Parrocchia di San Martino a Vado

InStrada in Casentino

 

 

 

 

 

 

 

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Bimestrale di Formazione ed Informazione

della Comunità di Strada in Casentino

 

 

 

 

 

Numero speciale sui 150 anni di LOURDES
 


 

 

 

 


Anno V  -  N. 30       Maggio  -  Giugno  2008



Maria, grande Madre dell’umanità

Numero speciale sui 150 anni delle apparizioni di LOURDES

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                        pag. 3    Madonna e mistero Cristiano

q       Riflessioni su maria                        pag. 4    Paolo VI e Giovanni Paolo II

q       Riflessione del Vescovo                           pag. 10  Lettera alla Diocesi

q       Le date di Lourdes                          pag. 11  Date importanti

q       Appuntamenti a Lourdes                pag. 12  Benedetto XVI a Lourdes

q       Le preghiere del mese                    pag. 14  Preghiere

q       Il messaggio                                    pag. 15  Il messaggio di Lourdes

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 21  Il cielo in una grotta

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 24   Rinnovamento Carismatico

pag. 25   Circolo Parrocchiale

 

q       Notizie dal Casentino                     pag. 28   Rubrica del Direttore

q       Attualità                                          pag. 29   Il Papa e l’INTER

 

q       Approfondimenti                             pag. 30   I cattivi frutti del ‘68

 

 

Il giornalino può essere scaricato su internet

all’indirizzo www.parrocchiastrada.net

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 


 



Editoriale

 

 

 

La Madonna nel mistero cristiano”

 

Colgo nelle parole del Papa Paolo VI l'opera e la missione della Madonna nel mistero cristiano." La riflessione della Chiesa contemporanea sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura l'ha condotta a trovare alla radice del primo e a coronamento della seconda, la stessa figura di Donna: la Vergine Maria, Madre appunto di Cristo e Madre della Chiesa.

L'accresciuta conoscenza della missione di Maria si è tramutata in gioiosa venerazione verso di Lei e in adorante rispetto per il sapiente disegno di Dio, il quale ha collocato nella sua Famiglia -la Chiesa- come in ogni focolare domestico, la figura di Donna, che nascostamente e in spirito di servizio veglia per essa e benignamente ne protegge il cammino verso la patria".

Questo numero lo vogliamo dedicare interamente a Maria. Vogliamo riassumere per le famiglie la lettera pastorale del vescovo scritta per il 150° anniversario delle apparizioni a Bernardetta SOUBIROUS.

Vogliamo sottilineare gli aspetti del rinnovamento del culto da rendere alla Vergine all'indomani del concilio ( Esortazione Apostolica Marialis Cultus di Paolo VI) e proporre gli arricchimenti sul Rosario proposti da Giovanni Paolo II (Lettera Apostolica ROSARIUM VIRGINIS MARIAE).

Qualcuno dirà come mai tale pubblicazione non si è prodotta prima del mese di maggio. Rispondo che c'è mancato il tempo. Ritengo tuttavia utile far giungere alle famiglie queste considerazioni per aiutare a vivere meglio la preghiera mariana.

 

Il vostro parroco, don Roberto

 


Riflessioni su Maria

 

RINNOVAMENTO DELLA PIETA' MARIANA

(dalla MARIALIS CULTUS di PAOLO VI)

 

Seguendo le indicazioni della dottrina conciliare su Maria e sulla Chiesa il Papa indica alcuni orientamenti che deve assumere il culto verso la Madonna per rinnovarsi ed essere più autentico e vero.

Il culto a Maria deve assumere: CARATTERI TRINITARI, CRISTOLOGICI, ECCLESIALI

n.25 E' sommamente conveniente, anzitutto, che gli esercizi di pietà verso la Vergine Maria esprimano chiaramente la nota trinitaria e cristologica che in essi è intrinseca ed essenziale. Il culto cristiano è, per sua natura, culto al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo.

Nella Vergine Maria tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende: in vista di lui Dio Padre, da tutta l'eternità, la scelse Madre tutta santa, e la ornò di doni dello Spirito, a nessun altro concessi.

n.26 " A questo accenno circa l'orientamento cristologico del culto alla Vergine, ci sembra utile far seguire un richiamo all'opportunità che in esso sia dato adeguato risalto a uno dei contenuti essenziali della fede; la persona e l'opera dello Spirito Santo.

La riflessione teologica e la liturgia hanno rilevato infatti, come l'intervento santificatore dello Spirito nella Vergine di Nazareth sia stato un momento culminante nella storia della salvezza.....

n.28 " E' necessario poi che gli esercizi di pietà con cui i fedeli esprimono la loro venerazione alla Madre del Signore, manifestino in modo perspicuo il posto che essa occupa nella Chiesa: "dopo Cristo, il più alto e il più vicino a noi; un posto che negli edifici cultuali di rito bizantino è plasticamente espresso nella stessa disposizione dei membri architettonici e degli elementi iconografici (nella porta centrale la raffigurazione dell'Annuncio a Maria, nell'abside la rappresentazione della              "Theotòcos”; gloriosa) si che da essi risulta manifesto come dal fiat dell'umile Ancella del Signore, l'umanità inizi il ritorno a Dio e  nella gloria della Tuttasanta veda la mèta del suo cammino. Il simbolismo con cui l'edificio della Chiesa esprime il posto di Maria nel mistero della Chiesa contiene un'indicazione feconda e costituisce un auspicio perchè dappertutto le varie forme di venerazione alla beata Vergine si aprano verso prospettive ecclesiali....

 

ORIENTAMENTI BIBLICI  LITURGICI

ECUMENICI, ANTROPOLOGICI

 

n.30 La necessità di un'impronta biblica in ogni forma di culto è oggi avvertita come un postulato della pietà cristiana. Il progresso degli studi biblici, la diffusione delle Sacre Scritture orientano i cristiani del nostro tempo a servirsi sempre più della Bibbia come del libro fondamentale di preghiera. Il culto alla beata Vergine non può essere sottratto a questo indirizza generale della pietà cristiana.....La Bibbia preponendo in modo mirabile il disegno di Dio per la salvezza degli uomini.......contiene, dalla Genesi all'Apocalisse , indubbi riferimenti a Colei che del Salvatore fu madre e cooperatrice.

n.31  La Costituzione Sacrosantum Concilium raccomanda vivamente i pii esercizi del popolo cristiano, ma aggiunge….."bisogna però che tali esercizi, tenendo conto dei tempi liturgici, siano ordinasi in modo da essere in armonia con la sacra Liturgia, da essa traggano in qualche modo ispirazione, e ad essa, data la sua natura di gran lunga superiore, conducano il popolo cristiano.

n.32 Per il suo carattere ecclesiale, nel culto alla Vergine si rispecchiano le preoccupazioni della Chiesa stessa, tra cui, ai nostri giorni, spicca l'ansia per la ricomposizione dell'unità dei cristiani. La pietà verso la Madre del Signore ,diviene così sensibile alle trepidazioni e agli scopi del movimento ecumenico, cioè  acquista essa stessa un'impronta ecumenica.

n.34 Nel culto alla Vergine si devono tenere in attenta considerazione anche le acquisizioni sicure e comprovate delle scienze umane, perchè ciò concorrerà ad eliminare una delle cause del disagio che si avverte nel campo del culto alla Madre del Signore..

n.35la Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che condusse e tanto meno, per l'ambiente socioculturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perchè, nella sua condizione concreta di vita, Ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio; perchè ne accolse la parola e la mise in pratica; perchè la sua azione fu animata dalla carità e dallo spirito di servizio; perchè insomma fu la prima e la più perfetta seguace di Cristo: il che ha un valore esemplare, universale e permanente.

Il documento papale termina richiamando l'attenzione su alcuni atteggiamenti cultuali erronei quali la vana credulità che al serio impegno sostituisce il facile affidamento a pratiche solo esteriori; uno sterile e fugace moto del sentimento, così alieno dallo stile del vangelo che esige opera perseverante e concreta.

 

Il Santo Rosario 

 (Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II -Rosarium Virginis Mariae)

Giovanni Paolo II proclamando l'anno del Rosario (2002-2003) ha reso questo pio esercizio di pietà più bello, dignitoso e più ricco di valori. E' rimasto tale nei suoi elementi essenziali; è stato ampliato ed integrato in alcune dimensioni ed aspetti.

RosarioIl Rosario, prima di tutto, non va ritenuto una preghiera noiosa a motivo della ripetizione del Padre nostro, delle dieci Ave Maria e del Gloria al Padre. Il papa ci ricorda che si comprende solo entrando nella "dinamica psicologica dell'amore": chi ama non si stanca di ripetere il proprio amore alla persona amata e nell'orizzonte della contemplazione.

Il Rosario è contemplazione del volto di Cristo con gli "occhi del cuore" di Maria. Ci mette in comunione viva con Gesù e i suoi misteri "attraverso il cuore di sua Madre". Non va recitato meccanicamente senza meditare e contemplare. Fuori della meditazione e contemplazione è "un corpo senza anima" come dice San Luigi Maria di Montfort, grande propagatore del Rosario.

Giovanni Paolo II introduce alcuni elementi nuovi ed offre opportuni suggerimenti.

l) In primo luogo aggiunge ai tradizionali misteri della gioia, del dolore,della gloria quelli della luce, quelli che ci fanno contemplare momenti significativi della vita pubblica di Gesù ( Il battesimo al Giordano, Le nozze di Cana, l'annuncio del Regno di Dio, la Trasfigurazione,l'istituzione dell' Eucarestia).

2)Si suggerisce di proclamare dopo l'enunciazione del mistero un passo biblico corrispondente in modo da lasciar parlare Dio e meditare la Sua Parola.

3)L'Ave Maria, preghiera mariana per eccellenza, è anche preghiera cristologica perchè il baricentro dell'Ave Maria è il nome di Gesù. E per sottolineare questo carattere cristologico, il papa afferma che è una cosa lodevole aggiungere al nome di Gesù una clausola evocatrice del mistero che si sta meditando.

4)Circa il modo di iniziare e terminare il Rosario si afferma che sarebbe bene concludere ciascun mistero con una preghiera volta ad ottenere "i frutti specifici di quel mistero".

5) Infine, poiché il Rosario "batte il ritmo della vita" ed è aperto ai problemi d mondo, affida all'efficacia di questa preghiera "la causa della pace nel mondo e quella della famiglia. Il Rosario è orientato per sua natura alla pace perchè contempla Gesù Principe della Pace nei suoi misteri. E nello stesso tempo è " preghiera della famiglia e per la famiglia, che nella recita del Rosario ritrova l'unità e la comunione dei cuori.

Il Rosario è un vero tesoro: preghiera semplice e popolare, profonda e teologica insieme, ricco di valori, in quanto preghiera contemplativa e d'intercessione "catena dolce" (come amava chiamarla il beato Bartolo Longo) che riannoda gli esseri umani a Dio e tra di loro.

 


Riflessione del Vescovo

 

Lettera alla diocesi del vescovo Giovannetti:

"Il segreto di Lourdes? E' Bernadette"

 

Anche Lourdes ha un segreto. A rivelarlo – in una lettera scritta alla diocesi – è il vescovo Luciano Giovannetti. Ma la risposta è semplice: il segreto è Bernadette Soubirous, la fanciulla di umili origini alla quale la Madonna apparve per 18 volte nel 1858. «Ha guardato alla povertà della sua serva» è il tema di quella che vuole essere una riflessione in occasione dei 150 anni delle apparizioni della beata Vergine Maria nel piccolo centro dei Pirenei francesi. In particolare il Vescovo si sofferma sulla «storia meravigliosa di Lourdes, sul messaggio consegnato dalla Vergine alla Chiesa, sul valore insostituibile, per il nostro cammino di fede, di una relazione viva e intensa con la beata Vergine Maria».

IL MESE DI MAGGIO. «Credo che per approfondire il significato e il messaggio di quell’evento – scrive mons. Luciano Giovannetti – non ci sia tempo migliore del mese di maggio, che la pietà popolare sente come particolarmente dedicato alla beata Vergine Maria, e durante il quale la comunità cristiana torna in modo più assiduo a rivolgersi alla Madre di Dio con la preghiera del Rosario, essa stessa così intimamente legata a Lourdes». Ma c’è anche un altro aggancio. Infatti, il tradizionale pellegrinaggio mariano coincide, quest’anno, con la consegna da parte della Diocesi di Fiesole – a nome di tutte le Diocesi della Toscana – dell’olio della lampada che arde presso la venerata immagine della Madonna del Santuario di Montenero, il prossimo 17 maggio.

I PELLEGRINAGGI DELL’UNITALSI. Il Vescovo conferma quanto scritto nella lettera pastorale della Quaresima sottolineando come la vicenda spirituale di Lourdes «continua a costituire un luminoso punto di riferimento per la vita di milioni di persone in tutto il mondo» né si può dimenticare la «tradizione dei pellegrinaggi a Lourdes promossi dall’Unitalsi, e che nel corso degli anni hanno visto la partecipazione di moltissime persone della nostra comunità diocesana, soprattutto tanti malati che presso la Grotta della Vergine hanno trovato e continuano a trovare conforto e sostegno per le loro sofferenze».

IL SEGRETO. La riflessione di mons. Giovannetti prende avvio dal più grande studioso del fenomeno, il teologo francese René Laurentin, secondo il quale quella di cui si rimane soprattutto colpiti non appena si cominci a guardare da vicino Lourdes, è «la statura morale e spirituale» di Bernadette Soubirous, vera protagonista dell’intera storia: «Sono state la sua forza e limpidezza interiore ad attestare la verità delle apparizioni, ed è grazie alle sue risposte sempre puntuali e mai contraddittorie che le persone incaricate di vagliare la vicenda sono arrivate presto a convincersi dell’autenticità dei fatti». «Davvero, Bernadette, – sottolinea il Vescovo – è il segreto di Lourdes».

RICHIAMO ALLA POVERTÀ. L’elemento unificante in tutta l’esperienza di Lourdes, secondo mons. Giovannetti, è «senza dubbio il pressante richiamo alla povertà e all’amore nei confronti dei poveri, uno dei dati più insistenti e forse dimenticati del Vangelo». «È la proclamazione – spiega – della beatitudine dei poveri, della loro stessa esistenza, del loro valore. È ai poveri, infatti, che viene annunciata la Buona Novella del Vangelo e non c’è dubbio che al tempo delle apparizioni di Lourdes la povertà sia quasi misconosciuta e ridotta allo stato umiliante della miseria: lo sviluppo industriale genera un numero sempre maggiore di persone sfruttate che vivono in un terribile degrado nelle periferie delle grandi città. È il culmine della società borghese e capitalistica fondata sul denaro».

APPELLO ALLA CONVERSIONE. Il secondo, decisivo aspetto del messaggio di Lourdes, per il Vescovo è l’appello alla conversione e alla penitenza. «Pregare per i peccatori, infatti, – continua – significa credere che il cuore dell’uomo possa essere toccato profondamente da Dio, e ricondotto in quell’esperienza di comunione con lui per la quale siamo stati creati».

LA PREGHIERA. C’è, infine, una terza parola che definisce il messaggio di Lourdes: la preghiera. «Le stesse apparizioni cominciano ogni volta con la preghiera – spiega mons. Giovannetti – che si prolunga come sfondo orante di tutto il dialogo di Bernadette con la bianca Signora. Una preghiera contemplativa immersa nel silenzio, ma che subito si propaga come un contagio diventando anche un fatto sociale. Preghiera durante le veglie notturne, preghiera che oggi i pellegrini prolungano sulle strade».

DALL’ESALTAZIONE ALL’IMITAZIONE. La «missione» di Maria, sottolinea il Vescovo, è «essenzialmente quella di condurre i credenti a una sempre più profonda intimità con il suo Figlio Gesù». Per questo nella devozione a Maria «occorre sempre saper passare dall’esaltazione all’imitazione»: «In fondo lo stesso itinerario spirituale di santa Bernadette ci illumina in questo senso dal momento che ella non visse mai l’esperienza delle apparizioni come un privilegio, quanto piuttosto come l’invito a so-migliare sempre più a quel modello sublime di vita cristiana che aveva avuto la grazia di contemplare in Maria». E qui il Vescovo richiama uno dei testimoni contemporanei più autorevoli «di questa più ricca comprensione della figura della beata Vergine Maria»: Chiara Lubich. La fondatrice del Movimento dei Focolari-Opera di Maria, scomparsa il 14 marzo scorso, «confidava in una conversazione familiare, in cui rievocava i primi passi del Movimento da lei fondato, la Vergine Maria è andata assumendo un ruolo sempre più decisivo nel cammino dell’Opera di Maria».

BIBBIA E LITURGIA. Per mons. Giovannetti, solo se biblicamente fondata, «la nostra devozione mariana potrà condurci dall’ammirazione della Vergine Maria alla sua imitazione». E poi, seguendo le parole di Paolo VI, il Vescovo sottolinea che «la nostra pietà mariana chiede sempre di essere ricondotta e guidata da una più ampia e compiuta pietà liturgica».

LA PIETÀ POPOLARE. Nello stesso tempo, continua, «la nostra devozione non deve mai temere di coltivare e sviluppare la sua dimensione più popolare, attraverso la quale si è espressa e continua a esprimersi la filiale intimità che i cristiani sentono di poter stabilire con la beata Vergine Maria». «E sono proprio – conclude il vescovo Giovannetti – la semplicità e la fiducia a caratterizzare anche le forme in cui la pietà popolare si esprime: i pii esercizi, tra i quali spicca la preghiera del Rosario, il particolare ricordo di Maria durante i mesi di maggio e di ottobre, la cura dei tabernacoli lungo le nostre strade, i pellegrinaggi e le visite ai santuari mariani».


Le date di Lourdes

 

 

 

Date importanti

7 gennaio 1844

 

Nascita di Bernardetta Soubirous a Lourdes al Mulino di Boly.

 

9 gennaio 1844

 

Battesimo di Bernardetta.

 

11 febbraio - 16 luglio 1858

 

18 apparizioni della Vergine a Bernardetta alla Grotta di Massabielle.

 

4 luglio 1866

 

Bernardetta lascia Lourdes per Nevers.

 

29 luglio 1866

 

Bernardetta veste l’abito delle Suore della Carità e dell’ Istruzione Cristiana di Nevers con il nome di Suor Maria Bernarda.

 

30 ottobre 1867

 

Professione religiosa nella Congregazione delle Suore della Carità e dell’Istruzione Cristiana di Nevers.

 

16 aprile 1879 (Mercoledì di Pasqua)

 

Morte di Bernardetta.

 

14 giugno 1925

 

Beatificazione di Bernardetta.

 

8 dicembre 1933

 

Canonizzazione di Bernardetta con papa Pio XI a San Pietro di Roma.


Appuntamenti a Lourdes

 

Benedetto XVI a Lourdes:

13-15 settembre 2008

Ora è ufficiale : Il Papa arriverà a Lourdes per il 150° anniversario delle Apparizioni. Lourdes resterà sempre accessibile per la rete stradale. Tutti saranno i benvenuti.

PROGRAMMA

Sabato 13

Nel pomeriggio : il Papa intraprende il Cammino del Giubileo iniziando dalla parrocchia fino alla Grotta, passando dal Cachot. In serata : il Papa si rivolgerà ai pellegrini al termine della processione mariana

Domenica 14

Alle h. 10,00 : Messa della Santa Croce Pomeriggio : Adorazione eucaristica

Lunedi 15

Mattino : il Papa svolgerà l’ultima tappa del Cammino del Giubileo all’oratorio dell’Ospizio. Celebrerà la Messa della Madonna Addolorata e impartirà l’unzione dei malati

 

 

La Chiesa in missione

tra i malati

 

I malati a Lourdes si sentono a casa propria. La prima guarigione ebbe luogo il 1° marzo 1858. Da allora, inspiegabilmente, « miracolo » e « Lourdes » sono come abbinati. Questo diventa, al tempo stesso, comprensibile ma anche rischioso. Comprensibile: dato che continuano ad esserci guarigioni straordinarie ; rischioso: perchè Lourdes non deve far nascere false speranze in alcuni, ma che la grazia di Dio a Lourdes è possibile per tutti; i malati devono poter trovare forza e speranza anche quando non ricevono la guarigione della loro malattia. La guarigione si deve capirla sotto tante forme…

Lourdes ricorda il pellegrinaggio di Giovanni Paolo II del 14 e 15 agosto 2004, allora già molto malato: fu una testimonianza vivente per tutti i fratelli e sorelle malati e disabili.

 

 

Personale "Salute"

Dottori, infirmiere, infirmieri ... ?

Lourdes è sicuramente uno dei centri mondiali del volontariato. Si potrebbe far ben poco senza i 100 000 ospedalieri che, gratuitamente, dedicano una o due settimane, ogni anno, al servizio dei malati o disabili. Senza contare inoltre i volontari del Servizio Giovani, dei Padiglioni, dei gazebo e del Centro Informazioni con le sue «guide» ambulanti.

Lourdes ha anche bisogno di volontari nel settore medico. Le Ospitalità abitualmente vengono con il proprio personale e, in caso di urgenze, l'ospedale di Lourdes si occupa di un paziente. Ma spesso bisogna affrontare i bisogni di prima necessità per una popolazione di 6  milioni di persone che frequentano il Santuario ogni anno.

 

Secrétariat du Bureau Médical
1, avenue Monseigneur Théas
65108 Lourdes Cedex
Tél. : +33 (0)5 62 42 79 08
Fax : +33 (0)5 62 42 79 77

 


Le preghiere del mese

PREGHIERE

 


 

Preghiera a Nostra

 Signora di Lourdes

 

Maria, tu sei apparsa a Bernadette nella fenditura
di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,
la luce e la bellezza.

Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!

Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.

In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.

Con Bernadette, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!

Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!

Amen!

 



Il messaggio

Il Messaggio di Lourdes

Si chiama "Messaggio di Lourdes" i gesti e le parole che si sono scambiati la Vergine e Bernardetta, alla Grotta di Massabielle, nel corso delle 18 Apparizioni, dall'11 febbraio 1858 al 16 luglio 1858. Per comprendere bene gli eventi che si sono svolti e imparare meglio il "Messaggio di Lourdes", bisogna conoscere il contesto delle Apparizioni di cui Bernardetta ha beneficiato.

Lourdes, nel XIX secolo, è un capo luogo di cantone con circa 4000 abitanti, fra i quali ci sono dei notabili: notai, avvocati, medici, ufficiali, ma anche operai, carrettieri, lavoratori dell’ardesia, ed i piccoli artigiani, come i mugnai. I mulini sono numerosi, molti sorgono fuori della città, lungo uno dei torrenti che si gettano nel Gave: il Lapaca. Bernardetta Soubirous nascerà in uno di loro, il mulino di Boly, il 7 gennaio 1844.

Nel 1858, la famiglia Soubirous è in rovina, ridotta a vivere al cachot.

L'11 febbraio 1858, Bernardetta, sua sorella Antonietta e la loro amica Giovanna Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso "il luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla Grotta di Massabielle. Antonietta e Giovanna attraversano l'acqua ghiacciata del torrente. Bernardetta, per il problema della sua asma cronica, esita a fare altrettanto. E’ in quel momento che “ sente un rumore come un colpo di vento", ma "nessun albero si muove". "Alzando la testa, vede, nella cavità della roccia, una piccola ragazza, avvolta di luce, che la osserva e le sorride". È la prima Apparizione di Nostra Signora.

Al tempo di Bernardetta, la Grotta era un luogo sporco, oscuro, umido e freddo. Si chiamava questa Grotta " Grotta dei maiali", perché era il luogo dove si conducevano i maiali. È in questo luogo che Maria, tutto biancore, tutta purezza, segno dell'amore di Dio, cioè segno di ciò che Dio vuole fare in ciascuno di noi, ha voluto apparire. C'è un contrasto immenso tra questa Grotta oscura, umida, e la presenza di Maria Vergine, "l'Immacolata Concezione". Questo ci richiama il Vangelo: l’incontro tra la ricchezza di Dio e la povertà dell'uomo. Il Cristo è venuto a cercare ciò che era perduto.

A Lourdes, Maria è apparsa in una Grotta sporca ed oscura, in questo luogo che si chiama Massabielle, la vecchia roccia, per dirci che Dio viene a raggiungerci dovunque siamo, nel pieno delle nostre miserie, di tutte le nostre cause perse. La Grotta non è soltanto il luogo dell'evento, un luogo geografico, è anche un luogo dove Dio ci da un segno per svelarci il suo cuore ed il nostro cuore. È un posto dove Dio ci lascia un messaggio che non è diverso che quello del Vangelo. Dio viene a dirci che ci ama - ecco tutto il contenuto del "Messaggio di Lourdes" -, e che ci ama così come siamo, con tutti i nostri successi, ma anche con tutte le nostre ferite, le nostre fragilità, i nostri limiti.

 

 Vergine Incoronata

Al tempo della terza Apparizione, il 18 febbraio, la Vergine parla per la prima volta. A Bernardetta che le presenta un pezzo di carta ed una matita perché scriva il suo nome, "la Signora" risponde: "non è necessario". È una parola straordinaria. Ciò vuole dire che Maria vuole entrare con Bernardetta in una relazione di amore, che si situa al livello del cuore. Il cuore, nella Bibbia, significa il centro anche della personalità, di ciò che c'è più di profondo nell'uomo.
Bernardetta è di primo acchito invitata ad aprire le profondità del suo cuore a questo messaggio d'amore.

Alla seconda parola della Vergine:"potreste avere la gentilezza di venire qui durante quindici giorni?", Bernardetta è frastornata. È la prima volta che le danno del "voi". Spiegherà questa parola dicendo: “Lei mi guardava come una persona guarda un'altra persona”. L'Uomo, creato a immagine e alla rassomiglianza di Dio, è una persona. Bernardetta, che si sente così rispettata e amata, fa lei stessa l'esperienza di essere una persona. Siamo tutti con dignità agli occhi di Dio. Perché ognuno è un amato da Dio.

La terza parola della Vergine: "non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell'altro". Conosciamo il mondo della violenza, della menzogna, della sensualità, del profitto, della guerra. Ma conosciamo anche il mondo della carità, della solidarietà, della giustizia. Quando Gesù, nel Vangelo, ci invita a scoprire il regno dei cieli, ci invita a scoprire, nel mondo così come è, un "altro mondo". Dove c'è l'amore, Dio è presente. Questa realtà non occulta l'orizzonte del messaggio che è il cielo. La Vergine Maria trasmette a Bernardetta la certezza di una terra promessa che potrà essere raggiunta soltanto al di là della morte. Sulla terra, ci sono i fidanzamenti; le cerimonie nuziali sono per dopo, per il cielo.

Fare l'esperienza di Dio, questo non è altro che fare l'esperienza dell'amore su questa terra. A chi ha saputo scoprire questo, Gesù dichiara: "non sei lontano dal regno di Dio". Nonostante la sua miseria, la sua malattia, la sua ignoranza, Bernardetta è sempre stata profondamente felice. È questo il Regno di Dio, il mondo del vero amore.

Durante le prime sette Apparizioni di Maria, Bernardetta ha mostrato un viso raggiante di gioia, di felicità, di luce. Ma, tra l'ottava e la dodicesima apparizione tutto cambia: il viso di Bernardetta diventa teso, triste, preoccupato e soprattutto compie gesti incomprensibili. Camminare sulle ginocchia fino in fondo alla Grotta. Baciare la terra, ancora tutta sporca e disgustosa, di questa Grotta. Mangiare delle erbe amare. Raspare il suolo e, per tre volte, provare a bere acqua fangosa, sorbirne un po’, poi sputarla. Prendere del fango tra le mani e sfregarselo sulla faccia.

Quindi, Bernardetta osserva la folla allargando le sue braccia. Allora tutti dicono: "è pazza". Molte volte, Bernardetta ripeterà gli stessi gesti. Cosa significa tutto questo? Nessuno ha capito nulla! Siamo proprio nel cuore del "Messaggio di Lourdes". Questi gesti sono, infatti, gesti biblici. Perché "la Signora" gliel'ha chiesto. Bernardetta diventa la immagine dell'Incarnazione, la Passione e la Morte del Cristo. Andare in ginocchio fino al fondo della Grotta: è il gesto dell'Incarnazione, dell'abbassamento di Dio che si fa uomo. Bernardetta bacia la terra per significare che quest'abbassamento è giustamente il gesto dell'amore di Dio per gli uomini. Mangiare le erbe amare ricorda la tradizione ebrea che si trova nel Vecchio Testamento. Quando gli ebrei volevano significare che Dio aveva preso su di sè tutte le amarezze, tutti i peccati del mondo, uccidevano un agnello, lo svuotavano, lo riempivano di erbe amare e pronunciavano su lui la preghiera: "ecco l'Agnello di Dio che prende su di sé tutte le disgrazie, che toglie tutte le amarezze, tutti i peccati del mondo". Questa preghiera è ripetuta nella messa.
Imbrattare la figura: il profeta Isaia mostra il Messia, il Cristo, sotto le caratteristiche del servo sofferente. "Perché portava su lui tutti i peccati degli uomini, il suo viso non aveva più figura umana." Era, precisa Isaia, come una pecora condotta al macello e, sul suo passaggio, la gente rideva di lui. Ecco, alla Grotta, Bernardetta sfigurata dal fango, e la folla che grida: "è diventata pazza".

 

I gesti che Bernardetta compie sono gesti di liberazione. La Grotta è liberata dalle sue erbe, dal suo fango. Ma perché bisogna liberare questa Grotta? Perché nasconde un tesoro immenso che occorre assolutamente aggiornare. Così, alla nona Apparizione, "la Signora" chiederà a Bernardetta di andare a raschiare il suolo, in fondo a questa "Spelonca per i maiali", dicendole: "andate alla fonte, berrete e lavatevi". Ed ecco che un po' d’acqua fangosa inizia a sgorgare, sufficientemente perché Bernardetta possa berne. Ed ecco che quest'acqua diventa, poco a poco, trasparente, pura, limpida. Con questi gesti, ci è rivelato il mistero stesso del cuore del Cristo: " Un soldato, con la sua lancia, trapasserà il cuore e, immediatamente, scaturisce sangue e acqua". Ma anche le profondità del mistero del cuore dell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio: "l'acqua che ti darò, diventerà in te sorgente di vita eterna". Il cuore dell'uomo, ferito dal peccato, è significato dalle erbe e dal fango. Ma in fondo a questo cuore, c'è la vita stessa di Dio, significata dalla fonte.

Chiedono a Bernardetta : "la Signora ti ha detto qualcosa ?" E lei risponde: " Sì, di tanto in tanto diceva: "Penitenza, penitenza, penitenza." Pregate per i peccatori "." Per "penitenza", si intede conversione. Per la Chiesa, la conversione consiste, come il Cristo l’ha insegnata, nel rivolgere il proprio cuore verso Dio, verso i propri fratelli. "Pregate per i peccatori". Pregare, fa entrare nello Spirito di Dio. Così possiamo capire che il peccato non fa la felicità dell'uomo. Il peccato è tutto ciò che si oppone a Dio.

In occasione della tredicesima Apparizione, Maria si rivolge a Bernardetta: "direte ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che ci si venga in processione". "Che si venga in processione" significa andare, in questa vita, sempre presso i nostri fratelli. "Che si costruisca una cappella". A Lourdes, tante cappelle sono state costruite per accogliere la folla dei pellegrini. Ma, queste cappelle sono soltanto i segni di questa comunione fondata sulla carità, alla quale tutti sono chiamati. La cappella, è "la Chiesa" che dobbiamo costruire, là dove siamo, nella nostra famiglia, sul nostro luogo di lavoro, nella nostra parrocchia, nella nostra diocesi. Qualsiasi cristiano trascorre la sua vita costruendo la Chiesa, vivendo in comunione con Dio e i suoi fratelli.

Il 25 marzo 1858, giorno della sedicesima Apparizione, Bernardetta si reca alla Grotta dove, per volere di don Peyramale, parroco di Lourdes, chiede "alla Signora" di dire il suo nome. Per tre volte, Bernardetta rivolge la domanda. Alla quarta richiesta, "la Signora" le risponde in dialetto:"Que soy era Immaculada Counceptiou", "Io sono l'Immacolata Concezione". Bernardetta non ha capito immediatamente il senso di questa parola. L'Immacolata Concezione, così come lo insegna la Chiesa, è "Maria concepita senza peccato, grazie ai meriti della croce del Cristo" (definizione del dogma promulgato nel 1854). Bernardetta si reca immediatamente dal signor parroco, per trasmettergli il nome "della Signora". Lui capirà che è la Madre di Dio che appare alla Grotta di Massabielle. Più tardi, il vescovo di Tarbes, Mgr Laurence, la autentificherà.

La "firma" del messaggio avviene dopo 3 settimane di Apparizioni e 3 settimane di silenzio (dal 4 al 25 marzo). Il 25 marzo è il giorno dell’Annunciazione, del "concepimento" di Gesù nel ventre di Maria. La Signora della Grotta dice quale è la sua missione: Lei è la Madre di Gesù, tutto il suo essere è quello di concepire il Figlio di Dio, Lei è tutta per lui. Per questo, è Immacolata, abitata da Dio. Così, la Chiesa e tutti i cristiani devono lasciarsi abitare da Dio per diventare immacolati, radicalmente perdonati ed in modo da essere, anche loro, testimoni di Dio. Sarà la vocazione di Bernardetta. Il 7 aprile, durante l’Apparizione, la fiamma della candela passerà tra le sue dita senza bruciarla: diventa trasparente di luce, può, lei pure, comunicare la luce di Dio. Maria ci dice che è ciò che dobbiamo diventare. Il giorno della sua 1* Comunione (3 giugno 1858), Bernardetta prolunga quest'esperienza unendosi al dono di Dio.

 

Guarigioni e miracoli

 

Nel 1859, il professore Vergez, professore aggiunto alla facoltà di medicina di Montpellier, è incaricato del controllo delle guarigioni. Sette guarigioni sono così approvate prima di 1862 e fungono da argomentazione per il riconoscimento delle Apparizioni da parte di Mgr. Laurence.

Nel 1905, il papa Pio X chiede "di sottoporre ad un processo regolare" le guarigioni più spettacolari. L'Ufficio delle constatazioni mediche è costituito a tal fine.

L'espressione "ufficio medico" ha due sensi. Designa inizialmente un locale nel Santuario e due impiegati fissi, fra cui un medico in esercizio. Questo medico riceve le dichiarazioni e comincia un lavoro critico secondo i criteri tradizionali, così come sono stati definiti nel 18° secolo dal Cardinale Lambertini, futuro papa Benedetto XIV, per i processi di beatificazione.

Se il caso sembra grave, il medico organizza un "ufficio medico" propriamente detto, cioè una consultazione alla quale possono partecipare tutti i medici presenti a Lourdes in quel giorno, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose.

Se il medico di Lourdes e l'ufficio medico da lui convocato esprimono un giudizio favorevole, il dossier è trasmesso al Comitato medico internazionale di Lourdes (C.M.I.L.) . Quest'ultimo è costituito da una ventina di membri, ognuno eminente nelle loro specialità rispettive. Questo comitato esiste dal 1947. Nel 1954, Mons. Théas ha voluto che questo comitato prendesse una dimensione internazionale.

Il comitato è presieduto insieme dal Vescovo di Tarbes e Lourdes e da uno dei suoi membri, designato dal vescovo per un mandato con una durata limitata, ma rinnovabile. Il medico di Lourdes svolge il ruolo di segretario del comitato.

Il comitato esamina il caso in studio. Uno o più dei suoi membri sono incaricati di studiarlo a fondo, in particolare fornendo informazioni su tutto ciò che la letteratura medica mondiale ha pubblicato su casi simili. Le persone incaricate del dossier possono consultare colleghi esterni al comitato. Di solito, la persona guarita non è convocata.

Il comitato si riunisce una volta l'anno, in autunno. Si esamina i dossier in corso. Quando tutti gli elementi sono raccolti (e questo può durare molto tempo), per voto, il comitato dichiara o rifiuta di affermare che questa guarigione è inspiegabile, secondo lo stato attuale della scienza. E’ necessaria una maggioranza dei due terzi, perché il voto sia considerato valido.

La valutazione medica è trasmessa al Vescovo della diocesi dove risiede la persona curata. Questo Vescovo, ovviamente, è stato messo al corrente della procedura in corso. Soprattutto se questo risultato positivo sembrasse probabile, gli viene consigliato di costituire un comitato ristretto medico locale che possa, al momento opportuno, prendere conoscenza delle conclusioni del Comitato.

In funzione di altri elementi di valutazione, il Vescovo decide o si astiene da riconoscere il carattere "miracoloso" della guarigione

L'atteggiamento attuale dei medici è molto rispettoso del Magistero della Chiesa. Come cristiani, sanno che il miracolo è un segno d'ordine spirituale. Non vogliono farsi dei giudici. Inoltre, per uno spirito moderno, è difficile dire, a proposito di qualunque realtà, che è "inspiegabile". Si può soltanto dire che, finora, è "non spiegata".

+ Jacques Terrier

Vescovo di Tarbes e Lourdes

17 mars 2003
                     Veglia di Preghiera

Adorazione Eucaristica

 

Il cielo in una grotta

 

1° segno

LA ROCCIA    La grotta era il mio cielo

 

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 7,24s)

Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.

 

Preghiamo insieme:

Signore Gesù, oggi ti chiedo la grazia di poter restare aggrappato a Te come ad una roccia affinché il tuo Spirito mi introduca nella verità piena. Con te, Bernardette, vorrei che i pensieri di Dio diventassero i miei pensieri nell’amicizia vera con Gesù.

 

2° segno

L’ACQUA                Andate a bere alla sorgente

 

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 4,7-15)

Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere”. I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana? ”. I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere! ”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. Gli disse la donna: “Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge? ”. Rispose Gesù: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. “Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”.

 

3° segno

LA LUCE         Luce della fede

 

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 8,12)

Di nuovo Gesù parlò loro: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

 

4°segno

I MALATI L’Ora della Passione

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 5,1-9)

Vi fu poi una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. V’è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo ad entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli disse: “Vuoi guarire? ”. Gli rispose il malato: “Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me”. Gesù gli disse: “Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina”. E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo lettuccio, cominciò a camminare.

 

Ripetiamo:

Signore, noi ti adoriamo.

Signore, crediamo in te.

Signore, speriamo in te.

Signore, noi ti amiamo.

Signore, venga il tuo regno.

Signore, colui che tu ami è ammalato.

Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi dal peccato.

Signore, dì soltanto una parola e io sarò guarito.

 

Testamento spirituale di

Santa Bernardetta Soubirous

 

"Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose : grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie! Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE, MADONNA !

Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella! Per la mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: "Buona a nulla". GRAZIE!

Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane della umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa Poteva dire :"Non me ne combinate mai abbastanza". Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: "Che fortuna non essere come Bernadette Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa ! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: "Non è che questa?!". Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO!

Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!."

 

 

Notizie della nostra Comunità

 

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET


 

 Con la preghiera farete cose grandi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sovietico francescano:

Gorbaciov ad Assisi

 

Sabato 15 marzo, vigilia della Domenica delle Palme. Un uomo prega inginocchiato tra gli altri fedeli nella basilica di Assisi. Prega intensamente, con gli occhi chiusi, per oltre mezz'ora.

Inginocchiato davanti alla tomba di san Francesco, il più povero tra i poveri, c'è un uomo che fu tra i più potenti del mondo, l'ultimo imperatore dell'Unione Sovietica, l'ultimo segretario del Partito comunista dell'Urss, dello Stato dove il socialismo reale per sessant'anni ha abolito ogni educazione religiosa, l'uomo che ha avuto a sua disposizione immensi arsenali atomici e poi ha imboccato la strada che ha portato al crollo dell'impero comunista, alla caduta del Muro di Berlino, agli sconvolgimenti che hanno cambiato la vita di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. E ora è lì, umile e anonimo pellegrino: Michail Gorbaciov.

La donna accanto a lui è la figlia. Nessuno sa di quella visita. Un frate, emozionato, chiama i suoi superiori, il custode del Sacro Convento, padre Vincenzo Coli e padre Enzo Fortunato.

L'ex presidente sovietico parla con i frati per ore. Non tutto si può dire di quell'incontro, ovviamente, e non tutto ci è stato raccontato, perché i religiosi vogliono e sanno custodire le confidenze di un uomo. «Ci ha raccontato che si è avvicinato da tempo alla fede - dice padre Coli - attraverso la figura di san Francesco. Lui, da sempre ateo, ha iniziato un cammino, un percorso spirituale dopo aver scoperto la forza della religione cristiana guardando la figura del Poverello. E quando morì la moglie Raissa volle per lei i funerali religiosi». Una forza operava da tempo, dunque, nel cuore di Michail Gorbaciov, e qualcosa o Qualcuno lo ha chiamato all'inizio della Settimana Santa a questo misterioso appuntamento nella basilica di Assisi. «Una tappa significativa in un cammino profondo», dice  padre Fortunato. Racconta Gorbaciov ai frati: «Francesco per me è l'alter Christus, l'altro Cristo. Il mio avvicinamento alla fede è stata una scoperta progressiva, dovuta proprio a san Francesco». Poi, insieme ai padri francescani, è salito nella Basilica Superiore, ha guardato a lungo un quadro che, ha detto, «sento particolarmente

 

 

Rubrica a cura della

Sig.ra Amalia Bonciani



Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                            Centro culturale sportivo ricreativo

 

Vi proponiamo una selezione di belle espressioni di Giovanni Paolo II pronunciate a Lourdes nel 1983

 

Coscienza

"Lourdes è giustamente quella fonte dove la coscienza diventa o ridiventa limpida e trova il suo orientamento iniziale, con Maria, tanto venerata in questo paese e da tanto tempo".fleche.gifGiovanni PaoloII al Presidente dellaRepubblica francese venuto ad accoglierlo all'aeroporto

Fonte viva

" Sia benedetto Dio per aver fatto scaturire qui, 125 anni fa, contemporaneamente alla piccola sorgente di Massabielle, una fonte viva dove la fede si ritempra, dove i corpi ed i cuori guariscono, dove il signioficato della Chiesa si rinforza!"fleche.gifGiovanni Paolo II alla folla di pellegrini, sulla prateria, in occasione della sua prima allocuzione

"Dio sia lodato!"

" Qui, si prega, si desidera pregare, si desidera riconciliarsi con Dio, si desidera venerare l'eucaristia, si fa il posto d'onore ai poveri, ai malati. È un luogo eccezionale di grazie. Dio sia lodato! ".fleche.gifGiovanni Paolo II alla folla di pellegrini, sul prateria, in occasione della sua prima allocuzione

 

L'amore per i nemici

" Ci sono oggi centinaia e centinaia di migliaia di testimoni della fede, molto spesso ignorati o dimenticati dell'opinione pubblica.(...) Agli occhi di Dio, sono loro che risplendono come tante luci disperse nel mondo intero, e dalle quali la Chiesa riceve misteriosamente una forza. Possano tutti loro conservare la pace interiore e la forza di spirito realmente cristiana! Si consolidi in loro il senso della dignità di coscienza e di verità che nasce attraverso la fedeltà interiore! Che il Signore dia loro la grazia del perdono accordato ai loro persecutori e dell'amore per i loro nemici."

fleche.gifGiovanni Paolo II alla folla di pellegrini, durante la veglia notturna dell'Assunzione

Trasparenza di Bernardetta

"A Bernardetta, è bastato amare. La sua vita religiosa è sembrata misera ed inutile quando era a Nevers".fleche.gifGiovanni Paolo II alle religiose, nella basilica Nostra Signora del Rosario

"Non soffocate la vostra coscienza"

" Il cammino dell'amore secondo il Cristo è un cammino difficile, esigente. Dobbiamo essere realisti. Coloro che vi parlano soltanto di spontaneità, di facilità, li ingannano. Il controllo progressivo della nostra vita, cioè imparare ad essere come Dio vuole, richiede già uno sforzo continuo e paziente, una lotta su noi stessi. Siate uomini e donne di coscienza. Non soffocate la vostra coscienza, non la deformate, chiamate con il loro nome il bene ed il male. Inevitabilmente conoscerete le contraddizioni di una società di cui si conoscono perfettamente i vizi. Senza separarsi della carità, ma con coraggio, spetta a noi di costruire inizialmente in noi stessi, il tipo della società che vogliamo per domani. La fede è una sfida e un rischio" Giovanni Paolo II, il 15 agosto, ai giovani.

 


Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                            Centro culturale sportivo ricreativo

 

 

 

L’ultima settimana di maggio e la prima di giugno, nel Teatro Parrocchiale ex cinema, si sono svolte numerose manifestazioni che hanno visto alla ribalta bambini e ragazzi delle scuole di Strada (materna comunale e parrocchiale, elementare e media statale), nonché della scuola di ballo Universo Danza con gli allievi della scuola di Strada.

Il Teatro è stato completamente rinnovato e arricchito di impianti di illuminazione palco, con centraline luminose, di impianto di diffusione sonora, di impianto di riproduzione video.

Grande soddisfazione per gli operatori volontari che hanno visto buona presenza di pubblico nelle varie occasioni, soddisfazione per la possibilità offerta ai ragazzi di esibirsi nel proprio paese.

Ci auguriamo che la collaborazioni con le istituzioni scolastiche presenti nel nostro territorio continui nel tempo, visto che offre momenti di arricchimento per tutti.

I volontari del circolo, durante il mese di maggio, hanno inoltre provvisto alla pavimentazione a secco dell’area ex pallaio per il posizionamento dell’area giochi per i bambini più piccoli. Grande apprezzamento, in particolar modo dalle mamme, per questo lavoro, che evita che i bambini si sporchino con la sabbia.

Inoltre posizionamento delle reti aeree intorno al campo polivalente calcetto tennis, per evitare che i palloni invadessero la strada ed i giardini dei vicini confinati. Opere realizzate grazie al totale contributo volontario dei soci i quali, senza nominarli per motivi di discrezione, ringrazio di cuore a nome di tutta l’associazione che rappresento.

Buona riuscita anche della festa in occasione del secondo anniversario di apertura dei locali ex MCL, avvenuta il 2 giugno 2006. Giornata iniziata con il pranzo sociale, conclusa con lo spettacolo di DANZA ed intervallata con giochi per bambini: grande divertimento con il gonfiabile ad acqua.

Stanno per iniziare gli orari estivi ed ai volontari è richiesto un sacrificio ulteriore per l’apertura anche serale. Un ringraziamento personale per l’opera che svolgono ormai da due anni ed un plauso a chi entra in questa squadra per la prima volta.

                                                                                                    Antonio FANI

Presidente


 

Notizie dal Casentino

 

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

VILLA – FATTORIA DELLA MAUSOLEA

 

La villa – fattoria della Mausolea si trova nelle vicinanze dell’abitato di Soci, nel comune di Bibbiena, lungo la strada statale n° 71 che porta verso Bagno di Romagna, nelle immediate vicinanze della frazione di Partina, ad una quota altimetrica pari a circa 420 metri sul livello del mare. La villa – fattoria si pone lungo un asse viario praticato fin dal Medioevo, in posizione strategica rispetto al sistema viario locale di collegamento tra Bibbiena e Poppi. Antica proprietà di Camaldoli, la villa fungeva soprattutto quale centro amministrativo degli estesi possedimenti fondiari del monastero nella campagna dell'Archiano, oltre che da foresteria per i pellegrini che salivano all'eremo e per il soggiorno di monaci anziani. La prima menzione della località risale al 1087: si tratta di un atto di donazione a favore dell’Eremo di Camaldoli. Questa struttura nel Seicento era pericolante e fu deciso di avviare i lavori di ristrutturazione, era l’anno 1647. Da questa data ha inizio la vicenda della villa –fattoria della Mausolea e dei beni ad essa collegati che nel corso dei secoli diverrà un esempio di gestione del territorio da parte della Congregazione eremitica. La grande villa della Mausolea è un esempio notevole di architettura seicentesca. Il complesso è costituito dalla villa, dalla piazza lastricata, dagli edifici annessi agli usi di fattoria, da una facciata mossa da una loggia con tre archi e recante anche un orologio e due meridiane. Il tutto è circondato da un recinto murario che presenta due porte d’accesso.


Attualità

 

 

Benedetto XVI riceve la squadra dell'Inter

 

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 7 maggio 2008 Benedetto XVI ha ricevuto i dirigenti e i giocatori dell'Inter durante l'udienza generale.

"Saluto i dirigenti e i calciatori dell'Inter nel centesimo anniversario della fondazione. Colgo l'occasione per sottolineare ancora una volta i valori morali dello sport nell'educazione delle giovani generazioni". Queste le parole del Papa.

Il capitano, Javier Zanetti, gli ha consegnato una maglietta della squadra con il suo nome, “Benedetto XVI”.

“Sono cattolico e praticante fin da bambino e credo fermamente che senza Cristo l'uomo non possa vivere pienamente – ha dichiarato il giocatore –. La benedizione del Papa è uno stimolo in più per farci comprendere il nostro ruolo di testimoni cristiani, in famiglia e nello sport, e il dovere di stare vicino alle persone meno fortunate, soprattutto i bambini”.

Al termine dell'udienza, il Papa ha posato per una fotografia con la squadra, guidata dal suo presidente, Massimo Moratti, che ha rivelato come per i membri dell'Inter sia stato un “grande onore” essere ricevuti dal Papa. "E' stata - ha confidato - una fortissima emozione e il Papa si e' dimostrato a conoscenza della nostra situazione in campionato. Moratti ha donato al Papa la tessera di socio onorario

 


Approfondimenti

 

I cattivi frutti del ‘68 a distanza di 40 anni

 

Mercoledì 28 maggio a Roma, nella Sala convegni “Don Umberto Terenzi” del Santuario della Madonna del Divino Amore, si è tenuto un convegno sul tema: “L’eredità del 1968 nella cultura, nella società e nella Chiesa italiana”, organizzato dal Centro Culturale "Fides et Ratio-Amici del Timone".

Il dott. Giuseppe Brienza, giornalista e responsabile del Centro culturale ha introdotto il dibattito presentando per l’occasione il libro “Gli anni del desiderio e del piombo. Sessantotto, terrorismo & Rivoluzione.

Hanno trattato il tema il prof. Marco Invernizzi, docente di Storia dei Partiti e Movimenti politici all’Università Europea di Roma e Presidente dell'Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale (I.S.I.I.N.), e don Giovanni Poggiali, sacerdote dell’Opus Mariae Matris Ecclesiae e collaboratore della rivista Il Timone, mensile di informazione e formazione apologetica.

Focalizzando il suo intervento sulle conseguenze dannose della Rivoluzione sessantottina nel mondo ecclesiale, don Poggiali ha denunciato in particolare l’idea diffusa secondo cui “dopo il Concilio Vaticano II i cattolici – o almeno, per usare un’espressione non solo italiana, i ‘cattolici adulti’ – possano scegliere fra il magistero del Papa e il ‘magistero parallelo’ dei teologi (un’espressione che sarà ripresa nel 1990 dall’Istruzione Donum Veritatis della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla vocazione ecclesiale del teologo). Secondo questa visione “i teologi, in quanto più ‘progressisti’ e avanzati, anticiperebbero semplicemente oggi quanto il magistero finirà fatalmente per accettare domani, e quindi potrebbero e dovrebbero essere seguiti con fiducia dai fedeli più maturi”.

Don Giovanni Poggiali ha spiegato che dal momento che il Papa e la gerarchia non condividono questo punto di vista “nell’organizzazione Chiesa cattolica si sono sviluppate due fonti di autorità, da una parte il Papa, dall’altra i gruppi di teologi che riescono a farsi percepire come maggioritari, lo siano o no, le quali certamente non sono sullo stesso piano dal punto di vista della dottrina insegnata dalla Chiesa stessa (e dal Concilio Vaticano II) ma sono presentate come se lo fossero”.

Invernizzi ha invece ricordato come la maggiore vittima della contestazione organizzata, durante tutto il “lungo Sessantotto”, da parte di un numero non maggioritario ma non modesto di teologi e sacerdoti sia stato proprio Papa Paolo VI.

Il Pontefice, nell’enciclica Humanae vitae, promulgata il 25 luglio 1968, non solo ribadiva “l’illiceità per i cattolici della contraccezione artificiale, ma poneva soprattutto il problema della mutazione antropologica in atto, allora visibile in uno dei più delicati fenomeni umani, riguardante appunto lo svolgersi dei rapporti affettivi anche nel loro risvolto sessuale”.

“La gravità del caso Humanae vitae – ha aggiunto lo storico – è confermata da un dato che riguarda la persona stessa di Papa Montini: dopo la reazione a quel documento, il Pontefice, che pure regna ancora fino al 1978, evidentemente amareggiato, non pubblica per tutta la sua vita alcun’altra Enciclica (nessuna Enciclica per dieci anni: un fatto del tutto inconsueto per un Papa moderno) dopo che ne aveva pubblicate sette fra il 1964 e il 1968”.

Al convegno ha fatto pervenire un messaggio anche il Senatore Gaetano Quagliariello; in particolare ha denunciato all'inizio le responsabilità dei rivoluzionari di quarant’anni fa rispetto alla profonda crisi educativa “di cui le cronache dei giornali e la pratica di vita quotidiana ci offrono tuttora spaccati significativi”.