Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

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Bimestrale di Formazione ed Informazione

della Comunità di Strada in Casentino

 

 

 

 

 

 


 

 

Anno V - N. 25  Luglio - Agosto 2007



Credo la Chiesa

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                        pag. 3    La Chiesa ponte per l’eternità

q       Spiritualità                                       pag. 4    Chiesa dono di Dio

q       Le preghiere del mese                    pag. 6    Preghiere

q       Cosa dice la Chiesa                        pag. 8    La vita nuova nello Spirito

q       I testimoni                                       pag. 9    Piccoli consigli per la comunità

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 10  Essere Chiesa

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 14   Rinnovamento Carismatico SS

pag. 16   Prima festa dello sport

                                                                  pag. 18   Concerto alla Pieve

 

q       Notizie dal Casentino                     pag. 19   Rubrica del direttore

 

q       Avvenimenti                                    pag. 21   80 anni AVIS

pag. 22   Andrea Ciotola

pag. 23 Vieni anche te!

 

q       Approfondimenti                             pag. 24   La chiesa ed il mondo

q       Varie                                                         pag. 30   Vicino al fuoco

q       Per finire…                                    pag. 31   anno quinto

 

Il giornalino può essere scaricato su internet

all’indirizzo www.parrocchiastrada.net

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 


 



Editoriale

 

 

La Chiesa ponte per l’eternità

 

Chi avvicina la Chiesa e la considera alla stregua di ogni altra aggregazione umana misconosce la sua natura più misteriosa e vera. Costui dimentica come è sorta questa istituzione che possiede una dimensione divina. La Chiesa è opera di Dio più che dell'uomo. La Chiesa è dono di Dio agli uomini, realizzata grazie alla missine del Figlio e all'effusione dello Spirito Santo.

La Chiesa appartiene alla categoria sacramentale. Il Sacramento è una realtà invisibile e divina che agisce attraverso dei segni visibili ed umani. La Chiesa è sacramento di salvezza per il mondo. E' immagine ed icona vivente del Dio Amore e del Dio Trinità. E' segno   di unità e d'amore per tutta l'umanità.

Ed è nella Celebrazione Eucaristica, culmine e fonte della vita ecclesiale, che essa raggiunge il grado più alto della sua intima essenza.

L'Eucarestia è memoriale della Pasqua, attualizzazione di essa nei più svariati luoghi della terra. La Chiesa è sacramento di Cristo nella storia: opera ed agisce in suo nome per il bene dell'umanità. La Chiesa è ricca di ministeri e di compiti, legati alla diversità dei doni distribuiti dallo Spirito a ciascuno per il bene comune.

Una comunità, la Chiesa, chiamata sempre alla conversione ed al rinnovamento; pronta ad assumersi, in ogni membro, la responsabilità nei vari settori in cui vive: nella teologia, nella catechesi, nella famiglia, nella politica, nel sociale...

La Chiesa sostiene ogni impegno di liberazione dell'uomo sulla terra, ma mira a mete spirituali ed eterne.

 

 

Il vostro parroco, don Roberto


Spiritualità

Antonella Fani

CHIESA DONO DI DIO

 

 


Questa volta riportiamo una sintesi della sezione ‘Credere la Chiesa’ del Catechismo della Chiesa Cattolica.

«La Chiesa non nasce da interessi umani o dallo slancio di qualche cuore generoso, ma è dono dall’alto, frutto quindi dell’inizia-tiva divina. E’ stata pensata da sempre all’interno del disegno del Padre, il quale l’ha preparata attraverso la lunga storia dell’Al-leanza con il popolo d’Israele, perché fosse compiuta e realizzata pienamente grazie alla missione del Figlio e all’effusione dello Spirito santo.

Opera di Dio, e non dell’uomo, la Chiesa è nella sua natura più profonda, inaccessibile a uno sguardo puramente umano: è un mistero. Racchiude in se elementi divini ed elementi umani.

Originata dalla Trinità, si presenta come immagine, icona della Trinità stessa, cioè immagine vivente della comunione del Dio Amore. E’ sacramento di salvezza del Dio amore. La categoria di sacramento, che precede quella di sacramenti (al plurale), significa una realtà invisibile, divina, che agisce attraverso dei segni visibili: i sacramenti della Chiesa appunto.

Mediante il Battesimo nel nome della Trinità lo Spirito unisce a Cristo nuovi figli e li arricchisce dei doni (o carismi), che il Padre ha preparato per ciascuno di loro. La varietà dei carismi esprime l’unità, fondata nell’unico Spirito, e vive nella corresponsabilità a immagine del dialogo tra Padre, Figlio e Spirito.

La Chiesa, in quanto segno e strumento privilegiato dell’opera dello Spirito nella storia, è il sacramento di Cristo, così come Cristo è il sacramento di Dio.

Questa totale sacramentalità della Chiesa si esprime nella forma più alta nella celebrazione dell’euca-restia: culmine e fonte di tutta la vita ecclesiale, memoriale della Pasqua, cioè riattualizzazione di essa nella diversità dei luoghi. Attraverso di essa gli uomini si riconciliano con Dio e fra di loro: fanno la Chiesa.

La Chiesa eucaristica è anzitutto Chiesa locale, cioè un’assemblea che celebra in uno spazio e in un tempo definiti; sotto la presidenza del Vescovo.

Lo stesso Cristo e lo stesso Spirito fondano poi la comunione di ciascuna Chiesa locale con tutte le altre nella comunione universale delle Chiese. Così nell’unica  Chiesa universale ogni Chiesa locale riconosce ogni altra Chiesa eucaristica come se stessa, perché riconosce in essa l’unico Signore presente nel suo Spirito e nel Suo Corpo .

La celebrazione è possibile soltanto attraverso una dimensione ministeriale pluriforme. Infatti la parola non può essere proclamata se non c’è chi l’annunci; il memoriale della Pasqua non è celebrato se non c’è chi lo faccia in obbedienza al mandato del Signore. La Chiesa tutta è impegnata nel triplice compito: profetico – sacerdotale – regale. Compito che deriva dal medesimo e uno battesimo.

I ministeri ordinati non esauriscono però la ministerialità della Chiesa: dal momento che tutti hanno ricevuto lo Spirito, tutti hanno il dovere di donarlo. Ciò avviene mediante una molteplicità di servizi, che possono essere temporanei o prolungati nel tempo; tutti esercitati mettendo a disposizione  degli altri i doni ricevuti. Qualche esempio concreto: i teologi, i catechisti, i genitori-educatori primi alla fede. Il servizio all’altare, l’offerta delle proprie sofferenze da parte degli ammalati. Chi assume una responsabilità nell’ambito pastorale, chi si impegna nella politica, chi nel sociale, ecc.

La comunione ecclesiale, che deriva dal Padre, per Cristo, nello Spirito, e costituita nella sua unità e diversità dei doni e dei servizi ad immagine della comunione trinitaria (santità), tende a sua volta verso l’origine da cui è venuta: nello Spirito, per Cristo, essa è in cammino verso il Padre.

Ogni presunzione di essere arrivati va sempre posta in discussione: la Chiesa è sempre chiamata a continua purificazione (peccatrice) e ad incessante rinnovamento, inappagata da qualsiasi conquista umana.

Ed è in nome della sua meta più grande, che essa dovrà essere ‘sovversiva’ e critica verso tutte le parziali realizzazioni di questo mondo: presente in ogni situazione umana, solidale con il povero e con l’oppresso, non si identificherà mai con una delle speranze della storia. Si tratta di assumere contemporaneamente le speranze umane e di verificarle al vaglio della Risurrezione, che da una parte sostiene ogni impegno autentico di liberazione dell’uomo, dall’altra contesta ogni assolutizzazione di mete terrene»

 

 

Le preghiere del mese

PREGHIERE


 

 

 

Perché accendiamo candele

 in chiesa


Signore,
io non so pregare,

non so che dire,
non ho molto tempo.
Il lume che offro
è un pezzo del mio tempo,
un po' del mio bene,
un po' di me stesso,
che io lascio qui, davanti a te,

Signore...
Questo lume è la mia preghiera.
Che io continuo andandomene...

 

 

 

 

 

 

 

 

Spirito di Dio, fa' della tua

Chiesa...
Spirito di Dio, fa' della tua Chiesa un roveto che arde di amore

per gli ultimi.

Alimentane il fuoco col tuo olio, perché l'olio brucia anche.
Da' alla tua Chiesa tenerezza

e coraggio. Lacrime e sorrisi. Rendila spiaggia dolcissima

per chi è solo e triste e povero.
Disperdi la cenere

dei suoi peccati.

Fa' un rogo delle sue cupidigie.
E quando, delusa dei suoi amanti, tornerà stanca e pentita a Te,

coperta di fango e di polvere

dopo tanto camminare,

credile se ti chiede perdono.

Non la rimproverare.

Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo

con le fragranze del tuo profumo

e con l'olio di letizia.
E poi introducila,

divenuta bellissima senza macchie e senza rughe, all'incontro con Lui

perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire,

e possa dirgli finalmente:

"Sposo mio".

 Don Tonino Bello

 

 

 

Ogni nuovo mattino
Signore,

che nessun nuovo mattino
venga ad illuminare la mia vita
senza che il mio pensiero
si volga alla tua resurrezione
e senza che in spirito io vada,
con i miei poveri aromi,
verso il sepolcro vuoto dell’orto!
Che ogni mattino sia, per me,
mattino di Pasqua!
E che ogni giorno,
ogni risveglio,
con la gioia della Pasqua,
mi giunga anche la conversione profonda, quella che sappia, in ogni situazione
e in ogni persona, conoscerti
come vuoi essere conosciuto oggi,
non quale mi sembrasti ieri,
ma quale ti mostri a me adesso.
Che ognuno dei miei risvegli,
sia un risveglio alla tua presenza vera.  
Concedimi, allora,
di voltarmi verso di te.  
dirti una parola sola,
ma con tutto il cuore:
«Maestro mio!»

Monaco della Chiesa d'Oriente
            


Preghiera di affidamento a

Maria della Chiesa in Europa
Maria, Madre della speranza,
(…)
Veglia sulla Chiesa in Europa:
sia essa trasparente al Vangelo;
sia autentico luogo di comunione;
viva la sua missione
di annunciare, celebrare e servire
il Vangelo della speranza
per la pace e la gioia di tutti.
Regina della pace
Proteggi l'umanità del

terzo millennio!
Veglia su tutti i cristiani:
proseguano fiduciosi

sulla via dell'unità,
quale fermento
per la concordia del Continente.
Veglia sui giovani,
speranza del futuro,
rispondano generosamente
alla chiamata di Gesù.
Con Te diciamo
«Vieni, Signore Gesù»
Che la speranza della gloria
infusa da Lui nei nostri cuori
porti frutti di giustizia e di pace! Giovanni Paolo II, dall'esortazione Apostolica Ecclesia in Europa

 

       

 

Cosa dice la Chiesa

LA VITA NUOVA NELLO SPIRITO

 

23. Con la comunione eucaristica la Chiesa è parimenti consolidata nella sua unità di corpo di Cristo. San Paolo si riferisce a questa efficacia unificante della partecipazione al banchetto eucaristico quando scrive ai Corinzi: « E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane » (1 Cor 10,16-17). Puntuale e profondo il commento di san Giovanni Crisostomo: « Che cos'è infatti il pane? È il corpo di Cristo. Cosa diventano quelli che lo ricevono? Corpo di Cristo; ma non molti corpi, bensì un solo corpo. Infatti, come il pane è tutt'uno, pur essendo costituito di molti grani, e questi, pur non vedendosi, comunque si trovano in esso, sì che la loro differenza scompare in ragione della loro reciproca perfetta fusione; alla stessa maniera anche noi siamo uniti reciprocamente fra noi e tutti insieme con Cristo ».42 L'argomentazione è stringente: la nostra unione con Cristo, che è dono e grazia per ciascuno, fa sì che in Lui siamo anche associati all'unità del suo corpo che è la Chiesa. L'Eucaristia rinsalda l'incorporazione a Cristo, stabilita nel Battesimo mediante il dono dello Spirito (cfr 1 Cor 12,13.27).

24. Il dono di Cristo e del suo Spirito, che riceviamo nella comunione eucaristica, compie con sovrabbondante pienezza gli aneliti di unità fraterna che albergano nel cuore umano, e insieme innalza l'esperienza di fraternità insita nella comune partecipazione alla stessa mensa eucaristica a livelli che si pongono ben al di sopra di quello della semplice esperienza conviviale umana. Mediante la comunione al corpo di Cristo la Chiesa raggiunge sempre più profondamente quel suo essere « in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano ».44

                                               Giovanni Paolo II,  Ecclesia de Eucharestia

 

 
               

 

                        I testimoni

                 

PICCOLI CONSIGLI PER LA VITA DI COMUNITÀ


 


Il testo è stato tratto dagli scritti di

 Magdaleine Delbrel..

 

Delle crisi: ignorale, ti ignoreranno

Un giorno in cui era di umor nero

 

Val più accettare dal vicino un complimento mediocre, che affibbiarsi una critica di propria scelta.

Il giorno in cui fu lodato per una dote che disprezzava

 

Del silenzio: Non sforzarti di tacere, ascolta

Quando riteneva di avere delle cose interessanti da dire

 

Fratel quieto non rivolge domande a Dio perché passa tutto il tempo a rispondergli.

Il giorno in cui avrebbe voluto conoscere le idee di Dio sul proprio conto.

 

Non guadare i tuoi fratelli per giudicarli, guardarli per pregare.

Quando misero i suoi nervi a dura prova.

 

Della giustizia: Diffida del tuo giudizio su coloro che non ti stimano.

Un giorno in cui lo si contava meno di zero.

 

Mettiti nei panni degli altri, non mettere loro per forza nei tuoi

Mentre dettava alcune regole di ascetica

 

Dell’umiltà: Brillare non significa illuminare

Il Piccolo Monaco in un giorno di eloquenza

 

Lascia fare a Dio: soltanto dopo, se resta del lavoro, datti da fare

Tentato di far progetti sui suoi figli

 

Il fatto che tu sia di buon umore non è un buon motivo per trattare gli altri come se lo fossero

In un giorno di grande euforia di fronte a gente con i nervi a pezzi

 

Non fare dei tuoi nervi il barometro della comunità

Un giorno di nervosismo generale

 

Non passare il tempo a contare i tuoi difetti, quando potresti passarlo a coltivare le virtù degli altri.

In un momento di sofisticheria spirituale

 

Sei miliardi di uomini portano il peso della vita; ti sarà utile sapere che non sei un’eccezione.

In lotta contro la stanchezza

      w'wvw'vw'wvw'wvw'w


                     Veglia di Preghiera

ESSERE CHIESA

 

CANTO

Preghiera di adorazione (insieme)

Noi ci inginocchiamo, o Signore, dinanzi al Sacramento dell'altare della Santa Chiesa, al Sacramento del Nuovo ed Eterno Patto stipulato da Dio con tutti i redenti. Noi ti contempliamo, o Signore, che sei presente tra noi in carne e sangue, in corpo e anima, in divinità e umanità. Ti adoriamo, ti benediciamo, ti ringraziamo. Pieghiamo le ginocchia davanti al tuo  sacramento, o Signore, che ci unisce a te, il Figlio e il Verbo eterno del Padre, a te, il Figlio dell'uomo. Nel Sacramento dell'Altare, la tua umanità è il pegno, che ci fa certi di essere uniti alla tua divinità e che, toccandoci, ci consacra. In virtù di questo Sacramento,  rendici capaci di divenire ciò che siamo, uomini realmente e veramente, in corpo e anima: uomini nei quali, la presenza della tua grazia possa manifestarsi efficace su coloro che vivono con noi. Amen.(da una preghiera di Hugo e Karl Rahner)

 

1. L'Eucaristia fa la Chiesa

Dagli Atti degli Apostoli (At 2,42-48)

Coloro che erano venuti alla fede erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. […] Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

 

Per la riflessione personale:

L. 1: "L'eucaristia svolge un ruolo determinante nello sviluppo della Chiesa. La Chiesa è la convocazione che Cristo opera attraverso lo Spirito Santo, formando la comunità che vive della sua vita divina. Ogni celebrazione eucaristica contribuisce alla formazione della Chiesa, allo sviluppo della sua santità e all'affermazione della sua unità. Nella celebrazione del mistero che viene riprodotto nel suo nome, Cristo non cessa di riunire gli uomini in Chiesa e di animare questa Chiesa con nuova forza di penetrazione nell'universo.

L. 2: In modo del tutto particolare, l'Eucaristia favorisce la crescita spirituale della Chiesa. C'è nella Chiesa un aspetto esteriore, costituito da tutte le manifestazioni visibili della sua presenza e del suo operato nel mondo. Talvolta siamo tentati di identificare la Chiesa con questa realtà terrena e altre volte siamo tentati di vedere in essa solo la sua struttura gerarchica.

L. 3: Tra le esigenze di questa qualità di vita, l'eucaristia vuole assicurare anche lo sviluppo della preghiera. Essa fa capire, con il dono della presenza del corpo e del sangue di Cristo, l'importanza dell'accoglienza e del dialogo, la necessità di una ricerca sincera dell'unione con il Salvatore. La missione della Chiesa non può essere svolta se essa non è animata e sostenuta da una preghiera perseverante. (Commissione teologico-storica del Grande Giubileo del Duemila, Eucaristia, sacramento di vita nuova).

 

Preghiera a cori alterni

O Dio, Padre nostro,

noi ti rendiamo grazie e ti benediciamo,

per la vita e la fede che ci hai dato

per mezzo del tuo Figlio Gesù Cristo,

Pane che nutre per la vita eterna.

 

         Come i grani di frumento dispersi sui nostri colli

         sono stati riuniti per formare questo unico pane,

         così raduna la tua Chiesa

         dalle estremità della terra nel tuo regno.

 

Come il vino raccolto dai molti grappoli pigiati

e l'acqua che in esso fu versata

sono diventati l'unico mistero del Cristo,

così riunisci tutti gli uomini

nell'unica Chiesa del tuo Figlio Gesù.

 

         Tu, o Signore onnipotente,

         hai creato l'universo a gloria del tuo nome;

         tu hai dato agli uomini il cibo e la bevanda

         per la loro gioia, affinché ti rendano grazie;

         a noi hai dato un cibo e una bevanda spirituali

         e la vita eterna per mezzo di Gesù Cristo.

 

CANTO

2. L'Eucaristia ci "fa" Chiesa

 

Dalla lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia, di Giovanni Paolo II

22. L'incorporazione a Cristo, realizzata attraverso il Battesimo, si rinnova e si consolida continuamente con la partecipazione al Sacrificio eucaristico, soprattutto con la piena partecipazione a esso che si ha nella comunione sacramentale. Possiamo dire che non soltanto ciascuno di noi riceve Cristo, ma che anche Cristo riceve ciascuno di noi. Egli stringe la sua amicizia con noi: 'Voi siete miei amici' (Gv 15,14). Noi, anzi, viviamo grazie a Lui: 'Colui che mangia di me vivrà per me (Gv 6,57). Nella comunione eucaristica si realizza in modo sublime il 'dimorare' l'uno nell'altro di Cristo e del discepolo: 'Rimanete in me e io in voi' (Gv 15,4).

Unendosi a Cristo, il Popolo della nuova Alleanza, lungi dal chiudersi in se stesso, diventa 'sacramento' per l'umanità, segno e strumento della salvezza operata da Cristo, luce del mondo e sale della terra, per la redenzione di tutti

 

Invocazioni:

Rit. Donaci  il  tuo  pane  di  vita

Per saziare la nostra fame di Dio Rit.

Perché cresciamo nel tuo amore Rit.

Perché portiamo frutti di opere buone Rit.

Perché non ci scoraggiamo nelle difficoltà Rit.

Perché sappiamo amarci come fratelli Rit.

Perché cresca in ogni membro della Chiesa l'amore per l'Eucaristia Rit.

CANTO

 

3. Uno il Pane, uno il Corpo

 

Dalla prima lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi (1 Cor 10,16-17)

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane.

 

Per la riflessione personale

L. 1: «La spiegazione di ciò che è l'Eucaristia, Agostino la riassume in una sua predica per i neofiti, battezzati nella notte di Pasqua, con le seguenti parole: "Deve esservi chiarito che cos'è che avete ricevuto. Ascoltate quindi brevemente quel che dice l'Apostolo, o meglio, Cristo per mezzo dell'Apostolo, sul sacramento del corpo del Signore. 'Uno solo il pane, noi siamo un corpo solo sebbene in molti'. Ecco, questo è tutto; ve l'ho detto in fretta ma voi, non contate le parole, pesatele!".

L. 2: In questa frase dell'Apostolo c'è, secondo lui, la sintesi del mistero che essi ricevono. Non ci sono molte parole, ma un grande significato. Qui si vede dove sta il baricentro della dottrina eucaristica: l'eucaristia è il sacramento con il quale Cristo costruisce a se stesso un corpo e ci rende un solo pane, un solo corpo. Il contenuto, l'evento dell'Eucaristia, è unione dei cristiani dalla loro separazione nell'unità dell'unico pane e dell'unico corpo. L'eucaristia è, cioè, intesa in senso pienamente dinamico ed ecclesiologico. Essa è l'avvenimento vivente che sostiene la Chiesa nel suo divenire se stessa.

L. 3: La Chiesa è la comunità eucaristica. Essa non è solo un popolo: dai molti popoli di cui è fatta, essa diventa un solo popolo per mezzo dell'unico tavolo, che il Signore apparecchia per noi tutti. La Chiesa è, per così dire, una rete di comunità eucaristiche ed è continuamente unita dall'unico corpo che tutti noi riceviamo». (Joseph Ratzinger, Il Dio vicino. L'eucaristia cuore della vita cristiana, ed. San Paolo, Cinisello  2003, pp. 121-122)

 

CANTO

 

Preghiera (insieme):

Signore, ti ringraziamo per il dono della Chiesa,

da Te fondata e affidata alla Roccia che è Pietro.

Ti ringraziamo per il dono del Santo Padre,

segno visibile della tua carità di Pastore e di Guida.

Ricolma il nostro Papa Benedetto della tua grazia,

assistilo nelle fatiche apostoliche,

consolalo nelle tribolazioni,

confortalo nelle pene,

rendilo docile al soffio del tuo Spirito

perché guidi con sicurezza, nel mare tempestoso del mondo

la barca della tua Chiesa.

Donagli la gioia di vedere che noi, suo gregge,

nutriti dal Pane della vita

lo seguiamo nell'adesione al tuo Vangelo di salvezza.

Dissipa fra i credenti ogni errore ed ogni compromesso,

rendi luminosa la nostra testimonianza

perché l'umanità tutta riconosca presto in te,

Cristo Signore e Salvatore,

la via, la verità e la vita. Amen.

 

CANTO


Notizie della nostra Comunità

 

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET

 


 Con la preghiera farete cose grandi

 

 

ACQUE   DI  FEDE

 

Ogni giorno, al santuario della Madonna di Lourdes, in Francia, una folla di ammalati proveniente da ogni parte del mondo sosta in attesa di poter bagnare il proprio corpo sofferente in una delle 16 piscine alimentate dalla sorgente che la Vergine stessa fece sgorgare dalla roccia durante una delle sue apparizioni a Bernadette Soubirous nel febbraio 1858. Da allora, l'acqua di Lourdes ha fama di essere miracolosa. Si calcola che circa 100 milioni di ammalati abbiano cercato la salute in quelle acque benedette.

Impossibile sapere quanti siano guariti. Gli archivi del Santuario conservano innumerevoli dichiarazioni scritte da persone che affermano di aver ottenuto la grazia facendo il bagno in quell'acqua. Seimila di quei casi, scelti tra quelli corredati da una seria documentazione, sono stati esaminati da una commissione scientifica di medici di fama internazionale (non sempre credenti) la quale ha decretato che almeno 2000 riguardano guarigioni "reali e oggettive, inspiegabili da un punto di vista scientifico", La Chiesa, severissima in questa materia, ha riconosciuto finora soltanto 67 guarigioni dichiarandole autentici miracoli. Quell'acqua ha davvero qualcosa di diverso.

 

La scienza studia…

 

Un biologa, Enza Ciccolo, ha studiato tutte le acque dei santuari; la scienza ha dimostrato già da tempo come la pelle sia influenzata dalle frequenze della luce. Applicando queste teorie alle acque dei santuari mariani , ha scoperto che esiste un rapporto molto stretto tra le reazioni benefiche che la luce apporta al nostro organismo e quelle prodotte da queste acque.

 

I batteri diventano buoni

 

La dottoressa Ciccolo ha cominciato le sue ricerche esaminando le acque prodigiose per eccellenza, quelle del santuario di Lourdes. "Appena giunta al Santuario rimasi sconcertata nel vedere tutta quella gente che si immergeva nelle piscine alla ricerca di un beneficio" ricorda. "Persone di tutti i tipi, chi con malattie, chi con piaghe sul corpo. Mi chiesi: 'Chissà quanti batteri deve contenere quell'acqua', e decisi di analizzarla. Ne portai un campione nel mio laboratorio e vidi che era piena di microbi che però erano diventati innocui, non erano più aggressivi. Facendo un esame della luce, constatai che in quell'acqua erano presenti tutte le frequenze, cosa che non si riscontra mai nelle altre acque. Ed erano proprio quelle frequenze perfette, straordinarie, potenti che impedivano ai germi di agire e di nuocere. Era come se avessero perduto la necessità di essere aggressivi. Ecco perché quei malati possono immergersi nell’acqua senza pericolo di contagio.

 

 

“Messaggio di Medjugorje”

25 Giugno 2007

"Cari figli, anche oggi con grande gioia nel mio cuore vi invito alla conversione. Figlioli, non dimenticate che siete tutti importanti in questo grande piano che Dio porta avanti attraverso Medjugorje. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui che è il principio e la fine di ogni essere. In modo speciale, figlioli, vi invito tutti dal profondo del mio cuore: apritevi a questa grande grazia che Dio vi dà attraverso la mia presenza qui. Desidero ringraziare ciascuno di voi per i sacrifici e le preghiere. Sono con voi e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

 

Messaggio a Mirjana

2 Luglio 2007

 “Cari Figli! Nel grande amore di Dio, oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via figli miei, è la Confessione; rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti a mio Figlio. Comprendete figli miei  che non avete niente e non potete niente, l’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato. Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà. Mio  Figlio  avrebbe  potuto  vincere con la forza ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore. Seguite  mio  Figlio  e  datemi le vostre mani affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio!”.

 

 

Rubrica a cura della

Sig.ra Amalia Bonciani

 


Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                Centro culturale sportivo ricreativo

 

 

PRIMA  FESTA  DELLO  SPORT

Quando  lo  sport  mette  in  gioco  la  famiglia

È con grande soddisfazione, emozione ed un pizzico di orgoglio che ripensiamo, noi tutti volontari e responsabili del Circolo, alla giornata conclusiva del primo turno di scuola calcio 2007, prima vera esperienza di formazione sportiva che, come società sportiva dilettantistica, abbiamo organizzato.

Casella di testo: Elena Biondi nasce a Strada il 12 7 62 si trasferisce a Roma nel 78 a giocare nella Lazio esordisce nella nazionale agli europei a Napoli nel 79 alle finali. Nell'82 vince la coppa Italia con la Lazio. Nell'84 e nell'85 vince il campionato nell'87 si trasferisce a giocare a Napoli nel giuliano. Nell'88 torna a Roma nella Lazio. nell'89 lascia il calcio pro-fessionistico e inizia ad insegnare la scuola calcio ai bambini.Tutti i nostri piccoli e piccolissimi atleti ( anni dal 1994 fino al 2002) si sono esibiti in incontri di calcetto davanti agli occhi meravigliati dei genitori e di noi tutti. Hanno partecipato alla giornata anche due squadre di Poppi e Bibbiena. Tutti vincitori e tutti premiati nel pomeriggio. I nostri bambini indossavano le mute offerte da Gepa di Gerini Lido e Giacobbe e da Macelleria Serra che ringraziamo per la disponibilità.

Ospiti di onore della giornata sono stati Elena Biondi, giocatrice della nazionale italiana calcio femminile e originaria di Strada in Casentino e Pier Paolo Barni, presidente regionale del CSI Toscana. Entrambi hanno premito tutti i bambini che hanno partecipato alla manifestazione; alla fine abbiamo regalato la targa in argento della nostra bella pieve, gentilmente donata da don Roberto, sia ad Elena Biondi che al presidente CSI in ricordo e ringraziamento per la loro partecipazione e disponibilità dimostrata in tutta la giornata.

La mattina era cominciata con i primi tornei di calcetto dei bambini e i preparativi per il pranzo per i soci del circolo e per tutti i piccoli atleti. Un grazie alle volontarie che si sono adoperate per il bar, la cucina ed il servizio al ristorante. Nel primo porriggio giochi insieme per tutti i bambini con i trampolini elastici ed i gonfiabili; in particolar modo emozioni per i piccini nel nuovo gonfiabile ad acqua che ha visito, tutti in costume, scivoli e schizzi appassionare e divertire.

Nel tardo pomeriggio c’è stata una partita di calcetto femminile fra le squadre Chiodo Fisso e Free Sister che ringraziamo per la partecipazione.

La giornata si è conclusa con la S. Messa presieduta da don Roberto, che ci ha ricordato, durante l’omelia, il compito evangelizzante che un circolo parrocchiale non deve mai dimenticare, anche in mezzo ai vari momenti ricreativi, sportivi e culturali che offre.

Infine non possiamo non ricordare e sottolineare l’impegno e la professionalità profusi da Silvio Paggetti, nostro stretto collaboratore e allenatore responsabile della scuola calcio, che anche in questa giornata ha mostrato il suo attaccamento ai ragazzi, che segue con passione e pazienza in sintonia con le linee educative di una società sportiva cattolica, che cerca di investire nello sport per far crescere nei giovani quei valori fondanti di verità, per una società umana più giusta e più libera.


Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                Centro culturale sportivo ricreativo

 

GRAN CONCERTO ALLA PIEVE

 

Giovedì 6 luglio nella nostra splendida pieve di San Martino, abbiamo avuto il piacere di presentare a tutta la comunità un bellissimo concerto corale, che ha inaugurato una neonata compagine vocale casentinese, unione delle corali di Poppi e Bibbiena, denominata Insieme vocale “Clausentinum”. Esecuzioni corali, anche a cappella, dal rinascimento al novecento, con intermezzo d’organo del maestro Paolo Cavigli. Direttori della corale sono Silvano Lazzeri e Paolo Santini. Emozionanti sono state tutte le esibizioni; considerando che questa uscita era la prima in assoluto della corale, il livello proposto è stato notevole. Grande consenso di pubblico, giunto numeroso da Strada e da tutti i comuni del Casentino.

Il presidente del circolo, Ing. Antonio Fani, ha ringraziato i coristi per la loro disponibilità invitandoli, insieme a tutti gli intervenuti, ad un piccolo rinfresco che si è svolto fuori dalla Pieve.

Questa iniziativa fa parte dell’attività culturale che il circolo parrocchiale promuove, piccola goccia in un vero e proprio deserto. Un ringraziamento a don Roberto sempre disponibile verso tutti ad aprire le porte della pieve.


Notizie dal Casentino

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

IL CASTELLO DI GRESSA: piccolo gioiello della valle dell’Archiano

Il castello era “la rocca alla quale volgeva lo sguardo l’agricoltore mentre arava, dominava, è vero, minacciosa la valle, e non certo con sensi di affetto egli doveva pensare ai nobili che dominavano lassù tra quelle mura sicure. Ma quelle stesse mura minacciose erano il rifugio, la salvezza nei giorni di pericolo”. Robert Davidson

IL castrum di Gressa si trova nella valle dell’Archiano, a poca distanza dall’alt  ro castello di Marciano, in un poggio di altezza circa 585 m. sul livello del mare, bagnato dal torrente omonimo, affluente dell’Archiano. Lo storico Pieri nel suo studio sulla toponomastica della valle dell’Arno lo fa derivare dal nome proprio di persona latino di Grittius. Gressa viene ricordato nell’XI secolo come redazione di  documenti, ma non è mai citato il suo costruttore o possessore. Fonti del 1300 riferiscono che faceva parte dei possessi del Vescovo di Arezzo in Casentino. Inoltre sorge  a poca distanza dai castelli di Marciano e Bibbiena, possessi e fondazioni vescovili e si inquadra bene in un contesto feudale episcopale, concentrato soprattutto nella valle dell’Archiano. I tre castelli controllavano la vita degli abitanti delle terre del Vescovo, infatti è dentro le loro mura che vengono stilate la maggior parte delle carte di vendita e di donazione riguardanti terre della zona. Il primo documento riguardante Gressa è del 1078, dove il luogo è già definito castrum, quindi non siamo in grado si sapere se esistesse prima dell’incastellamento come abitato aperto o se sia nato ex novo come castello. Nel documento del 1078 si tratta di una donazione di terre che un certo Subilla fa al monastero di Camaldoli, dove è ricordata anche la Chiesa di S. Pietro. Documenti ve ne sono del 1079, 1095, 1123, 1207 che riguardano donazioni di terre ai monasteri di Camaldoli, e Prataglia e sono redatti …intus castrum de Gressa. Fin dal sec XI il castello di Gressa dipendeva dai Vescovi di Arezzo che venivano qui in villeggiatura. Per tutto il XIII secolo Gressa non è più detta castrum, ma viene ricordata nelle sue fonti solo col suo nome, al contrario, i vicini castelli di Marciano e Bibbiena, continuano ad essere menzionati sulle fonti come castra. Nel 1249 il Vescovo Guglielmino Umbertini spedì da Gressa un Breve di Indulgenze a tutti i fedeli che avessero contribuito con le loro elemosine alla costruzione dell’Ospedale di Santa Maria dei Ponti, sul Castro, situato nella città di Arezzo. Nel 1257 lo stesso vescovo Guglielemino per pagare alcuni suoi debiti dette in pegno il castello di Gressa ai fiorentini. Nel 1259 gli aretini condotti dal capitano Stoldo de’Rossi, loro potestà, di notte sorpresero la città di Cortona e ne diroccarono le mura. I Fiorentini, alleati dei cortonensi, sospettarono che ciò fosse opera del Vescovo Guglielmino e, per rappresaglia ci fu l’attacco a Gressa.

Le sue ultime due notizie vengono dalle cronache di Giovanni e Matteo Villani. Il primo riporta l’assalto dei fiorentini al castrum del vescovo aretino, che sarebbe avvenuto nel 1259 e a cui sarebbe seguita la distruzione di Gressa. Matteo Villani invece narrando la morte di Pier Sacconi riporta le ultime volontà del moribondo al figlio Marco: 1356 “Or che si crede che tu sia imbrigato intorno alla mia malattia, procaccia di furare Gressa al vescovo di Arezzo… Il figlio ubbidì al consiglio del padre e molto segretamente raccolse gente, e di furto entrò nel castello di Gressa, ma essendovi gli Umbertini forti per forza lo pinsero fuori…”.

 Le due cronache trecentesche non sono documenti e quindi non del tutto affidabili da un punto di vista storico né tantomeno da quello archeologico.

Dopo questa lezione avuta dai Fiorentini, il successore di Guglielmino, Ildebrandino dei Conti Guidi di Romena, tornò a soggiornare in Gressa. Nel 1299 Ildebrandino spedì al castello di Gressa una Bolla con la quale concesse alla contessa Sofia, sua zia paterna e Badessa di Pratovecchio, di trasferire le reliquie di Sant’Ilario dalla chiesa della Pagliola al monastero di Arezzo. Dopo la morte dei vescovi Ildebrandino e del suo successore Guido da Pietramala, il castello di Gressa fu preso da Pier Saccone, signore d’Arezzo, che lo restituì, dopo il trattato di Sarzana, a Bosco Umbertini. Ma lo restituì così a malincuore che aveva sempre in animo di riprenderlo e per tal motivo conosceva la misura esatta dell’altezza dei muri. Essendo ormai moribondo chiamò il figlio Marco e gli consegnò la misura e gli ordinò di dare nella notte seguente la scalata alle mura del castello di Gressa. L’impresa fallì perché esso era ben difeso. Pier Saccone avendo conosciuto che il suo progetto non era stato portato a termine, morì. Nel 1386 Gressa entrò a far parte della repubblica fiorentina. Dal 1980 il castello  è proprietà privata.


Avvenimenti

 

Il saluto del Papa per gli 80 anni dell'AVIS

 

Mercoledì, 13 giugno 2007, udienza di Papa Benedetto XVI a cui ha partecipato anche AVIS con 4000 volontari in rappresentanza di tutte le regioni italiane. Al termine della catechesi nelle varie lingue, il Santo Padre ha rivolto un particolare saluto agli avisini, incoraggiandoli a continuare nel loro importante servizio al prossimo “da 80 anni ispirato ai valori della vita, della gratuità e della solidarietà”, come ha affermato lo stesso Benedetto XVI. Uno speciale ringraziamento è stato poi rivolto al Tempio del donatore di Valdobbiadene. Il presidente Tieghi ha, infine, consegnato in dono al Pontefice una opera in vetro di murano raffigurante l’immagine simbolica della donazione e riportante la dedica «a Sua Santità Benedetto XVI, con filiale devozione, i donatori riconoscenti. 80 anni al servizio degli ammalati “Caritas usque ad sanguinem”». Le parole del Papa sono giunte alla vigilia della Giornata del donatore di sangue, che si è celebrata giovedì 14 giugno in tutto il mondo. Si è trattato di un evento internazionale istituito dalla World Health Assembly nel 2005 e che per questa edizione ha avuto come tema "Safe Blood for Safe Motherhood" ("Sangue sicuro per una maternità sicura").

ASSOCIAZIONI: MOVIMENTO DELL’AMORE FAMILIARE, UNA VEGLIA PER IL PAPA

Una veglia di preghiera per Benedetto XVI e per il suo pontificato: l’ha promossa il Movimento dell’amore familiare, con il sostegno della diocesi di Roma. Tale iniziativa, spiegano i promotori, “scaturisce dal profondo sentimento di amore e di servizio che ci unisce al Pastore della Chiesa universale ed anche dal desiderio di rispondere in maniera particolare all’invito esplicito del Santo Padre di pregare per il suo ministero”. La veglia è stata presieduta da mons. Angelo Comastri, vicario generale per la Città del vaticano. Durante la veglia c’è stata la recita del santo rosario ed una fiaccolata. Il Movimento attua iniziative di vario genere stabilite dal suo Centro pastorale e operativo “Famiglia piccola Chiesa”, anche in collaborazione con i parroci: corsi per fidanzati, preparazione dei genitori al Battesimo e post-Battesimo, catechesi per bambini, attività teatrali, percorsi formativi per coppie di sposi, giovani singoli, nonché separati e divorziati, accompagnamento alle giovani famiglie.


Avvenimenti

 

La palestra a ricordo di Andrea Ciotola

Casella di testo: Antonio FANINel giornalino Anno II N. 10 (Gennaio – Febbraio 2005), fu pubblicato un articolo fra quelli più sentiti e per me toccanti, che abbia scritto su queste colonne, intitolato Andrea: amore per la vita. Parlava della storia di un ragazzo, allora da poco scomparso a soli 18 anni, parlava dei suoi genitori, Alina e Gennaro, parlava dell’amore per la vita da lui trasmesso a tutti quelli che lo hanno conosciuto. Vissuto a Terontola, vicino Cortona, ma conosciuto nel nostro territorio visto che la mamma è nata e cresciuta a Prato di Strada, ha lasciato un segno indelebile nei ricordi di molti di noi, come ad esempio la mia famiglia o la famiglia di Mara Villoresi.  Mi sono sentito in dovere di ricordare brevemente la sua storia, visto che recentemente, come anche testimoniato da una trasmissione televisiva andata in onda su Tele102, Andrea è tornato ad occupare le notizie di cronaca del territorio. Infatti la nuova palestra di Terontola è stata dedicata proprio a lui, ad Andreino come lo chiamava la nonna Teresa. Presenti alla cerimonia il Sindaco, le autorità civili locali, i dirigenti scolastici locali, i rappresentanti dei Carabinieri (il Padre presta servizio nell’Arma) e gli alunni delle scuole primarie e secondarie oltre a tantissimi amici ed ex compagni. Andrea che amava molto lo sport, pur essendo costretto in una sedia a rotelle, si entusiasmava per tutte le imprese sportive degli amici, che spesso dedicavano le loro vittorie proprio a lui. Durante la cerimonia alcuni suoi vecchi amici, hanno ricordato i tempi della scuola, i momenti di questa grande amicizia che li ha uniti ad Andrea in un percorso che li ha fatti diventare grandi insieme, sino alle superiori. Ora all’ingresso della palestra c’è un targa che ricorda Andrea. Un gesto voluto dalla gente della frazione di Terontola, per ricordare non un personaggio famoso, ma un giovane con cui hanno condiviso gioie e sofferenze.


Avvenimenti

Vieni anche te!

 

Ormai si sa! La quarta domenica di luglio si va in Pratomagno.

Sono 79 anni che i terziari hanno edificato la croce e hanno voluto questo giorno di festa.

Ma perché scomodarsi? E’ domenica… vengono gli amici… c’è sempre un gran premio da seguire… si sta così comodi a casa…

Datti una smossa! Spengi la TV, porta amici e parenti con te e vieni. Ti aspetta un giorno di fraternità, sotto lo sguardo buono di Francesco.

 
                                                                                                                      

 

   

                                                

 

                                     

 

                                                                      

 

 

Puoi interrogarti con i  “pezzi grossi” sui massimi sistemi… e scoprire che passi attraverso il cancello chiuso solo se sei un bambino!

 
                                                                   

 

Puoi giocare…

riposare…

conversare…

gioire per la tua famiglia o scattare  foto ricordo…

 
           

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

                  

 

 

 

 

Puoi sfruttare un frate che sa ascoltare, festeggiare i compleanni, nutrirti di cibo e di allegria. Poi il nutrimento vero con l’Eucarestia.

 
 

 

 

 

 

 


    Domenica 22 luglio

 

 

 

 

 

 


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Ordine Francescano Secolare   -    Poppi


Approfondimenti

 

Family  day:

un successo che scuote anche la Chiesa

 

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

(premiati alla nostra Rassegna letteraria nel 2006)

 

Che cosa hanno voluto dirci il milione di manifestanti che hanno sfilato a Roma per il Family day? Se lo chiedono in tanti, preoccupati dall’inusuale mobilitazione di una porzione della società. Le diagnosi si sprecano, e si sprecano pure gli atti d’accusa: una manifestazione antigovernativa, una prova di forza della Chiesa, un simbolo di quel neoguelfismo rinascente e mai morto in Italia, uno schiaffo alla sinistra, e via spoliticando. Ma a noi sembra, molto più banalmente, che il popolo del Family day abbia solo voluto portare nel cuore del Paese, là dove si fanno e disfano le leggi, tre segnali forti e chiari.

Il primo: il matrimonio e la famiglia sono un bene oggettivo, patrimonio di tutti gli uomini, credenti e no. Questa manifestazione ha chiesto a gran voce la liberazione di un prigioniero politico: la laicità, per troppo tempo presa in ostaggio dal gotha degli intellettuali laicisti e dalla sinistra egemonica di stampo radicale e libertario, relegando chi non fosse d’accordo nella comoda riserva indiana del cattolicesimo. Come se non esistesse un problema reale, tangibile e inevitabile: la definizione del nocciolo duro di valori, di contenuti e di beni - morali e talora anche giuridici - che sta sempre alla base di ogni esperienza politica che chiamiamo Stato di diritto. Far credere che, per essere un laico a tutto tondo, devi essere a favore dei Dico è una truffa, prima ancora che morale, intellettuale.

In secondo luogo, questa manifestazione ha spezzato quel sortilegio mediatico in base al quale - ogni volta che qualche frangia progressista entra in azione per spazzare via un pezzetto di tradizione e identità culturale - subito un sondaggio conferma che «il Paese è pronto, la maggioranza lo vuole». Dopo Roma può ripartire un confronto serio e ragionevole fra le diverse anime del Paese, che abbia il coraggio di mettere in discussione il dogma del «totalitarismo democratico»; cioè l’idea per cui la democrazia sarebbe un guscio vuoto, una pura forma dove la volontà di potenza dei più decide qualsiasi contenuto della legge.

Terzo, ma non ultimo per importanza, «contenuto» del Family day: un segnale forte e chiaro che scuote la Chiesa al suo interno. Perché - vogliamo scriverlo senza imbarazzi clericali - se siamo giunti allo scontro politico culturale sui Dico è anche, o forse soprattutto, perché da anni è in atto uno scontro ben più grave e lacerante all’interno dello stesso mondo cattolico. Girando per parrocchie e per diocesi si può toccare con mano l’esistenza di importanti e tutt’altro che marginali defezioni. Che non riguardano solo le associazioni storicamente legate al «cattolicesimo democratico»; non riguardano solo i soliti preti più o meno pittoreschi, in salsa no-global o catto-comunista. Il malessere sale fino alle curie episcopali, nelle quali siedono talvolta vescovi che - parlando sottovoce o tacendo - non condividono ciò che Benedetto XVI o il cardinale Bagnasco vanno insegnando, coerentemente con la dottrina millenaria della Chiesa. Sembra prendere corpo la drammatica profezia di un Papa insospettabile come    Paolo VI, il quale nel 1974 preconizzò una Chiesa nella quale si sarebbe diffuso a macchia d’olio «un pensiero non cattolico», capace di diventare forse maggioritario, ma che - concludeva Montini - non sarebbe mai diventato «il pensiero della Chiesa». Fra i credenti si è molto restii a scrivere queste cose, perché si teme possano suonare come un segno di debolezza, o peggio di mancanza di rispetto nei confronti della gerarchia. Ma noi pensiamo si debba abbandonare ogni indugio, e rendersi conto che siamo giunti a un punto di svolta: c’è un Papa che, nella tempesta della post modernità, lotta per tenere ben saldo il timone della barca di Pietro; ci sono vescovi, biblisti, facoltà teologiche, riviste «cattoliche» che - come una ciurma ammutinata - non vogliono più prendere ordini da lui. E poi c’è il popolo dei fedeli, che mostra segni di insofferenza per pastori che trasformano la dottrina cattolica in un fervorino progressista sulla raccolta differenziata e la pace nel mondo. Forse - almeno noi lo speriamo - la marcia del Family day è un segno che il Papa, da oggi, è un po’ meno solo.

 

 

L’emergenza famiglia scuote l’Europa

L'Italia è il terzo Paese nell'aumento di separazioni e divorzi (62%, dal 1990 al 2005)

In un rapporto dal titolo "Relazione sull'Evoluzione della Famiglia in Europa 2007", la Rete Europea dell'Istituto di Politica Familiare (IPF, http://www.ipfe.org) ha evidenziato come tra divorzi, aborti, calo delle nascite, invecchiamento e insufficienza di politiche di sostegno, la famiglia rischi di scomparire dal panorama continentale.

Il quadro che emerge è drammatico, tutti gli indicatori riguardanti popolazione, natalità, matrimoni, rottura delle famiglie e case, sono sostanzialmente peggiorati negli ultimi 25 anni. Nonostante la crescita della popolazione di 33,8 milioni di unità, i matrimoni sono in enorme calo. Nei 27 Paesi dell’Ue tra il 1980 e il 2005 il numero dei matrimoni è sceso del 22,3%. L’età di matrimonio si è spostata sempre più avanti: la media europea vede gli uomini sposarsi a 30 anni e le donne a 28, con un ritardo di circa 4,5 anni rispetto alle medie del 1980. Cresce anche l’età media della prima maternità, che nella Ue è prossima ai 30 anni. La media si interseca tra la Polonia che registra l’età più bassa per la prima maternità (27,9 anni) e la Spagna che registra la maternità più tardiva (30,9 anni). I matrimoni sono in calo e per nulla stabili. Negli ultimi 25 anni divorzi e separazioni sono cresciuti del 55%, fino ad una media di uno ogni 30 secondi. Dal 1990 al 2005 si contano13.753.000 fallimenti matrimoniali, con il coinvolgimento di 21 milioni di figli. Il record dei divorzi in Germania (quasi 380.000), seguita da Gran Bretagna e Francia. In termini percentuali di aumento di separazioni e divorzi, prima è la Spagna con un incremento del (183%), segue il Portogallo con l’89% e l’Italia 62%. Cresce il numero dei figli che nascono fuori dal matrimonio: i dati parlano di uno su tre.

Dal punto di visto demografico è altissima la frequenza del numero di aborti nei 27 Paesi che fanno parte dell’Unione Europea: uno ogni 25 secondi. Nel solo 2004 il numero di bambini e bambine abortiti nella Ue ha raggiunto la cifra di 1.235.517, pari a una media di 3,4 al giorno. Cifra ancora più preoccupante se si considera che sono state abortite il 19,4 % delle gravidanze, cioè un nascituro su cinque. “L’aborto è diventato la principale causa di mortalità in Europa, ben al di là delle altre cause di mortalità 'esterne' come suicidi, incidenti stradali, droga, alcolismo, Aids, come pure delle malattie”. Infatti, nel 2004 l’aborto ha fatto più vittime delle malattie di cuore (736.589) della malattie cardiovascolari (507.946) degli incidenti stradali (127.000) e dei suicidi (59.209).

Un altro dato preoccupante è la modesta crescita demografica dell’Europa e l’invecchiamento relativo. Tra il 1994 e il 2006 la popolazione europea è cresciuta di 19 milioni di persone, di questi quasi 15 milioni – pari al 69% – sono immigrati. Se non ci sarà una svolta nelle politiche demografiche, il rapporto calcola che dal 2025 l’Europa comincerà lentamente a spopolarsi. Nello stesso tempo l’invecchiamento della popolazione procede rapidamente: nel 1980, in Europa, su 100 europei 22 avevano meno di 14 anni e 13 avevano superato i 65. Nel 2004 i minori di 14 anni e gli over 65 erano pari. Dal 2005, gli over 65 hanno cominciato a superare gli under 14. In questo contesto l’Italia ha il primato della più alta percentuale di anziani (19,4% della popolazione, uno su cinque), mentre L’Irlanda è il Paese con la più alta percentuale di giovani.

L’ultima parte del rapporto è invece dedicato alle risorse relativamente esigue destinate, dai vari Paesi della Ue, alle politiche familiari. Di media i Paesi europei destinano meno dell’8% delle spese sociali per le famiglie. Come politica familiare la Ue destina il 2,1% del Prodotto interno lordo alle politiche familiari. Non si considera che la famiglia “svolge un ruolo chiave di ammortizzatore in particolare nei problemi della disoccupazione, delle malattie, della droga, dell’esclusione” ed è “il primo nucleo di solidarietà nelle nostre società e non solo come unità giuridica, sociale ed economica ma innanzitutto come unità di amore e solidarietà”.

 

Benedetto XVI: inaccettabili nei media la violenza o la volgarizzazione del sesso

“Inaccettabili”: così Benedetto XVI definisce i contenuti mediatici violenti, antisociali o che degradano la sessualità, sottolineando la loro gravità per l’influenza che esercitano sull’educazione. In piazza San Pietro, decine di migliaia di fedeli hanno accolto questa denuncia con un forte applauso. Il Papa ha dedicato gran parte del suo intervento, prima di recitare la preghiera mariana del “Regina Caeli”, all’uso dei media, nella domenica in cui si celebra la 41ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni, sul tema “I bambini e i mezzi di comunicazione, una sfida per l'educazione”. Il tema, al quale Benedetto XVI ha dedicato un Messaggio, merita più riflessione e preghiera, ha osservato. L’influenza dei mezzi di comunicazione è tale che compete con la scuola, con la Chiesa e anche, secondo il Papa, con la famiglia. Per questo, nel contesto educativo, gli strumenti mediatici pongono già da sé una sfida. E’ per questo che la chiave è nella formazione, “essenziale” per un uso corretto dei media, e nella collaborazione in questo senso di genitori, professori e comunità ecclesiale. Tre ambiti che il Santo Padre esorta a coinvolgersi nell’educazione di bambini e giovani perché questi siano “selettivi” e maturi in loro “un atteggiamento critico, coltivando il gusto per ciò che è esteticamente e moralmente valido”. Consapevole che i media hanno un ruolo fondamentale in questo compito educativo, Benedetto XVI ha segnalato loro il dovere di promuovere “la dignità della persona umana, il matrimonio e la famiglia, le conquiste e i traguardi della civiltà”. “I programmi che inculcano violenza e comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana sono inaccettabili, tanto più se proposti ai minori”, ha avvertito. “Rinnovo pertanto l’appello ai responsabili dell’industria dei media e agli operatori della comunicazione sociale, affinché salvaguardino il bene comune, rispettino la verità e proteggano la dignità della persona e della famiglia”, ha concluso. Nel contesto di questa Giornata Mondiale, il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, l’Arcivescovo John Patrick Foley, ha sottolineato la necessità di “formare i bambini perché siano consumatori intelligenti dei mezzi di comunicazione sociali. Devono sapere come distinguere tra i programmi che possono aiutarli e i programmi che cercano di sfruttarli”. Ai microfoni della “Radio Vaticana”, il presule ha dato un suggerimento specifico ai genitori: “I genitori devono sapere cosa i loro bambini stanno vedendo. Non possono utilizzare la televisione come una babysitter elettronica”. La Giornata Mondiale delle Comunicazioni è l’unica celebrazione a livello planetario istituita dal Concilio Vaticano II su raccomandazione dei Vescovi del mondo; nella maggior parte dei Paesi si svolge la domenica prima della Pentecoste. L’iniziativa mira al rafforzamento del multiforme apostolato della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale, a formare i fedeli circa i loro doveri in questo campo, a invitarli a pregare e a contribuire materialmente per sostenere e promuovere, secondo le necessità dell’ambito cattolico, le istituzioni e le iniziative promosse dalla Chiesa in questo campo (cfr. Decreto conciliare Inter mirifica sui mezzi di comunicazione sociale, n. 18).

 

Il Fondatore di una associazione contro la pedofilia respinge le accuse alla Chiesa

Nonostante le tante proteste arrivate in RAI, è andato ugualmente in onda, giovedì 31 maggio, nel programma di Michele Santoro, “Anno Zero”, il filmato sulla pedofilia prodotto dalla BBC dal titolo “Sex crimes in the Vatican”.

Il video è stato severamente criticato in tutti i Paesi dove è stato proiettato per la morbosità e violenza dei contenuti e per la grande quantità di falsità utilizzate nell'attaccare il Vaticano.

Tra gli ospiti anche don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione “Meter” (http://www.associazionemeter.it/), che da anni si occupa di lotta alla pedofilia e tutela dell’infanzia.

Il fondatore di “Meter” ha spiegato che “al di là degli aspetti drammatici della pedofilia che ha visto la responsabilità di tante persone e anche di qualche sacerdote, quello che mi auspico è che ci sia un grande equilibrio nel trattare una devianza le cui vittime sono i bambini”. Don Fortunato ha tenuto poi a sottolineare che non si deve utilizzare la pedofilia come pretesto unilaterale per attaccare la Chiesa cattolica, travisando le responsabilità personali in colpe collettive, perché nella Chiesa a fronte di singoli casi di devianza, ci sono centinaia di migliaia di sacerdoti, suore, religiosi, che si spendono quotidianamente in opere di carità, per raccogliere bambini di strada, difendere l’infanzia, assistere e curare vittime della violenza, a costruire scuole e centri per dare speranza ai bambini sfruttati e abbandonati”. “E poi non capisco – ha continuato il sacerdote – perché la pedofilia sia da imputare come un male della Chiesa cattolica. E' drammatico constatare che sono molti di più i casi che avvengono all’interno di altri gruppi religiosi, e di altre categorie sociali”. Circa le accuse riguardanti un presunto tentativo del Vaticano di insabbiare gli abusi sessuali da parte di sacerdoti, Don Fortunato ha detto: “Respingo in maniera assoluta l’idea che la Chiesa cattolica possa aver coperto i pedofili, in quanto sono un sacerdote, fondatore e responsabile dell’associazione 'Meter', che questi mali combatte e cerca di curare, con la formula di giustizia e misericordia”. “Un altro aspetto del fenomeno che mi risulta poco chiaro – ha aggiunto il sacerdote – è perché di fronte agli abusi sessuali, che secondo i dati forniti dall’ONU colpirebbero circa 150 milioni tra bambini e bambine, non si fanno inchieste e non si denunciano fenomeni come il turismo sessuale, come la pedopornografia, lo sfruttamento sessuale di minori”. “Sembra quasi – ha commentato don Fortunato – che l’unico intento sia quello di colpire la Chiesa cattolica, che invece lavora da sempre per assistere e aiutare le vittime di ogni tipo di abuso, soprattutto se bambini e bambine”. Sui fini della trasmissione di Santoro, don Fortunato ha poi aggiunto: “Mi chiedo quale sia lo scopo di trasmettere un video che è datato, che è da molti mesi disponibile su internet con i sottotitoli in italiano, e che dove è stato trasmesso ha suscitato forti critiche”. “Inoltre – ha concluso – sono imbarazzato, perché non solo devo combattere i pedofili, ma devo anche contrastare i mezzi di comunicazione che vogliono accusare la Chiesa, a cui appartengo, di essere complice delle devianze sessuali”.


Varie

 

VICINO AL FUOCO


Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci, quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente. Ho notato che non si distinguono molto dagli altri uomini. Ultimamente ho fatto una solenne litigata con uno di essi. E poi, lo sanno tutti che i tuoi discepoli non vanno sempre d'amore e d'accordo.
Ne conosco uno che fa certi traffici poco puliti... Voglio perciò farti una domanda molto franca: è possibile essere dei tuoi senza avere niente a che fare con i tuoi cosiddetti apostoli? Io vorrei seguirti ed essere cristiano (se mi passi la parola), ma senza la comunità, senza la Chiesa, senza tutti questi apostoli!».

Gesù lo guardò con dolcezza e attenzione. «Ascolta», gli disse «ti racconterò una storia: C'erano una volta alcuni uomini che si erano seduti a chiacchierare insieme. Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna e accesero il fuoco. Se ne stavano seduti ben stretti, mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti. Ma uno di loro, ad un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo. Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri. Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava. Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi.
L'uomo che sedeva da solo fu inghiottito dall'oscurità e dal gelo della notte.
Ci pensò un momento poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni. Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L'uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri. Si scaldò e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto».
Sorridendo, Gesù aggiunse: «Chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici. Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra e ciò che desidero di più è vederlo divampare».

                            Di Bruno Ferrero,

                                       Il canto del grillo


 Per finire…

GIORNALINO  ANNO  QUINTO…

 

Con questo numero inizia il quinto anno del giornalino parrocchiale   “In Cammino…”. Ripercorriamo le tappe importanti…

 

Era il mese di luglio del 2003 quando usciva la prima edizione del nostro giornalino parrocchiale “In Cammino…”.

Il giornale, più di un vero e proprio bollettino, nasceva da un nuovo impulso evangelizzante che si era venuto a creare all’interno del Consiglio Pastorale, con il benestare del nostro parroco don Roberto, che decide per una frequenza bimestrale. La Parrocchia di Strada, fin dal secondo numero, si è sempre accollata le spese di stampa per una distribuzione gratuita, usufruendo della collaborazione della parrocchia di Pratovecchio.

Fin dall’inizio il giornalino ha avuto una duplice funzione: quella di formazione con un argomento tema sulle verità della dottrina e della morale, e quella di informazione con delle rubriche fisse, portate avanti dai diversi organismi della parrocchia e della società civile di Strada in Casentino.

Assume una veste grafica semplice che ancora oggi resta visibile, rimaneggiata nel tempo solo come grandezza dei caratteri, viste le richieste di molti lettori.

Giugno 2004 entra a far parte del giornalino la sezione dedicata alla veglia di preghiera che si svolge alla cappella una volta a bimestre alla quale si partecipa portando il giornalino.

Luglio 2004 nasce il sito internet della parrocchia e da allora, tutti i numeri del giornalino sono scaricabili in formato elettronico.

Febbraio 2005 il giornalino assume una veste ufficiale con un editore, una sede, una redazione ed un direttore responsabile ottenendo l’autorizzazione del tribunale di Arezzo.

Giugno 2005 edizione speciale dopo la morte del Papa Giovanni Paolo II, per rendere omaggio ad un pontificato che ha lasciato un forte segno anche nella nostra comunità, che nel 2006 gli dedicherà il suo neonato circolo parrocchiale.

 

Ringraziamo tutti quelli che in vario modo, dalla stesura, alla revisione della bozza, dalla stampa e rilegatura alla distribuzione, dalla redazione e direzione, dalle rubriche e dagli articoli una tantum, collaborano per la realizzazione di questo organo di informazione e formazione. Ci auguriamo che si mantenga nel tempo l’entusiasmo e la fedeltà da parte di tutti. Infine un grazie ai lettori che ci hanno dimostrato affetto in molti modi in tutti questi anni.