Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino – Diocesi di Fiesole

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Bimestrale di Formazione ed Informazione

della Comunità di Strada in Casentino

 

 

 

 

 

 


 

 

Anno IV - N. 24  Maggio - Giugno 2007



Credo nello Spirito Santo

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                         pag. 3   Spirito Santo: mistero operante

  in mezzo a noi

q       Spiritualità                                       pag. 4    La Pentecoste

q       Le preghiere del mese                    pag. 6    Preghiere

q       Cosa dice la Chiesa                        pag. 8    La vita nuova nello Spirito

q       I testimoni                                       pag. 9    L’audacia di un’utopia che cambia

             la storia

q       Lectio divina                                   pag. 11   Chiedete lo Spirito Santo

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 12  Con Maria in attesa dello Spirito

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 16   Circolo Parrocchiale

pag. 17   Forse avevamo visto giusto…

 

q       Notizie da Casentino                      pag. 18   Rubrica

q       Dal vaticano                                    pag. 19   Aborto

pag. 20   Cambiamenti climatici

 

q       Approfondimenti                             pag. 21   Battaglia di Lepanto

pag. 22   La bandiera d’Europa con Maria

 

q       Umorismo                                        pag. 26   Per ridere un po’…

q       Varie                                                         pag. 27   Il fiume e il deserto

q       Per finire…                                    pag. 28   I magnifici sette

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 


 



Editoriale

 

 

 

Spirito Santo: “mistero” operante in mezzo a noi

 

 

Tra le Persone della SS. Trinità, lo Spirito Santo è la persona meno familiare, meno conosciuta e più misteriosa; tuttavia, nel tempo della Chiesa, è la più operativa.

È la persona più misteriosa perché non abbiamo in terra, analogie come per le altre Persone divine. Del PADRE abbiamo l’analogia del padre terreno: del FIGLIO GESU’ abbiamo un’infinità di rappresentazioni artistiche. Dello SPIRITO SANTO invece, anche la Bibbia, si accontenta di simboli: il fuoco, il vento,l’acqua, la colomba ecc.

Lo Spirito Santo è stato il dono del Risorto agli Apostoli a Pentecoste. È solo tramite la sua grazia che gli uomini possono conoscere l’amore di Dio Padre e Gesù suo figlio. La sua presenza è già in essere al momento della creazione. Ha operato nelle persone scelte da Dio nell’arco della storia della salvezza (profeti, condottieri, re…), ma è soprattutto operante nel Mistero dell’INCARNAZIONE e nel tempo della Chiesa quando la presenza fisica di Cristo viene tolta ai suoi seguaci.

Lo SPIRITO agisce nel cuore dell’uomo operando un cambiamento radicale, interiore, affinché si instauri il regno di Dio.

È Spirito di Verità, di consolazione, di fortezza, di sapienza. È Colui che porta nell’umano la novità di Dio.

 

Il vostro parroco, don Roberto


Spiritualità

Antonella Fani

LA PENTECOSTE

 

 


«Nessuno può dire che Gesù è il Signore se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1 Cor 12,3). Con questa citazione inizia la sezione sullo Spirito Santo del Catechismo della Chiesa Cattolica e ci vuole ricordare che se crediamo nel Signore Gesù non è per merito nostro, ma per opera dello Spirito.

Lo Spirito, terza Persona della Trinità, è forse la persona che ci è meno familiare rispetto al Padre e al Figlio, ma è solo tramite la sua grazia che possiamo conoscere l’amore di Dio Padre e Gesù, suo Figlio. Lo Spirito ha operato con il Padre e il Figlio sin dall’inizio della storia del mondo e della salvezza; con l’Incarnazione del Figlio si è rivelato pienamente nella dinamica di relazione tra Gesù e il Padre.

Lo Spirito è stato il dono del Risorto agli apostoli nel giorno di Pentecoste che, cercando probabilmente di nascondersi per paura di essere scoperti da romani e giudei, si trovavano insieme forse nel luogo dove avevano condiviso l’ultima cena con Gesù. È in quel momento di incertezza e paura accade qualcosa che cambia tutta la loro vita. Lo Spirito che gli viene donato è come un vento che spazza via i timori e le titubanze, è come luce che dona chiarezza sul mistero di quell’uomo, Gesù, che hanno visto morire e risorgere. Lo Spirito fa loro comprendere che cosa ora devono fare, qual è l’annuncio che devono portare.

Lo Spirito invia gli apostoli nel nome di Gesù a portare un messaggio di speranza: la salvezza donata ad ogni uomo, una vita che non muore, l’amore di Dio che si dona e vince la morte e il peccato. Non è un privilegio di alcune persone, non è il privilegio dei buoni e di chi osserva dei giusti precetti, ma è l’amore che si dona senza chiedere il contraccambio, senza pretendere un merito.

Lo Spirito opera negli uomini e donne di ieri e di oggi un cambiamento radicale, interiore, ma visibile nelle azioni concrete. Lo Spirito viene donato dal Padre per mezzo del Figlio ancora oggi, desiderando operare in ciascuno il medesimo cambiamento, lo stesso desiderio di credere e vivere in qualcosa di assolutamente nuovo e trasformante.

Perdono e speranza: un messaggio che può essere accolto da tutti. La capacità degli apostoli di parlare tutte le lingue indica proprio questa unità che si deve ricostruire. Non più il peccato della superbia, la pretesa di fare a meno di Dio e di superiorità come nella costruzione della torre di Babele che aveva causato incomprensione e disgregazione, ma un messaggio di ricostituzione dell’unità grazie al sacrificio di Gesù: di un Dio che ha saputo donarsi per amore fino alla morte, dimostrando che il male non può avere mai l’ultima parola, e che il bene, anche quando sembra sconfitto e deriso, vince.

L’invito che gli apostoli fanno a chi viene colpito dall’annuncio portato e vuole accogliere la parola del Signore è quello di farsi battezzare per ricevere lo Spirito perché è nel battesimo che viene suggellata questa vita nuova in Cristo. Il battesimo non è un punto di arrivo, ma un inizio; non si riceve per meriti, ma per grazia: è l’inizio di un percorso che deve alimentare il dono dello Spirito che abita nel cuore, deve farlo crescere perché tutta la vita ed ogni azione umana possa essere sempre più conforme all’amore vero, ossia all’agire di Gesù.

Gesù, parlando dell’invio dello Spirito ai discepoli poco prima di consegnare la sua vita in mano a chi lo avrebbe ucciso, aveva annunciato che avrebbe mandato loro il ‘Consolatore’. Qual è allora la consolazione di Dio e quella che noi dobbiamo portare in suo nome nelle difficoltà? Non certo quella del rassegnarsi a ciò che accade, non solo quella di saper ‘sopportare’ il male che in certe occasioni ci capita di vivere, ma quella di saper andare oltre tutto ciò, per testimoniare la bellezza della vita e la bontà dell’amore di Dio che giuda la storia. Il bene ha già vinto, il regno di Dio è già qui e deve ‘solo’ essere annunciato e vissuto.  

 

 

 

 

 



Le preghiere del mese

PREGHIERE


 

 

 

Preghiera allo Spirito Santo
Spirito Santo, eterno Amore,
che sei dolce Luce che mi inondi
e rischiari la notte del mio cuore;
Tu ci guidi qual mano

di una mamma;
ma se Tu ci lasci non più

d'un passo solo avanzeremo!
Tu sei lo spazio che l'essere mio circonda e in cui si cela.
Se m'abbandoni cado nell'abisso del nulla,
da dove all'esser mi chiamasti.
Tu a me vicino più di me stessa, più intimo dell'intimo mio.
Eppur nessun Ti tocca

o Ti comprende
e d'ogni nome infrangi le catene.
Spirito Santo, eterno Amore.

 

Edith Stein

(S. Teresa Benedetta della Croce)

 

 

 

 

 

Allo Spirito Santo

La cosa sacra noi uomini

la portiamo soltanto in un fragile vaso d'argilla.
Ma tu, o santo Spirito,

quando abiti in un uomo,
abiti in qualcosa

di infinitamente inferiore.
Tu, Spirito di santità,
abiti in mezzo all'immondezza

e alla contaminazione!
Tu, Spirito di sapienza,
abiti in mezzo alla stoltezza!
Tu, Spirito di verità,
abiti in mezzo all'inganno

di se stessi!
Rimani con noi, tu che non cerchi
e cercheresti invano

una dimora confortevole;
tu che, creatore e rigeneratore,
fai da te stesso la tua dimora,
rimani con noi!
Che almeno una volta possa dirsi
che ti compiaci di questa dimora
che tu stesso ti sei preparata
in questo mio contaminato,
perverso e fallace cuore.

Sören Kierkegaard

 

 

 

Preghiera allo Spirito Santo


Vieni, o Spirito Santo,

e da' a noi
un cuore nuovo,

che ravvivi in noi tutti i doni
da Te ricevuti

con la gioia di essere Cristiani,
un cuore nuovo

sempre giovane e lieto.
Vieni, o Spirito Santo, e da' a noi
un cuore puro,

allenato ad amare Dio,
un cuore puro,

che non conosca il male
se non per definirlo,

per combatterlo
e per fuggirlo; un cuore puro,
come quello di un fanciullo,
capace di entusiasmarsi

e di trepidare.
Vieni, o Spirito Santo, e da' a noi
un cuore grande,

aperto alla Tua silenziosa
e potente parola ispiratrice,
e chiuso

 ad ogni meschina ambizione,
un cuore grande

e forte ad amare tutti,
a tutti servire, con tutti soffrire;
un cuore grande,
forte, solo beato di palpitare col cuore di Dio.

Paolo VI
            


Accordami la tua sapienza

Vieni, o Spirito Santo,
dentro di me, nel mio cuore

e nella mia intelligenza.

Accordami la Tua intelligenza,
perché io possa conoscere il Padre
nel meditare la parola

del Vangelo.

Accordami il Tuo amore, perché anche quest'oggi,
esortato dalla Tua parola,
Ti cerchi nei fatti

e nelle persone che ho incontrato.

Accordami la Tua sapienza, perché io sappia rivivere
e giudicare,

alla luce della tua parola,
quello che oggi ho vissuto.

Accordami la perseveranza,
perché io con pazienza penetri
il messaggio di Dio nel Vangelo.

                San Tommaso d'Aquino

        

 

 



Cosa dice la Chiesa

LA VITA NUOVA NELLO SPIRITO

 

Quando giacevo nelle tenebre di una notte cieca, quando venivo sballottato nel mare burrascoso del mondo, vagando incerto e vacillante sui miei passi, senza conoscere la mia vita, lontano dalla verità e dalla luce, credevo che fosse davvero difficile e duro, in quella mia situazione, ciò che la divina bontà mi prometteva a mia salvezza: che si possa cioè rinascere, essere animati da una nuova vita per mezzo del lavacro nell’acqua di salvezza, e che l’uomo, riposta la sua vecchia essenza, si muti nell’animo e nella mente, pur nel permanere della sua struttura corporea. Come è possibile, mi dicevo, una tale trasformazione? […]    

Ciò ripetevo continuamente tra me e me. Infatti io stesso mi trovavo inviluppato tra i molti errori della vita anteriore, e non credevo di potermene spogliare; perciò assecondavo i miei vizi radicati e, disperando di ogni miglioramento, mi adagiavo nei miei mali, quasi fossero intimi e familiari. Ma dopo che, tolta con l’aiuto dell’acqua di rigenerazione la corruzione della vita passata, si riversò dall’alto la luce nel mio cuore purificato e mondo, dopo che, sorbito lo spirito celeste, la seconda nascita fece di me un uomo nuovo, all’improvviso, meravigliosamente, i dubbi sparirono, si spalancarono le porte chiuse, splendettero le tenebre, fu in mio potere ciò che prima sembrava difficile, potei compiere quello che si riteneva impossibile: fu necessario perciò riconoscere come fosse terreno l’uomo di prima, nato dalla carne e schiavo dei vizi, e come fosse invece ormai di Dio quello che lo Spirito Santo animava. Sai bene anche tu, e lo ammetti con me, ciò che questa morte del peccato, ciò che questa vita di virtù ci hanno rispettivamente tolto e donato. Lo sai tu e non insisto. È odiosa la lode di sé, la millanteria; per quanto non possa essere millanteria, ma gratitudine, ciò che non si ascrive alla virtù dell’uomo ma si attribuisce al dono di Dio: se si ammette quale effetto della fede il non peccare, e quale effetto dell’errore umano il peccato.

                                                        Cipriano di Cartagine, A Donato, 3-4

 

 
               

 



                                                                                                                

                        I testimoni

                 

L’AUDACIA DI UN’UTOPIA CHE CAMBIA LA STORIA


 


Il testo è stato tratto da un messaggio inedito di don Tonino Bello nell’anno stesso della sua morte per i giovani di Azione Cattolica.

 

«Il mio stato di salute non mi permette di essere tra voi, ma vi trasmetto soltanto la mia voce: mi ascolterete per qualche minuto perchè voglio dirvi che il tema che voi state affrontando, quello dell’Annuncio, è tra i più belli, i più esaltanti per un credente. E vorrei dirvi, prima di tutto, questo: tutti quanti, come credenti, siamo annunciatori della Parola del Signore, dobbiamo trasmetterla agli altri, non possiamo trattenerla a nostro uso e consumo, non possiamo monopo-lizzarla, dobbiamo trasferirla agli altri.

 

Il vostro annuncio cristiano  prima di tutto deve essere AUDACE. Audace al limite della temerarietà. Audace perchè noi credenti non siamo portatori di prudenze carnali, della carne; non siamo portatori, cioè, di proposizioni belle e fatte, di equilibri che non sanno di nulla. Ci sono tanti uomini equilibrati, ci sono tanti uomini prudenti che pure non sono cristiani. Ma se noi non portiamo questo NOVUM, questa novità, e la novità sta proprio nell’audacia, saper dire sì-sì, nò-nò, trasferire le parole del Vangelo così come suonano: “se uno ti percuote la guancia destra, tu gira la sinistra”, “rimetti la spada nel fodero”, “con la misura con cui voi misurate, sarete misurati”, “perdonate e sarete perdonati”, “amate i vostri nemici, perchè se amate soltanto coloro che vi amano quale merito ne avrete?”.

Ci sono tante parole del Vangelo che noi abbiamo addomesticato, le abbiamo ridotte, le abbiamo decurtate, così per ridurle agli spazi della nostra prudenza umana, per cui tanti cristiani sono buoni, onesti, incredibilmente legati alle leggi della Chiesa e dello Stato, irreprensibili, però non hanno scatto, non hanno quella passione in più, non hanno quelle movenze che sanno veramente di audacia, di audacia profetica, che sanno dire con coraggio, davvero, la Parola del Signore e la sanno vivere.

 

Questo pensiero per me è molto forte: il vostro annuncio deve essere carico anche di UTOPIA. Utopia significa di sogno, di cose quasi irrealizzabili. Vi auguro che possiate essere sognatori. Vedete: il mondo non va male perché ci sono troppi che sognano, ma va male perché sono troppo pochi i sognatori. E il credente deve essere un sognatore. Non deve decurtare la verità per ridurla alle esigenze del vissuto, del reale, perché altrimenti sarebbe una mortificazione della Parola di Dio. Capite che cosa voglio dire? Il vostro messaggio, il vostro annuncio deve scavalcare di gran lunga le piccole realizzazioni che avete fatto in campo di solidarietà, di pace, di amicizia; né dovete lasciarvi scoraggiare dallo scarto che c’è tra l’annuncio che voi fate e le piccole realizzazioni che realizzate. Ci sono tanti giovani che non si scaldano per paura di dover riscontrare, un giorno, proprio questo gap, questa divaricazione, questo stacco tra le cose che hanno annunciato e le piccole realtà che sono riusciti a mettere in atto. E questo è un peccato; non dovete preoccuparvi!

 

Il vostro annuncio oltre che audace, oltre che carico di utopia, quindi anche di profezia, deve essere carico di prassi. Deve essere un annuncio pratico, perché con le parole, oggi, non si comunica molto … si comunica più col silenzio, e più ancora si comunica con i fatti, con i gesti, con le scelte concrete, personali, individuali, con le scelte che costano. Vedete ragazzi, non dovete impressionarvi di fronte alla durezza della vita, di fronte anche ai compiti difficili che vi attendono. Io Quanta gente si batte davvero, perde tempo, consuma la sua vita, si appassiona a questi problemi!

Vorrei dirvi: allacciate amicizie davvero imperiture, che durino. Amicizie che costruiscono. Amicizie che trasmettono. Vogliatevi bene. Sperimentate il senso della comunione, con tutti. Guardate alla gente che soffre, che muore. Battetevi per loro, perché cambi la mentalità del mondo, che la mentalità della guerra non sia più quella vincente, la mentalità della violenza non sia quella che prevarica, non sia egemonizzante, ma prevalga la non-violenza, l’amore, il dialogo, il rispetto, il rispetto per tutti. Voi ragazzi questo lo potete fare. Potete introdurre questi germi di novità nel nostro mondo che è così triste, è così infiacchito. Voi questo potete farlo!

Quindi non un annuncio che si fa soltanto a parole: “Dio ci ama, Dio ci ama, Dio ci vuole bene, vuole bene a tutti. Io voglio bene a tutti …”, e poi non sai volere bene a Mario che ti ha detto una parola in contrario, …, hai offeso Marinella e pensi di stare in pace col mondo intero.» 

 

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                    Lectio divina

CHIEDETE LO SPIRITO SANTO

Casella di testo: Io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 11 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!». (Lc 11, 9-15)

&Medita&

“Chiedete e vi sarà dato…”: Dio desidera donarci ciò che chiediamo, sempre che lo facciamo con fiducia sincera nella sua azione e che quello che chiediamo sia veramente buono.

“Darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono…”: Il dono dello Spirito è il dono più prezioso, in cui sono contenuti tutti gli altri. Nello Spirito riconosciamo che Gesù è il Signore, il suo amore, e impariamo a distinguere ciò che è veramente importante da ciò che non lo è.

 

'Prega'

Vieni, Spirito Santo, e riempi di fede e di fiducia il mio cuore vacillante.

Vieni, Spirito Santo,  e mostrami la tua verità,

perché io non mi lasci ingannare dalle evidenze del mondo.

Vieni, Spirito Santo,

e apri i miei occhi al bene silenzioso che c'è tra la gente

e non mi lasci scoraggiare dal male rumoroso e prepotente

Vieni, Spirito Santo, e fammi esultare di gioia per la tua presenza.

Vieni, Spirito Santo, e tieni desto in me il desiderio della vita eterna,

nell'attesa del giorno del Signore.

Vieni, o Spirito, e scava in me la brama di conoscere, amare,

 servire Colui che sarà la mia felicità eterna. Vieni, Spirito, vieni!

 

6Un pensiero per riflettere6

Casella di testo: I deboli non possono mai perdonare: il perdono è l'attributo dei forti.
(Gandhi)
Veglia di Preghiera

 

Con Maria in attesa dello Spirito

 

CANTO allo Spirito Santo

 

Sac. Invochiamo umilmente la discesa dello Spirito Santo con i suoi santi doni. Lo Spinto Santo fa crescere la Chiesa in santità, rende matura e responsabile la nostra fede, ci abilita alla missio­ne e ad una coraggiosa testimonianza. Siamo anche noi, come gli Apostoli, nel Cenacolo, è presente Maria con la sua potente pre­ghiera di intercessione. In profonda preghiera chiediamo al Signo­re che purifichi i nostri cuori e li converta all'Amore.

 

Tutti:   A te, Maria, fonte della vita, si accosta la mia anima assetata.

A te, tesoro di misericordia, ricorre con fiducia la mia miseria.        

Come sei vicina, anzi intima al Signore! Egli abita in te e tu in lui.

Nella tua luce, posso contemplare la luce di Gesù, sole di giustizia.        

Santa Madre di Dio, io confido nel tuo tenerissimo e purissimo affetto.       

Sii per me mediatrice di grazia presso Gesù, nostro salvatore.

Egli ti ha amata sopra tutte le creature,  e ti ha rivestito di gloria e di bellezza. Vieni in aiuto a me che sono povero  e fammi attingere alla tua anfora traboccante di grazia.  (preghiera di S. Bernardo di Chiaravalle)

 

L1. Con Maria chiediamo al Figlio suo, Cristo Gesù, di donarci  la virtù della Speranza, di donarci l’altro Consolatore, lo Spirito di Verità, per non disperarci e per consolare i disperati e riportarli sulla via della pace del cuore. Tutti, ora, invochiamo lo Spirito Santo perché ci faccia desiderare ciò che è gradito a Dio.

 

Primo coro:  O Spirito Santo, sei tu che unisci la mia anima a Dio: muovila con ardenti desideri e accendila con il fuoco del tuo amore.

Secondo coro: Quanto sei buono con me, o Spirito Santo di Dio: sii per sempre lodato e Benedetto per il grande amore che affondi su di me!
Primo coro  : Dio mio e mio Creatore è mai possibile che vi sia qualcuno che non ti ami? Per tanto tempo non ti ho amato! Perdonami, Signore.

Secondo coro: O Spirito Santo, concedi all'anima mia di essere tutta di Dio e di servirlo senza alcun interesse personale, ma solo perché è Padre mio e mi ama.

Tutti: Mio Dio e mio tutto, c'è forse qualche altra cosa che io possa desiderare? Tu solo mi basti. AMEN


 

 

Dal Vangelo di Giovanni    14,16-18

«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi». 

 

 

Silenzio e riflessione personale

 

Lo Spirito Santo protagonista dell'evangelizzazione    (Anonimo)
L'efficacia della predicazione dipende dall'azione dello Spirito Santo nel cuore di chi ascolta, molto più che dalle qualità del predicatore. Scott Hahn, il famoso biblista e predicatore americano, passato dal protestantesimo alla Chiesa cattolica, da anni si dedica a predicare appassionatamente, con lunghi discorsi e con abbondanza di argomenti la Parola di Dio. Un giorno ha incontrato un signore che non conosceva, che gli ha detto: "Io tre anni fa ascoltai una sua conferenza sulla Lettera agli Ebrei e da allora mi sono convertito, sono un'altra persona..."
Allora Scott Hahn gli ha chiesto incuriosito: "Ah, e quale idea l'ha colpita così tanto da convertirla?" "È stato quando lei ha detto 'Ora passiamo al seguente capitolo'. Io allora ho capito che dovevo cambiare vita, che dovevo lasciare le cose che stavo facendo ed aprirmi alla grazia di Dio e mi sono andato a confessare...".

Silenzio

 

 Rit. Cantato  (Viene acceso il cero pasquale):  Spirito di santità Spirito di luce Spirito di fuoco scendi su di noi

 

Sac. Luce che dai la vita, che rallegri la terra, luce che doni gioia, che disperdi la notte; luce che rischiari il profondo dei cuori, vieni a illuminare la tua Chiesa.

 

(Si portano 7 ceri che vengono accesi al cero pasquale mentre si invoca lo Spirito Santo con il ritornello cantato

)

L1. Vieni Spirito di sapienza, donaci di saper cercare e gustare ciò che è bene e rigettare e combattere ciò che è male. Rit.

L2.   Vieni Spirito di intelletto, illumina le nostre menti della luce della verità. Rit.

L3.   Vieni Spirito di consiglio, aiutaci a discernere la divina volontà e rendici fratelli premurosi per coloro che hanno bisogno del nostro aiuto. Rit.

L4.   Vieni Spirito di fortezza, sostienici nelle difficoltà della vita e tra­sforma la nostra sofferenza in strumento di salvezza e di santità per noi e per i fratelli. Rit.

L5.   Vieni Spirito di scienza, illuminaci nella ricerca di verità e gui­daci nei sentieri di Dio affinché diventiamo santi. Rit.

L6. Vieni Spirito di pietà, svelaci sempre più l'amore del Padre e fa' che sorretti dalla certezza di tale amore la nostra vita sia un canto di lode alla Trinità santa. Rit.

L7. Vieni Spirito del timor di Dio e donaci l'esperienza della dipen­denza dall'amore del Padre. Rit.

 

Lettore     Dal Vangelo di  Giovanni 19,26-27

«Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il disce­polo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa».                    Silenzio e riflessione personale

 

L1.  A te, Maria, la nostra voce di figli. Tu che conosci il nostro vero bene ma anche le nostre tante difficoltà prega per noi, chiedi il Dono dei doni, lo Spirito di amore, che ci aiuti a camminare ogni giorno sulla via del tuo Figlio, via di santità.

RIT. Cantato: Madre della speranza…

 

L2. Maria, modello di ogni santità, invoca per la Chiesa il timor di Dio

L3. perché i suoi figli abbraccino con tutto il cuore la volontà del Padre e corrispondano al suo amore. RIT.

L2.: Maria, madre e sorella nostra, invoca per il mondo il dono della scienza perché la verità renda gli uomini liberi e li aiuti a costrui­re la civiltà dell'amore.  Rit…

L3.: Maria, sposa, vergine e madre, invoca per le famiglie il dono della pietà perché l'amore di Dio faccia crescere nelle nostre case la donazione sincera e la gioia. Rit… 

L2.: Maria, piccola vergine di Nazareth, invoca per i giovani il dono dell'intelletto perché riconoscano la loro vita come un dono dell'amore di Dio e imparino a trovarne il senso nel Vangelo di Gesù.  Rit…

L3: Maria, Vergine corredentrice, invoca per i sofferenti il dono della fortezza perché offrano con generosità la loro vita per la santifica­zione del mondo. Rit…

L2.: Maria, donna della speranza, invoca per i governanti il dono del consiglio perché agiscano con disinteresse e generosità per il bene di tutti. Rit….

L3.: Santa Maria del sorriso, invoca per i bambini e gli anziani il dono della sapienza perché sappiano ricevere e donare con umiltà nelle nostre famiglie gioia e tenerezza. Rit…

 

Dagli  Atti degli Apostoli 1,4-5.13-14        

«Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adem­pisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi inve­ce sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni"». «Entrati in città salirono al piano superiore dove abitava­no. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui».        

                  

L4: Come gli Apostoli intorno a Maria, anche noi insieme a Lei voglia­mo continuare ad  invocare il dono dello Spirito perché ci santifichi nell'u­nità, perché ci renda voce autentica dell'amore di Dio, perché la Chiesa e il mondo intero siano trasformati e santificati.

 

TUTTI:    Vieni, Spirito Santo, Spirito di amore e di santità. Tu, che ti posasti quale nube su Maria facendola divenire Madre del Verbo eterno, mani in noi e facci divenire apostoli di santità. Raccogliesti la tua Chiesa nel Cenacolo attorno all'Immacolata ed agli apostoli: donaci di acquistare lo spirito del Cenacolo e di saper raccogliere nell'unità di famiglia anime sacerdotali capaci di amarti e farti amare. Desideriamo che la Chiesa e il mondo diventino un Cenacolo da cui si diffonda la parola  uova dell'amore totale al Padre e ai fratelli. Donaci, Spirito Santo, di essere strumenti di questo piano di amore. Così sia.                 (C. Giaquinta, Preghiere)

 

Benedizione   

CANTO finale

 


Notizie della nostra Comunità

 

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                      Centro culturale sportivo ricreativo

 

 

5 per mille

 

Anche quest'anno è possibile destinare la quota del 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi ad Associazioni ed altri enti non profit.

Il Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II continua a beneficiare di questo aiuto in più che voi tutti potete dare tramite la compilazione del CUD, del modello 730 e del Modello UNICO.

La destinazione del 5 per mille avviene mediante l'apposizione della propria firma nell’apposito riquadro.

Per destinare il 5 per mille al Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II, dovrete anche indicare il nostro codice fiscale:

 

92048390519

 

Vi preghiamo di far conoscere questa possibilità a tutti quelli che ritenete interessati.

 

Attività   estive

 

IL circolo si ripropone anche quest’anno, insieme alla parrocchia ed alla scuola materna Alterini di riproporre il Centro estivo per bambini di scuola materna, ed elementare, con le modalità degli altri anni.

Inoltre si riproporranno le attività ricreative nell’area sportiva esterna di Viale Italia: sarà potenziata l’area giochi per bambini, e riproposti i tornei di pallavolo, tennis, calcetto fatti l’anno passato.

Quest’anno una novità importante:   LA  SCUOLA  CALCIO.

Grazie alla collaborazione di Silvio Paggetti, che quest’anno ha ottenuto, con corso ed esame, il tesserino FIGC di allenatore professionista, inizieremo questa esperienza estiva aperta a tutti i bambini del paese.


 

Notizie della nostra Comunità

 

 

Forse avevamo visto giusto…

 

Ci fa piacere constatare, da un volantino che ci è pervenuto da Firenze, che il ciclo di incontri culturali 2007 che si è aperto al Teatro Le Laudi di Firenze, inizi in sintonia con la nostra Rassegna di testimonianza Letteraria che ormai da tre anni si svolge a novembre nella nostra parrocchia. Dico così perché per aprire la serie di conferenze 2007, martedì 17 aprile, sono stati ospiti l’attrice Claudia Koll e il filosofo Mario Palmaro, intervistati da Massimo Orlandi, giornalista casentinese.

Se guardiamo fra gli ospiti della nostra rassegna, ci accorgiamo che nella prima edizione del 2004 la madrina d’onore fu Claudia Koll, che tutti ricorderanno per la sua disponibilità ed affetto, proprio nel momento in cui iniziava la sua missione pubblica alla luce della sua conversione radicale.

Ospite d’onore della edizione terza 2006, fra gli altri, il prof. Mario Palmaro (primo nella foto) per il suo libro “Contro il logorio del laicismo moderno” (scritto con il giornalista Alessandro Gnocchi (secondo nella foto). Mario Palmaro fu premiato dalla giuria della nostra rassegna letteraria “In Cammino con Gesù”, per il suo impegno, a fianco del Papa Benedetto XVI, al sostegno dell’integrità della fede sempre messa alla prova dal relativismo culturale incombente. Mario Palmaro è anche presidente del comitato Verità e Vita (http://www.comitatoveritaevita.it).


Notizie dal Casentino

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

 

FABIO  PURI:  Il cammino della fede

 

Fabio Puri è nato a Strada nel 1955, qui ha passato la sua vita ed ha costruito la sua famiglia. Professione, dipendente comunale, apparentemente nessun legame con la pietra, ma una grande attrazione fin da piccolo, l’inizio di un cammino dalle prime edizioni della mostra della pietra lavorata. Solo allora è venuto fuori il coraggio, la voglia di mettersi alla prova, di dare sfogo al suo estro e alla sua fantasia.

Passeggiando tra le opere dei grandi artisti che esponevano nel borgo di Strada, osservando, guardando lavorare dei semplici pezzi di pietra e vedere poi come per magia trasformarsi ora in un camino, ora in una fontana ha deciso di prendere gli strumenti del mestiere e provare a creare.

Con mani inesperte, ma con l’entusiasmo di un principiante si è avvicinato in punta di piedi ad un mestiere che conta dei grandi nomi. Una panchina, il suo primo manufatto, poi fontane, nicchie e stemmi. Un autodidatta che si è avvalso dei preziosi consigli degli scalpellini che hanno fatto la storia della pietra di Castel San Niccolò.

Il contatto con questo mondo lo ha portato a scoprire che le sue capacità di scalpellare e scolpire potevano regalargli momenti di soddisfazione e di orgoglio.

Così quando il Maresciallo Landi lo incaricò di predisporre un’opera da dedicare alla mostra Omaggio a Francesco non si tirò indietro. “In cammino verso il Sacro Monte della Verna”, era il titolo della sua pietra e rappresenta una processione di frati verso il Santuario.

Il destino volle che proprio la sua opera nel rientrare da Assisi a Castel San Niccolò si rompesse e Padre Vincenzo Colli fece in modo che questa scultura insieme ad altre due opere avessero sede stabile nella Basilica di Assisi. Con orgoglio Fabio risistemò il suo capolavoro ed ora è possibile ammirarlo in tutta la sua bellezza ad Assisi. “Il cammino della fede” dei Frati francescani rappresenta il cammino che ogni uomo percorre nella sua vita.


Dal Vaticano

 

È terrorismo propagandare l'aborto":Parola di Salesiano

Città del Vaticano - «Oltre all'abominevole terrorismo dei kamikaze c'è il cosiddetto terrorismo dal volto umano», insidioso perché usa un linguaggio politicamente corretto, «come quando l'aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non uccisione di un essere umano indifeso o quando l'eutanasia viene chiamata più blandamente morte con dignità». Pronuncia parole durissime monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, nel suo intervento al Convegno sul terrorismo promosso dal dicastero vaticano per i migranti. «Il male oggi - ha affermato l'arcivescovo salesiano - non è solo azione di singoli o di gruppi ben individuabili, ma proviene da centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo».

L'arcivescovo cita le cliniche abortiste, «autentici mattatoi di esseri umani in boccio»(pratiche diffusissime anche a Bibbiena…grazie a ginecologi non obiettori di coscienza); i laboratori dove si «fabbrica ad esempio la Ru 486 o dove si manipolano gli embrioni umani: i parlamenti dove si promulgano leggi contrarie all'essere umano». E paragona tutto questo alle sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male». Fenomeni che dovrebbero preoccupare quanto la violenza «che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica». Teologo autorevole, Amato è stato braccio destro del cardinal Joseph Ratzinger nella Congregazione dell'ex Sant'Uffizio, nominato in questo ruolo nel 2003, dopo la promozione a cardinale di Genova dell'attuale segretario di Stato Tarcisio Bertone, anche lui salesiano. La sintesi dell'intervento di mons. Amato è stata diffusa dal Servizio Informazione Religiosa.

PS: Questi autorevoli Salesiani, scelti dal Papa come suoi collaboratori più stretti, le cui posizioni nette non danno modo di fraintendere, non dovrebbero farci riflettere? La stima che c’è a Strada in Casentino per il ricordo di tanto bene che hanno fatto negli anni in cui sono stati presenti al Collegio, ci dovrebbe perlomeno far interrogare su molte cose.


Dal Vaticano

 

“I cambiamenti climatici hanno origini naturali”

 

 

Intervenendo il 26 aprile in Vaticano al Seminario internazionale organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul tema “Cambiamenti climatici e sviluppo”, il professor Antonino Zichichi, Presidente della “Federazione Mondiale degli Scienziati”, ha spiegato l'origine naturale dei cambiamenti climatici. A questo proposito l'illustre scienziato ha infatti sottolineato che l’intervento delle attività umane influisce per meno del 10%. Con una argomentazione precisa e scientificamente dettagliata, il professor Zichichi, che è anche membro della Pontificia Accademia delle Scienze, ha prima spiegato quali sono le basi matematiche del metodo scientifico; ha quindi affermato che sulla base delle attuali conoscenze scientifiche “non è possibile escludere che i fenomeni di cambiamento climatico possano essere di origine naturale” e che è plausibile che “l’uomo non c’entri niente”. A tal proposito Zichichi ha spiegato come il motore della meteorologia dipenda da fenomeni naturali come per esempio “l’energia inviata dal sole e le attività vulcaniche che sputano lava e una enorme quantità di sostanze in atmosfera”. “Le attività umane incidono in questo sistema per un massimo del 10%”, ha continuato lo scienziato. Guardando alla storia del pianeta, Zichichi ha ricordato che 140 milioni di anni fa Oslo e San Pietroburgo sarebbero state parte del circolo polare artico. Che lo stesso polo nord 280 milioni di anni fa copriva zone dove adesso si trova il canale di Suez. Nello stesso tempo però bisogna ricordare, ha continuato, che in mezzo milione di anni la terra ha perso per quattro volte il polo nord ed il polo sud. Per quattro volte i poli sono scomparsi e poi si sono riformati. Ha infine detto di non essere per nulla convinto che il riscaldamento del pianeta sia dovuto all’aumento delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalle attività umane, perché i cambiamenti climatici dipendano in maniera più significativa dal flusso di raggi cosmici.

 


 Approfondimenti

 

Un po’ di storia: La battaglia di Lepanto

e la festa della Madonna del rosario

 

La notizia è fresca: E’ stato “rimossa” dalla sala di Montecitorio una tela rappresentante la battaglia di Lepanto, quella vittoria cristiana che nel 1571 ci salvò dall’invasione turca. Pare che Bertinotti ne fosse imbarazzato per spirito pacifista. Ma che accadeva se nessuno si opponeva ai musulmani? Lo si vede nella cattedrale di Otranto, in Puglia, dove si conservano le ossa degli 800 uomini (per primo il vescovo Stefano Pendinelli) a cui i saraceni di Maometto II, 90 anni prima di Lepanto, tagliarono ferocemente la testa, mentre i loro figli e le loro mogli finirono in schiavitù. Il 15 marzo 1570, alla vigilia di Lepanto, l’impero turco, smanioso di conquistare tutto il Mediterraneo, dichiarò guerra anche alla Serenissima invadendo Cipro, territorio di Venezia: “Nicosia” scrive Alberto Leoni “si trasformò in mattatoio dove furono trucidate con crudele fantasia 20 mila persone. I superstiti, 2 mila donne e ragazzi, vennero destinati all’harem”. Queste carneficine musulmane preannunciavano cosa sarebbe capitato all’Italia se i turchi fossero riusciti a invaderla. Senza la battaglia di Lepanto e senza quella vittoria dei cristiani non ci sarebbe oggi nessuna democrazia in Italia (ma avremmo qualche sultano al potere). Senza quella vittoria cristiana non ci sarebbe neanche il Parlamento in Italia. Insomma quella tela sulla battaglia di Lepanto è simbolo della libertà italiana almeno quanto la festa del 25 aprile.

Lepanto è diventato un tabù per molti laicisti ed oppositori della cristianità perché ricorda 14 secoli di minaccia islamica e di tentativi di invasione dell’Europa. E perché a opporsi oggi all’aggressione islamica (che punta sempre a fare di noi l’Eurabia) sono gli odiati “amerikani”. Inoltre perché nel 1571 era stato il papa Pio V a coalizzare i (divisi) sovrani dell’Europa nella Lega Santa e a organizzare la difesa. E fu lui a organizzare anche un immenso esercito di preghiere con le Confraternite del Rosario. Il Papa – che seppe misteriosamente della vittoria quel giorno stesso (si dice che ebbe una visione della Vergine) – proclamò da allora il 7 ottobre “Festa della Madonna del Rosario” o anche “Santa Maria della Vittoria”.

Un evento storico clamoroso: il Papa letteralmente salvò l’Italia (e l’Europa) grazie all’aiuto della Madre di Dio. Fu una delle “ingerenze” con cui la Chiesa ha protetto da secoli l’Italia e l’Europa dall’orrore e dalla distruzione (come nelle elezioni italiane del 1948). Dev’essere questo che urta oggi i molti che accusano di nuovo il Papa e la Chiesa di “ingerenza”.


Approfondimenti

 

SE I CRISTIANI CAPISSERO QUAL E’ LA LORO FORZA

 

Nei giorni scorsi Benedetto XVI è tornato ad auspicare il riconoscimento delle “radici cristiane” da parte di questa Europa laicista e ostile.

 

Tuttavia va detto che in queste “battaglie” anche noi cristiani rischiamo di dimenticare l’essenziale. E cioè che il mistero cristiano non è affidato alle nostre deboli forze. Ma alla Grazia e alla potenza di Cristo, Signore della storia, che specialmente attraverso l’amore di Sua Madre, guida anche il nostro tempo e la nostra generazione a Sé. Perfino una piccola vicenda “europea” come la genesi della bandiera mostra come e quanto sia grande questa Signoria di Cristo sulla storia. Sebbene i potenti di questo mondo credano di essere più forti e di poter cancellare la presenza cristiana nel mondo

I RETROSCENA “CELESTI” DI QUELLA BANDIERA

 

“Una mistificazione orchestrata all’interno delle istituzioni comunitarie”. Ci va giù duro l’on. Mario Mauro, vice Presidente del Parlamento europeo. Cosa è successo? Nel sito ufficiale della Ue c’è una pagina dedicata alla bandiera dell’Unione: il vessillo blu, con dodici stelle dorate in cerchio, che sventola su tutti gli edifici pubblici d’Europa: “Essa rappresenta il simbolo dell'unità e dell'identità dell'Europa”. Ma il suo significato nel sito viene spiegato con un brodino sciocco di “politically correct” e buoni sentimenti: “La corona di stelle dorate rappresenta la solidarietà e l'armonia tra i popoli d'Europa. Il numero delle stelle non dipende dal numero degli Stati membri. Le stelle sono dodici in quanto il numero dodici è tradizionalmente simbolo di perfezione, completezza ed unità”. E poco sotto si torna sul significato di quel dodici: “In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresentata la completezza. Si tratta inoltre ovviamente del numero dei mesi dell'anno e delle ore indicate sul quadrante dell'orologio. Il cerchio è tra l'altro un simbolo di unità”.

Sennonché la genesi di quel simbolo dice un’altra cosa. Fu scelto fra più di cento proposte in concorso dal Consiglio d’Europa nel 1955. A disegnarlo fu il pittore Arsène Heitz che si ispirò - da cattolico – al cerchio di dodici stelle che incoronano l’immagine della Madonna nella famosa “Medaglia miracolosa” che egli portava al collo.

Secondo questa versione Heitz rivelò solo in seguito il significato di quel simbolo. Tuttavia ormai la sua genesi iconografica è acquisita e – secondo Mauro – nasconderla oggi rientra in quella ideologica ostilità alla storia cristiana che pervade la tecnocrazia europea, quella stessa che – grazie al fanatico anticlericalismo di Chirac - ha accanitamente rifiutato la menzione delle “radici cristiane” nella Costituzione europea.

Tuttavia siamo proprio sicuri che coloro che scelsero quel simbolo non avessero in mente – come il pittore Heitz – proprio la corona della Vergine? Carlos Eduardo Cossermelli ha pubblicato uno studio, “La bandiera europea”, dove rivela come andarono le cose. La diatriba iniziale sul numero delle stelle fu risolta dal Segretario Generale Léon Marchal che suggerì il 12 pensando esattamente alla figura di Maria nel dodicesimo capitolo dell’Apocalisse (quello che si legge per la festa dell’Assunta).

Il belga Paul Lévy, presidente della commisione giudicatrice (che era ebreo, che era assai sensibile al simbolismo biblico del numero 12 e che ebbe un ruolo decisivo nella scelta) racconta cosa accadde subito dopo l’approvazione: “In quel momento, Léon Marchal, il Segretario Generale che lasciò la sala, passando la soglia mi ha detto piano: ‘Abbiamo ritrovato la questua della messa dell’Assunzione!’. Era vero e non ci avevo pensato. Fu più tardi che il figlio di Léon Marchal scrisse su ‘Le Monde’ che era a questo che il suo defunto padre aveva pensato, poiché il XII capitolo dell’Apocalisse comincia così: ‘Un gran segno apparve nel cielo, una donna con il sole per manto, la luna sotto i piedi e sulla testa una corona di dodici stelle’ ”.

Ecco svelato quel simbolo. E’ la storia della salvezza dall’Antico al Nuovo Testamento di cui Maria, “figlia di Sion” e “Regina del cielo e della terra”, rappresenta il punto d’incontro: le dodici tribù di Israele e poi i dodici apostoli, infine le dodici porte della Gerusalemme celeste.

Ma chi era Paul Michel Gabriel Lévy, l’uomo decisivo nella scelta? Sarà un altro “caso”, ma nacque un 27 novembre, giorno della festa di Nostra Signora della Medaglia miracolosa. Grande intellettuale ebreo, chiuso dai nazisti nel lager di Braendonk, fuggì, nel 1942 divenne cattolico, arrivò in Inghilterra ed ebbe un ruolo fondamentale per liberare i prigionieri dai campi di sterminio (fu lui che portò gli americani a Dachau). Lévy - secondo padre Caillon – pare aver presieduto anche la commissione per la “vetrata dell’Europa, nel fondo della cattedrale di Strasburgo. Questa vetrata rappresenta la Vergine che allontana le mani per separare i popoli che si sono sempre battuti sul Reno. Nella parte superiore della vetrata vedrete ancora le dodici stelle della medaglia miracolosa e dell’Apocalisse”. Che la bandiera dell’Europa si scopra essere il simbolo regale della Regina della Pace è significativo: in effetti doveva rappresentare l’unione (finalmente) di quell’Europa che aveva scatenato in pochi anni due devastanti guerre mondiali. In quegli anni Cinquanta la classe dirigente europea, quella che ha dato origine all’unione, era perlopiù cattolica e sapeva bene che solo ritrovando le antiche radici cristiane l’Europa poteva costruire un futuro di pace. E non aveva affatto paura di menzionare la parola “Dio”.

Nella cerimonia di inaugurazione del vessillo, il 13 dicembre 1955, il ministro irlandese che presiedeva il Consiglio d’Europa disse solennemente: “signori, ho l’onore di presentarvi questa bandiera… che sventoli a lungo, liberamente e in pace con la benedizione di Dio”. Per una di quelle “strane” coincidenze che abbondano in questa storia, l’approvazione della bandiera avvenne “casualmente” l’8 dicembre 1955. Ma l’8 dicembre per la Chiesa cattolica è la festa dell’Immacolata Concezione, coincidenza che ci riporta di nuovo alle apparizioni della Medaglia miracolosa (Parigi 1830). Infatti a Caterina Labouré la Vergine apparve con un Serpente sotto ai piedi. La Madre di Cristo incaricò Caterina di coniare e diffondere la Medaglia dove fossero rappresentate le dodici stelle dell’Apocalisse e la scritta: “Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te”. Per la Chiesa l’Immacolata che schiaccia il Serpente rappresenta anche la missione attuale di Maria che libera l’umanità delle ideologie sataniche della modernità.

E’ una lotta iniziata con la Rivoluzione francese quando la Cattedrale di Notre Dame, nel cuore di Parigi e dell’Europa fu profanata e trasformata in tempio della Dea Ragione. L’Europa anticristiana e pagana che nacque da lì è quella che finì in macerie nel 1945. Col dopoguerra nel segno di Maria rinacque invece l’Europa pacifica dei popoli cristiani.

Sarà un’altra coincidenza, ma i Trattati di Roma che si sono appena celebrati e che segnarono l’atto di nascita dell’Europa unita furono firmati il 25 marzo 1957, festa dell’Annunciazione a Maria e dell’Incarnazione del Verbo divino.

Negli ultimi anni si è accentuata la deriva laicista dell’Europa. Chirac sbeffeggiò il premier italiano Berlusconi quando – a nome di otto paesi europei – chiese la menzione delle radici ebraico-cristiane nella Costituzione. La menzione non ci fu, ma la Costituzione è naufragata proprio in Francia. Forse per ritrovarne lo spirito bisogna far caso al giorno in cui è stata approvata solennemente la Carta. Lo notò padre Livio Fanzaga di Radio Maria: “alle ore 22, fra il 18 giugno 2004, festa del Sacro Cuore di Gesù, e il 19 giugno festa del Cuore Immacolato di Maria. L’Europa nasce stretta fra questi due cuori”.

Antonio Socci

 
In effetti è qui, sul continente che ha evangelizzato il mondo, che oggi si gioca la battaglia decisiva del cristianesimo. Infatti il pontificato di Benedetto XVI punta tutto sull’Europa, indicando l’Italia come l’esempio da seguire. Nelle letture della liturgia di quel 18 giugno si leggeva: “Ecco io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura”. Chi vincerà? Stalin chiedeva: quante divisioni ha il papa? Non sapeva che la Chiesa dispone davvero di forze invisibili. E poi c’è la profezia fatta dalla Madonna a Fatima: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”. E non parlava solo del suo trionfo sul comunismo.

 

CORONCINA DELLA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA.
(per chiedere qualche grazia)

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.

Ave Maria. - O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! (3 volte)

O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.

Ave Maria. - O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! (3 volte)

O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da te insegnata, noi, pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.

Ave Maria. - O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! (3 volte)


Umorismo

DEFINIZIONI : per   ridere   un   po’…

ABBECEDARIO - Espressione di chi si è accorto che c'è anche Dario

APPENDICITE - Attaccapanni per scimmie

ASSILLO - Scuola materna sarda

AUTOCLAVE - Armi automatiche dell'età della pietra

BALESTRA - Sala ginnica per gente di colore

BASILICA - Chiesa aromatica   CALABRONE - Grosso abitante di Cosenza

CALAMARI - Molluschi responsabili della bassa marea

CATALESSI - Catalani condannati alla pentola a pressione

CERVINO - Domanda dei clienti all'oste romano

CONTORSIONISTA - Ebreo arrotolato

COREOGRAFO - Studioso delle mappe della Corea

DISSENTERIA - Attitudine a dir sempre di no

DOPING - Pratica anglosassone del rimandare a piu tardi

ECCEDENTE - Frase di un dentista latino dopo un'estrazione

EQUIDISTANTI - Cavalli in lontananza

EQUINOZIO (1) - Zio del cavallo EQUINOZIO (2) - Cavallo che non lavora

FOCACCIA - Foca estremamente malvagia

FONETICA - Disciplina che regola il comportamento degli asciugacapelli

GESTAZIONE - Gravidanza di moglie di ferroviere

GIULIVA - Slogan di chi e vessato dall'Imposta sul Valore Aggiunto

INCUBATRICE - Macchina fabbricatrice di sogni terribili

LATITANTI - Poligoni con molte, moltissime facce

LORD - Signore inglese molto sporco  LUX - Primo tipo in assoluto di FIAT

MESSA IN PIEGA - Funzione religiosa eseguita da un prete in curva

NEOLAUREATO - Punto nero della pelle che ha fatto l'università

OPOSSUM - Marsupiale americano possibilista

PARTITI - Movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui

RAZZISMO - Scienza che studia i propulsori a reazione

SALADINO - Biscotto salato con il raffreddore

SALAME - Tipo di figura che il maiale non vorrebbe mai fare

SALMONE - Cadavere di obeso     SBRONZI - Ubriachi di Riace

SCIMUNITO - Attrezzato per gli sport invernali

SCORFANO - Pesce che ha perduto i genitori

SOMMARIO - Indicativo presente del verbo "essere Mario"

SPAVENTO - Società per azioni eolica  TACCHINO - Parte della scarpina

TONNELLATA - Marmellata di tonno VIGILIA - Donna vigile urbano


Varie

 

IL FIUME E IL DESERTO

 

Un fiume, durante la sua tranquilla corsa verso il mare, giunse a un deserto e si fermò. Davanti ora aveva solo rocce disseminate di anfratti e caverne nascoste, dune di sabbia che si perdevano nell'orizzonte. Il fiume fu attanagliato dalla paura.

"E' la mia fine. Non riuscirò ad attraversare questo deserto. La sabbia assorbirà la mia acqua e io sparirò. Non arriverò mai al mare. Ho
fallito tutto" si disperò.

Lentamente, le sue acque cominciarono a intorpidirsi. Il fiume stava diventando una palude e stava morendo.

Ma il vento aveva ascoltato i suoi lamenti e decise di salvargli la vita.
"Lasciati scaldare dal sole, salirai in cielo sotto forma di vapor acqueo. Al resto penserò io", gli suggerì.  

Il fiume ebbe ancor più paura. "Io sono fatto per scorrere fra due rive di terra, liquido, pacifico e maestoso. Non sono fatto per volare per
aria".
Il vento rispose: "Non aver paura. Quando salirai nel cielo sotto forma di vapor acqueo, diventerai una nuvola. Io ti trasporterà di là del deserto e tu potrai cadere di nuovo sulla terra sotto forma di pioggia, e ritornerai fiume e arriverai al mare".

Ma il fiume aveva troppa paura e fu divorato dal deserto.

Molti esseri umani hanno dimenticato che c'è un modo solo per superare gli improvvisi deserti dei sentimenti e le aridità feroci che sbarrano talvolta il tranquillo fluire dell'esistenza.  

E' la vita spirituale. E' lasciarsi trasformare dal Sole che è Dio e trasportare dal Vento dello Spirito. Ma è un rischio che pochi accettano di correre. Perché come dice Gesù, "il vento soffia dove vuole: uno lo sente, ma non può dire da dove viene né dove va".

 

                            Di Bruno Ferrero,

                                       A volte basta un raggio di sole


 Per finire…

I MAGNIFICI SETTE

 

Sapienza Esisto perché tu possa gustare la vita! Perché tu possa amare bene gli amici, la gente, il creato. Per aiutarti a scoprire quanto sei amato da Dio. Io dico: vivi, non vivacchiare! Vivi, non lasciarti vivere! Vivi, e vivi con gusto!

Intelletto Esisto per illuminare il tuo sguardo sulla realtà e renderlo più profondo. Per renderti capace di fare unità in mezzo alla divisione e confusione del nostro tempo. Io dico: non fermarti alla superficie, punta al profondo, all’essere.

Consiglio Esisto per orientare le tue scelte di fronte alle diverse alternative che la vita ti propone. In realtà sono un po’ disoccupato: sembra che oggi la gente non debba decidere nulla. Tutti vivono “alla giornata”. Poverini. E’ come se un’aquila non volesse saperne di volare alto, ma si riducesse a vivere da gallina. Io dico: prima di decidere rifletti, verifica, non essere precipitoso!

Fortezza Esisto per aiutarti ad essere fedele, ad andare fino in fondo senza lasciarti portare fuori strada. Ti ricordo che hai un sacco di risorse, che ce la farai. Ti aiuto ad essere affidabile, cioè a mantenere gli impegni e le promesse. Io dico: coraggio, le cose grandi richiedono un po’ di fatica, sii forte, ne vale la pena.

Scienza Esisto per aiutarti a scoprire il perché delle cose, per aiutarti a scorgere la vita presente in tutte le situazioni, anche le più tristi, per aiutarti anche a vedere i bisogni degli altri, senza che te li dicano. “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Io dico: ragiona con il cuore; se ami, conosci e comprendi.

Pietà Esisto per riempire il tuo cuore di tenerezza e di amore verso Dio. E’ lui che ti ricompensa dei doni. Ti aiuto a vivere da innamorato.

Io dico: rimani con Dio e avrai una gioia grande e piena.

Timor di Dio Esisto per ricordarti una cosa bella: ogni istante della tua vita è posto sotto lo sguardo di Dio che ti conosce, ti ama e vuole per te il bene vero. Io dico: preoccupati di piacere a Dio, solo a Lui.