Parrocchia di San Martino a Vado

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Bimestrale di Formazione ed Informazione

della Comunità di Strada in Casentino

 

 

 

 

 

Numero speciale per l'anno Paolino
 


 

 

 

 


Anno VI  -  N. 31       Luglio  -  Agosto  2008



San Paolo, Apostolo delle genti

Numero speciale per il bimillenario della nascita

 

 

 

SOMMARIO

 

 

q       Editoriale                                        pag.  3  Perché è attuale San Paolo

q       Benedetto XVI                                pag.  4  Apostolo delle genti

q       Storia di San Paolo                         pag.  6  Lettera alla Diocesi

q       Le preghiere del mese                    pag. 12  Preghiere

q       Veglia  di  preghiera                       pag. 13  Veglia Vocazionale

 

q       Notizie della nostra comunità         pag. 19  Rinnovamento Carismatico

pag. 20  Circolo Parrocchiale

pag. 22  Donne del Ricamo

pag. 23  Centro Estivo 2008

 

q       Notizie dal Casentino                     pag. 24  Rubrica del Direttore

q       Attualità                                          pag. 26  Bandiera della pace…?

 

q       Approfondimenti                             pag. 28  Caso Eluana

Pag. 29  Guerra al Crocifisso

 

 

 

Il giornalino può essere scaricato su internet

all’indirizzo www.parrocchiastrada.net

EDITORE: Giancarlo BRESCIANI (Resp. Leg. Parrocchia San Martino a Vado)

DIRETTORE RESPONSABILE: Silvia PECORINI

REDAZIONE: Piazza Piave n° 17/A - Strada in Casentino (AR)

Autorizzazione Tribunale di Arezzo n° 3 del 23/02/2005

 


 



Editoriale

 

 

 

“Perché è attuale San Paolo”

 

Il 29 giugno è iniziato un anno dedicato a San Paolo. Un anno in cui i cristiani sono chiamati a riflettere su questo grande personaggio degli inizi del cristianesimo.

Paolo era un ebreo, fariseo e persecutore della Chiesa (Fil. 3,5-6). È un appassionato che metterà tanto zelo nel portare il Vangelo dopo la coversione, quanta rabbia usò in precedenza nel perseguitare la Chiesa. Grande viaggiatore, finirà i suoi giorni a Roma con la decapitazione.

Perché è attuale San Paolo?

Perché ha capito che il messaggio di Gesù è tale da poter essere vissuto anche dai non giudei

Paolo ha intuito che Cristo è il compimento della legge, alla quale non nega il suo valore come dono di Dio. Quel Cristo però morto in Croce e Risorto, è al di là della Legge. La Legge non ha la funzione di salvare. Dio si dà definitivamente agli uomini non nella legge, ma in Cristo. Dio salva soltanto in Cristo e salva anche chi non lo sa e non lo conosce.

Paolo ha saputo cogliere la realtà post pasquale della Chiesa permettendole di essere universale.

Ha intuito le profondità del Mistero cristiano e nella sua teologia noi viviamo con Dio e fra di noi un’ ALLEANZA NUOVA che ha una relazione sostanziata di amore.

In Cristo Dio offre la sua nuova legge cioè l’Amore, che viene desposto nel cuore del credente dallo Spirito Santo. Questa è la nuova legge (Lettera ai Tessalonicesi).

 

 

Il vostro parroco, don Roberto

 


Benedetto XVI e l’anno Paolino

 

 

ANNO PAOLINO

 

UN EVENTO

 

La Tomba dell´Apostolo

e il bimillenario della sua  nascita

 

 

 

UN INVITO DAL PAPA BENEDETTO XVI°

 

"... e proprio per questo,

sono lieto di annunciare ufficialmente

che all’apostolo Paolo dedicheremo

uno speciale anno giubilare,

 

dal 28 giugno 2008  al  29 giugno 2009

 

 

in occasione del bimillenario della sua nascita !"

 

UN ANNO GIUBILARE

 

 

Ha una particolare dimensione ecumenica l’anno paolino che Benedetto XVI ha lanciato e che, sull’esempio dell’apostolo delle genti, vuole indicare in modo particolare che “l’azione della Chiesa è credibile ed efficace solo nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in ogni situazione”. E’ la testimonianza che unì Paolo e Pietro fino al martirio e che il Papa ha richiamato oggi pomeriggio, nella basilica romana dedicata all’apostolo delle genti, nel corso della celebrazione dei primi vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo.

Pensato per celebrare il bimillenario della nascita di San Paolo, collocata dagli storici tra il 7 e il 10 dopo Cristo, l’anno paolino, nelle parole del Papa, prevede, tra il 28 giugno 2008 e il 29 giugno 2009, “una serie di eventi liturgici, culturali ed ecumenici, come pure varie iniziative pastorali e sociali, tutte ispirate alla spiritualità paolina”. “Saranno pure promossi convegni di studio e speciali pubblicazioni sui testi paolini, per far conoscere sempre meglio l’immensa ricchezza dell’insegnamento in essi racchiuso, vero patrimonio dell’umanità redenta da Cristo. Inoltre, in ogni parte del mondo, analoghe iniziative potranno essere realizzate nelle diocesi, nei santuari, nei luoghi di culto da parte di Istituzioni religiose, di studio o di assistenza, che portano il nome di san Paolo o che si ispirano alla sua figura e al suo insegnamento”. “C’è infine – ha detto ancora - un particolare aspetto che dovrà essere curato con singolare attenzione durante la celebrazione dei vari momenti del bimillenario paolino: mi riferisco alla dimensione ecumenica. L’Apostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per l’unità e la concordia di tutti i cristiani. Voglia egli guidarci e proteggerci in questa celebrazione bimillenaria, aiutandoci a progredire nella ricerca umile e sincera della piena unità di tutte le membra del Corpo mistico di Cristo”.

Quasi a dare concreta visione di tale auspicio, ad ascoltare Benedetto XVI c’era anche una delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, inviata da Bartolomeo, venuta a ricambiare la presenza della delegazione della Santa Sede ad Istanbul, in occasione della festa di sant’Andrea, considerato il fondatore della Chiesa ortodossa.


 

Storia di San Paolo

L´Apostolo delle Genti

 

Paolo di Tarso (Saulo in origine), canonizzato come San Paolo apostolo († 67), non conobbe Gesù in vita, come i Dodici Apostoli, ma fu il primo ad avere come esperienza solo quella del Cristo Risorto. Nacque a Tarso ed in giovinezza fu mandato a Gerusalemme, dove ricevette un insegnamento rigoroso della Legge presso il rabbino Gamaliele il Vecchio.

Dopo alcuni anni tornò a Tarso, poiché non era presente a Gerusalemme durante la predicazione di Gesù, e fece ritorno a Gerusalemme dopo pochi anni dalla passione del Cristo. In questa fase della sua vita Saulo fu un attivo fariseo: fu testimone della lapidazione di Stefano tenendo gli abiti degli uccisori, come descritto negli Atti degli Apostoli (At 8, 1-3), e presto ricevette il compito di andare a Damasco ad imprigionare i cristiani di quella città (At 9,2) essendo particolarmente zelante e deciso contro la religione di Gesù, che cominciava a diffondersi e affermarsi. La sua conversione avvenne sulla strada per Damasco, quando improvvisamente una luce dal cielo l’avvolse e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: “Saul, Saul, perché mi perseguiti?”.

Saulo rimase senza vista e brancolando, e per tre giorni restò in attesa di qualcuno, digiuno e sconvolto da quanto gli era capitato; da quel momento, si può dire, nacque Paolo, l’apostolo delle Genti: egli decise di ritirarsi nel deserto, per porre ordine nei suoi pensieri e meditare più a fondo il dono ricevuto, e qui trascorse tre anni in assoluto raccoglimento.

Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo, cosicché fu costretto a fuggire. Rifugiatosi a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrando Pietro il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita.Gli Apostoli lo capirono e stettero con lui ogni giorno per ore ed ore, parlandogli di Gesù; ma la comunità cristiana di Gerusalemme era diffidente nei suoi riguardi, memore della persecuzione accanita che aveva operato; soltanto grazie alla garanzia di Barnaba, un ex levita di grande autorità, i dubbi furono dissipati e fu accettato.Anche a Gerusalemme, nei quindici giorni della sua permanenza, Paolo cercò di fare qualche conversione, ma questa sua attività missionaria indispettì i giudei e impensierì i cristiani, alla fine non trovandosi a suo agio, si recò prima a Cesarea e poi tornò a Tarso in Cilicia, la sua città, riprendendo il mestiere di tessitore

Dal 39 al 43 non vi sono notizie sulla sua attività, finché Barnaba, inviato dagli apostoli ad organizzare la nascente comunità cristiana di Antiochia, passò da lui invitandolo a seguirlo; qui Paolo abbandonò per sempre il nome di Saulo, perché si convinse che la sua missione non era tanto fra i giudei, ma fra gli altri popoli che gli ebrei chiamavano ‘gentili’; fu ad Antiochia che i discepoli di Cristo furono denominati per la prima volta come “cristiani”. Con Paolo, in pochi anni ed in modo ardente, “la Parola esce da Gerusalemme" e "la Legge esce da Sion”, come era stato profetizzato dal profeta

 

I Viaggi Missionari

 

Primo viaggio

 Da Cipro alll’Anatolia Paolo e Barnaba predicarono con ardore nelle sinagoghe la Buona Novella della resurrezione e della salvezza in Gesù, fondando delle comunità e compiendo delle guarigioni.

 

Secondo viaggio

Nel 50 Paolo decise di partire per un nuovo viaggio in Asia Minore.

Il viaggio apostolico, durato fino al 53, toccò la Grecia e la Macedonia dove Paolo evangelizzò Filippo; qui i due furono flagellati ed incarcerati, ma dopo un terremoto avvenuto nella notte e la conversione del carceriere, la mattina dopo furono liberati. Andarono poi a Tessalonica, a Berea ed Atene, ritornando poi ad Antiochia dove per la prima volta i credenti furono chiamati “cristiani”.

 

Terzo viaggio

Nel 53 o 54 iniziò il terzo grande viaggio di Paolo; prima si diresse ad Efeso, fermandosi tre anni: qui la sua predicazione portò ad una diminuzione del culto alla dea Artemide e il commercio sacro ad esso collegato ebbe un tracollo, ciò provocò una sommossa popolare, da cui Paolo ne uscì illeso.

Egli visitò con commozione le comunità cristiane dell’Asia Minore che aveva fondato, presentendo di non poterle più rivedere.

L’ultima tappa fu Cesarea dove il profeta Agabo gli predisse l’arresto e la prigione, da lì arrivò a Gerusalemme verso la fine di maggio 58, qui portò le offerte raccolte nel suo ultimo viaggio.

 

LA CONVERSIONE / VOCAZIONE

Gli Atti riportano la celebre frase sentita sul cammino verso Damasco: “Saul, Saul, perché mi perseguiti?”

Il racconto che Paolo stesso dà sull’apparizione del Resuscitato tradisce un grande subbuglio interiore, secondo le vocazioni/conversioni profetiche del Vecchio Testamento, portatrici anche di una missione: “Quando Colui che, fin dal seno materno, mi ha messo a parte e richiamato alla sua grazia, si degnò di rivelarmi suo Figlio, affinché io possa annunciarlo fra i pagani, subito….”(Gal 1,15-17). La “conversione” radicale di Saul non rappresenta per lui un cambiamento di religione: egli si sente più ebreo che mai, poiché è il “Dio dei Padri” che lo manda a predicare il Vangelo. L’evangelizzatore dei pagani continuerà a predicare agli Ebrei per quanto gli sarà possibile, fino al suo ultimo richiamo, a Roma. La conversione ed il battesimo di Paolo significano che egli ha scoperto il suo vero e giusto posto nella vita di Israele.

Si ignora la data di questo avvenimento capitale; la Lettera ai Galati potrebbe indicare gli anni 33-35, poco dopo la costituzione della prima Chiesa, a Gerusalemme, creata intorno a ”Pietro con gli Undici” (At2,14).

 

 GERUSALEMME : L´INCONTRO CON PIETRO

“Tre anni dopo”, Saul va a Gerusalemme per fare la conoscenza di Kephas (da “Pietra”, in greco), il nome che darà sempre a Pietro – e “rimane quindici giorni presso di lui”. Senz’altro questo ultimo gli insegna la tradizione orale relativa a Gesù che Paolo non ha conosciuto (cf. 1Cor 11,23- 35), ed anche una interpretazione cristologica dei profeti, secondo l’insegnamento del Maestro fra i suoi discepoli.

La visita è discreta: l’unico altro dirigente della Chiesa che Paolo vede è “Giacomo, il fratello del Signore”, Paolo si è arricchito spiritualmente presso la Madre-Chiesa, tuttavia non è riuscito ad integrarvisi, probabilmente a causa del suo passato di zelatore o zelota. Sfugge addirittura ad un tentativo di assassinio da parte di ebrei di lingua greca. (At 9,29-30).

Viene fatto partire per Tarso, ove riprende il mestiere di costruttore di tende, continuando a proclamare la sua fede alla sinagoga (At 18,3). Sono anni di maturazione personale.

 

ANTIOCHIA: INIZIO DELL´AVVENTURA MISSIONARIA

 Agli inizi degli anni 40, Barnaba viene inviato dalla Chiesa di Gerusalemme ad Antiochia di Siria per riprendere in mano questa Chiesa fondata dai missionari ellenisti scacciati da Gerusalemme. Si reca a Tarso per cercare l’aiuto di Paolo, e diventa uno dei dirigenti della comunità, evangelizzando con grande successo. E’ il primo distacco dall’ambiente della sinagoga, poiché Paolo predica anche ai Greci. Si forma così una comunità mista. L’ ”invenzione” del titolo di Cristiani usato per la prima volata ad Antiochia, rappresenta uno dei più bei frutti della predicazione di Saulo in questa città.

La Chiesa di Antiochia sarà d’ora in poi il centro di diffusione del Vangelo e vivrà indipendente dal Tempio e dalla vita in Giudea.

Questa comunità di Antiochia dispone di una formazione ed una organizzazione solide. Così, nel corso di un’assemblea di preghiera, l’ispirazione della comunità conferma la vocazione personale. La voce dello Spirito Santo si fa sentirei: “Scegliete per me Barnaba e Saulo per l’opera per la quale li ho chiamati”; allora, l’assemblea prega, digiuna, impone le mani sui due uomini. E li manda in missione.

Barnaba e Paolo prendono il mare verso Cipro. E’ ancora lo Spirito Santo che li manda in questa direzione: annunciano il Vangelo nelle sinagoghe a est dell’isola, a Salamina, poi ad Ovest, a Pafo. Luca da questo momento chiamerà Saul con il suo nome romano Paolo, sottolineando così che egli ha pieno titolo nella sua missione di andare verso “le nazioni”.

 

IL CONCILIO DI GERUSALEMME

 

Verso l’anno 48 viene posto ad Antiochia il problema che riguarda l’opportunità della circoncisione per i non-Giudei, quando dei cristiani provenienti dalla Giudea reclamano la “libertà acquisita in Cristo Gesù”, che anche Paolo e Barnaba invocano per non imporre questo rito ai cristiani provenienti dal paganesimo.

La comunità decide allora di interpellare gli Apostoli e gli Anziani di Gerusalemme e vi mandano Paolo e Barnaba, insieme al loro compagno greco Tito, accompagnati da una delegazione.

Apostoli ed Anziani di Gerusalemme accettano Tito, “non circonciso”, riconoscendo così la validità dell’annuncio di Paolo riguardo alla libertà della grazia. L’Assemblea conferma anche i principali responsabili della Chiesa e riconosce la vocazione

 

Viaggio della Cattività

A Gerusalemme, oltre la gioia di una parte della comunità, trovò un’atmosfera tesa nei suoi confronti: i sospetti sul suo conto da parte degli Ebrei erano molti.

Il Santo fu consegnato al centurione Giulio per essere trasferito a Roma, accompagnato da Luca e Aristarco; il viaggio, a quel tempo avventuroso, fu interrotto a Malta a causa di un naufragio; qui il prigioniero Paolo si rivelò più libero dei 276 membri dell’equipaggio: egli è abituato al mare ed all’esperienza di tre naufragi (2 Co 11,25) e, soprattutto, ha una sicurezza che gli viene da Dio: “Nessuno di voi lascerà la vita, solo la nave sarà persa”, affermò ai suoi compagni, quando tutto sembra perduto, “Un angelo di Dio al quale appartengo e che servo mi è apparso per dirmi: Non avere paura, Paolo….ecco che Dio ti accorda la vita di tutti coloro che navigano con te”.

La tappa in quest´isola, semplice ed idilliaca (“ gli indigeni ci trattarono con rara umanità, intorno ad un gran fuoco”), simboleggia l’accoglienza che il mondo pagano farà al Vangelo.

Qui Paolo compie dei miracoli: una vipera gli morse la mano mentre il Santo attizzava il fuoco, ed egli la gettò nel braciere senza alcun dolore; successivamente guarì un uomo imponendogli le mani.

Nel 61 Paolo giunse a Roma per essere giudicato; nei due anni di residenza vigilata nel cuore della città, vicino al Tevere (l’attuale quartiere ebreo), egli evangelizzò e scrisse in attesa del processo, che sfumò per mancanza di accusatori. Ma dopo l´incendio del 64 Nerone accusò i cristiani di essere gli autori del rogo: così Paolo venne arrestato, incatenato nel carcere Marmertino e condannato alla decapitazione che ebbe luogo fuori dalle mura aureliane, sulla via Ostiense.

 

Il Martirio a Roma

Le ultime parole di Paolo nella capitale dell’Impero, annotate negli Atti, sono

state un appello agli Ebrei. Al termine della sua missione, colui che il Signore ha voluto Apostolo delle Nazioni non volle dimenticare neanche il “più piccolo dei miei fratelli” (Mt 25,40) “E’ a causa della speranza di Israele che porto queste catene”: Paolo lancia un ultimo e vibrante richiamo alla “conversione” del suo popolo, allo sconvolgimento che ha conosciuto: in Cristo l’Alleanza di Dio è d’ora in poi aperta a tutti.

La morte di Paolo non è una fine: al contrario si tratta dello sviluppo del Cristianesimo e della Buona Novella portati in lungo e in largo dal grande testimone del Risorto, divenuto a sua immagine  “Luce delle Nazioni” (Is 49,6; At 13,47).

 


Le preghiere del mese

PREGHIERE

 


 

Preghiera all’Apostolo Paolo di Mons. Angelo Comastri

“Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.
Queste parole di Gesù percorrono
tutte le strade del mondo
e interpellano anche la nostra coscienza.
“perché mi perseguiti?”;
queste parole trasformarono Saulo in Paolo!

Paolo, apostolo di Gesù,
tu eri violento e sei diventato mite
fino a scrivere un inno alla carità;
tu eri orgoglioso e sei diventato umile
fino a divenire un povero schiavo;

tu eri un persecutore e sei diventato perseguitato per amore di Gesù fino al martirio.

 

Paolo apostolo senza paura,
prega perché si aprano i nostri occhi
per vedere il vero tesoro della vita;
prega perché si spezzi in noi il muro
del compromesso e della mediocrità
per diventare missionari di Gesù
con tutti, dovunque, sempre,
con la vita e con le parole.

 

Amen

 

 

Preghiera

O gloriosissimo Apostolo delle genti, S Paolo, che con tanto zelo vi adoperaste per distruggere in Efeso quegli scritti, che ben conoscevate avrebbero pervertito le menti dei fedeli: vogliate anche nel presente rivolgere su di noi benigno lo sguardo. Voi vedete come con una stampa miscredente e senza freno si attenti a rapirci dal cuore il tesoro prezioso della fede e della illibatezza dei costumi. Illuminate, ve ne preghiamo, o santo Apostolo, le menti di tanti perversi scrittori, perché desistano finalmente di recar danno alle anime con le loro ree dottrine e perfide insinuazioni; muovete i loro cuori a detestare il male che essi fanno all'eletto gregge di Gesù Cristo. A noi poi impetrate la grazia che, docili sempre alla voce del Santo Padre, non ci diamo mai alla lettura di libri perversi, ma cerchiamo invece di leggere e per quanto ci sarà dato, di diffondere quelli che con il loro pascolo salutare aiutino tutti a promuovere la maggior gloria di Dio, l'esaltazione della sua Chiesa e la salute delle anime. Così sia.

.

 


 Veglia di Preghiera

 

VEGLIA  VOCAZIONALE

Canto

primo momento:  L'AMORE, UNA STRADA

Cel.      Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

T.         Amen

Cel.     Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi.

T.         E con il tuo spirito

Lettore. A Verona, Benedetto XVI ci ha ricordato come l'incontro con il Signore faccia emergere «soprattutto quel grande "sì" che in Gesù Cristo Dio ha detto all'uomo e alla sua vita, all'amore umano, alla nostra libertà e alla nostra intelligenza; come, pertanto, la fede nel Dio dal volto umano porti la gioia nel mondo». Il "sì" che continuamente e fedelmente Dio pronuncia sull'uomo trova compimento nel "sì" con cui il credente risponde ogni giorno con la fede nella parola di verità, con la speranza della definitiva sconfitta del male e della morte, con l'amore nei confronti della vita, di ogni persona, del mondo plasmato dalle mani di Dio».

Guida: La via seguita dal nostro Salvatore, il Signore Gesù, è la via del "sì" alla vita e all'amore. Invochiamo il dono dello Spirito per poterlo seguire in questa strada, per essere suoi discepoli.

 

Dal salmo 119

Ritornello o canone di invocazione allo Spirito Santo

Lettore. Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue parole. Con tutto il cuore ti cerco: non farmi deviare dai tuoi precetti.

Ritornello o canone di invocazione allo Spirito Santo

Lettore Benedetto sei tu, Signore; mostrami il tuo volere.

Nella tua volontà è la mia gioia; mai dimenticherò la tua parola.

Ritornello o canone di invocazione allo Spirito Santo

Lettore Fammi conoscere la via dei tuoi precetti e mediterò i tuoi prodigi. Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore.

Ritornello o canone di invocazione allo Spirito Santo

 

 

 

 

Cel/.:O Dio, fonte della pace, dolcezza di quanti confidano in te, donaci nel tuo Spirito il gusto del bene e fa' che obbediamo sempre al tuo Cristo, liberi e perseveranti nel tuo volere. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

canto

 

secondo momento:

L'AMORE, PASSIONE CHE METTE IN MOVIMENTO

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (3,12-14) Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo.

Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

 

La lampada che dal fondo giungerà davanti all'ambone sarà il "testimone" che diverse vocazioni si passeranno l'una all'altra, dopo aver percorso un tratto della corsia centrale.

 

Guida: Gesù è la luce che illumina la nostra vita. Egli è la luce che possiamo ridonare, nella fedeltà quotidiana alla sua chiamata.

Canto per il passaggio della luce

Lettore. Tutte le vocazioni e i ministeri, anche se in modi diversi, sono chiamati a testimoniare la speranza cristiana in mezzo a una società in rapido cambiamento. Da questa varietà nell'unità scaturisce il segno vivo di una comunità che si mostra come una cosa sola perché il mondo creda.

Cel.:    Anch'io sono stato conquistato da Cristo

 

T.: Il suo Vangelo è la buona notizia che ci mette tutti in movimento

 

Canto

 

 

terzo momento:  L'AMORE, PARTENZA E META

Guida: Non siamo soli nella nostra corsa.

Abbiamo accanto tanti fratelli e sorelle che formano con noi la Chiesa, su questa terra. Altri ci hanno preceduto nella corsa della fede e già contemplano il volto del Padre. Invocando i santi del ciclo, vogliamo chiedere la loro intercessione, in modo particolare per i giovani, chiamati a discernere, accogliere e vivere la chiamata del Signore Gesù.

Signore, pietà

Cristo, pietà

Signore, pietà

Padre, Fonte della vita

Figlio, Parola fatta carne

Spirito santo, potenza dell'Amore

Trinità Santa, che abiti nei cuori

Maria, Vergine e Madre del Signore

Giuseppe, custode del Figlio di Dio

Gabriele, grande angelo degli annunci di Dio

Raffaele, grande angelo delle guarigioni di Dio

Michele, grande angelo delle lotte per Dio

Davide, Re e cantore della misericordia di Dio

Giovanni Battista, amico dello Sposo

Voi tutti, che avete unito antica e nuova Alleanza

Pietro, salda Roccia della Chiesa

Paolo, libero prigioniero dell'amore di Cristo

Voi tutti, Apostoli, colonne della Chiesa

Giovanni, discepolo amato

Maria Maddalena, chiamata per nome dal Maestro

Voi tutti, testimoni della Risurrezione

Francesco, povero di Cristo in perfetta letizia

Chiara, trasparente dono d'amore

Voi tutti, consacrati nel nome di Gesù

Antonio, oasi d'amore nel deserto

Daniele, missionario in terra d'Africa

Voi tutti, sacerdoti secondo il cuore di Dio

Madri sante, che avete generato figli per il Signore

Padri santi, che avete conservato la fede fino alla morte

Piccoli e poveri, che avete sperato solo nel Signore

Voi tutti apostoli ed evangelisti

Voi tutti giusti della terra

Voi tutti santi e sante di Dio

Nella tua misericordia

Da ogni male e da ogni peccato

Dalla morte eterna

Per la tua incarnazione

Per la tua morte e risurrezione

Per il dono dello Spirito Santo

Noi peccatori,

Conforta e illumina la tua santa Chiesa

Proteggi il Papa e tutti i ministri del Vangelo

Manda nuovi operai nella tua messe

Dona al mondo intero la giustizia e la pace

Aiuta e conforta tutti coloro che sono nella prova

 

Signore, pietà

Cristo, pietà

Signore, pietà

pietà di noi

pietà di noi

pietà di noi

pietà di noi

prega per noi

prega per noi

prega per noi

prega per noi

prega per noi

prega per noi

prega per noi

pregate per noi

prega per noi

prega per noi

pregate per noi

prega per noi

prega per noi

pregate per noi

prega per noi

prega per noi

pregate per noi

prega per noi

prega per noi

pregate per noi

pregate per noi

pregate per noi

pregate per noi

pregate per noi

pregate per noi

pregate per noi

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

ascoltaci, Signore

ascoltaci, Signore

ascoltaci, Signore

ascoltaci, Signore

ascoltaci, Signore a

ascoltaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

salvaci, Signore

Ti preghiamo ascoltaci

 

Ti preghiamo ascoltaci

 

Ti preghiamo ascoltaci

Ti preghiamo ascoltaci

 

Ti preghiamo ascoltaci

 

Ti preghiamo ascoltaci

 


 

Benedizione dell'acqua

Cel. Sorelle e fratelli carissimi, preghiamo umilmente il Signore Dio nostro, perché benedica quest'acqua con la quale saremo aspersi in ricordo del nostro Battesimo.

Signore Dio nostro, continua ad essere presente in mezzo al tuo popolo, degnati di benedire quest'acqua + , che hai creato perché dia fertilità alla terra, freschezza e sollievo ai nostri corpi.

Ravviva in noi, Signore, nel segno benedetto di quest'acqua, il ricordo del nostro Battesimo, affinchè possiamo unirci all'assemblea gioiosa di tutti i fratelli, battezzati nella Pasqua di Cristo nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

 

Rinnovazione delle promesse battesimali

Cel. Sorelle e fratelli carissimi, per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale di Cristo. Ora rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, rinnovando anche la disponibilità a continuare la nostra corsa, nel vivere fedelmente la nostra vocazione.

Rinunziate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?

Rinunzio

Rinunziate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?

Rinunzio

Rinunziate a satana, origine e causa di ogni peccato?

Rinunzio

Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Credo

Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria

Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti, e siede alla destra del Padre?

Credo

Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi,

la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

Credo


Cel. Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna. Amen.

Guida: Verremo ora aspersi con l'acqua benedetta. La divina misericordia ristora e sostiene la corsa della nostra fede, rigenera la nostra vocazione come testimonianza del Risorto.

Canto durante l'aspersione

Partecipe dell'umanità, di cui condivide "gioie e speranze, tristezze e angosce", intensamente solidale con tutti, il cristiano orienta il cammino della società verso quella pienezza che Dio ha iscritto nel cuore di ogni persona, mettendosi al suo fianco nel percorrere i sentieri del tempo. La speranza del cristiano è dono di Dio, dinamico e creativo, e si traduce in progetti che anticipano nella storia il senso della nuova umanità portata dalla risurrezione. Sono germi di "vita risorta" capaci di cambiare il presente, secondo la stupefacente abbondanza di ministeri e di carismi di cui il Signore arricchisce la Chiesa.

Cel Carissimi, la nostra corsa non è senza meta. Ci rivolgiamo con fiducia al Padre, con le parole che Gesù ci ha insegnato, chiedendo per ciascuno la grazia di perseverare santamente nella vocazione ricevuta.

Padre nostro...

Preghiera a San Paolo Apostolo

Lungo la via di Damasco  la luce di Cristo ti folgorò  e svelò la conoscenza piena  del suo Mistero  di amore e di salvezza,  la sua missione nella Chiesa e nel mondo.  Col cuore riconoscente,  con la fortezza e l'entusiasmo  sempre giovane affrontasti viaggi e pericoli  per predicare Cristo crocifisso,  scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani.  Sopportasti ogni pena e tradimenti,  mai fosti separato dall'amore di Cristo.  Né tribolazione, né angoscia, né persecuzione,  né fame, né nudità, né pericolo, né spada  poterono allontanarti dalla fedeltà  alla vocazione e alla missione.  Portasti la Parola di Dio ai pagani,  rivelasti ad essi l'amore infinito di Dio.  che si rivelava in Cristo  mediante la redenzione nel suo sangue.  Invocasti per i cristiani unità e concordia,  avendo un solo Dio Padre di tutti,  al di sopra di tutti  ed è presente in tutti.  Il tuo sangue è stato sparso in libagione,  giungendo il momento di sciogliere le vele.  Hai combattuto la buona battaglia,  hai terminato la corsa, hai conservato la fede.  Hai atteso la corona di giustizia  che il Signore ti ha donato.  Ti segue ancora ora. come nei tempi antichi,  una schiera numerosa di martiri e di santi,  nella sequela di Cristo che continua ancora  nella fedeltà e nell'amore  presso il trono di Dio a cantare all'Agnello senza macchia  l'inno di lode e di ringraziamento per l'eternità.  Amen.

Canto finale


 

Notizie della nostra Comunità

 

RINNOVAMENTO CARISMATICO DELLO SPIRITO SANTO

Gruppo di Preghiera SACRA FAMIGLIA DI NAZARET


 

 Con la preghiera farete cose grandi

 

 

 

PELLEGRINAGGIO

DI SAN PAOLO

 

In occasione dell’anno giubilare paolino indetto da Sua santità Benedetto XVI, il giorno 1 ottobre 2008 verrà effettuato un pellegrinaggio nella città di Roma con il seguente itinerario:

 

-Basilica del Divino Amore

-Basilica di San Paolo

-Grotta delle tre fontane

 

Per le iscrizioni che dovranno essere effettuate entro il 30 Agosto con acconto di €. 30,00,

rivolgersi a:

 

Amalia 0575/570124

Giulietta 0575/572921

Circolo Parrocchiale

 

La Basilica di San Paolo Fuori le mura

Dopo la fine delle persecuzioni cristiane, la Chiesa nutrita dalle persecuzioni dei suoi martiri, usciva dalle catacombe ormai senza timore. Furono costruiti allora i primi templi, fra i quali uno dedicato a San Paolo, anima di fuoco che predicò a Roma e qui trovo la morte. Proprio nel luogo in era stato martirizzato, nel 324 Papa Silvestri I consacrava la Basilica di San Paolo. Questa fu ampliata, ma un terribile incendio la distrusse nel 1823. L’allora Papa Leone XII fece un appello a tutti i fedeli per raccogliere fondi per la ricostruzione. Il rispetto e l’ammirazione per l’Apostolo Paolo erano tali che la risposta non venne solo dai cattolici ma anche da altri come il re d’Egitto e lo zar di Russia. La nuova Basilica fu consacrata da Papa Pio IX nel 1854, l’anno della proclamazione del dogma dell’Immacolata.

È la basilica più grande dopo San Pietro e conserva le effigi di tutti i pontefici da San Pietro a Benedetto XVI.

Passati più di 1600 anni, la Basilica dedicata all’Apostolo delle genti, continua ad essere grande centro di vocazione spirituale cristiana.

 

 

Rubrica a cura della

Sig.ra Amalia Bonciani



Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                            Centro culturale sportivo ricreativo

 

 

In occasione della giornata mondiale della gioventù, alcuni ragazzi della nostra diocesi, accompagnati da mons. Gabriele Bandini e da diversi seminaristi, sono arrivati nella nostra parrocchia per proseguire da qui a piedi verso Romena e Stia e poi fino a Loppiano, nel Valdarno,  per ripercorrere un cammino ideale sulle orme di Sydney.

Sono arrivati a Strada martedì pomeriggio, per ritrovarsi in Pieve a pregare; si sono uniti a loro alcuni giovani della nostra parrocchia che il giorno successivo li hanno seguiti fino a Stia.

Dopo la preghiera tutti insieme verso il Circolo Parrocchiale dove hanno giocato con i nostri ragazzi nel campo di calcetto, facendo tornare in mente, ai più anziani, i bei tempi in cui i seminaristi del Collegino camminavano per le vie del paese.

Ecco pronta la cena: ospiti del circolo tutti i ragazzi hanno trascorso la serata e sono rimasti a dormire nei locali parrocchiali. La mattina, fatta colazione sono partiti a piedi alla volta di Romena. Non hanno finito di ringraziare per la nostra ospitalità e per il servizio reso dai nostri volontari del circolo che dal pomeriggio fino alla colazione del giorno dopo, sono stati disponibili in tutto. Don Roberto è stato molto lieto di poter accogliere nella nostra comunità parrocchiale questa delegazioni di giovani del seminario e della diocesi ed ha partecipato a tutti i momenti trascorsi da questi giovani “ in Cammino”, ringraziandoli di aver scelto Strada come tappa del loro percorso.

 


Notizie della nostra Comunità

 

Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II

                            Centro culturale sportivo ricreativo

 

 

INIZIATIVE ESTATE 2008

 

Estate intensa al circolo dove sono previste numerose iniziative.

Innanzitutto è iniziata la stagione sportiva: è in programma il torneo di calcetto under 13 ed uno per gli adulti. Poi inizierà il torneo di pallavolo che quest’anno è stato organizzato in collaborazione con le società di pallavolo VBC Arnopolis di Pratovecchio Stia e LuciNuove di Poppi. Siamo fiduciosi che tutto riesca per il meglio e soprattutto all’insegna della sportività, senza personalismi e agonismi esagerati.

Partirà anche la stagione estiva della scuola di ballo in collaborazione con la scuola Universo danza di Bibbiena.

Partirà anche una stagione di cinema nella nuova sala multimediale della parrocchia, locali ex cinema, rinnovata con videoproiettore e maxischermo. Si potranno riprovare le emozioni degli anni in cui a Strada funzionava brillantemente il cinema parrocchiale PIAVE. L’iniziativa sarà intitolata alla memoria di “Gianfranco Conticini” scomparso da alcuni anni, alla cui opera instancabile si deve molto di quello che esiste nel nostro Circolo, specialmente per ciò che riguarda il cinema. In programma visioni per bambini e per famiglie, con una proiezione a settimana.

Grande soddisfazione anche per gli eventi organizzati in luglio, primo fra i quali il “Quadrangolare don Peri”, ossia il mini torneo fra parrocchie che è stato dedicato a don Peri, ancora vivente ma quasi centenario e molto malato. Pensando ad organizzare un incontro fra parrocchie è venuto spontaneo ricordare don Peri, che dal dopoguerra a tutti gli anni ’80, ha girato per le parrocchie della zona di Strada Montemignaio ad organizzare incontri sportivi per i ragazzi, in un periodo nel quale poco si faceva fuori dalle parrocchia. Il torneo è stato interrotto nella mattinata per partecipare alla S. Messa celebrata da don Roberto alla Pieve; bellissima omelia in ricordo di don Peri e sul vero significato della sportività, che dovrebbe spingere i giovani verso le attività di gioco. Gran pranzo al circolo per i ragazzi ed i genitori intervenuti e premiazione di tutte le squadre da parte del mister e organizzatore Silvio Paggetti.

 

                                                                                                    Antonio FANI

Presidente


Notizie della nostra Comunità

 

 

Gruppo missionario “Donne del Ricamo”

Dopo anni di attività si scioglie il famoso gruppo di donne del nostro paese

 

Nel mese di Aprile, dopo 13 anni di attività il “Gruppo del Ricamo”, si è sciolto.

Questo è avvenuto perché, le donne del “Gruppo” sono ormai in età avanzata e quindi, senza avere il ricambio di persone più giovani, non erano più in grado di continuare. Lo abbiamo fatto con dispiacere, ma ci è rimasta la soddisfazione dei risultati ottenuti. Infatti, nel giro di questi 13 anni, abbiamo aiutato con offerte di denaro e indumenti cuciti da noi, ben 4 missioni e precisamente: - Don Carlo Donati per il Burkina-Faso; - Padre Terenzio Biondi per la sua missione nello stato africano dello Swaziland; - la Signora Luciana Bastiani per la missione in Laos-Thailandia – Don Nardi per i bambini disabili della Madonnina del Grappa; - Medici Senza Frontiere. Tutto questo per un totale di Lire 19.780.000 (naturalmente prima dell’Euro).

Abbiamo anche adottato 4 bambini del Burkina-Faso, per un totale di Lire 2.400.000 (sempre delle vecchie Lire).

Per la Parrocchia, abbiamo dato a Don Roberto contributi per i lavori di restauro della Cappella della Visitazione di piazza Matteotti, per il riscaldamento alla Pieve e donato una tovaglia ricamata per l’Altare principale, tutto questo per un totale di Lire 5.690.000.

Altre somme più modeste, sono state donate alla Misericordia, alla Banda Musicale, al Cardinale di colore che venne a trovarci dalla sua missione in Africa ed a un bambino di Bibbiena, malato gravemente per affrontare un intervento chirurgico molto costoso. Abbiamo negli anni pensati anche alle nostre Suore che ci aiutano tanto.

In totale abbiamo donato Lire 32.570.000.

Vogliamo perciò ringraziare veramente di cuore, le tante persone del nostro paese, e quelle che occasionalmente sono venute ad ammirare e acquistare i nostri lavori, facendo così in modo di poter aiutare chi aveva bisogno.

Grazie infinite, che il Signore ne renda merito a tutti!

 

La Coordinatrice

Sig.ra Giuliana Ristori
Notizie della nostra Comunità

 

Centro estivo 2008

 

Anche quest’anno l’estate ha aperto le porte al Centro Estivo “In Cammino…”.

Il progetto nasce dall'esigenza di offrire ai bambini e alle bambine l'opportunità di fare nuove esperienze, nuovi incontri e nuove scoperte, nel periodo di chiusura delle scuole.

In particolare, quest’anno si intende offrire ai bambini la possibilità di conoscere e di vivere concretamente il paese di Castel San Niccolò attraverso una storia che ci segue per tutto il "viaggio". E poi noi la trasformiamo in un percorso tutto pieno di GIOCHI, di MUSICA, DANZA, TEATRO, MANUALITA', DISEGNO E SCENOGRAFIA, LETTURA E SCRITTURA CREATIVA.

Durante questo primo mese, oltre allo svolgimento dei compiti estivi, dei lavoretti manuali per i più piccoli e i vari giochi organizzati nel cortile della Scuola Materna “Alterini” e nell’area esterna del Circolo, i bambini hanno partecipato a varie escursioni: le giornate in piscina, la bella esperienza sul cavallo svolta presso l’Agriturismo “Castagneto Picci” e, con il sostegno di un’animatrice della Cooperativa OROS, hanno scoperto la bellezza del fiume e avuto la possibilità di conoscere il territorio.

Attraverso il racconto delle avventura di Mr e Mrs Mouse e delle Contessa Matelda, siamo anche andati a visitare i luoghi storici del nostro Paese, come il Collegio e la Pieve di San Martino a Vado.

Il percorso da fare insieme è ancora lungo e tante sono ancora le cose da fare e il nostro scopo sarà creare opportunità di gioco e sperimentazione di nuove relazioni con coetanei e bambini di età diverse: per creare un maggiore spirito di gruppo non c'è niente di meglio che cantare, danzare e giocare tutti insieme! Perciò si balla, si canta, si disegna, si fanno tantissimi giochi all'aperto ... e poi non vi diciamo nient'altro perché dovrete scoprirlo da soli!!

Durante il mese di Agosto gran parte delle attività saranno orientate alla realizzazione della festa finale, a partire dagli spunti emersi dai bambini. La festa finale rappresenta il momento di congedo e di apertura del centro estivo all'esterno, per fare vedere anche alle famiglie il frutto delle attività svolte.

Angela e Marianna


 

Notizie dal Casentino

 

 

Rubrica VIVERE IN CASENTINO

A cura del direttore Silvia PECORINI

 

 

UN “EVENTO” DELLA NATURA: IL BRAMITO DEL CERVO

Il più grande censimento d’Italia del cervo in amore al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dal 25 al 28 settembre 2008

 

Alla fine del mese di settembre è possibile vivere nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi un’esperienza entusiasmante: ascoltare nel silenzio della notte immersi tra i magnifici alberi della foresta il possente bramito del cervo. E’ questo, infatti, il periodo in cui i cervi maschi si sfidano e combattono per stabilire chi sarà tra loro il più forte e chi si accoppierà con le femmine.

Le tecniche maggiormente usate per la valutazione della consistenza della popolazione del cervo sono sostanzialmente due: il censimento a vista da punti vantaggiosi e il censimento al bramito. Quest’ultima modalità, introdotta in Norvegia e perfezionata proprio nelle Foreste Casentinesi, viene impiegata laddove la boscosità è elevata e dove esistono i presupposti per la realizzazione. Il modello prevede che ascoltando i maschi di cervo in amore che emettono il suggestivo e possente “bramito”,  gli operatori siano in grado di  registrarne il numero e la posizione. In seguito ai primi esperimenti realizzati su questo territorio a cavallo tra Toscana e Romagna il metodo è noto anche all’estero come “Casentinese”.

Settecento persone negli angoli più remoti e selvaggi del parco sono i numeri del censimento al bramito del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il più importante e partecipato di cui si sia a conoscenza.

I volontari saranno coordinati e supportati - anche attraverso una serie di ausili e di tecniche particolari - dagli uffici competenti per la gestione faunistica del Parco Nazionale e delle Province di Arezzo, Forlì-Cesena e Firenze.

L’elaborazione dei dati è affidata alla DREAM Italia, incaricata dal Parco e dalla Comunità Montana del Casentino; l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, che sovrintende scientificamente a tutto il progetto, validerà i risultati e diffonderà  nei mesi successivi la stima dei cervi del Parco. Si parla di oltre 2.500 capi, ma forse sono molti di più: segno evidente che la conservazione ambientale attuata dai Parchi negli ultimi anni sta dando egregi risultati.

Di questo stuolo di persone, armate di passione, bussola e matita, almeno 250 saranno i volontari principianti, provenienti da tutta Italia. Inoltre la notizia dell’esperienza del censimento è rimbalzata anche all’estero, da dove arrivano continue manifestazioni di interesse.

Prendere parte a questo censimento - dicono i responsabili del Parco Nazionale - è un vero privilegio. Non solo per le emozioni che si possono vivere stando così a contatto, di notte, con questi affascinanti animali, ma anche per le conoscenze che ciascun volontario potrà acquisire affiancando, a seconda dei casi, studiosi del Parco Nazionale, ricercatori delle Università, Ufficiali e Agenti del Corpo Forestale dello Stato, grandi esperti di gestione faunistica delle Province, operatori e associazioni come l'URCA, che svolgono il selecontrollo per le aree esterne al Parco. Il tutto eseguito nel pieno rispetto della quiete, per non arrecare alcun disturbo alla fauna presente. Su questo il personale del Parco e del C.F.S. garantiranno il massimo rigore.”

 Nella “tre giorni” ci saranno anche occasioni di approfondimento scientifico dei temi legati al cervo ed al suo rapporto con la foresta, nonché momenti di socialità che contribuiranno a far conoscere tra loro i vari protagonisti di questo pacifico e straordinario “esercito”. E’una forma di gestione faunistica partecipata, su cui il Parco Nazionale sta puntando ormai da tempo. In questo modo chi vuole può rendersi utile per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione del Parco e, allo stesso tempo, acquisire sul campo conoscenze ed abilità altrimenti impensabili.

“Conoscere il numero dei cervi nell’area del Parco - aggiungono dagli Uffici dell’Ente - è il primo passo per poter gestire e difendere una popolazione così importante a livello italiano. Sulla base di questi dati proseguirà - ad esempio - il programma di trasferimenti di alcuni cervi del Parco in altri Parchi Nazionali e Regionali dell’Appennino centro-meridionale. Alcuni li abbiamo già trasferiti al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a quello del Gran Sasso ed al Parco Regionale dei Monti Simbruini. Abbiamo l’orgoglio di aver contribuito alla rinascita di altre popolazioni di cervo, che saranno utili agli ecosistemi locali; non dimentichiamo infatti che il cervo è una delle prede preferite dal Lupo, altra specie particolarmente protetta.”

Si può entrare a far parte di questa avventura. Basta iscriversi, entro il 14 settembre, tramite il portale http://cervo.parcoforestecasentinesi.it, dopo aver acquisito le necessarie informazioni sul forum www.cervo.forumfree.net.


 

Attualità

 

Il Papa esorta i Focolari a continuare nel solco tracciato da Chiara Lubich

Benedetto XVI ha esortato i membri del Movimento dei Focolari a continuare la loro opera nel solco tracciato dalla loro fondatrice, Chiara Lubich, morta il 14 marzo scorso. Dopo aver recitato l'Angelus nel cortile della residenza pontificia di Castel Gandolfo, il Pontefice ha salutato i partecipanti all'assemblea generale dei Focolari (il nome ufficiale è Opera di Maria), che ha eletto i suoi nuovi responsabili. L'Assemblea, composta da 496 delegati con diritto di voto provenienti dai 5 continenti, svoltasi a Castel Gandolfo (Roma), ha eletto quasi all'unanimità come presidente Maria Voce, una delle più strette collaboratrici di Chiara Lubich. Il nuovo co-presidente dei Focolari è Giancarlo Faletti, finora corresponsabile del Movimento a Roma. "Mentre mi rallegro per l'elezione dei nuovi Responsabili - ha detto il Papa -, vi esorto tutti, cari fratelli e sorelle, a proseguire con gioia e coraggio nel solco dell'eredità spirituale di Chiara Lubich, raccolta nei vostri Statuti, incrementando sempre più i rapporti di comunione nelle famiglie, nelle comunità e in ogni ambito della società".

Il cuore del Papa con chi non può godere le vacanze

Benedetto XVI ha affermato di portare nel cuore tutte le persone che quest'anno non potranno godere le vacanze per situazioni personali difficili. "Non dimentico quanti non possono beneficiare di un tempo di riposo e di vacanza: penso ai malati negli ospedali e nelle case di cura, ai carcerati, agli anziani, alle persone sole e a coloro che trascorrono l'estate nel caldo delle città", ha detto. "A ciascuno assicuro la mia affettuosa vicinanza e un ricordo nella preghiera", ha aggiunto.

La Giornata di Sydney, una "nuova Pentecoste", dice il Papa

Benedetto XVI ritiene che la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata dal 15 al 20 luglio a Sydney (Australia), sia stata una "nuova Pentecoste". Come è accaduto agli apostoli riuniti nel Cenacolo con la Vergine Maria, in questo avvenimento al quale hanno partecipato circa 230.000 giovani di tutti i continenti "è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei". Il Pontefice ha riconosciuto che ha potuto incontrare "il volto giovane della Chiesa: era come un mosaico multicolore, formato da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della terra, tutti riuniti dall'unica fede in Gesù Cristo". Questi incontri, iniziati da Giovanni Paolo II, "formano le tappe di un grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell'unico Padre che è nei cieli e costruttori della civiltà dell'amore", ha detto. La caratteristica propria di Sydney, ha aggiunto, "è stata la presa di coscienza della centralità dello Spirito Santo, protagonista della vita della Chiesa e del cristiano". Il tema della Giornata è stata la frase degli Atti degli Apostoli "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (1,8). Per questo motivo, "la Veglia serale nel cuore della città, sotto la Croce del Sud, è stata una corale invocazione dello Spirito Santo". Durante la grande celebrazione eucaristica di domenica scorsa, con la partecipazione di quasi mezzo milione di persone, il Santo Padre ha amministrato il sacramento della Confermazione a 24 giovani di vari continenti, di cui 14 australiani, "invitando tutti i presenti a rinnovare le promesse battesimali". "Così questa Giornata Mondiale si è trasformata in una nuova Pentecoste - ha detto -, dalla quale è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei.

 

La scuola privata fa risparmiare 6 miliardi

Sei miliardi di euro: il patrimonio di Rupert Murdoch. Sei miliardi di euro è quanto risparmia ogni anno lo Stato grazie alle scuole private. Lo rivela uno studio dell’Associazione genitori scuole cattoliche, basato sui dati del ministero dell’Istruzione incrociati con la Finanziaria. La spesa pubblica per le scuole paritarie oggi è di mezzo miliardo abbondante. Ma quanto costerebbe allo Stato offrire una «scuola pubblica» al milione di studenti iscritti alle private? Oltre dieci volte di più: sei miliardi e 245 milioni di euro.

Cogliamo l’occasione per ringraziare le Suore Orsoline per l’opera che fanno nel nostro Asilo Privato Parificato Parrocchiale.


Approfondimenti

 

CASO ELUANA”: SI ACCUSANO LE SUORE DI CRUDELTA’ PERCHE’ LA AMANO……

A proposito di Eluana Englaro, il giornale La Stampa, in prima pagina, ha pubblicato un articolo di Marina Garaventa che vive “più o meno nella stessa situazione in cui era Piergiorgio Welby”. A un certo punto la signora Garaventa si rivolge polemicamente a chi difende il diritto alla vita di Eluana e scrive: “propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai”.

Ma forse la signora Garaventa non lo sa: ci sono suore, donne cristiane, che per Eluana stanno già facendo tutto questo da 14 anni, in silenzio e con gioia, e chiedono solo di poter continuare ad amarla. Suor Rosangela la conosce così bene da “intuire all’istante se ha mal di pancia o mal d’orecchio”. Eluana ogni mattina viene “alzata da letto, lavata, messa in poltrona. Quotidianamente la portiamo in palestra dove c’è un fisioterapista che le pratica la riabilitazione passiva”. Poi c’è la musica, le passeggiate in giardino e “qualche volta, soprattutto se le parla suor Rosangela, muove gli occhi”. Proprio queste suore, queste fantastiche e umili donne del Cielo, senza fare alcuna polemica, senza lanciare “guerre ideologiche”, con dolcezza hanno detto: “vorremmo tanto dire al signor Englaro, se davvero la considera morta, di lasciarla qui da noi. Eluana è parte anche della nostra famiglia”.Le suore per tutti questi anni si sono prese cura di lei “come di una figlia”. Esprimono il “massimo rispetto” per “la sofferenza dei genitori di Eluana”, ma “con discrezione” chiedono loro di poter continuare ad accudirla e amarla. “Liberazione”, giornale di Rc, parla di Eluana come di “un corpo”. Invece la suora dice: “Per noi è semplicemente una persona e viene trattata come tale… E’ una ragazza bellissima”. Le suore non impongono nulla, non sono loro a disporre della sorte di Eluana, né possono o vogliono trattenerla: hanno semplicemente dichiarato che sarebbero liete di continuare a prendersi cura di lei. Con discrezione e semplicità, rispettando tutti. Queste povere donne non hanno potere di decisione, hanno solo il loro amore da offrire.

La presenza silenziosa di quelle suore ci fa sapere che da 2000 anni, da quando è venuto Gesù, qualunque essere umano è amato. Un giornalista disse una volta a Madre Teresa di Calcutta che lui non avrebbe fatto ciò che faceva lei per tutto l’oro del mondo e lei rispose: “neanche io”. Ma per Gesù sì. Al di là della sentenza su Eluana, com’è possibile non provare rispetto e ammirazione per queste suore? Non è stupendo che esistano persone così? Sono appassionate a ogni essere umano com’era Gesù che ascoltava tutti, accoglieva tutti e “guariva tutti”. Sono capaci di questo amore per la vita umana perché amano, testimoniano e donano ciò che vale più della vita: Gesù stesso, la Grazia. Cioè la vita eterna, l’unica vera speranza che rende vittoriosi sul dolore e su “sorella morte”.

 

Dalla Spagna e dal mondo…”guerra al Crocifisso”

 

Zapatero ha annunciato di voler togliere i crocifissi dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in contemporanea con l’assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo giovanile. Dove la discoteca è – come ha spiegato Vittorino Andreoli – la cattedrale pagana di “un grande rito di trasformazione collettiva” che fa dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa “nuova religione” sono noti, con il solito comandamento: “vietato vietare”. La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte, macellata come un agnello?

Nessuno ci riflette. Nell’euforica Spagna le autorità sembrano preoccupate soprattutto che il delitto non porti pubblicità negativa alla località turistica. E vai con la tequila bum bum, dimentichiamo la povera Federica e via i crocifissi. Anche noi da tempo li abbiamo tolti dai cuori, oltreché dalla vita pubblica. Anzi, l’immagine del crocifisso o quella della Madonna vengono periodicamente dileggiati da sedicenti artisti in nome della libertà d’espressione. Del resto il Papa stesso subisce questa sorte nelle manifestazioni di piazza della sedicente “Italia dei migliori”. E la fede cattolica viene azzannata, senza alcuna obiettività, in programmi televisivi che, se fossero realizzati contro qualsiasi altra religione, scatenerebbero subito l’accusa di intolleranza o razzismo. Contro Gesù Cristo invece sembra che tutto sia permesso.

Poi, quando ci visita il dolore o si consuma la tragedia o assistiamo all’orrore, gridiamo furenti – col dito accusatore – “dov’è Dio?”, “Perché non ha impedito tutto questo?”. Dopo l’ecatombe dell’ 11 settembre a New York si alzò questo stesso grido e una donna, in tutta semplicità, parlando in televisione rispose così: “per anni abbiamo detto a Dio di uscire dalle nostre scuole, di uscire dal nostro Governo, e di uscire dalle nostre vite. E da gentiluomo che è, credo che Lui sia quietamente uscito. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia le Sue benedizioni, e la Sua protezione, se prima esigiamo che ci lasci soli?”.

Continuava ricordando quando si lanciò la crociata perché non si voleva “che si pregasse nelle scuole americane, e gli americani hanno detto OK. Poi qualcun altro ha detto che sarebbe meglio non leggere la Bibbia nelle scuole americane. Quella stessa Bibbia che dice: ‘Non uccidere, non rubare, ama il tuo prossimo come te stesso...’, e gli americani hanno detto OK. Poi, in molti paesi del mondo, qualcuno ha detto: ‘Lasciamo che le nostre figlie abortiscano, se lo vogliono. Ed il mondo ha detto OK”.

Si girano film e show televisivi che sommergono le anime di fango. E si fa musica che celebra violenza, suicidio, droga o ammicca al satanismo. E tutti trovano questo normale e dicono che è solo un gioco, com’è normale che, secondo le statistiche, un bimbo italiano, prima di aver terminato le elementari, veda in media in tv 8 mila omicidi e 100 mila atti di violenza, ma per carità togliamo la preghiera dalla scuola, ché sarebbe un atto di “violenza psicologica”.”Ora” proseguiva quella donna americana “ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché uccidono così facilmente estranei, compagni di scuola, e loro stessi. Probabilmente perché, com’è stato scritto, ‘l'uomo miete ciò che ha seminato’ (Galati 6:7). Uno studente ha ‘sinceramente’ chiesto: ‘Caro Dio, perché non hai salvato quella bambina che è stata uccisa in una scuola americana?’. Risposta: ‘Caro Studente, a Me non è permesso entrare nelle scuole americane. Sinceramente, Dio’ ”.

Nessuno ricordava quale fu la prima battaglia fatta dal nazismo appena arrivato al potere: la guerra dei crocifissi. Il nuovo regime pretese di spazzar via da tutte le scuole l’immagine di Gesù crocifisso. Fu uno scontro durissimo e la Chiesa fu praticamente lasciata sola a sostenerlo. Dov’erano gli intellettuali? Poi il nazismo, fra il 1939 e il 1940, spazzò via migliaia di “crocifissi viventi”, una eutanasia di massa per 70 mila disabili e malati mentali: ritennero le loro delle vite indegne di essere vissute e dettero loro “la morte pietosa”, ma anche in quel caso la Chiesa fu lasciata quasi sola, perché nei cuori, il crocifisso era stato spazzato via dalla pagana e feroce croce uncinata. E così alla fine Hitler scatenò la guerra e la Shoah. Dov’era Dio? Era stato cacciato da tempo. E stava agonizzando nei lager con Massimiliano Kolbe, Edith Stein o Dietrich Bonhoeffer, accanto a una moltitudine di croficissi. Siamo la generazione che ha visto poi consolidarsi nel mondo il più immane tentativo di strappare Dio dai cuori, imponendo l’ateismo di Stato: l’impero comunista che si è risolto nel più colossale genocidio planetario di uomini e popoli. Tutto questo c’insegna qualcosa? No. Noi siamo la generazione che non impara dalle tragedie del suo tempo. E per questo forse sarà destinata a ripeterle. Non abbiamo forse consegnato la costruzione europea a una tecnocrazia laicista e dispotica che ha voluto strappare le radici cristiane dell’albero europeo? Siamo la generazione che non sa più dare senso alla vita, né speranza ai propri figli, che vede addensarsi all’orizzonte nubi cupe di crisi planetarie, di guerre, di carestie, ma non afferra la mano della “Regina della Pace”, presente fra noi per salvarci. Perché si ride del Mistero e del soprannaturale, mentre si va da maghi e astrologi, perché si crede ai giornali e a internet e non al Vangelo, perché si irride chi parla di Satana e dell’Inferno, ma si affollano come non mai sette sataniche o esoteriche, perché si venerano le maschere vuote dei palcoscenici e della tv e si disprezzano i santi, perché si crede che libertà sia poter fare qualunque cosa, anziché essere veramente amati.

L’abbiamo visto nel recente passato. E siccome non ne traiamo le conseguenze lo vediamo nel presente e ancor più lo vedremo nel futuro. Qualcuno ha osservato: “Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi meravigliarsi perché il mondo sta andando all'inferno”.

 

 

Tratti di articoli di Antonio Socci