Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino


Bimestrale di Formazione ed Informazione della Comunità di Strada in Casentino
Anno
V - N. 26 Settembre
- Ottobre 2007
Credo la comunione dei santi
SOMMARIO
q Editoriale pag.
3 Comunità in Comunione
q Spiritualità pag.
4 Chiesa come comunione
q Le preghiere del mese pag.
6 Preghiere
q Cosa dice
q La ragione e la fede pag. 9 www.iabbok.it
q Veglia di preghiera pag.
11 Beati i poveri
q Notizie della nostra comunità pag.
15 Rinnovamento Carismatico
pag.
16 Festa di Ferragosto
pag.
17 Centro estivo 2007
pag.
18 Festa della parrocchia
pag.
20 Scout a Strada
pag.
21 Ringraziamento del Parroco
pag.
22 Siti internet parrocchiali
q Notizie dal Casentino pag. 23 Rubrica
q Approfondimenti pag. 24 Cannabis: pericolo reale
pag. 27 Eutanasia ed aborto
pag. 29 Loreto 2007
q Varie pag. 31 Due
teste
q Per finire… pag.
32 I Santi e l’Eucarestia
Il giornalino può essere scaricato su internet
all’indirizzo www.parrocchiastrada.net
EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg.
Parrocchia San Martino a Vado) DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in
Casentino (AR) Autorizzazione
Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005
Editoriale
“Comunità in Comunione”
Il mistero della
Trinità è mistero dell'unità nella diversità (Un solo Dio in tre persone) ed è
anche sorgente della chiamata a divenire uno e a vivere la comunione
ecclesiale. La comunione nella Chiesa è dono della Trinità che partecipa agli
uomini la sua comunione di amore e al tempo stesso impegno del credente a
costruirla nelle situazioni concrete vincendo i limiti umani.
Il Concilio
Vaticano II nella Lumen Gentium ha proclamato la "universale vocazione
alla santità", sottolineando che essa non è traguardo solo per pochi, ma
corrispondenza comune di ogni credente che si apre all'amore di Dio. Tutti
coloro che vivono in Cristo sono chiamati alla pienezza della vita cristiana:
alla perfezione della carità,alla testimonianza personale ed ad avere gli
stessi sentimenti di Cristo Gesù.
Quando nelle
nostre comunità la comunione è resa poco visibile vuol dire che non si vive di
accoglienza reciproca, di condivisione, di ricerca dell'unità, cose che
Le parrocchie
diventano allora luogo di gestione di piccoli poteri, di divisione tra i membri
che le compongono, di preminenza di un carisma su un altro a scapito di una
vera e concreta comunione.
La comunione dei
beni spirituali quali la condivisione della fede, la frequenza ai sacramenti
che uniscono a Dio, i carismi personali messi a servizio dell'utilità comune e la
carità, dovrebbero rendere visibili i frutti all'interno del popolo di Dio e
generare un'autentica comunione umana ed interiore tra gli appartenenti al
medesimo Corpo.
Il vostro parroco, don Roberto
Spiritualità
Antonella Fani
Il Catechismo della Chiesa Cattolica
parla della «comunione dei santi» dopo aver dichiarato di credere
La comunione che deve essere
vissuta e resa visibile all’interno
della Chiesa è il dono che proviene
dalla stessa comunione trinitaria. Dio in se stesso è comunione d’amore e per
questo partecipa agli uomini i suoi doni.
Purtroppo molti lamentano (e spesso non a torto…) di come questa comunione sia poco visibile all’interno della Chiesa. Le parrocchie risultano, assai frequentemente, più che un centro di condivisione, di aggregazione, di accoglienza, di unità intorno alla Parola e all’esempio di Cristo, il luogo della gestione di piccoli poteri, della divisione tra buoni e cattivi, delle tante prediche private di sostanza.
Sebbene questo talvolta accada,
non può tuttavia mettere in crisi il mistero che è
Solo accogliendo e penetrando
“a tentoni” (come direbbe san Paolo) il mistero d’amore e donazione che abita
Il Catechismo della Chiesa Cattolica specifica che con il termine «comunione dei santi» si intendono due cose: la comunione delle “cose sante”, ossia dei beni spirituali, e la comunione “tra le persone sante”.
La comunione dei beni spirituali indica in primo luogo la condivisione nella fede, a modello della prima comunità apostolica dove i discepoli erano «un cuor solo e un’anima sola», trasmessa dagli apostoli; indica poi la comunione dei sacramenti che ci uniscono più saldamente a Dio; dei carismi, come doni personali messi a servizio per l’utilità comune; dei beni personali, che non devono essere occasione di divisione; ed infine la comunione della carità, del compiere concreti atti di servizio a favore degli altri.
La comunione dei santi indica la comunione esistente tra tutti i fedeli, vivi e defunti. E questo è un mistero grande: non solo indica che avremo modo di ritornare in comunione con le persone che ci hanno e a cui abbiamo voluto bene in questa vita, ma afferma che continuiamo ad esserlo fin d’ora.
“Santi” sono tutti coloro che vivono o hanno vissuto cercando il bene nel Signore, mettendolo in pratica, lavorando nella carità. Alcuni vengono riconosciuti “ufficialmente” dalla Chiesa perché possano essere modello per tutti.
Le opere che da queste persone sono state
compiute esprimono in modo quasi “indubitabile” la loro adesione totale al progetto
d’amore di Dio. Tuttavia, santi non sono solo quelli su cui
Al n. 42
Le
preghiere del mese
Maria
Vergine del mattino
Santa Maria, vergine della
sera,
Madre dell'ora in cui
si fa ritorno a casa,
e si assapora la gioia di sentirsi accolti da qualcuno,
e si vive la letizia indicibile
di sedersi a cena con gli
altri,
facci il regalo della comunione.
Te lo chiediamo
per la nostra Chiesa, che non
sembra estranea neanch'essa
alle lusinghe della
frammentazione,
del parrocchialismo
e della chiusura nei perimetri segnati dall'ombra del campanile.
Te lo chiediamo per la nostra città,
che spesso lo spirito di parte
riduce cosi tanto a terra
contesa,
che a volte sembra diventata terra di nessuno.
Te lo chiediamo per le nostre
famiglie, perché il dialogo,
l'amore crocifisso, e la
fruizione serena degli affetti domestici
le rendano luogo privilegiato di crescita cristiana e civile.
Te lo chiediamo per tutti
noi,
perché, lontani dalle scomuniche dell'egoismo e dell'isolamento,
possiamo stare sempre
dalla parte della vita,
la dove essa nasce,
cresce e muore.
Te lo chiediamo
per il mondo intero,
perché la solidarietà tra i popoli
non sia vissuta più come uno dei tanti impegni morali,
ma venga riscoperta
come l'unico imperativo etico
su cui fondare
l'umana convivenza.
E i poveri possano assidersi,
con pari dignità,
alla mensa di tutti.
E la pace diventi traguardo
dei nostri impegni quotidiani
di
don Tonino Bello
Basta
di Averardo Dini
Basta un fiocco di neve
per far nascere un fiume.
Basta una goccia d'acqua
per forare una pietra.
Basta una stella
per illuminare il cielo.
Basta un fiore
per rallegrare il deserto.
Basta un sorriso
per dar vita all'amicizia.
Basta un "sì"
per consegnarsi alla persona amata.
Basta una lacrima per cancellare una montagna di peccati.
Basta uno spicciolo
per far grande il tesoro.
Tu sei un Dio straordinario,
Signore,
perché giudichi grande
e meraviglioso
ciò che è piccolo e ordinario;
perché niente misuri con il metro
e con la stadèra,
ma solo e sempre
in base al silenzioso
e nascosto battito del cuore.
Aiutami, Signore, ogni giorno
a donarti sempre il meglio di me,
anche se è poco,
dal momento che non mi chiedi di fare cose straordinarie
ma soltanto che faccia
le cose ordinarie
con un cuore straordinario.
Credo della Speranza
Credo che da questa
fede fluiscano
le speranze più essenziali
della nostra vita:
la comunione dei Santi
e delle Cose Sante,
che è la Chiesa,
del perdono dei peccati,
la speranza della Risurrezione
che ci dona la certezza
che nulla va perduto
nella nostra vita,
nessun frammento di bontà
e bellezza,
nessun sacrificio
per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima
e nessuna amicizia
Don
Michele Do
Cosa
dice
VOCAZIONE
UNIVERSALE ALLA SANTITÀ
Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni
perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha
predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore:
«Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5,48).
Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio
con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutte le forze
(cfr Mc 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv 13,34;
15,12). I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma
a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore,
nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi
della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l'aiuto
di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno
ricevuto. Li ammonisce l'Apostolo che vivano « come si conviene a santi » (Ef
5,3), si rivestano «come si conviene a eletti di Dio, santi e prediletti, di
sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza »
(Col 3,12) e portino i frutti dello Spirito per la loro santificazione (cfr.
Gal 5,22; Rm 6,22). E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Gc 3,2),
abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno
pregare: « Rimetti a noi i nostri debiti » (Mt 6,12).
È dunque evidente per tutti, che tutti coloro che
credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza
della vita cristiana e alla perfezione della carità e che tale santità promuove
nella stessa società terrena un tenore di vita più umano. Per raggiungere
questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo
volle donarle, affinché, seguendo l'esempio di lui e diventati conformi alla
sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità
si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità
del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato
nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi.
Concilio Vaticano II, Lumen Gentium,
n. 40
La ragione e la fede
di Antonella Fani
È già da qualche mese che la diocesi di Firenze ha messo in rete un forum creato appositamente per i giovani, ma al quale, di fatto, partecipano attivamente anche persone più mature.
Il sito, www.iabbok.it,
prende il nome dal fiume simbolo della “lotta” con Dio. Leggendo la storia di
Giacobbe nel libro della Genesi, arriviamo al punto in cui questo patriarca si
trova a lottare con un uomo misterioso. L’uomo misterioso è Dio. La lotta si
conclude a favore di Giacobbe, ma non senza conseguenze: riceve la benedizione
del Signore e un nome nuovo: Israele. Questo nome richiama la lotta combattuta
con Dio, la sua vittoria e l’averlo visto faccia a faccia, ma al tempo stesso
designa anche la vittoria di Dio sull’uomo.
Un brano misterioso, come a volte paradossale è
la stessa storia di Giacobbe, l’usurpatore, il furbo che ad ogni costo ricerca
la benedizione divina. Eppure il vero cambiamento sarà solo nel momento dello
scontro-incontro faccia a faccia con Dio.
Dalla lotta Giacobbe esce
‘ferito’: colpito all’anca rimane zoppo. Di questo momento continuerà a portare
segni visibili. Ha vissuto un cambiamento profondo.
Allo stesso modo, il forum
presente sul sito www.iabboc.it vorrebbe
essere il luogo del dialogo e dell’incontro con Dio.
Chi lo frequenta può
trovare, o egli stesso aggiungere, un argomento inseribile in una delle quattro
aree tematiche con i rispettivi argomenti trattabili:
1.
“Tu e Dio”:
2.
“Chiesa: una casa aperta a tutti”: La storia della Chiesa, dialogo
interreligioso, ecumenismo, morale generale, morale speciale (sessuale,
bioetica, sociale), liturgia cristiana, sacramenti, ...
3.
“MONDO - I popoli, una famiglia”:
Pace
e giustizia, dialogo tra popoli e culture, ...
4.
“UOMO - Tu ed io”: Le domande e i
problemi dell'uomo, cultura generale e cristiana (arte, musica, letteratura, cinema),
A queste si
aggiunge la fuori sezione “ho una domanda ma”, dove si possono inserire i topic che non
hanno una specifica collocazione.
Il dialogo è
naturalmente aperto a tutti: cattolici e non. Gli argomenti vengono proposti
liberamente dagli iscritti ed anche l’iscrizione è libera.
L’obiettivo è
quello di crescere nella fede e nella conoscenza attraverso il dialogo e il
confronto reciproco. Le tematiche non poche volte hanno suscitato diverbi accesi,
che possono aver richiesto l’intervento dei moderatori a ‘placare’ gli animi,
nel tentativo di riportare ad un clima di dialogo più sereno.
Ormai gli utenti
registrati hanno superato i 300: tra questi ci sono gli assidui frequentatori,
gli sporadici, quelli che osservano ma preferiscono non esporsi.
Un forum
certamente atipico non solo per gli argomenti trattati e lo stile tenuto (sempre
piuttosto rispettoso a parte in talune discussioni che hanno particolarmente
fatto infiammare gli animi), ma anche perché sono stati e saranno progressivamente
previsti delle serate di incontro e delle uscite, di cui già si possono
consultare le eco nel forum stesso.
In altre sezioni
si può venire a conoscenza di tutti i vari incontri previsti prevalentemente
nella diocesi di Firenze.
Per adesso la
sezione più frequentata, discussa e controversa è stata senz’altro quella
riguardante
Ecco allora
alcuni degli ultimi temi in questo periodo più dibattuti:
- Come affermare
la propria fede
- L’omelia del
don è stata…
- Da un ateo…
- Il matrimonio
-
L’omosessualità
- Messa in
latino
- Aborto
- Il crimen
sollecitationis
- Donne e
sacerdozio
- Approccio ai
musulmani
- Libri da
consigliare
- Musica che
passione
- Tv spazzatura
- Punizioni a
scuola o abusi
Un sito, dunque,
che risulta essere interessante per chi ‘vuol dire la propria’ ma ancor più
venire a conoscenza dell’opinione dell’altro. E non di rado, si può incorrere
in sorprese…
Veglia
di Preghiera
♫ CANTO
Preghiera di adorazione (insieme)
Noi ci inginocchiamo, o
Signore, dinanzi al Sacramento dell'altare della Santa Chiesa, al Sacramento
del Nuovo ed Eterno Patto stipulato da Dio con tutti i redenti. Noi ti contempliamo,
o Signore, che sei presente tra noi in carne e sangue, in corpo e anima, in
divinità e umanità. Ti adoriamo, ti benediciamo, ti ringraziamo. Pieghiamo le
ginocchia davanti al tuo sacramento, o
Signore, che ci unisce a te, il Figlio e il Verbo eterno del Padre, a te, il
Figlio dell'uomo. Nel Sacramento dell'Altare, la tua umanità è il pegno, che ci
fa certi di essere uniti alla tua divinità e che, toccandoci, ci consacra. In
virtù di questo Sacramento, rendici
capaci di divenire ciò che siamo, uomini realmente e veramente, in corpo e
anima: uomini nei quali, la presenza della tua grazia possa manifestarsi
efficace su coloro che vivono con noi. Amen.(da
una preghiera di Hugo e Karl Rahner)
Silenzio e adorazione
Pregare a
cori alterni il Salmo 74
2 Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie:
invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.
3 Nel tempo che avrò stabilito
io giudicherò con rettitudine.
4 Si scuota la terra
con i suoi abitanti,
io tengo salde le sue colonne.
5 Dico a chi si vanta:
"Non vantatevi".
E agli empi:
"Non alzate la testa!".
6 Non alzate la testa
contro il cielo,
non dite insulti a Dio.
7 Non dall`oriente, non dall`occidente, non dal
deserto,
non dalle montagne
8 ma da Dio viene il giudizio:
è lui che abbatte l`uno
e innalza l`altro.
9 Poiché nella mano del Signore
è un calice
ricolmo di vino drogato.
Egli ne versa:
fino alla feccia
ne dovranno sorbire,
ne berranno tutti gli empi
della terra.
10 Io invece esulterò per sempre,
canterò inni al Dio di Giacobbe.
11 Annienterò tutta l`arroganza
degli empi,
allora si alzerà la potenza
dei giusti
Esposizione
sul salmo 74 di Agostino
Ti
confesseremo, o Dio! Ti confesseremo e invocheremo il tuo nome. Non invocare prima di aver confessato.
Confessa ed invoca! Infatti, colui che invochi tu lo chiami in te, poiché
" invocare " altro non è se non chiamare dentro di sé. Se è invocato
da te (cioè, se è chiamato in te), pensa a chi egli sia solito avvicinarsi,
poiché egli non si avvicina al superbo. Dio è certamente altissimo; eppure chi
si innalza per orgoglio non lo raggiunge. Per raggiungere le cose poste in
alto, noi ci solleviamo sulla punta dei piedi e, se non possiamo arrivarvi,
cerchiamo qualche mezzo, qualche scala ad esempio, per poterci innalzare fino a
toccarle. Il contrario accade a Dio. Egli è altissimo, ma è accessibile agli umili.
Sta scritto: Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore
contrito ; e la pietà e l'umiltà macerano il cuore. L'uomo pentito si
adira con se stesso. Sia in ira contro se stesso per avere benevolo il Signore!
Sia giudice di se stesso, per avere il Signore come difensore. Dio viene,
dunque, quando è invocato. Ma da chi viene? Non viene certo dal superbo.
Ascolta un'altra testimonianza: Il Signore è eccelso e guarda
benevolo le cose umili; mentre conosce da lontano le cose elevate. Il
Signore è eccelso, e guarda le cose umili, non da lontano. […] Dio sa far
questo, Dio può far questo: distogliere il volto dal peccatore e non distoglierlo
da colui che confessa le sue colpe. Per questo in un passo gli vien detto: Distogli
il tuo volto dai miei peccati; e in un altro: Non distogliere il tuo
volto da me . Nel primo caso lo si prega di non guardare i peccati;
qui, invece, di non cessare di guardare la persona. Confessa dunque e invoca!
Confessando purifichi il tempio in cui verrà colui che invochi. Confessa e
invoca! Che egli distolga il suo volto dai tuoi peccati, e non lo distolga da
te! Distolga il suo volto da ciò che tu hai fatto, ma non lo distolga da ciò
che ha fatto lui. Perché, in quanto sei uomo, è stato lui a farti; quanto
invece ai tuoi peccati, li hai fatti tu. Confessa, dunque, e invoca! Canta: Ti
confesseremo, o Dio, ti confesseremo.
Silenzio e
meditazione personale
♫ CANTO
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12)
1 Vedendo
le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i
suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 “Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli. 4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati. 5 Beati
i miti, perché erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame
e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7 Beati i
misericordiosi, perché troveranno misericordia. 8 Beati i puri di
cuore, perché vedranno Dio. 9 Beati gli operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio. 10 Beati i perseguitati per causa
della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11 Beati voi
quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di
male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato
i profeti prima di voi.
L1: Chi sono i poveri di cui parla Gesù? La povertà, nel
grido dei Salmi, si rivela così come una "lucidità" riguardo a se
stessi: un cogliere la propria esistenziale indigenza che diventa
"sete" di "altro" che solo Dio può dare. Comprendiamo così
che, soprattutto nell'accentuazione fatta da Matteo, i poveri sono quelli che
la smettono di contare solo sulle proprie forze. Però, pur essendo pienamente
consapevoli della loro indigenza, non si deprimono, ma pongono in Dio ogni loro
speranza.
L2: Così si evidenzia con forza la seconda parte del
versetto: "perché di essi è il Regno
dei cieli" (= regno di Dio). Proprio perché consapevoli del proprio
"vuoto" di ricchezze e di tutto, si sono rivolti a Dio facendo affidamento
su di Lui; ed ecco che Egli esercita la potenza del suo Regno su di loro. E che
cos'è il Regno se non anzitutto "l'ampiezza,
la larghezza, l'altezza e la profondità del suo amore?" (cfr Ef 3,18)
che libera dall'angoscia, rassicura, conforta e salva?
L3: "L'uomo
- dice Dostoevskyij - ha un assoluto
bisogno di adorare; s'inginocchia quindi o davanti a Dio o davanti a un idolo:
non potete servire contemporaneamente Dio e mammona (le ricchezze)". Gesù
stesso, come dice San Paolo, "da
ricco che era si è fatto povero, perché diventassimo ricchi della sua
povertà" (2 Cor. 8,9). Proclamò "Beati
i poveri perché di essi è il Regno dei cieli" perché Lui, che è il
regnare sovrabbondante dell'amore di Dio tra gli uomini, aveva vissuto per
primo questa beatitudine. Il Regno di Dio! Allora ecco un punto fermo: non divento povero per trovare il Regno, ma
anzitutto perché l'ho trovato. Dopo lo cercherò ulteriormente. Ma intanto
se sono così persuaso che la vera ricchezza è il regnare di Dio e del suo amore
nella mia vita, io mi sbarazzo volentieri delle altre ricchezze perché
m'intasano, a lungo andare mi soffocano e spengono.
Silenzio
e meditazione personale
L4: L'avido attaccamento è
segno di errore esistenziale, ma è anche fonte di chiusura all'amore,
d'inquietudine, paura, depressione, a volte vera fonte di follia. R. Hobbs, un
economista inglese, ha scritto: "Il
denaro è qualcosa che macchia. L'unico modo per non lasciarmene macchiare è
considerarlo un mezzo che Dio mi ha dato, non per la mia esclusiva sicurezza,
ma per fare del bene agli altri. Sono solo un amministratore e alla fine della
vita sarò giudicato sulla mia amministrazione, non sulla mia ricchezza. Guai a
me se uso il denaro per corrompere un giudice o qualsiasi altro! Posso solo
usarlo per l'unica ricchezza che conta: l'amore". (R.
Cantalamessa, Povertà, Ancora 1996, p. 88-89)
♫ CANTO
Preghiere spontanee
Preghiera conclusiva (tutti)
O Dio,
vorrei tanto tenere le cose sotto controllo
vorrei esser padrone del mio destino.
Pure so che tu dici:
"Lascia che ti prenda per mano e ti conduca.
Accetta il mio amore
e abbi fiducia che dove ti porterò
i desideri più profondi del tuo cuore saranno adempiuti".
Signore, apri le mie mani
per ricevere il tuo dono di amore.
BENEDIZIONE ♫ CANTO FINALE
Notizie della nostra
Comunità
Con
la preghiera farete cose grandi
CANTICO
DI UN ANZIANO
Benedetti
quelli che mi guardano con simpatia
Benedetti quelli
che comprendono il mio camminare stanco
Benedetti
quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia
sordità
Benedetti
quelli che stringono con calore le mie mani tremanti
Benedetti
quelli che si interessano della mia lontana giovinezza
Benedetti quelli
che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti
Benedetti quelli
che comprendono il mio bisogno di affetto
Benedetti quelli
che mi regalano frammenti del loro tempo
Benedetti quelli
che si ricordano della mia solitudine
Benedetti quelli
che mi sono vicini nella sofferenza
Beati, quelli
che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita
Beati quelli
che mi sono vicini nel momento del passaggio
Quando entrerò nella vita
senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.
“Messaggio
di Medjugorje”
25
Agosto 2007
"Cari figli, anche oggi vi invito alla
conversione. Che la vostra vita, figlioli, sia riflesso della bontà di Dio e
non dell’odio e dell’infedeltà. Pregate, figlioli, affinché per voi la
preghiera diventi vita. Così scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia
che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore. E voi che
siete lontani dalla misericordia di Dio convertitevi, affinché Dio non diventi
sordo alle vostre preghiere e non sia tardi per voi. Perciò, in questo tempo di
grazia, convertitevi e mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Grazie per
aver risposto alla mia chiamata."
Rubrica a cura della
Sig.ra Amalia Bonciani
Notizie della nostra
Comunità
Festa all’insegna dell’allegria quella del 15 Agosto
al Circolo Parrocchiale. Il tutto è iniziato con il pranzo comunitario. Intorno
alle ore 13.00 abbiamo pregato Maria Assunta in cielo insieme al parroco, don
Roberto ed alle suore. Tutti contenti del menù offerto per i soci del circolo:
caratteristica principale il gran fritto di verdure, carne e pesce.
Per finire il lamponcello offerto a tutti da don
Roberto, che ne è produttore.
Un grazie a tutti i volontari che come sempre,
sacrificano queste giornate di festa dal lavoro settimanale, per la comunità ed
il circolo.
Nel pomeriggio gonfiabile con acqua per i più piccini
(dalle foto la fila per il gonfiabile e il più piccolo audace visitatore) e
giochi senza frontiere sempre a base di schizzi e giochi d’acqua. Non sono mancati
gli scherzi dei tradizionali gavettoni, fra bambini ed adulti.
Alla fine cena sociale con i più “fedeli” fino a
tarda serata quando , stanchi della giornata, abbiamo chiuso i battenti.
Notizie della nostra
Comunità
CENTRO ESTIVO 2007: bilanci ed altro
Con la festa della Parrocchia del 9 settembre è finito
anche il centro Estivo parrocchiale, terza esperienza per la comunità di Strada
in casentino.
Nonostante quest’anno fossero presenti nel territorio
esperienze similari, i bilanci sono davvero positivi: 43 iscrizioni per tre
mesi di lavoro sereno, proficuo ed intenso al tempo stesso. Ringraziamo le
collaboratrici assunte dal Circolo Parrocchiale, Angela e Carlotta per questa
esperienza e le collaboratrici esterne che si sono avvicendate: Amanda, Eleonora
e Federica.
Pubblichiamo questa lettera
pervenuta alla redazione del giornalino.
Egregio
Direttore,
colgo
l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di
vivere la magnifica esperienza del Centro Estivo.
L’11 giugno
scorso, all’apertura del centro, i dubbi e le perplessità erano tante e le
certezze poche ma, giorno dopo giorno, quest’avventura si è trasformata in un
grande successo!
Sono stati 3
mesi intensi, a volte un po’ duri, ma che mi hanno insegnato tante cose,
soprattutto dal punto di vista umano.
Grazie di
cuore a tutti i bambini e ai loro genitori, senza i quali quest’esperienza non
sarebbe stata possibile: ognuno di voi mi ha lasciato dentro qualcosa di bello…
Conserverò sempre uno splendido ricordo dei giorni passati insieme e spero sia
così per tutti coloro che hanno condiviso con me questi momenti.
Un mio
sincero ringraziamento va soprattutto a Suor Pellegrina e a Suor Elide per la
loro disponibilità e per la fiducia che ci hanno sempre dimostrato e un grazie
particolare ad Antonio per l’organizzazione e il coordinamento dell’intero
Centro estivo.
Un saluto a tutti, Angela Colozzi
Notizie della nostra
Comunità
FESTA DELLA PARROCCHIA EDIZIONE
2007
Domenica 9 settembre grande giornata interamente
dedicata a raccogliere la comunità parrocchiale di Strada in Casentino a far
festa. Una festa che ha avuto l’intuizione fortemente positiva di aver coinvolto
il gruppo Scout del Casentino ad animare la giornata.
Gli Scout erano arrivati nel sabato pomeriggio,
nella compagine dei capi , approfittando della accoglienza al circolo, per la
loro programmazione annuale. Cena, pernottamento e prima colazione offerta da
circolo per poi partecipare al pranzo comunitario.
La mattina era iniziata per la comunità dei
ragazzi, con un mini torneo di ping pong ed i preparativi per il pranzo comunitario
delle ore 13.00. In realtà per le volontarie e cuoche della cucina, tutto era
iniziato il sabato pomeriggio fino a tarda notte per il confezionamento delle magnifiche
ed assai apprezzate“cialde”. Grandi elogi hanno ricevuto per il pranzo da tutti
gli intervenuti, con molte sorprese particolari e gustose, quali la ormai famosa
polenta, il pane imbottito e il dessert in cialda con macedonia. Durante la
sera poi si sono superate con la cena al fuoco Scout, nella quale il piatto
forte sono stati bomboloni e polenta fritta dolce. Un grazie ancora a tutte
quante.
Apprezzamenti ai volontari sono stati espressi
anche da don Roberto alla fine della S. Messa celebrata all’esterno dell’area
ricreativa del circolo, come ormai tradizione di molti anni. Infatti,
nell’osservare la positività di tali occasioni in cui la comunità parrocchiale
si rende visibile, anche con le sue celebrazioni eucaristiche , al mondo
lontano che circonda, ha ringraziato tutti i volontari per l’opera instancabile
mirata all’ottima riuscita della giornata.
Un ringraziamento sentito è stato espresso dal
parroco anche per gli Scout e per la loro partecipazione alla giornata, che ha
arricchito tutti i vari momenti. Gli scout infatti hanno animato, con canti e
letture,
Hanno montato due loro tende caratteristiche,
all’interno del parco di viale Italia, hanno cantato intorno al fuoco, hanno
animato giochi di gruppo nei campi del circolo. Speriamo che questa loro
incursione nella nostra realtà, possa aver dato un segno e sviluppare in futuro,
come ha auspicato anche don Roberto, un rinascere degli scout a Strada in Casentino.
La giornata della parrocchia ha voluto anche essere
un momento di gioia per la conclusione “alla grande” delle iniziative parrocchiali,
portate avanti tramite il circolo, del Centro Estivo e della scuola Calcio. Una
partita a calcetto in notturna ed un ballo insieme ai bambini hanno ricordato
questi mementi, pur non riuscendo in così breve tempo, a rappresentare tutti i
percorsi ludico motori e formativi che sono stati messi in campo in tre mesi di
lavoro intenso. Un grazie ancora agli animatori che hanno portato avanti queste
realtà di supporto alla famiglia e per promuovere i valori cristiani che il
credente ritiene fondamentali nello sviluppo e nella crescita dei ragazzi.
Cosa dire di più per concludere questo ricordo
della Sesta festa della Parrocchia; ci auguriamo che tali momenti servano ad
avvicinare alla parrocchia tante persone che possono, insieme ad un proprio
cammino di fede, concretizzare un servizio attraverso la partecipazione alla
varie attività promosse anche tramite il Circolo Parrocchiale.
Notizie della nostra
Comunità
GLI SCOUT A STRADA
La giornata della festa della parrocchia con la
presenza degli scout nella nostra comunità, ha fatto tornare in mente, in particolar
modo ad Agostino Fabbri, una storia
che, forse da molti dimenticata, ha riguardato il nostro paese da vicino e lo
ha rappresentato, più di tutto, per oltre un secolo: il collegio dei Gesuiti prima e dei Salesiani dopo. Molto ci sarebbe
da dire e da raccontare e forse un giorno lo faremo su questo giornale. Oggi ci
soffermiamo su una delle loro tante iniziative: quella di promuovere la nascita
di un gruppo scout, formazione da poco nata in Inghilterra e presto fatta
propria dai cattolici per la formazione dei ragazzi.
Negli anni trenta i gesuiti facevano nascere il
gruppo degli esploratori, con una foto che riportiamo qui a lato, scattata nel
campo allestito in quella che ora è l’area ricreativa del circolo. Dopo la
guerra il gruppo riprende forza sotto la promozione dei Salesiani che danno una
sede, al collegio, al gruppo scout di Strada. Questa fase è viva nei ricordi di
alcuni anziani che vi hanno partecipato e grazie ai quali abbiamo ricostruito
questa storia. Nella foto
è visibile l’affresco di san Giorgio con i vari simboli Scout, ancora presente
in quella stanza del collegio che fu la sede scout. Affresco che ricorda a
molti, come Giorgio Paggetti, l’affetto che avevano per i salesiani, quando
portavano i colori per affrescare la loro sede. Speriamo che questa grande tradizione
del passato si possa riaffermare di nuovo per i nostri ragazzi.
Notizie della nostra
Comunità
Ringraziamento del Parroco
Sento il
dovere di manifestare la mia più sentita gratitudine alle 214 famiglie che
hanno risposto positivamente alla mia richiesta di un contributo in denaro per
il rifacimento del tetto della sala ex
cinema parrocchiale.
Come è ormai noto, tale sala, una
volta completamente ristrutturata, verrà dotata di attrezzature idonee allo
svolgimento di attività pastorali e di iniziative comunitarie in favore di
ragazzi, giovani, anziani e delle famiglie.
Un particolare ringraziamento all'ENTE
Cassa di Risparmio di Firenze, alla Diocesi di Fiesole ed al Circolo Parrocchiale
che hanno offerto un consistente contributo.
Come già lo scorso anno, in
occasione della Festa della Parrocchia, esprimo, anche a nome delle tante
persone che ho avuto modo di avvicinare, i più sentiti apprezzamenti e la più
viva gratitudine a tutti quei soci che prestano volontariamente la loro opera
all'interno dei locali del Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II, offrendo
preziose opportunità di aggregazione a persone di ogni fascia di età.
Mi auguro che l'entusiasmo che è in
tutti i soci volontari, continui per tanti anni ancora e dia all'interno della
Parrocchia i suoi frutti.
Grazie di cuore.
Notizie della nostra
Comunità
Siti Internet diocesani e parrocchiali:
una realtà da promuovere e migliorare
La nostra parrocchia è stata una fra la prime in
diocesi e la prima in Casentino a dotarsi di un sito internet.
www.parrocchiastrada.net nasceva nel 2004 come supporto mediatico di comunicazione
all’interno della neonata Rassegna Letteraria. Con l’esperienza del giornalino
parrocchiale, nato l’anno prima, ci eravamo resi conto dell’importanza di
sperimentare nuove forme di comunicazione all’interno della pastorale
parrocchiale, per rendere visibile, all’esterno e fra i fedeli, le varie
attività della comunità di Strada.
L’importanza di questo strumento è in questo periodo
alla ribalta grazie ad uno studio effettuato dal professor Daniel Arasa, autore
di una tesi comparativa sulle web diocesane del mondo cattolico.
Afferma l’autore: “non esiste contraddizione tra informazione
ed evangelizzazione: il modo migliore di evangelizzare è offrire
un’informazione corretta, e questa è la finalità principale di un sito web
istituzionale”. In questo senso, “Internet non è essenziale da un punto di
vista costitutivo (di ciò che è
Con questa immagine, tratta da un bozzetto a matita
che don Roberto aveva in canonica, presentiamo la prima pagina ai visitatori
che non ci conoscono e che ci vedono per la prima volta attraverso le pagine di
internet. Poi tanti collegamenti ai siti cattolici principali, al sito della diocesi
alle parrocchie del Casentino, fiesolano e non. Poi le pagine dedicate ai luoghi
della parrocchia, ossia la pieve e la cappella; poi le pagine della Scuola
Materna Alterini e del Circolo parrocchiale e la grande sezione della Rassegna
Letteraria. Infine la pagina del giornalino, dove si possono scaricare in
formato elettronico tutti i numeri usciti in questi anni. Per concludere la
sezione del comitato etico sulla difesa della vita e della famiglia che è nato
intorno alla parrocchia in occasione del Referendum sulla procreazione assistita.
Notizie dal Casentino
Rubrica VIVERE IN CASENTINO
A
cura del direttore Silvia
PECORINI
UNA GIORNATA
PER LO SPORT
Domenica 26
Agosto Memorial Tito Focacci
Dopo la pausa estiva i campi sportivi di tutto il
Casentino si ripopolano di ragazzi più o meno giovani, che nelle piazze, nei
campi di cemento o erba sintetica hanno continuato a dare spettacolo nelle
calde sere estive. Domenica 26 Agosto lo stadio comunale di Strada in Casentino
ha vissuto un momento davvero emozionante per l’atmosfera e l’aria di festa che
si respirava tra un calcio e l’altro. La società del GS Strada, guidata dal
Presidente Pasquale Farsini, fondata nel lontano 1962, nonostante la retrocessione
in III categoria, riparte con un rinnovato entusiasmo. L’organico è composto da
persone giovani e intraprendenti, fiduciose
e desiderose di riscattarsi dopo una stagione positiva non per i risultati,
ma per il gruppo di giocatori e dirigenti
che è nato. In questa domenica si è voluto celebrare il Memorial Tito Focacci, uno degli uomini simbolo della società dello
Strada, invitando ospiti illustri come le squadre di Stia e Soci. Una giornata
arricchita e vivacizzata dalla presenza dei ragazzi dai 5 ai 12 anni, che
durante i momenti di intervallo hanno fatto delle mini partite guidati da
Silvio Paggetti, responsabile scuola calcio “Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo
II”. Vorremmo sempre vedere i campi di calcio gremiti di tifosi pronti a gridare
e a tifare, i bambini in festa, emozionati perché hanno alzato una coppa o
semplicemente seduti a bordo campo in attesa del loro turno. Per la cronaca nel
triangolare lo Strada ha espresso un buon gioco, vincendo il primo scontro con
lo Stia per
Approfondimenti
Cannabis:
come perdere la testa
e a volte
Attualmente, la cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) è
la droga illecita più prodotta e consumata al mondo, a causa anche di un
abbattimento dei prezzi delle sostanze psicotrope, mentre la quantità di
tetraidrocannabinolo nei prodotti a base di cannabis (il principio attivo di
questa sostanza) è passata negli ultimi anni dal 2 al 20%.
La leggenda rosa
A dispetto dell'allarmismo lanciato dalla comunità scientifica
internazionale – soprattutto a partire dalla metà degli anni '90 – e dai responsi
delle neuroscienze, “il nostro Paese è l'unico a non avvisare i giovani che,
con lo spinello, rischiano la malattia e il danno cerebrale, cognitivo, e caratteriale”.“La
leggenda mediatica e culturale, però, che in Italia parla di questa sostanza è
invece rosa [...] Si tratta di una narrazione a lieto fine cui la classe dirigente
italiana (particolarmente quella che si occupa di informazione e di politica)
non vuole rinunciare”. “L'Italia sembra anche l'unico Paese ove i politici
credono, ancora, che la cannabis sia una 'droga leggera'”, scrive Claudio Risé,
docente di Psicologia dell’Educazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell'Università di Milano Bicocca.
Questi “ostinati partigiani della cannabis”, retaggio “dell'egoismo
umanitario degli anni '
La cannabis in cifre
In Italia, la disinformazione ha incentivato il consumo di
cannabis. Secondo
Effetti fisici e psichici
Gli effetti fisici e psichici legati all'uso protratto o saltuario
della cannabis sono:
-- il consumatore abituale può cadere nello stato di “avolitional”
o “avolitivo”, ovvero di ottundimento della volontà e appiattimento della
persona;
-- l'assunzione nell'età adolescenziale aumenta, in modo
proporzionale alla dose, il rischio di sviluppare la schizofrenia, oppure la
successiva comparsa di depressione e di attacchi acuti di ansia e panico;
-- danni superiori a quelli del tabacco: 3-4 sigarette di cannabis
equivalgono a 20 sigarette di tabacco per i danni polmonari arrecati;
-- indebolimento del sistema immunitario e maggiori possibilità di
contrarre infezioni: aumento dell'incidenza di infiammazioni delle mucose del
cavo orale e di malattie bronco-polmonari, e dello sviluppo di cancro della
bocca, della gola, dei polmoni e del cervello;
-- il consumo cronico in alte dosi può indurre disturbi cognitivi:
riduzione della capacità di ragionamento, di concentrazione, di immagazzinamento
delle informazioni necessarie a pensare, ridotta espressività del linguaggio;
-- contribuisce all'abbassamento del livello di testosterone e
all'infertilità maschile: alterazione della spermatogenesi, riduzione nella densità
e motilità degli spermatozoi, e aumento delle forme anomale;
-- nelle ragazze, irregolarità nel ciclo mestruale e nell'ovulazione
tali da condurre all'infertilità; nelle donne, mette a rischio il concepimento
e la gravidanza (rischio di aborto e gravidanza extrauterina);
-- l'uso da parte della madre durante la gestazione può provocare
nel bambino sin dai primi anni gravi deficit psicologici e cognitivi e alterazioni
neurocomportamentali: deficit nella capacità mnemonica, iperattività, disturbi
dell'attenzione ed eccessiva impulsività, ritardi nello sviluppo del
linguaggio, problemi di integrazione sociale;
-- rischio di dipendenza, le cui insidie (irritabilità, ansia, difficoltà
di dormire, aumento di aggressività) possono rimanere latenti anche dopo mesi
dall'ultima assunzione;
-- disturbi del sonno e alterazioni del metabolismo.
Il ruolo della famiglia
La scarsa attenzione dei genitori e l'instabilità familiare sono
fattori che possono indurre i giovani a incorrere in comportamenti a rischio,
per questa ragione ogni azione preventiva è incentrata sull'azione della
famiglia. I genitori, spiega il professor Risé, sono “decisivi nella loro
responsabilità di tenere unita la famiglia, e di evitare separazioni e divorzi
che sono uno dei maggiori fattori di rischio nel favorire l'incontro dei
giovani con la cannabis. Tutta la famiglia dunque deve essere coinvolta nel
trattamento”.
“Inoltre tra i principali
fattori che proteggono dal pericolo di incorrere nell'uso di cannabis, c'è
proprio il percepire, da parte degli adolescenti, l'interessamento e la
presenza dei genitori nel seguire la propria vita, le attività svolte, compreso
il tempo libero e le uscite serali”.
Approfondimenti
I vescovi contro eutanasia e aborto:
«I nuovi nemici sono già alle porte»
Nichilismo
e relativismo sono «nemici che tentano di espugnare le nostre città», nutrendo
«tendenze egemoni» che giustificano l’aborto, l’eutanasia, lo scardinamento del
matrimonio, le violenze e il terrorismo. Sono parole forti quelle che il
vescovo Mons. Giuseppe Betori, segretario della CEI, pronuncia nella cattedrale
di Gubbio.
Una
meditazione che si trasforma in analisi e non fa sconti. Oggi «nuovi nemici
tentano di espugnare le nostre città - afferma il vescovo -, sovvertire il loro
sereno ordinamento e creare turbamento alla loro vita». Quali sono questi
nemici? «Si chiamano - spiega Mons. Betori - nichilismo e relativismo, che in
modo più o meno esplicito nutrono le tendenze egemoni nella nostra cultura:
fanno dell’embrione, l’essere umano più indifeso, un materiale disponibile per
sperimentazioni mediche; danno copertura legale al crimine dell’aborto e si
apprestano a farlo per le pratiche eutanasiche, infrangendo la sacralità
dell’inizio e della fine della vita umana... Oscurano la verità della dualità
sessuale in nome di una improponibile libertà di autodeterminazione di sé; scardinano
la natura stessa della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una
donna». Ma questi nemici, secondo il numero due della CEI, introducono anche
«il concetto apparentemente innocuo di qualità della vita, che innesca
l’emarginazione e la condanna dei più deboli e svantaggiati; coltivano sentimenti
di arroganza e di violenza che fomentano le guerre e il terrorismo; delimitano
gli spazi del riconoscimento dell’altro chiudendo all’accoglienza di chi è diverso
per etnia, cultura e religione; negano possibilità di crescita per tutti
mantenendo situazioni e strutture di ingiustizia sociale».
Mons.
Betori spiega che «occorre avere consapevolezza di questa battaglia in corso
attorno alla persona umana e alla sua dignità e di quanto essa sia decisiva per
il futuro della società». Al tempo stesso però aggiunge: «Occorre anche
riconoscere che può salvarci solo il riferimento al Dio creatore e alla sua
legge scritta nei nostri cuori, e a noi rivelata in pienezza da Gesù che ci
offre anche la grazia di adempierla». E qui il segretario dei vescovi italiani
ripropone la sfida di Benedetto XVI, chiedendo «a tutti, credenti e non
credenti, di vivere “etsi Deus daretur”, come se Dio esistesse, ribaltando
l’ipotesi che ha retto il pensiero e l’agire della modernità, l’“etsi Deus non
daretur”, il come se Dio non ci fosse, che ha prodotto i forni di Auschwitz e i
gulag della Siberia.
Se
vogliamo difendere il vero volto dell’uomo abbiamo bisogno di riscoprire il
volto di Dio». E il volto di Dio, ha continuato Mons. Betori, è quello
dell’amore.
«Non però l’amore debole che nasconde la
verità, che crea ambiguità sotto il velo della falsa tolleranza, bensì quello
esigente che non rinuncia a ferire per curare, a distinguere per poter allacciare
ponti veri e non a voler rendere tutto fittiziamente omologo, a richiamare alla
responsabilità senza indulgere in un buonismo alla fine perdente».
Questa
visione della carità, «che non rinuncia alla verità, ma proprio per questo è
capace di generare progetti di novità di vita nella sfera individuale e in
quella sociale, è ciò che è chiesto oggi ai cattolici», ha concluso il segretario
della Cei.
Approfondimenti
Benedetto XVI a
500.000 giovani:
“Andate
controcorrente”
Benedetto XVI ha invitato mezzo milione di giovani ad andare
contro la corrente di un mondo che seduce con modelli di violenza, prepotenza o
“successo ad ogni costo”.
“Di quanti messaggi, che vi
giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!”, ha
esortato nella concelebrazione eucaristica a conclusione dell’Agora dei giovani
italiani, celebrata nell’immensa piana di Montorso, nei pressi di Loreto.
La gran parte dei giovani pellegrini ha trascorso la notte sotto
le stelle o in tende installate nella spianata, dove la sera avevano vissuto un
grande incontro di festa e fede. Insieme al Papa hanno concelebrato
l’Eucaristia 150 Vescovi e duemila sacerdoti.
Sotto un sole rovente, il Vescovo di Roma ha lasciato ai ragazzi e
alle ragazze un’idea fondamentale: “Il messaggio è questo: non seguite la via
dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà”. “Andate controcorrente: non ascoltate
le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di
vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad
ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere”.
Parlando dell’enorme influenza che vogliono avere i media sui
giovani, ha detto loro: “Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente
azione di persuasione”.
Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie ‘alternative’
indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni
affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro;
l’interesse profondo per il bene comune”.
Il Papa ha anche incoraggiato i ragazzi a non avere “paura di
apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o
fuori moda”.
“I vostri coetanei, ma
anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla
mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno
che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”, ha
assicurato.
“Quella dell’umiltà, cari amici, non è dunque la via della rinuncia
ma del coraggio – ha sottolineato –. Non è l’esito di una sconfitta ma il risultato
di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato”. Il Papa ha
riconosciuto che “purtroppo oggi, non di rado, un’esistenza piena e felice
viene vista da molti giovani come un sogno difficile, e qualche volta quasi
irrealizzabile”. “Tanti vostri coetanei guardano al futuro con apprensione e si
pongono non pochi interrogativi”. Si chiedono, ha riconosciuto, “come inserirsi
in una società segnata da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come
reagire all’egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare un
senso pieno alla vita?”.
“Non abbiate timore,
Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore! Non ci sono
sogni irrealizzabili quando a suscitarli e a coltivarli nel cuore è lo Spirito
di Dio”
Varie
DUE
TESTE
Sulle sponde d'un lago
nell'India del Nord, c'era una volta uno strano uccello che aveva due teste,
una a destra e una a sinistra. Due teste ma un corpo solo.
Un giorno, mentre
gironzolava in cerca di cibo, con gli occhi della testa di destra vide un favo
di miele selvatico, e subito vi si buttò sopra.
La testa di sinistra disse: «Dammene anche a me». Ma la testa di destra non
diede ascolto, e se lo beccò tutto in pochi istanti. Allora la testa di sinistra
giurò vendetta; e mentre l'uccello vagava per un bosco, ecco a sinistra certe
bacche amarissime. La testa di sinistra le scorse per prima e, pur sapendo che
non erano buone e avrebbero fatto male allo stomaco, ne beccò quante poté. E
nel frattempo pensava: «Poi avremo mal di pancia; ma gli sta bene, a
quell'egoista dell'altra parte; così impara la solidarietà».
Poco dopo, l'uccello si sentì colto da atroci dolori: le bacche erano velenose,
e in breve tempo gli causarono la morte.
Morirono ugualmente le
due teste, quella di destra e quella di sinistra, perché nessuna delle due
aveva avuto cervello.
Così muoiono tante famiglie. Per paura di amare.
«I legami
profondi mi hanno sempre spaventato» ammette uno studente, «perché hanno tutta
l'aria di imporre delle grosse responsabilità. Ho sempre temuto di non poter
adempire alle molte esigenze e richieste che un impegno del genere trascina con
sé. Per questo mi sono sorpreso a constatare, quando alla fine ho trovato il
coraggio di avviare un rapporto affettivo approfondito e stabile, che mi
sentivo più forte di prima. Da quel momento ho avuto l'impressione di disporre
di due cervelli e non di uno; e così pure di quattro mani di quattro braccia,
di quattro gambe e di un altro mondo. La mia capacità di realizzarmi e di
evolvermi è parsa raddoppiare, come si sono raddoppiate le alternative a mia
disposizione. Adesso amare gli altri mi riesce assai più facile. Mi sento molto
più forte, non ho più paura».
Di
Bruno Ferrero,
Il
segreto dei pesci rossi
Per finire…
I SANTI E L’EUCARESTIA
Una sola comunione ben fatta è capace di farci sentire
santi e perfetti. San Francesco di Sales
Ogni giorno egli (Gesù) discende dal seno del Sommo
Padre nell'altare tra le mani del sacerdote e come apparve ai santi Apostoli
nella vera carne, così anche ora si rivela a noi nel sacro pane. San
Francesco d'Assisi
Accostiamoci al Santissimo Sacramento con grande
spirito di fede e di amore: ed una sola comunione credo che basti per lasciarci
ricche. E che dire di tante? Sembra che ci accostiamo al Signore unicamente per
cerimonia: ecco perché ne caviamo poco frutto. O mondo miserabile che rendi
cieco chi guarda te.... per non permettergli di vedere i tesori che potrebbe
avere in Dio! Santa Teresa d'Avila
L'Ora santa davanti all'Eucaristia deve condurre
all'ora santa con i poveri. La nostra Eucaristia è incompleta se non conduce al
servizio e all'amore dei poveri. Beata
Teresa di Calcutta
Come il cibo corporale è necessario per la vita a tal
punto che senza di esso non si può vivere,...così il cibo spirituale è
necessario per la vita spirituale, in modo che senza di esso la vita spirituale
non si può mantenere. San Tommaso d'Aquino
Ricevi
Gesù nella S. Comunione e accogli tutto dalle Sue mani, con l'umile
disposizione che
Ieri ho fatto
L'anima, gustando l'Eucaristia si
accende di tanto ardore che, distrutta ogni tiepidezza e carnalità, si unisce
solo a questo cibo, convertendosi in esso, ed allora gusta che il Signore è
soave, sperimenta come il suo Spirito è più dolce del miele". San
Bonaventura da Bagnoregio