Parrocchia di San Martino a Vado

Strada in Casentino

In
Cammino...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Bimestrale di Formazione ed Informazione

della Comunità di Strada in Casentino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno V  -  N. 26       Settembre - Ottobre 2007



Credo la comunione dei santi

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                        pag. 3   Comunità in Comunione

q       Spiritualità                                       pag. 4    Chiesa come comunione

q       Le preghiere del mese                    pag. 6    Preghiere

q       Cosa dice la Chiesa                        pag. 8   Vocazione alla Santità

q       La ragione e la fede                        pag. 9    www.iabbok.it

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 11  Beati i poveri

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 15   Rinnovamento Carismatico

pag. 16   Festa di Ferragosto

                                                                  pag. 17   Centro estivo 2007

                                                                  pag. 18   Festa della parrocchia

                                                                  pag. 20   Scout a Strada

                                                                  pag. 21   Ringraziamento del Parroco

                                                                  pag. 22   Siti internet parrocchiali

 

q       Notizie dal Casentino                     pag. 23   Rubrica

 

q       Approfondimenti                             pag. 24   Cannabis: pericolo reale

pag. 27   Eutanasia ed aborto

pag. 29   Loreto 2007

q       Varie                                                         pag. 31   Due teste

q       Per finire…                                    pag. 32   I Santi e l’Eucarestia

 

Il giornalino può essere scaricato su internet

all’indirizzo www.parrocchiastrada.net

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 


 



Editoriale

 

“Comunità in Comunione”

 

Il mistero della Trinità è mistero dell'unità nella diversità (Un solo Dio in tre persone) ed è anche sorgente della chiamata a divenire uno e a vivere la comunione ecclesiale. La comunione nella Chiesa è dono della Trinità che partecipa agli uomini la sua comunione di amore e al tempo stesso impegno del credente a costruirla nelle situazioni concrete vincendo i limiti umani.

Il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium ha proclamato la "universale vocazione alla santità", sottolineando che essa non è traguardo solo per pochi, ma corrispondenza comune di ogni credente che si apre all'amore di Dio. Tutti coloro che vivono in Cristo sono chiamati alla pienezza della vita cristiana: alla perfezione della carità,alla testimonianza personale ed ad avere gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.

Quando nelle nostre comunità la comunione è resa poco visibile vuol dire che non si vive di accoglienza reciproca, di condivisione, di ricerca dell'unità, cose che la Parola di Dio e l'esempio di Cristo vorrebbero.

Le parrocchie diventano allora luogo di gestione di piccoli poteri, di divisione tra i membri che le compongono, di preminenza di un carisma su un altro a scapito di una vera e concreta comunione.

La comunione dei beni spirituali quali la condivisione della fede, la frequenza ai sacramenti che uniscono a Dio, i carismi personali messi a servizio dell'utilità comune e la carità, dovrebbero rendere visibili i frutti all'interno del popolo di Dio e generare un'autentica comunione umana ed interiore tra gli appartenenti al medesimo Corpo.

 

Il vostro parroco, don Roberto


Spiritualità

Antonella Fani

CHIESA COME COMUNIONE

 

 


Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della «comunione dei santi» dopo aver dichiarato di credere la Chiesa. Se il mistero della Chiesa rimanda alla sua “cattolicità”, ovvero alla sua universale apertura a tutti i fedeli e alla sua aspirazione ad essere la Chiesa di tutti i fedeli in Cristo, credere “la comunione” si inserisce perfettamente in questo contesto.

La comunione che deve essere vissuta e  resa visibile all’interno della Chiesa è il dono che proviene dalla stessa comunione trinitaria. Dio in se stesso è comunione d’amore e per questo partecipa agli uomini i suoi doni. La Trinità è il mistero stesso dell’unità nella diversità, di come tutti siamo chiamati a divenire “uno” nel mistero di Dio.

Purtroppo molti lamentano (e spesso non a torto…) di come questa comunione sia poco visibile all’interno della Chiesa. Le parrocchie risultano, assai frequentemente, più che un centro di condivisione, di aggregazione, di accoglienza, di unità intorno alla Parola e all’esempio di Cristo, il luogo della gestione di piccoli poteri, della divisione tra buoni e cattivi, delle tante prediche private di sostanza.

Sebbene questo talvolta accada, non può tuttavia mettere in crisi il mistero che è la Chiesa in se stessa e il dono della comunione. Quando le divisioni prevalgono, ciò accade per i limiti umani: non è vissuta una vera, profonda e interiore adesione alla Parola di Dio, che è amore e accoglienza, servizio degli ultimi. Un servizio che si dirige soprattutto verso quelli più lontani, fino ad arrivare ad essere accoglienza e amore dei “nemici”.

Solo accogliendo e penetrando “a tentoni” (come direbbe san Paolo) il mistero d’amore e donazione che abita la Trinità, si può pervenire ad una autentica comunione umana, che dovrebbe essere particolarmente visibile nella comunione ecclesiale.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica specifica che con il termine «comunione dei santi» si intendono due cose: la comunione delle “cose sante”, ossia dei beni spirituali, e la comunione “tra le persone sante”.

La comunione dei beni spirituali indica in primo luogo la condivisione nella fede, a modello della prima comunità apostolica dove i discepoli erano «un cuor solo e un’anima sola», trasmessa dagli apostoli; indica poi la comunione dei sacramenti che ci uniscono più saldamente a Dio; dei carismi, come doni personali messi a servizio per l’utilità comune; dei beni personali, che non devono essere occasione di divisione; ed infine la comunione della carità, del compiere concreti atti di servizio a favore degli altri.

La comunione dei santi indica la comunione esistente tra tutti i fedeli, vivi e defunti. E questo è un mistero grande: non solo indica che avremo modo di ritornare in comunione con le persone che ci hanno e a cui abbiamo voluto bene in questa vita, ma afferma che continuiamo ad esserlo fin d’ora.

“Santi” sono tutti coloro che vivono o hanno vissuto cercando il bene nel Signore, mettendolo in pratica, lavorando nella carità. Alcuni vengono riconosciuti “ufficialmente” dalla Chiesa perché possano essere modello per tutti.

 Le opere che da queste persone sono state compiute esprimono in modo quasi “indubitabile” la loro adesione totale al progetto d’amore di Dio. Tuttavia, santi non sono solo quelli su cui la Chiesa si è pronunciata ufficialmente. Il Concilio Vaticano II ha ricordato nella Lumen Gentium la «universale vocazione alla santità», volendo sottolineare come questo non sia un “modello” irraggiungibile, ma la corrispondenza “naturale” di ogni uomo che si apre all’amore di Dio.

Al n. 42 la Lumen Gentium indica le vie e i mezzi per il conseguimento della santità da parte di tutti i fedeli: il dono primo e più necessario è la carità, vissuta nell’ascolto della Parola di Dio e nella messa in pratica con le opere; poi la testimonianza, che può arrivare fino al dono completo della propria vita. La carità è favorita anche dai consigli evangelici (povertà, castità ed obbedienza), esercitabili, nella misura conveniente, in ogni stato di vita, i quali sottolineano all’interno della vita consacrata il dono totale di sé al Signore. Infine, dall’educarsi ad avere gli stessi sentimenti di Gesù, come raccomandato da san Paolo nella lettera ai Filippesi.


 


Le preghiere del mese

PREGHIERE


 

Maria Vergine del mattino

Santa Maria, vergine della sera,
Madre dell'ora in cui

si fa ritorno a casa,
e si assapora la gioia di sentirsi accolti da qualcuno,
e si vive la letizia indicibile

di sedersi a cena con gli altri,
facci il regalo della comunione.

Te lo chiediamo

per la nostra Chiesa, che non

sembra estranea neanch'essa
alle lusinghe della

frammentazione,
del parrocchialismo
e della chiusura nei perimetri segnati dall'ombra del campanile.

Te lo chiediamo per la nostra città,
che spesso lo spirito di parte

riduce cosi tanto a terra contesa,
che a volte sembra diventata terra di nessuno.

Te lo chiediamo per le nostre

famiglie, perché il dialogo,

l'amore crocifisso, e la fruizione serena degli affetti domestici
le rendano luogo privilegiato di crescita cristiana e civile.


Te lo chiediamo per tutti noi,
perché, lontani dalle scomuniche dell'egoismo e dell'isolamento,
possiamo stare sempre

dalla parte della vita,
la dove essa nasce,

cresce e muore.

Te lo chiediamo

 per il mondo intero,
perché la solidarietà tra i popoli
non sia vissuta più come uno dei tanti impegni morali,
ma venga riscoperta

come l'unico imperativo etico
su cui fondare

l'umana convivenza.

E i poveri possano assidersi,

con pari dignità,
alla mensa di tutti.
E la pace diventi traguardo

dei nostri impegni quotidiani

                   di don Tonino Bello

 

 

 

 

Basta
di Averardo Dini

Basta un fiocco di neve

per far nascere un fiume.
Basta una goccia d'acqua

per forare una pietra.
Basta una stella

per illuminare il cielo.
Basta un fiore

per rallegrare il deserto.
Basta un sorriso

per dar vita all'amicizia.
Basta un "sì"

per consegnarsi alla persona amata.
Basta una lacrima per cancellare una montagna di peccati.
Basta uno spicciolo

per far grande il tesoro.

Tu sei un Dio straordinario,

Signore,
perché giudichi grande

e meraviglioso
ciò che è piccolo e ordinario;
perché niente misuri con il metro

e con la stadèra,
ma solo e sempre
in base al silenzioso

e nascosto battito del cuore.

Aiutami, Signore, ogni giorno
a donarti sempre il meglio di me,
anche se è poco,
dal momento che non mi chiedi di fare cose straordinarie
ma soltanto che faccia

le cose ordinarie
con un cuore straordinario.

 

 

 

Credo della Speranza
Credo che da questa

fede fluiscano
le speranze più essenziali

della nostra vita:
la comunione dei Santi

e delle Cose Sante,

che è la Chiesa,
la Buona Novella

del perdono dei peccati,
la speranza della Risurrezione

che ci dona la certezza
che nulla va perduto

nella nostra vita,
nessun frammento di bontà

e bellezza,
nessun sacrificio

per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima

e nessuna amicizia

Don Michele Do

 

 

             

Cosa dice la Chiesa

VOCAZIONE UNIVERSALE ALLA SANTITÀ

 

Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore: «Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5,48). Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr Mc 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv 13,34; 15,12). I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l'aiuto di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno ricevuto. Li ammonisce l'Apostolo che vivano « come si conviene a santi » (Ef 5,3), si rivestano «come si conviene a eletti di Dio, santi e prediletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza » (Col 3,12) e portino i frutti dello Spirito per la loro santificazione (cfr. Gal 5,22; Rm 6,22). E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Gc 3,2), abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno pregare: « Rimetti a noi i nostri debiti » (Mt 6,12).

È dunque evidente per tutti, che tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità e che tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano. Per raggiungere questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l'esempio di lui e diventati conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi.

                                               Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, n. 40

 
               

 

                                                                                                                

         La ragione e la fede

di Antonella Fani

 

WWW.IABBOK.IT

È già da qualche mese che la diocesi di Firenze ha messo in rete un forum creato appositamente per i giovani, ma al quale, di fatto, partecipano attivamente anche persone più mature.

Il sito, www.iabbok.it, prende il nome dal fiume simbolo della “lotta” con Dio. Leggendo la storia di Giacobbe nel libro della Genesi, arriviamo al punto in cui questo patriarca si trova a lottare con un uomo misterioso. L’uomo misterioso è Dio. La lotta si conclude a favore di Giacobbe, ma non senza conseguenze: riceve la benedizione del Signore e un nome nuovo: Israele. Questo nome richiama la lotta combattuta con Dio, la sua vittoria e l’averlo visto faccia a faccia, ma al tempo stesso designa anche la vittoria di Dio sull’uomo.

Un brano misterioso, come a volte paradossale è la stessa storia di Giacobbe, l’usurpatore, il furbo che ad ogni costo ricerca la benedizione divina. Eppure il vero cambiamento sarà solo nel momento dello scontro-incontro faccia a faccia con Dio.

Dalla lotta Giacobbe esce ‘ferito’: colpito all’anca rimane zoppo. Di questo momento continuerà a portare segni visibili. Ha vissuto un cambiamento profondo.

Allo stesso modo, il forum presente sul sito www.iabboc.it vorrebbe essere il luogo del dialogo e dell’incontro con Dio.

Chi lo frequenta può trovare, o egli stesso aggiungere, un argomento inseribile in una delle quattro aree tematiche con i rispettivi argomenti trattabili:

1.    “Tu e Dio”: la Sacra Scrittura, le domande, le provocazioni dell’ate-ismo alla fede e della fede all’ateismo.

2.    “Chiesa: una casa aperta a tutti”: La storia della Chiesa, dialogo interreligioso, ecumenismo, morale generale, morale speciale (sessuale, bioetica, sociale), liturgia cristiana, sacramenti, ...

3.    MONDO - I popoli, una famiglia”: Pace e giustizia, dialogo tra popoli e culture, ...

4.    UOMO - Tu ed io”: Le domande e i problemi dell'uomo, cultura generale e cristiana (arte, musica, letteratura, cinema),

A queste si aggiunge la fuori sezione “ho una domanda ma”, dove si possono inserire i topic che non hanno una specifica collocazione.

Il dialogo è naturalmente aperto a tutti: cattolici e non. Gli argomenti vengono proposti liberamente dagli iscritti ed anche l’iscrizione è libera.

L’obiettivo è quello di crescere nella fede e nella conoscenza attraverso il dialogo e il confronto reciproco. Le tematiche non poche volte hanno suscitato diverbi accesi, che possono aver richiesto l’intervento dei moderatori a ‘placare’ gli animi, nel tentativo di riportare ad un clima di dialogo più sereno.

Ormai gli utenti registrati hanno superato i 300: tra questi ci sono gli assidui frequentatori, gli sporadici, quelli che osservano ma preferiscono non esporsi.

Un forum certamente atipico non solo per gli argomenti trattati e lo stile tenuto (sempre piuttosto rispettoso a parte in talune discussioni che hanno particolarmente fatto infiammare gli animi), ma anche perché sono stati e saranno progressivamente previsti delle serate di incontro e delle uscite, di cui già si possono consultare le eco nel forum stesso.

In altre sezioni si può venire a conoscenza di tutti i vari incontri previsti prevalentemente nella diocesi di Firenze.

Per adesso la sezione più frequentata, discussa e controversa è stata senz’altro quella riguardante la Chiesa: leggendo i vari interventi (mettendo in conto tutti i limiti di un forum e della comunicazione realizzata con strumenti informatici) si nota come le opinioni possano essere divergenti, come lo scambio non manchi affatto, come ognuno cerchi di informarsi o perlomeno di apportare nuovi argomenti a favore della propria opinione.

Ecco allora alcuni degli ultimi temi in questo periodo più dibattuti:

- Come affermare la propria fede

- L’omelia del don è stata…

- Da un ateo…

- Il matrimonio

- L’omosessualità

- Messa in latino

- Aborto

- Il crimen sollecitationis

- Donne e sacerdozio

- Approccio ai musulmani

- Libri da consigliare

- Musica che passione

- Tv spazzatura

- Punizioni a scuola o abusi

Un sito, dunque, che risulta essere interessante per chi ‘vuol dire la propria’ ma ancor più venire a conoscenza dell’opinione dell’altro. E non di rado, si può incorrere in sorprese…

 

                     Veglia di Preghiera

BEATI I POVERI

CANTO

Preghiera di adorazione (insieme)

Noi ci inginocchiamo, o Signore, dinanzi al Sacramento dell'altare della Santa Chiesa, al Sacramento del Nuovo ed Eterno Patto stipulato da Dio con tutti i redenti. Noi ti contempliamo, o Signore, che sei presente tra noi in carne e sangue, in corpo e anima, in divinità e umanità. Ti adoriamo, ti benediciamo, ti ringraziamo. Pieghiamo le ginocchia davanti al tuo  sacramento, o Signore, che ci unisce a te, il Figlio e il Verbo eterno del Padre, a te, il Figlio dell'uomo. Nel Sacramento dell'Altare, la tua umanità è il pegno, che ci fa certi di essere uniti alla tua divinità e che, toccandoci, ci consacra. In virtù di questo Sacramento,  rendici capaci di divenire ciò che siamo, uomini realmente e veramente, in corpo e anima: uomini nei quali, la presenza della tua grazia possa manifestarsi efficace su coloro che vivono con noi. Amen.(da una preghiera di Hugo e Karl Rahner)

 

Silenzio e adorazione

 

Pregare a cori alterni il Salmo 74

 

2 Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie:

invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.

 

3 Nel tempo che avrò stabilito

io giudicherò con rettitudine.

4 Si scuota la terra

con i suoi abitanti,

io tengo salde le sue colonne.

 

5 Dico a chi si vanta:

"Non vantatevi".

E agli empi:

"Non alzate la testa!".

6 Non alzate la testa contro il cielo,

non dite insulti a Dio.

 

7 Non dall`oriente, non dall`occidente, non dal deserto,

non dalle montagne

8 ma da Dio viene il giudizio:

è lui che abbatte l`uno

e innalza l`altro.

 

9 Poiché nella mano del Signore

è un calice

ricolmo di vino drogato.

Egli ne versa:

fino alla feccia

ne dovranno sorbire,

ne berranno tutti gli empi

della terra.

 

10 Io invece esulterò per sempre,

canterò inni al Dio di Giacobbe.

11 Annienterò tutta l`arroganza

degli empi,

allora si alzerà la potenza

dei giusti

 

Esposizione sul salmo 74 di Agostino

Ti confesseremo, o Dio! Ti confesseremo e invocheremo il tuo nome. Non invocare prima di aver confessato. Confessa ed invoca! Infatti, colui che invochi tu lo chiami in te, poiché " invocare " altro non è se non chiamare dentro di sé. Se è invocato da te (cioè, se è chiamato in te), pensa a chi egli sia solito avvicinarsi, poiché egli non si avvicina al superbo. Dio è certamente altissimo; eppure chi si innalza per orgoglio non lo raggiunge. Per raggiungere le cose poste in alto, noi ci solleviamo sulla punta dei piedi e, se non possiamo arrivarvi, cerchiamo qualche mezzo, qualche scala ad esempio, per poterci innalzare fino a toccarle. Il contrario accade a Dio. Egli è altissimo, ma è accessibile agli umili. Sta scritto: Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore contrito ; e la pietà e l'umiltà macerano il cuore. L'uomo pentito si adira con se stesso. Sia in ira contro se stesso per avere benevolo il Signore! Sia giudice di se stesso, per avere il Signore come difensore. Dio viene, dunque, quando è invocato. Ma da chi viene? Non viene certo dal superbo. Ascolta un'altra testimonianza: Il Signore è eccelso e guarda benevolo le cose umili; mentre conosce da lontano le cose elevate.  Il Signore è eccelso, e guarda le cose umili, non da lontano. […] Dio sa far questo, Dio può far questo: distogliere il volto dal peccatore e non distoglierlo da colui che confessa le sue colpe. Per questo in un passo gli vien detto: Distogli il tuo volto dai miei peccati; e in un altro: Non distogliere il tuo volto da me . Nel primo caso lo si prega di non guardare i peccati; qui, invece, di non cessare di guardare la persona. Confessa dunque e invoca! Confessando purifichi il tempio in cui verrà colui che invochi. Confessa e invoca! Che egli distolga il suo volto dai tuoi peccati, e non lo distolga da te! Distolga il suo volto da ciò che tu hai fatto, ma non lo distolga da ciò che ha fatto lui. Perché, in quanto sei uomo, è stato lui a farti; quanto invece ai tuoi peccati, li hai fatti tu. Confessa, dunque, e invoca! Canta: Ti confesseremo, o Dio, ti confesseremo.

 

Silenzio e meditazione personale

 

CANTO

 

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12)

1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 3 “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4 Beati gli afflitti, perché saranno consolati.       5 Beati i miti, perché erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

 

 

L1: Chi sono i poveri di cui parla Gesù? La povertà, nel grido dei Salmi, si rivela così come una "lucidità" riguardo a se stessi: un cogliere la propria esistenziale indigenza che diventa "sete" di "altro" che solo Dio può dare. Comprendiamo così che, soprattutto nell'accentuazione fatta da Matteo, i poveri sono quelli che la smettono di contare solo sulle proprie forze. Però, pur essendo pienamente consapevoli della loro indigenza, non si deprimono, ma pongono in Dio ogni loro speranza.

 

L2: Così si evidenzia con forza la seconda parte del versetto: "perché di essi è il Regno dei cieli" (= regno di Dio). Proprio perché consapevoli del proprio "vuoto" di ricchezze e di tutto, si sono rivolti a Dio facendo affidamento su di Lui; ed ecco che Egli esercita la potenza del suo Regno su di loro. E che cos'è il Regno se non anzitutto "l'ampiezza, la larghezza, l'altezza e la profondità del suo amore?" (cfr Ef 3,18) che libera dall'angoscia, rassicura, conforta e salva?

 

L3: "L'uomo - dice Dostoevskyij - ha un assoluto bisogno di adorare; s'inginocchia quindi o davanti a Dio o davanti a un idolo: non potete servire contemporaneamente Dio e mammona (le ricchezze)". Gesù stesso, come dice San Paolo, "da ricco che era si è fatto povero, perché diventassimo ricchi della sua povertà" (2 Cor. 8,9). Proclamò "Beati i poveri perché di essi è il Regno dei cieli" perché Lui, che è il regnare sovrabbondante dell'amore di Dio tra gli uomini, aveva vissuto per primo questa beatitudine. Il Regno di Dio! Allora ecco un punto fermo: non divento povero per trovare il Regno, ma anzitutto perché l'ho trovato. Dopo lo cercherò ulteriormente. Ma intanto se sono così persuaso che la vera ricchezza è il regnare di Dio e del suo amore nella mia vita, io mi sbarazzo volentieri delle altre ricchezze perché m'intasano, a lungo andare mi soffocano e spengono.

 

Silenzio e meditazione personale

 
L4: L'avido attaccamento è segno di errore esistenziale, ma è anche fonte di chiusura all'amore, d'inquietudine, paura, depressione, a volte vera fonte di follia. R. Hobbs, un economista inglese, ha scritto: "Il denaro è qualcosa che macchia. L'unico modo per non lasciarmene macchiare è considerarlo un mezzo che Dio mi ha dato, non per la mia esclusiva sicurezza, ma per fare del bene agli altri. Sono solo un amministratore e alla fine della vita sarò giudicato sulla mia amministrazione, non sulla mia ricchezza. Guai a me se uso il denaro per corrompere un giudice o qualsiasi altro! Posso solo usarlo per l'unica ricchezza che conta: l'amore". (R. Cantalamessa, Povertà, Ancora 1996, p. 88-89)

 

CANTO

 

Preghiere spontanee

 

Preghiera conclusiva (tutti)

O Dio,
vorrei tanto tenere le cose sotto controllo
vorrei esser padrone del mio destino.

Pure so che tu dici:
"Lascia che ti prenda per mano e ti conduca.
Accetta il mio amore
e abbi fiducia che dove ti porterò
i desideri più profondi del tuo cuore saranno adempiuti".

Signore, apri le mie mani
per ricevere il tuo dono di amore.

 

BENEDIZIONE                                   CANTO FINALE


Notizie della nostra Comunità

 

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET

 

Con la preghiera farete cose grandi

CANTICO DI UN ANZIANO

 

Benedetti quelli che mi guardano con simpatia

Benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco

Benedetti quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità

Benedetti quelli che stringono con calore le mie mani tremanti

Benedetti quelli che si interessano della mia lontana giovinezza

Benedetti quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti

Benedetti quelli che comprendono il mio bisogno di affetto

Benedetti quelli che mi regalano frammenti del loro tempo

Benedetti quelli che si ricordano della mia solitudine

Benedetti quelli che mi sono vicini nella sofferenza

Beati, quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita

Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio

Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.

 

“Messaggio di Medjugorje”

25 Agosto 2007

 

"Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione. Che la vostra vita, figlioli, sia riflesso della bontà di Dio e non dell’odio e dell’infedeltà. Pregate, figlioli, affinché per voi la preghiera diventi vita. Così scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore. E voi che siete lontani dalla misericordia di Dio convertitevi, affinché Dio non diventi sordo alle vostre preghiere e non sia tardi per voi. Perciò, in questo tempo di grazia, convertitevi e mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

 

Rubrica a cura della

Sig.ra Amalia Bonciani

 


Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                            Centro culturale sportivo ricreativo

 

FESTA  DI  FERRAGOSTO  2007

 

 

Festa all’insegna dell’allegria quella del 15 Agosto al Circolo Parrocchiale. Il tutto è iniziato con il pranzo comunitario. Intorno alle ore 13.00 abbiamo pregato Maria Assunta in cielo insieme al parroco, don Roberto ed alle suore. Tutti contenti del menù offerto per i soci del circolo: caratteristica principale il gran fritto di verdure, carne e pesce.

Per finire il lamponcello offerto a tutti da don Roberto, che ne è produttore.

Un grazie a tutti i volontari che come sempre, sacrificano queste giornate di festa dal lavoro settimanale, per la comunità ed il circolo.

Nel pomeriggio gonfiabile con acqua per i più piccini (dalle foto la fila per il gonfiabile e il più piccolo audace visitatore) e giochi senza frontiere sempre a base di schizzi e giochi d’acqua. Non sono mancati gli scherzi dei tradizionali gavettoni, fra bambini ed adulti.

Alla fine cena sociale con i più “fedeli” fino a tarda serata quando , stanchi della giornata, abbiamo chiuso i battenti.

 

Notizie della nostra Comunità

 

 

CENTRO ESTIVO 2007: bilanci ed altro

 

Con la festa della Parrocchia del 9 settembre è finito anche il centro Estivo parrocchiale, terza esperienza per la comunità di Strada in casentino.

Nonostante quest’anno fossero presenti nel territorio esperienze similari, i bilanci sono davvero positivi: 43 iscrizioni per tre mesi di lavoro sereno, proficuo ed intenso al tempo stesso. Ringraziamo le collaboratrici assunte dal Circolo Parrocchiale, Angela e Carlotta per questa esperienza e le collaboratrici esterne che si sono avvicendate: Amanda, Eleonora e Federica.

Pubblichiamo questa lettera pervenuta alla redazione del giornalino.

 

Egregio Direttore,

colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di vivere la magnifica esperienza del Centro Estivo.

L’11 giugno scorso, all’apertura del centro, i dubbi e le perplessità erano tante e le certezze poche ma, giorno dopo giorno, quest’avventura si è trasformata in un grande successo!

Sono stati 3 mesi intensi, a volte un po’ duri, ma che mi hanno insegnato tante cose, soprattutto dal punto di vista umano.

Grazie di cuore a tutti i bambini e ai loro genitori, senza i quali quest’esperienza non sarebbe stata possibile: ognuno di voi mi ha lasciato dentro qualcosa di bello… Conserverò sempre uno splendido ricordo dei giorni passati insieme e spero sia così per tutti coloro che hanno condiviso con me questi momenti.

Un mio sincero ringraziamento va soprattutto a Suor Pellegrina e a Suor Elide per la loro disponibilità e per la fiducia che ci hanno sempre dimostrato e un grazie particolare ad Antonio per l’organizzazione e il coordinamento dell’intero Centro estivo.

 

Un saluto a tutti, Angela Colozzi

 


 

Notizie della nostra Comunità

 

 

FESTA DELLA PARROCCHIA EDIZIONE 2007

 

Domenica 9 settembre grande giornata interamente dedicata a raccogliere la comunità parrocchiale di Strada in Casentino a far festa. Una festa che ha avuto l’intuizione fortemente positiva di aver coinvolto il gruppo Scout del Casentino ad animare la giornata.

Gli Scout erano arrivati nel sabato pomeriggio, nella compagine dei capi , approfittando della accoglienza al circolo, per la loro programmazione annuale. Cena, pernottamento e prima colazione offerta da circolo per poi partecipare al pranzo comunitario.

La mattina era iniziata per la comunità dei ragazzi, con un mini torneo di ping pong ed i preparativi per il pranzo comunitario delle ore 13.00. In realtà per le volontarie e cuoche della cucina, tutto era iniziato il sabato pomeriggio fino a tarda notte per il confezionamento delle magnifiche ed assai apprezzate“cialde”. Grandi elogi hanno ricevuto per il pranzo da tutti gli intervenuti, con molte sorprese particolari e gustose, quali la ormai famosa polenta, il pane imbottito e il dessert in cialda con macedonia. Durante la sera poi si sono superate con la cena al fuoco Scout, nella quale il piatto forte sono stati bomboloni e polenta fritta dolce. Un grazie ancora a tutte quante.

Apprezzamenti ai volontari sono stati espressi anche da don Roberto alla fine della S. Messa celebrata all’esterno dell’area ricreativa del circolo, come ormai tradizione di molti anni. Infatti, nell’osservare la positività di tali occasioni in cui la comunità parrocchiale si rende visibile, anche con le sue celebrazioni eucaristiche , al mondo lontano che circonda, ha ringraziato tutti i volontari per l’opera instancabile mirata all’ottima riuscita della giornata.

Un ringraziamento sentito è stato espresso dal parroco anche per gli Scout e per la loro partecipazione alla giornata, che ha arricchito tutti i vari momenti. Gli scout infatti hanno animato, con canti e letture, la S. Messa ed hanno riempito la giornata con giochi ed attività per descrivere e mostrare ai ragazzi della nostra parrocchia, quali sono le loro attività più specifiche.

Hanno montato due loro tende caratteristiche, all’interno del parco di viale Italia, hanno cantato intorno al fuoco, hanno animato giochi di gruppo nei campi del circolo. Speriamo che questa loro incursione nella nostra realtà, possa aver dato un segno e sviluppare in futuro, come ha auspicato anche don Roberto, un rinascere degli scout a Strada in Casentino.

La giornata della parrocchia ha voluto anche essere un momento di gioia per la conclusione “alla grande” delle iniziative parrocchiali, portate avanti tramite il circolo, del Centro Estivo e della scuola Calcio. Una partita a calcetto in notturna ed un ballo insieme ai bambini hanno ricordato questi mementi, pur non riuscendo in così breve tempo, a rappresentare tutti i percorsi ludico motori e formativi che sono stati messi in campo in tre mesi di lavoro intenso. Un grazie ancora agli animatori che hanno portato avanti queste realtà di supporto alla famiglia e per promuovere i valori cristiani che il credente ritiene fondamentali nello sviluppo e nella crescita dei ragazzi.

Cosa dire di più per concludere questo ricordo della Sesta festa della Parrocchia; ci auguriamo che tali momenti servano ad avvicinare alla parrocchia tante persone che possono, insieme ad un proprio cammino di fede, concretizzare un servizio attraverso la partecipazione alla varie attività promosse anche tramite il Circolo Parrocchiale.


 

Notizie della nostra Comunità

 

GLI   SCOUT   A   STRADA

 

La giornata della festa della parrocchia con la presenza degli scout nella nostra comunità, ha fatto tornare in mente, in particolar modo ad Agostino Fabbri, una storia che, forse da molti dimenticata, ha riguardato il nostro paese da vicino e lo ha rappresentato, più di tutto, per oltre un secolo: il collegio dei Gesuiti prima e dei Salesiani dopo. Molto ci sarebbe da dire e da raccontare e forse un giorno lo faremo su questo giornale. Oggi ci soffermiamo su una delle loro tante iniziative: quella di promuovere la nascita di un gruppo scout, formazione da poco nata in Inghilterra e presto fatta propria dai cattolici per la formazione dei ragazzi.

Negli anni trenta i gesuiti facevano nascere il gruppo degli esploratori, con una foto che riportiamo qui a lato, scattata nel campo allestito in quella che ora è l’area ricreativa del circolo. Dopo la guerra il gruppo riprende forza sotto la promozione dei Salesiani che danno una sede, al collegio, al gruppo scout di Strada. Questa fase è viva nei ricordi di alcuni anziani che vi hanno partecipato e grazie ai quali abbiamo ricostruito questa storia.                Nella foto è visibile l’affresco di san Giorgio con i vari simboli Scout, ancora presente in quella stanza del collegio che fu la sede scout. Affresco che ricorda a molti, come Giorgio Paggetti, l’affetto che avevano per i salesiani, quando portavano i colori per affrescare la loro sede. Speriamo che questa grande tradizione del passato si possa riaffermare di nuovo per i nostri ragazzi.


Notizie della nostra Comunità

 

 

Ringraziamento del Parroco

 

Sento il dovere di manifestare la mia più sentita gratitudine alle 214 famiglie che hanno risposto positivamente alla mia richiesta di un contributo in denaro per il rifacimento del tetto della  sala ex cinema parrocchiale.

Come è ormai noto, tale sala, una volta completamente ristrutturata, verrà dotata di attrezzature idonee allo svolgimento di attività pastorali e di iniziative comunitarie in favore di ragazzi, giovani, anziani e delle famiglie.

Un particolare ringraziamento all'ENTE Cassa di Risparmio di Firenze, alla Diocesi di Fiesole ed al Circolo Parrocchiale che hanno offerto un consistente contributo.

Come già lo scorso anno, in occasione della Festa della Parrocchia, esprimo, anche a nome delle tante persone che ho avuto modo di avvicinare, i più sentiti apprezzamenti e la più viva gratitudine a tutti quei soci che prestano volontariamente la loro opera all'interno dei locali del Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II, offrendo preziose opportunità di aggregazione a persone di ogni fascia di età.

Mi auguro che l'entusiasmo che è in tutti i soci volontari, continui per tanti anni ancora e dia all'interno della Parrocchia i suoi frutti.

Grazie di cuore.

 

Notizie della nostra Comunità

 

Siti Internet diocesani e parrocchiali:

una realtà da promuovere e migliorare

 

La nostra parrocchia è stata una fra la prime in diocesi e la prima in Casentino a dotarsi di un sito internet.

www.parrocchiastrada.net nasceva nel 2004 come supporto mediatico di comunicazione all’interno della neonata Rassegna Letteraria. Con l’esperienza del giornalino parrocchiale, nato l’anno prima, ci eravamo resi conto dell’importanza di sperimentare nuove forme di comunicazione all’interno della pastorale parrocchiale, per rendere visibile, all’esterno e fra i fedeli, le varie attività della comunità di Strada.

 

L’importanza di questo strumento è in questo periodo alla ribalta grazie ad uno studio effettuato dal professor Daniel Arasa, autore di una tesi comparativa sulle web diocesane del mondo cattolico.

Afferma l’autore: “non esiste contraddizione tra informazione ed evangelizzazione: il modo migliore di evangelizzare è offrire un’informazione corretta, e questa è la finalità principale di un sito web istituzionale”. In questo senso, “Internet non è essenziale da un punto di vista costitutivo (di ciò che è la Chiesa), ma è uno strumento molto importante oggi per la comunicazione della Chiesa, e quindi può (e deve) contribuire efficacemente alla sua missione evangelizzatrice”.

 

Con questa immagine, tratta da un bozzetto a matita che don Roberto aveva in canonica, presentiamo la prima pagina ai visitatori che non ci conoscono e che ci vedono per la prima volta attraverso le pagine di internet. Poi tanti collegamenti ai siti cattolici principali, al sito della diocesi alle parrocchie del Casentino, fiesolano e non. Poi le pagine dedicate ai luoghi della parrocchia, ossia la pieve e la cappella; poi le pagine della Scuola Materna Alterini e del Circolo parrocchiale e la grande sezione della Rassegna Letteraria. Infine la pagina del giornalino, dove si possono scaricare in formato elettronico tutti i numeri usciti in questi anni. Per concludere la sezione del comitato etico sulla difesa della vita e della famiglia che è nato intorno alla parrocchia in occasione del Referendum sulla procreazione assistita.


Notizie dal Casentino

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

 

UNA GIORNATA PER LO SPORT

Domenica 26 Agosto Memorial Tito Focacci

 

Dopo la pausa estiva i campi sportivi di tutto il Casentino si ripopolano di ragazzi più o meno giovani, che nelle piazze, nei campi di cemento o erba sintetica hanno continuato a dare spettacolo nelle calde sere estive. Domenica 26 Agosto lo stadio comunale di Strada in Casentino ha vissuto un momento davvero emozionante per l’atmosfera e l’aria di festa che si respirava tra un calcio e l’altro. La società del GS Strada, guidata dal Presidente Pasquale Farsini, fondata nel lontano 1962, nonostante la retrocessione in III categoria, riparte con un rinnovato entusiasmo. L’organico è composto da persone giovani e intraprendenti, fiduciose  e desiderose di riscattarsi dopo una stagione positiva non per i risultati, ma  per il gruppo di giocatori e dirigenti che è nato. In questa domenica si è voluto celebrare il Memorial Tito Focacci, uno degli uomini simbolo della società dello Strada, invitando ospiti illustri come le squadre di Stia e Soci. Una giornata arricchita e vivacizzata dalla presenza dei ragazzi dai 5 ai 12 anni, che durante i momenti di intervallo hanno fatto delle mini partite guidati da Silvio Paggetti, responsabile scuola calcio “Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II”. Vorremmo sempre vedere i campi di calcio gremiti di tifosi pronti a gridare e a tifare, i bambini in festa, emozionati perché hanno alzato una coppa o semplicemente seduti a bordo campo in attesa del loro turno. Per la cronaca nel triangolare lo Strada ha espresso un buon gioco, vincendo il primo scontro con lo Stia per 1 a 0 e perdendo per 2 a 0 con il Soci, che si è così aggiudicato il trofeo.  L’appuntamento è per tutti i tifosi e gli amanti dello sport, quello vero, al comunale di Strada la domenica pomeriggio per dare un futuro alla passione di tanti piccoli e grandi uomini.


Approfondimenti

Cannabis: come perdere la testa

e a volte la vita

Attualmente, la cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) è la droga illecita più prodotta e consumata al mondo, a causa anche di un abbattimento dei prezzi delle sostanze psicotrope, mentre la quantità di tetraidrocannabinolo nei prodotti a base di cannabis (il principio attivo di questa sostanza) è passata negli ultimi anni dal 2 al 20%.

La leggenda rosa

A dispetto dell'allarmismo lanciato dalla comunità scientifica internazionale – soprattutto a partire dalla metà degli anni '90 – e dai responsi delle neuroscienze, “il nostro Paese è l'unico a non avvisare i giovani che, con lo spinello, rischiano la malattia e il danno cerebrale, cognitivo, e caratteriale”.“La leggenda mediatica e culturale, però, che in Italia parla di questa sostanza è invece rosa [...] Si tratta di una narrazione a lieto fine cui la classe dirigente italiana (particolarmente quella che si occupa di informazione e di politica) non vuole rinunciare”. “L'Italia sembra anche l'unico Paese ove i politici credono, ancora, che la cannabis sia una 'droga leggera'”, scrive Claudio Risé, docente di Psicologia dell’Educazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Milano Bicocca.

Questi “ostinati partigiani della cannabis”, retaggio “dell'egoismo umanitario degli anni '70” - spiega lo psicanalista - continuano, incuranti delle conferme della scienza, spesso a farne uso, difendendola come un tabù e senza voler prendere atto delle numerose vite avvelenate, dei tanti invalidi fisici e psichici.

La cannabis in cifre

In Italia, la disinformazione ha incentivato il consumo di cannabis. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2005, circa 350.000 persone, fra i 15 e i 54 anni, fanno un uso quotidiano di cannabis, mentre 1.900.000 ne fanno uso il fine settimana. Nel nostro Paese, rivela lo studio, il consumo di cannabis è globalmente raddoppiato nel quinquennio 2001-2005 passando dal 6,2% all’11,9% (da 2.000.000 a 3.800.000). In Italia, in generale, la cannabis risulta essere la sostanza di iniziazione per l'85% dei consumatori di cocaina e per il 74% dei consumatori di eroina. Mentre, in base alle indagini condotte negli ultimi anni soprattutto all'interno delle discoteche, sembra fortemente correlato anche il consumo in età adolescenziale di cannabis e l'utilizzo successivo di ecstasy e pasticche a base di anfetamine.

Effetti fisici e psichici

Gli effetti fisici e psichici legati all'uso protratto o saltuario della cannabis sono:

-- il consumatore abituale può cadere nello stato di “avolitional” o “avolitivo”, ovvero di ottundimento della volontà e appiattimento della persona;

-- l'assunzione nell'età adolescenziale aumenta, in modo proporzionale alla dose, il rischio di sviluppare la schizofrenia, oppure la successiva comparsa di depressione e di attacchi acuti di ansia e panico;

-- danni superiori a quelli del tabacco: 3-4 sigarette di cannabis equivalgono a 20 sigarette di tabacco per i danni polmonari arrecati;

-- indebolimento del sistema immunitario e maggiori possibilità di contrarre infezioni: aumento dell'incidenza di infiammazioni delle mucose del cavo orale e di malattie bronco-polmonari, e dello sviluppo di cancro della bocca, della gola, dei polmoni e del cervello;

-- il consumo cronico in alte dosi può indurre disturbi cognitivi: riduzione della capacità di ragionamento, di concentrazione, di immagazzinamento delle informazioni necessarie a pensare, ridotta espressività del linguaggio;

-- contribuisce all'abbassamento del livello di testosterone e all'infertilità maschile: alterazione della spermatogenesi, riduzione nella densità e motilità degli spermatozoi, e aumento delle forme anomale;

-- nelle ragazze, irregolarità nel ciclo mestruale e nell'ovulazione tali da condurre all'infertilità; nelle donne, mette a rischio il concepimento e la gravidanza (rischio di aborto e gravidanza extrauterina);

-- l'uso da parte della madre durante la gestazione può provocare nel bambino sin dai primi anni gravi deficit psicologici e cognitivi e alterazioni neurocomportamentali: deficit nella capacità mnemonica, iperattività, disturbi dell'attenzione ed eccessiva impulsività, ritardi nello sviluppo del linguaggio, problemi di integrazione sociale;

-- rischio di dipendenza, le cui insidie (irritabilità, ansia, difficoltà di dormire, aumento di aggressività) possono rimanere latenti anche dopo mesi dall'ultima assunzione;

-- disturbi del sonno e alterazioni del metabolismo.

Il ruolo della famiglia

La scarsa attenzione dei genitori e l'instabilità familiare sono fattori che possono indurre i giovani a incorrere in comportamenti a rischio, per questa ragione ogni azione preventiva è incentrata sull'azione della famiglia. I genitori, spiega il professor Risé, sono “decisivi nella loro responsabilità di tenere unita la famiglia, e di evitare separazioni e divorzi che sono uno dei maggiori fattori di rischio nel favorire l'incontro dei giovani con la cannabis. Tutta la famiglia dunque deve essere coinvolta nel trattamento”.

 “Inoltre tra i principali fattori che proteggono dal pericolo di incorrere nell'uso di cannabis, c'è proprio il percepire, da parte degli adolescenti, l'interessamento e la presenza dei genitori nel seguire la propria vita, le attività svolte, compreso il tempo libero e le uscite serali”.


Approfondimenti

I vescovi contro eutanasia e aborto:

«I nuovi nemici sono già alle porte»

 

Nichilismo e relativismo sono «nemici che tentano di espugnare le nostre città», nutrendo «tendenze egemoni» che giustificano l’aborto, l’eutanasia, lo scardinamento del matrimonio, le violenze e il terrorismo. Sono parole forti quelle che il vescovo Mons. Giuseppe Betori, segretario della CEI, pronuncia nella cattedrale di Gubbio.

Una meditazione che si trasforma in analisi e non fa sconti. Oggi «nuovi nemici tentano di espugnare le nostre città - afferma il vescovo -, sovvertire il loro sereno ordinamento e creare turbamento alla loro vita». Quali sono questi nemici? «Si chiamano - spiega Mons. Betori - nichilismo e relativismo, che in modo più o meno esplicito nutrono le tendenze egemoni nella nostra cultura: fanno dell’embrione, l’essere umano più indifeso, un materiale disponibile per sperimentazioni mediche; danno copertura legale al crimine dell’aborto e si apprestano a farlo per le pratiche eutanasiche, infrangendo la sacralità dell’inizio e della fine della vita umana... Oscurano la verità della dualità sessuale in nome di una improponibile libertà di autodeterminazione di sé; scardinano la natura stessa della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna». Ma questi nemici, secondo il numero due della CEI, introducono anche «il concetto apparentemente innocuo di qualità della vita, che innesca l’emarginazione e la condanna dei più deboli e svantaggiati; coltivano sentimenti di arroganza e di violenza che fomentano le guerre e il terrorismo; delimitano gli spazi del riconoscimento dell’altro chiudendo all’accoglienza di chi è diverso per etnia, cultura e religione; negano possibilità di crescita per tutti mantenendo situazioni e strutture di ingiustizia sociale».

Mons. Betori spiega che «occorre avere consapevolezza di questa battaglia in corso attorno alla persona umana e alla sua dignità e di quanto essa sia decisiva per il futuro della società». Al tempo stesso però aggiunge: «Occorre anche riconoscere che può salvarci solo il riferimento al Dio creatore e alla sua legge scritta nei nostri cuori, e a noi rivelata in pienezza da Gesù che ci offre anche la grazia di adempierla». E qui il segretario dei vescovi italiani ripropone la sfida di Benedetto XVI, chiedendo «a tutti, credenti e non credenti, di vivere “etsi Deus daretur”, come se Dio esistesse, ribaltando l’ipotesi che ha retto il pensiero e l’agire della modernità, l’“etsi Deus non daretur”, il come se Dio non ci fosse, che ha prodotto i forni di Auschwitz e i gulag della Siberia.

Se vogliamo difendere il vero volto dell’uomo abbiamo bisogno di riscoprire il volto di Dio». E il volto di Dio, ha continuato Mons. Betori, è quello dell’amore.

«Non però l’amore debole che nasconde la verità, che crea ambiguità sotto il velo della falsa tolleranza, bensì quello esigente che non rinuncia a ferire per curare, a distinguere per poter allacciare ponti veri e non a voler rendere tutto fittiziamente omologo, a richiamare alla responsabilità senza indulgere in un buonismo alla fine perdente».

Questa visione della carità, «che non rinuncia alla verità, ma proprio per questo è capace di generare progetti di novità di vita nella sfera individuale e in quella sociale, è ciò che è chiesto oggi ai cattolici», ha concluso il segretario della Cei.


Approfondimenti

 

Benedetto XVI a 500.000 giovani:

“Andate controcorrente”

Benedetto XVI ha invitato mezzo milione di giovani ad andare contro la corrente di un mondo che seduce con modelli di violenza, prepotenza o “successo ad ogni costo”.

 “Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!”, ha esortato nella concelebrazione eucaristica a conclusione dell’Agora dei giovani italiani, celebrata nell’immensa piana di Montorso, nei pressi di Loreto.

La gran parte dei giovani pellegrini ha trascorso la notte sotto le stelle o in tende installate nella spianata, dove la sera avevano vissuto un grande incontro di festa e fede. Insieme al Papa hanno concelebrato l’Eucaristia 150 Vescovi e duemila sacerdoti.

Sotto un sole rovente, il Vescovo di Roma ha lasciato ai ragazzi e alle ragazze un’idea fondamentale: “Il messaggio è questo: non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà”. “Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere”.

Parlando dell’enorme influenza che vogliono avere i media sui giovani, ha detto loro: “Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione”.

Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune”.

Il Papa ha anche incoraggiato i ragazzi a non avere “paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda”.

 “I vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”, ha assicurato.

“Quella dell’umiltà, cari amici, non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio – ha sottolineato –. Non è l’esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato”. Il Papa ha riconosciuto che “purtroppo oggi, non di rado, un’esistenza piena e felice viene vista da molti giovani come un sogno difficile, e qualche volta quasi irrealizzabile”. “Tanti vostri coetanei guardano al futuro con apprensione e si pongono non pochi interrogativi”. Si chiedono, ha riconosciuto, “come inserirsi in una società segnata da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire all’egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare un senso pieno alla vita?”.

“Non abbiate timore, Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore! Non ci sono sogni irrealizzabili quando a suscitarli e a coltivarli nel cuore è lo Spirito di Dio”


Varie

 

DUE TESTE

                                                                                 

Sulle sponde d'un lago nell'India del Nord, c'era una volta uno strano uccello che aveva due teste, una a destra e una a sinistra. Due teste ma un corpo solo.

Un giorno, mentre gironzolava in cerca di cibo, con gli occhi della testa di destra vide un favo di miele selvatico, e subito vi si buttò sopra.
La testa di sinistra disse: «Dammene anche a me». Ma la testa di destra non diede ascolto, e se lo beccò tutto in pochi istanti. Allora la testa di sinistra giurò vendetta; e mentre l'uccello vagava per un bosco, ecco a sinistra certe bacche amarissime. La testa di sinistra le scorse per prima e, pur sapendo che non erano buone e avrebbero fatto male allo stomaco, ne beccò quante poté. E nel frattempo pensava: «Poi avremo mal di pancia; ma gli sta bene, a quell'egoista dell'altra parte; così impara la solidarietà».
Poco dopo, l'uccello si sentì colto da atroci dolori: le bacche erano velenose, e in breve tempo gli causarono la morte.

Morirono ugualmente le due teste, quella di destra e quella di sinistra, perché nessuna delle due aveva avuto cervello.


Così muoiono tante famiglie. Per paura di amare.

«I legami profondi mi hanno sempre spaventato» ammette uno studente, «perché hanno tutta l'aria di imporre delle grosse responsabilità. Ho sempre temuto di non poter adempire alle molte esigenze e richieste che un impegno del genere trascina con sé. Per questo mi sono sorpreso a constatare, quando alla fine ho trovato il coraggio di avviare un rapporto affettivo approfondito e stabile, che mi sentivo più forte di prima. Da quel momento ho avuto l'impressione di disporre di due cervelli e non di uno; e così pure di quattro mani di quattro braccia, di quattro gambe e di un altro mondo. La mia capacità di realizzarmi e di evolvermi è parsa raddoppiare, come si sono raddoppiate le alternative a mia disposizione. Adesso amare gli altri mi riesce assai più facile. Mi sento molto più forte, non ho più paura».

 

                            Di Bruno Ferrero,

                                       Il segreto dei pesci rossi


 Per finire…

I SANTI E L’EUCARESTIA


 

Una sola comunione ben fatta è capace di farci sentire santi e perfetti. San Francesco di Sales

 

Ogni giorno egli (Gesù) discende dal seno del Sommo Padre nell'altare tra le mani del sacerdote e come apparve ai santi Apostoli nella vera carne, così anche ora si rivela a noi nel sacro pane.  San Francesco d'Assisi

Accostiamoci al Santissimo Sacramento con grande spirito di fede e di amore: ed una sola comunione credo che basti per lasciarci ricche. E che dire di tante? Sembra che ci accostiamo al Signore unicamente per cerimonia: ecco perché ne caviamo poco frutto. O mondo miserabile che rendi cieco chi guarda te.... per non permettergli di vedere i tesori che potrebbe avere in Dio! Santa Teresa d'Avila

 

L'Ora santa davanti all'Eucaristia deve condurre all'ora santa con i poveri. La nostra Eucaristia è incompleta se non conduce al servizio e all'amore dei poveri. Beata Teresa di Calcutta

 

Come il cibo corporale è necessario per la vita a tal punto che senza di esso non si può vivere,...così il cibo spirituale è necessario per la vita spirituale, in modo che senza di esso la vita spirituale non si può mantenere.  San Tommaso d'Aquino

 

Ricevi Gesù nella S. Comunione e accogli tutto dalle Sue mani, con l'umile disposizione che la Santa Vergine Maria ebbe nel momento dell'Annunciazione: Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me secondo quello che mi hai detto.  San Massimiliano Maria Kolbe

Ieri ho fatto la Comunione e sono così allegro e contento che mi pare di non dover mai più rattristarmi, anche in mezzo alle difficoltà.  Ivan Merz

 

L'anima, gustando l'Eucaristia si accende di tanto ardore che, distrutta ogni tiepidezza e carnalità, si unisce solo a questo cibo, convertendosi in esso, ed allora gusta che il Signore è soave, sperimenta come il suo Spirito è più dolce del miele".  San Bonaventura da Bagnoregio