Il monito del Papa: «Su vita e famiglia i politici cattolici siano in sintonia con la Chiesa
Un nuovo, forte
appello alla coscienza dei cristiani per respingere «le molteplici spinte per
la legalizzazione di convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla
procreazione naturale» è stato lanciato oggi da papa Benedetto XVI di fronte ai
partecipanti all'assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita. «La
coscienza, talora sopraffatta dai mezzi di pressione collettiva - ha affermato
il pontefice - non dimostra sufficiente vigilanza circa la gravità dei problemi
in gioco e il potere dei più forti indebolisce e sembra paralizzare anche le
persone di buona volontà».
Parlando a tutto campo, Joseph Ratzinger ha anche denunciato «le forti
pressioni per la legalizzazione dell'aborto nei Paesi dell'America Latina e nei
Paesi in via di sviluppo, anche con il ricorso alla liberalizzazione delle
nuove forme di aborto chimico sotto il pretesto della salute riproduttiva».
Egualmente forte, da parte del pontefice, la condanna delle politiche del
controllo demografico - «nonostante siano ormai riconosciute come perniciose
anche sul piano economico e sociale» - e la ricerca «ossessiva» del «figlio
perfetto», con la diffusione della procreazione artificiale e di «varie forme
di diagnosi tendenti ad assicurarne la selezione», fino ad arrivare a «sottili
ed estese metodiche di eugenismo».
Chiara anche l'indicazione pontificia ai laici cristiani impegnati in politica,
nel momento in cui debbano prendere decisioni in materie tanto delicate: «Sono
chiamati ad accogliere quanto i pastori decidono come maestri e capi della
Chiesa», perchè «quando è in gioco il valore della vita umana questa armonia
tra funzione magisteriale e impegno laicale diventa singolarmente importante».
«La vita - ha concluso Benedetto XVI - è il primo dei beni ricevuti da Dio ed è
fondamento di tutti gli altri; garantire il diritto alla vita a tutti e in maniera
uguale per tutti è un dovere dal cui assolvimento dipende il futuro
dell'umanità».
Dall’esortazione Apostolica
SACRAMENTUM CARITATIS
Coerenza
eucaristica
83. È importante
rilevare ciò che i Padri sinodali hanno qualificato come coerenza eucaristica,
a cui la nostra esistenza è oggettivamente chiamata. Il culto gradito a Dio,
infatti, non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre
relazioni sociali: esso richiede la pubblica testimonianza della propria fede.
Ciò vale ovviamente per tutti i battezzati, ma si impone con particolare
urgenza nei confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che
occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali, come il
rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte
naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di
educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue
forme.(230) Tali valori non sono negoziabili. Pertanto, i politici e i
legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale,
devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente
formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura
umana.(231) Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia (cfr 1 Cor 11,27-29).
I Vescovi sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte
della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato.(232)