Casella di testo: Parola di Antonio SOCCIDifendiamo  la  famiglia

 

 

 


Il monito del Papa: «Su vita e famiglia i politici cattolici siano in sintonia con la Chiesa

Un nuovo, forte appello alla coscienza dei cristiani per respingere «le molteplici spinte per la legalizzazione di convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale» è stato lanciato oggi da papa Benedetto XVI di fronte ai partecipanti all'assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita. «La coscienza, talora sopraffatta dai mezzi di pressione collettiva - ha affermato il pontefice - non dimostra sufficiente vigilanza circa la gravità dei problemi in gioco e il potere dei più forti indebolisce e sembra paralizzare anche le persone di buona volontà».
Parlando a tutto campo, Joseph Ratzinger ha anche denunciato «le forti pressioni per la legalizzazione dell'aborto nei Paesi dell'America Latina e nei Paesi in via di sviluppo, anche con il ricorso alla liberalizzazione delle nuove forme di aborto chimico sotto il pretesto della salute riproduttiva». Egualmente forte, da parte del pontefice, la condanna delle politiche del controllo demografico - «nonostante siano ormai riconosciute come perniciose anche sul piano economico e sociale» - e la ricerca «ossessiva» del «figlio perfetto», con la diffusione della procreazione artificiale e di «varie forme di diagnosi tendenti ad assicurarne la selezione», fino ad arrivare a «sottili ed estese metodiche di eugenismo».
Chiara anche l'indicazione pontificia ai laici cristiani impegnati in politica, nel momento in cui debbano prendere decisioni in materie tanto delicate: «Sono chiamati ad accogliere quanto i pastori decidono come maestri e capi della Chiesa», perchè «quando è in gioco il valore della vita umana questa armonia tra funzione magisteriale e impegno laicale diventa singolarmente importante». «La vita - ha concluso Benedetto XVI - è il primo dei beni ricevuti da Dio ed è fondamento di tutti gli altri; garantire il diritto alla vita a tutti e in maniera uguale per tutti è un dovere dal cui assolvimento dipende il futuro dell'umanità».

 

Dall’esortazione Apostolica SACRAMENTUM CARITATIS

Coerenza eucaristica

83. È importante rilevare ciò che i Padri sinodali hanno qualificato come coerenza eucaristica, a cui la nostra esistenza è oggettivamente chiamata. Il culto gradito a Dio, infatti, non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre relazioni sociali: esso richiede la pubblica testimonianza della propria fede. Ciò vale ovviamente per tutti i battezzati, ma si impone con particolare urgenza nei confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme.(230) Tali valori non sono negoziabili. Pertanto, i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana.(231) Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia (cfr 1 Cor 11,27-29). I Vescovi sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato.(232)