Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

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Anno III - N. 17  Marzo  -  Aprile  2006

Dio viene incontro all’uomo

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                        pag. 3   Amati…oltre misura

q       Spiritualità                                       pag. 4   I segreti di Dio, rivelati da Dio

q       Le preghiere del mese                    pag. 6   Preghiere

q       Cosa dice la Chiesa                        pag. 8   La vera ricerca di Dio

q       La ragione e la fede                        pag. 9  Io posso davvero amare Dio?

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 11  Preghiera sull’Enciclica

             “Dio è amore”

q       Lectio Divina                                  pag. 15  Questo è il tempo

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 16   Rinnovamento dello Spirito

pag. 17   In cammino con i Magi

q       Notizie dal Vicariato                     pag. 19   Formazione degli sposi

q       Notizie dal Casentino                     pag. 21   Rubrica del direttore

q       Approfondimenti                             pag. 23   La commozione per Gesù

pag. 24   Dalla cronaca…

q       Curiosità                                         pag. 25   Una storiella…

q       Buon Umore                                    pag. 26   Barzellette dei piccoli

q       Varie                                                         pag. 30   I dieci motivi per cui non mi la-

vo mai

q       Per finire…                                    pag. 31   La Rivelazione

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 
 



Editoriale

 

“AMATI…OLTRE MISURA”

 

 

Non c'è alcun dubbio che la Religione cristiana è una Religione Rivelata. Dio mettendosi a parlare di Sé ci ha rivelato, tra l'altro, anche i suoi intimi segreti. Ci ha rivelato il DISEGNO DI BENEVOLENZA a favore degli uomini, quello cioè di “…far partecipare, per grazia dello Spirito Santo, tutti gli uomini alla vita divina, quali suoi figli adottivi nel suo unico Figlio"( Compendio Catechismo Chiesa Cattolica). Ci ha fatto conoscere la RICHIESTA DI PARTECIPARE AL SUO AMORE ed alla Sua bontà rivolta a tutti.

La vita divina in noi non è altro che cercare e mettere in pratica il bene e l'amore in ogni circostanza della vita. Non si tratta di seguire certamente il motto: va' dove ti porta il cuore, che è una scelta puramente soggettiva ed individualistica. Tanto è vero che Dio attraverso la Bibbia, il Suo agire nella storia, la venuta di Gesù, ci ha dato le coordinate giuste per guidare le nostre scelte. Ci ha rivelato le sfaccettature del Suo amore così distante e diverso dal nostro.

Leggere e meditare la Sua parola ci porta alla conoscenza di tale amore ed a permetterci di trasformarlo in sostanza della nostra vita.

Dio ha collocato - ci dice Salviano di Marsiglia - nel "divino governo del mondo" sia nel mondo degli animali come negli esseri umani, l'amore verso le proprie opere e verso le proprie creature perchè comprendessimo la sua Paternità e l'Amore smisurato con cui Egli ama le sue creature. E tutto questo fa esclamare a San Paolo: “Chi ci separerà dall'Amore di Dio in Cristo?”( Rom 8,35).

Dio ci ama più che un padre il proprio figlio, il Suo Amore è davvero oltre misura.

 

 

Il vostro parroco, don Roberto


Spiritualità

di Antonella Fani

 

I SEGRETI DI DIO, RIVELATI DA DIO

 


Sembra strano, ma Dio ci ha rivelato i suoi più intimi segreti.

Si dice che la religione cristiana sia una religione rivelata e, parlando di Dio, si parla di rivelazione. Ma che cosa intendiamo di preciso con tutto ciò? Quali segreti ci ha svelato Dio con la sua rivelazione?

Dio, attraverso la storia del popolo di Israele, la venuta di Gesù, la missione della Chiesa, la Sacra Scrittura, la Tradizione Apostolica, il Magistero della Chiesa continua a metterci al corrente di chi è Lui e di chi siamo noi.

Per trovare una più chiara risposta possiamo inoltre soffermarci sulla risposta alla sesta domanda del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica che si esprime in questi termini: «Dio, nella sua bontà e sapienza, si rivela all’uomo. Con eventi e parole rivela Se stesso e il suo disegno di benevolenza, che ha prestabilito dall’eternità in Cristo a favore dell’umanità. Tale disegno consiste nel far partecipare, per grazia dello Spirito Santo, tutti gli uomini alla vita divina, quali suoi figli adottivi nel suo unico Figlio».

 

 

Questa breve affermazione ci spiega perché Dio abbia deciso di rivelarsi all’uomo, come lo abbia fatto e lo faccia tutt’ora, che cosa Egli riveli, quali siano le caratteristiche di ciò che rivela. La motivazione iniziale della Rivelazione, il fine che Dio vuole raggiungere con essa, nonché il filo conduttore  di tutta questa storia (che è anche la nostra), non è altro che la partecipazione al Suo amore e alla Sua bontà, per prendere parte anche alla Sua vita divina.

Partecipare alla sua vita divina, conoscere i segreti della sua sapienza e vivere secondo i suoi precetti non è altro che cercare e mettere in pratica il bene e l’amore in ogni momento della nostra vita. Cercare l’amore non implica una scelta a caso o puramente soggettiva, seguendo il motto del “va’ dove ti porta il cuore”. Dio ci ha dato le coordinate della direzione giusta in cui andare mediante la venuta del suo Figlio, di Gesù: lui ci ha dato l’esempio del vero bene e di un amore che è pronto a tutto.  Difatti, che senso avrebbe andare dove ci porta il cuore se poi ci porterebbe a scegliere quello che non ci rende realmente felici?


 

Casella di testo: L’ignoranza
delle Scritture
è ignoranza 
di Cristo.



(San Girolamo)
Leggendo la Bibbia, ed in particolare il Nuovo Testamento, non veniamo a contatto con un semplice libro di racconti e credenze passate, ma con la storia di tutti gli uomini, con la “storia” di Dio che è la storia di Dio per noi e la nostra storia. Leggere la Bibbia è il modo privilegiato per comprendere chi è Dio e chi siamo noi, per iniziare a gustare le misteriose sfaccettature del Suo amore, così grande e, spesso, così distante dal nostro, anche dai nostri atti più generosi.

A tale proposito, San Bernardo di Chiaravalle amava ricordare che  la fede cristiana non è “una religione del libro”, ma della Parola di Dio e che questa parola  non è scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente. Non si può pertanto dire di conoscere Dio se non si conosce e medita la sua Parola.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, ci rimanda spesso all’importanza della lettura e della meditazione della Sacra Scrittura: lettura che, però, deve essere fatta con l’aiuto dello Spirito Santo e sotto la guida del Magistero della Chiesa, prestando attenzione al contenuto e all’unità di tutta la Scrittura, integrandola nella Tradizione viva della Chiesa, nel rispetto della coesione delle verità di fede tra loro.

La Bibbia, come libro, non è di facile interpretazione, e non solo per un problema di traduzione. Ogni brano, difatti, nasconde molteplici significati e livelli di lettura (letterale, allegorico, anagogico e simbolico) che devono emegere dal testo stesso.

Leggere la Bibbia ha dunque poco valore se si crede di poterla affrontare come un romanzo storico, o se la si studia con l’intenzione di giudicarla e di scoprire in essa le eventuali contraddizioni logiche. La Scrittura Sacra è la storia dell’amore di Dio per il suo popolo: di un amore che, in quanto tale, sa anche sfuggire alle regole della logica se ciò serve a non rinunciare ad essere tale; di un amore che si lascia scoprire solo da chi si lascia amare.

 



Le preghiere del mese

PREGHIERE

Casella di testo: Stupore davanti al tuo mistero

Dio della storia, 
che hai parlato le parole eterne 
adattandole all'orecchio dell'uomo, 
che non hai esitato 
a entrare tu stesso nel tempo 
per farti incontrare, 
conoscere ed amare da noi, 
donaci di non cercarti lontano, 
ma di riconoscerti 
dovunque la tua Parola 
proclama la certezza 
della tua presenza, 
velata oggi certamente e sofferta, 
libera un giorno e splendente, 
al tramonto del tempo 
quando sorgerà l'alba 
del tuo ritorno glorioso.

Bruno Forte

 

 

 

 

Casella di testo: Amami così come sei
Figlio mio, dice il Signore 
conosco la tua miseria, le lotte 
e le tribolazioni della tua anima, 
so la tua debolezza e le tue infer-mità, 
i tuoi cedimenti e i tuoi peccati, 
ma ti dico ugualmente: 
dammi il tuo cuore, 
amami così come sei! 
Se aspetti di essere Santo 
per abbandonarti all'amore, 
non mi amerai mai. 
E' il canto del tuo cuore 
che mi interessa 
perché ti ho creato per amare. 
In tutto ciò che vivi, 
nel fervore o nell'aridità, 
nella fedeltà o nell'abbandono 
amami così come sei. 
E allora ti concederò di amare 
più di quanto possa immaginare.

Mons. Lebrun

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Il battito del tuo cuore

Ti ho trovato in tanti posti, Signore. 
Ho sentito il battito del tuo cuore 
nella quiete perfetta dei campi, 
nel tabernacolo oscuro 
di una cattedrale vuota, 
nell'unità di cuore e di mente di 
un'assemblea di persone che ti amano. 
Ti ho trovato nella gioia, 
dove ti cerco e spesso ti trovo. 

Ma sempre ti trovo nella sofferenza. 
La sofferenza 
è come il rintocco della campana 
che chiama la sposa di Dio 
alla preghiera. 

Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza 
della sofferenza degli altri. 

Ma non sono riuscito a trovarti 
nei miei piccoli mali 
e nei miei banali dispiaceri. 
Nella mia fatica ho lasciato passare i-nutilmente il dramma 
della tua passione redentrice, 
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua 
è soffocata dal grigiore 
della mia autocommiserazione. 
Signore, io credo. 
Ma aiuta tu la mia fede.

Madre Teresa di Calcutta
Casella di testo: Confidare
Ho tanta fede in te. Mi sembra 
che saprei aspettare la tua voce 
in silenzio, per secoli 
di oscurità. 

Tu sai tutti i segreti, 
come il sole: 
potresti far fiorire 
i gerani e la zàgara selvaggia 
sul fondo delle cave 
di pietra, delle prigioni 
leggendarie. 

Ho tanta fede in te. Son quieta 
come l'arabo avvolto nel barracano bianco, 
che ascolta Dio maturargli 
l'orzo intorno alla casa.
Antonia Pozzi


Cosa dice la Chiesa

LA VERA RICERCA DI DIO

 

Perché debbo fermarmi a parlare dell`uomo, quando gli stessi animali più piccoli fanno tutto per la brama di beni futuri? Quando le formiche nascondono nei loro cunicoli sotterranei chicchi di ogni genere, li depositano, li ammassano tutti per amore della loro stessa vita? Le api, quando costruiscono il fondo dei favi o colgono il polline dei fiori, perché vanno in cerca del timo se non per desiderio del miele? E perché si affannano dietro i fiori, se non per amore della futura prole? Dio dunque, che infonde anche agli animali più piccoli l`amore per le loro opere, avrà privato solo se stesso dell`amore per le sue creature? Tanto più che l`amore per ogni realtà buona discende in noi dal suo amore sublime. E` lui infatti la fonte, l`origine di tutto; e poiché, come sta scritto: «In lui viviamo, ci muoviamo e siamo» (At 17,28), da lui abbiamo ricevuto tutto l`affetto con cui amiamo le nostre creature.

      Ma tutto il mondo, tutto il genere umano è una sua creatura. Così dall`amore con cui amiamo le nostre creature egli ha voluto che noi comprendessimo quanto egli ama le sue creature. Infatti, come leggiamo, “l`intelletto contempla la sua realtà visibile per il tramite di ciò che è stato fatto” (Rm 1,20); così egli volle che noi comprendessimo il suo amore per noi dall`amore che egli ci ha dato per i nostri cari. E come volle - come sta scritto - «che ogni paternità e in cielo e in terra prendesse nome da lui» (Ef 3,15), volle anche che noi riconoscessimo il suo affetto paterno. E dirò solo paterno? Anzi più che paterno. Lo prova la voce del Salvatore nel Vangelo, che dice: «Tanto infatti Dio ha amato questo mondo da dare il suo Figlio unico per la vita del mondo» (Gv 3,16). E l`Apostolo dice: «Dio non perdonò a suo Figlio, ma lo sacrificò per noi. Come dunque con lui non ci avrà donato tutto?» (Rm 8,32).

      Ecco dunque, come ho detto: Dio ci ama più che un padre il proprio figlio. […] Chi potrà dunque misurare l`amore di Dio verso di noi?

 

      Salviano di Marsiglia, Il divino governo del mondo, 4,9-10

 

 

La ragione e la fede

di Antonella Fani

                                                                                                                                                               

IO, POSSO DAVVERO AMARE DIO?


 


I dubbi di fede attraversano il cuore di ogni uomo. Non è sempre facile credere in Dio, né scorgere la sua presenza nel mondo, in questo mondo che appare troppo sofferente per abitare la Sua presenza. Ma c’è una domanda ancora più radicale di quella che ne mette in dubbio l’esistenza, che va oltre la “mera” credenza in Lui, ed è questa: si può amare Dio?

Casella di testo: La Parola esce dal Silenzio e viene a risuona-re nel silenzioRispondere non può essere facile per nessuno. Se lo è, può esserlo solo a parole, ma non con la vita, non con i fatti, non con il cuore. Avere la pretesa di dire: «Io amo Dio», significa avere presente, davanti agli occhi e nel cuore, il “Termine” di riferimento di quest’amore, aver costruito un rapporto personale e quotidiano con Lui, proprio come richiede ogni rapporto d’amore. Non si ama in astratto, ma si ama sempre qualcuno da cui ci si sente amati.

Papa Benedetto XVI, in un articolo di introduzione e chiarificazione alla sua prima enciclica “Dio è amore”, ha rassicurato rispondendo alla domanda in questi termini:

  «Sì, possiamo amare Dio, dato che Egli non è rimasto in una distanza irraggiungibile, ma è entrato ed entra nella nostra vita. Viene verso di noi, verso ciascuno di noi, nei sacramenti attraverso i quali opera nella nostra esistenza; con la fede della Chiesa, attraverso la quale si rivolge a noi; facendoci incontrare uomini, che sono da lui toccati, e trasmettono la sua luce; con le disposizioni attraverso le quali interviene nella nostra vita; con i segni della creazione, che ci ha donato. Egli non ci ha solo offerto l’amore, bensì lo ha vissuto per primo e bussa in tanti modi al nostro cuore per suscitare il nostro amore di risposta».

Possiamo allora amare Dio “solo” in risposta al Suo amore. Possiamo amare Dio perché Lui ci ama. Non si ama davvero finché non si sente nel cuore e nella propria vita di essere amati.

Dio ci viene incontro in ogni momento: nella Chiesa, nei sacramenti, attraverso persone che lo testimoniano, negli eventi della vita, nello stupore della creazione… E sta a noi decidere se fidarsi di questa rivelazione oppure no. Sta a noi dare del tempo per instaurare con Lui questo dialogo quotidiano, oppure no.

Dobbiamo tenere presente che la rivelazione non può essere dimostrata matematicamente ma rimane misteriosa. Chi fa esperienza di Dio, chi dice di averlo “incontrato” o di averne riconosciuto la presenza, è misteriosamente cosciente di ciò che Egli ha operato ed opera in lui, ma senza poterne dare all’esterno una prova oggettiva. Perché tutto questo? Perché, razionalmente e deduttiva-mente, si conoscono e dimostrano solamente i concetti, mai le persone; perché Dio chiede a ciascuno di essere testimone tra i fratelli, non di dimostrare qualcosa a qualcuno nella presunzione di farci superiori agli altri.

Casella di testo: Siamo stati concepiti
come esseri
a cui è consentito
di volere volontariamente
ciò che involontariamente
dobbiamo volere
(Hans Urs von Balthasar)
La Rivelazione avviene in questo mondo abitato dagli uomini, si trasmette attraverso parole ed azioni, dipende ―in parte― dalla disponibilità a farsene “carico”. In questo processo, l’uomo non si mostra mai totalmente passivo: è fondamentale che ognuno dia il suo assenso all’incontro. Dipende dalla volontà personale, così come dal grado di “spiritualità” raggiunto.

La Rivelazione presuppone la libertà umana, l’atto di scelta personale, la fiducia in qualcosa di impercettibile ai sensi esterni; presuppone una scelta libera, perché Dio non esercita costrizioni. L’assimilazione della rivelazione di Dio richiede riflessione, preghiera, tempo, e ha bisogno di tutta l’attività intellettuale dell’uomo.

Dio, secondo la tradizione cristiana si rivela con la sua Parola, una Parola creatrice. Gesù, il Figlio del Padre, è la Parola di Dio incarnata. Nel mondo, tuttavia, sono presenti tante religioni che parlano di Dio in modo diverso. Esistono dunque più rivelazioni? Sebbene ogni religione contenga degli elementi di verità così afferma anche la Chiesa Cattolica, qual è quella che ha la pienezza della verità?

A tal proposito, trovo proficuo, in questo contesto, riportare una frase significativa del filosofo e teologo Piero Coda:

«Io sostengo che la rivelazione di un Dio sofferente e che aspira all’altro è più alta di quella di un Dio che si soddisfa e si basta da solo. In questo modo si scopre l’umanità suprema di Dio, umanità che diviene il suo unico attributo. Dio è mistero e libertà. Egli è amore e umanità. Ma non è né potenza, né potere, né dominio; non è né giudice né castigo, ecc. In altre parole è completamente sprovvisto di questi attributi umanizzati, sociomorfici».

Il Dio cristiano è l’unico che si fa uomo tra gli uomini, che partecipa pienamente alla nostra vita. Con Gesù cadono le aspettative di un Dio che possa risolvere magicamente i problemi, per aprirsi quelle di un Dio vicino, accanto alle sofferenze di ogni uomo, maestro d’amore e di vita vera.

 


Veglia di Preghiera

 

PREGHIERA SULL’ENCICLICA “DIO E’ AMORE”

 

Cel: Nella sua Lettera Enciclica il Papa Benedetto XVI ci sprona alla vita secondo l’amore, la fraternità e la carità operosa fra noi e verso gli altri; ciò tuttavia non prima di averci ricordato che ogni amore proviene da Dio, che noi stessi siamo stati resi oggetti del suo amore e che in alcun modo possiamo interpretare l’amore nel puro senso egoistico. L’uomo è amato dal Signore per vivere in armoniosa relazione con Lui nella totalità della sua persona, ma è chiamato, singolarmente e nella Chiesa, ad essere portatore di amore verso gli altri con atti di generosità e carità concreta. Disponiamoci all’ascolto della Parola e alla verifica della nostra condotta cristiana.

 

Canto per l’esposizione Eucaristica

Silenzio di adorazione

 

Brano tratto dall’Enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est  (n. 5 – 6)

 

“L'epicureo Gassendi, scherzando, si rivolgeva a Cartesio col saluto: «O Anima!». E Cartesio replicava dicendo: «O Carne!». Ma non sono né lo spirito né il corpo da soli ad amare: è l'uomo, la persona, che ama come creatura unitaria, di cui fanno parte corpo e anima. Solo quando ambedue si fondono veramente in unità, l'uomo diventa pienamente se stesso. Solo in questo modo l'amore — l'eros — può maturare fino alla sua vera grandezza.  Oggi non di rado si rimprovera al cristianesimo del passato di esser stato avversario della corporeità; di fatto, tendenze in questo senso ci sono sempre state. Ma il modo di esaltare il corpo, a cui noi oggi assistiamo, è ingannevole. L'eros degradato a puro « sesso » diventa merce, una semplice « cosa » che si può comprare e vendere, anzi, l'uomo stesso diventa merce. In realtà, questo non è proprio il grande sì dell'uomo al suo corpo. Al contrario, egli ora considera il corpo e la sessualità come la parte soltanto materiale di sé da adoperare e sfruttare con calcolo. Una parte, peraltro, che egli non vede come un ambito della sua libertà, bensì come un qualcosa che, a modo suo, tenta di rendere insieme piacevole ed innocuo. In realtà, ci troviamo di fronte ad una degradazione del corpo umano, che non è più integrato nel tutto della libertà della nostra esistenza, non è più espressione viva della totalità del nostro essere, ma viene come respinto nel campo puramente biologico. L'apparente esaltazione del corpo può ben presto convertirsi in odio verso la corporeità. La fede cristiana, al contrario, ha considerato l'uomo sempre come essere uni-duale, nel quale spirito e materia si compenetrano a vicenda sperimentando proprio così ambedue una nuova nobiltà. Sì, l'eros vuole sollevarci « in estasi » verso il Divino, condurci al di là di noi stessi, ma proprio per questo richiede un cammino di ascesa, di rinunce, di purificazioni e di guarigioni. Come dobbiamo configurarci concretamente questo cammino di ascesa e di purificazione? Come deve essere vissuto l'amore, perché si realizzi pienamente la sua promessa umana e divina? Una prima indicazione importante la possiamo trovare nel Cantico dei Cantici, uno dei libri dell'Antico Testamento ben noto ai mistici. Secondo l'interpretazione oggi prevalente, le poesie contenute in questo libro sono originariamente canti d'amore, forse previsti per una festa di nozze israelitica, nella quale dovevano esaltare l'amore coniugale.”

 

Breve Silenzio

 

Dal Cantico dei Cantici (2, 10 – 16)

 [10]Ora parla il mio diletto e mi dice: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro». Prendeteci le volpi, le volpi piccoline che guastano le vigne, perché le nostre vigne sono in fiore. Il mio diletto è per me e io per lui. Egli pascola il gregge fra i figli.

Breve silenzio

Canto

Dalla Prima Lettera di Giovanni (4, 7-13. 19-20)

7Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. 8Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. 10In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

11Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. 13Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito.

19Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

 

Lettura di  aiuto alla rifessione personale:

Nell’intero contesto della Prima Lettera di Giovanni viene sottolineato il collegamento inscindibile tra amore di Dio e amore del prossimo. Entrambi si richiamano così strettamente che l'affermazione dell'amore di Dio diventa una menzogna, se l'uomo si chiude al prossimo o addirittura lo odia. L'amore per il prossimo è una strada per incontrare anche Dio e che il chiudere gli occhi di fronte al prossimo rende ciechi anche di fronte a Dio.

Silenzio di adorazione e riflessione davanti a Gesù Eucarestia

 

La presenza di Dio       (Paulo Coelho, I racconti del maktub)

Il padre cistercense Marcos Garcia disse: "Talvolta Dio riporta indietro alcune benedizioni per aiutare le persone a comprenderle meglio. Dio sa fino a che punto può esaminare un'anima, e non va mai oltre quel limite. In quei momenti, non diciamo mai: 'Dio mi ha abbandonato'. Se il Signore ci impone una prova di grande pazienza, ci fornisce sempre di un sufficiente numero di grazie - probabilmente più del necessario - per superarla. Quando sentiamo lontana la Sua presenza, dovremmo chiedere a noi stessi: 'Riusciamo a capire come far uso di ciò che ha messo sul nostro cammino?'".

 

Silenzio

 

Preghiera declamata da dei lettori alternata dal ritornello corale cantato:

Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est

 

L 1: O Signore delle cose, che conoscevi tutto sin dall’eternità, e tutto hai creato per amore, facendo sì che la natura stessa parlasse di Te e lodasse la tua Maestà,                             ispiraci il desiderio di lodarti nella creazione e in ogni singola opera; e a valorizzare ciascuno degli elementi che hai posto in essere.  Rit: Ubi caritas…..

 

L 2: O Signore della vita, nel famoso cantico delle creature, ricevi la lode di tutti gli esseri viventi che hai creato per amore e nell’amore mantieni nell’esistenza; tu che sei amore nel far sì che tutti vivano,  aiutaci a riconoscere la vita sin dal suo primo concepimento, a tutelare la  vita umana sempre più esposta ai pericoli e agli sfruttamenti  Rit

 

L 3: O Signore provvidente che nel tuo amore infinito ai voluto salvare l’uomo e in modo multiforme lo vuoi ricondurre a te, libero dal male e dal peccato; tu che nel tuo Figlio per amore dell’umanità hai pagato il prezzo del nostro riscatto ricongiungendo in Lui la terra al cielo, insegnaci ad usufruire della grazia del tuo perdono e inculca in ciascuno lo spirito della conversione affinché, liberi dal peccato, camminiamo in novità di vita   Rit: Ubi caritas…

 

L 6: O Signore istitutore della Chiesa, tu che per amore e per la salvezza dell’umanità hai voluto affidare ai tuoi apostoli il mandato di annuncio e di testimonianza della tua Parola; che hai reso ogni battezzato partecipe del tuo sacerdozio e della tua missione, fa’ che non ci stanchiamo di esprimere fedeltà e zelo nella missione di evangelizzazione a partire dalla comunione vicendevole fra’ di noi e dalla condivisione nel nostro essere Chiesa  Rit: Ubi caritas…

 

L 7: O Signore misericordioso verso gli ultimi; tu che hai amato tutti senza distinzione, nutrendo però maggiore predilezione verso i poveri e i sofferenti; tu che hai voluto sanare le infermità e le indigenze materiali dei miseri e degli esclusi, fa’ che nella nostra dimensione di cultura, di società e di vita ecclesiale sappiamo essere latori del tuo amore nella concreta attenzione verso coloro che hanno bisogno.   Rit: Ubi caritas…

 

Celebrante: O Signore, manda il tuo Spirito di discernimento nella nostra contemporaneità, perché possiamo apprezzare il dono della corporeità come elemento di unione con lo spirito. Aiutaci a vivere l’amore verso il prossimo sulla scia del Dio amore che non si vede ma che si ama nel fratello affinché possiamo meritare la grazia e la gioia del tuo premio senza fine. Per Cristo Nostro Signore.   Amen

 

Canto di reposizione

                                                     

 

Lectio Divina

QUESTO È IL TEMPO

 

«Dopo che Giovanni fu consegnato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e dicendo:"Il momento  è compiuto e il regno di Dio si è avvicinato; convertitevi e credete al vangelo". Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.  Gesù disse loro: "Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti; e subito li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, si allontanarono dietro a lui.» (Mc 1,14-20)

Medita

 

“Il momento è compiuto……”: è il Kairos, è il tempo in cui avviene la manifestazione di Gesù. Gli antichi distinguevano tre tempi: il passato (tempo prima della creazione), il tempo della creazione (presente); e il tempo futuro, quello alla fine del mondo. La venuta di Gesù sta invece ponendo una problematica nuova, e cioè che il tempo della pienezza non sarà quello futuro , ma il tempo adesso, della sua venuta nella carne. Il tempo presente, quello della nostra vita, diventa KAIROS, il tempo per eccellenza, della pienezza, il centro verso il quale e dal quale tutto prende senso ultimo.

 

Prega

 

Dio mio, insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.

Fa' che io ami il tempo che tanto assomiglia alla Tua grazia perche' esso porta tutte le opere alla loro fine e alla loro perfezione senza che noi abbiamo l'impressione di parteciparvi in qualche modo.

 

Un pensiero per riflettere

 

Questo tempo, questo frammento di storia, è un tempo preziosissimo. Non dobbiamo aspettare un altro tempo, ma dobbiamo saper vivere questo tempo, perché è quello su cui ogni cosa deve essere costruita in modo bello e vero. Si è compiuto il tempo. Proprio qui, nel nostro tempo, noi abbiamo la possibilità di giocarci l'altro tempo, se sappiamo cogliere 'questo' tempo, quello in cui Cristo stesso si è fatto manifesto a noi.


Notizie della nostra Comunità

 

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET

 

 Con la preghiera farete cose grandi

Meditazione di P. Jozo Zovko

In questo prezioso e bellissimo messaggio, la nostra Madre, La Regina della pace, ci chiama suoi collaboratori, suoi figli: “vi invito ad essere portatori del vangelo nelle vostre famiglie”. Innanzitutto il Vangelo non si porta come fosse una merce da vendere. Non si tratta come un qualsiasi libro. Che cosa è il Vangelo? Prima di tutto è il tabernacolo dove vive la Parola “VIVENTE” del nostro Signore. Non è quindi un libro ma una “PERSONA”. Il Vangelo è Gesù, Gesù vivo ed Egli parla perché è il Maestro, guarisce perchè è il Guaritore. Ci chiede di essere con Lui ogni Giorno. Non possiamo imparare a pregare col cuore se non ascoltiamo e non meditiamo la Parola di Dio nella Bibbia. È per questo che la nostra madre ci vuole portatori del vangelo nelle nostre Famiglie.

Nelle nostre famiglie troviamo ogni genere di libri; non basta dire che questo non è buono o è peccaminoso. L’antidoto e la potenza che possono eliminare questo buio è solo la Bibbia. Dobbiamo leggere la Parola di Dio ogni giorno. Leggere un passo della Sacra Scrittura prima di iniziare la preghiera della famiglia.

 

 

Messaggio da Medjugorje del 25 gennaio 2006

 

“Cari figli, anche oggi vi invito ad essere portatori del vangelo nelle vostre famiglie. Non dimenticate, figlioli, di leggere la Sacra Scrittura. Mettetela in un luogo visibile e testimoniate con la vostra vita che credete e vivete la Parola di Dio. Io vi sono vicino con il mio amore e intercedo davanti al mio Figlio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

APPUNTAMENTI

 

Il primo mercoledì di ogni mese, recita S. Rosario allo Spirito Santo presso la cappella delle suore alle ore 21.00

 

 

 

Riferimento: Sig.ra Amalia Bonciani

Tel. 0575 570124


 

Notizie della nostra Comunità

 

In cammino con i Magi

 

La parrocchia di San Martino a Vado, insieme alla ProLoco di Strada in Casentino ed in collaborazione con il Comune di Castel San Niccolò, ha proposto per il 6 gennaio una sorta di presepe vivente. Questa edizione è stata dedicata alla memoria della Signora Paola Venturini, scomparsa una anno fa, e che tanto si era dedicata alle rappresentazioni che si svolgono nel nostro paese. La scelta è stata quella di ricreare nella piazza del paese una Betlehem in miniatura, con quattro punti caratteristici intorno ai quali si è mosso il corteo dei Magi. I tre Re, con il loro seguito, per un totale di 15 personaggi, sono stati accolti all’arrivo a Betlemme, da una folla di popolo in costume, per poi dirigersi ai vari punti fissi della piazza, come il presidio romano del censimento e il castello di Erode. Queste scene, messe a punto grazie alla collaborazione di pochi volontari per la cui disponibilità e dedizione va il nostro sincero affetto e ringraziamento, sono state ideate da Piero Giangrasso che ha curato la scenografia della piazza. Di particolare effetto anche la capanna, realizzata interamente in legno, dentro la quale si trovava la sacra famiglia insieme ad alcuni pastori e a tanti teneri angioletti, personificati dai bambini più piccoli. Per i più grandicelli invece, emozioni sulla stella. Infatti la stella cometa, elemento in movimento che ha percorso più volte l’intera piazza, ruotando intorno al corteo dei Magi, è stata realizzata da venti ragazzi vestiti di bianco che sorreggevano lo strascico bianco di un mantello. Un grazie a Renata, Luisa, Marina e Emiliana che, su incarico del parroco, curano la custodia degli abiti. Un grazie anche a Sr. Elide per la disponibilità.

Elemento di novità e stato quello di integrare il punto vendita e di ristoro della ProLoco all’interno della rappresentazione; è stato creato infatti, un negozio tipico del villaggio di Giuda, detto “Betlehem - Casa del pane” al quale si è soffermato anche il corteo dei Magi alla ricerca del luogo in cui fosse nato il “Re”. Il tutto incorniciato idealmente da una splendida giornata di sole e da musiche e commenti, con i quali abbiamo cercato di far ripercorrere, anche a livello interiore, il cammino alla ricerca del Dio fatto uomo. Una ricerca che, non è solo da commemorare o rappresentare, ma che si deve riscoprire attuale in ognuno di noi, oggi come duemila anni fa. Le tracce di commento proposte, che tutti hanno potuto seguire grazie al libretto che è stato distribuito in 200 copie all’ingresso della piazza, sono state tratte dalle riflessioni di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sulla ultima GMG di Colonia, che aveva come tema proprio il cammino dei Magi. Quindi quest’anno, la rappresentazione ha potuto avere commenti di alto rilievo teologico e pastorale. Voci prestate ai commenti quelle delle catechiste Cristina, Antonella ed Elena, oltre a don Roberto che ha letto i brani del vangelo di Matteo.

Alla fine della rappresentazione, il parroco, circondato da tutti i bambini del paese e delle frazioni vicine, ha impartito la benedizione tradizionale dell’Epifania, ai piedi della sacra famiglia ed ha finito proponendo il bacio di Gesù bambino a tutti gli intervenuti nella piazza.

Infine la tanto attesa befana, che dopo una prima fermata alla casa di riposo, dove l’Amministrazione Comunale aveva preparato le calze per gli anziani, è arrivata anche in piazza accolta da tutti i bambini e ragazzi presenti, per i quali la ProLoco aveva preparato le calze, offerte gratuitamente.

Ringraziamenti finali a tutta la ProLoco di Strada in Casentino, all’Amministrazione comunale e a tutti quelli che, a titolo personale, si sono impegnati.

Commenti di gradimento per la giornata, che è stata seguita da tutto il paese anche nei giorni a seguire, tramite le riprese andate in onda su una televisione locale. Senza dubbio è stato un evento positivo per la comunità, che ha offerto l’opportunità di un momento di ritrovo singolare.


 

Notizie dal Vicariato

 

Seconda Tappa per gli sposi Casentinesi

 

E’ con piena soddisfazione, personale e di tutti i partecipanti, che mi accingo a dare cronaca del secondo appuntamento di formazione degli sposi, iniziativa rivolta al vicariato del Casentino. Domenica 29 gennaio, nella casa di accoglienza “Emmaus” delle suore Orsoline di Prato di Strada, l’incontro di preghiera e formazione è stato guidato dalla coppia di sposi Anna Maria e Riccardo Buffoni di Montevarchi. Confermate le adesioni del primo incontro con alcuni nuovi aggiunti, per un totale di 4 coppie zona Strada, 2 coppie zona Poppi, 2 coppie zona Stia, 6 coppie di Pratovecchio. La compagine offriva esperienze matrimoniali appena iniziate (meno di anno di matrimonio) fino ad esperienze forgiate dal tempo (venti anni di matrimonio) con età dai trenta ai cinquanta anni. Il titolo dell’incontro : “Conoscere sé stessi per stare insieme, o stare insieme per conoscersi?”. L’intento di questi incontri, è quello di offrire uno spazio “libero” agli sposi; “liberati” per una mezza giornata dalle preoccupazioni dei figli, possono ritrovare in loro stessi, come membri costitutivi e primari della famiglia, il senso del fondamento della loro unione. Per i figli è stato organizzato uno spazio giochi con tanto di BabySitter, Caterina Iollo, alla quale va il nostro primo ringraziamento.

La giornata si è aperta con la recita delle lodi mattutine; un plauso a tal proposito a don Guido Pratesi, coordinatore del gruppo e co-promotore, insieme ad Ermanna, Sonia, AnnaLisa ed Elena, di questa azione vicariale. Nella sua tipografia, ci ha preparato i libretti per la recita delle Lodi, libretto dei canti per la S. Messa, una copia della prima enciclica del Papa “Deus caritas est” ed un ricordo per coppia partecipante. Dopo la preghiera i relatori hanno proposto un gioco di ingresso, per dare modo alle presentazioni, sciogliere il ghiaccio delle naturali timidezze verso il dialogo, predisporre ad un minimo di confidenza e introdurre il tema della giornata. Con non poca sorpresa, devo dire che tutti, sia i più affiatati che i nuovi ingressi, si sono impegnati al meglio, con entusiasmo e partecipazione. Anna Maria, psicopedagogista, forte di un suo bagaglio di competenze personali e professionali, ha coordinato le riflessioni sui concetti di relazioni interpersonali, di conflitto incidentale di coppia, sulla conoscenza dei “sé caratteriali”; Riccardo, ingegnere, dirigente del settore strade della provincia di Arezzo, ha avuto un ruolo di sostegno alla moglie, assunto con disponibilità e spirito di servizio nel coordinare le attività ludico formative e portare il proprio vissuto di esperienze. Tutti hanno espresso il loro sincero senso di gratitudine a questa coppia davvero speciale; speciale nelle competenze, acquisite e promosse in seno alla pastorale di coppia della Diocesi, portata avanti da don Roberto Brandi (che è stato il relatore del primo incontro del gruppo); speciale nel modo di porsi agli altri, con disponibile e paziente attenzione verso gli altri, subito resa fruibile da una amicizia offerta con molta umanità. Alla fine ci hanno rivolto anche un invito a raggiungerli nella loro casa, nella quale offrono uno spazio privato, tipo agriturismo, per esperimentare un fine settimana alla riscoperta di se stessi e del proprio significato di essere coppia.

Il tempo trascorso insieme è volato, le domande tante, a testimonianza dell’interesse suscitato. Alla fine, non ci siamo neanche accorti di aver sforato di tre quarti d’ora.

Il pranzo, offerto dalle Suore Orsoline di Prato di Strada, che ringraziamo ancora una volta, ha suggellato i rapporti di condivisione e amicizia. La giornata si è conclusa con la S. Messa celebrata da don Guido ed animata dai canti preparati a Pratovecchio (un grazie anche alle chitarriste).

Prossimo appuntamento per domenica 12 Marzo, sempre a Prato di Strada e con le medesime modalità.


Notizie dal Casentino

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

 

 

Casella di testo: LA FESTA DELLA DONNAPerché l’8 marzo e che senso ha ancora oggi festeggiarlo? Dopo un breve excursus storico cercheremo di capire come si festeggia e quali conquiste le donne hanno ottenuto.

 

 

 

Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le orribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Tra loro vi erano molte immigrate, tra cui anche italiane, donne che cercavano di sollevarsi dalla miseria con il lavoro. Successivamente Rosa Luxemburg propose questa data come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, in ricordo dell’avvenuta tragedia. Questo triste episodio ha dato inizio, negli anni successivi, ad una serie di celebrazioni dapprima circoscritte ai soli Stati Uniti che avevano come unico scopo il ricordo della terrificante sorte toccata alle operaie morte nel rogo della fabbrica. Con il tempo le iniziative intraprese avevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale. Così la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, anche grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle oppressioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto. Non si trattava di una festa, dunque, ma un giorno per riflettere sulla condizione femminile e come migliorarla.

 

Ma caliamoci nella realtà del Casentino per capire che ruolo vi occupa la donna. Sicuramente le ragazze di oggi vivono in una società meno maschilista e patriarcale e hanno una maggiore libertà di vivere e fare esperienze. Ha ancora senso festeggiare oggi l’8 marzo e che differenze ci sono rispetto a trenta anni fa? Questa festa rappresenta ancora le donne e i loro diritti, è davvero sinonimo di emancipazione oppure è diventata l’ennesima occasione commerciale? Associare la festa della donna alla compagnia, alle risate è molto semplice. Se un tempo l’8 marzo era l’occasione per uscire, per andare in discoteca a ballare con le amiche, per trascorrere una serata diversa all’insegna del divertimento, della rivendicazione della libertà, dell’indipendenza dall’uomo e dalla famiglia, oggi tutto questo non c’è più. Festeggiare l’8 marzo significa andare una serata in più in discoteca, è diventata ormai una festa commerciale con mimose e cioccolatini e la sera tutti fuori a cena o in discoteca magari ad assistere a uno spogliarello. Oggi si festeggia non in ricordo di, ma per onorare la donna nel suo essere femminilità. Così sono in molte a rifiutare l'immagine della donna proposta dalla società odierna, non si riconoscono in questa giornata.

Qualche convegno o dibattito di rito, giusto per ricordarci quanto le donne occidentali stiano bene rispetto a quelle del sud del mondo e non abbiano quindi motivo e diritto di avanzare richieste. Oggi alle donne si riconosce uguale dignità rispetto all’uomo, anche sul piano giuridico e sociale, ma è veramente così? Credo che sia necessario riappropriarsi di questa giornata, per farla ritornare un momento di riflessione e di confronto, non lotte  per la parità tra sessi, ma per riflettere sul ruolo effettivo della donna e dell’uomo all’interno della famiglia e della società.

Una serata in discoteca a prendere la sbronza o a fumare una sigaretta in più, o ad assistere ad uno streaptease è una conquista? Ci sono ben altre conquiste per cui le donne in Casentino dovrebbero lottare come il diritto ad un lavoro che rispecchi le specifiche attitudini professionali e personali. L’emancipazione la si deve conquistare nella quotidianità, sul posto di lavoro, in famiglia, nella società e rivendicare quei diritti che sono prima di tutto diritti dell’uomo in quanto tale.


Approfondimenti

 

LA COMMOZIONE PER GESU’…

 

Enorme novità quest’anno al cinema, per la proposta del film per bambini nel periodo natalizio. Una svolta per la Disney che cambia genere: basta con film trasudanti buonismo ecologista e poco più.

Forse tutto è iniziato con lo shock di “The Passion”.    Mel Gibson – pur avendo contro tutta l’industria cinematografica – ha raccontato la cruda e struggente passione di Gesù e ha sbancato, ha travolto ogni record di successo. Così tutti si sono accorti che la figura di Gesù è di gran lunga la più affascinante di tutti i tempi e che i cristiani non sono soltanto bersagli da irridere e da infamare (nei film), ma sono anche un grande pubblico mondiale. Ecco come arrivano “Le cronache di Narnia”. Sia chiaro, questo film, tratto dal racconto di Clive Staples Lewis (uno dei grandi convertiti inglesi del Novecento), è innanzitutto una grande e bella storia (il libro è da anni un classico e ha venduto nel mondo anglosassone circa cento milioni di copie). Ma è facilissimo capire di chi parla la narrazione. Il Leone Aslan, sanguinante e moribondo, che ha sacrificato la vita per la salvezza dei suoi piccoli amici, ci ricorda Cristo.

Giustamente “Tempi” gli ha dedicato una copertina col titolo: “Nasce Cristo il Leone”. E’ una metafora antica perché “il Leone di Giuda” è uno dei titoli di Gesù nell’Apocalisse (5,5): “uno dei Vegliardi mi disse: non piangere più, (perché) ecco il Leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, ha vinto”. E ha vinto proprio sacrificando se stesso per i suoi amici e per tutti. E’ questo ricordo di Cristo che commuove nel film. Dopo l’inverno e l’inferno delle ideologie si avvicina il tempo che previde Bernanos: “verrà un giorno in cui gli uomini non potranno pronunciare il nome di Gesù senza piangere”. Ancora una volta torna “fra la gente gente” (come diceva don Giussani) la grande nostalgia di Gesù, del gigante che attraversa le pagine dei Vangeli e che continua anche oggi a sedurci, come fa da duemila anni.


Approfondimenti

 

 

Creato da cellule staminali adulte il primo organo completo

 

Questo clamoroso risultato della ricerca è passato anche questa volta in sordina sulla stampa. Boncinelli sul Corriere saluta il progresso, ma si dimentica di dire che non è stato ottenuto tramite staminali embrionali (quelle per cui si era schierato - con il suo giornale al completo - nel referendum), bensì tramite le staminali adulte. Altra notizia poco diffusa è che il coreano Hwang Woo-Suk ammette che i suoi risultati, ottenuti da staminali embrionali e pubblicati sulle migliori riviste scientifiche mondiali, erano falsi. Nonostante le ennesime prove evidenti, dalla grande stampa nessun segno di auto-critica sulla pseudo-scienza.

 

I  PACS

Benedetto XVI considera un grave errore oscurare le funzioni della famiglia attribuendo ad altre forme di unione il suo riconoscimento giuridico specifico. Incontrando le autorità di Roma, il Papa ha anche chiesto aiuti concreti per le coppie giovani, affinché possano formare una famiglia. L’intervento del Papa ha luogo in un momento in cui alcune forze politiche del Paese hanno proposto di introdurre in Italia il “Patto civile di solidarietà” (PACS), una forma di riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, anche omosessuali. Il matrimonio come istituzione, ha detto il Papa ai politici, “non è una indebita ingerenza della società o dell’autorità, l’imposizione di una forma dal di fuori, è invece esigenza intrinseca del patto dell’amore coniugale”. “Non si tratta qui di norme peculiari della morale cattolica, ma di verità elementari che riguardano la nostra comune umanità: rispettarle è essenziale per il bene della persona e della società”, ha aggiunto. Secondo il Pontefice, da una parte “sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli: al riguardo vengono subito alla mente problemi come quelli dei costi degli alloggi, degli asili-nido e delle scuole materne per i bambini più piccoli”. Dall’altra, ha aggiunto, “è un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è, in realtà, alcuna effettiva esigenza sociale


Curiosità

 

Una Storiella…

 

 

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di sì. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno. Allora il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, un bicchiere d’acqua e la versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero."Ora," disse il Professore non appena svanirono le risate, "voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti:come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto... le piccole cose.""Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia," continuò il Professore "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima - le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità... il resto è solo sabbia." Una studentessa allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse l’acqua. Il Professore sorrise. "Sono contento che me l'abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perché c'è sempre spazio per ciò che, come l’acqua, tutto permea e completa: Gesù ed il suo immenso amore per noi.


Buon Umore

Barzellette dei piccoli

 

Io mangio, tu mangi, egli mangia, noi mangiamo, voi mangiate, essi digiunano perché il cibo è finito.

 

Io telefono, tu telefoni, egli telefona, noi telefoniamo, voi telefonate, essi pagano la bolletta.

 

Qual è il colmo per una scuola?  Non avere l’albero maestro.

 

Pierino al babbo: “Babbo, oggi a scuola abbiamo fatto l’esplosivo!”

E il babbo distratto: “E domani che farete a scuola?”

Pierino: “Scuola, quale scuola?”

 

Il martello al cacciavite: “E’ vero che hai rotto con la vite?”

“Si, era troppo svitata”

 

“Perché pianti lamette da barba con le patate?”

“Perché così nascono già sbucciate”

 

Che cosa ci fa un cane in mezzo a due colonne?Un can - cello

 

Come si chiama il più famoso medico inglese? Sir – inga

 

Qual è il cane più battagliero? Can - none

 

Stupendo questo tramonto, starei a guardarlo dalla mattina alla sera!

 

Che differenza c’è tra una gallina ed un pulce?

Nessuna, sono tutte e due mamme di pulcini.

 

 

LABIRINTI. Partendo dalla lettera con la freccia entrante, segui il percorso fino ad arrivare alla freccia uscente. Alla fine del percorso otterrai il nome di due sciatori italiani.

 

Varie

 

 

I DIECI MOTIVI PER CUI NON MI LAVO MAI

 

Non andare a Messa è perdere l’occasione di incontro col Signore, con la sua Parola e col suo Corpo, nel mistero della comunione ecclesiale.

In una parrocchia americana, il parroco, decisamente seccato dalle scuse addotte nel corso degli anni dai parrocchiani per non andare a messa, inserì "I dieci motivi per cui non mi lavo mai" nel bollettino domenicale:

 

1. Sono stato obbligato quando ero piccolo.

2. Le persone che si lavano sono ipocriti: pensano di essere più puliti degli altri.

3. Ci sono così tanti tipi di sapone, che non so decidere quale sia il migliore.

4. Ero abituato a lavarmi, poi ho cominciato ad annoiarmi ed ho smesso.

5. Mi lavo solo in occasioni particolari, come Natale e Pasqua.

6. Nessuno dei miei amici si lava.

7. Comincerò a lavarmi quando sarò più vecchio e più sporco.

8. Non riesco a trovare il tempo.

9. Il bagno non è mai caldo abbastanza in inverno o fresco a sufficienza in estate.

10. I produttori di sapone cercano solo i tuoi soldi.

 


 Per finire…

 

LA RIVELAZIONE

 

Giovanni Climaco

 

“Dio è Amore.

Chi volesse definirlo sarebbe come un cieco

che vuole contare i granelli della sabbia del mare”.

 

 

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Fratel Carlo Carretto

Fin quando senti un contrasto

tra il tuo lavoro e la tua preghiera

vuol dire che non sei ancora arrivato

alla contemplazione.

Perché non è detto

che Dio si riveli mentre sei in ginocchio,

Dio può rivelarsi mentre guidi la macchina,

Dio può rivelarsi mentre stai riposando o stai giocando.