Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino – Diocesi di Fiesole


Bimestrale di Formazione ed Informazione della Comunità di Strada in Casentino

Anno
IV - N. 22 Gennaio
– Febbraio 2007
Congresso Eucaristico
Diocesano
SOMMARIO
q
Editoriale pag.
3 Congresso Eucaristico
q
Spiritualità pag. 4 La fede eucaristica
q
Le preghiere del mese pag. 6 Preghiere
q
Cosa dice la Chiesa pag. 8 Gesù: Logos
di Dio
q
Approfondimenti biblici pag.
9 L’Apocalisse e le lettere alle
sette chiese
q
Veglia di preghiera
pag. 10 Davanti allEucarestia
q
Notizie della nostra comunità pag. 14 Rassegna Letteraria
pag. 16 Trittico di Assisi
pag.
17 Feste di Natale al Circolo
q
Notizie da Casentino pag. 19 Rubrica del direttore
q
Approfondimenti pag. 21 Il
Sacerdote
pag. 22 La Parola
del Papa
pag.
25 Sradicare la famiglia
q
Varie pag. 26 Statistica
parrocchiale
q
Varie pag. 27 La Messa si
fa missione
q
Per finire… pag. 28 Quando
EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg.
Parrocchia San Martino a Vado) DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in
Casentino (AR) Autorizzazione
Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005
Editoriale
Il Congresso Eucaristico per rinnovare la
nostra fede.
L'anno pastorale in corso ci richiama con
la celebrazione del congresso eucaristico diocesano ad un’attenzione
particolare al mistero dell'Eucarestia, fonte e culmine della vita della Chiesa.
Tutti quanti: comunità parrocchiali,
associazioni, gruppi e singoli credenti sono sollecitati a vivere un cammino di
adorazione, preghiera e riflessione davanti all'Eucarestia.
Solo in Gesù e nel suo dono di amore, che
si rinnova nel Pane e nel Vino dati per noi, la comunità cristiana apprende a
custodire e vivere il mistero della comunione e della carità.
Saremo guidati in questo cammino dalle
LETTERE che il libro dell'Apocalisse invia alle sette chiese.
Ci attende, riferendole ,queste lettere, a
noi stessi ed alle nostre comunità, un fecondo esame di coscienza attraverso la Parola di Dio che ci farà crescere
nella fede, nella speranza e nella carità per portare frutti di bene e per
salvare il mondo.
Il vostro parroco, don Roberto

Spiritualità
di Antonella
Fani
Ogni dieci anni la nostra Diocesi è invitata a riflettere e pregare sull’Eucarestia, mistero che sta al centro della vita di fede di ogni credente cattolico. Un approfondimento personale, che deve essere sostenuto anche a livello parrocchiale da una particolare cura della celebrazione delle Messe, nelle quali tutti siamo chiamati ad accostarci alla all’Eucarestia, che ci mette in comunione col Signore e con i fratelli, che ci sostiene nel cammino.
L’Eucarestia è l’offerta d’amore che il Signore Gesù ci ha lasciato: è il suo corpo donato per noi, che ci fa scoprire nel suo Sacrificio il mistero della vita che non muore se vissuta con amore per gli altri. L’Eucarestia ci lega al Signore, ma ci lega anche gli uni gli altri: la fede cristiana non è qualcosa da vivere in privato, ma all’interno di una comunità, come può essere quella parrocchiale.
La preghiera personale e la fede in Gesù non basta per essere cristiani: difatti, per seguire il Signore non basta il pensiero, ma ci vogliono atti concreti. Non basta un amore astratto, ma ci vuole una prassi che lo certifichi e solidifichi. Il valore fondamentale della Messa sta proprio nell’Eucarestia: come dice il numero 271 del Catechismo della Chiesa Cattolica «è il sacrificio stesso del Corpo del Signore Gesù, che egli istituì per perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della Croce, affidando così alla sua Chiesa il memoriale della sua Morte e Resurrezione».
Con l’Eucarestia entriamo in comunione con l’amore di Dio, attraverso il Figlio che si è donato per noi. Tutto ciò significa accogliere la proposta del Signore che ci invita a unirci al suo vivere totalmente per il Padre, accettando anche qualsiasi tipo di sofferenza. Significa, viceversa, unire tutta la nostra vita, con le sue gioie e i suoi dolori, alla vita di Cristo, che si rende per noi presente e attuale.
L’Eucarestia è il culmine di tutta la vita Cristiana: non ci può essere niente di più importante del dono e della Presenza di Gesù in mezzo a noi. È anche fonte della vita cristiana, perché è nella presenza del Signore che la Chiesa vive ed esercita la sua missione. È Gesù stesso che, inoltre, ha chiesto di perpetuare questo Sacrificio e Sacramento in memoria di lui, e facendolo attualizziamo la sua presenza e la sua volontà.
L’Eucarestia è il dono che il Signore ci ha fatto per sempre: è il segno più grande che ci ha lasciato, perché ci ha consegnato se stesso sotto le apparenze del Pane e del Vino consacrati. Se duemila anni fa Gesù consegnò la sua vita in mano agli uomini, fino a lasciarsi uccidere, ancora oggi si consegna nelle nostre mani, per entrare nella nostra vita ed insegnarci finalmente ad amare come lui.
Per questo i primi martiri dicevano «senza l’Eucarestia non possiamo vivere» e sin dai primi secoli i cristiani l’hanno custodita in tabernacoli per poterla distribuire ai malati, in particolare nel momento della loro morte. Ecco che, a partire da questo fatto, la Chiesa ha iniziato ad adorare la presenza reale di Cristiano nei tabernacoli e, successivamente, nelle esposizioni e processioni eucaristiche.
Solo nella contemplazione del mistero del dono e sacrificio d’amore di Gesù possiamo realmente comprendere qual è la portata del nostro amore per gli altri. Il dono di Gesù non è stato solo per i pochi apostoli e discepoli che lo avevano ascoltato e seguito, ma per ogni uomo, anche per noi che viviamo oggi. Sebbene non abbiamo ascoltato le sue parole direttamente, possiamo ascoltarle attraverso una testimonianza che dura da duemila anni, di persone che continuano a seguirlo come allora, a trovare motivi per credere in lui e a sentirlo vicino.
L’Eucarestia, dunque, spinge alla testimonianza e alla missione: a non tenere solo per noi stessi il dono di ciò che abbiamo ricevuto, ma a comunicare la bellezza di questo mistero a tutti, con il sorriso e in libertà. Viviamo nella gioia che Dio si è fatto uomo ed è venuto a salvarci: per questo ogni Messa dovrebbe essere vissuta con questo desiderio e partecipazione. L’Eucarestia è ciò che dà senso alla vita terrena e che ci immette già nella vita eterna.
Le preghiere del mese
E'
inconcepibile
E'
inconcepibile, è straordinario,
quel tuo stare lì
in silenzio nel tabernacolo.
Vengo in chiesa la mattina
e
lì ti trovo.
Corro in chiesa quando t'amo
e lì ti trovo.
Ci passo per caso o per abitudine o per rispetto e lì ti trovo.
Ed ogni volta mi dici una parola,
mi rettifichi un sentimento,
vai componendo in realtà con note diverse un unico canto,
che il mio cuore sa a memoria
e mi ripete una parola sola:
eterno amore.
Quel tuo silenzio in cui il chiasso della nostra vita si smorza,
quel palpito silenzioso
che ogni lacrima assorbe;
quel silenzio...
quel silenzio in cui ogni voce
si
ritrova incanalata,
ogni prece si risente trasformata;
quella tua presenza arcana...
Lì è la vita, lì è l'attesa;
lì il nostro piccolo cuore riposa,
per riprendere senza posa
il suo cammino.
Chiara Lubich
Effonda
ovunque il tuo profumo
Gesù, aiutami a diffondere
ovunque il tuo profumo,
ovunque io passi.
Inonda la mia anima
del tuo Spirito e della tua vita.
Invadimi completamente
e fatti maestro
di tutto il mio essere
perché la mia vita
sia un'emanazione della tua.
Rimani in me. Allora risplenderò del tuo splendore e potrò fare da luce per gli
altri.
Ma questa luce
avrà la sua sorgente
unicamente in te, Gesù,
e non ne verrà da me
neppure il più piccolo raggio:
sarai tu a illuminare gli altri
servendoti di me.
John Henry Newman
Sto
qui
Signore Gesù,
amore dell'anima mia,
sto qui davanti a te
per la confidenza che mi dai,
per l'amore che ti voglio.
Sono qui, anfora di lacrime
per i bambini violati,
per i grandi occhi
e i larghi ventri dei denutriti;
cesto di dolore per le donne
private dei figli, per i padri
umiliati dalla disoccupazione,
per i giovani
traditi nelle loro attese.
Sto qui davanti a te,
nel silenzio vivificante,
nella speranza rassicurante.
Senza condizioni
mi abbandono al tuo amore
e aspetto l'incontro con te,
quando ti potrò vedere
faccia a faccia,
così come sei,
don Benito Rugolino
Il cielo s'è rovesciato sulla terra
No, non è rimasta fredda la terra: Tu sei rimasto con noi!
Che sarebbe del nostro vivere se i tabernacoli non ti portassero?
Tu hai sposato una volta l'umanità e le sei rimasto fedele.
Ti adoriamo, Signore, in tutti i tabernacoli del mondo.
Sì, essi sono con noi, per noi. Non sono lontani come le stelle che pure tu ci
hai donato.
Dovunque possiamo incontrarti: Re delle stelle e di tutto il creato!
Grazie, Signore, di questo dono smisurato.
Il Cielo s'è rovesciato sulla terra. Il cielo stellato è piccolo.
La terra è grande, perché essa è trapunta dovunque dall'Eucaristia:
Dio con noi, Dio fra noi,
Dio per noi.
Cosa
dice la Chiesa
EUCARESTA
E COMUNITÀ
Se vuoi
comprendere il corpo di Cristo, ascolta l`Apostolo che dice ai fedeli: Voi
però siete il corpo di Cristo, le sue membra (1Cor 12,27). Se voi
dunque siete il corpo di Cristo e le sue membra, sulla mensa del Signore viene posto
il vostro sacro mistero: il vostro sacro mistero voi ricevete. A ciò, che voi
siete, voi rispondete Amen, e rispondendo lo sottoscrivete. Odi infatti: «Il
corpo di Cristo», e rispondi: «Amen». Sii (veramente) corpo di Cristo, perché
l`«Amen» sia vero! Perché dunque nel pane? Qui non portiamo idee nostre, ma
udiamo lo stesso Apostolo che, parlando di questo sacramento, dice: Un solo
pane noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo (1Cor 10,17).
Comprendete e godete, unità, verità, pietà, carità. «Un solo pane»: chi è
quest`unico pane? «Pur molti... un solo corpo»: riflettete che il pane non si
fa con un grano solo, ma con molti. Quando riceveste l`esorcismo battesimale,
veniste come macinati. Quando foste battezzati, veniste come intrisi. Quando
riceveste il fuoco dello Spirito Santo, veniste come cotti. Siate quello che
vedete e ricevete quello che voi siete! Questo ha detto l`Apostolo parlando del
pane.
Ma anche ciò che dobbiamo intendere del
calice, pur senza dirlo, lo ha mostrato chiaramente. Come infatti per ottenere
le specie visibili del pane molti grani di frumento vengono uniti a formare una
cosa sola - affinché in tal modo si avveri ciò che la Scrittura dice dei
fedeli: Era in loro un’anima sola e un cuor solo in Dio (At 4,32)
- così avviene del vino. Fratelli, riflettete da dove si fa il vino. Sono molti
gli acini che pendono dal grappolo, ma il succo degli acini confluisce in
unità. In questo modo il Signore Cristo ha contrassegnato noi, ha voluto che a
lui noi appartenessimo, ha consacrato sulla sua mensa il sacro mistero della
nostra pace e della nostra unità.
Agostino, Discorsi, 272
Approfondimenti biblici
L’APOCALISSE E LE LETTERE ALLE SETTE CHIESE
Il discernimento comunitario
può essere illuminato dalle lettere inviate alle sette chiese dell’Asia Minore
nei capitoli 2 e 3 del libro dell’Apo-calisse.
Le comunità a cui Gv
indirizza le lettere vivono tre diverse difficoltà:
1) La presenza nel loro
interno di concezioni incompatibili con
la tradizione cristiana, presentate con frasi e allusioni che ci restano in
gran parte sconosciute. A volte ci sono alcuni che si spacciano come apostoli
(2,3), o che professano la dottrina di Balaam (2,14); oppure una donna che dice
di essere profetessa (2,20). Ma non è importante sapere in che cosa di preciso
consistessero queste eresie, ma che la loro individuazione e la loro denuncia è
fatta sulla base di un confronto con la vera tradizione della Chiesa.
2) La persecuzione da parte del mondo: si ripete quella stessa opposizione
che Cristo ha incontrato. La luce fu dapprima combattuta nella persona di Gesù,
ora continua ad esserlo nella persona dei discepoli. Giovanni individua molto
bene il motivo nascosto: il mondo riconosce solo ciò che è suo, ama le tenebre,
rifiuta tutto ciò che lo denuncia. C’è rifiuto della verità, menzogna e
violenza.
3) infine c’è la situazione
più pericolosa, che germoglia dentro la comunità stessa: la mondanizzazione, la perdita della fede primitiva, il compromesso con
la logica moderna. La comunità non ha più ‘amore di un tempo.
Alle comunità che si
ritrovano in tali situazioni, Giovanni dà tre sobri ma seri avvertimenti, che
non hanno perduto nulla della loro attualità: rimanere fedeli alla tradizione
che risale alle origini; ritornare alla fede e allo slancio di un tempo;
sostenere senza paura la prova.
Traspare la convinzione che
le comunità siano sotto la signoria di Cristo morto e risorto. La comunità cristiana
trova la propria identità confrontandosi con la sua parola. È sulla base di
questo confronto che scaturisce l’esame di coscienza. La Parola del Signore è
una spada a doppio taglio, che penetra nel profondo e mette a nudo le
contraddizioni che invece la comunità vorrebbe nascondere. È dunque una parola
di giudizio, ma è nel contempo una parola di profonda consolazione e di
promessa. Il giudizio in realtà è un vero e proprio discernimento d’amore.
w'wvw'vw'wvw'wvw'w
Veglia di Preghiera
Lettore:
Eucarestia, rendimento di grazia, pane spezzato, viatico per il nostro cammino.
Nessuna preghiera è così difficile come l'adorazione dell'Eucaristia. La natura
vi si ribella con tutte le forze.
Si preferirebbe trasportare sassi sotto il sole. La
sensibilità, la memoria, la fantasia, tutto è mortificato. Solo la fede
trionfa; e la fede è dura, è buia, è nuda. Mettersi dinanzi a ciò che ha
l'aspetto di pane e dire: «Lì c'è Cristo vivo e vero», è pura fede. Ma nulla
nutre più della pura fede; e la preghiera nella fede è vera preghiera. E
l'incontro con Dio al di là della sensibilità, al di là della fantasia, al di
là della natura.
♫ Canto d’Esposizione Eucaristica
Da una preghiera di Alfonso Maria de’ Liguori
Eccomi dunque, mio Signore e Dio, davanti a questo
altare, dove tu ti trattieni notte e giorno per me. Tu sei la fonte di ogni
bene, tu il medico di ogni male, tu il tesoro di ogni povero. Ecco oggi ai tuoi
piedi un peccatore, il più povero fra tutti, il più infermo che ti chiede
pietà: abbi compassione di me. Non voglio che mi scoraggi la mia miseria,
vedendoti in questo Sacramento disceso dal cielo in terra solo per farmi bene.
Io ti lodo, ti ringrazio, io ti amo; e se vuoi che cerchi qualche elemosina, ti
cerco questa, ascoltami: non ti voglio più offendere, e voglio che tu mi dia
luce e grazia di amarti con tutte le forze. Signore, io ti amo con tutta 1a mia
anima, ti amo con tutti miei affetti. Fa' che lo dica davvero, e lo dica sempre
in questa vita e per tutta l'eternità. Maria Santissima, Santi miei avvocati, Angeli beati tutti del Paradiso, aiutatemi
ad amare il mio Dio amabilissimo. Buon Pastore, vero pane, o Gesù, pietà di
noi, nutrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei viventi.
1L Gesù Eucaristico è Dio fra noi. Il Signore è
presente in molti modi nella Chiesa: nella sua Parola, nella preghiera della
Chiesa, nei poveri, nei malati, nei prigionieri, nei Sacramenti, ma è
soprattutto nell’Eucaristia che Gesù è con noi, presente in una maniera specialissima.
La presenza reale di Gesù nei nostri Tabernacoli è certamente un Mistero divino.
2L
L’Eucaristia è Gesù che dimora con noi nelle nostre città, a pochi passi da
casa nostra. Non è una reliquia priva di vita, ma è una Persona vivente e come
tale deve essere adorata e circondata di affetto. Gesù è presente in ogni Ostia
consacrata, non solo durante la Celebrazione liturgica, ma in modo permanente, finché sussistono le
Specie eucaristiche notte e giorno nei Tabernacoli delle nostre chiese, per
accogliere chiunque vada ad adorarlo.
Tutti. Sei
qui, Signore; ed io so che tu mi conosci e mi ascolti, e mi ami di amore infinito,
come solo un Dio può amare. E mi ami nonostante le mie manchevolezze. Mi ami
malgrado le mie infedeltà. Mi ami senza curarti delle mie passioni. Mi ami
benché sappia quanto è volubile il mio cuore, quanto inaffidabile la mia anima,
quanto instabile il mio sentimento verso di te, quanto tiepido è il mio amore.
Mi ami pur sapendo quanta poca fede alberga nel mio cuore. Mi ami perché Tu sei
l’Amore, o Signore. Dio dacci tanta
fede nell'Eucarestia!
♫ Canto
3L L’Eucarestia è e
resta la cosa più importante del mondo...La nostra religione dovrebbe
ruotare attorno a questo mistero che del resto è il sunto dei due misteri
principali della fede: l'Unità e
Trinità di Dio, l'Incarnazione e Passione di Gesù.
Guardando all'Eucarestia, adorando l'Eucarestia noi
possiamo avere vivente davanti a noi tutta la realtà umano-divina racchiusa nel
mondo. La
Trinità è presente, l'Incarnazione è visibile,
la Passione del Signore è raccontata, l'amore di Dio palpabile. Tutto è
raccolto li in quell'ostia...
4L É il
Paradiso in terra e ci vuole davvero tutta la nostra insensibilità e la nostra
mancanza di fede a dimostrare l'abbandono in cui è lasciato Gesù. Quale
inquietudine, quale durezza, quale mancanza di fede lasciare l'Eucarestia, non pensare all'Eucarestia, non vivere
l'Eucarestia.Qui sta la maggiore deficienza dei cristiani. Qui sta il punto su
cui far leva domani. Paesi assenti al mistero eucaristico, città in movimento
dove Gesù è lasciato senza fede che lo scopra, azioni di apostolato senza
Lui, preghiere senza quell'Interprete,
sofferente senza l'offerente.
5L L'Eucarestia mi riassume il Cosmo.
L'Eucarestia mi riassume la Bibbia. Tutti e tre contengono il divino e tutti sono
degni di starmi dinanzi quando prego, ma la terza è la più grande. L'Eucarestia
è la pienezza del dono, è la perla nascosta nel mistero della Scrittura, il
tesoro nel campo della parola di Dio, il segreto del Re. L'Eucarestia è Dio
fatto presenza accanto alla mia pista, pane nella mia bisaccia, amicizia vicino
al mio cuore d'uomo. L’Eucarestia è comunione per Vivere nella Trinità per
vivere d’Amore e nell’Amore.
♫ Canto
Dal
vangelo secondo Giovanni (Gv.6,32-36.48-60)
Gesù rispose: «Io sono il pane
della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più
sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Io sono il pane
della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io
sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in
eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può
costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi
dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue,
non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la
vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero
cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo
per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane
disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Adorazione silenziosa
Dal
Magistero di Giovanni Paolo II
La
Chiesa vede nell’Eucaristia il sacramento che, oltre a costituirla, dà forma
alla sua esistenza. Non è forse l’Eucaristia il segno dell’unità e il vincolo
della carità che insieme lega il corpo ecclesiale? La comunione eucaristica
diventa così la forma della comunione ecclesiale. Sottolineare ciò significa richiamare
il compito che impegna tutto il popolo di Dio ad essere “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere
umano” (LG 1). Impegna i sacerdoti a essere ministri di quella carità
pastorale che non solo scaturisce dall’Eucaristia ma trova nella celebrazione
di questa la sua più alta realizzazione. Sollecita le persone consacrate a
ritrovare nell’Eucaristia la sorgente di sempre rinnovato dono a Dio e alla sua
Chiesa. Per tutti fedeli laici impegnati nelle varie attività apostoliche
l’Eucaristia è l’alimento che sostenta l'impegno missionario e ne assicura
l’efficacia profonda. E’ l’Eucaristia che fa la Chiesa e la nutre, come un
tempo la manna nutrì il popolo dell’Antica Alleanza e gli permise di
sopravvivere durante i quarant’anni di cammino nel deserto. Durante i
quarant’anni ma non oltre. Solo l’Eucaristia consente di vincere la morte.
♫ Canto
Preghiamo insieme: Signore Gesù rendici uomini e donne di
comunione.
1L Per vivere
intensamente il tuo dono
2L Per
crescere nella fede e nella speranza
3L Per donare
a tutti la verità del Vangelo
Tutti Signore Gesù rendici uomini e donne di
comunione.
1L Per rendere
testimonianza a te che sei nostro Dio
2L Per far
germogliare l’amore nel mondo
3L Per creare
vincoli saldi e segni vivi di speranza
Tutti Signore Gesù rendici uomini e donne di
comunione.
1L Per far
vincere il male con il bene
2L Per
rispondere alla tua tenerezza per noi e per tutti
3L Per
accogliere ogni figlio di Dio e amarlo
Tutti Signore Gesù rendici uomini e donne di
comunione.
Insieme:
Credo, mio Dio, di essere
innanzi a te che mi guardi ed ascolti le mie preghiere. Gesù entri anche oggi
nella mia esistenza e mi dici con fermezza:
« Io sono il pane della vita
». Noi abbiamo bisogno di questo nutrimento, abbiamo bisogno di assimilare
questa presenza d’amore che plasma la nostra vita.
Accogli la nostra preghiera e
donaci lo Spirito di verità e di contemplazione, perché sappiamo essere ovunque
testimoni del tuo Regno, ove contempleremo il tuo volto per i secoli eterni.
Amen.
Benedizione
♫
Canto finale
Notizie della nostra
Comunità
III^ Edizione della
Rassegna
di Testimonianza Letteraria
“In
Cammino …con Gesù”
Momento di
bilanci per la rassegna, che ha visto domenica 19 novembre la cerimonia di premiazione
delle opere pervenute, nella splendida cornice della Pieve romanica di San
Martino a Vado a Strada in Casentino. Un grazie innanzitutto agli intervenuti,
in numero largamente superiore alle aspettative. Un grazie particolare agli
ospiti d’eccellenza: il nostro Vescovo Mons. Luciano Giovannetti, il cui
apprezzamento per la giornata e la sua disponibilità nelle premiazioni agli
ospiti e per la sezione straordinaria sull’Eucarestia, in pieno clima di
Congresso Eucaristico diocesano, hanno dimostrato tutto il suo affetto per la
nostra comunità; il Prof. Franco Vaccari , presidente della comunità
Rondine Cittadella della pace, il Prof. Mario Palmaro ed il Dott. Alessandro
Gnocchi, autori del libro “Contro il logorio del laicismo moderno”
che ci hanno reso disponibilità piena per tutto il pomeriggio. Significative e
intrise di emozione le loro testimonianze, in totale sintonia con il carattere
della manifestazione, a dimostrazione che, anche nel mondo della cultura, fra
gli intellettuali del nostro tempo, si sa parlare di conversione, di Maria, di
Gesù. La rassegna presenta una carrellata di preghiere e racconti di esperienze
di fede, dai bambini, ragazzi, giovani e adulti laici. Emozioni anche per le testimonianze
di alcuni dei premiati quando ci hanno ringraziato per l’iniziativa con
accalorato e sincero affetto. Da Strada, Montemignaio, Pratovecchio, Stia, Bibbiena,
Caviglia, Arezzo, San Giovanni Valdarno, Sansepolcro, Belluno, Roma, Napoli,
tutti giunti a ritirare un riconoscimento, che pur essendo del tutto simbolico,
spesso, come da loro stessi testimoniato, rappresenta un segno unico e
irripetibile, per il loro impegno alla sequela di Cristo. E’ soprattutto grazie
a queste manifestazioni e apprezzamenti che è premiato l’impegno di una piccola
realtà parrocchiale come la nostra, che lavora in silenzio e solitudine, per promuovere
nuove forme di comunicazione per la pastorale ai laici. Da segnalare anche la
testimonianza dei ragazzi della parrocchia San Giovanni Evangelista di Sansepolcro,
che sono venuti a ritirare il premio per il miglior sito internet parrocchiale.
Con loro abbiamo toccato le tematiche, ancora del tutto nuove, di quella che,
da pionieri, si può definire vera e propria “pastorale mediatica”, alla ricerca
di “contatti virtuali” per la promozione del messaggio evangelico. Inoltre si è
sottolineato come, pur nella semplicità di improvvisati web-mastrer, i siti parrocchiali
sono dei veri esempi di immediatezza comunicativa.Il pomeriggio è cominciato
con la lettura del “Credo” scritto da Thomas Merton alo scopo di richiamare il
tema di fondo di tutta la giornata, la riflessione del Santo Padre a Verona, “Rendere
visibile il grande Sì della fede”. la manifestazione è proseguita con
l’intervento del Parroco, don Roberto Bresciani, che ha rivolto il saluto da
parte della parrocchia a tutti i presenti. Momenti di contorno alla premiazione
sono stati offerti dal coro parrocchiale a cui va un ringraziamento per la
disponibilità che sempre dimostra, con l’appassionata direzione di Emiliana e
la bravura esecutiva di Elisa Rialti. Poi le emozioni si sono amplificate
quando protagonisti sono stati i bambini di Strada in Casentino che, insieme al
gruppo giovani della parrocchia, vera novità di questa edizione, si sono
esibiti in due brani facendo emozionare tutta la platea. Su decisione unanime
della giuria, per l’ambito comunione, anche in questa terza edizione, tutti i
bambini sono stati premiati con attestato personalizzato e penna ricordo con
l’epigrafe della rassegna; durante la premiazione sono state lette da Cristina
del Sere e dal Dott. Giorgio Trevisan i brani scelti dalla giuria che hanno
sorpreso e meravigliato non soltanto l’emotività dei genitori, ma anche suscitato
l’apprezzamento degli ospiti e di tutti gli intervenuti. Tutti gli ospiti e i
premiati arrivati da lontano, sono stati accolti nella Casa di Accoglienza
EMMAUS delle suore Orsoline di Somasca a Prato di Strada; un ringraziamento per
la loro disponibilità e capacità di mettere a proprio agio l’ospite, in clima
di serenità e vera accoglienza.Infine è doveroso, non di rito ma col cuore,
ringraziare le catechiste della parrocchia, le insegnanti dei plessi di Strada,
Stia, Bibbiena, Cavriglia, tutti i numerosi volontari del Circolo Parrocchiale
Giovanni Paolo II, che sempre si prestano in tutte le iniziative della
Parrocchia di Strada in Casentino, Silvano Landi, i molti amici che dedicano
parte del loro tempo e professionalità alla comunità.
Antonio FANI
Testimonianze
A Don
Roberto
A una settimana di distanza desidero di nuovo ringraziarla per la bella esperienza regalatemi dalla vostra parrocchia. E' stato bello sentirsi parte di una Chiesa che, vivendo nel proprio quotidiano, riesce a essere così aperta al mondo. Quanto abbiamo da imparare noi presuntuosi valdarnesi dalla semplicità della gente del Casentino!!!! Un saluto speciale a Don Guido e ad Antonio. Che la pace del Signore vi accompagni sempre. Con stima, Alberta Colasanti - San Giovanni Valdarno
Notizie della nostra
Comunità
Esposizione del
“Trittico per Assisi”
È stato un onore per il circolo parrocchiale aver avuto la
possibilità, per il periodo natalizio, di vedere esposte all’ingresso dei
propri locali, tre sculture in bassorilievo, opera di tre scalpellini legati
alla mostra permanente “Omaggio a Francesco”.
Ringraziamo e ci congratuliamo con gli autori:
Fabio PURI autore dell’opera “Il cammino della fede”
Roberto Vignali autore dell’opera “La gloria della fede”
(Lab. R. Colozzi)
Lorenzo e Camillo Catani autori dell’opera “Il peso della
fede” (P. Viti)
Su richiesta di Padre Vincenzo Coli (Custode della Basilica
di San Francesco ad Assisi) le tre sculture che si sono potute ammirare, verranno
donate dagli artigiani esecutori e saranno collocate permanentemente nel chiostro della basilica stessa. Padre
Vincenzo Coli, ospite del Sig. Silvano Landi, è stato di persona nel nostro
paese, alcuni mesi fa, a vedere l’ultima delle tre realizzazioni, quella di Roberto
Vignali, avendo il padre francescano stesso, scelto il tema ed il soggetto.
Ringraziamo sentitamente i promotori, Silvano LANDI “vecchio
alpino” e Giannetto Giannotti.
Il
Presidente
Ing.
Antonio FANI
Notizie della nostra
Comunità
Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II
Feste di Natale al
Circolo
Periodo intenso quello delle feste natalizie, per le
attività del circolo, che hanno riscosso un notevole apprezzamento dato
soprattutto dalla presenza e dalla risposta dei soci, ossia di tutta la comunità,
visto che i soci sono 460 circa, su 370 famiglie. Da ringraziare, come sempre,
tutti i volontari che si sono impegnati per la realizzazione delle iniziative,
sacrificando molta parte delle loro tempo libero.
Abbiamo cominciato con la Tombola di beneficenza
organizzata dai ragazzi del gruppo giovani, come esperienza di carità del
Natale. Hanno voluto condividere con tutta la comunità il loro impegno che
mensilmente attivano autotassandosi, di adozione a distanza di bambini africani.
Da ringraziare ed apprezzare la partecipazione di molti commercianti di Strada
che hanno donato i premi che sono stati messi in lizza per la tombola. Sono
stati raccolti ben €. 545,50 che sono stati inviati tramite bollettino esposto
al circolo parrocchiale. Grazie ad Elena, Imma Sara e a tutti i ragazzi del
gruppo giovani.
Bellissima giornata in allegria anche quella di Santo
Stefano, con la tombola pro lavori di ristrutturazione per la realizzazione
della cucina del circolo, il torneo di briscola ed il torneo di tiro al
panforte, che ha emozionato soprattutto i bambini ed appassionati i giovani che
non ne avevano mai visti.
Gran cenone dell’ultimo dell’anno con possibilità a
tutte le famiglie di poter trascorrere momenti in allegria senza preoccupazione
per i bambini ed i ragazzi che hanno avuto due feste a parte nel bar e nella sala
al piano primo. In questa occasione abbiamo inaugurato la cucina (regolarmente
autorizzata dalla ASL) e dell’attività di somministrazione di alimenti, che il
circolo e la parrocchia utilizzeranno saltuariamente in occasione di momenti di
incontro per i soci, ossia la comunità parrocchiale stessa. Ringraziamo in
particolar modo Giorgio Paggetti e Antonio Zampella che hanno lavorato per
oltre un mese incessantemente alla realizzazione delle varie opere fatte in economia.
Un grazie a tutti i volontari, che hanno sacrificato
la festa di fine anno per un servizio alla comunità, offrendo un luogo di
incontro libero e a prezzo accessibile a tutti, come opportunità per molti che
sarebbero rimasti sicuramente a casa. Un grazie a molti amici, che pur non
visivamente, ci aiutano costantemente. Un grazie anche per le diverse donazioni
che, rimando anonime per rispettare la volontà dei benefattori, ci giungono con
non poca emozione da parte nostra nel riceverle.
Infine festa dell’Epifania al circolo, su richiesta
della ProLoco di Strada in Casentino. Un grazie al direttivo di questa associazione
con la quale la parrocchia ha organizzato in passato numerose manifestazioni e
collaborazioni. Un grazie per l’attrezzatura che ci è stata prestata per il
cenone di capodanno. Dopo la benedizione in Chiesa dei bambini, e la tappa alla
Casa di riposo comunale, tutti insieme nella sala ex cinema per ricevere la
calza, offerta dalla ProLoco a tutti i bambini del paese.
E poi, gonfiabile e tombola.
Notizie
dal Casentino
Rubrica VIVERE IN
CASENTINO
A cura del direttore Silvia PECORINI
L’ORATORIO DI SANTA MARIA DELLE CALLE
A circa due chilometri da Montemignaio, nella strada
che dal Castello porta alla Consuma si trova, sulla destra, immerso nel verde
dei boschi e dolcemente cullato dal
torrente Fiona, l’oratorio di “Santa Maria delle Calle”.
Ogni pellegrino che desideri poter passare qualche ora
o perfino un solo istante nella quiete, e sprofondar in un paesaggio che trasmette
serenità e gioia è invitato a soffermarsi e a lasciarsi trasportare
dall’istinto, sarà la magia di questo luogo a guidarlo attraverso i meandri della fede. Una volta giunti di fronte a cotanta bellezza
e semplicità alzando lo sguardo si potrà vedere scolpite, sulla facciata della
Chiesa, queste parole, nate da un animo umile:
“Qui con dimessa
fronte
o passegger ti arresta
qui d’ogni grazia è il fonte
d’Iddio la madre è questa
guardala, piangi e prega
che Ella ai suoi devoti
grazie e favor non nega “.
La costruzione dell’Oratorio risale al 1425/1450, come
racconta la leggenda, un certo Domenico Quarati, descritto come uomo pio e
devoto, per celebrare l’anno del
Giubileo indetto per il 1425,da Montemignaio si diresse a Roma “per
mirar la sembianza di colui ch’ancor lassù
nel ciel vedere spera”. Si narra che il nostro pellegrino abbia portato
con sé da Roma l’immagine della Vergine col Bambin Gesù e nel suo lungo viaggio
di ritorno si sia fermato per la stanchezza alla Calle. Svegliatosi nella notte
corse via frettolosamente e finalmente tornato nella sua casa volle
mostrare a tutti il quadro della
Madonna, ma si accorse di averlo dimenticato laddove si era
addormentato.
Una volta recuperato il dipinto accadde un fatto
misterioso: la sua scomparsa e il suo ritrovamento alle Calle. Colpito da
questo miracolo Domenico donò la sacra immagine alle Calle dove fu eretta una chiesa che divenne patrimonio della Curia Fiesolana.
Se questa storia sia
realtà o frutto della fantasia di un popolo desideroso di costruire una
leggenda intorno ad un luogo simbolo della Cristianità, non è possibile
stabilirlo con certezza, e non saremo certo noi a demolire questa tradizione.
Le cronache del tempo fanno risalire al 1728 l’arrivo di un personaggio,
alquanto particolare, che si presentò con il nome di Fra Michele Kalbermarter,
eremita dell’ordine di Sant’Agostino. Il misterioso viaggiatore soltanto nel momento
della morte rivelò la sua vera identità: si trattava del Conte Cesare Solaro di
Villanova, esponente di una delle casate più imponenti dello stato sabaudo,
aveva sposato la Baronessa Teresa Rapetti, da cui ebbe tre figli. Il motivo che lo spinse ad abbracciare l’abito
dell’eremita è a noi ignoto, forse
spinto da una forte vocazione o forse per liberarsi di una donna dal carattere
molto incostante, ma le nostre sono solo congetture. Il conte una volta
ordinato frate a Roma partì alla ricerca di un “angolo di mondo” dove poter esprimere tutto il suo
amore ad un Dio per il quale non esitò
ad abbandonare famiglia e ogni sorta di
ricchezze. Il frate visitò Todi, la casa di Loreto ed infine giunse alle Calle,
ed è proprio in questo angolo di paradiso che Fra Michele stabilì la sua dimora dedicandosi alla vita religiosa e al
restauro della Chiesa, in questo periodo di splendore fu anche eretto un
piccolo campanile.
Il frate è oggi sepolto presso l’altare in una
fossa scavata da lui stesso. L’unico
figlio rimasto in vita del Conte, visitato l’oratorio dove suo padre
trascorse metà della sua vita, fece costruire un busto di marmo e una lapide
contenente un’iscrizione per rendere omaggio all’animo nobile dell’eremita. Quello che vi ho appena
raccontato, cari lettori, è la storia di un piccolo romitorio nascosto alla
gente, lontano dai rumori del mondo che merita di essere visitato per poter
ammirare lo straordinario connubio tra le sobrie forme dell’uomo e la purezza
della natura.
Approfondimenti
IL SACERDOTE: figura e ruolo
Del sacerdote si dice
anzitutto che è “preso di tra gli uomini”. Non dunque un essere sradicato
o calato dal cielo, ma un essere umano che ha alle spalle una famiglia e una
storia come tutti gli altri. “Preso di tra gli uomini” significa anche che il
sacerdote è fatto della stessa pasta di ogni altra creatura umana: con i
desideri, gli affetti, le lotte, le esitazioni, le debolezze di tutti. La
Scrittura vede in questo un vantaggio per gli altri uomini, non un motivo di
scandalo. In tal modo egli sarà infatti più preparato ad avere compassione, essendo
rivestito anche lui di debolezza. Preso di tra gli uomini, il sacerdote è poi “costituito
per gli uomini”, cioè ridonato ad essi, posto a loro servizio. Un servizio
che tocca la dimensione più profonda dell’uomo, il suo destino eterno. San
Paolo riassume il ministero sacerdotale con una frase: “Ognuno ci consideri
come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio” (1 Cor 4,1).
Questo non significa che il
sacerdote si disinteressa dei bisogni anche umani della gente, ma che anche di
questi si occupa con uno spirito diverso da quello dei sociologi e dei politici.
Spesso la parrocchia è il più forte punto di aggregazione, anche sociale, nella
vita di un paese o di un quartiere. Questa che abbiamo tracciato è una visione
in positivo della figura del sacerdote. Non sempre, sappiamo, è così.
Ogni tanto le cronache ci
ricordano che c’è anche un’altra realtà, fatta di debolezza e infedeltà…Di essa
la Chiesa non può fare altro che chiedere perdono. C’è però una verità che va
ricordata a parziale consolazione della gente. Come uomo, il sacerdote può
sbagliare, ma i gesti che compie come sacerdote, all’altare o in confessionale,
non risultano per questo invalidi o inefficaci. Il popolo non è privato della
grazia di Dio a causa dell’indegnità del sacerdote. È Cristo infatti che
battezza, celebra, perdona; lui è solo lo strumento. Mi piace ricordare, a
questo proposito, le parole che pronuncia prima di morire il “Curato di
campagna” di Bernanos: “Tutto è grazia”. Anche la miseria del suo alcolismo gli
appare grazia, perché lo ha reso più misericordioso verso la gente. A Dio non
preme tanto che i suoi rappresentanti in terra siano perfetti, quanto che siano
misericordiosi.
padre Raniero Cantalamessa,
OFM Cap
Approfondimenti
La
parola di Papa Benedetto XVI
«La persona umana, cuore della pace»: questo
il titolo scelto da Papa Benedetto XVI per la Giornata della Pace che si è
celebrata il primo gennaio. Molti i temi toccati nel Messaggio per la Pace
2007.
SCEMPIO
DELLA VITA UMANA - Benedetto XVI torna a denunciare con forza «lo
scempio» che si fa della vita umana «nella nostra società: accanto alle vittime
dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate forme di violenza, ci sono
le morti silenziose provocate dalla fame, dall'aborto, dalla sperimentazione
sugli embrioni e dall'eutanasia». «Come non vedere in tutto questo - si chiede
il Papa - un attentato alla pace? L'aborto e la sperimentazione sugli embrioni
costituiscono la diretta negazione dell'atteggiamento di accoglienza verso
l'altro che è indispensabile per instaurare durevoli rapporti di pace». «Il
rispetto del diritto alla vita in ogni sua fase stabilisce un punto fermo di
decisiva importanza: la vita è un dono di cui il soggetto non ha la completa
disponibilità Il diritto alla vita e alla libera espressione della propria fede
in Dio non è in potere dell'uomo. La pace ha bisogno che si stabilisca un
chiaro confine tra ciò che è disponibile e ciò che non lo è: saranno così
evitate intromissioni inaccettabili in quel patrimonio di valori che è proprio
dell'uomo in quanto tale».
CORSA AL
NUCLEARE -Benedetto XVI ha espresso anche la sua grande inquietudine
per la nuova corsa agli armamenti nucleari messa in atto da alcuni Paesi.
«Altro elemento che suscita grande inquietudine - si legge nel testo - è la
volontà, manifestata di recente da alcuni Stati, di dotarsi di armi nucleari.
Ne è risultato ulteriormente accentuato il diffuso clima di incertezza e di
paura per una possibile catastrofe atomica». «Ciò riporta gli animi - afferma
il Papa - indietro nel tempo, alle ansie logoranti del periodo della cosiddetta
guerra fredda». «Purtroppo ombre minacciose continuano ad addensarsi
all'orizzonte dell'umanitá. La via per assicurare un futuro di pace per tutti è
rappresentata non solo dagli accordi internazionali per la non proliferazione
delle armi nucleari, ma anche dall'impegno di perseguire con determinazione la
loro diminuzione e il loro definitivo smantellamento». Su questo fronte, si
afferma, «è in gioco il destino dell'intera umanità».
LIBERTA'
RELIGIOSA - Fondamentale per Bendetto XVI anche il diritto alla libertà
religiosa e al dialogo. «In alcuni Stati i cristiani vengono perseguitati, e anche di
recente si sono dovuti registrare tragici episodi di efferata violenza». Il
Pontefice, però, oltre a puntare l'indice contro quei regimi «che impongono a
tutti una unica religione» non esita a criticare anche quei «regimi
indifferenti» che «alimentano» un «sistematico dileggio culturale nei confronti
delle credenze religiose». Il Papa denuncia le «difficoltà» che incontrano i
credenti - cristiani e non cristiani - «nel professare pubblicamente e
liberamente» le proprie «convinzioni religiose». «Per quanto riguarda poi la
libera espressione della propria fede, un altro preoccupante sintomo di
mancanza di pace nel mondo è rappresentato dalle difficoltà che tanto i
cristiani quanto i seguaci di altre religioni incontrano» si legge nel
Messaggio per la pace.
In ogni caso, è l'amara constatazione del pontefice, è che «non viene
rispettato un diritto umano fondamentale, con gravi ripercussioni sulla
convivenza pacifica. Ciò non può che promuovere una mentalità e una cultura
negative per la pace».
PACE SOLO
DA DIALOGO - «Un'autentica pace si ottiene grazie al dialogo tra i
credenti delle diverse religioni e tra i credenti e gli stessi non credenti».
Il Papa rilancia l’importanza e la necessità del dialogo interreligioso per
costruire nel mondo intero una pace solida. Benedetto XVI sottolinea come «le norme
del diritto naturale non vanno considerate come direttive che si impongono
dall’esterno, quasi coartando la libertà dell’uomo. Al contrario - scandisce il
Papa nel testo - esse vanno accolte come una chiamata a realizzare fedelmente
l’universale progetto divino iscritto nella natura dell’essere umano». In tal
senso, «il riconoscimento e il rispetto della legge naturale costituiscono
anche oggi la grande base per il dialogo» fra le diverse fedi. «E’ questo un
grande punto di incontro e, quindi, un fondamentale presupposto per una
autentica pace».
DISTRUZIONE
DELL'AMBIENTE GENERA CONFLITTI E GUERRE - Il Pontefice ha anche
richiamato temi ecologici: «l'esperienza dimostra che ogni atteggiamento
irrispettoso verso l'ambiente e reca danni alla convivenza umana». In questo
contesto Benedetto XVI propone la definizione di «ecologia della pace». C'è un
nesso particolarmente stretto, afferma il Papa, fra l'ecologia e l'altro problema
«ogni giorno più grave dei rifornimenti energetici». «In questi anni - si legge
nel messaggio - nuove nazioni sono entrate con slancio nella produzione industriale,
incrementando i bisogni energetici. Ciò sta provocando una nuova corsa alle
risorse disponibili che non ha confronto con situazioni precedenti». Allo
stesso tempo ci sono nazioni completamente tagliate fuori da questa corsa e
dallo sviluppo. «La distruzione dell'ambiente - osserva Benedetto XVI - un suo
uso improprio o egoistico e l'accaparramento violento delle risorse della terra
generano lacerazioni, conflitti e guerre, proprio perchè sono frutto di un
concetto disumano di sviluppo». «Uno sviluppo infatti - prosegue il messaggio -
che si limitasse all'aspetto tecnico-economico, trascurando la dimensione
morale religiosa, non sarebbe uno sviluppo umano integrale e finirebbe, in
quanto unilaterale, per incentivare le capacitá distruttive dell'uomo».
GRIDO DI
DOLORE PER VITTIME PEDOFILI E DONNE SFRUTTATE - Benedetto XVI ha anche
lanciato un «grido di dolore» per i bambini vittime della pedofilia. «Il loro
futuro - denuncia il Papa nel Messaggio per la Giornata della Pace - è
compromesso dallo sfruttamento e dalla cattiveria di adulti senza scrupoli». Il
tema è affrontato nelle prime righe del testo, quando il Papa rende omaggio «ai
bambini, che con la loro innocenza arricchiscono l'umanità di bontà e di speranza
e, con il loro dolore, ci stimolano a farci tutti operatori di giustizia e di
pace». «Proprio pensando ai bambini - spiega - ho voluto il tema “Persona umana,
cuore della pace”. Sono infatti convinto che rispettando la persona si promuove
la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo
integrale. È così che si prepara un futuro sereno per le nuove generazioni».
Nel documento, il Pontefice lamenta anche «la non sufficiente considerazione per
la condizione femminile» che nel mondo di oggi, scrive, «introduce fattori di
instabilità nell'assetto sociale». «Penso - elenca Papa Ratzinger - allo sfruttamento
di donne trattate come oggetti e alle tante forme di mancanza di rispetto per
la loro dignità; penso anche, in contesto diverso, alle visioni antropologiche
persistenti in alcune culture, che riservano alla donna una collocazione ancora
fortemente sottomessa all'arbitrio dell'uomo, con conseguenze lesive per la sua
dignità di persona e per l'esercizio delle stesse libertà fondamentali».
Rivolgendosi ai responsabili delle Nazioni il Messaggio avverte che «non ci si
può illudere che la pace sia assicurata finchè non siano superate anche queste
forme di discriminazione, che ledono la dignità personale, inscritta dal
Creatore in ogni essere umano».
Approfondimenti
Allarme dal
Vaticano: «Vogliono sradicare la famiglia»
L'Osservatore Romano: «Con l'annuncio
dell'impegno del governo a produrre un disegno di legge sulle unioni civili si
è ribadito nuovamente il carattere ipocrita di queste iniziative che mirano
esclusivamente ad accreditare una forma alternativa di famiglia. Si continua a
dire che a gennaio si parlerà di “diritti individuali” e che la famiglia rimarrà
una sola, quella tradizionale, che nessuno vuole mettere in pericolo. Si tratta
di menzogne»
Si continua a dire che a gennaio si parlerà di
“diritti individuali” e che la famiglia rimarrà una sola, quella tradizionale,
che nessuno vuole mettere in pericolo. Si tratta di menzogne». «Quali che siano
le norme da inserire in quel disegno di legge – si legge ancora nel giornale
vaticano – è chiaro che il tutto andrà fatalmente a costituire una legislazione
parallela a quella del diritto di famiglia, il quale diventerebbe, come lo
stesso matrimonio, un istituto relativo. Chi difende le coppie di fatto,
eterosessuali od omosessuali, spesso afferma anche che riconoscere queste
unioni non arreca alcun danno alla famiglia». «Anche questa – continua
L’Osservatore Romano – è una, non sappiamo quanto inconsapevole, menzogna. La
famiglia eterosessuale, fondata sul matrimonio, diventa inesorabilmente un
fenomeno relativo: uno dei diversi fenomeni sociali, una delle diverse forme di
accoppiamento. Il passo verso la completa equiparazioni dei diritti tra coppie
di fatto e coppie sposate – ammonisce ancora il quotidiano del Vaticano – è
brevissimo. Avrebbe fra l’altro qualche chance di essere resa obbligatoria dalla
stessa Costituzione. Di doveri all’interno delle coppie di fatto, poi, si parla
ben poco. Si vuole dare un riconoscimento pubblico ad uno stato del tutto
temporaneo e immediatamente revocabile in forma privata». Come si vede, una
bocciatura senza appello del progetto, al momento solo annunciato, della maggioranza.
Il discrimine, secondo le gerarchie vaticane, sta proprio nel riconoscimento di
diritti alle coppie di fatto, etero e gay, in quanto coppie e in quanto unioni.
Mentre, come aveva ben spiegato il cardinale Camillo Ruini, la Chiesa non
sarebbe pregiudizialmente contraria a nuove norme riguardanti il diritto
individuale, dei singoli, anche se tese a risolvere alcuni dei problemi
denunciati dai conviventi di fatto.
Tratto da un
articolo di Andrea Tornielli
Varie
Statistica
NATI
(Nome, data nascita)
ALOIGI DENISE 13/09; BAMBAGINI MIRKO 11/04;
COLOZZI FRANCESCO 25/08; MARTINI JACOPO 10/01
MONDANELLI IRENE 30/05; SERRAI CRISTIAN 06/03
TAPINASSI FILIPPO 18/04; TARANI FRANCESCO 25/07
COMUNIONI 11 giugno 2006
BAGNOLI SARA, BUCARELLI ANNA, CANDIA MARCO, CENNI SOFIA, CICCONE
VERONICA, DANESI LORENZO, DANESI RAFFAELLA, MATTONI DEBORA, PAGGETTI CHIARA E
FRANCESCA, TARANI SIMONE, TOZZI FEDERICA, VERLATO GIULIO, BALDINI FIAMMA.
CRESIME
BABAZZI NICCOLO’, BUCARELLI DANIELE, CORSETTI MARILU’, NIBI FEDERICA,
PAGGETTI ELEONORA, TRIBOLINI LORENZO, GIUDOTTI NADIA, PEDROSO-RODRIGUEZ
NORVELIS.
MATRIMONI
NESSUNO (due si sono sposati fuori parrocchia)
DEFUNTI
(Nome, data morte)
TAPINASSI OLGA ALBA 12/04/06; FERRETTI ELENA 22/04/06
BENUCCI OLGA 09/05/06; TINTI
MARINETTA 05/06/06
MUNICCHI LUIGI 13/06/06; PIANTINI
FERNANDO 22/06/06
RIALTI BRUNO 28/06/06; PIANTINI
CAROLA 16/09/06
MILLI BRUNO 14/10/06; CECCARELLI
SILVANO 12/12/06
CAPUCCI FRANCESCO 22/12/06; FERRINI MARINO 23/12/06
POPOLAZIONE DELLA
PARROCCHIA
FAMIGLIE n° 373
ABITANTI n° 999
CONIUGATI n° 480
VEDOVE n° 105 VEDOVI n° 11
NUBILI n° 200 CELIBI n°231
Varie
LA
MESSA SI FA MISSIONE
Ad un giovane medico indiano, induista e profondamente
religioso, venne offerta una borsa di studio per l'università di Roma: avrebbe
potuto specializzarsi in chirurgia. Nella sua città non c'era nessun chirurgo.
Egli ne fu felicissimo, evidentemente per la specializzazione, ma anche per un
motivo religioso: avrebbe incontrato persone di altre religioni e avrebbe
potuto pregare con loro. E' una nota culturale ed eclettica comune agli Indù.
Per loro tutte le religioni sono ugualmente valide e tutte, per vie diverse, portano
allo stesso fine. Nessuna religione può pretendere di essere l'unica vera e di
conseguenza non ha senso convertirsi da una all'altra. La pensava così anche
Gandhi, che ammirava Cristo e fece proprio il discorso della montagna, ma non
pensò mai di divenire cristiano e condannò l'opera dei missionari cattolici. Si
legge in un libro indù: "Il cristiano non deve diventare un indù, né un
buddista. Un indù, o un buddista, non deve diventare un cristiano. Ognuno deve
assimilare lo spirito altrui e conservare nel tempo stesso la propria individualità"
(Vivekananda).
Durante il viaggio il nostro medico entrò nelle
moschee e pregò con i musulmani. Incontrò gli ebrei e volle pregare con loro
nelle sinagoghe. A Roma, si riprometteva di pregare anche con i cristiani. Non
conosceva nulla del cristianesimo. Aveva intuito solo che i cristiani a volte
si radunano in edifici particolarmente belli, per pregare insieme. Fu così che
una domenica si unì alla folla che entrava in S. Andrea della Valle. Era per la
Messa, ma lui non la conosceva: era unicamente animato da una grande attenzione
per poter pregare con i cristiani. Ad un certo momento vide tutti frugare nelle
tasche e offrire del denaro, mentre una processione si mosse dal fondo della
chiesa: venivano portati dei pani e dei vasi, che il sacerdote accolse ed elevò
sull'altare con somma dignità. Pensò: "Si vede che i cristiani, quando
pregano, donano qualche cosa". Non aveva portato nulla con sé. Si sentì
indotto a supplire con una preghiera: "Signore, lavorerò per i
poveri".
Ora diventato chirurgo, è nella sua città natale,
Madras, ed è il primario dell'ospedale. E' famoso per questo: non si concede
tempo libero, e dopo il normale turno quotidiano si attarda ancora nel suo
studio per ricevere i poveri, e li riceve gratuitamente! Lo Spirito Santo aveva
trovato la via aperta per comunicarsi a lui e ispirargli il dono di sé.
Padre Giovanni Dutto, Eucarestia, cuore
della missione
Per finire…
QUANDO
Quando,
nel momento della prova, la tua anima è triste e dubbiosa,
invocami:
Io sono colui che ti consola.
Quando ti senti mancare, a causa delle difficoltà della vita,
e
senti che non ce la fai più, chiamami: Io sono la forza.
Quando sei stanco e affaticato, e non riesci a trovare conforto,
vieni
a cercarmi: Io sono il rifugio.
Quando perdi la serenità e senti che i tuoi nervi non reggono più,
invocami:
Io sono la pazienza.
Quando sei sconvolto dai fatti della vita e sei affranto dal dolore
causato
dalle prove, grida a me: Io sono il balsamo.
Quando ti sorgerà il dubbio che non ci sia più nessuno di cui potersi fidare,
vieni a me: Io sono la verità.
Quando, ad una ad una, saranno distrutte tutte le tue aspettative
e
la disperazione prenderà il sopravvento, cercami: Io sono la speranza.
Quando la cattiveria e l'arroganza del cuore umano ti prostreranno a terra
e
ti umilieranno, chiamami: Io sono il perdono.
Quando il dubbio ti assalirà fino a farti rimettere tutto in discussione,
fidati
di me: Io sono la fede.
E quando alla fine vorrai sapere chi sono, chiedilo al fiume che scorre,
all'usignolo che canta, alle stelle che scintillano: Io sono la vita.
Io sono colui che ha creato te e tutte le cose.
Io sono colui che ti ama di un amore infinito ed eterno.
Io sono il tuo Signore e tuo Dio.
Rubens Costa Romanelli