mia vita pezzo a pezzo, giorno
dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, donare, sempre donare... e
darmi!
Questo non posso farlo e tuttavia è certamente ciò che tu mi chiedi...
Ogni giorno mille frammenti di vita da donare, in mille possibili gesti
d'amore, che più non si vedono tanto sono abituali, e più non si notano tanto
sono banali, ma di cui tu mi dici di aver bisogno per mettere insieme
un'offerta e perché un giorno io possa dire in verità: Ai miei fratelli io ho
donato tutta la mia vita.
E' ciò che desideri, Signore, ma non ne
sono capace... non posso farlo, lo so, ed ho paura.
Figliolo, io non ti chiedo di riuscire
sempre, ma di provarci sempre.
E soprattutto ascoltami, ti chiedo di accettare i tuoi limiti, di riconoscere
la tua povertà e di farmene dono, perché donare la propria vita non vuol dire
donare soltanto le proprie ricchezze, ma anche la propria povertà, i propri
peccati.
Fa' questo, figliolo, e con i pezzi di
vita sciupata, da te sottratti a tutti coloro che aspettano, colmerò i vuoti,
dandoti in cambio la durata, perché nelle mie mani la tua povertà offerta,
diventerà ricchezza per l'eternità.
Michel Quoist
Per finire…
SENSO
DELLA VITA E RICERCA
Qual è il senso della nostra vita?
Qual è il senso di tutti i viventi in genere?
Dare una risposta a questa domanda
significa essere religiosi.
Tu mi chiedi: ha assolutamente senso porre questa
domanda?
Io rispondo: chi percepisce la propria vita
e la vita dei suoi simili come priva di senso,
non solo è
infelice,
ma non è affatto in grado di vivere.
Albert Einstein
ggggggggggg
La mia intelligenza
come luce di un lampione
illuminava nella notte
un tratto di strada.
Ero fiero e sicuro,
credevo di capire
ogni cosa.
Ma poi alzando
lo sguardo,
solo allora, con tristezza,
ho scoperto
che quella luce
mi impediva
di contemplare
le stelle.
Enrico Ozzella